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Vecchio 10-06-2009, 21.41.38
EtaBeta
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Predefinito Leggo: dal beige book timidi segnali di ripresa; poi.....

leggo che si è riscontrato un RALLENTAMENTO DELLA CONTRAZIONE in 5 regioni
su 12 e che comunque in nessuna di esse è previsto un ritorno alla crescita
nel 2009

per favore, smettetela di dire vaccate!
vuol solo dire che la discesa è UN POCO MA PROPRIO POCO meno accentuata in 5
regioni su 12...cazzo vuol dire che si continua a scendere e anche se più
lentamente si potrebbe anche scendere per 10 anni per assurdo (per assurdo
una mazza guardando il giappone!)


Alt 10-06-2009, 21.41.38
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 10-06-2009, 23.15.52
LoZioBartSignal®
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Messaggi: n/a
Predefinito Re: Leggo: dal beige book timidi segnali di ripresa; poi.....


Crollo delle banche? C’è chi dice no...
Se avete letto su queste autorevolissime pagine di imminenti crolli
banco-finanziari, non avete sentito, come al solito, nulla che non sia privo
di motivazioni e argomenti forti.

a cura di Paolo Annoni

Anzi l’ipotesi di crollo più o meno esteso del sistema finanziario è non
solo lecita ma sommamente degna di essere presentata, perché, dopo aver
dominato le scene di quotidiani e televisioni, è stata ingiustamente espulsa
dal dibattito ufficiale.

Attualmente però racchiudere in uno scenario economico definito e sicuro i
fatti e le indicazioni che emergono dal mondo produttivo e finanziario
costituisce un compito improbo e se c’è una cosa certa è che nessuno, da
Bernanke in giù, è in grado di prevedere quello che succederà nei prossimi
mesi. Basterebbe questa ammissione di impotenza per evitare di cadere in
facili entusiasmi al primo timido segnale di inversione o, come accade in
certe giornate di borsa, per stracciarsi le vesti di fronte al primo calo in
singola cifra dopo mesi di cali in doppia cifra.

Quello che si può dire senza esser costretti a passare per ottimisti (che di
solito sembrano sempre più stupidi e meno interessanti dei pessimisti) è che
in questo momento ci sono due possibili scenari quasi ugualmente probabili e
uno improbabile. L’ultimo è quello più in voga e si fonda su alcune evidenze
apparentemente inconfutabili che sostanzialmente si riducono a due
assunzioni di base: la prima è che l’economia ha già toccato il fondo e
visto il peggio e che quindi avremo davanti miglioramenti e buone sorprese;
la seconda è che il sistema bancario è stato puntellato e se mai dovesse
mostrare ancora segni di squilibrio, un’azione coordinata statale vi
porrebbe rimedio come già più volte accaduto. Secondo questa ipotesi sarebbe
possibile uscire dalla crisi già alla fine del 2009, mentre il 2010
sicuramente sarebbe un anno di marcato recupero.

Ciò che sembra caratterizzare questa analisi è un certo ingiustificato
ottimismo sulla salute del sistema finanziario e in genere sulla solidità
dei bilanci statali. In Europa, per rimanere nel caso più vicino, ci sono
ancora un numero considerevole di banche “zombie” che tanto per dire un
numero hanno una leva attivi/capitale proprio vicina o superiore a 80 volte
(Barclays, Deutsche bank e Postbank), mentre altre grandi istituzioni
europee (Royal Bank of Scotland, Credit Agricole, LLoyds e HSBC) viaggiano
sul preoccupante valore di 40. Sono valori probabilmente non più sostenibili
nemmeno nel caso di coma farmacologico dell’attività bancaria e anche in
presenza di un recupero economico.

La situazione è aggravata dalla contestuale debolezza della finanza pubblica
che è stremata dopo essere stata spremuta per fermare il crollo finanziario
iniziato lo scorso autunno. Anche in questo caso rimangono elementi di
preoccupazioni su alcuni stati dell’Est Europa o su altri ex protagonisti
del boom finanziario come l’Irlanda (proprio ieri lo spread tra debito
irlandese e tedesco ha toccato il massimo da fine aprile).

È su questa evidente situazione di squilibrio che si basano i due scenari
probabili. Il primo è quello apocalittico secondo cui al primo nuovo
scossone si avvierà una catena di crolli che le finanze statali non saranno
più in grado di fermare, se non immettendo così tanta liquidità da produrre
effetti ugualmente devastanti.

Il secondo è quello su cui tutti sperano e che meriterebbe qualche
considerazione in più se non altro perché evita di farci cadere in un
disfattismo e un fatalismo assolutamente nefasti. In questo caso ciò che si
prospetta è una lenta, faticosa, ma non traumatica, uscita dalle follie
finanziarie che ci hanno portato a questo punto.

Tutti a qualsiasi livello stanno facendo il possibile per evitare che gli
squilibri di cui sopra arrivino al punto di rottura, ma ciò non basta per
una rapida uscita dalla crisi e soprattutto per rivedere il contesto
economico in cui si è vissuti nel 2007. Come in casi ben più “micro” e
individuali un eccesso di debito e di leva si guarisce con anni di risparmi
e economie, così è probabile che occorrano anni per riportare debiti statali
e bancari ai livelli pre-crisi, mentre nel frattempo l’economia si
troverebbe alle prese con tassi di crescita bassi e da “old economy”.

Sposare questa tesi, che pare ragionevole e motivata, non costringe alla
scomoda posizione dell’ottimista ingenuo, ma al contempo dà tutta la misura
dello sforzo e dell’intelligenza richiesti per porre rimedio alle follie
finanziarie di molti.

Questo articolo è stato gentilmente fornito da ilSussidiario.net
(http://www.ilsussidiario.net)


  #3  
Vecchio 10-06-2009, 23.23.06
LoZioBartSignal®
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Messaggi: n/a
Predefinito Re: Leggo: dal beige book timidi segnali di ripresa; poi.....


> si potrebbe anche scendere per 10 anni per assurdo (per assurdo
> una mazza guardando il giappone!)


beh, la struttura economica e industriale dell'occidente (dell'europa in
particolare) è ben diversa da quella del giappone che era cresciuto troppo
in fretta, come un gigante d'argilla, quindi credo che non si possano fare
paragoni;
quindi escluderei che i mercati finanziari occidentali scendano addirittura
per dieci anni di seguito.

Se vai a vedere i grafici di lungo percorso, siamo saliti di continuo dal
dopoguerra fino al 2000, quando ci fu il primo stop.

Dal 2000 stiamo disegnando una lunga fase laterale con due ampi massimi e
minimi, che secondo qualcuno avrebbero già scontato la crisi che è iniziata
con gli attentati del 2001 ed ha avuto il suo picco - per ora massimo - tra
lo scorso anno e quest'anno.

Secondo altri ancora non basta e occorre disegnare almeno un minimo
decrescente (ad es. in area 500 di SEP500);

sicuramente è improbabile che si riprenda a salire e si superino nei
prossimi mesi i massimi storici toccati due volte nel 2000 - 2007.

L'ipotesi più probabile è una fase di congestione ancora abbastanza lunga
(almeno uno-due anni);
.... sperando che avvenga con onde abbastanza ampie, in modo che chi fa
trading.... ;-)


 

Tags
beige, book, dal, leggo, poi, ripresa, segnali, timidi
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