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Vecchio 01-05-2009, 16.07.18
1lm Luciano
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito ...........É la Cina che decide della " crisi " e del Dollaro

Buongiorno!


............La Cina stà cercando di sortire dalla " trappola del
Dollaro " per la fine dell' estate 2009 e questa sarà la prossima
tappa della " crisi ".

A cosa puó pensare Pechino preso, secondo Washington, nella " trappola
del Dollaro " dei suoi 1'400 miliardi di attivi libellati in Dollari
US ?

Non vi é piú nessun dubbio che la Cina stà cercando con insistenza di
sbarazzarsi al piú presto di questa montagna di attivi " tossici " che
sono diventati i Bons del tesoro US e la moneta Americana dove 1'300
miliardi di Cinesi hanno la loro ricchezza.

La dichiarazine della Cina del 24 Marzo, dove chiedeva la sostituzione
del Dollaro con una moneta di referenza internazionale, era da una
parte un sondaggio e un avvertimento:

.... Un sondaggio diretto per valutare il rapporto delle forze mondiali
( e sopratutto all' interno del G20 ) intorno all' idea di un
passaggio all'era post-Dollaro ( nelle conversazioni non officiali, il
comunicato della Banca Centrale Cinese si é trovato al centro di
discussioni serie durante e dopo il G20 di Londra ( ma non in quelle
del G20 mediatico )

.... Un avvertimento costruttivo o distruttivo ( secondo la reazione
intorno a questa idea ) a tutti gli operatori finanziari mondiali.

Ogni operatore responsabile ( e la Cina ne é uno ) avverte
discretamente gli altri che condividono il suo punto di vista o che
gli potranno essere necessari in preparazione di un " grande colpo "
che potrà riuscire alla condizione espressa di essere in gran numero
nella sua preparazione, assicurandosi allo stesso tempo che nessuno,
di buona volontà, rischi di subire le gravi consequenze per non essere
stato avvertito.

Daltronde, per ben preparsi, Pechino ha lanciato un " think-tank "
dedicato alla crisi economica mondiale per aiutare i dirigenti Cinesi
a fare le loro scelte. Oltre al traffico sull' argomento in forte
aumento in provenienza dalla Cina e dal Giappone é un' altra
iniziativa che indica la volontà di privarsi delle " analisi "
Americane o Britanniche sulla crisi e le sue consequenze che fino ad
oggi costituivano il 90 % delle " analisi " consumate dagli operatori
Cinesi
http://www.chinadaily.com.cn/bizchin...nt_7603049.htm
..

Daltronde tutti i principali attori della crisi sanno che il flusso
dei capitali escono dagli Stati-Uniti nel momento in cui il bisogno in
capitali esteri " esplode " a causa dei déficits pubblici giganteschi.
Basta pensare che a Gennaio 2009 i capitali partiti fuori dagli USA
ammontavano a 150 miliardi USD http://www.treasury.gov/press/releases/tg57.htm
..

Questo tipo di operazioni rinforza sempre piú le autorità Cinesi in
una quadruplica convinzione:

.... 1) Un grande numero dei membri del G20 sostiene l' idea di un
passaggio rapido ( si parla di mesi e non di anni vista l' immensità
dei déficits incontrollabili Americani fanno pesare a C/Termine su
tutto il sistema monetario internazionale ) all' era post-Dollaro che
sono la Russia, l' India, l' Affrica del sud, l' Argentina, il
Brasile ......
La Cina non sarà sola nel prossimo " Grande balzo in avanti " nell'
era post-Dollaro, nonostante quello che alcuni pensano, la Cina sarà
bene accompagnata anche da una parte dell' America Latina, dell'
Affrica e dell' Asia mentre gli accordi Swap in Yuan con alcuni paesi
preparano il terreno.
Dopo la Corea del Sud, la Malesia, l' Indonesia, adesso é la volta
dell' Argentina ad aver firmato un accordo Swap per un montante
equivalente a 14.5 miliardi USD nelle loro monete ripspettive evitando
di utilizzare il Dollaro US per questi scambi e rinforzare fuori dall'
Asia il ruolo sempre maggiore dello Yuan come moneta-pivot degli
scambi.

http://www.theaustralian.news.com.au...-36418,00.html
..

Il grande salto politico Cinese alla fine degli anni 1950 ha avuto
degli effetti collaterali disastrosi ( decine di milioni di morti a
causa dalla fame indotta ). Niente permette oggi di pensare che la
direzione politica del PC Cinese non sia preparata a prendere un tale
rischio se stima che la sua perennità al potere e la stabilità interna
del paese sono a questo prezzo.

Gli analisti Americani e Europei che pretendono sapere cosa pensano i
dirigenti Cinesi hanno la brutta tendenza a pensarli come loro.

Entrare nell' era post-Dollaro

a) ... organizzata; con una nuova moneta di referenza mondiale fondata
su un paniere di divise

b) ... caotica, con una partenza brutale e non negoziata fuori dal
Dollaro, vuol dire prima di tutto entrare in un era post-Europea ( o
post-Occidentale se si considera la specificità Amerricana in materia
di valori fondamentali per rapporto all' Europa ) che potrebbe
riservare delle grandi sorprese agli Europei-centristi o Occidento-
centristi.

Per convincersi basta leggere le parole del padrone della Banca
Centrale Cinese sulla " superiorità del sistema Cinese "
http://www.marketwatch.com/news/stor...E3CC2232D42%7D
..

.... 2) Gli Stati-Uniti e l' Inghilterra rifiutano di prendere in conto
tutte evoluzioni in direzione dell' era post-Dollaro.
Contemporaneamente la " gaffe " di Timothy Geithner di discutere la
proposizione Cinese, é stata subito corretta dai dirigenti politici
Americani ma é rivelatrice di una situazione interessante per Pechino.
Geithner é l' uomo chiave di Wall-Street nella squadra Obama e la sua
" gaffe " illustra come i finanzieri Anglo-Saxons sono finalmente
pronti a discutere di tutte evoluzioni che assicurerebbe loro di
conservare i privilegi finanziari, anche se questo dovesse passare
attraverso la fine dell' " era Dollaro " . Per il momento Washington
rifiuta di parlare della sostituzione del Dollaro US come moneta di
riserva mondiale e crede alle parole tranquilizzanti degli esperti
sull' argomento e sul futuro
http://www.latimes.com/business/la-f...,1808437.story
..
Ma se ascoltano i soliti esperti sappiamo già come finirà, basta
prendere i " subprime ", la " bolla finanziaria " le banche di Wall-
Street, AIG, TARP, la " recessione " etc.......

.... 3) Gli Europei ( esclusa l' Inghilterra ) sono uguali a loro
stessi e dunque incapaci di prendere una decisione realmente forte nei
confronti del loro anziano protettore Americano ( ++ ). Allora fanno
con successo, della resistenza per non seguire le direttive di
Washington, ma sono incapaci di mettere sulla tavola delle questioni
che irritano gli Stati-Uniti.
Mentre, per molteplici canali, e per la natura strutturalmente
multilateralista, diventa evidente che una volta l' era post-Dollaro
chiaramente irreversibile, porteranno le loro competenze e i loro
lobbying per spingere verso una nuova moneta internazionale,
indipendente da un singolo Stato. Per questo la Cina ha lanciato l'
dea dei DTS come alternativa al Dollaro, per dimostrare che la Cina
sarebbe aperta ad una alternativa allo Yuan ( condizione chiave per
ottenere in futuro il sostegno Europeo ). L' idea é irrealista perché
i DTS sono stati distrutti dagli Americani 40 anni fà. Bisognerebbe
lanciare una moneta veramente nuova per sperare di avere una chance di
successo, senza tener conto che con un nome di questa natura " Droits
de Tirage Spéciaux " la popolarità é fuori questione al di fuori di un
cerchio ristretto di esperti monetari.

++ Possiamo parlare di " vecchio protettore " come il sommet dell'
OTAN lo ha ancora dimostrato. Gli Europei e gli Stati-Uniti non sono
piú d' accordo sulla natura delle minacce. La guerra in Afganistan
diventa sempre piú una guerra Americana mentre gli Europei sono
sopratutto preoccupati a riorganizzare al meglio le relazioni
strategiche con Mosca. L' Alleanza ( con la Francia reintegrata)
rimane un club per persone di terza età senza alcuna finalità comune
al di là del tempo passato a pretendere che sono sempre cosi legati
come 60 anni fà. Ma " la vecchiaia é un lungo naufragio " come
diceva ... Charles de Gaulle.

