I genitori di Noemi non c'entrano niente. Il legame era proprio con lei. È nato tra Berlusconi e Noemi
NAPOLI - Il 14 maggio Repubblica ha rivolto al presidente del consiglio dieci domande che
apparivano necessarie dinanzi alle incoerenze di un "caso politico". Veronica Lario, infatti, ha
proposto all'opinione pubblica e alle élites dirigenti del Paese due affermazioni e una domanda
che hanno rimosso dal discreto perimetro privato un "affare di famiglia" per farne "affare
pubblico". Le due, allarmanti certezze della moglie del premier - lo ricordiamo - descrivono i
comportamenti del presidente del Consiglio: "Mio marito frequenta minorenni"; "Mio marito non sta
bene".
Al contrario, la domanda posta dalla signora Lario - se ne può convenire - è crudamente politica e
mostra le pratiche del "potere" di Silvio Berlusconi, pericolosamente degradate quando a
rappresentare la sovranità popolare vengono chiamate "veline" senza altro merito che un
bell'aspetto e l'amicizia con il premier, legami nati non si sa quando, non si sa come. "Ciarpame
politico" dice la moglie del premier.
Silvio Berlusconi non ha ritenuto di rispondere ad alcuna delle domande di Repubblica.
E, dopo dieci giorni, Repubblica prova qui a offrire qualche traccia e testimonianza per risolvere
almeno alcuni dei quesiti proposti. Per farlo bisogna raggiungere Napoli, una piccola fabbrica di
corso San Giovanni e poi un appartamento, allegramente affollato di amici, nel popolare quartiere
del Vasto a ridosso dei grattacieli del Centro Direzionale. Sono i luoghi di vita e di lavoro di
Gino Flaminio.
Gino, 22 anni, operaio, una passione per la kickboxing, è stato per sedici mesi (dal 28 agosto del
2007 al 10 gennaio del 2009) l'"amore" di Noemi Letizia, la minorenne di cui il premier ha voluto
festeggiare il diciottesimo anno in un ristorante di Casoria, il 26 aprile. Gino e Noemi si sono
divisi, per quel breve, intenso, felice periodo le ore, i sogni, il fiato, le promesse. "Quando
non dormivo da lei a Portici - è capitato una ventina di volte - o quando lei non dormiva qui da
me, il sabato che non lavoravo mi tiravo su alle sei del mattino per portarle la colazione a
letto; poi l'accompagnavo a scuola e ci tornavo poi per riportarla indietro con la mia Yamaha. Lei
qualche volta veniva a prendermi in fabbrica, la sera, quando poteva".
Gino Flaminio è in grado di dire quando e come Silvio Berlusconi è entrato nella vita di Noemi.
Come quel "miracolo" (così Gino definisce l'inatteso irrompere del premier) ha cambiato - di Noemi
- la vita, i desideri, le ambizioni e più tangibilmente anche il corpo, il volto, le labbra, gli
zigomi; in una parola, dice Gino, "i valori". Il ragazzo può raccontare come quell'ospite
inaspettato dal nome così importante che faceva paura anche soltanto a pronunciarlo nel piccolo
mondo di gente che duramente si fatica la giornata e un piatto caldo, ha deviato anche la sua di
vita. Quieto come chi si è ormai pacificato con quanto è avvenuto, Gino ricorda: "Mi è stato quasi
subito chiaro che tra me e la mia memi non poteva andare avanti. Era come pretendere che Britney
Spears stesse con il macellaio giù all'angolo...".
È utile ricordare, a questo punto, che il primo degli enigmi del "caso politico" è proprio questo:
come Berlusconi ha conosciuto Noemi, la sua famiglia, il padre Benedetto "Elio" Letizia, la madre
Anna Palumbo?
A Berlusconi è capitato di essere inequivocabile con la Stampa (4 maggio): "Io sono amico del
padre, punto e basta. Lo giuro!". Con France2 (6 maggio), il capo del governo è stato ancora più
definitivo. Ricordando l'antica amicizia di natura politica con il padre Elio, Berlusconi
chiarisce: "Ho avuto l'occasione di conoscere [Noemi] tramite i suoi genitori. Questo è tutto".
Un affetto che il presidente del consiglio ha ripetuto ancor più recentemente quando ha presentato
Noemi "in società", per così dire, durante la cena che il governo ha offerto alle "grandi firme"
del made in Italy a Villa Madama, il 19 novembre 2008: "È la figlia di miei cari amici di Napoli,
è qui a Roma per uno stage" (Repubblica, 21 maggio). All'antico vincolo politico, accenna anche la
madre di Noemi, Anna: "[Berlusconi] ha conosciuto mio marito ai tempi del partito socialista".
Berlusconi, qualche giorno dopo (e prima di essere smentito da Bobo Craxi), conferma. "[Elio] lo
conosco da anni, è un vecchio socialista ed era l'autista di Craxi". (Ansa, 29 aprile, ore 16,34).
Più evasiva Noemi: "[Di come è nato il contatto familiare] non ricordo i particolari, queste cose
ai miei genitori non le ho chieste". (Repubblica, 29 aprile). Decisamente inafferrabile e chiuso
come un riccio, il padre Elio (ha rifiutato di prendere visione di quest'ultima ricostruzione di
Repubblica). Chiedono a Letizia: ci spiega come ha conosciuto Berlusconi? "Non ho alcuna
intenzione di farlo" (Oggi, 13 maggio).
