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Vecchio 04-05-2009, 23.25.22
pirex
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Predefinito « Dell'Utri è un uomo colto. Soprattutto sul fatto».

Un uomo colto. Sul fatto

di Marco Travaglio

Ci sia consentito di ringraziare dal più profondo del cuore il sen. Marcello
Dell'Utri, noto pregiudicato e soprattutto bibliofilo tra i più raffinati.

Grazie perché non delude mai: trent'anni dopo la prima intercettazione che
lo immortalò a colloquio con l'eroico Mangano, continua a ricevere mafiosi e
a farsi beccare al telefono senza usare precauzioni.

L'altro giorno, quando girava voce di un misterioso senatore sorpreso a
colloquio con uomini della 'ndrangheta, ci siamo detti: no, non può essere
ancora lui.

Basta con questa cultura del sospetto che associa il suo nome a qualunque
scandalo dell'orbe terracqueo.
Ogni tanto si riposerà anche lui, che diamine.

Invece s'è scoperto che l'uomo al telefono col bancarottiere Aldo Miccichè,
latitante in Venezuela, era Dell'Utri.

L'uomo che riceveva nel suo studio Antonio Piromalli, reggente del clan
calabrese impegnato nei brogli esteri, e suo cugino Gioacchino, avvocato
radiato dall'Ordine per una condanna di mafia, era ancora lui.

L'uomo che poi ringraziava Miccichè per avergli mandato a casa quei «due
bravi picciotti», era sempre lui.

Grazie senatore per agevolare, con la sua sostenibile leggerezza
dell'essere, gl'investigatori.

La prima volta fu nel 1980, quando si fece sorprendere al telefono con
Vittorio Mangano a parlare di «cavalli».

La seconda nel 1986, quando il Cavaliere lo chiamò per informarlo di una
bomba appena esplosa nella villa in via Rovani:
ma «fatta con molto rispetto, quasi con affetto», un «segnale acustico»
tipico dell'eroico Mangano (che fra l'altro non c'entrava perché era in
galera).

La terza un mese dopo, quando il mafioso Tanino Cinà gli telefonò per
annunciargli l'arrivo di quattro cassate:
una per lui, una per suo fratello, una per Confalonieri, una extralarge da
10 chili per Silvio.

Le rare volte in cui non parla al telefono, le sue agende parlano per lui:
due appunti del novembre '93 («2-11, Mangano Vittorio sarà a Milano per
parlare problema personale»\, «Mangano verso il 30-11») rivelano che, mentre
dava gli ultimi ritocchi a FI, riceveva a Publitalia il solito Mangano,
reduce da 11 anni di galera per mafia e droga.

Altre volte, al telefono, parlano di lui gli amici degli amici.
Come due uomini legati alla mafia catanese, Papalia e Cultrera, che il 25
marzo '94 si preparano alla prima vittoria azzurra: «Il giorno in cui
Berlusconi salirà, come ho detto in una cena alla presenza anche di
Marcello, si dovranno prendere tante soddisfazioni... fra cui
l'annientamento dell'amministrazione (la giustizia, ndr), perché sono gruppi
di comunisti!».

Marcello è lo stesso che il 12 ottobre '98 riceve nell'ufficio di via
Senato a Milano Natale Sartori (socio della figlia di Mangano in una coop di
pulizie), pedinato dalla Dia in un'indagine per droga.

Due mesi dopo, 31 dicembre, la Dia filma Dell'Utri mentre incontra a Rimini
il falso pentito Pino Chiofalo, che organizza un complotto per calunniare i
veri pentiti che accusano Marcello. Maggio '99:

Dell'Utri è candidato in Sicilia all'Europarlamento: un picciotto di
Provenzano, Carmelo Amato, vota e fa votare:
«Purtroppo dobbiamo portare a Dell'Utri, se no lo fottono.
Pungono sempre, 'sti pezzi di cornuti (i giudici, ndr).
Questi sbirri non gli danno pace».

Maggio 2001: il boss di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro, parla col mafioso
Salvatore Aragona:
«Con Dell'Utri bisogna parlare», «alle elezioni '99 ha preso impegni» col
boss Gioacchino Capizzi «e poi non s'è fatto più vedere».

Aragona rivela:
«Io sono stato invitato al Circolo, che è la sede culturale e intellettuale
di Dell'Utri in via Senato, una biblioteca famosa».

Nel 2003 Vito Roberto Palazzolo, condannato per narcotraffico, imputato per
mafia e rifugiato in Sudafrica, aggancia Dell'Utri e la moglie perché
premano sul ministro di Giustizia - scrivono i pm - «per ammorbidire le
richieste di rogatoria e di estradizione».