.... 4) Con i suoi effetti di annuncio sempre piú precisi e audaci, ma
progressivi, con vaghe informazioni provenienti da canali di poca
importanza ma subito ripresi dai media finanziari internazionali,
Pechino guadagna una libertà di parola in netto aumento ( e di
manovra, perché in materia monetaria, la parola puó essere un' arma
fatale o al contrario una pomata salvatrice ) senza alterare in
maniera significativa il valore dei Bons del Tesoro Americano.

É esattamente nel punto 4) che si trova attualmente l' esigenza delle
autorità Cinesi; evitare il crollo dei Bons del Tesoro e della moneta
Americana, prima di essere usciti dalla " trappola del Dollaro ". I
mesi che verranno rifletteranno il senso esatto che la Cina dà a
questa esigenza. Se si tratta di una obbligazione per Pechino, i
dirigenti Cinesi tenteranno di sbarazzarsi dei Bons del tesoro e dei
Dollari US al miglior prezzo finché questa operazione sarà possibile
( e hanno già previsto il livello del " possibile " prima di lanciare
questa operazione ), cioé, evitare il piú a lungo di creare delle
turbolenze che rischierebbero di far crollare significativamente il
valore di questi 2 attivi.

A differenza della prima options, una volta il terreno del " possibile
" fiinito, allora, brutalmente, i dirigenti Cinesi contribuiranno a
precipitare la fine dell' " era Dollaro ". Piú probabilmente
annunceranno serenamente che per molteplici casuse, indipendenti dalla
loro volontà ( di cui terranno gli Stati-Uniti responsabili , déficits
enormi, incapacità di creare un rilancio economico... i motivi non
mancheranno alla fine dell' estate 2009 ) non possono piú giocare il
ruolo di stabilizzazione degli squilibri Americani.

Questa anticipazione si basa sulle evoluzioni in corso da alcuni mesi
che ne validano l' analisi.

In effetti dalla fine del 2008, le autorità Cinesi hanno intrapreso di
sbarazzarsi ogni mese tra 50 e 150 miliardi di attivi in Dollari US.
Profittando dei prezzi storicamente bassi di numerosi attivi necessari
all' economia Cinese ( mines, espaces agricoles, énergie, parti di
imprese Europee o Asiatiche ... ma non Americane e questo non é un
dettaglio ... ), Pechino fà il suo " shopping ", rispettando cosi la
sua obbligazione primaria : valorizzare al meglio i suoi attivi
libellati in Dollari ... cioé sbarazzandosene scambiandoli contro
altre classi di attivi, fuori dagli Stati-Uniti, e permettere di
avanzare rapidamente nel cammino che la porterà fuori dalla " trappola
del Dollaro " .

Bisogna anche sottolineare la rapidità del processo in corso.
Nonostante l' opacità dei metodi implicati ( condizione sine qua non
per evitare il crollo del Dollaro e dei Bons prima del termine
previsto da Pechino ) l' eccellente lavoro condotto da MM. Brad W.
Setser e Arpana Pandey pubblicate a gennaio 2009 dal Council of
Foreign Relations

http://www.cfr.org/publication/18149...llion_bet.html

permette di esplorare la grande opacità contabile delle riserve Cinesi
di cambio e indicare a piú di 2'300 miliardi USD il loro valore totale
a fine 2008 ( cioé piú del 50 % del PIB Cinese ) di cui 1'700 miliardi
di attivi in USD ( 900 miliardi in Bons del Tesoro, circa 550 miliardi
in Bons GSE ... Fannie e Fredie ... circa 200 miliardi in atti privati
e 40 miliardi in depositi a C/T ).

L' autore conclude logicamente che non é piú nell' interesse di
Pechino continuare ad accumulare queste somme gigantesche che sono
sempre piú a rischio, sia per le scelte finanziarie ed economiche
realizzate dagli Stati-Uniti per ispondere alla crisi, mentre le
risorse necessarie iniziano a mancare dovuto al crollo degli eccedenti
commerciali ed il flusso degli investimenti stranieri.

La questione é evidentemente la notazione AAA per gli stati-Uniti che
é veramente una comica, come lo scrive il

http://seekingalpha.com/article/1284...g?source=yahoo
..

Tutto il paese, famiglie, imprese, istituzioni pubbliche, stà passando
in junk bonds ... ma non il Governo Federale !!!!
Le agenzie di notazione ( tutte Americane ) hanno largamente meritato
di ricevere 400 millioni di USD dal Governo Federale per aiutarlo a
valutare gli " attivi tossici " che conta acquistare alle banche per
1'000 miliardi di USD ... attivi che avevano, evidentemente, notato in
precedenza AAA ancora 2 anni fà.

Pechino ha capito ormai, come il resto del pianeta, la truffa in corso
su questi valori
http://www.businessinsider.com/conne...om-talf-2009-4
..

Logicamente, la Cina ha deciso di separarsi al piú presto di questa "
spazzatura " e degli eccedenti delle sue riserve di cambio che
mantiene " intrappolati " i dirigenti cinesi a causa delle decisioni
Americane, senza piú averne un vantaggio per il loro paese come lo
descive Rachel Zembia in un articolo del RGE Monitor
http://www.rgemonitor.com/asia-monit..._resource_buys .

.... I prestiti a tasso preferenziale ai paesi dell' ASEN
http://www.marketwatch.com/news/stor...C824365B3AB%7D

.... Accordo di Swap

.... Autorizzazione a 400 grandi imprese Cinesi a commerciare in Yuan
con i paesi Asiatici http://www.chinadaily.com.cn/china/2...nt_7669572.htm

.... Prestiti ai paesi Affricani e alla Russia
.... Negozziazione preferenziale a Lungo Termine sul Petrolio con gli
Stati del GolfoPersico
.... Prestiti alle compagnie Petrolifere del Brasile e di Abou Dhabi
... Acquisto di parte di imprese Europee e Giapponesi ( e non
Americane )

L' autore sottolinea che questi accordi implicano una garanzia di
accesso alle risorse per le compagnie Cinesi.

Tutto questo illustra la natura fondamentale dell' operazione;

Al contrario delle apparenze, Pechino tenta, senza dirlo
pubblicamente, di separarsi dei suoi Dollari e dei bons US contro gli
attivi di cui il paese ha bisogno a L/Termine mentre il resto del
mondo accetta ancora dei Dollari US e i Bons hanno ancora un valore
significativo.

Per quanto concerne i Bons del Tesoro US, il totale degli acquisti
Cinesi é calato di 146 miliardi nel primo trimestre del 2009 e
rappresenta solo un aumento di 7.7 miliardi USD
http://www.chinadaily.com.cn/china/2...nt_7668745.htm e si
tratta di Bons a C/T ( 3 mesi ).

Tra la quasi cessazione degli acquisti di Bons US e lo " shopping
mondiale " che ha una evoluzione di circa 50 miliardi USD/ mese
( integrando gli accordi Swap ) tra la fine del 2008 e la fine dell'
estate 2009, la Cina avrà liquidato circa 600 miliardi di Dollari
delle sue riserve in USD. Inoltre avrà rifiutato di acquistare per un
valore compreso tra 500 e 1'000 miliardi di nuove emissioni di Bons US
che l' amministrazione Obama inizia a piazzare sui mercati
internazionali per finanziare il gigantesco déficit pubblico.
Sono i 2 montanti che devono essere addizionati per valutare l'
impatto della Cina sull' " era Dollaro " alla fine dell' estate 2009.
Per la fine dell' anno fiscale Americano; la Cina da sola
rappresenterà un buco che và da 1'100 a 1'600 miliardi di USD nella
necessità di finanziamento degli Stati-Uniti.
Ben Bernanke dovrà moltiplicare i Dollari per tentare ( inutilmente )
di evitare la Bancarotta del paese.

Sapendo che, quando Bernanke annuncia che la FED compera lei stessa
dei Bons US il valore di questi attivi crolla del 10 % in una
giornata, o se preferite 140 milirdi USD persi, contro le altre monete
mondiali, non c' é bisogno di fare un grande sforzo di immaginazione
per pensare che i dirigenti Cinesi considerano come accettabile il
sacrificio di 400 o 500 miliardi USD.

In ogni caso Pechino stimerà di aver spinto al massimo " possibile "
la valorizzazione dei loro attivi in USD. Dopo , meglio essere tra
quelli che " spingeranno " sul pulsante, o che non faranno niente per
" impedirlo ".

