> La cc ha stabilito che un privato che possegga reti per oltre il 20%
> delle licenze (tetto fissato da una legge del parlamento a seguito di
> una sentenza della cc che sanciva che un privato non potesse avere 3
> reti...credo) deve entro il 31/12/2003 (termine non indicato dalla
> legge del parlamento) spostare l'eccedenza sul satellite/cavo (non vi
> è obbligo di cessione).
Diciamo che Mediaset, per rispettare la legge Maccanico può scegliere fra la
vendita di una rete, la sua chiusura o la sua trasmissione con tecnologie
diverse.
La Corte costituzionale ha solo aggiunto che ciò deve avvenire entro la fine
di quest'anno.
> Non si evince nessuna analogia implicita per il settore pubblico come
> da te avanzato.
Diciamo che non la evinci tu perchè ti rifiuti di evincerla.
> Rai3 non può trasmettere pubblicità non per decisione della cc ma per
> legge dello Stato.
Lo stesso vale pari pari per la questione di Rete4 (l'hai pure scritto !).
La stessa legge Maccanico che dice che una rete Rai non può trasmettere
pubblicità dice anche che un privato non può avere più di due reti.
Siccome quando la legge Maccanico è stata approvata la situazione era in
contrasto con la legge, la legge stessa prevedeva per entrambe le situazioni
un periodo di transizione, al termine del quale avrebbero dovuto essere
sanate, e demandava all'authority la fissazione di tale termine senza porre
limiti precisi.
La Corte Costituzionale ha solo detto, con certe motivazioni ed in
riferimento all'emittenza privata, che un termine avrebbe dovuto comunque
essere fissato e che non doveva essere più tardi del prossimo 31 dicembre.
Le sentenze della Corte Costituzionale fanno giurisprudenza (sono cioè
normalmente estrapolabili dal contesto preciso in cui sono state
pronunciate, ed è proprio sulla base di una di queste estrapolazioni che la
Gasparri è stata rinviata alle camere) e le stesse motivazioni addotte per
la questione dell'emittenza privata sono applicabili pari pari anche per
quanto riguarda la Rai, che quindi è implicitamente interessata da quella
sentenza.
Le ultime tre righe e mezzo, e solo quelle, se vuoi sono una mia opinione e
siccome non sono un giurista la mia non è una opinione qualificata.
Visto però che anche esimi costituzionalisti dei più vari orientamenti
politici hanno tutti commentato la sentenza allo stesso, quella opinione,
non certo perchè è anche la mia, è piuttosto autorevole.
Ed infatti è ripresa da tutti i commenti che puoi leggere sui giornali in
questi giorni.
Poi se tu ritieni che l'opinione dei costituzionalisti valga meno della tua
(che comunque secondo me deriva da una conoscenza molto approssimativa dei
fatti, perchè sono sicuro che, se ti documenti un minimo, l'analogia la vedi
pure tu, perchè è grossa come una casa) non credo di essere io quello che
può convincerti del contrario.
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:UAWDb.4887$wM.342935@news1.tin.it...
> Diciamo che Mediaset, per rispettare la legge Maccanico può scegliere fra
la
> vendita di una rete, la sua chiusura o la sua trasmissione con tecnologie
> diverse.
> La Corte costituzionale ha solo aggiunto che ciò deve avvenire entro la
fine
> di quest'anno.
Esatto.
> > Non si evince nessuna analogia implicita per il settore pubblico come
> > da te avanzato.
>
> Diciamo che non la evinci tu perchè ti rifiuti di evincerla.
Mi dispiace...ma proprio non la vedo.
> Lo stesso vale pari pari per la questione di Rete4 (l'hai pure scritto !).
> La stessa legge Maccanico che dice che una rete Rai non può trasmettere
> pubblicità dice anche che un privato non può avere più di due reti.
La legge Maccanico esce fuori non per volontà politica ma per richiesta
della cc.
Il problema "costituzionale" (secondo la cc) è che i privati non possono
avere 3 licenze visto il numero complessivo.
Maccanico che fà: pone il tetto del 20% e sottrae parte delle risorse alla
RAI (scelta di natura politica).
