Una specie di messo comunale, capelli lunghi raccolti in un codino,
edicolante e giornalaio...
Nota di Palazzo Chigi: il premier non ha mai detto che era l'autista di
Craxi
NAPOLI - Due righe di Palazzo Chigi e la frase «lo conosco da anni, era
l'autista di Craxi», riferita a Benedetto Letizia, il padre di Noemi,
la ragazza bionda che chiama papi Berlusconi e che domenica scorsa lo ha
avuto ospite a sorpresa alla sua festa dei diciotto anni, scompare
dalle dichiarazioni del premier.
L'avevano raccolta mercoledì tutti i giornalisti che erano al
suo seguito in Polonia, ma la nota della presidenza del Consiglio è netta:
«Per precisione si rileva che il Presidente Berlusconi non ha mai detto che
il signor Letizia fosse autista dell'on. Bettino Craxi, come riportato da
alcune agenzie di stampa e giornali».
Che Benedetto Letizia non sia mai stato autista di Craxi l'avevano già
chiarito in tanti l'altro giorno. Bobo Craxi per primo, e poi Giulio Di
Donato, che di Bettino fu vicesegretario, e altri socialisti napoletani
che tra gli anni Ottanta e Novanta avevano frequentazione con il capo.
L'altra novità è che anche adesso, il nome di Letizia non dice nulla a nessuno,
nel Pdl napoletano. L'unico che lo conosce bene è un consigliere comunale
eletto a Secondigliano, il quartiere di cui Benedetto è originario, dove
ha un paio di attività commerciali, e dove ancora oggi lo si vede quasi
più spesso che a Portici, nonostante la famiglia si sia trasferita lì da
circa due anni. Quel consigliere, però, non conosce Berlusconi e quindi non
può averglielo presentato, e poi non ammette nemmeno l'amicizia con Letizia.
Non pare quindi essere nella politica il canale che avrebbe portato
quest'impiegato comunale con la qualifica di commesso e una vicenda
giudiziaria alle spalle (accusa di peculato e concussione, e arresti
domiciliari nel 1993) dalla quale è uscito assolto in appello, a diventare
amico del premier tanto da parlargli al telefono e invitarlo alla festa
della figlia (spiegazione di Berlusconi).
Capelli lunghi stretti in un codino, abbigliamento casual ma curato, borsa
a tracolla, Domenico Letizia, classe 1959, la mattina timbra il cartellino
all'ufficio dove è stato assegnato dopo il reintegro, riceve gli incarichi
per la giornata e poi va in giro per le sedi comunali sparse in città a
ritirare e raccogliere documenti. Altri tempi rispetto a quando, nonostante
la qualifica di livello basso, dirigeva la segreteria del direttore
dell'assessorato all'Annona.
Erano gli anni precedenti l'arresto, e lui a quell'incarico di
grande potere ci era arrivato da un'altra segreteria, quella dell'assessore
Giovanni Grieco, del Psdi, l'unico partito al quale Letizia sia stato
legato ai tempi di Craxi e dell'asserita (dalla moglie Anna) nascita della
sua amicizia con Berlusconi. Poi si fece ben volere molto anche dal
direttore, Giovanni De Vecchi, che arrivò a fidarsi di lui come di un
intimo amico. Si frequentarono a lungo anche fuori dall'ufficio e poi
finirono nei guai insieme (pure De Vecchi è stato assolto), accusati da un
geometra che riferì ai giudici anche di vicende personali riguardanti il
direttore e il suo segretario.
Gli anni passati senza lo stipendio del Comune, Benedetto Letizia li ha
utilizzati per seguire direttamente le due attività messe in piedi a
Secondigliano e intestate alla moglie: un chiosco per la vendita di
giornali lungo il corso principale del quartiere e, poco distante, un
negozio di bigiotteria con edicola annessa. E se anche lui - come Noemi e
la mamma raccontano di aver fatto - ha frequentato Berlusconi, non se ne è
vantato con nessuno
Re: Il padre di Noemi e l'amicizia con il Cavaliere
Achab ha scritto:
> non ho capito: si è fatto madre padre e figlia?
"Mio padre m'o diceva, fatte 'na famiglia... e io me ll'aggio fatta..."
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Egerthésontai gàr pseudóchristoi kaì pseudoprofêtai, kaì dósousin semeîa
megála kaì térata hóste planêsai, ei dunatón, kaì toùs eklektoús:
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