" La grande evasione " della Cina dalla " trappola del Dollaro "
spingerà Pechino nella seconda fase, che dipenderà in parte dal
comportamento degli altri attori chiave;

1) ... o verso il riconoscimento dello Yuan come moneta di riserva
mondiale parallelamente all' Euro, allo Yen, al Ruble, al Real
2) ... o verso l' accelerazine nell' introduzione di una nuova moneta
di referenza fondata su un paniere di queste divise.

Il Dollaro sarà allora fuori dalla corsa ed il G20 sarà ridotto ad un
G18 ( senza gli USA e l' Inghilterra ma con il Giappone che in queste
condizioni non potrà piú sottrarsi all' orbita Cinese ) ; altrimenti
ci sarà una dislocazione geopolitica generalizzata, con blocchi
economici fondati su monete specifiche di referenza.

Ciao....... 1lm Luciano
Alt 01-05-2009, 16.07.18
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 02-05-2009, 01.39.23
2lm Luciano
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: ...........É la Cina che decide della " crisi " e del Dollaro


"1lm Luciano" <lmerlanti@sunrise.ch> ha scritto nel messaggio
news:3fdc3a9f-8930-4188-a4a7-7cea7dc0fc57@x1g2000prh.googlegroups.com...
Buongiorno!


............La Cina stà cercando di sortire dalla " trappola del
Dollaro " per la fine dell' estate 2009 e questa sarà la prossima
tappa della " crisi ".

A cosa puó pensare Pechino preso, secondo Washington, nella " trappola
del Dollaro " dei suoi 1'400 miliardi di attivi libellati in Dollari
US ?

Non vi é piú nessun dubbio che la Cina stà cercando con insistenza di
sbarazzarsi al piú presto di questa montagna di attivi " tossici " che
sono diventati i Bons del tesoro US e la moneta Americana dove 1'300
miliardi di Cinesi hanno la loro ricchezza.

La dichiarazine della Cina del 24 Marzo, dove chiedeva la sostituzione
del Dollaro con una moneta di referenza internazionale, era da una
parte un sondaggio e un avvertimento:

.... Un sondaggio diretto per valutare il rapporto delle forze mondiali
( e sopratutto all' interno del G20 ) intorno all' idea di un
passaggio all'era post-Dollaro ( nelle conversazioni non officiali, il
comunicato della Banca Centrale Cinese si é trovato al centro di
discussioni serie durante e dopo il G20 di Londra ( ma non in quelle
del G20 mediatico )

.... Un avvertimento costruttivo o distruttivo ( secondo la reazione
intorno a questa idea ) a tutti gli operatori finanziari mondiali.

Ogni operatore responsabile ( e la Cina ne é uno ) avverte
discretamente gli altri che condividono il suo punto di vista o che
gli potranno essere necessari in preparazione di un " grande colpo "
che potrà riuscire alla condizione espressa di essere in gran numero
nella sua preparazione, assicurandosi allo stesso tempo che nessuno,
di buona volontà, rischi di subire le gravi consequenze per non essere
stato avvertito.

Daltronde, per ben preparsi, Pechino ha lanciato un " think-tank "
dedicato alla crisi economica mondiale per aiutare i dirigenti Cinesi
a fare le loro scelte. Oltre al traffico sull' argomento in forte
aumento in provenienza dalla Cina e dal Giappone é un' altra
iniziativa che indica la volontà di privarsi delle " analisi "
Americane o Britanniche sulla crisi e le sue consequenze che fino ad
oggi costituivano il 90 % delle " analisi " consumate dagli operatori
Cinesi
http://www.chinadaily.com.cn/bizchin...nt_7603049.htm
..

Daltronde tutti i principali attori della crisi sanno che il flusso
dei capitali escono dagli Stati-Uniti nel momento in cui il bisogno in
capitali esteri " esplode " a causa dei déficits pubblici giganteschi.
Basta pensare che a Gennaio 2009 i capitali partiti fuori dagli USA
ammontavano a 150 miliardi USD
http://www.treasury.gov/press/releases/tg57.htm
..

Questo tipo di operazioni rinforza sempre piú le autorità Cinesi in
una quadruplica convinzione:

.... 1) Un grande numero dei membri del G20 sostiene l' idea di un
passaggio rapido ( si parla di mesi e non di anni vista l' immensità
dei déficits incontrollabili Americani fanno pesare a C/Termine su
tutto il sistema monetario internazionale ) all' era post-Dollaro che
sono la Russia, l' India, l' Affrica del sud, l' Argentina, il
Brasile ......
La Cina non sarà sola nel prossimo " Grande balzo in avanti " nell'
era post-Dollaro, nonostante quello che alcuni pensano, la Cina sarà
bene accompagnata anche da una parte dell' America Latina, dell'
Affrica e dell' Asia mentre gli accordi Swap in Yuan con alcuni paesi
preparano il terreno.
Dopo la Corea del Sud, la Malesia, l' Indonesia, adesso é la volta
dell' Argentina ad aver firmato un accordo Swap per un montante
equivalente a 14.5 miliardi USD nelle loro monete ripspettive evitando
di utilizzare il Dollaro US per questi scambi e rinforzare fuori dall'
Asia il ruolo sempre maggiore dello Yuan come moneta-pivot degli
scambi.

http://www.theaustralian.news.com.au...-36418,00.html
..

Il grande salto politico Cinese alla fine degli anni 1950 ha avuto
degli effetti collaterali disastrosi ( decine di milioni di morti a
causa dalla fame indotta ). Niente permette oggi di pensare che la
direzione politica del PC Cinese non sia preparata a prendere un tale
rischio se stima che la sua perennità al potere e la stabilità interna
del paese sono a questo prezzo.

Gli analisti Americani e Europei che pretendono sapere cosa pensano i
dirigenti Cinesi hanno la brutta tendenza a pensarli come loro.

Entrare nell' era post-Dollaro

a) ... organizzata; con una nuova moneta di referenza mondiale fondata
su un paniere di divise

b) ... caotica, con una partenza brutale e non negoziata fuori dal
Dollaro, vuol dire prima di tutto entrare in un era post-Europea ( o
post-Occidentale se si considera la specificità Amerricana in materia
di valori fondamentali per rapporto all' Europa ) che potrebbe
riservare delle grandi sorprese agli Europei-centristi o Occidento-
centristi.

Per convincersi basta leggere le parole del padrone della Banca
Centrale Cinese sulla " superiorità del sistema Cinese "
http://www.marketwatch.com/news/stor...E3CC2232D42%7D
..

.... 2) Gli Stati-Uniti e l' Inghilterra rifiutano di prendere in conto
tutte evoluzioni in direzione dell' era post-Dollaro.
Contemporaneamente la " gaffe " di Timothy Geithner di discutere la
proposizione Cinese, é stata subito corretta dai dirigenti politici
Americani ma é rivelatrice di una situazione interessante per Pechino.
Geithner é l' uomo chiave di Wall-Street nella squadra Obama e la sua
" gaffe " illustra come i finanzieri Anglo-Saxons sono finalmente
pronti a discutere di tutte evoluzioni che assicurerebbe loro di
conservare i privilegi finanziari, anche se questo dovesse passare
attraverso la fine dell' " era Dollaro " . Per il momento Washington
rifiuta di parlare della sostituzione del Dollaro US come moneta di
riserva mondiale e crede alle parole tranquilizzanti degli esperti
sull' argomento e sul futuro
http://www.latimes.com/business/la-f...,1808437.story
..
Ma se ascoltano i soliti esperti sappiamo già come finirà, basta
prendere i " subprime ", la " bolla finanziaria " le banche di Wall-
Street, AIG, TARP, la " recessione " etc.......

.... 3) Gli Europei ( esclusa l' Inghilterra ) sono uguali a loro
stessi e dunque incapaci di prendere una decisione realmente forte nei
confronti del loro anziano protettore Americano ( ++ ). Allora fanno
con successo, della resistenza per non seguire le direttive di
Washington, ma sono incapaci di mettere sulla tavola delle questioni
che irritano gli Stati-Uniti.
Mentre, per molteplici canali, e per la natura strutturalmente
multilateralista, diventa evidente che una volta l' era post-Dollaro
chiaramente irreversibile, porteranno le loro competenze e i loro
lobbying per spingere verso una nuova moneta internazionale,
indipendente da un singolo Stato. Per questo la Cina ha lanciato l'
dea dei DTS come alternativa al Dollaro, per dimostrare che la Cina
sarebbe aperta ad una alternativa allo Yuan ( condizione chiave per
ottenere in futuro il sostegno Europeo ). L' idea é irrealista perché
i DTS sono stati distrutti dagli Americani 40 anni fà. Bisognerebbe
lanciare una moneta veramente nuova per sperare di avere una chance di
successo, senza tener conto che con un nome di questa natura " Droits
de Tirage Spéciaux " la popolarità é fuori questione al di fuori di un
cerchio ristretto di esperti monetari.

