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Vecchio 06-09-2009, 22.35.55
pirex
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Predefinito [OT] Silvio a reti unificate - Milena Gabanelli azzoppata


Silvio a reti unificate

di Denise Pardo


Mette le mani sulla La7.
Controlla le nomine a Raitre.
Condiziona il ritorno di Travaglio.
Toglie la tutela legale alla Gabanelli.
Così nasce il monopolio tv


Milena Gabanelli azzoppata.
Sotto pressione per il tentativo di mandare in onda il suo "Report" su
Raitre senza rete di protezione legale da parte di viale Mazzini.
Marco Travaglio in discussione.
Ancora privo di contratto, a meno di essere trattato nel programma ?
Anno zero" di Michele Santoro su Rai Due non da editorialista come gli anni
precedenti ma da ospite all'interno di un contraddittorio.
Questo, e non solo, lato Rai.
Poi: Telecom, nella gara definita dall'Autorità per le Garanzie nelle
Comunicazioni e dal vice ministro Paolo Romani per l'assegnazione dei due
multiplex per i programmi in digitale terrestre, è stata messa sullo stesso
piano dei colossi Rai e Mediaset che probabilmente vinceranno.

Secondo gli esperti ci sarebbero tutte le ragioni per fare ricorso.
Ma finora la società guidata da Franco Bernabè, manager non proprio organico
alla corte di Arcore e non saldissimo in sella, ha preferito evitare di
farlo.
La spada di Tarak, invece su La7.
Ovvero l'aleggiare del tacito interesse di Tarak Ben Ammar, letto da molti
come una sorta di diritto di prelazione da parte di un uomo potente piazzato
nei cda della stessa Telecom e nella Mediobanca di Cesare Geronzi (un tempo
era stato anche consigliere di Mediaset nonché testimone in difesa di
Berlusconi nei processi di Mani Pulite) e allietato da un portafoglio di
amicizie pesanti: dal Cavaliere a Massimo D'Alema fino a Rupert Murdoch.

Segnali dell'inizio di una stagione che si annuncia a dir poco
incandescente.
Per non parlare di Sky sotto tiro da dicembre, tra rialzo dell'Iva deciso
dal governo e il divorzio non consensuale dalla Rai, a causa del suo
successo italiano tale da portare James Murdoch, il figlio dello Squalo, a
presidiare il territorio con una presenza sempre più assidua.


Scene di una stagione probabilmente da manuale, nel senso di un trattato più
militaresco che storico.
Tappe di un'avanzata mediatica che non sente neanche il dovere di
camuffarsi.
Un autunno da ricordare come la manifestazione della brama di un controllo
sui gangli dell'informazione e della televisione sfacciata come mai prima
d'ora.
Dove le poche free zone rimaste di reti, telegiornali, emittenti, società di
Tlc fanno fatica a sottrarsi all'influenza ambientale, persuasiva e
economica dell'inquilino di Palazzo Chigi.
Forse perché nel terzo governo Berlusconi, la comunicazione sta
definitivamente prendendo il posto della politica.
Ed è su questo tavolo, su questo sistema che si giocherà la grande partita
del Cavaliere. Non sull'azione ma sulla rappresentazione.


Non sui contenuti ma sugli attributi.
In effetti, una vera e propria escalation.
Al ritmo di una mossa dopo l'altra sempre più disinvolta. La legge sulle
intercettazioni.
La causa civile contro "Repubblica" colpevole di formulare dieci domande
volte a chiarire il suo comportamento e di riportare i pesanti giudizi della
stampa internazionale incredula davanti alle sue gesta.
Gli attacchi personali all'editore Carlo De Benedetti e al direttore Ezio
Mauro.
I 2 milioni di risarcimento chiesti a "l'Unità".