Nel 2005 la Procura di Monza intercetta due finanzieri, Savona e Pelanda,
che parlano del Ponte sullo Stretto e il secondo ha appena saputo dall'amico
Dell'Utri che «la gara d'appalto la vince l'Impregilo».

Profezia puntualmente avverata.

Nel 2005, scandalo scalate & furbetti. Mica c'entrerà Dell'Utri anche lì?

No, nelle intercettazioni lui non parla e nessuno parla di lui.
Ma poi arrestano Fiorani, e questo parla di 200 mila euro da sganciare ai
senatori forzisti Grillo e Dell'Utri.
Nessun reato, stabiliscono i giudici.

Ma il suo motto è quello di Piercasinando: «Io c'entro».
Sempre.

Come diceva Montanelli, « Dell'Utri è un uomo colto. Soprattutto sul fatto».



04 maggio 2009
http://www.unita.it/news/84463/un_uomo_colto_sul_fatto


Alt 04-05-2009, 23.25.22
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  #2  
Vecchio 05-05-2009, 13.39.31
MistoMesto
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: « Dell'Utri è un uomo colto. Soprattutto sul fatto».

pirex ha scritto:
> Un uomo colto. Sul fatto
> di Marco Travaglio
> Ci sia consentito di ringraziare dal più profondo del cuore il sen. Marcello
> Dell'Utri, noto pregiudicato e soprattutto bibliofilo tra i più raffinati.
> Grazie perché non delude mai: trent'anni dopo la prima intercettazione che
> lo immortalò a colloquio con l'eroico Mangano, continua a ricevere mafiosi e
> a farsi beccare al telefono senza usare precauzioni.
> L'altro giorno, quando girava voce di un misterioso senatore sorpreso a
> colloquio con uomini della 'ndrangheta, ci siamo detti: no, non può essere
> ancora lui.
> Basta con questa cultura del sospetto che associa il suo nome a qualunque
> scandalo dell'orbe terracqueo.
> Ogni tanto si riposerà anche lui, che diamine.
> Invece s'è scoperto che l'uomo al telefono col bancarottiere Aldo Miccichè,
> latitante in Venezuela, era Dell'Utri.
> L'uomo che riceveva nel suo studio Antonio Piromalli, reggente del clan
> calabrese impegnato nei brogli esteri, e suo cugino Gioacchino, avvocato
> radiato dall'Ordine per una condanna di mafia, era ancora lui.
> L'uomo che poi ringraziava Miccichè per avergli mandato a casa quei «due
> bravi picciotti», era sempre lui.
> Grazie senatore per agevolare, con la sua sostenibile leggerezza
> dell'essere, gl'investigatori.
> La prima volta fu nel 1980, quando si fece sorprendere al telefono con
> Vittorio Mangano a parlare di «cavalli».
> La seconda nel 1986, quando il Cavaliere lo chiamò per informarlo di una
> bomba appena esplosa nella villa in via Rovani:
> ma «fatta con molto rispetto, quasi con affetto», un «segnale acustico»
> tipico dell'eroico Mangano (che fra l'altro non c'entrava perché era in
> galera).
> La terza un mese dopo, quando il mafioso Tanino Cinà gli telefonò per
> annunciargli l'arrivo di quattro cassate:
> una per lui, una per suo fratello, una per Confalonieri, una extralarge da
> 10 chili per Silvio.
> Le rare volte in cui non parla al telefono, le sue agende parlano per lui:
> due appunti del novembre '93 («2-11, Mangano Vittorio sarà a Milano per
> parlare problema personale»\, «Mangano verso il 30-11») rivelano che, mentre
> dava gli ultimi ritocchi a FI, riceveva a Publitalia il solito Mangano,
> reduce da 11 anni di galera per mafia e droga.
> Altre volte, al telefono, parlano di lui gli amici degli amici.
> Come due uomini legati alla mafia catanese, Papalia e Cultrera, che il 25
> marzo '94 si preparano alla prima vittoria azzurra: «Il giorno in cui
> Berlusconi salirà, come ho detto in una cena alla presenza anche di
> Marcello, si dovranno prendere tante soddisfazioni... fra cui
> l'annientamento dell'amministrazione (la giustizia, ndr), perché sono gruppi
> di comunisti!».
> Marcello è lo stesso che il 12 ottobre '98 riceve nell'ufficio di via
> Senato a Milano Natale Sartori (socio della figlia di Mangano in una coop di
> pulizie), pedinato dalla Dia in un'indagine per droga.
> Due mesi dopo, 31 dicembre, la Dia filma Dell'Utri mentre incontra a Rimini
> il falso pentito Pino Chiofalo, che organizza un complotto per calunniare i
> veri pentiti che accusano Marcello. Maggio '99:
> Dell'Utri è candidato in Sicilia all'Europarlamento: un picciotto di
> Provenzano, Carmelo Amato, vota e fa votare:
> «Purtroppo dobbiamo portare a Dell'Utri, se no lo fottono.
> Pungono sempre, 'sti pezzi di cornuti (i giudici, ndr).
> Questi sbirri non gli danno pace».
> Maggio 2001: il boss di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro, parla col mafioso
> Salvatore Aragona:
> «Con Dell'Utri bisogna parlare», «alle elezioni '99 ha preso impegni» col
> boss Gioacchino Capizzi «e poi non s'è fatto più vedere».
> Aragona rivela:
> «Io sono stato invitato al Circolo, che è la sede culturale e intellettuale
> di Dell'Utri in via Senato, una biblioteca famosa».
> Nel 2003 Vito Roberto Palazzolo, condannato per narcotraffico, imputato per
> mafia e rifugiato in Sudafrica, aggancia Dell'Utri e la moglie perché
> premano sul ministro di Giustizia - scrivono i pm - «per ammorbidire le
> richieste di rogatoria e di estradizione».
> Nel 2005 la Procura di Monza intercetta due finanzieri, Savona e Pelanda,
> che parlano del Ponte sullo Stretto e il secondo ha appena saputo dall'amico
> Dell'Utri che «la gara d'appalto la vince l'Impregilo».
> Profezia puntualmente avverata.
> Nel 2005, scandalo scalate & furbetti. Mica c'entrerà Dell'Utri anche lì?
> No, nelle intercettazioni lui non parla e nessuno parla di lui.
> Ma poi arrestano Fiorani, e questo parla di 200 mila euro da sganciare ai
> senatori forzisti Grillo e Dell'Utri.
> Nessun reato, stabiliscono i giudici.
> Ma il suo motto è quello di Piercasinando: «Io c'entro».
> Sempre.
> Come diceva Montanelli, « Dell'Utri è un uomo colto. Soprattutto sul fatto».
> 04 maggio 2009
> http://www.unita.it/news/84463/un_uomo_colto_sul_fatto

