Raccomandazioni I Migliori... ...e I Peggiori
Titolo Data Giudizio Emittente Target
TitoloVariazione
%
%
%
%
%
TitoloVariazione
%
%
%
%
%

Torna indietro   Borsa Italia > Borsa

 
Strumenti discussione Modalità visualizzazione
  #1  
Vecchio 30-06-2009, 19.35.59
PalJoey
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Dicono che la crisi dei mercati è alle spalle....


Tutto sale, la Cina sale, il Giappone comincia a rilanciarsi, l'India va
meglio, gli USA escono dalle secche...per cui è ora, adesso, di comprare
azioni purchessia.
O no?

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Alt 30-06-2009, 19.35.59
borsa-italia.net
ads
 
Standard Sponsored links

  #2  
Vecchio 30-06-2009, 23.34.37
LoZioBartSignal®
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Dicono che la crisi dei mercati è alle spalle....


> Tutto sale, la Cina sale, il Giappone comincia a rilanciarsi, l'India va


:-O

CHE FILM ERA???




I veri dati sulla Cina fanno tremare gli ottimisti
Francamente poco mi importa che Silvio Berlusconi abbia o meno utilizzato
l'espressione
"tappare la bocca" riferendosi ai cosiddetti "pessimisti" riguardo le sorti
della crisi in atto

Redazione Soldionline martedì, 30 giugno 2009 - 14:20

di Mauro Bottarelli

Io sono uno di questi e come vedete sto scrivendo ancora senza cambiare
idea, quindi la pletora di penitenti pronti a evocare la censura
sudamericana è meglio che taccia e pensi a lavorare.

Detto questo, non è colpa mia se nell'edizione di giugno di Forbes Robert
Lenzner, national editor, ebbe l'ardire di scrivere che «il mercato
dell'ordo
è terminato il 9 marzo e finalmente intravediamo la fine della peggiore
recessione dal 1930». Pochi giorni e i mercati sono crollati insieme alle
stime di ripresa del Fmi: anche quelli molto bravi, a volte sbagliano. Che
dire, d'altronde, di quanto vaticinato nel maggio 1930 nientemeno che dalla
Harvard Economic Society: «Il mercato azionario sta finalmente offrendoci
dei segnali di sostanziale ripresa». Poche settimane e l'azionario crollò
facendo ulteriormente peggiorare l'intero quadro economico. Anche in quel
caso, ci si sbagliò.

Non hanno sbagliato, invece, quelli della Bundesbank a non rendere noti i
risultati degli stress test compiuti sugli istituti di credito tedeschi: per
utilizzare le parole di Wolfgang Munchau su Financial Times, «non vorrebbero
dover dimostrare al mondo che il sistema bancario è insolvente». Già,
insolvente: ricordate l'articolo dedicato alle banche zombie, bene siamo
arrivati alla resa dei conti e con le elezioni politiche a settembre la
Germania sta per affrontare la sfida più seria dopo la riunificazione.

Il problema, però, è generale e lo dicono chiaro sia alla Capital Economics
che alla Standard Chartered per bocca di Gerrad Lyons: «Il rischio per
l'eurozona
è quello di non aver ancora visto il peggio della crisi». Insomma, siamo a
metà strada ma con due grosse debolezze rispetto agli Usa: primo, l'aver
scaricato finora soltanto 280 miliardi di cosiddetti bad loans e quasi nulla
di titoli tossici, tutti ben occultati negli assets. Secondo, l'abuso di
pratiche aggressive di accounting atte proprio all'occultamento nei bilanci
delle negatività e quindi il travisamento delle reale condizioni di salute
delle banche.

Inoltre, le banche europee sono sottocapitalizzate, la stretta del prestito
si fa sempre più seria nonostante la Bce continui a stampare denaro e
pompare liquidità e le figure macro vedono lo scenario indebolirsi di giorno
in giorno. Inoltre, a giustificare il pessimismo ora ci si mette anche un
altro dato, spaventoso soprattutto per gli Usa: la crisi della Cina, il cui
miracolo starebbe per rivelarsi un brutto scherzo per gli investitori,
stando al giudizio di Albert Edwards di Societe Generale.

Pechino mente, il dato di crescita del 6,1% nel primo trimestre di
quest'anno
è semplicemente irrealistico se posto in paragone con il calo dell'utilizzo
di energia elettrica del 3,2% registrato a maggio e con quello delle
spedizioni navali, calate del 26% e quindi moltiplicatore della crisi
dell'export.
Inoltre, l'ennesima massa di prestito da 1000 miliardi di dollari emessa nel
dicembre scorso sta ingolfando il sistema bancario, incapace di gestire quel
quantitativo di denaro che infatti viene stoccato come reserve a Shanghai o
utilizzato a scopo puramente assistenziale per mantenere artificialmente in
vita il settore della costruzioni, devastato dalla crisi.

Ma non è tutto, il peggio è che la società di rating Fitch si è messa a fare
le pulci alla Cina in questo periodo e il quadro che ne è uscito è stato
tutt'altro che consolante. «Le future perdite subordinate allo stimolo messo
in atto dalle autorità governative potrebbero presentare entità maggiori del
previsto e non è affatto chiaro come i governi locali e nazionali saranno in
grado di, o vorranno, intervenire». Linguaggio da agenzia di rating che si
traduce però nel downgrading della Cina nell'indicatore "macro-prudential
risk" da categoria 1 (sicura) a categoria 3 (dove giace, per capirci, la
fallita Islanda).