L'offensiva a suon di cannonate del "Giornale" di famiglia firmato per la
seconda volta da Vittorio Feltri, seguito a ruota da quelle di "Libero"
diretto da Maurizio Belpietro, ex direttore di "Panorama" e del "Giornale".
E ora alla richiesta dell'Europa di chiarire i respingimenti dei migranti,
addirittura la minaccia:
quella di bloccare il funzionamento dell'Ue qualora siano i portavoce a
permettersi di chiedere spiegazioni.
Al limite del grottesco:
trasformare i portavoce in porta silenzi.
Ecco, dunque, l'evoluzione del Cavaliere con al suo fianco i paladini del
momento, due falchi finalmente.

L'uomo di legge, Nicolò Ghedini.
L'uomo di carta, Vittorio Feltri
Pronti ad assecondarlo nell'opera di esclusione ed eliminazione
dell'informazione non allineata.
In un delirio di intolleranza come è stato definito da Giuseppe Giulietti,
deputato Idv uno che se ne intende di telecomunicazioni.

A viale Mazzini, sistemate le due reti e i due tg, urge affrontare il cambio
ai vertici della più nobile delle riserve indiane, Raitre e il suo
telegiornale.
Anche se al Tg1 di Augusto Minzolini manca ancora un tocco, il boccone
prelibato per la Lega: la nomina del sesto vicedirettore cioè Enrico
Castelli, spesso al seguito del Cavaliere nel settentrione d'Italia, con una
sorta di delega per l'informazione del Nord da gestire con tre giornalisti
ad hoc.

Ma si diceva, il terzo canale, zona franca della tv pubblica, a parte il
recinto di Michele Santoro a Raidue (alla domanda: «Andrete in onda senza
Travaglio? » Sandro Ruotolo risponde senza sbilanciarsi: «"Anno zero" è
Santoro, Vauro, Marco Travaglio...».
Ecco, la terra libera di "Report" («Mi auguro che la cancellazione della
clausola di manleva rientri », commenta Gabanelli
«In caso contrario sarebbe complicato fare un programma d'inchiesta dove la
maggior parte delle cause sono pretestuose tanto che in 13 anni di vita, non
ne abbiamo mai persa una»).

La striscia di "Parla con me" di Serena Dandini (gli scettici Rai escludono
che manterrà la messa in onda dal martedì al venerdì).
Il ticket perfetto per Raitre ci sarebbe:
Enrico Mentana al Tg3 (nell'agenda del direttore generale Mauro Masi un
incontro con lui).
Giovanni Minoli alla rete con l'interim della sua Rai Educational,
trasformata da lui in un gioiellino.
Per carità, fior di professionisti.
Ma soprattutto, nessuno dei due, un salto nel buio.
Con qualità e difetti sia dell'uno che dell'altro ben noti ovunque, sia a
viale Mazzini che a Palazzo Chigi visto il loro lungo cursus honorum.
Tra l'altro, un binomio impossibile da bocciare anche per l'opposizione.
Che però, per il tg avrebbe il suo candidato con i quattro quarti:
Bianca Berlinguer, sostenuta dai dalemiani e da Pierluigi Bersani, ma anche
da Dario Franceschini e da Walter Veltroni.
Non da Paolo Gentiloni o dal consigliere Rai Nino Rizzo Nervo, area quel che
fu della Margherita, propensi, invece, a difendere lo status quo:
non tanto Antonio Di Bella (al quale non dispiacerebbe cambiare) ma
soprattutto Paolo Ruffini, direttore di rete da sette anni.

E la clamorosa rottura di Mentana con Mediaset con le dimissioni mai
formalizzate ma accettate al volo da Cologno Monzese?
Acqua passata sembrerebbe.
Tanto che a fine primavera, all'epoca degli incontri ravvicinati con l'ex
direttore del Tg5, i vertici de La7 avevano avuto segnali rassicuranti,
almeno all'apparenza, sul suo gradimento da parte dell'entourage del
Cavaliere.
Poi, Telecom non fa ricorsi sul digitale.
Che andrà a Rai e Mediaset tutto si era fermato.
Forse l'arrivo di un nuovo pezzo grosso su La7 che va già forte con
l'informazione diretta da Antonello Piroso e poco ortodossa secondo il metro
di giudizio berlusconiano, avrebbe aumentato troppo l'appeal della
televisione?
Forse gli appetiti sulla tv di Telecom hanno ragioni che escludono exploit?
Fatto sta che i rumors di una possibile vendita a una cordata di
imprenditori amici di Ben Ammar, nell'ombra vista la sua posizione
all'interno del gruppo e la sua vicinanza a Berlusconi, continuano.

