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Vecchio 18-09-2009, 21.51.06
pirex
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Predefinito Economia perversa - Buone notizie, ma solo per evasori e criminali

Economia perversa. Buone notizie, ma solo per evasori e criminali

pubblicato il 18 settembre 2009 alle 08:30 dallo stesso autore - torna alla
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Ancora favori e vantaggi ai contribuenti infedeli.

Lo scudo fiscale sarà esteso anche ai procedimenti penali, mentre i dati
macroeconomici confermano che, nonostante la crisi e le rosee previsioni di
Tremonti e Berlusconi, torna a crescere l'evasione fiscale.



Come già da noi riferito nel precedente articolo sull'inconcepibile "regalo"
ad evasori e contribuenti infedeli presente cosiddetto "scudo fiscale",
fortemente voluto dal Ministro dell'Economia, la maggioranza parlamentare si
appresta ad estendere il provvedimento anche ai procedimenti penali per
tutti quei capitali illecitamente esportati all'estero, che nella versione
attuale, invece, sana solo i reati d'omessa denuncia e dichiarazione
infedele.

TEMPI STRETTI - Un emendamento a firma del senatore Paolo Flores del Pdl e
subito accolto dal relatore di maggioranza e collega di partito Antonio
Gentile, ha messo "nero su bianco" questa decisione.

Per bocca del senatore Flores nella maggioranza sono tutti d'accordo.

"Non nascondiamoci dietro ipocrisie - ha candidamente dichiarato - se
vogliamo evitare che lo scudo sia un flop dobbiamo allargare le maglie".

Lo stesso Gentile, in seguito, si è detto ottimista sul fatto che l'esecutivo
accolga l'estensione della sanatoria ai reati penali anche se bisognerà
capire entro che limiti e quale tipologia di reati.

I tempi per il via libera al decreto si preannunciano stretti, poiché i
senatori devono votare solo sei emendamenti. Il decreto correttivo è stato
varato in tutta fretta dal governo per modificare alcune norme del decreto
fiscale numero 78, tra cui quella che istituisce lo scudo fiscale. Entrato
in vigore il 5 agosto, il decreto dovrà essere convertito in legge entro
inizio ottobre, pena la decadenza.

IL BLITZ

- L'operazione messa in atto dalla maggioranza di centrodestra si configura,
quindi, come un vero e proprio blitz parlamentare.

L'obiettivo è evidente: rendere ancora più conveniente la sanatoria ed
impedire, de facto, alla magistratura di usare come prova nei confronti di
coloro che hanno già procedimenti penali in corso, come la bancarotta, l'evasione
fiscale o il falso in bilancio, la stessa dichiarazione d'adesione a quello
che appare, a tutti gli effetti, un vero e proprio condono tombale.

Ovviamente, come già accaduto per altri provvedimenti varati in tutta
fretta da questo governo, la modifica rischia di aprire nuove incertezze e
possibili incomprensioni a sole poche ore di distanza dalla partenza dell'operazione
scudo fiscale, dalla diffusione dei moduli e delle indicazioni operative da
parte dell'Agenzia delle entrate.

Poche righe, quindi, che fanno carta straccia di quello che dovrebbe invece
costituire un patrimonio comune, nel contrasto al fenomeno del riciclaggio
di denaro sporco: ovvero l'assunto secondo il quale le istituzioni, statali
e transnazionali debbano stringere le maglie della rete antiriciclaggio
abbracciando tutti i settori economici.

Ciò perché, ove alcuni ambiti fossero regolati in modo meno rigido di
altri, la criminalità utilizzerebbe i primi per riciclare la propria
ricchezza, così vanificando l'opera delle stesse autorità.

I CONTI

- Se ci spostiamo poi al dato delle Entrate fiscali, con buona pace delle
ottimistiche dichiarazioni rilasciate dal Ministero dell'Economia e
supinamente replicate da diversi Tg ed organi d'informazione, si può
facilmente evidenziare come anche l'evasione fiscale è in repentino aumento.

Nel 2008 è stato più volte documentato da fonti indipendenti come nonostante
l'aumento, seppure di poco, del PIL e delle importazioni nette, il gettito
dell'IVA sia però diminuito. Il fenomeno è indiscutibile, da qualsiasi lato
lo si voglia analizzare.

Infatti, il gettito dell'Iva nel 2008 è calato rispetto al 2007, secondo i
dati del Dipartimento delle finanze, sia se si prendono a riferimento i dati
di competenza giuridica (118,8 contro 120,7 miliardi, -1,6%) sia i dati di
cassa (120,5 contro 121,2 miliardi, -0,6%).

