IL "caso Berlusconi" svela da oggi anche altro e di peggio. Ci mostra il
dispositivo di un sistema politico dove la menzogna ha, non solo, un
primato assoluto, ma una sua funzione specifica. Distruttiva, punitiva e
creatrice allo stesso tempo. Distruttiva della trama stessa della
realtà; punitiva della reputazione di chi, per ostinazione o ingenuità o
professione, non occulta i "duri fatti"; creatrice di una narrazione
fantastica che nega eventi, parole e luoghi per sostituirli con una
scena di cartapesta popolata di fantasmi, falsi amori, immaginari
complotti politici.
E' stato per primo Silvio Berlusconi a muovere. Si scopre vulnerabile
nelle condizioni di instabilità provocate dalle parole della moglie
("frequenta minorenni", "non sta bene") e fragile per la sua presenza
nella peggiore periferia di Napoli a una festa di compleanno di una
minorenne. E' dunque costretto a mostrare, senza finzioni ideologiche,
il suo potere nelle forme più spietate dell'abuso e della pura violenza.
E' già un abuso di potere (come ha scritto qui Alexander Stille) in un
pomeriggio di autunno telefonare, da un palazzo di Roma e senza
conoscerla, a una ragazzina che sta facendo i compiti nella sua
"cameretta" per sussurrarle ammirazione per "il volto angelico" e inviti
a conservare la sua "purezza". E' un abuso di potere ancora maggiore
imporre ai genitori della ragazza di confermare la fiaba di "una
decennale amicizia" con il premier, nata invece soltanto sette mesi
prima grazie a un book fotografico finito non si sa come sullo scrittoio
presidenziale.
E' pura violenza pretendere che gli si creda quando dice: "Io non ho
detto niente". Tutti abbiamo sentito Berlusconi dire, spiegare,
raccontare in pubblico e soprattutto contraddirsi e mentire. Ora egli
pretende che il potere delle sue parole sulla realtà e sui nostri stessi
ricordi sia, per noi, illimitato e indiscusso. Esige che noi
dimentichiamo ciò che ricordiamo e crediamo vero ciò che egli dice vero
e noi sappiamo bugiardo. Non ha detto niente, no? Berlusconi chiede la
nostra ubbidienza passiva, l'assuefazione a ogni manipolazione anche la
più pasticciata. Reclama una sterilizzazione mentale (e morale)
dell'intera società italiana.
Già basterebbe questo atto di pura violenza per riproporre le dieci
domande a cui il capo del governo non vuole dare risposta da più di due
settimane perché, palesemente, non è in grado di farlo. Se lo facesse,
potrebbe compromettere se stesso, rivelare abitudini e comportamenti in
rumorosa contraddizione con il suo messaggio politico (Dio, patria,
famiglia).
C'è altro, però. Berlusconi sa che questa prova di forza non lo mette al
sicuro dal potenziale catastrofico della "crisi di Casoria". Sa che
spesso i fatti sono irriducibili e hanno la tendenza a riemergere. Sa
che per distruggere quella realtà minacciosa, deve distruggere presto e
nel modo più definitivo chi la può testimoniare. Anche in questo caso il
premier ha deciso di muoversi con un canone di assoluta violenza. E'
quel che accade in queste ore. Per raccontarlo bisogna ricordare che i
giorni non sono passati inutilmente perché hanno offerto a chi ha voglia
di sapere e capire qualche accenno di "verità".
Veronica Lario dice a Repubblica che il premier "frequenta minorenni".
Berlusconi nega dinanzi alle telecamere di Porta a porta di frequentare
minorenni.
Mente, ora è chiaro. Ci inganna intenzionalmente e consapevolmente, ben
sapendo che cosa vuole deliberatamente nascondere. Ha frequentato la
minorenne di Napoli come altre minorenni hanno affollato le sue feste e
affollano i suoi weekend nella villa di Punta Lada in Sardegna.
Dov'erano quelli che oggi minimizzano la presenza di ragazzine alla
corte di un anziano potente di 73 anni quando quel signore negava di
"frequentare minorenni"?