Questa volta, si parla anche di un coinvolgimento di Marco Bassetti,
artefice del peso sui palinsesti tv di Endemol (quasi monopolista di Rai Uno
e produttrice del "Grande fratello"), società di cui è stato da poco
nominato presidente.
Bassetti, protagonista sempre più centrale nel sistema dei poteri forti tv,
con rapporti bi e tri laterali, nega con vigore qualunque interesse nella
faccenda.
Forse anche perché Endemol è partecipata al 33 per cento da Mediaset.
Per dire, gli intrecci.
La stessa società produce per esempio "Che tempo che fa" di Fabio Fazio, una
di quelle trasmissioni che provoca, come minimo e per il nervoso, il fuoco
di Sant'Antonio al Cavaliere e ai suoi.
Altro intreccio, per dare l'idea:
Ben Ammar è azionista di rilievo della Lux Vide, casa di produzione
presieduta con successo da Matilde Bernabei, moglie di Giovanni Minoli.
E come si è già detto, Ben Ammar siede nel consiglio d'amministrazione di
Telecom.
Nel comunicato della semestrale del 30 luglio di Telecom Italia Media, il
cda prende atto della delibera dell'Autorità per le Comunicazioni per la
digitalizzazione delle reti tv terrestri.. e del fatto che la società «si
sta adoperando per ottenere la quarta rete anche attraverso la gara di
assegnazione in corso di definizione».

In pratica, per obbedire alle richieste dell'Europa di 5 multiplex (o reti)
da mettere a gara, tre da destinare ai nuovi entranti e due a operatori con
posizioni dominanti, Telecom è stata considerata alla stregua della potenza
di Rai e Mediaset.
Per i cultori della materia, questo avrebbe potuto rappresentare un
validissimo motivo di ricorso al Tar per evitare l'eventualità, considerata
molto probabile, di una sconfitta e della perdita di un multiplex, ossia di
un valore calcolabile intorno ai 150 milioni.

Al momento, Franco Bernabè ha scelto di non intraprendere le vie legali.
E questo avrà di certo fatto piacere al vice ministro per Comunicazioni
Romani e ai mammasantissima dell'Autorità che hanno definito il bando di
gara...
La cappa berlusconiana sull'informazione e sulle tlc si allarga, si abbassa
e preme ovunque può.

La sua bestia nera, la vera free zone, il pane per i suoi denti rimane Sky.
Il suo Tg24 diretto e creato, la nemesi è buffa, da Emilio Carelli, uno dei
fondatori del Tg5, prospera, aumenta il suo gradimento e rivendica di essere
stato il primo tg a dare la notizia dell'inchiesta di Bari che ha portato
poi allo scandalo delle escort a Palazzo Grazioli.
Dopo essere diventata il terzo incomodo dell'ex duopolio, la prima
espressione televisiva di concorrenza è entrata nella classifica dei nemici
di Mediaset.
Tanto che un po' per il suo successo, un po' per le ultime vicende, fatto
sta che James Murdoch arriva una volta al mese in Italia per almeno tre
giorni, e il suo coinvolgimento nelle decisioni è sempre più profondo.
Non solo nella sua azienda.
Anche nella realtà italiana.
Tanto da partecipare, dopo le descrizioni entusiastiche del magnate della
comunicazione Martin Sorel, al meeting di Rimini di Cl.
Nonostante il delirio di intolleranza e la brama di silenziatore il
carrozzone berlusconiano dovrà rassegnarsi.
E accettare che esistono free zone capaci di sfuggire alla sua influenza.