++ Possiamo parlare di " vecchio protettore " come il sommet dell'
OTAN lo ha ancora dimostrato. Gli Europei e gli Stati-Uniti non sono
piú d' accordo sulla natura delle minacce. La guerra in Afganistan
diventa sempre piú una guerra Americana mentre gli Europei sono
sopratutto preoccupati a riorganizzare al meglio le relazioni
strategiche con Mosca. L' Alleanza ( con la Francia reintegrata)
rimane un club per persone di terza età senza alcuna finalità comune
al di là del tempo passato a pretendere che sono sempre cosi legati
come 60 anni fà. Ma " la vecchiaia é un lungo naufragio " come
diceva ... Charles de Gaulle.

.... 4) Con i suoi effetti di annuncio sempre piú precisi e audaci, ma
progressivi, con vaghe informazioni provenienti da canali di poca
importanza ma subito ripresi dai media finanziari internazionali,
Pechino guadagna una libertà di parola in netto aumento ( e di
manovra, perché in materia monetaria, la parola puó essere un' arma
fatale o al contrario una pomata salvatrice ) senza alterare in
maniera significativa il valore dei Bons del Tesoro Americano.

É esattamente nel punto 4) che si trova attualmente l' esigenza delle
autorità Cinesi; evitare il crollo dei Bons del Tesoro e della moneta
Americana, prima di essere usciti dalla " trappola del Dollaro ". I
mesi che verranno rifletteranno il senso esatto che la Cina dà a
questa esigenza. Se si tratta di una obbligazione per Pechino, i
dirigenti Cinesi tenteranno di sbarazzarsi dei Bons del tesoro e dei
Dollari US al miglior prezzo finché questa operazione sarà possibile
( e hanno già previsto il livello del " possibile " prima di lanciare
questa operazione ), cioé, evitare il piú a lungo di creare delle
turbolenze che rischierebbero di far crollare significativamente il
valore di questi 2 attivi.

A differenza della prima options, una volta il terreno del " possibile
" fiinito, allora, brutalmente, i dirigenti Cinesi contribuiranno a
precipitare la fine dell' " era Dollaro ". Piú probabilmente
annunceranno serenamente che per molteplici casuse, indipendenti dalla
loro volontà ( di cui terranno gli Stati-Uniti responsabili , déficits
enormi, incapacità di creare un rilancio economico... i motivi non
mancheranno alla fine dell' estate 2009 ) non possono piú giocare il
ruolo di stabilizzazione degli squilibri Americani.

Questa anticipazione si basa sulle evoluzioni in corso da alcuni mesi
che ne validano l' analisi.

In effetti dalla fine del 2008, le autorità Cinesi hanno intrapreso di
sbarazzarsi ogni mese tra 50 e 150 miliardi di attivi in Dollari US.
Profittando dei prezzi storicamente bassi di numerosi attivi necessari
all' economia Cinese ( mines, espaces agricoles, énergie, parti di
imprese Europee o Asiatiche ... ma non Americane e questo non é un
dettaglio ... ), Pechino fà il suo " shopping ", rispettando cosi la
sua obbligazione primaria : valorizzare al meglio i suoi attivi
libellati in Dollari ... cioé sbarazzandosene scambiandoli contro
altre classi di attivi, fuori dagli Stati-Uniti, e permettere di
avanzare rapidamente nel cammino che la porterà fuori dalla " trappola
del Dollaro " .

Bisogna anche sottolineare la rapidità del processo in corso.
Nonostante l' opacità dei metodi implicati ( condizione sine qua non
per evitare il crollo del Dollaro e dei Bons prima del termine
previsto da Pechino ) l' eccellente lavoro condotto da MM. Brad W.
Setser e Arpana Pandey pubblicate a gennaio 2009 dal Council of
Foreign Relations

http://www.cfr.org/publication/18149...llion_bet.html

permette di esplorare la grande opacità contabile delle riserve Cinesi
di cambio e indicare a piú di 2'300 miliardi USD il loro valore totale
a fine 2008 ( cioé piú del 50 % del PIB Cinese ) di cui 1'700 miliardi
di attivi in USD ( 900 miliardi in Bons del Tesoro, circa 550 miliardi
in Bons GSE ... Fannie e Fredie ... circa 200 miliardi in atti privati
e 40 miliardi in depositi a C/T ).

L' autore conclude logicamente che non é piú nell' interesse di
Pechino continuare ad accumulare queste somme gigantesche che sono
sempre piú a rischio, sia per le scelte finanziarie ed economiche
realizzate dagli Stati-Uniti per ispondere alla crisi, mentre le
risorse necessarie iniziano a mancare dovuto al crollo degli eccedenti
commerciali ed il flusso degli investimenti stranieri.

La questione é evidentemente la notazione AAA per gli stati-Uniti che
é veramente una comica, come lo scrive il

http://seekingalpha.com/article/1284...g?source=yahoo
..

Tutto il paese, famiglie, imprese, istituzioni pubbliche, stà passando
in junk bonds ... ma non il Governo Federale !!!!
Le agenzie di notazione ( tutte Americane ) hanno largamente meritato
di ricevere 400 millioni di USD dal Governo Federale per aiutarlo a
valutare gli " attivi tossici " che conta acquistare alle banche per
1'000 miliardi di USD ... attivi che avevano, evidentemente, notato in
precedenza AAA ancora 2 anni fà.

Pechino ha capito ormai, come il resto del pianeta, la truffa in corso
su questi valori
http://www.businessinsider.com/conne...om-talf-2009-4
..

Logicamente, la Cina ha deciso di separarsi al piú presto di questa "
spazzatura " e degli eccedenti delle sue riserve di cambio che
mantiene " intrappolati " i dirigenti cinesi a causa delle decisioni
Americane, senza piú averne un vantaggio per il loro paese come lo
descive Rachel Zembia in un articolo del RGE Monitor
http://www.rgemonitor.com/asia-monit..._resource_buys .

.... I prestiti a tasso preferenziale ai paesi dell' ASEN
http://www.marketwatch.com/news/stor...C824365B3AB%7D

.... Accordo di Swap

.... Autorizzazione a 400 grandi imprese Cinesi a commerciare in Yuan
con i paesi Asiatici
http://www.chinadaily.com.cn/china/2...nt_7669572.htm

.... Prestiti ai paesi Affricani e alla Russia
.... Negozziazione preferenziale a Lungo Termine sul Petrolio con gli
Stati del GolfoPersico
.... Prestiti alle compagnie Petrolifere del Brasile e di Abou Dhabi
... Acquisto di parte di imprese Europee e Giapponesi ( e non
Americane )

L' autore sottolinea che questi accordi implicano una garanzia di
accesso alle risorse per le compagnie Cinesi.

Tutto questo illustra la natura fondamentale dell' operazione;

Al contrario delle apparenze, Pechino tenta, senza dirlo
pubblicamente, di separarsi dei suoi Dollari e dei bons US contro gli
attivi di cui il paese ha bisogno a L/Termine mentre il resto del
mondo accetta ancora dei Dollari US e i Bons hanno ancora un valore
significativo.

Per quanto concerne i Bons del Tesoro US, il totale degli acquisti
Cinesi é calato di 146 miliardi nel primo trimestre del 2009 e
rappresenta solo un aumento di 7.7 miliardi USD
http://www.chinadaily.com.cn/china/2...nt_7668745.htm e si
tratta di Bons a C/T ( 3 mesi ).

Tra la quasi cessazione degli acquisti di Bons US e lo " shopping
mondiale " che ha una evoluzione di circa 50 miliardi USD/ mese
( integrando gli accordi Swap ) tra la fine del 2008 e la fine dell'
estate 2009, la Cina avrà liquidato circa 600 miliardi di Dollari
delle sue riserve in USD. Inoltre avrà rifiutato di acquistare per un
valore compreso tra 500 e 1'000 miliardi di nuove emissioni di Bons US
che l' amministrazione Obama inizia a piazzare sui mercati
internazionali per finanziare il gigantesco déficit pubblico.
Sono i 2 montanti che devono essere addizionati per valutare l'
impatto della Cina sull' " era Dollaro " alla fine dell' estate 2009.
Per la fine dell' anno fiscale Americano; la Cina da sola
rappresenterà un buco che và da 1'100 a 1'600 miliardi di USD nella
necessità di finanziamento degli Stati-Uniti.
Ben Bernanke dovrà moltiplicare i Dollari per tentare ( inutilmente )
di evitare la Bancarotta del paese.