Un secondo punto, fermo e indiscutibile, è l'inizio dell'amicizia con
Noemi, la ragazza napoletana. La retrodatazione del legame tra il
premier e la famiglia della ragazza al 1991 si è rivelata posticcia e
contraddittoria. I suoi incontri con la minorenne, anche in assenza dei
genitori, sono stati documentati (Villa Madama; Capodanno 2009 a Villa
Certosa). L'inizio dell'affettuosa e paterna amicizia tra il capo del
governo e la minorenne è stata testimoniata dall'ex-fidanzato della
ragazza, confermato da una zia di Noemi, fissato nell'autunno del 2008.
Contro questi "punti fermi", che lasciano il premier nudo con le sue
bugie, si è scatenata una manovra utile a scomporre, ricomporre e
confondere i fatti in un caleidoscopio mediatico di immagini false dove
l'arma è la menzogna e gli armigeri sono i giornalisti stipendiati dal
capo del governo, dimentichi di ogni deontologia professionale e
trasformati in agenti provocatori; i corifei del leader, forti
dell'immunità parlamentare e disposti a ogni calunnia. Buon'ultima
Daniela Santanché che accetta di fare, nell'interesse del Capo, il
lavoro sporco di diffamarne la moglie ("ha un compagno"). Chiunque, in
questo affare, abbia portato il suo granellino di verità viene ora
sottoposto a un pubblico rito di degradazione fabbricato con un violento
uso della menzogna.
Il primo assalto è toccato a Repubblica investita, dall'editore
all'ultimo cronista che si è occupato del "caso", da un'onda di panzane.
Prima il complotto politico (ma la polemica sulle veline è stata
sollevata dal think tank di Gianfranco Fini). Poi la bubbola del
pagamento del testimone (Gino Flaminio) che colloca la prima telefonata
di Berlusconi a Noemi alla fine del 2008. L'accusa la grida in tv il
ministro Bondi. Qualche giorno prima che un allegro commando di
redattori del giornale della famiglia Berlusconi si scateni contro
Flaminio allungandogli un paio di centoni "per l'incomodo" e realizzando
la ridicola impresa di essere i soli a pagare l'ingenuo Gino. Che, anche
se spaventato e intimorito, dice, ridice e conferma in tre occasioni di
"non aver avuto un centesimo da Repubblica". Non è finita. Uguale
trattamento viene inflitto al fotografo che ha immortalato,
nell'aeroporto di Olbia, lo sbarco da un aereo di Stato delle ragazze
(alcune, appaiono da lontano minorenni) invitate a allietare il fine
settimana del presidente del consiglio. Infilato prima in una trappola
dall'house organ di Casa Berlusconi, denunciato poi per truffa
(improbabile reato) dall'avvocato del premier, la procura di Roma decide
di sequestrare sia le immagini illegittime (scattate verso il patio di
Villa Certosa) sia le foto legittime (raccolte in un luogo pubblico).
Siamo solo all'interludio perché il colpo finale, la menzogna usata come
manganello punitivo, viene riservato alla prima e più autorevole
testimone dell'instabilità psicofisica del premier e dei suoi giorni con
le minorenni: Veronica Lario. Daniela Santanché (non è un'amica della
Lario, non frequenta la villa di Macherio) svela a Libero che "Veronica
ha un compagno". E, se "Veronica ha un compagno", come possono essere
attendibili i suoi rilievi al marito? Il cerchio ora è chiuso. Il
pestaggio menzognero è completo, anche se non concluso. Ciascuno ha
cominciato ad avere quel che si merita.
Questo spettacolo nero ha il suo significato politico. Berlusconi vuole
insegnarci che, al di fuori della sua verità, non ce ne può essere
un'altra. Vuole ricordarci che la memoria individuale e collettiva è a
suo appannaggio, una sua proprietà, manipolabile a piacere. Si scorge
nella "crisi di Casoria" un uso della menzogna come funzione distruttiva
del potere che scongiura l'irruzione del reale e oscura i fatti. Si
misura l'impiego dei media sotto controllo diretto o indiretto del
premier come fabbrica di menzogne punitive di chi non si conforma
(riflettano tutti coloro che ripetono che ormai il conflitto d'interesse
è stato "assorbito" dal Paese). E' il nuovo volto, finora nascosto, di
un potere spietato. E' il paradigma di una macchina politica che
intimorisce. C'è ancora qualcuno che può pensare che questa sia la trama
di un gossip e non la storia di un abuso di potere continuato, ora anche
violento, e quindi una questione che scrolla la nostra democrazia?