(03 settembre 2009)
http://espresso.repubblica.it/dettag...cate/2108586/8



Alt 06-09-2009, 22.35.55
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Vecchio 07-09-2009, 00.14.24
Dott. Marino Ferdano
Guest
 
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Predefinito Re: [OT] Silvio a reti unificate - Milena Gabanelli azzoppata

Dear Members,

First, let me apology for my inability to see huge short term move in gold
and silver which came Wednesday and Thursday. I never saw this taking place
but yes in my subconscious mind I was aware that until 9/9/9 that anything
can happen in metals.

One thing that we have learned is that the last 10 days of before Saturn
changes, the zodiac house every thirty months brings drastic changes into
each and everyone's life. It can be an emotional moment, huge gains or
losses. Many lose their reputation; and on the other hand many gain; for
many there is a new beginning and for many, an end of an era. Next week, on
9/9/9, Saturn is changing after 30 months and the current last nine days of
Saturn will bring up and down everyone's life.

The financial market is a very sensitive market, and Saturn will give huge
impact in a trader's life, so until 9/9/9, there will be tough times for
many and a new beginning will take place from a fresh or zero. For many
rises will turn into falls, and many of those who are struggling will make
new beginning toward new journey after 9/9/9.

Gold and silver enjoyed and want to take maximum benefits before their bad
period starts and on other hand US Dollar is going through fighting period
before Saturn changes on 9/9/9. It is always very crucial period before you
enter into new era of Saturn and that can be either negative or positive.

Many of those whose good times are about to change may go through with huge
pain of this last 10 days; and for them like world is ending, but that not
the case because planets have their own game. Here, I predict that those who
are going through a rough patch will get a great new beginning and people
those who doesn't feel comfortable after 9/9/9, will be sign of negative
time so they shouldn't do anything aggressive or speculation for the next 30
months so please, monitor your life and don't ignore if there is negative
sign. Those who start feeling better after 9/9/9 should work hard and they
will be on top of the world within 30 months.. Complete part from here will
be in our next week's newsletter.

Fridays update:

Few hours back arrived in Mumbai-India, and gold and silver are on fire once
they broke out important resistance levels, gold investors jumped in to
acquire positions once they saw that it got broke out from important level
and also many short must close down because of huge move. Our stand s
unclear until 9/9/9 in metals but our future prediction of gold reaching
$550 and silver around $6.45 is very much standing there with in next one
year so it is great time to take puts or sell call (options). Anything can
happen at this stage like what happen in oil after it broke $109.80, and
went to $145 but gold and silver has time problem because their best time is
ending on 9/9/9 so this is last move. I am warning investors to stay away as
I see gold and silver as most depressing period is starting after 9/9/9 and
prices will reach multi year low in 2010. Maximum side gold may rise up to
$1002 to 1007 and silver $16.32 to 16.48.

Copper and other base metals will keep moving down without any further rise.

I know on one is agreeing with our prediction of gold going toward $550 and
silver $6.45 but time will tell.

Dollar is trading the way we saw and it should trade positive and let's see
how it fights until 9/9/9 because after 9/9/9 open sky for USD. Melt down in
currencies is on the way and Dollar Index will reach historic high more than
150 or even 250.

Grains should bottom out but wait for right timing as they can fall more
before they rise and our newsletter will guide you. Corn and Wheat will
bottom out first around $281 (corn) and wheat $421.

Oil to remain down but gas may have huge move with in five to seven days.

Stock market will remain in sideways trend but we are watching very closely
as either crash or big rise will start soon. If in the month of September
all markets rise then we expect 30% crash in October.

Everything else you follow as per newsletter prediction, just metals is
trading differently and why not they want to take maximum out of last nine
days.

Two strongest trends is on the way after 9/9/9.

