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Vecchio 11-07-2009, 23.24.08
pirex
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito [OT] G8, ecco perché è stato un fallimento. Al di là delle balle televisive

G8, ecco perché è stato un fallimento.
Al di là delle balle televisive

di Giulio Marcon*

Per Berlusconi sarà stato forse un successo (mediatico), ma per l'Africa, il
nostro pianeta e le persone in carne ed ossa che subiscono il peso della
crisi il G8 dell'Aquila è stato un clamoroso fallimento.

Gli stanziamenti per l'Africa (passati da 25 a 15 per poi assestarsi a 20
miliardi di dollari) non sono altro che merce riciclata (e anche un po'
avariata) delle promesse fatte al G8 di Glenagles e, prima ancora,
all'Assemblea
del Millennio delle Nazioni unite nel 2000 (ed ad altri appuntamenti
internazionali). Non si sa questi soldi chi e come li raccoglierà e da dove
verranno, né come - se trovati - verranno spesi.

L'accordo sul clima è al di sotto delle aspettative delle Nazioni unite e
il loro Segretario generale se ne è lamentato pubblicamente.

Fissare tra 41 anni (nel 2050) l'obiettivo della riduzione dei gas serra è
il modo più comodo per prendere tempo, salvo poi rivedere al ribasso gli
obiettivi ora posti, via via che si dimostreranno irrealizzabili.

La conclamata lotta ai paradisi fiscali e agli inusitati profitti dei
petrolieri è una pura petizione di principio.

E "people first" (prima le persone) è solo un vacuo slogan per nascondere
l'assenza
di misure vere per fronteggiare la crisi economica e finanziaria globale.

Per nuove regole sul commercio si rinvia al vertice di Doha del 2010.

E per i mercati l'enfasi è che continuino a rimanere "aperti" (non sia mai,
il protezionismo!), non sul fatto che si stabiliscano regole dure e
stringenti per evitare il casinò finanziario che ha dominato indisturbato in
questi anni.

Dei "diritti" del mercato si parla in lungo e in largo nelle dichiarazioni
dei G8, dei diritti del lavoro non c'è traccia.


Il G8 continua ad essere un club inutile (per il mondo) e anzi, spesso
dannoso. Inefficace nel regolare le politiche globali ed ambientali sullo
sviluppo ed egualmente inefficace nel fare fronte comune per rispondere ad
una crisi economica e finanziaria senza precedenti nel secondo dopoguerra.

Con un'operazione di maquillage politico e mediatico il G8 si allarga - a
seconda dei giorni - a G14 e poi a G20, ma nella sostanza nulla cambia.

I paesi emergenti rimangono alla finestra, ma soprattutto sono tenuti fuori
dalla porta gli altri 180 e passa paesi sulla cui testa ricadono alcune
decisioni prese dal G8.

Le Nazioni unite sono isolate ed emarginate, fuori dal gioco: eppure
sarebbero le uniche titolate a parteciparvi.

Anche l'invito - nella dichiarazione finale - a seguire l'esempio del
"trattato di non proliferazione e l'impegno a creare le condizioni di un
mondo senza armi nucleari" suona un po' strano alle orecchie di chi aspira
alla pace.
Sicuramente giusto.

Ma mentre si lavora per creare "le condizioni" di un mondo senza armi
nucleari, il G8 si dimentica di dirci che ogni anno si spendono oltre 1.200
miliardi di dollari per le armi (l'80% a carico dei paesi del G8) e
basterebbe ridurre del 4% la spesa militare mondiale per avere a
disposizione il doppio dei soldi stanziati per l'Africa.

Per l'Africa di soldi ne sono stati stanziati in questi anni.
A parole.

Infatti gli obiettivi del Millennio - per mancanza di risorse - sono nel
frattempo falliti e Berlusconi di promessa in promessa è arrivato a ridurre
del 56% i fondi per la cooperazione allo sviluppo nell'ultima finanziaria,
portando allo 0,11% la percentuale del PIL destinata ai paesi poveri.

Rivendicare il "successo"del G8 è un'ipocrisia assoluta di fronte a tante
migliaia di persone che muoiono di fame e di malattia nel continente
africano - e ai milioni di lavoratori che perdono il posto - alle quali si
fanno continue promesse che non vengono mantenute.

Il G8 è ormai un vecchio arnese degli anni del neoliberismo.

E' ora di cambiare rotta, di tornare alle Nazioni unite e ad un'idea di
mondo diversa, fondata sulla pace, la democrazia, un'economia di giustizia.

Ovviamente di questo al G8 non si è parlato.