Se si parlasse di soggetti il limite dovrebbe essere applicato anche alla
RAI.
Così non è: il problema è solo del privato.
Il pubblico può avere anche 10 licenze (estremizzo ovviamente).
Vedila come una sorta di contentino: noi togliamo pubblicità ad un canale
rai.
> Le ultime tre righe e mezzo, e solo quelle, se vuoi sono una mia opinione
e
> siccome non sono un giurista la mia non è una opinione qualificata.
> Visto però che anche esimi costituzionalisti dei più vari orientamenti
> politici hanno tutti commentato la sentenza allo stesso, quella opinione,
> non certo perchè è anche la mia, è piuttosto autorevole.
> Ed infatti è ripresa da tutti i commenti che puoi leggere sui giornali in
> questi giorni.
Io esprimo opinioni...tali sono e tali rimangono.
Come son tali quelli di tutti i commentatori autorevoli (più o meno di
parte).
Ciò che conta sono solo le decisioni della cc che mi sembrano chiare.
Essa ha sempre parlato di soggetti privati e non di sogetti "sui generis"
per il mercato radiotelevisvo.
Se si applicasse per analogia il principio di divieto di concentrazione
(come dovrebbe essere), anche un canale rai dovrebbe rinunciare
all'analogico.
Io non sono a favore della Gasparri, non sono a favorre di Mediaset o di
Berlusconi, non sono a favore di De Benedetti o di Rutelli.
Io sono contro la cc che ha emesso un principio sacrosanto da
applicare...MA...anche al pubblico...
....se i costituzionalisti permettono.
Anche la Rai deve avere le stesse alternative: scegliere fra la vendita di
una rete, la sua chiusura o la sua trasmissione con tecnologie diverse.
Se parliamo di principi.
La legge (e la cc)...lo so...non trattano in egual misura i soggetti
radiotelevisivi.
P.S. la c.c. non è costode di verità costituzionali e non...(pensa a come la
cc si sia scervellata per anni a trovare l'inghippo per far pagare a tutti
obbligatoriamente il canone rai che è, e dovrebbe essere, una tassa...non
un'imposta)
>
> La legge Maccanico esce fuori non per volontà politica ma per
> richiesta della cc.
>
Se andiamo avanti altri tre post mi salti fuori che la legge Maccanico l'ha
proposta, votata e approvata la Corte Costituzionale.
Puoi non essere d'accordo con me, con i giornalisti, con i
costituzionalisti, con la corte costituzionale, con il parlamento.
E' tua facoltà non esserlo.
Ma in questro thread hai scritto una lunga fila di enormi castronerie.
Quando si parla sarebbe sempre meglio sapere di cosa si parla, ma se scappa
qualche baggianata è molto meglio riconoscerlo che intraprendere improbabili
arrampicate sugli specchi che non servono a nessuno.
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:EQXDb.6643$0w.318035@news2.tin.it...
> Se andiamo avanti altri tre post mi salti fuori che la legge Maccanico
l'ha
> proposta, votata e approvata la Corte Costituzionale.
Che io sappia vi è stata una sentenza (o era una raccomandazione?) della cc
del 1994 che sanciva un principio di pluralismo ammettendo un periodo di
transizione fino al 1996 per dar tempo al legislatore di disciplinare la
materia.
Nel 1997 vien fuori la Maccanico.
Ma devo dire che potrei sbagliarmi.
> Puoi non essere d'accordo con me, con i giornalisti, con i
> costituzionalisti, con la corte costituzionale, con il parlamento.
> E' tua facoltà non esserlo.
E ci mancherebbe.
> Ma in questro thread hai scritto una lunga fila di enormi castronerie.
> Quando si parla sarebbe sempre meglio sapere di cosa si parla, ma se
scappa
> qualche baggianata è molto meglio riconoscerlo che intraprendere
improbabili
> arrampicate sugli specchi che non servono a nessuno.
Certo che sfido tutte le leggi della statistica.
Nei ns thread io sparo sempre castronerie...baggiante...
Non riesco a dirne una giusta.
Per fortuna che ci sei tu...pronto a riprendirmi...ed a riequilibrare il
tutto.
Neo...l'illuminato.