Tuttavia, nel 2008, secondo i dati Istat, il Pil nominale è cresciuto dell'1,8%
e, al suo interno, sono, seppur lievemente, cresciute tutte le componenti,
in particolare i consumi nazionali sono cresciuti del 2,9% mentre gli
investimenti solo dello 0,2%.

Anche le importazioni nette sono cresciute ed in misura rilevante (più del
115%). Il divario tra crescita del Pil e riduzione dell'IVA vale, secondo
alcune stime, dai 5 ai 6 miliardi di euro.

Dato che le aliquote dell'IVA non sono cambiate tra il 2007 e il 2008, un
simile fenomeno si spiega solo con l'aumento dell'evasione. In sostanza nel
2008 è cresciuta la quota di consumi non dichiarati al fisco e questo spiega
la riduzione del gettito.

A fine luglio, tuttavia, il Ministro Tremonti ha espresso, in sede d'audizione
parlamentare sul DPEF, un'opinione diversa, affermando che la riduzione del
gettito IVA andrebbe attribuita allo spostamento dei consumi verso prodotti
ad aliquota più bassa.

In pratica, Tremonti sostiene che il calo del gettito dell'IVA sarebbe
dovuto al fatto che la crisi ha fatto aumentare i consumi di beni alimentari
(tassati alle aliquote ridotte del 4% o del 10%) e ridotto, invece, quelli
di beni non alimentari (normalmente tassati al 20%).

Questa affermazione ha trovato subito un'autorevole smentita nelle
affermazioni del Governatore della Banca d'Italia il quale, nella sua
audizione, rilevava invece che "solo una parte del divario (tra aumento dei
consumi e riduzione del gettito Iva) sembrerebbe riconducibile ad una
ricomposizione dei consumi verso beni essenziali, caratterizzati da aliquote
più basse".

CHE NON TORNANO

- Vale la pena di tornare sulla questione. Per capire che i conti di
Tremonti non tornano basta guardare con un po' di attenzione le stime
diffuse dall'Istat sempre a luglio di quest'anno, relative alla composizione
dei consumi delle famiglie italiane nel 2008.

Effettivamente lo spostamento dei consumi da beni non alimentari a beni
alimentari si è verificato, ma contemporaneamente sono aumentate le famiglie
consumatrici e quindi non è possibile che questo spostamento spieghi la
riduzione del gettito.

Al contrario, dai dati ISTAT ci si sarebbe dovuti attendere un incremento
del gettito IVA, quantomeno per la parte riguardante i consumi familiari.

La tesi di Tremonti è che la minore tassazione dei beni alimentari dovrebbe
spiegare il calo di gettito dell'IVA.

L'Istat ci dice invece che le famiglie italiane nel 2008 erano circa 24
milioni e 641 mila, mentre nel 2007 erano 24 milioni e 282 mila.

Moltiplicando questi valori per le spese medie mensili di ciascun anno e per
i 12 mesi, ed applicando le aliquote del 7% per i beni alimentari e del 17%
per i beni non alimentari si arriva ad un gettito superiore previsto nel
2008 per circa 1,5 miliardi.

Dunque, non solo la "spiegazione" di Tremonti non spiega nulla, ma, anzi,
essa porta a concludere che il gettito IVA sarebbe dovuto aumentare nel 2008
pur tenendo conto della ricomposizione dei consumi familiari.

Si noti che il risultato non dipende dalle aliquote scelte: qualsiasi
aliquota sia scelta per le due categorie di beni si giunge a risultati che
cambiano d'entità ma non di segno: il gettito avrebbe in ogni modo dovuto
aumentare in assenza di evasione. Sarebbe interessante sapere, a questo
punto, su quali dati il Ministro ha fondato le sue considerazioni e, più in
generale, come si possa negare l'avvenuto incremento dell'evasione.

Ma temiamo che la Smorfia non venga ancora insegnata in nessuna facoltà di
Economia.

http://www.giornalettismo.com/


Alt 18-09-2009, 21.51.06
borsa-italia.net
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Vecchio 18-09-2009, 23.56.58
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Predefinito Re: Economia perversa - Buone notizie, ma solo per evasori e criminali

Quindi chi li ha riesce a regolarizzare soldi a nero che ancora ha in
Italia , facendo un piccolo gioco di prestigio....
 

Tags
buone, criminali, economia, evasori, notizie, perversa
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