Re: aedes siamo a quasi 40 milioni di pezzi pure oggi..
> ...mica pizza e fichi
questa è di febbraio... ma dimostra come sull'area di rubattino gravitino in
molti interessati... ed il comune di Milano dovrà decidere entro i prox 15
gg. e propendo per una decisione molto soddisfacente per Aedes (anche perchè
il presidente del consiglio è un azionista , e come sindaco c'è la Moratti)
mercoledì 11 febbraio 2009, 07:00
Il retroscena L’area industriale da dismettere fa gola alla Bocconi
aiuto Fabbrica. Case. Centro commerciale. Nel futuro della grande area di
via Rubattino - dove oggi ci sono i resti di quella che fu la gloriosa
Innocenti Santeustacchio - si sono dipinti scenari di ogni tipo. Tutti però
regolarmente smentiti: tanto che anche lo scoppio di violenza di ieri arriva
non in nome di un interesse preciso, di un’operazione determinata e
finalizzata, ma dentro un caos industriale, economico e urbanistico di cui
non si vede la fine. Sul quale, però, una parola viene pronunciata sotto
voce ma con insistenza: Bocconi. Il nome dell'università commerciale,
soggetto forte negli equilibri milanesi. L’unico, si dice, ad avere una idea
chiara sul destino da costruire per l’area, una volta ultimato lo
smantellamento dei resti industriali.
Che la situazione sia caotica è sotto gli occhi di tutti. Proprietaria dell’area
(attraverso la controllata Rubattino 87) è una società, la Aedes (ovvero le
famiglie Castelli e Amenduni), che vacilla sull’orlo del fallimento. Gli
impianti industriali, quelli di cui ieri è iniziato lo smantellamento,
appartengono al gruppo Genta di Torino, che punta solo a uscire di scena il
più rapidamente possibile. La Aedes nel frattempo ha fatto causa sia alla
Genta sia a quelli che c’erano prima, i tedeschi di Sms Demag, sostenendo di
non ricevere i soldi dell’affitto da quasi cinque anni. Uno scontro in cui
il manipolo di operai che presidiano la fabbrica - dall’esterno, su un
camper - appaiono destinati alla sorte dei vasi di coccio.
L’Innse verrà smantellata, su questo ormai non ci sono dubbi. Tutto da
vedere è cosa accadrà dell’area, una volta che gli ultimi macchinari saranno
stati portati via. Aedes - che attende a breve un piano di ristrutturazione
del debito verso le banche, ovvero un’ancora per evitare il fallimento - ha
già detto di essere pronta a dismettere gli asset non strategici, tra cui l’area
di Rubattino. «Di trattative concrete non ce ne sono» è la versione
ufficiale. Ma anche di recente si è tornato a sostenere che l’area fa gola
alla Bocconi, che lì potrebbe realizzare il suo polo esterno: dopo l’operazione
sull’area delle Autoguidovie italiane di via Rontgen, dopo quella sulla
Centrale del latte, una nuova performance edilizia dell'università più
famosa d’Italia.