E queste sono le volte in cui l'hanno beccato,immaginatevi le migliaia
di volte ancora,visto che per essere beccato ogni tanto ci deve essere
un via vai da stazione centrale,perche certo qualche precauzione la
prenderà........
Che schifo lui e il popolo marcio che lo vota !
  #3  
Vecchio 05-05-2009, 14.52.24
Ulysses
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: « Dell'Utri è un uomo colto. Soprattutto sul fatto».

Non è marcio.
Se fosse marcio e se gli elettori del berlusca lo votassero per opportunismo
potrei pure capirli. Io ho amici, amiche che lo votano. Sono solo stupidi.
Sono come il film di Matrix, a loro non piace la pillola rossa quella che
gli fa vedere la realtà, ma preferisco l'illusione della realtà.

"MistoMesto" <misto@mesto.com> ha scritto nel messaggio
news:4a002588$0$1109$4fafbaef@reader4.news.tin.it. ..
> pirex ha scritto:
>> Un uomo colto. Sul fatto
>>> di Marco Travaglio
>>> Ci sia consentito di ringraziare dal più profondo del cuore il sen.

>> Marcello
>> Dell'Utri, noto pregiudicato e soprattutto bibliofilo tra i più
>> raffinati.
>>> Grazie perché non delude mai: trent'anni dopo la prima intercettazione

>> che
>> lo immortalò a colloquio con l'eroico Mangano, continua a ricevere
>> mafiosi e
>> a farsi beccare al telefono senza usare precauzioni.
>>> L'altro giorno, quando girava voce di un misterioso senatore sorpreso a

>> colloquio con uomini della 'ndrangheta, ci siamo detti: no, non può
>> essere
>> ancora lui.
>>> Basta con questa cultura del sospetto che associa il suo nome a

>> qualunque
>> scandalo dell'orbe terracqueo.
>> Ogni tanto si riposerà anche lui, che diamine.
>>> Invece s'è scoperto che l'uomo al telefono col bancarottiere Aldo

>> Miccichè,
>> latitante in Venezuela, era Dell'Utri.
>>> L'uomo che riceveva nel suo studio Antonio Piromalli, reggente del clan

>> calabrese impegnato nei brogli esteri, e suo cugino Gioacchino, avvocato
>> radiato dall'Ordine per una condanna di mafia, era ancora lui.
>>> L'uomo che poi ringraziava Miccichè per avergli mandato a casa quei «due

>> bravi picciotti», era sempre lui.
>>> Grazie senatore per agevolare, con la sua sostenibile leggerezza

>> dell'essere, gl'investigatori.
>>> La prima volta fu nel 1980, quando si fece sorprendere al telefono con