-distruttiva,
il Pd e' stato quasi mozzato dal suo elettorato per incapacita' di
alternative credibili alla politica del centrodestra di SILVIO il GRANDE.
Guidato da incapaci definiti molto a tono da Cossiga"... CHAMPAGNONI..."che
amano piu' lo champagne nei salotti di intellettualoidi sessantottini
falliti che il buon chianti dopo un panino in compagnia dei frequentatori
dei circoli ARCI e delle case del popolo, vero asse portante della sinistra
ora orfano di una guida credibile.
-punitiva
mai dal dopoguerra i partiti comunisti o pseudo erano stati estromessi dal
parlamento, una punizione immeritata per i lavoratori onesti che sono
rappresentati da questo fardello di arrivisti che sfruttano le loro tessere
di sindacato e di partito per....sedere come Bertinotti agli altissimi
scranni delle presidenze delle camere, e ai ministeri come Ferrero....alla
faccia dei lavoratori operai e contadini!!!!
hanno trovato un nuovo sfruttatore VERO, i partiti comunisti che sfruttano
le tessere senza dare nulla in cambio solo balle!!
-creatrice
il merito del Grande Silvio e' quello di avere salvato dopo il naufragio
della DC il popolo cattosocialista da una mancanza di un leader, una guida,
che ha portato alla creazione del piu' grande partito italiano
democratico-cattolico-socialista di tutti i tempi, una fusione di idee e
valori che hanno portato l' affanno e la disperazione nell' avversario
politico di sempre che non ha saputo dare politicamente, e ne ha avuto
occasione per due volte, credibilita' di un alternativa al centrodestra.
Poi il naufragio della sinistra italiana, con un emorragia di consenso
costante, che non ha trovato ad oggi rimedio e diagnosi.
Le alleanze con dipietro invece di rafforzare il patto politico porta ad un
trasferimento di voti a quest' ultimo senza ampliare la base elettorale, il
PD e' allo sbando, i veri leader non hanno neanche il coraggio di prendere
in mano la responsabilita' di guidarlo lasciandolo alla merce' di un ex
democristiano D.O.C. come Franceschini, si, chi ha combattuto una vita
contro lo strapotere DC ora e' comandato da un democristiano di sinistra.
Enrico il sardo ormai non riesce ad avere pace neppure nella tomba dato che
ora i suoi successori si sono dati al gossip per screditare la politica
vincente dell' avversario politico, con attacchi alla sua famiglia ed
accusandolo a 73 anni di essere un frequentatore di minori, dimenticando che
nelle file della sinistra sono transitati Luxuria, Sircana lo sciupaviados
di Bologna fiera e altri personaggi di dubbia limpidita' dal lato personale.
"Nomen Nescio" <nobody@dizum.com> ha scritto nel messaggio
news:827cff965c2baaf086f5256366080588@dizum.com...
> Il nuovo volto del potere
> di GIUSEPPE D'AVANZO
> IL "caso Berlusconi" svela da oggi anche altro e di peggio. Ci mostra il
> dispositivo di un sistema politico dove la menzogna ha, non solo, un
> primato assoluto, ma una sua funzione specifica. Distruttiva, punitiva e
> creatrice allo stesso tempo. Distruttiva della trama stessa della
> realtà; punitiva della reputazione di chi, per ostinazione o ingenuità o
> professione, non occulta i "duri fatti"; creatrice di una narrazione
> fantastica che nega eventi, parole e luoghi per sostituirli con una
> scena di cartapesta popolata di fantasmi, falsi amori, immaginari
> complotti politici.