>
> Che io sappia vi è stata una sentenza (o era una raccomandazione?)
> della cc del 1994 che sanciva un principio di pluralismo ammettendo
> un periodo di transizione fino al 1996 per dar tempo al legislatore
> di disciplinare la materia.
>
Vedi che non li leggi nemmeno i miei post ?
Ti ho postato il link a uno dei punti (massime) di quella sentenza
(pronuncia) del 1994 (420/1994). Se la avessi letta avresti visto che quella
sentenza, che si riferisce alla costituzionalità della legge Mammì del 1990,
non fa riferimento in nessun modo a date future.
> Certo che sfido tutte le leggi della statistica.
> Nei ns thread io sparo sempre castronerie...baggiante...
Non sempre si tratta di questo.
Molto più spesso mi capita di vedere falle logiche nei tuoi ragionamenti.
Ma (anche se la logica in fondo di opinabile ha ben poco) diciamo che quelle
sono opinioni.
Qui però il problema è proprio che parti da assunti errati e citi fatti non
corrispondenti al vero.
Con l'aggravante che, e l'ultimo post ne è la prova provata, nemmeno ti curi
di leggere le informazioni che ti vengono sottoposte e che ti metterebbero
in condizione di portare avanti la discussione più seriamente.
Dire cose vere o baggianate non è questione di statistica, ma di metodo.
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:MYYDb.5583$wM.377261@news1.tin.it...
> Vedi che non li leggi nemmeno i miei post ?
> Ti ho postato il link a uno dei punti (massime) di quella sentenza
> (pronuncia) del 1994 (420/1994). Se la avessi letta avresti visto che
quella
> sentenza, che si riferisce alla costituzionalità della legge Mammì del
1990,
> non fa riferimento in nessun modo a date future.
E vero, come è vero che:
" ...Osserva, infatti, il Tar del Lazio che "la sentenza n.420 del 1994 ha
già accordato al legislatore una moratoria di circa due anni, inutilmente
decorsa ed illegittimamente dilatata"..."
Tratta dalla sentenza della cc 466/2003
> Non sempre si tratta di questo.
> Molto più spesso mi capita di vedere falle logiche nei tuoi ragionamenti.
Avrò il limite di avere delle falle logiche...non sò che dirti.
Per principio ritengo che il destino di Rete4 dovrebbe essere seguito anche
da Rai3.
Questa è quello che mi dice la mia logica contorta.
La legge e la cc dicono altro...questo lo comprendo benissimo.
> Qui però il problema è proprio che parti da assunti errati e citi fatti
non
> corrispondenti al vero.
I fatti sono che la rai ha 3 licenze...mediaset ha 3 licenze.
Nella sostanza si chiede a quest'ultima di privarsi di una...non alla prima.
Il resto...come ns solito...sono solo chiacchiere.
P.S. e' inutile...non riusciamo proprio a comunicare io e te...
>
> I fatti sono che la rai ha 3 licenze...mediaset ha 3 licenze.
> Nella sostanza si chiede a quest'ultima di privarsi di una...non alla
> prima.
>
La tua opinione sulla legge Maccanico, come ogni opinione è
rispettabilissima, ma anche quella, come tutto il resto, dovrebbe essere
fondata su una qualche conoscenza dei fatti.
Io mi sono permesso di postare dei documenti perchè vedevo che stavi usando
argomenti un po' campati in aria (anzi nell'etere). Era un tentativo di
informarti dei fatti.
Semplificare tutto ad un "la Rai secondo me non dovrebbe avere più licenze
di Mediaset" non regge molto perchè prescinde dai vincoli che la Rai per
legge ha per i suoi doveri di servizio pubblico (vincoli che Mediaset non
ha), e dal fatto che, essendo beneficiaria del canone televisivo è
autorizzata ad assorbire una minore carico pubblicitario.
Per la legge Maccanico la Rai ha un tetto pubblicitario pari a quello di
Mediaset diminuito della cifra corrispondente agli introiti del canone.
Insomma la RAI non è una impresa privata come un'altra, assorbe una quantità
ridotta di risorse pubblicitarie, e in qualche modo la legge ne tiene conto.
