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Vecchio 04-09-2009, 20.14.01
pirex
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Predefinito [OT] Il delitto è compiuto, ora il sicario se ne vanta e si stropiccia le mani

Il delitto è compiuto
di GIUSEPPE D'AVANZO


DINO BOFFO, direttore dell'Avvenire, si è dimesso e non tiene conto
discutere del sicario.
È stato pagato per fare il suo sporco lavoro, se l'è sbrigata in fretta.
Ora se ne vanta e si stropiccia le mani, lo sciagurato.
Appare oggi più rilevante ricordare come è stato compiuto il delitto;
chi lo ha commissionato e perché;
quali sono le conseguenze per noi tutti:
per noi che viviamo in questa democrazia;
per voi che leggete i giornali;
per noi che li facciamo.

Dino Boffo è stato ucciso sulla pubblica piazza con una menzogna che non ha
nulla a che fare - né di diritto né di rovescio - con il giornalismo, ma con
una tecnica sovietica di disinformazione che altera il giornalismo in
calunnia.

Il mondo anglosassone ha un'espressione per definire quel che è accaduto al
direttore dell'Avvenire, character assassination, assassinio mediatico.

Il potere che ci governa ha messo in mano a chi dirige il Giornale del capo
del governo - una sorta di autoalimentazione dell'alambicco venefico a uso
politico - un foglio anonimo, redatto nel retrobottega di qualche burocrazia
della sicurezza da un infedele servitore dello Stato.
C'era scritto di Boffo come di "un noto omosessuale attenzionato dalla
Polizia di Stato".
L'assassino presenta quella diceria poliziesca come un fatto, addirittura
come un documento giudiziario.

È un imbroglio, è un inganno.
Non c'è alcuna "nota informativa".
È soltanto una ciancia utile al rito di degradazione.
L'assassino la usa come un bastone chiodato e, nel silenzio degli
osservatori, spacca la testa all'errante.

L'errore di Boffo?
Ha criticato, con i toni prudentissimi che gli sono propri e propri della
Chiesa, lo stile di vita di Silvio Berlusconi.
Ha lasciato che comparissero sulle pagine del quotidiano della Conferenza
episcopale l'amarezza delle parrocchie e dei parroci, il disagio dei
credenti e del mondo cattolico più popolare dinanzi all'esempio di vita di
Quello-Che-Comanda-Tutto.


Ora che c'è un morto, viene il freddo alle ossa pensare che anche una
prudente critica, una sorvegliata disapprovazione può valere, nell'infelice
Paese di Berlusconi, il prezzo più alto:
la distruzione morale e professionale.

Ma soltanto le prefiche e gli ipocriti se ne possono meravigliare.
Da mesi, il presidente del Consiglio ha rinunciato ad affermare la
legittimità del suo governo per mostrare, senza alcuna finzione ideologica,
come la natura più nascosta del suo potere sia la violenza pura.

Con l'assassinio di Dino Boffo, prima vittima della "campagna d'autunno"
pianificata con lucidità da Berlusconi (ha lavorato a questo programma in
agosto dimenticando la promessa di andare all'Aquila a controllare i
cantieri della ricostruzione), questa tecnica di dominio politico si libera
di ogni impaccio, di ogni decenza o scrupolo democratico.


Berlusconi decide di muovere contro i suoi avversari, autentici e presunti,
tutte intere le articolazioni del multiforme potere che si è assicurato con
un maestoso conflitto d'interesse.
Stila una lista di nemici.
Vuole demolirli.
Licenzia quelli tra i suoi che gli appaiono pirla, fessi, cacaminuzzoli.
Vuole sicari pronti a sporcarsi le mani.
È il padrone di quell'industria di notizie di carta e di immagini.
Muove come vuole.
È anche il presidente del Consiglio e governa le burocrazie della sicurezza
(già abbiamo visto in un'altra stagione i suoi servizi segreti pianificare
la demolizione dei "nemici in toga").

Il potere che ci governa chiede e raccoglie nelle sue mani le informazioni -
vere, false, mezze vere, mezze false, sudicie, fresche o ammuffite - che
possano tornare utili per il programma di vendetta e punizione che ha
preparato.
Quelle informazioni, opportunamente manipolate, sono rilanciate dai
giornali del premier nel silenzio dei telegiornali del servizio pubblico che
controlla, nell'acquiescenza di gruppi editoriali docili o intimiditi.
È questo il palcoscenico che ha visto il sacrificio di Dino Boffo ordinato
da Quello-Che-Comanda-Tutto.