WEAK TREND IN PRECIOUS METALS

RISING TREND IN US DOLLAR





"pirex" <mokena@pakita.sus> ha scritto nel messaggio
news:L2Vom.58076$1s6.1684@twister2.libero.it...
> Silvio a reti unificate
> di Denise Pardo
> Mette le mani sulla La7.
> Controlla le nomine a Raitre.
> Condiziona il ritorno di Travaglio.
> Toglie la tutela legale alla Gabanelli.
> Così nasce il monopolio tv
> Milena Gabanelli azzoppata.
> Sotto pressione per il tentativo di mandare in onda il suo "Report" su
> Raitre senza rete di protezione legale da parte di viale Mazzini.
> Marco Travaglio in discussione.
> Ancora privo di contratto, a meno di essere trattato nel programma ?
> Anno zero" di Michele Santoro su Rai Due non da editorialista come gli
> anni
> precedenti ma da ospite all'interno di un contraddittorio.
> Questo, e non solo, lato Rai.
> Poi: Telecom, nella gara definita dall'Autorità per le Garanzie nelle
> Comunicazioni e dal vice ministro Paolo Romani per l'assegnazione dei due
> multiplex per i programmi in digitale terrestre, è stata messa sullo
> stesso
> piano dei colossi Rai e Mediaset che probabilmente vinceranno.
> Secondo gli esperti ci sarebbero tutte le ragioni per fare ricorso.
> Ma finora la società guidata da Franco Bernabè, manager non proprio
> organico
> alla corte di Arcore e non saldissimo in sella, ha preferito evitare di
> farlo.
> La spada di Tarak, invece su La7.
> Ovvero l'aleggiare del tacito interesse di Tarak Ben Ammar, letto da molti
> come una sorta di diritto di prelazione da parte di un uomo potente
> piazzato
> nei cda della stessa Telecom e nella Mediobanca di Cesare Geronzi (un
> tempo
> era stato anche consigliere di Mediaset nonché testimone in difesa di
> Berlusconi nei processi di Mani Pulite) e allietato da un portafoglio di
> amicizie pesanti: dal Cavaliere a Massimo D'Alema fino a Rupert Murdoch.
> Segnali dell'inizio di una stagione che si annuncia a dir poco
> incandescente.
> Per non parlare di Sky sotto tiro da dicembre, tra rialzo dell'Iva deciso
> dal governo e il divorzio non consensuale dalla Rai, a causa del suo
> successo italiano tale da portare James Murdoch, il figlio dello Squalo, a
> presidiare il territorio con una presenza sempre più assidua.
> Scene di una stagione probabilmente da manuale, nel senso di un trattato
> più
> militaresco che storico.
> Tappe di un'avanzata mediatica che non sente neanche il dovere di
> camuffarsi.
> Un autunno da ricordare come la manifestazione della brama di un controllo
> sui gangli dell'informazione e della televisione sfacciata come mai prima
> d'ora.
> Dove le poche free zone rimaste di reti, telegiornali, emittenti, società
> di
> Tlc fanno fatica a sottrarsi all'influenza ambientale, persuasiva e
> economica dell'inquilino di Palazzo Chigi.
> Forse perché nel terzo governo Berlusconi, la comunicazione sta
> definitivamente prendendo il posto della politica.
> Ed è su questo tavolo, su questo sistema che si giocherà la grande partita
> del Cavaliere. Non sull'azione ma sulla rappresentazione.
> Non sui contenuti ma sugli attributi.
> In effetti, una vera e propria escalation.
> Al ritmo di una mossa dopo l'altra sempre più disinvolta. La legge sulle
> intercettazioni.
> La causa civile contro "Repubblica" colpevole di formulare dieci domande
> volte a chiarire il suo comportamento e di riportare i pesanti giudizi
> della
> stampa internazionale incredula davanti alle sue gesta.
> Gli attacchi personali all'editore Carlo De Benedetti e al direttore Ezio
> Mauro.
> I 2 milioni di risarcimento chiesti a "l'Unità".
> L'offensiva a suon di cannonate del "Giornale" di famiglia firmato per la
> seconda volta da Vittorio Feltri, seguito a ruota da quelle di "Libero"
> diretto da Maurizio Belpietro, ex direttore di "Panorama" e del