> E' stato per primo Silvio Berlusconi a muovere. Si scopre vulnerabile
> nelle condizioni di instabilità provocate dalle parole della moglie
> ("frequenta minorenni", "non sta bene") e fragile per la sua presenza
> nella peggiore periferia di Napoli a una festa di compleanno di una
> minorenne. E' dunque costretto a mostrare, senza finzioni ideologiche,
> il suo potere nelle forme più spietate dell'abuso e della pura violenza.
> E' già un abuso di potere (come ha scritto qui Alexander Stille) in un
> pomeriggio di autunno telefonare, da un palazzo di Roma e senza
> conoscerla, a una ragazzina che sta facendo i compiti nella sua
> "cameretta" per sussurrarle ammirazione per "il volto angelico" e inviti
> a conservare la sua "purezza". E' un abuso di potere ancora maggiore
> imporre ai genitori della ragazza di confermare la fiaba di "una
> decennale amicizia" con il premier, nata invece soltanto sette mesi
> prima grazie a un book fotografico finito non si sa come sullo scrittoio
> presidenziale.
> E' pura violenza pretendere che gli si creda quando dice: "Io non ho
> detto niente". Tutti abbiamo sentito Berlusconi dire, spiegare,
> raccontare in pubblico e soprattutto contraddirsi e mentire. Ora egli
> pretende che il potere delle sue parole sulla realtà e sui nostri stessi
> ricordi sia, per noi, illimitato e indiscusso. Esige che noi
> dimentichiamo ciò che ricordiamo e crediamo vero ciò che egli dice vero
> e noi sappiamo bugiardo. Non ha detto niente, no? Berlusconi chiede la
> nostra ubbidienza passiva, l'assuefazione a ogni manipolazione anche la
> più pasticciata. Reclama una sterilizzazione mentale (e morale)
> dell'intera società italiana.
> Già basterebbe questo atto di pura violenza per riproporre le dieci
> domande a cui il capo del governo non vuole dare risposta da più di due
> settimane perché, palesemente, non è in grado di farlo. Se lo facesse,
> potrebbe compromettere se stesso, rivelare abitudini e comportamenti in
> rumorosa contraddizione con il suo messaggio politico (Dio, patria,
> famiglia).
> C'è altro, però. Berlusconi sa che questa prova di forza non lo mette al
> sicuro dal potenziale catastrofico della "crisi di Casoria". Sa che
> spesso i fatti sono irriducibili e hanno la tendenza a riemergere. Sa
> che per distruggere quella realtà minacciosa, deve distruggere presto e
> nel modo più definitivo chi la può testimoniare. Anche in questo caso il
> premier ha deciso di muoversi con un canone di assoluta violenza. E'
> quel che accade in queste ore. Per raccontarlo bisogna ricordare che i
> giorni non sono passati inutilmente perché hanno offerto a chi ha voglia
> di sapere e capire qualche accenno di "verità".
> Veronica Lario dice a Repubblica che il premier "frequenta minorenni".
> Berlusconi nega dinanzi alle telecamere di Porta a porta di frequentare
> minorenni.
> Mente, ora è chiaro. Ci inganna intenzionalmente e consapevolmente, ben
> sapendo che cosa vuole deliberatamente nascondere. Ha frequentato la
> minorenne di Napoli come altre minorenni hanno affollato le sue feste e
> affollano i suoi weekend nella villa di Punta Lada in Sardegna.
> Dov'erano quelli che oggi minimizzano la presenza di ragazzine alla
> corte di un anziano potente di 73 anni quando quel signore negava di
> "frequentare minorenni"?
> Un secondo punto, fermo e indiscutibile, è l'inizio dell'amicizia con
> Noemi, la ragazza napoletana. La retrodatazione del legame tra il
> premier e la famiglia della ragazza al 1991 si è rivelata posticcia e
> contraddittoria. I suoi incontri con la minorenne, anche in assenza dei
> genitori, sono stati documentati (Villa Madama; Capodanno 2009 a Villa
> Certosa). L'inizio dell'affettuosa e paterna amicizia tra il capo del
> governo e la minorenne è stata testimoniata dall'ex-fidanzato della
> ragazza, confermato da una zia di Noemi, fissato nell'autunno del 2008.