>> Vittorio Mangano a parlare di «cavalli».
>>> La seconda nel 1986, quando il Cavaliere lo chiamò per informarlo di una

>> bomba appena esplosa nella villa in via Rovani:
>> ma «fatta con molto rispetto, quasi con affetto», un «segnale acustico»
>> tipico dell'eroico Mangano (che fra l'altro non c'entrava perché era in
>> galera).
>>> La terza un mese dopo, quando il mafioso Tanino Cinà gli telefonò per

>> annunciargli l'arrivo di quattro cassate:
>> una per lui, una per suo fratello, una per Confalonieri, una extralarge
>> da
>> 10 chili per Silvio.
>>> Le rare volte in cui non parla al telefono, le sue agende parlano per

>> lui:
>> due appunti del novembre '93 («2-11, Mangano Vittorio sarà a Milano per
>> parlare problema personale»\, «Mangano verso il 30-11») rivelano che,
>> mentre
>> dava gli ultimi ritocchi a FI, riceveva a Publitalia il solito Mangano,
>> reduce da 11 anni di galera per mafia e droga.
>>> Altre volte, al telefono, parlano di lui gli amici degli amici.

>> Come due uomini legati alla mafia catanese, Papalia e Cultrera, che il 25
>> marzo '94 si preparano alla prima vittoria azzurra: «Il giorno in cui
>> Berlusconi salirà, come ho detto in una cena alla presenza anche di
>> Marcello, si dovranno prendere tante soddisfazioni... fra cui
>> l'annientamento dell'amministrazione (la giustizia, ndr), perché sono
>> gruppi
>> di comunisti!».
>>> Marcello è lo stesso che il 12 ottobre '98 riceve nell'ufficio di via

>> Senato a Milano Natale Sartori (socio della figlia di Mangano in una coop
>> di
>> pulizie), pedinato dalla Dia in un'indagine per droga.
>>> Due mesi dopo, 31 dicembre, la Dia filma Dell'Utri mentre incontra a

>> Rimini
>> il falso pentito Pino Chiofalo, che organizza un complotto per calunniare
>> i
>> veri pentiti che accusano Marcello. Maggio '99:
>>> Dell'Utri è candidato in Sicilia all'Europarlamento: un picciotto di

>> Provenzano, Carmelo Amato, vota e fa votare:
>> «Purtroppo dobbiamo portare a Dell'Utri, se no lo fottono.
>> Pungono sempre, 'sti pezzi di cornuti (i giudici, ndr).
>> Questi sbirri non gli danno pace».
>>> Maggio 2001: il boss di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro, parla col

>> mafioso
>> Salvatore Aragona:
>> «Con Dell'Utri bisogna parlare», «alle elezioni '99 ha preso impegni» col
>> boss Gioacchino Capizzi «e poi non s'è fatto più vedere».
>>> Aragona rivela:

>> «Io sono stato invitato al Circolo, che è la sede culturale e
>> intellettuale
>> di Dell'Utri in via Senato, una biblioteca famosa».
>>> Nel 2003 Vito Roberto Palazzolo, condannato per narcotraffico, imputato

>> per
>> mafia e rifugiato in Sudafrica, aggancia Dell'Utri e la moglie perché
>> premano sul ministro di Giustizia - scrivono i pm - «per ammorbidire le
>> richieste di rogatoria e di estradizione».
>>> Nel 2005 la Procura di Monza intercetta due finanzieri, Savona e Pelanda,

>> che parlano del Ponte sullo Stretto e il secondo ha appena saputo
>> dall'amico
>> Dell'Utri che «la gara d'appalto la vince l'Impregilo».
>>> Profezia puntualmente avverata.
>>> Nel 2005, scandalo scalate & furbetti. Mica c'entrerà Dell'Utri anche

>> lì?
>>> No, nelle intercettazioni lui non parla e nessuno parla di lui.

>> Ma poi arrestano Fiorani, e questo parla di 200 mila euro da sganciare
>> ai
>> senatori forzisti Grillo e Dell'Utri.
>> Nessun reato, stabiliscono i giudici.
>>> Ma il suo motto è quello di Piercasinando: «Io c'entro».

>> Sempre.
>>> Come diceva Montanelli, « Dell'Utri è un uomo colto. Soprattutto sul

>> fatto».
>>>>> 04 maggio 2009

>> http://www.unita.it/news/84463/un_uomo_colto_sul_fatto
>>> E queste sono le volte in cui l'hanno beccato,immaginatevi le migliaia di

> volte ancora,visto che per essere beccato ogni tanto ci deve essere un via
> vai da stazione centrale,perche certo qualche precauzione la
> prenderà........
> Che schifo lui e il popolo marcio che lo vota !



 

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colto, dellutri, fatto», uomo
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