Ma quale che sia l'opinione sulla legge, la legge è quella e trovo
assolutamente sacrosanto che chi di dovere si preoccupi di farla rispettare.
La Corte Costituzionale col suo pronunciamento dell'anno scorso ha solo
imposto agli altri organi dello stato un termine ultimo per l'applicazione
di una legge che è tale da oltre 7 anni, e il cui scopo dovrebbe essere la
tutela di un bene importante come la libertà e la pluralità
dell'informazione.
E in questo non c'è proprio nulla di sbagliato.
La cc dovrebbe tutelare i principi costituzionali e non sempre lo fà.
Se a questo aggiungi la componente di indirizzo politico che, non dovrebbe
esserci, ne accompagna l'operato capisci che la materia diventa assai
ostica.
La Rai è un servizio pubblico che viene erogato dietro il corrispettivo di
un canone.
Attualmente il soggetto pubblico ha 3 canali come il principale soggetto
privato (su di un totale di 11 concessioni).
Nel 1994 la cc ha stabilito che un soggetto privato non può detenere 3
canali (cioè 1/4 delle licenze) in quanto verrebbe meno un principio di
"pluralismo".
Principio sacrosanto...ma non vedo perchè debba essere solo il soggetto
privato a subirne le conseguenze.
Se l'obiettivo è il pluralismo tutti i soggetti devono porsi su di uno
stesso piano non vedo le ragione per le quali (visto il numero limitato di
licenze) si debba favorire la Rai.
Da questo punto di vista ritengo che la cc avrebbe avuto gli strumenti per
dichiarare incostituzionale il diverso trattamento riservato alle due
tipologie di soggetti radiotelevisivi.
L'indirizzo politico* della consulta ha preferito penalizzare il settore
privato.
Questa è l'accusa che muovo nei confronti della cc.
E' giusto che Rete4 vada sul satellite e si liberi una licenza?
SI!
Lo sarebbe ancor di più se ci andasse anche una rete RAI (una a scelta).
*lo steso che ha ammesso la commercializzazione del tabacco, ha trasformato
il canone Rai in una imposta, ha chiuso gli occhi sulla reintroduzione del
finanziamento pubblico ai partiti, forse la legittimazione dell'ICI?...e chi
più ne ha...più ne metta
> Principio sacrosanto...ma non vedo perchè debba essere solo il
> soggetto privato a subirne le conseguenze.
> Se l'obiettivo è il pluralismo tutti i soggetti devono porsi su di uno
> stesso piano non vedo le ragione per le quali (visto il numero
> limitato di licenze) si debba favorire la Rai.
> Da questo punto di vista ritengo che la cc avrebbe avuto gli
> strumenti per dichiarare incostituzionale il diverso trattamento
> riservato alle due tipologie di soggetti radiotelevisivi.
> L'indirizzo politico* della consulta ha preferito penalizzare il
> settore privato.
> Questa è l'accusa che muovo nei confronti della cc.
Per la Rai, che è un'ente pubblico, il pluralismo dovrebbe essere in qualche
modo garantito dallo statuto, dai regolamenti e dalla qualità di servizio
pubblico.
La Rai statutariamente dovrebbe essere un esempio di "pluralismo interno".
Ritengo sia per questo che può venire trattata diversamente dagli altri
soggetti.
Proprio il maggiore numero di reti dovrebbe favorire il "pluralismo interno"
che diverrebbe senz'altro più difficile con un due reti e pressochè
impossibile con una sola. Che poi la cosa funzioni davvero è discutibile, ma
in linea di principio non mi pare del tutto campata in aria.
E forse è per questo che nessuno ha mai richiesto una pronuncia della Corte
Costituzionale su questo punto, circostanza che, visto che di soggetti
interessati ce ne sarebbero, mi pare abbastanza sintomatico.
P.S.
Quella dei giudici (anche quelli costituzionali) politicizzati e comunque
ostili al Berlusca è proprio una mania.
"Geppetto" <xxxx@xxx.it> wrote in
news:_JTDb.5159$0w.269852@news2.tin.it:
> P.S. Per favore non citiamo la cc...che mi sale il sangue alle
> cervella...
va bene, non citiamola allora. Posso citare il parlamento americano ?