Sapendo che, quando Bernanke annuncia che la FED compera lei stessa
dei Bons US il valore di questi attivi crolla del 10 % in una
giornata, o se preferite 140 milirdi USD persi, contro le altre monete
mondiali, non c' é bisogno di fare un grande sforzo di immaginazione
per pensare che i dirigenti Cinesi considerano come accettabile il
sacrificio di 400 o 500 miliardi USD.

In ogni caso Pechino stimerà di aver spinto al massimo " possibile "
la valorizzazione dei loro attivi in USD. Dopo , meglio essere tra
quelli che " spingeranno " sul pulsante, o che non faranno niente per
" impedirlo ".

" La grande evasione " della Cina dalla " trappola del Dollaro "
spingerà Pechino nella seconda fase, che dipenderà in parte dal
comportamento degli altri attori chiave;

1) ... o verso il riconoscimento dello Yuan come moneta di riserva
mondiale parallelamente all' Euro, allo Yen, al Ruble, al Real
2) ... o verso l' accelerazine nell' introduzione di una nuova moneta
di referenza fondata su un paniere di queste divise.

Il Dollaro sarà allora fuori dalla corsa ed il G20 sarà ridotto ad un
G18 ( senza gli USA e l' Inghilterra ma con il Giappone che in queste
condizioni non potrà piú sottrarsi all' orbita Cinese ) ; altrimenti
ci sarà una dislocazione geopolitica generalizzata, con blocchi
economici fondati su monete specifiche di referenza.

Ciao....... 1lm Luciano


  #3  
Vecchio 02-05-2009, 09.49.31
2lm Luciano
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito MAGGIO

Short-Term Geocosmics



But I will be most focused on the weekend period of May 15-18, for that is
when three things happen. First, that will be around the middle of the
retrograde period, when sudden reversals happen. It is more important than
usual this time because 2) Saturn will be turning direct that weekend (May
16) and 3) heliocentric Mercury will be entering Sagittarius (May 18-30).
Last week I reported that subscriber Lindsay Holt did a study showing that
Saturn stations in bear markets in equities corresponds with highs. He could
be right this time. Heliocentric Mercury in Sagittarius also tends to
correspond to sharply rising prices in precious metals and currencies, and
declines in stock prices. Of course, the other thing we know about Mercury
Rx is that whatever you think is suppose to happen, usually doesn't. Many
things go exactly the opposite of what you anticipate. So our rule still
holds: take profits too soon. This will not likely be a position trader's
market for much of this month. It is more likely to be short-term and even
day trading heaven.


"1lm Luciano" <lmerlanti@sunrise.ch> ha scritto nel messaggio
news:3fdc3a9f-8930-4188-a4a7-7cea7dc0fc57@x1g2000prh.googlegroups.com...
Buongiorno!


............La Cina stà cercando di sortire dalla " trappola del
Dollaro " per la fine dell' estate 2009 e questa sarà la prossima
tappa della " crisi ".

A cosa puó pensare Pechino preso, secondo Washington, nella " trappola
del Dollaro " dei suoi 1'400 miliardi di attivi libellati in Dollari
US ?

Non vi é piú nessun dubbio che la Cina stà cercando con insistenza di
sbarazzarsi al piú presto di questa montagna di attivi " tossici " che
sono diventati i Bons del tesoro US e la moneta Americana dove 1'300
miliardi di Cinesi hanno la loro ricchezza.

La dichiarazine della Cina del 24 Marzo, dove chiedeva la sostituzione
del Dollaro con una moneta di referenza internazionale, era da una
parte un sondaggio e un avvertimento:

.... Un sondaggio diretto per valutare il rapporto delle forze mondiali
( e sopratutto all' interno del G20 ) intorno all' idea di un
passaggio all'era post-Dollaro ( nelle conversazioni non officiali, il
comunicato della Banca Centrale Cinese si é trovato al centro di
discussioni serie durante e dopo il G20 di Londra ( ma non in quelle
del G20 mediatico )

.... Un avvertimento costruttivo o distruttivo ( secondo la reazione
intorno a questa idea ) a tutti gli operatori finanziari mondiali.

Ogni operatore responsabile ( e la Cina ne é uno ) avverte
discretamente gli altri che condividono il suo punto di vista o che
gli potranno essere necessari in preparazione di un " grande colpo "
che potrà riuscire alla condizione espressa di essere in gran numero
nella sua preparazione, assicurandosi allo stesso tempo che nessuno,
di buona volontà, rischi di subire le gravi consequenze per non essere
stato avvertito.

Daltronde, per ben preparsi, Pechino ha lanciato un " think-tank "
dedicato alla crisi economica mondiale per aiutare i dirigenti Cinesi
a fare le loro scelte. Oltre al traffico sull' argomento in forte
aumento in provenienza dalla Cina e dal Giappone é un' altra
iniziativa che indica la volontà di privarsi delle " analisi "
Americane o Britanniche sulla crisi e le sue consequenze che fino ad
oggi costituivano il 90 % delle " analisi " consumate dagli operatori
Cinesi
http://www.chinadaily.com.cn/bizchin...nt_7603049.htm
..

Daltronde tutti i principali attori della crisi sanno che il flusso
dei capitali escono dagli Stati-Uniti nel momento in cui il bisogno in
capitali esteri " esplode " a causa dei déficits pubblici giganteschi.
Basta pensare che a Gennaio 2009 i capitali partiti fuori dagli USA
ammontavano a 150 miliardi USD
http://www.treasury.gov/press/releases/tg57.htm
..

Questo tipo di operazioni rinforza sempre piú le autorità Cinesi in
una quadruplica convinzione:

.... 1) Un grande numero dei membri del G20 sostiene l' idea di un
passaggio rapido ( si parla di mesi e non di anni vista l' immensità
dei déficits incontrollabili Americani fanno pesare a C/Termine su
tutto il sistema monetario internazionale ) all' era post-Dollaro che
sono la Russia, l' India, l' Affrica del sud, l' Argentina, il
Brasile ......
La Cina non sarà sola nel prossimo " Grande balzo in avanti " nell'
era post-Dollaro, nonostante quello che alcuni pensano, la Cina sarà
bene accompagnata anche da una parte dell' America Latina, dell'
Affrica e dell' Asia mentre gli accordi Swap in Yuan con alcuni paesi
preparano il terreno.
Dopo la Corea del Sud, la Malesia, l' Indonesia, adesso é la volta
dell' Argentina ad aver firmato un accordo Swap per un montante
equivalente a 14.5 miliardi USD nelle loro monete ripspettive evitando
di utilizzare il Dollaro US per questi scambi e rinforzare fuori dall'
Asia il ruolo sempre maggiore dello Yuan come moneta-pivot degli
scambi.

http://www.theaustralian.news.com.au...-36418,00.html
..

Il grande salto politico Cinese alla fine degli anni 1950 ha avuto
degli effetti collaterali disastrosi ( decine di milioni di morti a
causa dalla fame indotta ). Niente permette oggi di pensare che la
direzione politica del PC Cinese non sia preparata a prendere un tale
rischio se stima che la sua perennità al potere e la stabilità interna
del paese sono a questo prezzo.

Gli analisti Americani e Europei che pretendono sapere cosa pensano i
dirigenti Cinesi hanno la brutta tendenza a pensarli come loro.

Entrare nell' era post-Dollaro

a) ... organizzata; con una nuova moneta di referenza mondiale fondata
su un paniere di divise

b) ... caotica, con una partenza brutale e non negoziata fuori dal
Dollaro, vuol dire prima di tutto entrare in un era post-Europea ( o
post-Occidentale se si considera la specificità Amerricana in materia
di valori fondamentali per rapporto all' Europa ) che potrebbe
riservare delle grandi sorprese agli Europei-centristi o Occidento-
centristi.

Per convincersi basta leggere le parole del padrone della Banca
Centrale Cinese sulla " superiorità del sistema Cinese "
http://www.marketwatch.com/news/stor...E3CC2232D42%7D
..