> "Giornale".
> E ora alla richiesta dell'Europa di chiarire i respingimenti dei migranti,
> addirittura la minaccia:
> quella di bloccare il funzionamento dell'Ue qualora siano i portavoce a
> permettersi di chiedere spiegazioni.
> Al limite del grottesco:
> trasformare i portavoce in porta silenzi.
> Ecco, dunque, l'evoluzione del Cavaliere con al suo fianco i paladini del
> momento, due falchi finalmente.
> L'uomo di legge, Nicolò Ghedini.
> L'uomo di carta, Vittorio Feltri
> Pronti ad assecondarlo nell'opera di esclusione ed eliminazione
> dell'informazione non allineata.
> In un delirio di intolleranza come è stato definito da Giuseppe Giulietti,
> deputato Idv uno che se ne intende di telecomunicazioni.
> A viale Mazzini, sistemate le due reti e i due tg, urge affrontare il
> cambio
> ai vertici della più nobile delle riserve indiane, Raitre e il suo
> telegiornale.
> Anche se al Tg1 di Augusto Minzolini manca ancora un tocco, il boccone
> prelibato per la Lega: la nomina del sesto vicedirettore cioè Enrico
> Castelli, spesso al seguito del Cavaliere nel settentrione d'Italia, con
> una
> sorta di delega per l'informazione del Nord da gestire con tre giornalisti
> ad hoc.
> Ma si diceva, il terzo canale, zona franca della tv pubblica, a parte il
> recinto di Michele Santoro a Raidue (alla domanda: «Andrete in onda senza
> Travaglio? » Sandro Ruotolo risponde senza sbilanciarsi: «"Anno zero" è
> Santoro, Vauro, Marco Travaglio...».
> Ecco, la terra libera di "Report" («Mi auguro che la cancellazione della
> clausola di manleva rientri », commenta Gabanelli
> «In caso contrario sarebbe complicato fare un programma d'inchiesta dove
> la
> maggior parte delle cause sono pretestuose tanto che in 13 anni di vita,
> non
> ne abbiamo mai persa una»).
> La striscia di "Parla con me" di Serena Dandini (gli scettici Rai
> escludono
> che manterrà la messa in onda dal martedì al venerdì).
> Il ticket perfetto per Raitre ci sarebbe:
> Enrico Mentana al Tg3 (nell'agenda del direttore generale Mauro Masi un
> incontro con lui).
> Giovanni Minoli alla rete con l'interim della sua Rai Educational,
> trasformata da lui in un gioiellino.
> Per carità, fior di professionisti.
> Ma soprattutto, nessuno dei due, un salto nel buio.
> Con qualità e difetti sia dell'uno che dell'altro ben noti ovunque, sia a
> viale Mazzini che a Palazzo Chigi visto il loro lungo cursus honorum.
> Tra l'altro, un binomio impossibile da bocciare anche per l'opposizione.
> Che però, per il tg avrebbe il suo candidato con i quattro quarti:
> Bianca Berlinguer, sostenuta dai dalemiani e da Pierluigi Bersani, ma
> anche
> da Dario Franceschini e da Walter Veltroni.
> Non da Paolo Gentiloni o dal consigliere Rai Nino Rizzo Nervo, area quel
> che
> fu della Margherita, propensi, invece, a difendere lo status quo:
> non tanto Antonio Di Bella (al quale non dispiacerebbe cambiare) ma
> soprattutto Paolo Ruffini, direttore di rete da sette anni.
> E la clamorosa rottura di Mentana con Mediaset con le dimissioni mai
> formalizzate ma accettate al volo da Cologno Monzese?
> Acqua passata sembrerebbe.
> Tanto che a fine primavera, all'epoca degli incontri ravvicinati con l'ex
> direttore del Tg5, i vertici de La7 avevano avuto segnali rassicuranti,
> almeno all'apparenza, sul suo gradimento da parte dell'entourage del
> Cavaliere.
> Poi, Telecom non fa ricorsi sul digitale.
> Che andrà a Rai e Mediaset tutto si era fermato.
> Forse l'arrivo di un nuovo pezzo grosso su La7 che va già forte con
> l'informazione diretta da Antonello Piroso e poco ortodossa secondo il
> metro
> di giudizio berlusconiano, avrebbe aumentato troppo l'appeal della
> televisione?
> Forse gli appetiti sulla tv di Telecom hanno ragioni che escludono
> exploit?