Gino ascolta questa noiosa tiritera con un sorriso storto sulle labbra, che non si sa se definire
avvilito o sardonico. C'è un attimo di silenzio nella stanza al Vasto, un silenzio lungo, pesante
come d'ovatta, rispettato dagli amici che gli stanno accanto; dalla sorella Arianna; dal padre
Antonio; dalla madre Anna. È un silenzio che si fa opprimente in quella cucina, fino a un attimo
prima rumorosa di risate e grida. La madre, Anna, si incarica di spezzarlo: "Quando un giorno Gino
tornò a casa e mi disse che Noemi aveva conosciuto Berlusconi, lo presi in giro, non volli
chiedergli nemmeno perché e per come. Mi sembrava ridicolo. Berlusconi dalle nostre parti? E che
ci faceva, Berlusconi qui? Ripetevo a Gino: Berlusconi, Berlusconi! (gonfia le guance con
sarcasmo). Un po' ne ridevo, mi sembrava una buffonata di ragazzi".
Gino la guarda, l'ascolta paziente e finalmente si decide a raccontare:
"I genitori di Noemi non c'entrano niente. Il legame era proprio con lei. È nato tra Berlusconi e
Noemi. Mai Noemi mi ha detto che lui, papi Silvio parlava di politica con suo padre, Elio. Non mi
risulta proprio. Mai, assolutamente. Vi dico come è cominciata questa storia e dovete sapere che
almeno per l'inizio - perché poi quattro, cinque volte ho ascoltato anch'io le telefonate - vi
dirò quel che mi ha raccontato Noemi. Il rapporto tra Noemi e il presidente comincia più o meno
intorno all'ottobre 2008. Noemi mi ha raccontato di aver fatto alcune foto per un "book" di moda.
Lo aveva consegnato a un'agenzia romana, importante - no, il nome non me lo ricordo - di quelle
che fanno lavorare le modelle, le ballerine, insomma le agenzie a cui si devono rivolgere le
ragazze che vogliono fare spettacolo. Noemi mi dice che, in quell'agenzia di Roma, va Emilio Fede
e si porta via questi "book", mica soltanto quello di Noemi. Non lo so, forse gli servono per i
casting delle meteorine. Il fatto è - ripeto, è quello che mi dice Noemi - che, proprio quel
giorno, Emilio Fede è a pranzo o a cena - non me lo ricordo - da Berlusconi. Finisce che Fede
dimentica quelle foto sul tavolo del presidente. È così che Berlusconi chiama Noemi. Quattro,
cinque mesi dopo che il "book" era nelle mani dell'agenzia, dice Noemi. È stato un miracolo, dico
sempre. Dunque, dice Noemi che Berlusconi la chiama al telefono. Proprio lui, direttamente.
Nessuna segretaria. Nessun centralino. Lui, direttamente. Era pomeriggio, le cinque o le sei del
pomeriggio, Noemi stava studiando. Berlusconi le dice che ha visto le foto; le dice che è stato
colpito dal suo "viso angelico", dalla sua "purezza"; le dice che deve conservarsi così com'è,
"pura". Questa fu la prima telefonata, io non c'ero e vi sto dicendo quel che poi mi riferì Noemi,
ma le credo. Le cose andarono così perché in altre occasioni io c'ero e Noemi, così per gioco o
per convincermi che davvero parlava con Berlusconi, m'allungava il cellulare all'orecchio e
anch'io sentii dalla sua voce quella cosa della "purezza", della "faccia d'angelo". E poi, una
volta, ha aggiunto un'altra cosa del tipo: "Sei una ragazza divina". Berlusconi, all'inizio, non
ha detto a Noemi chi era. In quella prima telefonata, le ha fatto tante domande: quanti anni hai,
cosa ti piacerebbe fare, che cosa fanno tua madre e tuo padre? Studi? Che scuola fai? Una lunga
telefonata. Ma normale, tranquilla. E poi, quando Noemi si è decisa a chiedergli: "Scusi, ma con
tutte queste domande, lei chi è?", lui prima le ha risposto: "Se te lo dico, non ci credi". E poi:
"Ma non si sente chi sono?". Quando Noemi me lo raccontò, vi dico la verità, io non ci credevo.
Poi, quando ho sentito le altre telefonate e ho potuto ascoltare la sua voce, proprio la sua, di
Berlusconi, come potevo non crederci? Noemi mi diceva che era sempre il presidente a chiamarla.
Poi, non so se chiamava anche di suo, non me lo diceva e io non lo so. Lei al telefono lo chiamava
papi tranquillamente. Anche davanti a me. Magari stavamo insieme, Noemi rispondeva, diceva papi e
io capivo che si trattava del presidente. Quando ho assistito ad alcune telefonate tra Berlusconi
e Noemi, ho pensato che fosse un rapporto come tra padre e figlia. Una sera, Emilio Fede e
Berlusconi - insieme - hanno chiamato Noemi. Lo so perché ero accanto a lei, in auto. Ora non
saprei dire perché il presidente le ha passato Emilio Fede, non lo so. Pensai che Fede dovesse
preparare dei "provini" per le meteorine, quelle robe lì". (Ieri, a tarda sera, durante Studio
Aperto, Fede ha affermato di aver conosciuto la nonna di Noemi. Repubblica ha chiesto a Gino se,
in qualche occasione, Noemi avesse fatto cenno a questa circostanza. "Mai, assolutamente", è stata
la risposta del ragazzo).
"Comunque, quella sera, sentii prima la voce del presidente e poi quella di Emilio Fede - continua
Gino - Non voglio essere frainteso o creare confusione in questa tarantella, da cui voglio star
lontano. Nelle telefonate che ho sentito io, Berlusconi aveva con Noemi un atteggiamento paterno.