.... 2) Gli Stati-Uniti e l' Inghilterra rifiutano di prendere in conto
tutte evoluzioni in direzione dell' era post-Dollaro.
Contemporaneamente la " gaffe " di Timothy Geithner di discutere la
proposizione Cinese, é stata subito corretta dai dirigenti politici
Americani ma é rivelatrice di una situazione interessante per Pechino.
Geithner é l' uomo chiave di Wall-Street nella squadra Obama e la sua
" gaffe " illustra come i finanzieri Anglo-Saxons sono finalmente
pronti a discutere di tutte evoluzioni che assicurerebbe loro di
conservare i privilegi finanziari, anche se questo dovesse passare
attraverso la fine dell' " era Dollaro " . Per il momento Washington
rifiuta di parlare della sostituzione del Dollaro US come moneta di
riserva mondiale e crede alle parole tranquilizzanti degli esperti
sull' argomento e sul futuro
http://www.latimes.com/business/la-f...,1808437.story
..
Ma se ascoltano i soliti esperti sappiamo già come finirà, basta
prendere i " subprime ", la " bolla finanziaria " le banche di Wall-
Street, AIG, TARP, la " recessione " etc.......

.... 3) Gli Europei ( esclusa l' Inghilterra ) sono uguali a loro
stessi e dunque incapaci di prendere una decisione realmente forte nei
confronti del loro anziano protettore Americano ( ++ ). Allora fanno
con successo, della resistenza per non seguire le direttive di
Washington, ma sono incapaci di mettere sulla tavola delle questioni
che irritano gli Stati-Uniti.
Mentre, per molteplici canali, e per la natura strutturalmente
multilateralista, diventa evidente che una volta l' era post-Dollaro
chiaramente irreversibile, porteranno le loro competenze e i loro
lobbying per spingere verso una nuova moneta internazionale,
indipendente da un singolo Stato. Per questo la Cina ha lanciato l'
dea dei DTS come alternativa al Dollaro, per dimostrare che la Cina
sarebbe aperta ad una alternativa allo Yuan ( condizione chiave per
ottenere in futuro il sostegno Europeo ). L' idea é irrealista perché
i DTS sono stati distrutti dagli Americani 40 anni fà. Bisognerebbe
lanciare una moneta veramente nuova per sperare di avere una chance di
successo, senza tener conto che con un nome di questa natura " Droits
de Tirage Spéciaux " la popolarità é fuori questione al di fuori di un
cerchio ristretto di esperti monetari.

++ Possiamo parlare di " vecchio protettore " come il sommet dell'
OTAN lo ha ancora dimostrato. Gli Europei e gli Stati-Uniti non sono
piú d' accordo sulla natura delle minacce. La guerra in Afganistan
diventa sempre piú una guerra Americana mentre gli Europei sono
sopratutto preoccupati a riorganizzare al meglio le relazioni
strategiche con Mosca. L' Alleanza ( con la Francia reintegrata)
rimane un club per persone di terza età senza alcuna finalità comune
al di là del tempo passato a pretendere che sono sempre cosi legati
come 60 anni fà. Ma " la vecchiaia é un lungo naufragio " come
diceva ... Charles de Gaulle.

.... 4) Con i suoi effetti di annuncio sempre piú precisi e audaci, ma
progressivi, con vaghe informazioni provenienti da canali di poca
importanza ma subito ripresi dai media finanziari internazionali,
Pechino guadagna una libertà di parola in netto aumento ( e di
manovra, perché in materia monetaria, la parola puó essere un' arma
fatale o al contrario una pomata salvatrice ) senza alterare in
maniera significativa il valore dei Bons del Tesoro Americano.

É esattamente nel punto 4) che si trova attualmente l' esigenza delle
autorità Cinesi; evitare il crollo dei Bons del Tesoro e della moneta
Americana, prima di essere usciti dalla " trappola del Dollaro ". I
mesi che verranno rifletteranno il senso esatto che la Cina dà a
questa esigenza. Se si tratta di una obbligazione per Pechino, i
dirigenti Cinesi tenteranno di sbarazzarsi dei Bons del tesoro e dei
Dollari US al miglior prezzo finché questa operazione sarà possibile
( e hanno già previsto il livello del " possibile " prima di lanciare
questa operazione ), cioé, evitare il piú a lungo di creare delle
turbolenze che rischierebbero di far crollare significativamente il
valore di questi 2 attivi.

A differenza della prima options, una volta il terreno del " possibile
" fiinito, allora, brutalmente, i dirigenti Cinesi contribuiranno a
precipitare la fine dell' " era Dollaro ". Piú probabilmente
annunceranno serenamente che per molteplici casuse, indipendenti dalla
loro volontà ( di cui terranno gli Stati-Uniti responsabili , déficits
enormi, incapacità di creare un rilancio economico... i motivi non
mancheranno alla fine dell' estate 2009 ) non possono piú giocare il
ruolo di stabilizzazione degli squilibri Americani.

Questa anticipazione si basa sulle evoluzioni in corso da alcuni mesi
che ne validano l' analisi.

In effetti dalla fine del 2008, le autorità Cinesi hanno intrapreso di
sbarazzarsi ogni mese tra 50 e 150 miliardi di attivi in Dollari US.
Profittando dei prezzi storicamente bassi di numerosi attivi necessari
all' economia Cinese ( mines, espaces agricoles, énergie, parti di
imprese Europee o Asiatiche ... ma non Americane e questo non é un
dettaglio ... ), Pechino fà il suo " shopping ", rispettando cosi la
sua obbligazione primaria : valorizzare al meglio i suoi attivi
libellati in Dollari ... cioé sbarazzandosene scambiandoli contro
altre classi di attivi, fuori dagli Stati-Uniti, e permettere di
avanzare rapidamente nel cammino che la porterà fuori dalla " trappola
del Dollaro " .

Bisogna anche sottolineare la rapidità del processo in corso.
Nonostante l' opacità dei metodi implicati ( condizione sine qua non
per evitare il crollo del Dollaro e dei Bons prima del termine
previsto da Pechino ) l' eccellente lavoro condotto da MM. Brad W.
Setser e Arpana Pandey pubblicate a gennaio 2009 dal Council of
Foreign Relations

http://www.cfr.org/publication/18149...llion_bet.html

permette di esplorare la grande opacità contabile delle riserve Cinesi
di cambio e indicare a piú di 2'300 miliardi USD il loro valore totale
a fine 2008 ( cioé piú del 50 % del PIB Cinese ) di cui 1'700 miliardi
di attivi in USD ( 900 miliardi in Bons del Tesoro, circa 550 miliardi
in Bons GSE ... Fannie e Fredie ... circa 200 miliardi in atti privati
e 40 miliardi in depositi a C/T ).

L' autore conclude logicamente che non é piú nell' interesse di
Pechino continuare ad accumulare queste somme gigantesche che sono
sempre piú a rischio, sia per le scelte finanziarie ed economiche
realizzate dagli Stati-Uniti per ispondere alla crisi, mentre le
risorse necessarie iniziano a mancare dovuto al crollo degli eccedenti
commerciali ed il flusso degli investimenti stranieri.

La questione é evidentemente la notazione AAA per gli stati-Uniti che
é veramente una comica, come lo scrive il

http://seekingalpha.com/article/1284...g?source=yahoo
..

Tutto il paese, famiglie, imprese, istituzioni pubbliche, stà passando
in junk bonds ... ma non il Governo Federale !!!!
Le agenzie di notazione ( tutte Americane ) hanno largamente meritato
di ricevere 400 millioni di USD dal Governo Federale per aiutarlo a
valutare gli " attivi tossici " che conta acquistare alle banche per
1'000 miliardi di USD ... attivi che avevano, evidentemente, notato in
precedenza AAA ancora 2 anni fà.

Pechino ha capito ormai, come il resto del pianeta, la truffa in corso
su questi valori
http://www.businessinsider.com/conne...om-talf-2009-4
..

Logicamente, la Cina ha deciso di separarsi al piú presto di questa "
spazzatura " e degli eccedenti delle sue riserve di cambio che
mantiene " intrappolati " i dirigenti cinesi a causa delle decisioni
Americane, senza piú averne un vantaggio per il loro paese come lo
descive Rachel Zembia in un articolo del RGE Monitor
http://www.rgemonitor.com/asia-monit..._resource_buys .

.... I prestiti a tasso preferenziale ai paesi dell' ASEN
http://www.marketwatch.com/news/stor...C824365B3AB%7D

.... Accordo di Swap

.... Autorizzazione a 400 grandi imprese Cinesi a commerciare in Yuan
con i paesi Asiatici
http://www.chinadaily.com.cn/china/2...nt_7669572.htm

.... Prestiti ai paesi Affricani e alla Russia
.... Negozziazione preferenziale a Lungo Termine sul Petrolio con gli
Stati del GolfoPersico
.... Prestiti alle compagnie Petrolifere del Brasile e di Abou Dhabi
... Acquisto di parte di imprese Europee e Giapponesi ( e non
Americane )

L' autore sottolinea che questi accordi implicano una garanzia di
accesso alle risorse per le compagnie Cinesi.