Re: aedes Innse/ Domani giornata cruciale: si gioca partita sui macchinari
> ...mica pizza e fichi
Innse/ Domani giornata cruciale: si gioca partita sui macchinari
Se fallisce salta accordo. Oggi a vuoto incontro Genta-Mpc Srl
postato 17 ore fa da APCOM
Nel giorno in cui la Fiom indice per il 9 ottobre prossimo lo sciopero
nazionale dei metalmeccanici e cinque operai della Metalli Preziosi di
Paderno Dugnano salgono per protesta su una fornace a 15 metri di altezza,
alla Prefettura di Milano si è lavorato per chiudere e rendere operativa
l'intesa raggiunta il 12 agosto scorso per l'acquisizione da parte del
Gruppo Camozzi di Brescia della Innse di Milano di Silvano Genta. Ma nel
palazzo del governo di corso Monforte, si è chiuso dopo due ore con un
rinvio a domani, l'incontro tra Genta e i Cervo padre e figlio titolari
della Mpc Srl, per trovare un accordo con la mediazione del prefetto Gian
Valerio Lombardi e di fronte all'avvocato Claudio Tatozzi che rappresenta i
Camozzi. Infatti, pena l'annullamento del protocollo d'intesa firmato un
mese fa, entro domani (la data era il 31 agosto ma era stata prorogata su
richiesta del prefetto) Genta deve risolvere consensualmente i due contratti
riguardanti i macchinari della Innse ceduti, prima della vendita dello
stabilimento, alla Mpc-Lavorazioni Meccaniche Comec Srl di Santorso
(Vicenza) e alla alla Nuova Lombarmet Spa di Arluno (Milano). Da
quest'ultima il via libera è già arrivato: infatti questa mattina, l'azienda
lombarda ha inviato una lettera al Prefetto in cui offre la propria
disponibilità, giuridicamente vincolante, alla restituzione delle due
alesatrici in cambio di 552mila più Iva e a 200mila euro di indennizzo.
L'anno scorso le aveva acquistati dalla Innse per per circa un milione di
euro, insieme ad un tornio Carnaghi che non interessa ai Camozzi e che
dunque rimarrà di loro proprietà. Permane così il nodo della società veneta,
che nel marzo di quest'anno ha rilevato quattro giganteschi macchinari per
1,2 milioni di euro, di cui ha però versato solo 100mila euro (il valore
della penale) e che si trovano tutti ancora all'interno dello stabilimento
di via Rubattino. Macchine che per i Camozzi sono indispensabili e che sono
parte integrante dell'accordo di agosto per rilevare la Innse, ma che
l'azienda vicentina, denunciando perdite per milioni di euro tra
investimenti strutturali, assunzione di personali e commesse già recepite,
chiede di ottenere. Oggi i margini per chiudere l'accordo non si sono
trovati e dunque si tratterà ancora a partire dalla tarda mattinata di
domani, ultimo giorno possibile, "facendo salvo l'intoccabilità - spiega ad
Apcom Claudio Tatozzi - del protocollo d'intesa già siglato perché i Camozzi
non hanno alcuna intenzione di riaprire la trattativa né di concedere tempi
supplementari". Il cerino dunque sembra essere ora solo nelle mani di Genta
e dei Cervo, i cui rispettivi avvocati, Giambattista Lomartire e Gianpaolo
Marenghi, tra l'altro si conoscono bene e hanno lavorato insieme. Un cerino
che scotta ogni giorno di più, anche per la determinazione a risolvere la
vicenda manifestata dal prefetto Lombardi (a cui tutte le parti in causa
riconoscono un ruolo fondamentale di mediatore), che nei momenti più
delicati ha avuto il pieno e diretto sostegno della Presidenza del
Consiglio. Se domani si troverà l'intesa e si chiuderà la partita sulle
macchine, si aprirà subito quella sull'area di 45mila mq su cui in parte
sorge lo stabilimento. Un altro match che va concluso entro la fine del
mese, pena, una volta ancora, l'annullamento dell'accordo. Qui gli occhi
sono ora puntati sul Comune di Milano che deve valutare la congruità delle
richieste compensative fatte da Aedes, l'immobiliare proprietaria dell'area
di via Rubattino.
Re: aedes siamo a quasi 40 milioni di pezzi pure oggi..
"LoZioPuparo®" <ZioSignal@Tornato.it> ha scritto nel messaggio
news:GxMrm.63890$9f6.70841@twister1.libero.it...
> ...mica pizza e fichi
> ricordate, grafico della madonna...
ha tenuto perfettamente 0,24, su cui ha rimbalzato, anzi c'è stata pure un
finta rottura ribassista magna stop-loss, da cui si è risollevata subito.
Volumi altissimi, notizie imminenti (forse una stasera o domani al max),
forse mi avete convinto, un cippettino ce lo metto...