Le chiedeva come era andata a scuola, se studiava con impegno, questa roba qui. Io però ho
cominciato a fuggire da questa situazione. Non mi piaceva. Non mi piaceva più tutto l'andazzo. Non
vedevo più le cose alla luce del giorno, come piacevano a me. Mi sentivo il macellaio giù
all'angolo che si era fidanzato con Britney Spears. Come potevo pensare di farcela? Gliel'ho detto
a Noemi: questo mondo non mi piace, non credo che da quelle parti ci sia una grande pulizia o
rispetto. Mi dispiaceva dirglielo perché io so che Noemi è una ragazza sana, ancora infantile che
non si separa mai dal suo orsacchiotto, piccolo, blu, con una croce al collo, "il suo teddy". Una
ragazza tranquilla, semplice, con dei valori. Con i miei stessi valori, almeno fino a un certo
punto della nostra storia".
Intorno a Gino, questo racconto devono averlo già sentito più d'una volta perché ora che il
ragazzo ha deciso di raccontare a degli estranei la storia, la tensione è caduta come se la
famiglia, i vicini di casa, gli amici già l'avessero sentita in altre occasioni o magari a
spizzichi e bocconi. C'è chi si distrae, chi parlotta d'altro, chi parla al telefono, chi si
prepara a uscire per il venerdì notte. Gino sembra non accorgersene. Non perde il filo e a tratti
pare ricordare, ancora una volta, a se stesso come sono andate le cose.
"Ho cominciato a distaccarmi da Noemi già a dicembre. Però la cosa che proprio non ho mandato giù
è stata la lunga vacanza di Capodanno in Sardegna, nella villa di lui. Noemi me lo disse a
dicembre che papi l'aveva invitata là. Mi disse: "Posso portare un'amica, un'amica qualunque, non
gli importa. Ci saranno altre ragazze". E lei si è portata Roberta. E poi è rimasta con Roberta
per tutto il periodo. Io le ho fatto capire che non mi faceva piacere, ma lei da quell'orecchio
non ci sentiva. Così è partita verso il 26-27 dicembre ed è ritornata verso il 4-5 gennaio. Quando
è tornata mi ha raccontato tante cose. Che Berlusconi l'aveva trattata bene, a lei e alle amiche.
Hanno scherzato, hanno riso... C'erano tante ragazze. Tra trenta e quaranta. Le ragazze
alloggiavano in questi bungalow che stavano nel parco. E nel bungalow di Noemi erano in quattro:
oltre a lei e a Roberta, c'erano le "gemelline", ma voi sapete chi sono queste "gemelline"? Penso
anche che lei mi abbia detto tante bugie. Lei dice che Berlusconi era stato con loro solo la notte
di Capodanno. Vi dico la verità, io non ci credo. Sono successe cose troppo strane. Io chiamavo
Noemi sul cellulare e non mi rispondeva mai. Provavo e riprovavo, poi alla fine mi arrendevo e
chiamavo Roberta, la sua amica, e diventavo pazzo quando Roberta mi diceva: no, non te la posso
passare, è di là - di là dove? - o sta mangiando: e allora?, dicevo io, ma non c'era risposta. Per
quella vacanza di fine anno, i genitori accompagnarono Noemi a Roma. Noemi e Roberta si fermarono
prima in una villa lì, come mi dissero poi, e fecero in tempo a vedere davanti a quella villa
tanta gente - giornalisti, fotografi? - , poi le misero sull'aereo privato del presidente insieme
alle altre ragazze, per quello che mi ha detto Noemi... Al ritorno, Noemi non è stata più la mia
Noemi, la mia alicella (acciuga, ndr), la ragazza semplice che amavo, la ragazza che non si
vergognava di venirmi a prendere alla sera al capannone. A gennaio ci siamo lasciati. Eravamo
andati insieme, prima di Natale, a prenotare per la sua festa di compleanno il ristorante "Villa
Santa Chiara" a Casoria, la "sala Miami" - lo avevo suggerito io - e già ci si aspettava una
"sorpresa" di Berlusconi, ma nessuno credeva che la sorpresa fosse proprio lui, Berlusconi in
carne e ossa. Ci siamo lasciati a gennaio e alla festa non ci sono andato. L'ho incontrata qualche
altra volta, per riprendermi un oggetto di poco prezzo ma, per me, di gran valore che era rimasto
nelle sue mani. Abbiamo avuto il tempo, un'altra volta, di avere un colloquio un po' brusco. Le ho
restituito quasi tutte le lettere e le foto. Le ho restituito tutto - ho conservato poche cose,
questa lettera che mi scrisse prima di Natale, qualche foto - perché non volevo che lei e la sua
famiglia pensassero che, diventata Noemi Sophia Loren, io potessi sputtanarla. Oggi ho la mia
vita, la mia Manuela, il mio lavoro, mille euro al mese e va bene così ché non mi manca niente.
Certo, leggo di questo nuovo fidanzato di Noemi, come si chiama?, che non s'era mai visto da
nessuna parte anche se dice di conoscerla da due anni e penso che Noemi stia dicendo un sacco di
bugie. Quante bugie mi avrà detto sui viaggi. A me diceva che andava a Roma sempre con la madre.
Per dire, per quella cena del 19 novembre 2008 a Villa Madama mi raccontò: "Siamo stati a cena con
il presidente, io, papà e mamma allo stesso tavolo". Non c'erano i genitori seduti a quel tavolo?
Allora mi ha detto un'altra balla. Quella sera le sono stati regalati una collana e un bracciale,
ma non di grosso valore. E il presidente ha fatto un regalo anche a sua madre. Sento tante bugie,
sì, e comunque sono fatti di Noemi, dei suoi genitori, di Berlusconi, io che c'entro?".