Tutto questo illustra la natura fondamentale dell' operazione;

Al contrario delle apparenze, Pechino tenta, senza dirlo
pubblicamente, di separarsi dei suoi Dollari e dei bons US contro gli
attivi di cui il paese ha bisogno a L/Termine mentre il resto del
mondo accetta ancora dei Dollari US e i Bons hanno ancora un valore
significativo.

Per quanto concerne i Bons del Tesoro US, il totale degli acquisti
Cinesi é calato di 146 miliardi nel primo trimestre del 2009 e
rappresenta solo un aumento di 7.7 miliardi USD
http://www.chinadaily.com.cn/china/2...nt_7668745.htm e si
tratta di Bons a C/T ( 3 mesi ).

Tra la quasi cessazione degli acquisti di Bons US e lo " shopping
mondiale " che ha una evoluzione di circa 50 miliardi USD/ mese
( integrando gli accordi Swap ) tra la fine del 2008 e la fine dell'
estate 2009, la Cina avrà liquidato circa 600 miliardi di Dollari
delle sue riserve in USD. Inoltre avrà rifiutato di acquistare per un
valore compreso tra 500 e 1'000 miliardi di nuove emissioni di Bons US
che l' amministrazione Obama inizia a piazzare sui mercati
internazionali per finanziare il gigantesco déficit pubblico.
Sono i 2 montanti che devono essere addizionati per valutare l'
impatto della Cina sull' " era Dollaro " alla fine dell' estate 2009.
Per la fine dell' anno fiscale Americano; la Cina da sola
rappresenterà un buco che và da 1'100 a 1'600 miliardi di USD nella
necessità di finanziamento degli Stati-Uniti.
Ben Bernanke dovrà moltiplicare i Dollari per tentare ( inutilmente )
di evitare la Bancarotta del paese.

Sapendo che, quando Bernanke annuncia che la FED compera lei stessa
dei Bons US il valore di questi attivi crolla del 10 % in una
giornata, o se preferite 140 milirdi USD persi, contro le altre monete
mondiali, non c' é bisogno di fare un grande sforzo di immaginazione
per pensare che i dirigenti Cinesi considerano come accettabile il
sacrificio di 400 o 500 miliardi USD.

In ogni caso Pechino stimerà di aver spinto al massimo " possibile "
la valorizzazione dei loro attivi in USD. Dopo , meglio essere tra
quelli che " spingeranno " sul pulsante, o che non faranno niente per
" impedirlo ".

" La grande evasione " della Cina dalla " trappola del Dollaro "
spingerà Pechino nella seconda fase, che dipenderà in parte dal
comportamento degli altri attori chiave;

1) ... o verso il riconoscimento dello Yuan come moneta di riserva
mondiale parallelamente all' Euro, allo Yen, al Ruble, al Real
2) ... o verso l' accelerazine nell' introduzione di una nuova moneta
di referenza fondata su un paniere di queste divise.

Il Dollaro sarà allora fuori dalla corsa ed il G20 sarà ridotto ad un
G18 ( senza gli USA e l' Inghilterra ma con il Giappone che in queste
condizioni non potrà piú sottrarsi all' orbita Cinese ) ; altrimenti
ci sarà una dislocazione geopolitica generalizzata, con blocchi
economici fondati su monete specifiche di referenza.

Ciao....... 1lm Luciano


  #4  
Vecchio 05-07-2009, 19.41.02
Roberto Savino
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: ...........É la Cina che decide della " crisi " e del Dollaro

Non ha nessun Interesse ci rimetterebbe Pensaci
ciao Robento


"1lm Luciano" <lmerlanti@sunrise.ch> ha scritto nel messaggio
news:3fdc3a9f-8930-4188-a4a7-7cea7dc0fc57@x1g2000prh.googlegroups.com...
Buongiorno!


............La Cina stà cercando di sortire dalla " trappola del
Dollaro " per la fine dell' estate 2009 e questa sarà la prossima
tappa della " crisi ".

A cosa puó pensare Pechino preso, secondo Washington, nella " trappola
del Dollaro " dei suoi 1'400 miliardi di attivi libellati in Dollari
US ?

Non vi é piú nessun dubbio che la Cina stà cercando con insistenza di
sbarazzarsi al piú presto di questa montagna di attivi " tossici " che
sono diventati i Bons del tesoro US e la moneta Americana dove 1'300
miliardi di Cinesi hanno la loro ricchezza.

La dichiarazine della Cina del 24 Marzo, dove chiedeva la sostituzione
del Dollaro con una moneta di referenza internazionale, era da una
parte un sondaggio e un avvertimento:

.... Un sondaggio diretto per valutare il rapporto delle forze mondiali
( e sopratutto all' interno del G20 ) intorno all' idea di un
passaggio all'era post-Dollaro ( nelle conversazioni non officiali, il
comunicato della Banca Centrale Cinese si é trovato al centro di
discussioni serie durante e dopo il G20 di Londra ( ma non in quelle
del G20 mediatico )

.... Un avvertimento costruttivo o distruttivo ( secondo la reazione
intorno a questa idea ) a tutti gli operatori finanziari mondiali.

Ogni operatore responsabile ( e la Cina ne é uno ) avverte
discretamente gli altri che condividono il suo punto di vista o che
gli potranno essere necessari in preparazione di un " grande colpo "
che potrà riuscire alla condizione espressa di essere in gran numero
nella sua preparazione, assicurandosi allo stesso tempo che nessuno,
di buona volontà, rischi di subire le gravi consequenze per non essere
stato avvertito.

Daltronde, per ben preparsi, Pechino ha lanciato un " think-tank "
dedicato alla crisi economica mondiale per aiutare i dirigenti Cinesi
a fare le loro scelte. Oltre al traffico sull' argomento in forte
aumento in provenienza dalla Cina e dal Giappone é un' altra
iniziativa che indica la volontà di privarsi delle " analisi "
Americane o Britanniche sulla crisi e le sue consequenze che fino ad
oggi costituivano il 90 % delle " analisi " consumate dagli operatori
Cinesi
http://www.chinadaily.com.cn/bizchin...nt_7603049.htm
..

Daltronde tutti i principali attori della crisi sanno che il flusso
dei capitali escono dagli Stati-Uniti nel momento in cui il bisogno in
capitali esteri " esplode " a causa dei déficits pubblici giganteschi.
Basta pensare che a Gennaio 2009 i capitali partiti fuori dagli USA
ammontavano a 150 miliardi USD
http://www.treasury.gov/press/releases/tg57.htm
..

Questo tipo di operazioni rinforza sempre piú le autorità Cinesi in
una quadruplica convinzione:

.... 1) Un grande numero dei membri del G20 sostiene l' idea di un
passaggio rapido ( si parla di mesi e non di anni vista l' immensità
dei déficits incontrollabili Americani fanno pesare a C/Termine su
tutto il sistema monetario internazionale ) all' era post-Dollaro che
sono la Russia, l' India, l' Affrica del sud, l' Argentina, il
Brasile ......
La Cina non sarà sola nel prossimo " Grande balzo in avanti " nell'
era post-Dollaro, nonostante quello che alcuni pensano, la Cina sarà
bene accompagnata anche da una parte dell' America Latina, dell'
Affrica e dell' Asia mentre gli accordi Swap in Yuan con alcuni paesi
preparano il terreno.
Dopo la Corea del Sud, la Malesia, l' Indonesia, adesso é la volta
dell' Argentina ad aver firmato un accordo Swap per un montante
equivalente a 14.5 miliardi USD nelle loro monete ripspettive evitando
di utilizzare il Dollaro US per questi scambi e rinforzare fuori dall'
Asia il ruolo sempre maggiore dello Yuan come moneta-pivot degli
scambi.

http://www.theaustralian.news.com.au...-36418,00.html
..

Il grande salto politico Cinese alla fine degli anni 1950 ha avuto
degli effetti collaterali disastrosi ( decine di milioni di morti a
causa dalla fame indotta ). Niente permette oggi di pensare che la
direzione politica del PC Cinese non sia preparata a prendere un tale
rischio se stima che la sua perennità al potere e la stabilità interna
del paese sono a questo prezzo.