> Fatto sta che i rumors di una possibile vendita a una cordata di
> imprenditori amici di Ben Ammar, nell'ombra vista la sua posizione
> all'interno del gruppo e la sua vicinanza a Berlusconi, continuano.
> Questa volta, si parla anche di un coinvolgimento di Marco Bassetti,
> artefice del peso sui palinsesti tv di Endemol (quasi monopolista di Rai
> Uno
> e produttrice del "Grande fratello"), società di cui è stato da poco
> nominato presidente.
> Bassetti, protagonista sempre più centrale nel sistema dei poteri forti
> tv,
> con rapporti bi e tri laterali, nega con vigore qualunque interesse nella
> faccenda.
> Forse anche perché Endemol è partecipata al 33 per cento da Mediaset.
> Per dire, gli intrecci.
> La stessa società produce per esempio "Che tempo che fa" di Fabio Fazio,
> una
> di quelle trasmissioni che provoca, come minimo e per il nervoso, il fuoco
> di Sant'Antonio al Cavaliere e ai suoi.
> Altro intreccio, per dare l'idea:
> Ben Ammar è azionista di rilievo della Lux Vide, casa di produzione
> presieduta con successo da Matilde Bernabei, moglie di Giovanni Minoli.
> E come si è già detto, Ben Ammar siede nel consiglio d'amministrazione di
> Telecom.
> Nel comunicato della semestrale del 30 luglio di Telecom Italia Media, il
> cda prende atto della delibera dell'Autorità per le Comunicazioni per la
> digitalizzazione delle reti tv terrestri.. e del fatto che la società «si
> sta adoperando per ottenere la quarta rete anche attraverso la gara di
> assegnazione in corso di definizione».
> In pratica, per obbedire alle richieste dell'Europa di 5 multiplex (o
> reti)
> da mettere a gara, tre da destinare ai nuovi entranti e due a operatori
> con
> posizioni dominanti, Telecom è stata considerata alla stregua della
> potenza
> di Rai e Mediaset.
> Per i cultori della materia, questo avrebbe potuto rappresentare un
> validissimo motivo di ricorso al Tar per evitare l'eventualità,
> considerata
> molto probabile, di una sconfitta e della perdita di un multiplex, ossia
> di
> un valore calcolabile intorno ai 150 milioni.
> Al momento, Franco Bernabè ha scelto di non intraprendere le vie legali.
> E questo avrà di certo fatto piacere al vice ministro per Comunicazioni
> Romani e ai mammasantissima dell'Autorità che hanno definito il bando di
> gara...
> La cappa berlusconiana sull'informazione e sulle tlc si allarga, si
> abbassa
> e preme ovunque può.
> La sua bestia nera, la vera free zone, il pane per i suoi denti rimane
> Sky.
> Il suo Tg24 diretto e creato, la nemesi è buffa, da Emilio Carelli, uno
> dei
> fondatori del Tg5, prospera, aumenta il suo gradimento e rivendica di
> essere
> stato il primo tg a dare la notizia dell'inchiesta di Bari che ha portato
> poi allo scandalo delle escort a Palazzo Grazioli.
> Dopo essere diventata il terzo incomodo dell'ex duopolio, la prima
> espressione televisiva di concorrenza è entrata nella classifica dei
> nemici
> di Mediaset.
> Tanto che un po' per il suo successo, un po' per le ultime vicende, fatto
> sta che James Murdoch arriva una volta al mese in Italia per almeno tre
> giorni, e il suo coinvolgimento nelle decisioni è sempre più profondo.
> Non solo nella sua azienda.
> Anche nella realtà italiana.
> Tanto da partecipare, dopo le descrizioni entusiastiche del magnate della
> comunicazione Martin Sorel, al meeting di Rimini di Cl.
> Nonostante il delirio di intolleranza e la brama di silenziatore il
> carrozzone berlusconiano dovrà rassegnarsi.
> E accettare che esistono free zone capaci di sfuggire alla sua influenza.
> (03 settembre 2009)
> http://espresso.repubblica.it/dettag...cate/2108586/8



 

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azzoppata, gabanelli, milena, reti, silvio, unificate
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