Le parole di Gino Flaminio appaiono genuine, confortate dalle foto, dalla memoria degli amici (che
hanno le immagini di Noemi e Gino sui loro computer), da qualche lettera, dai ricordi dei vicini e
dei genitori, ma soprattutto dall'ostinazione con cui il ragazzo per settimane si è nascosto
diventando una presenza invisibile nella vita di Noemi. Repubblica lo ha rintracciato con fatica,
molta pazienza e tanta fortuna nella fabbrica di corso San Giovanni dove tutti i suoi compagni di
lavoro conoscono Noemi, la storia dell'amore perduto di Gino. Compagni di lavoro che - fino alla
fine - hanno provato a proteggerlo: "Gino? E chi è 'sto Gino Flaminio?" e Gino se ne stava
nascosto dietro un muro.
La testimonianza del ragazzo consente di liquidare almeno cinque domande dalla lista di dieci che
abbiamo proposto al capo del governo. La ricostruzione di Gino permette di giungere a un primo
esito: Silvio Berlusconi ha mentito all'opinione pubblica in ogni passaggio delle sue interviste.
Nei giorni scorsi, come quando disse a France2 di aver "avuto l'occasione di conoscere [Noemi]
tramite i suoi genitori". O ancora ieri a Radio Montecarlo dove ha sostenuto di essersi
addirittura "divertito a dire alla famiglia, di cui sono amico da molti anni, che non desse
risposte su quella che è stata la nostra frequentazione in questi anni". Come di cartapesta è la
scena - del tutto artefatta - disegnata dalle testate (Chi) della berlusconiana Mondadori.
Il fatto è che Berlusconi non ha mai conosciuto Elio Letizia né negli "anni passati", né negli
"ambienti socialisti". Mai Berlusconi ha discusso con Elio Letizia di politica e tantomeno delle
candidature delle Europee (Porta a porta, 5 maggio). Berlusconi ha conosciuto Noemi. Le ha
telefonato direttamente, dopo averne ammirato le foto e aver letto il numero di cellulare su un
"book" lasciatogli da Emilio Fede. Poi, nel corso del tempo, l'ha invitata a Roma, in Sardegna, a
Milano.
Le evidenti falsità, diffuse dal premier, gli sarebbero costate nel mondo anglosassone, se non una
richiesta di impeachment, concrete difficoltà politiche e istituzionali. Nell'Italia assuefatta di
oggi, quella menzogna gli vale un'altra domanda: perché è stato costretto a mentire? Che cosa lo
costringe a negare ciò che è evidente? È vero, come sostiene Noemi, che Berlusconi ha promesso o
le ha lasciato credere di poter favorire la sua carriera nello spettacolo o, in alternativa,
l'accesso alla scena politica (Corriere del Mezzogiorno, 28 aprile)? Dieci giorni dopo, ci sono
altre ragionevoli certezze. È confermato quel che Veronica Lario ha rivelato a Repubblica (3
maggio): il premier "frequenta minorenni". Noemi, nell'ottobre del 2008, quando riceve la prima,
improvvisa telefonata di Berlusconi ha diciassette anni, come Roberta, l'amica che l'ha
accompagnata a Villa Certosa. La circostanza rinnova l'ultima domanda: quali sono le condizioni di
salute del presidente del Consiglio?
da Repubblica.it
GIUSEPPE D'AVANZO e CONCHITA SANNINO
Re: I genitori di Noemi non c'entrano niente. ???????????
"l'orsoYoghi" <l'orsoyoghi@Jellowtone.park> ha scritto nel messaggio
news:4a191b22$1@extreme.x-privat.org...
> in questa storia i genitori sono le figure più squallide, da far passare
> il
> Corruttore anche di Minorenne come una persono perbene a confronto
si è comprato pure i genitori
ma se queste cose son vere cosa ne dicono gli italioti seguaci del nano ,
che parla tanto di valori della gamiglia???
italioti ci siete???
battete un colpo
Re: I genitori di Noemi non c'entrano niente. ???????????
l'orsoYoghi ha scritto:
> in questa storia i genitori sono le figure più squallide, da far passare il
> Corruttore anche di Minorenne come una persono perbene a confronto
dovresti vedere un dietro le quinte di miss italia cosa succede
Re: I genitori di Noemi non c'entrano niente. ???????????
"Achab" ha scritto
> > in questa storia i genitori sono le figure più squallide, da far passare
il
> > Corruttore anche di Minorenne come una persono perbene a confronto
> > dovresti vedere un dietro le quinte di miss italia cosa succede
Re: I genitori di Noemi non c'entrano niente. ???????????
l'orsoYoghi ha scritto:
> "Achab" ha scritto
>>> in questa storia i genitori sono le figure più squallide, da far passare
> il
>>> Corruttore anche di Minorenne come una persono perbene a confronto
>>>> dovresti vedere un dietro le quinte di miss italia cosa succede
> le figlie o le madri?
tutte. anche le nonne
Un troiaio che verrebbe da fuggire sul monte athos.
non c,entrano gli hanno messo la figa della figlia su 1 piatto d,oro
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Re: I genitori di Noemi non c'entrano niente. Il legame era proprio con lei. È nato tra Berlusconi e Noemi
Il 24 Mag 2009, 11:42, Kulin Remailer <remailer@reece.net.au> ha scritto:
> NAPOLI - Il 14 maggio Repubblica ha rivolto al presidente del consiglio
dieci domande che
> apparivano necessarie dinanzi alle incoerenze di un "caso politico".