Questo prese, almeno 2 volte, in tempi diversi, decisioni simili a quelle
prese in italia per Rete4 (peraltro decisione presa e da sempre
disattesa) ma di durezza e impatto enormemente superiori.
Ai primi anni del secolo XX gli USA decisero che la standard oil era
troppo poco per avere un libero mercato del petrolio. Come risultato la
spaccarono per legge in 7 (le 7 sorelle). Non era abbastanza, ma sempre
molto meglio che un solo soggetto.
Nel 1984 gli USA decisero che il monopolio delle telecomunicazioni non
era accettabile in un paese la cui economia e' basata sul libero mercato.
Spaccarono l'AT&T in 8. 7 operatori regionali (locali) e l'AT&T stessa
con il divieto di fornire servizi di telefonia locale, solo lunga
distanza.
Erano 7 monopoli (regionali) mentre l'AT&T dovette affrontare la
concorrenza di chiunque volesse competere, e ne sono nati operatori di
portata mondiale. Dal 94, con le baby bell mature e forti, competizione
totale. Il libero mercato e' stato coltivato per 10 anni, prima che fosse
pronto. Perche' con le TV italiane sarebbe dovuto fiorire un mercato se
sono 20 anni che si fa di tutto per soffocarlo sul nascere ?
Microsoft si e' salvata per adesso (finanziando Bush), vedremo come
finira' da Gennaio 05, col nuovo presidente insediato...
Sia Standard Oil che AT&T erano aziende private, da noi si sarebbe
ululato all'espropriazione di stampo comunista, in America invece tutti
fieri per aver migliorato la qualita' e la liberta' del mercato.
2 reti su 12 sono ancora troppe, dovrebbe esserne consentita 1 sola, ma
e' sempre meglio accontentarsi invece di voler stravincere, Berlocco lo
sta capendo adesso.
ah... inoltre quell'unica rete dovrebbe essere venduta obbligatoriamente
prima di assumere qualsiasi carica pubblica anche locale. Bloomberg e'
stato costretto a farlo pur essendo solo un sindaco. Non possiamo dire
che si tratta di un'idea antidemocratica, dato che il modello di
democrazia americana e' proprio quello che si vuole esportare in tutto il
mondo (a me basterebbe che l'esportassero in Italia).
P.S.
Le licenze sono 12 ma i canali solo 8. Perche' ? dimmi perche' le reti
Mediaset e (meno) le RAI si captano su 3 o 4 canali ciascuna
"doppio.massimo" <doppio@massimo.dm> ha scritto nel messaggio
news:Xns9454DFB8DB58Adoppiomassimodm@213.140.2.16. ..
> "Geppetto" <xxxx@xxx.it> wrote in
> news:_JTDb.5159$0w.269852@news2.tin.it:
>
> > P.S. Per favore non citiamo la cc...che mi sale il sangue alle
> > cervella...
>
> va bene, non citiamola allora. Posso citare il parlamento americano ?
Puoi citarlo ma non mina le mie perplessità sull'operato della cc.
Visto il numero limitato di licenze è "ragionevole " richiedere che un
privato non detenga più di 2 reti...anche una.
Quello che non mi "cala" è che tale limitazione non ricada anche sul soggeto
pubblico.
> P.S.
>
> Le licenze sono 12 ma i canali solo 8. Perche' ? dimmi perche' le reti
> Mediaset e (meno) le RAI si captano su 3 o 4 canali ciascuna
Il discorso è complesso ed io non ho il quadro complessiv(e/o corretto).
Innanzittutto la concessione non coincide con le frequenze.
Il contendere riguarda le concessioni, che per essere sfruttate richiedono
delle frequenze di trasmissione.
Che io sappia queste sono/erano le tv nazionali:
Rai1,Rai2,Ra3,Rete4,Canale5,Italia1,La7,Mtv,Telema rket, Hse(ex
Telemia),ReteA,ReteCapri,Europa7,Tele+bianco,Tele+ nero.
Questi sono i soggetti che vorrebbero spartirsi le concessioni.
In realtà la concessione ce l'hanno:
Rai1,Rai2,Ra3,Canale5,Italia1,La7,Mtv,Telemarket,E uropa7,Tele+bianco.