È la scena dove ora salmodiano il coro soi-disant neutrale, le anime fioche
e prudenti in cerca di un alibi per la loro arrendevolezza, gli ipocriti in
malafede che, riscoprendo fuori tempo e oltre ogni logica la teoria degli
"opposti estremismi" mediatici, accomunano senza pudore le domande di
Repubblica alle calunnie del Giornale;
un'inchiesta giornalistica a un rito di degradazione sovietico;
la vita privata di un libero cittadino alla vita di un capo di governo che
liberamente ha deciso di rendere pubblica la sua; la ricerca della verità
all'uso deliberato della menzogna.

È questa la scena che dentro le istituzioni e nel Paese dovrebbe preoccupare
chiunque.
Per punirlo delle sue opinioni, un uomo è stato disseccato, nella sua
stessa identità, da una mano micidiale che ha raccolto contro di lui il
potere della politica, dello Stato, dell'informazione, dei giornali di
proprietà del premier usati come arma politica impropria.

Nei cromosomi della democrazia c'è la libertà di stampa e, come si legge
nell'articolo 21 della Costituzione, "il diritto di manifestare liberamente
il proprio pensiero". È questa libertà che è stata umiliata e schiacciata
con l'assassinio di Dino Boffo.
Lo si vede a occhio nudo, anche da lontano.
"Un giornalista è l'ultima vittima di Berlusconi", scrive il New York Times.
Chi, in Italia, non lo vuole vedere e preferisce chiudere gli occhi è un
complice degli uccisori e di chi ha commissionato quel character
assassination.

(4 settembre 2009)

http://www.repubblica.it/2009/09/sez...-compiuto.html



Alt 04-09-2009, 20.14.01
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 04-09-2009, 20.24.31
Arcore
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: [OT] Il delitto è compiuto, ora il sicario se ne vanta e si stropiccia le mani

== Quotato dall`articolo pirex (mokena@pakita.sus)

> È la scena dove ora salmodiano il coro soi-disant neutrale, le anime fioche
> e prudenti in cerca di un alibi per la loro arrendevolezza, gli ipocriti in


> Per punirlo delle sue opinioni, un uomo è stato disseccato, nella sua
> stessa identità, da una mano micidiale che ha raccolto contro di lui il


> Nei cromosomi della democrazia c'è la libertà di stampa e, come si legge
> nell'articolo 21 della Costituzione, "il diritto di manifestare liberamente
> il proprio pensiero".


si ma non diffamare il prossimo, come mai la CEI ha licenziato il molestatore?
  #3  
Vecchio 04-09-2009, 20.41.12
apuo
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: [OT] Il delitto � compiuto, ora il sicario se ne vanta e si stropiccia le mani

Arcore ha scritto:

> si ma non diffamare il prossimo, come mai la CEI ha licenziato il molestatore?


Si chiama CEI, si legge ICI.
Do ut des...mercanti.

apuo
  #4  
Vecchio 05-09-2009, 00.53.50
New Age
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: [OT] Il delitto ?compiuto, ora il sicario se ne vanta e si stropiccia le mani


"Arcore" <arcore@mail.com> ha scritto nel messaggio
news:h7rigf$26fv$1@news.ett.com.ua...
> == Quotato dall`articolo pirex (mokena@pakita.sus)
>> ?la scena dove ora salmodiano il coro soi-disant neutrale, le anime
>> fioche
>> e prudenti in cerca di un alibi per la loro arrendevolezza, gli ipocriti
>> in
>> Per punirlo delle sue opinioni, un uomo ?stato disseccato, nella sua
>> stessa identit? da una mano micidiale che ha raccolto contro di lui il
>> Nei cromosomi della democrazia c'?la libert?di stampa e, come si legge
>> nell'articolo 21 della Costituzione, "il diritto di manifestare
>> liberamente
>> il proprio pensiero".

> si ma non diffamare il prossimo, come mai la CEI ha licenziato il
> molestatore?


pistola


 

Tags
compiuto, delitto, mani, sicario, stropiccia, vanta
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