Veronica Lario, infatti, ha
> proposto all'opinione pubblica e alle élites dirigenti del Paese due
affermazioni e una domanda
> che hanno rimosso dal discreto perimetro privato un "affare di famiglia"
per farne "affare
> pubblico". Le due, allarmanti certezze della moglie del premier - lo
ricordiamo - descrivono i
> comportamenti del presidente del Consiglio: "Mio marito frequenta
minorenni"; "Mio marito non sta
> bene".
> Al contrario, la domanda posta dalla signora Lario - se ne può convenire -
è crudamente politica e
> mostra le pratiche del "potere" di Silvio Berlusconi, pericolosamente
degradate quando a
> rappresentare la sovranità popolare vengono chiamate "veline" senza altro
merito che un
> bell'aspetto e l'amicizia con il premier, legami nati non si sa quando,
non si sa come. "Ciarpame
> politico" dice la moglie del premier.
> Silvio Berlusconi non ha ritenuto di rispondere ad alcuna delle domande di
Repubblica.
> E, dopo dieci giorni, Repubblica prova qui a offrire qualche traccia e
testimonianza per risolvere
> almeno alcuni dei quesiti proposti. Per farlo bisogna raggiungere Napoli,
una piccola fabbrica di
> corso San Giovanni e poi un appartamento, allegramente affollato di amici,
nel popolare quartiere
> del Vasto a ridosso dei grattacieli del Centro Direzionale. Sono i luoghi
di vita e di lavoro di
> Gino Flaminio.
> Gino, 22 anni, operaio, una passione per la kickboxing, è stato per sedici
mesi (dal 28 agosto del
> 2007 al 10 gennaio del 2009) l'"amore" di Noemi Letizia, la minorenne di
cui il premier ha voluto
> festeggiare il diciottesimo anno in un ristorante di Casoria, il 26
aprile. Gino e Noemi si sono
> divisi, per quel breve, intenso, felice periodo le ore, i sogni, il fiato,
le promesse. "Quando
> non dormivo da lei a Portici - è capitato una ventina di volte - o quando
lei non dormiva qui da
> me, il sabato che non lavoravo mi tiravo su alle sei del mattino per
portarle la colazione a
> letto; poi l'accompagnavo a scuola e ci tornavo poi per riportarla
indietro con la mia Yamaha. Lei
> qualche volta veniva a prendermi in fabbrica, la sera, quando poteva".
> Gino Flaminio è in grado di dire quando e come Silvio Berlusconi è entrato
nella vita di Noemi.
> Come quel "miracolo" (così Gino definisce l'inatteso irrompere del
premier) ha cambiato - di Noemi
> - la vita, i desideri, le ambizioni e più tangibilmente anche il corpo, il
volto, le labbra, gli
> zigomi; in una parola, dice Gino, "i valori". Il ragazzo può raccontare
come quell'ospite
> inaspettato dal nome così importante che faceva paura anche soltanto a
pronunciarlo nel piccolo
> mondo di gente che duramente si fatica la giornata e un piatto caldo, ha
deviato anche la sua di
> vita. Quieto come chi si è ormai pacificato con quanto è avvenuto, Gino
ricorda: "Mi è stato quasi
> subito chiaro che tra me e la mia memi non poteva andare avanti. Era come
pretendere che Britney
> Spears stesse con il macellaio giù all'angolo...".
> È utile ricordare, a questo punto, che il primo degli enigmi del "caso
politico" è proprio questo:
> come Berlusconi ha conosciuto Noemi, la sua famiglia, il padre Benedetto
"Elio" Letizia, la madre
> Anna Palumbo?
> A Berlusconi è capitato di essere inequivocabile con la Stampa (4 maggio):
"Io sono amico del
> padre, punto e basta. Lo giuro!". Con France2 (6 maggio), il capo del
governo è stato ancora più
> definitivo. Ricordando l'antica amicizia di natura politica con il padre
Elio, Berlusconi
> chiarisce: "Ho avuto l'occasione di conoscere [Noemi] tramite i suoi
genitori. Questo è tutto".
> Un affetto che il presidente del consiglio ha ripetuto ancor più
recentemente quando ha presentato
> Noemi "in società", per così dire, durante la cena che il governo ha
offerto alle "grandi firme"
> del made in Italy a Villa Madama, il 19 novembre 2008: "È la figlia di
miei cari amici di Napoli,
> è qui a Roma per uno stage" (Repubblica, 21 maggio). All'antico vincolo
politico, accenna anche la
> madre di Noemi, Anna: "[Berlusconi] ha conosciuto mio marito ai tempi del
partito socialista".
> Berlusconi, qualche giorno dopo (e prima di essere smentito da Bobo
Craxi), conferma. "[Elio] lo
> conosco da anni, è un vecchio socialista ed era l'autista di Craxi".
(Ansa, 29 aprile, ore 16,34).
> Più evasiva Noemi: "[Di come è nato il contatto familiare] non ricordo i
particolari, queste cose
> ai miei genitori non le ho chieste". (Repubblica, 29 aprile). Decisamente
inafferrabile e chiuso
> come un riccio, il padre Elio (ha rifiutato di prendere visione di
quest'ultima ricostruzione di
> Repubblica). Chiedono a Letizia: ci spiega come ha conosciuto Berlusconi?
"Non ho alcuna
> intenzione di farlo" (Oggi, 13 maggio).