Già, queste sono le previsioni. Avvalorate da un dato spaventoso presentato
da Michael Pettis dell'Università di Pechino: «Se correttamente calcolato,
senza maneggi politici o di propaganda, il rapporto debito/Pil della Cina
sta ormai viaggiando a livelli del 50-70 per cento». Le banche, poi, non
stanno meglio: l'esposizione ai debiti corporate ha toccato i 4.200 miliardi
di dollari, una cifra che sale a colpi del 30% alla volta a fronte di una
contrazione dei profitti del 35%.

Il cosiddetto roll-over risk, il rischio legato al pagamento o alla
rinegoziazione di un debito, sta salendo a dismisura. E il problema è che in
molti vedevano la Cina come il motore che poteva far ripartire l'economia
mondiale e, soprattutto, garantire un mercato del debito sufficiente a
mantenere artificialmente in vita anche un sistema disfunzionale come quello
scelto dalla Fed per deprezzare il dollaro e spalmare nei quattro continenti
il debito Usa sotto forma di bond del Treasury.

Questa politica e questa speranza stanno per svanire: il brutto è che al
momento nessuno ha ricette alternative. E la crisi "a tre ondate
contemporanee" si avvicina, i primi di settembre saranno i giorni topici
della terza onda iniziata a metà giugno: non spaventatevi se qualcuno sarà
tentato di chiudere forzatamente le banche per qualche giorno o, peggio,
sospendere le contrattazioni in Borsa. Sarà il minore dei mali.

P.S.: «Tutto questo non deve sorprendere, visto il rapido deterioramento
delle finanze pubbliche». Queste le parole usate ieri a Londra da Niall
Cameron, capo analista alla Markit, nel presentare i quattro nuovi indici su
cui si potranno trattare i cds delle nazioni a rischio di default sul
debito. Già, si scommette su chi finirà per primo sul patibolo sperando di
essere in fondo alla lista del boia. I due indici che alla Markit pensano
attrarranno il maggior numero di investitori sono l'iTraxx SovX Western
Europe che traccia i cds di 15 nazioni dell'Europa occidentale - comprese
Francia, Germania, Regno Unito e Italia - e il Markit iTraxx Ceemea che
invece segue l'andamento di Europa dell'Est, Medio Oriente e Africa. Gli
altri due indici seguiranno i valori in punti base delle sette nazioni più
industrializzate e un bouquet misto di Europa, Asia, America Latina, Medio
Oriente, Africa e Nord America.

Insomma, un modo per speculare ma anche per proteggersi dal rischio di
default sul debito in tempi di spesa pubblica incontrollata, evitando di
scommettere sul cds di un singolo paese ma facendolo su un portafoglio più
composito. Se si arriva a questo punto, vuol dire che siamo davvero messi
male.

Questo articolo è stato gentilmente fornito da ilSussidiario.net
(http://www.ilsussidiario.net)




 

Tags
alle, crisi, dei, dicono, mercati, spalle
Discussioni simili
Discussione Forum Risposte Ultimo messaggio
"Crisi? ormai alle spalle".
PalJoey: ma davvero il peggio è passato e da adesso non si fa altro che risalire, o, al limite, non peggiorare? Io mi guardo intorno e vedo che tutti incoraggiano a dire che tutto va bene, ma fino adue...
Borsa 8 10-06-2009 11.30.22
Crisi: Marcegaglia; peggio alle spalle, comincia ripresa
* Jack * ~DUEHAMMER~: questa me la segno.
Borsa 1 16-04-2009 13.13.17
Crisi: Banca mondiale, il peggio e' alle spalle
l'orsoYoghi: Crisi: Banca mondiale, il peggio e' alle spalle di ANSA Burns: la ripresa economica e' attesa per la fine di quest'anno(ANSA) - ROMA, 3 MAR - Il peggio della crisi finanziaria nel mondo e' alle...
Borsa 3 03-03-2009 18.16.04
Crisi mutui, Fmi: "Il peggio è probabilmente alle spalle"
C'è un GAP aperto a 0,22!!!!®: Crisi mutui, Fmi: "Il peggio è probabilmente alle spalle" OSAKA - Il peggio della crisi finanziaria, legata alla crisi dei mutui, sembra essere passato. Lo ha detto il direttore generale del...
Borsa 2 13-06-2008 13.59.57
IL PEGGIO è ALLE SPALLE.
Trader: OK SI PUò ENTRARE LONG.
Borsa 1 07-04-2008 17.59.44



Strumenti discussione
Modalità visualizzazione

Regole di scrittura
Non puoi postare nuovi argomenti
Non puoi postare repliche
Non puoi postare allegati
Non puoi editare i tuoi post

BB code è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato
Trackbacks are Disattivato
Pingbacks are Disattivato
Refbacks are Disattivato


Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 02.52.39.
Copyright 2005 - 2010 © Borsa-Italia.net