Rete4 e Tele+ nero trasmettono grazie ad una abilitazione alla prosecuzione;
Hse,ReteA,Rete Capri grazie all'autorità giudiziaria.
Se non erro...
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:CC2Eb.9560$0w.463089@news2.tin.it...
> Per la Rai, che è un'ente pubblico, il pluralismo dovrebbe essere in
qualche
> modo garantito dallo statuto, dai regolamenti e dalla qualità di servizio
> pubblico.
Esatto
> La Rai statutariamente dovrebbe essere un esempio di "pluralismo interno".
E mò..che è questo "pluralismo interno"?
> Ritengo sia per questo che può venire trattata diversamente dagli altri
> soggetti.
> Proprio il maggiore numero di reti dovrebbe favorire il "pluralismo
interno"
> che diverrebbe senz'altro più difficile con un due reti e pressochè
> impossibile con una sola.
Ah...ho capito...parli di lottizzazione.
>Che poi la cosa funzioni davvero è discutibile, ma
> in linea di principio non mi pare del tutto campata in aria.
Se per definizione la Rai svolge servizio pubblico pluralista non vedo
perche gli occorrano due o tre reti per farlo.
Il concetto di par condicio, ad esempio, deve essere applicata da una
singola rete.
Non credo che il prluralismo richieda avere più reti per essere realizzato.
Avere tre concessioni invece significa cmq sottrarre una voce "di parte" di
altri.
> E forse è per questo che nessuno ha mai richiesto una pronuncia della
Corte
> Costituzionale su questo punto, circostanza che, visto che di soggetti
> interessati ce ne sarebbero, mi pare abbastanza sintomatico.
Ma Mediaset non ha interesse a chiedere che la Rai faccia la sua stessa
fine.
Rete4 non vuole andare sul satellite...non che Rai3 vada con lei sul
satellite
> P.S.
> Quella dei giudici (anche quelli costituzionali) politicizzati e comunque
> ostili al Berlusca è proprio una mania.
Neo...quanti sterili pregiudizi.
Io ho citato argomenti che vanno dalla salute pubblica alle tasse, dalle
imposte al diritto di voto.
Esempi chiari di scelte politiche della cc...o almeno...a me appaiono
chiare.
Ma spiegami...o illuminato...negli esempi da me citati...che c'entra
Berlusconi?
P.S. ****IO SONO A FAVORE DI RETE4 SUL SATELLITE***
****IO SONO A FAVORE DI RAITRE SUL SATELLITE***
Più chiaro di così non te lo sò scrivere.
E poi...la mania di Berlusconi ce l'hai tu visto che tra noi chi posta msg
di "pura" politica (sempre antigovernativa) su questo ng sei tu.
Ma guarda questo...
Lo so che è una brutta parola. Pluralismo interno suona meglio, ma in
sostanza il concetto è simile, anche se la lottizzazione implica sudditanza
rispetto ai partiti, mentre pluralismo interno implica solo presenza di
diversi orientamenti politici all'interno della stessa azienda. E non è la
stessa cosa.
Ma questo è un'altro discorso.
Siccome sono convinto che l'imparzialità sia una chimera, ritengo che il
pluralismo interno (di cui la lottizzazione è una degenerazione) sia l'unica
strada percorribile per un servizio di informazione pubblico.
A quanto pare tu sei più per l'equidistanza e l'imparzialità, che secondo me
sono molto più difficili da realizzare nel concreto. Per questo ad una
presunta imparzialità preferisco di gran lunga una reale eterogeneità di
punti di vista.
>
> Esempi chiari di scelte politiche della cc...o almeno...a me appaiono
> chiare.
>
Quale che siano le tue opinioni la Corte costituzionale ha motivato quelle
sentenze con argomenti di diritto, così come fa sempre e così come fa ogni
giudice quando emette una sentenza.
Definire politiche le decisioni che non ci piacciono o con le quali non
siamo d'accordo è poco serio (e anche se ultimamente è uno sport molto
praticato dalla destra non è che poi la destra ne detenga l'esclusiva).
La decisione di un giudice la si contesta smontandone le motivazioni
giuridiche non definendola "politica".