*l'autore è il coordinatore della Campagna Sbilanciamoci

http://www.altracitta.org/?p=8019



Alt 11-07-2009, 23.24.08
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Vecchio 12-07-2009, 13.21.46
Aquarius
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: [OT] G8, ecco perché è stato un fallimento. Al di là delle balle televisive

hai sbagliato pianeta, guarda che ti trovi sulla terra, quel ridicolo globo
terracqueo che gira nel sistema solare...(per i forestieri.. collestazione
della colomba).
Se vuoi giustizia, equita' ed altro ancora ti suggerisco di migrare, al di
la' delkla nebilosa di orione pare si viva decisamente meglio, senz'altro in
modo a te piu' consono.
detto questo condivido cio' che dici..... ma la realta' e' quanto
scherzosamente ti ho scritto sopra.
Al punto in cui siamo solo una catastrofe planetaria puo' fare un po' di
seria puluzia....... forza aphofis siamo tutti con te..... eh eh eh
"pirex" <mokena@pakita.sus> ha scritto nel messaggio
news:Yp76m.36903$9f6.32405@twister1.libero.it...
> G8, ecco perché è stato un fallimento.
> Al di là delle balle televisive
> di Giulio Marcon*
> Per Berlusconi sarà stato forse un successo (mediatico), ma per l'Africa,
> il
> nostro pianeta e le persone in carne ed ossa che subiscono il peso della
> crisi il G8 dell'Aquila è stato un clamoroso fallimento.
> Gli stanziamenti per l'Africa (passati da 25 a 15 per poi assestarsi a 20
> miliardi di dollari) non sono altro che merce riciclata (e anche un po'
> avariata) delle promesse fatte al G8 di Glenagles e, prima ancora,
> all'Assemblea
> del Millennio delle Nazioni unite nel 2000 (ed ad altri appuntamenti
> internazionali). Non si sa questi soldi chi e come li raccoglierà e da
> dove
> verranno, né come - se trovati - verranno spesi.
> L'accordo sul clima è al di sotto delle aspettative delle Nazioni unite e
> il loro Segretario generale se ne è lamentato pubblicamente.
> Fissare tra 41 anni (nel 2050) l'obiettivo della riduzione dei gas serra è
> il modo più comodo per prendere tempo, salvo poi rivedere al ribasso gli
> obiettivi ora posti, via via che si dimostreranno irrealizzabili.
> La conclamata lotta ai paradisi fiscali e agli inusitati profitti dei
> petrolieri è una pura petizione di principio.
> E "people first" (prima le persone) è solo un vacuo slogan per nascondere
> l'assenza
> di misure vere per fronteggiare la crisi economica e finanziaria globale.
> Per nuove regole sul commercio si rinvia al vertice di Doha del 2010.
> E per i mercati l'enfasi è che continuino a rimanere "aperti" (non sia
> mai,
> il protezionismo!), non sul fatto che si stabiliscano regole dure e
> stringenti per evitare il casinò finanziario che ha dominato indisturbato
> in
> questi anni.
> Dei "diritti" del mercato si parla in lungo e in largo nelle dichiarazioni
> dei G8, dei diritti del lavoro non c'è traccia.
> Il G8 continua ad essere un club inutile (per il mondo) e anzi, spesso
> dannoso. Inefficace nel regolare le politiche globali ed ambientali sullo
> sviluppo ed egualmente inefficace nel fare fronte comune per rispondere ad
> una crisi economica e finanziaria senza precedenti nel secondo dopoguerra.
> Con un'operazione di maquillage politico e mediatico il G8 si allarga - a
> seconda dei giorni - a G14 e poi a G20, ma nella sostanza nulla cambia.
> I paesi emergenti rimangono alla finestra, ma soprattutto sono tenuti
> fuori
> dalla porta gli altri 180 e passa paesi sulla cui testa ricadono alcune
> decisioni prese dal G8.
> Le Nazioni unite sono isolate ed emarginate, fuori dal gioco: eppure
> sarebbero le uniche titolate a parteciparvi.
> Anche l'invito - nella dichiarazione finale - a seguire l'esempio del
> "trattato di non proliferazione e l'impegno a creare le condizioni di un
> mondo senza armi nucleari" suona un po' strano alle orecchie di chi aspira
> alla pace.
> Sicuramente giusto.
> Ma mentre si lavora per creare "le condizioni" di un mondo senza armi
> nucleari, il G8 si dimentica di dirci che ogni anno si spendono oltre
> 1.200
> miliardi di dollari per le armi (l'80% a carico dei paesi del G8) e
> basterebbe ridurre del 4% la spesa militare mondiale per avere a
> disposizione il doppio dei soldi stanziati per l'Africa.
> Per l'Africa di soldi ne sono stati stanziati in questi anni.
> A parole.
> Infatti gli obiettivi del Millennio - per mancanza di risorse - sono nel
> frattempo falliti e Berlusconi di promessa in promessa è arrivato a
> ridurre
> del 56% i fondi per la cooperazione allo sviluppo nell'ultima finanziaria,
> portando allo 0,11% la percentuale del PIL destinata ai paesi poveri.
> Rivendicare il "successo"del G8 è un'ipocrisia assoluta di fronte a tante
> migliaia di persone che muoiono di fame e di malattia nel continente
> africano - e ai milioni di lavoratori che perdono il posto - alle quali si
> fanno continue promesse che non vengono mantenute.
> Il G8 è ormai un vecchio arnese degli anni del neoliberismo.
> E' ora di cambiare rotta, di tornare alle Nazioni unite e ad un'idea di
> mondo diversa, fondata sulla pace, la democrazia, un'economia di
> giustizia.
> Ovviamente di questo al G8 non si è parlato.
> *l'autore è il coordinatore della Campagna Sbilanciamoci
> http://www.altracitta.org/?p=8019



 

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balle, delle, fallimento, perche, televisive
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