> Gino ascolta questa noiosa tiritera con un sorriso storto sulle labbra,
che non si sa se definire
> avvilito o sardonico. C'è un attimo di silenzio nella stanza al Vasto, un
silenzio lungo, pesante
> come d'ovatta, rispettato dagli amici che gli stanno accanto; dalla
sorella Arianna; dal padre
> Antonio; dalla madre Anna. È un silenzio che si fa opprimente in quella
cucina, fino a un attimo
> prima rumorosa di risate e grida. La madre, Anna, si incarica di
spezzarlo: "Quando un giorno Gino
> tornò a casa e mi disse che Noemi aveva conosciuto Berlusconi, lo presi in
giro, non volli
> chiedergli nemmeno perché e per come. Mi sembrava ridicolo. Berlusconi
dalle nostre parti? E che
> ci faceva, Berlusconi qui? Ripetevo a Gino: Berlusconi, Berlusconi!
(gonfia le guance con
> sarcasmo). Un po' ne ridevo, mi sembrava una buffonata di ragazzi".
> Gino la guarda, l'ascolta paziente e finalmente si decide a raccontare:
> "I genitori di Noemi non c'entrano niente. Il legame era proprio con lei.
È nato tra Berlusconi e
> Noemi. Mai Noemi mi ha detto che lui, papi Silvio parlava di politica con
suo padre, Elio. Non mi
> risulta proprio. Mai, assolutamente. Vi dico come è cominciata questa
storia e dovete sapere che
> almeno per l'inizio - perché poi quattro, cinque volte ho ascoltato
anch'io le telefonate - vi
> dirò quel che mi ha raccontato Noemi. Il rapporto tra Noemi e il
presidente comincia più o meno
> intorno all'ottobre 2008. Noemi mi ha raccontato di aver fatto alcune foto
per un "book" di moda.
> Lo aveva consegnato a un'agenzia romana, importante - no, il nome non me
lo ricordo - di quelle
> che fanno lavorare le modelle, le ballerine, insomma le agenzie a cui si
devono rivolgere le
> ragazze che vogliono fare spettacolo. Noemi mi dice che, in quell'agenzia
di Roma, va Emilio Fede
> e si porta via questi "book", mica soltanto quello di Noemi. Non lo so,
forse gli servono per i
> casting delle meteorine. Il fatto è - ripeto, è quello che mi dice Noemi -
che, proprio quel
> giorno, Emilio Fede è a pranzo o a cena - non me lo ricordo - da
Berlusconi. Finisce che Fede
> dimentica quelle foto sul tavolo del presidente. È così che Berlusconi
chiama Noemi. Quattro,
> cinque mesi dopo che il "book" era nelle mani dell'agenzia, dice Noemi. È
stato un miracolo, dico
> sempre. Dunque, dice Noemi che Berlusconi la chiama al telefono. Proprio
lui, direttamente.
> Nessuna segretaria. Nessun centralino. Lui, direttamente. Era pomeriggio,
le cinque o le sei del
> pomeriggio, Noemi stava studiando. Berlusconi le dice che ha visto le
foto; le dice che è stato
> colpito dal suo "viso angelico", dalla sua "purezza"; le dice che deve
conservarsi così com'è,
> "pura". Questa fu la prima telefonata, io non c'ero e vi sto dicendo quel
che poi mi riferì Noemi,
> ma le credo. Le cose andarono così perché in altre occasioni io c'ero e
Noemi, così per gioco o
> per convincermi che davvero parlava con Berlusconi, m'allungava il
cellulare all'orecchio e
> anch'io sentii dalla sua voce quella cosa della "purezza", della "faccia
d'angelo". E poi, una
> volta, ha aggiunto un'altra cosa del tipo: "Sei una ragazza divina".
Berlusconi, all'inizio, non
> ha detto a Noemi chi era. In quella prima telefonata, le ha fatto tante
domande: quanti anni hai,
> cosa ti piacerebbe fare, che cosa fanno tua madre e tuo padre? Studi? Che
scuola fai? Una lunga
> telefonata. Ma normale, tranquilla. E poi, quando Noemi si è decisa a
chiedergli: "Scusi, ma con
> tutte queste domande, lei chi è?", lui prima le ha risposto: "Se te lo
dico, non ci credi". E poi:
> "Ma non si sente chi sono?". Quando Noemi me lo raccontò, vi dico la
verità, io non ci credevo.
> Poi, quando ho sentito le altre telefonate e ho potuto ascoltare la sua
voce, proprio la sua, di
> Berlusconi, come potevo non crederci? Noemi mi diceva che era sempre il
presidente a chiamarla.
> Poi, non so se chiamava anche di suo, non me lo diceva e io non lo so. Lei
al telefono lo chiamava
> papi tranquillamente. Anche davanti a me. Magari stavamo insieme, Noemi
rispondeva, diceva papi e
> io capivo che si trattava del presidente. Quando ho assistito ad alcune
telefonate tra Berlusconi
> e Noemi, ho pensato che fosse un rapporto come tra padre e figlia. Una
sera, Emilio Fede e
> Berlusconi - insieme - hanno chiamato Noemi. Lo so perché ero accanto a
lei, in auto. Ora non
> saprei dire perché il presidente le ha passato Emilio Fede, non lo so.
Pensai che Fede dovesse
> preparare dei "provini" per le meteorine, quelle robe lì". (Ieri, a tarda
sera, durante Studio
> Aperto, Fede ha affermato di aver conosciuto la nonna di Noemi. Repubblica
ha chiesto a Gino se,
> in qualche occasione, Noemi avesse fatto cenno a questa circostanza. "Mai,
assolutamente", è stata
> la risposta del ragazzo).