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:ureEb.9079$wM.649756@news1.tin.it...
> A quanto pare tu sei più per l'equidistanza e l'imparzialità, che secondo
me
> sono molto più difficili da realizzare nel concreto. Per questo ad una
> presunta imparzialità preferisco di gran lunga una reale eterogeneità di
> punti di vista.
I "punti di vista" sono assai pericolosi visto che facilmente sfociano in
disinformazione, soprattutto quando si va a sbandierare una presunta verità
oggettiva.
> Definire politiche le decisioni che non ci piacciono o con le quali non
> siamo d'accordo è poco serio (e anche se ultimamente è uno sport molto
> praticato dalla destra non è che poi la destra ne detenga l'esclusiva).
> La decisione di un giudice la si contesta smontandone le motivazioni
> giuridiche non definendola "politica".
Chiariamoci.
Una decisione può essere definita politica a prescindere se piaccia o meno.
Io non devo definire politica una decisione per smontarla anche perchè non
esiste strumento che possa smontare una decisione della cc.
Se la cc dice che si può reintrodurre la pena di morte ( a seguito di
revisone costituzionale)...giuridicamente non si ha strumenti per
contrastarla (forse la Corte di giustizia europea).
Prevale l'art. 32 della Cost. o l'art 41 (che ha già di per se forti
limitazioni per i fumatori) in relazione alla costituzionalità della
commercializzazione delle sigarette.
Oppure come puoi contestare una cc che trasforma la tassa per il servizio
RAI in una imposta per la detenzione di un televisore in casa?
Sono loro che fissano le regole.
Se queste non piacciono...le riscrivono.
Puoi ritenere che il mio atteggiamento sia berlusconiano, antidemocratico,
da pazzo.
Io rimango di questa convinzione: la cc all'occorenza è ben capace di
piegare i principi costituzionali ad interessi di parte.
Questo non sempre accade...ma accade.
Io non dico che la cc abbia sempre torto...non voglio sentir dire che essa
ha sempre ragione.
Le regole alle quali la Consulta fa riferimento le ha fissate la costituente
e le fissa il parlamento quando approva una legge costituzionale.
> Io rimango di questa convinzione: la cc all'occorenza è ben capace di
> piegare i principi costituzionali ad interessi di parte.
Se lo fa certamente sbaglia, ma ciò dovrebbe essere rilevabile dalla
inconsistenza e/o contraddittorietà delle motivazioni.
> Questo non sempre accade...ma accade.
Che qualche errore lo facciano pure loro mi pare nell'ordine naturale delle
cose.
Sono uomini come me e te e possono sbagliare come chiunque altro.
Ma proprio per questo attribuirgli una "volontà" di piegare i principi a
interssi di parte mi pare comunque una forzatura. Se non altro perchè la
parte magari non è nemmeno sempre la stessa.
> Ho dovuto controllare su Google (spero che sia lo strumento corretto).
Dopo l'archivio di OE dei miei messaggi spediti direi che è lo strumento
migliore.
> Ho trovato solo Re:
Io in generale apro pochi thread, quasi tutti di argomento
economico-borsistico.
Ti confermo che di thread che possano essere definiti "puramente politici"
non ne apro praticamente mai e quei pochi che ho aperto riguardavano la
guerra in Iraq (che comunque in quel periodo aveva una rilevanza borsistica)
o la politica interna americana (anche questa ha grosse implicazioni
economiche e borsistiche) e risalgono a molti mesi fa.
Mi infilo spesso in discussioni "politiche" o comunque OT, ma di solito, più
che per dare la mia opinione, che comunque non nascondo di certo, è per
integrare il discorso con informazioni varie, correggere (o tentare di
correggere) informazioni che mi paiono inesatte o ragionamenti che mi paiono
logicamente tarati.
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:2QgEb.12622$0w.636472@news2.tin.it...
> Mi infilo spesso in discussioni "politiche" o comunque OT, ma di solito,
più
> che per dare la mia opinione, che comunque non nascondo di certo, è per
> integrare il discorso con informazioni varie, correggere (o tentare di
> correggere) informazioni che mi paiono inesatte o ragionamenti che mi
paiono
> logicamente tarati.