> Contro questi "punti fermi", che lasciano il premier nudo con le sue
> bugie, si è scatenata una manovra utile a scomporre, ricomporre e
> confondere i fatti in un caleidoscopio mediatico di immagini false dove
> l'arma è la menzogna e gli armigeri sono i giornalisti stipendiati dal
> capo del governo, dimentichi di ogni deontologia professionale e
> trasformati in agenti provocatori; i corifei del leader, forti
> dell'immunità parlamentare e disposti a ogni calunnia. Buon'ultima
> Daniela Santanché che accetta di fare, nell'interesse del Capo, il
> lavoro sporco di diffamarne la moglie ("ha un compagno"). Chiunque, in
> questo affare, abbia portato il suo granellino di verità viene ora
> sottoposto a un pubblico rito di degradazione fabbricato con un violento
> uso della menzogna.
> Il primo assalto è toccato a Repubblica investita, dall'editore
> all'ultimo cronista che si è occupato del "caso", da un'onda di panzane.
> Prima il complotto politico (ma la polemica sulle veline è stata
> sollevata dal think tank di Gianfranco Fini). Poi la bubbola del
> pagamento del testimone (Gino Flaminio) che colloca la prima telefonata
> di Berlusconi a Noemi alla fine del 2008. L'accusa la grida in tv il
> ministro Bondi. Qualche giorno prima che un allegro commando di
> redattori del giornale della famiglia Berlusconi si scateni contro
> Flaminio allungandogli un paio di centoni "per l'incomodo" e realizzando
> la ridicola impresa di essere i soli a pagare l'ingenuo Gino. Che, anche
> se spaventato e intimorito, dice, ridice e conferma in tre occasioni di
> "non aver avuto un centesimo da Repubblica". Non è finita. Uguale
> trattamento viene inflitto al fotografo che ha immortalato,
> nell'aeroporto di Olbia, lo sbarco da un aereo di Stato delle ragazze
> (alcune, appaiono da lontano minorenni) invitate a allietare il fine
> settimana del presidente del consiglio. Infilato prima in una trappola
> dall'house organ di Casa Berlusconi, denunciato poi per truffa
> (improbabile reato) dall'avvocato del premier, la procura di Roma decide
> di sequestrare sia le immagini illegittime (scattate verso il patio di
> Villa Certosa) sia le foto legittime (raccolte in un luogo pubblico).
> Siamo solo all'interludio perché il colpo finale, la menzogna usata come
> manganello punitivo, viene riservato alla prima e più autorevole
> testimone dell'instabilità psicofisica del premier e dei suoi giorni con
> le minorenni: Veronica Lario. Daniela Santanché (non è un'amica della
> Lario, non frequenta la villa di Macherio) svela a Libero che "Veronica
> ha un compagno". E, se "Veronica ha un compagno", come possono essere
> attendibili i suoi rilievi al marito? Il cerchio ora è chiuso. Il
> pestaggio menzognero è completo, anche se non concluso. Ciascuno ha
> cominciato ad avere quel che si merita.
> Questo spettacolo nero ha il suo significato politico. Berlusconi vuole
> insegnarci che, al di fuori della sua verità, non ce ne può essere
> un'altra. Vuole ricordarci che la memoria individuale e collettiva è a
> suo appannaggio, una sua proprietà, manipolabile a piacere. Si scorge
> nella "crisi di Casoria" un uso della menzogna come funzione distruttiva
> del potere che scongiura l'irruzione del reale e oscura i fatti. Si
> misura l'impiego dei media sotto controllo diretto o indiretto del
> premier come fabbrica di menzogne punitive di chi non si conforma
> (riflettano tutti coloro che ripetono che ormai il conflitto d'interesse
> è stato "assorbito" dal Paese). E' il nuovo volto, finora nascosto, di
> un potere spietato. E' il paradigma di una macchina politica che
> intimorisce. C'è ancora qualcuno che può pensare che questa sia la trama
> di un gossip e non la storia di un abuso di potere continuato, ora anche
> violento, e quindi una questione che scrolla la nostra democrazia?