> "Comunque, quella sera, sentii prima la voce del presidente e poi quella
di Emilio Fede - continua
> Gino - Non voglio essere frainteso o creare confusione in questa
tarantella, da cui voglio star
> lontano. Nelle telefonate che ho sentito io, Berlusconi aveva con Noemi un
atteggiamento paterno.
> Le chiedeva come era andata a scuola, se studiava con impegno, questa roba
qui. Io però ho
> cominciato a fuggire da questa situazione. Non mi piaceva. Non mi piaceva
più tutto l'andazzo. Non
> vedevo più le cose alla luce del giorno, come piacevano a me. Mi sentivo
il macellaio giù
> all'angolo che si era fidanzato con Britney Spears. Come potevo pensare di
farcela? Gliel'ho detto
> a Noemi: questo mondo non mi piace, non credo che da quelle parti ci sia
una grande pulizia o
> rispetto. Mi dispiaceva dirglielo perché io so che Noemi è una ragazza
sana, ancora infantile che
> non si separa mai dal suo orsacchiotto, piccolo, blu, con una croce al
collo, "il suo teddy". Una
> ragazza tranquilla, semplice, con dei valori. Con i miei stessi valori,
almeno fino a un certo
> punto della nostra storia".
> Intorno a Gino, questo racconto devono averlo già sentito più d'una volta
perché ora che il
> ragazzo ha deciso di raccontare a degli estranei la storia, la tensione è
caduta come se la
> famiglia, i vicini di casa, gli amici già l'avessero sentita in altre
occasioni o magari a
> spizzichi e bocconi. C'è chi si distrae, chi parlotta d'altro, chi parla
al telefono, chi si
> prepara a uscire per il venerdì notte. Gino sembra non accorgersene. Non
perde il filo e a tratti
> pare ricordare, ancora una volta, a se stesso come sono andate le cose.
> "Ho cominciato a distaccarmi da Noemi già a dicembre. Però la cosa che
proprio non ho mandato giù
> è stata la lunga vacanza di Capodanno in Sardegna, nella villa di lui.
Noemi me lo disse a
> dicembre che papi l'aveva invitata là. Mi disse: "Posso portare un'amica,
un'amica qualunque, non
> gli importa. Ci saranno altre ragazze". E lei si è portata Roberta. E poi
è rimasta con Roberta
> per tutto il periodo. Io le ho fatto capire che non mi faceva piacere, ma
lei da quell'orecchio
> non ci sentiva. Così è partita verso il 26-27 dicembre ed è ritornata
verso il 4-5 gennaio. Quando
> è tornata mi ha raccontato tante cose. Che Berlusconi l'aveva trattata
bene, a lei e alle amiche.
> Hanno scherzato, hanno riso... C'erano tante ragazze. Tra trenta e
quaranta. Le ragazze
> alloggiavano in questi bungalow che stavano nel parco. E nel bungalow di
Noemi erano in quattro:
> oltre a lei e a Roberta, c'erano le "gemelline", ma voi sapete chi sono
queste "gemelline"? Penso
> anche che lei mi abbia detto tante bugie. Lei dice che Berlusconi era
stato con loro solo la notte
> di Capodanno. Vi dico la verità, io non ci credo. Sono successe cose
troppo strane. Io chiamavo
> Noemi sul cellulare e non mi rispondeva mai. Provavo e riprovavo, poi alla
fine mi arrendevo e
> chiamavo Roberta, la sua amica, e diventavo pazzo quando Roberta mi
diceva: no, non te la posso
> passare, è di là - di là dove? - o sta mangiando: e allora?, dicevo io, ma
non c'era risposta. Per
> quella vacanza di fine anno, i genitori accompagnarono Noemi a Roma. Noemi
e Roberta si fermarono
> prima in una villa lì, come mi dissero poi, e fecero in tempo a vedere
davanti a quella villa
> tanta gente - giornalisti, fotografi? - , poi le misero sull'aereo privato
del presidente insieme
> alle altre ragazze, per quello che mi ha detto Noemi... Al ritorno, Noemi
non è stata più la mia
> Noemi, la mia alicella (acciuga, ndr), la ragazza semplice che amavo, la
ragazza che non si
> vergognava di venirmi a prendere alla sera al capannone. A gennaio ci
siamo lasciati. Eravamo
> andati insieme, prima di Natale, a prenotare per la sua festa di
compleanno il ristorante "Villa
> Santa Chiara" a Casoria, la "sala Miami" - lo avevo suggerito io - e già
ci si aspettava una
> "sorpresa" di Berlusconi, ma nessuno credeva che la sorpresa fosse proprio
lui, Berlusconi in
> carne e ossa. Ci siamo lasciati a gennaio e alla festa non ci sono andato.
L'ho incontrata qualche
> altra volta, per riprendermi un oggetto di poco prezzo ma, per me, di gran
valore che era rimasto
> nelle sue mani. Abbiamo avuto il tempo, un'altra volta, di avere un
colloquio un po' brusco. Le ho
> restituito quasi tutte le lettere e le foto. Le ho restituito tutto - ho
conservato poche cose,
> questa lettera che mi scrisse prima di Natale, qualche foto - perché non
volevo che lei e la sua
> famiglia pensassero che, diventata Noemi Sophia Loren, io potessi
sputtanarla. Oggi ho la mia
> vita, la mia Manuela, il mio lavoro, mille euro al mese e va bene così ché
non mi manca niente.
> Certo, leggo di questo nuovo fidanzato di Noemi, come si chiama?, che non
s'era mai visto da
> nessuna parte anche se dice di conoscerla da due anni e penso che Noemi
stia dicendo un sacco di
> bugie. Quante bugie mi avrà detto sui viaggi. A me diceva che andava a
Roma sempre con la madre.
> Per dire, per quella cena del 19 novembre 2008 a Villa Madama mi raccontò:
"Siamo stati a cena con
> il presidente, io, papà e mamma allo stesso tavolo". Non c'erano i
genitori seduti a quel tavolo?
> Allora mi ha detto un'altra balla. Quella sera le sono stati regalati una
collana e un bracciale,
> ma non di grosso valore. E il presidente ha fatto un regalo anche a sua
madre. Sento tante bugie,
> sì, e comunque sono fatti di Noemi, dei suoi genitori, di Berlusconi, io
che c'entro?".
> Le parole di Gino Flaminio appaiono genuine, confortate dalle foto, dalla
memoria degli amici (che
> hanno le immagini di Noemi e Gino sui loro computer), da qualche lettera,
dai ricordi dei vicini e
> dei genitori, ma soprattutto dall'ostinazione con cui il ragazzo per
settimane si è nascosto
> diventando una presenza invisibile nella vita di Noemi. Repubblica lo ha
rintracciato con fatica,
> molta pazienza e tanta fortuna nella fabbrica di corso San Giovanni dove
tutti i suoi compagni di
> lavoro conoscono Noemi, la storia dell'amore perduto di Gino. Compagni di
lavoro che - fino alla
> fine - hanno provato a proteggerlo: "Gino? E chi è 'sto Gino Flaminio?" e
Gino se ne stava
> nascosto dietro un muro.
> La testimonianza del ragazzo consente di liquidare almeno cinque domande
dalla lista di dieci che
> abbiamo proposto al capo del governo. La ricostruzione di Gino permette di
giungere a un primo
> esito: Silvio Berlusconi ha mentito all'opinione pubblica in ogni
passaggio delle sue interviste.
> Nei giorni scorsi, come quando disse a France2 di aver "avuto l'occasione
di conoscere [Noemi]
> tramite i suoi genitori". O ancora ieri a Radio Montecarlo dove ha
sostenuto di essersi
> addirittura "divertito a dire alla famiglia, di cui sono amico da molti
anni, che non desse
> risposte su quella che è stata la nostra frequentazione in questi anni".
Come di cartapesta è la
> scena - del tutto artefatta - disegnata dalle testate (Chi) della
berlusconiana Mondadori.
> Il fatto è che Berlusconi non ha mai conosciuto Elio Letizia né negli
"anni passati", né negli
> "ambienti socialisti". Mai Berlusconi ha discusso con Elio Letizia di
politica e tantomeno delle
> candidature delle Europee (Porta a porta, 5 maggio). Berlusconi ha
conosciuto Noemi. Le ha
> telefonato direttamente, dopo averne ammirato le foto e aver letto il
numero di cellulare su un
> "book" lasciatogli da Emilio Fede. Poi, nel corso del tempo, l'ha invitata
a Roma, in Sardegna, a
> Milano.
> Le evidenti falsità, diffuse dal premier, gli sarebbero costate nel mondo
anglosassone, se non una
> richiesta di impeachment, concrete difficoltà politiche e istituzionali.
Nell'Italia assuefatta di
> oggi, quella menzogna gli vale un'altra domanda: perché è stato costretto
a mentire? Che cosa lo
> costringe a negare ciò che è evidente? È vero, come sostiene Noemi, che
Berlusconi ha promesso o
> le ha lasciato credere di poter favorire la sua carriera nello spettacolo
o, in alternativa,
> l'accesso alla scena politica (Corriere del Mezzogiorno, 28 aprile)? Dieci
giorni dopo, ci sono
> altre ragionevoli certezze. È confermato quel che Veronica Lario ha
rivelato a Repubblica (3
> maggio): il premier "frequenta minorenni". Noemi, nell'ottobre del 2008,
quando riceve la prima,
> improvvisa telefonata di Berlusconi ha diciassette anni, come Roberta,
l'amica che l'ha
> accompagnata a Villa Certosa. La circostanza rinnova l'ultima domanda:
quali sono le condizioni di
> salute del presidente del Consiglio?
> da Repubblica.it
> GIUSEPPE D'AVANZO e CONCHITA SANNINO
> E un classico quando ci sono i concorsi di bellezzza e provini vari ma
soppratutto miss italia mamme che vanno con le figlie Io non metto le mani
sul fuoco sulle mamme italiane he dicono alla figlia di aprire la figa per
fare carriera ,poi l,ex ragazzzo era sempre presente quando il nanno
telefonava e gli faceva sentire la voce di Papi
Mills e Noemi
l'orsoYoghi: corruzione e minorenne
corruttore di minorenni
Borsa
6
21-05-2009 09.20.32
Re: NOEMI FOTO RITOCCATA
Torquemada.: On 05-05-2009, Dave U. Random <anonymous@anonymitaet-im-inter.netwrote:
>> http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2009/05_Maggio/04/NOE/
1.JP
>> G
>> si vede benissimo che è ritagliata,...
Borsa
15
05-05-2009 14.58.07
eccola Noemi
Vix: http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/foto-noemi/1.html
....donne !!!
C'è caduto anche lo psiconano....hi hi hi...
kekkkoglioneeee....
Borsa
10
04-05-2009 15.16.56
Il padre di Noemi e l'amicizia con il Cavaliere
Anonymous: Una specie di messo comunale, capelli lunghi raccolti in un codino,
edicolante e giornalaio...
Nota di Palazzo Chigi: il premier non ha mai detto che era l'autista di
Craxi
NAPOLI - Due righe di...