Gli analisti Americani e Europei che pretendono sapere cosa pensano i
dirigenti Cinesi hanno la brutta tendenza a pensarli come loro.

Entrare nell' era post-Dollaro

a) ... organizzata; con una nuova moneta di referenza mondiale fondata
su un paniere di divise

b) ... caotica, con una partenza brutale e non negoziata fuori dal
Dollaro, vuol dire prima di tutto entrare in un era post-Europea ( o
post-Occidentale se si considera la specificità Amerricana in materia
di valori fondamentali per rapporto all' Europa ) che potrebbe
riservare delle grandi sorprese agli Europei-centristi o Occidento-
centristi.

Per convincersi basta leggere le parole del padrone della Banca
Centrale Cinese sulla " superiorità del sistema Cinese "
http://www.marketwatch.com/news/stor...E3CC2232D42%7D
..

.... 2) Gli Stati-Uniti e l' Inghilterra rifiutano di prendere in conto
tutte evoluzioni in direzione dell' era post-Dollaro.
Contemporaneamente la " gaffe " di Timothy Geithner di discutere la
proposizione Cinese, é stata subito corretta dai dirigenti politici
Americani ma é rivelatrice di una situazione interessante per Pechino.
Geithner é l' uomo chiave di Wall-Street nella squadra Obama e la sua
" gaffe " illustra come i finanzieri Anglo-Saxons sono finalmente
pronti a discutere di tutte evoluzioni che assicurerebbe loro di
conservare i privilegi finanziari, anche se questo dovesse passare
attraverso la fine dell' " era Dollaro " . Per il momento Washington
rifiuta di parlare della sostituzione del Dollaro US come moneta di
riserva mondiale e crede alle parole tranquilizzanti degli esperti
sull' argomento e sul futuro
http://www.latimes.com/business/la-f...,1808437.story
..
Ma se ascoltano i soliti esperti sappiamo già come finirà, basta
prendere i " subprime ", la " bolla finanziaria " le banche di Wall-
Street, AIG, TARP, la " recessione " etc.......

.... 3) Gli Europei ( esclusa l' Inghilterra ) sono uguali a loro
stessi e dunque incapaci di prendere una decisione realmente forte nei
confronti del loro anziano protettore Americano ( ++ ). Allora fanno
con successo, della resistenza per non seguire le direttive di
Washington, ma sono incapaci di mettere sulla tavola delle questioni
che irritano gli Stati-Uniti.
Mentre, per molteplici canali, e per la natura strutturalmente
multilateralista, diventa evidente che una volta l' era post-Dollaro
chiaramente irreversibile, porteranno le loro competenze e i loro
lobbying per spingere verso una nuova moneta internazionale,
indipendente da un singolo Stato. Per questo la Cina ha lanciato l'
dea dei DTS come alternativa al Dollaro, per dimostrare che la Cina
sarebbe aperta ad una alternativa allo Yuan ( condizione chiave per
ottenere in futuro il sostegno Europeo ). L' idea é irrealista perché
i DTS sono stati distrutti dagli Americani 40 anni fà. Bisognerebbe
lanciare una moneta veramente nuova per sperare di avere una chance di
successo, senza tener conto che con un nome di questa natura " Droits
de Tirage Spéciaux " la popolarità é fuori questione al di fuori di un
cerchio ristretto di esperti monetari.

++ Possiamo parlare di " vecchio protettore " come il sommet dell'
OTAN lo ha ancora dimostrato. Gli Europei e gli Stati-Uniti non sono
piú d' accordo sulla natura delle minacce. La guerra in Afganistan
diventa sempre piú una guerra Americana mentre gli Europei sono
sopratutto preoccupati a riorganizzare al meglio le relazioni
strategiche con Mosca. L' Alleanza ( con la Francia reintegrata)
rimane un club per persone di terza età senza alcuna finalità comune
al di là del tempo passato a pretendere che sono sempre cosi legati
come 60 anni fà. Ma " la vecchiaia é un lungo naufragio " come
diceva ... Charles de Gaulle.

.... 4) Con i suoi effetti di annuncio sempre piú precisi e audaci, ma
progressivi, con vaghe informazioni provenienti da canali di poca
importanza ma subito ripresi dai media finanziari internazionali,
Pechino guadagna una libertà di parola in netto aumento ( e di
manovra, perché in materia monetaria, la parola puó essere un' arma
fatale o al contrario una pomata salvatrice ) senza alterare in
maniera significativa il valore dei Bons del Tesoro Americano.

É esattamente nel punto 4) che si trova attualmente l' esigenza delle
autorità Cinesi; evitare il crollo dei Bons del Tesoro e della moneta
Americana, prima di essere usciti dalla " trappola del Dollaro ". I
mesi che verranno rifletteranno il senso esatto che la Cina dà a
questa esigenza. Se si tratta di una obbligazione per Pechino, i
dirigenti Cinesi tenteranno di sbarazzarsi dei Bons del tesoro e dei
Dollari US al miglior prezzo finché questa operazione sarà possibile
( e hanno già previsto il livello del " possibile " prima di lanciare
questa operazione ), cioé, evitare il piú a lungo di creare delle
turbolenze che rischierebbero di far crollare significativamente il
valore di questi 2 attivi.

A differenza della prima options, una volta il terreno del " possibile
" fiinito, allora, brutalmente, i dirigenti Cinesi contribuiranno a
precipitare la fine dell' " era Dollaro ". Piú probabilmente
annunceranno serenamente che per molteplici casuse, indipendenti dalla
loro volontà ( di cui terranno gli Stati-Uniti responsabili , déficits
enormi, incapacità di creare un rilancio economico... i motivi non
mancheranno alla fine dell' estate 2009 ) non possono piú giocare il
ruolo di stabilizzazione degli squilibri Americani.

Questa anticipazione si basa sulle evoluzioni in corso da alcuni mesi
che ne validano l' analisi.

In effetti dalla fine del 2008, le autorità Cinesi hanno intrapreso di
sbarazzarsi ogni mese tra 50 e 150 miliardi di attivi in Dollari US.
Profittando dei prezzi storicamente bassi di numerosi attivi necessari
all' economia Cinese ( mines, espaces agricoles, énergie, parti di
imprese Europee o Asiatiche ... ma non Americane e questo non é un
dettaglio ... ), Pechino fà il suo " shopping ", rispettando cosi la
sua obbligazione primaria : valorizzare al meglio i suoi attivi
libellati in Dollari ... cioé sbarazzandosene scambiandoli contro
altre classi di attivi, fuori dagli Stati-Uniti, e permettere di
avanzare rapidamente nel cammino che la porterà fuori dalla " trappola
del Dollaro " .

Bisogna anche sottolineare la rapidità del processo in corso.
Nonostante l' opacità dei metodi implicati ( condizione sine qua non
per evitare il crollo del Dollaro e dei Bons prima del termine
previsto da Pechino ) l' eccellente lavoro condotto da MM. Brad W.
Setser e Arpana Pandey pubblicate a gennaio 2009 dal Council of
Foreign Relations

http://www.cfr.org/publication/18149...llion_bet.html

permette di esplorare la grande opacità contabile delle riserve Cinesi
di cambio e indicare a piú di 2'300 miliardi USD il loro valore totale
a fine 2008 ( cioé piú del 50 % del PIB Cinese ) di cui 1'700 miliardi
di attivi in USD ( 900 miliardi in Bons del Tesoro, circa 550 miliardi
in Bons GSE ... Fannie e Fredie ... circa 200 miliardi in atti privati
e 40 miliardi in depositi a C/T ).

L' autore conclude logicamente che non é piú nell' interesse di
Pechino continuare ad accumulare queste somme gigantesche che sono
sempre piú a rischio, sia per le scelte finanziarie ed economiche
realizzate dagli Stati-Uniti per ispondere alla crisi, mentre le
risorse necessarie iniziano a mancare dovuto al crollo degli eccedenti
commerciali ed il flusso degli investimenti stranieri.

La questione é evidentemente la notazione AAA per gli stati-Uniti che
é veramente una comica, come lo scrive il

http://seekingalpha.com/article/1284...g?source=yahoo
..

Tutto il paese, famiglie, imprese, istituzioni pubbliche, stà passando
in junk bonds ... ma non il Governo Federale !!!!
Le agenzie di notazione ( tutte Americane ) hanno largamente meritato
di ricevere 400 millioni di USD dal Governo Federale per aiutarlo a
valutare gli " attivi tossici " che conta acquistare alle banche per
1'000 miliardi di USD ... attivi che avevano, evidentemente, notato in
precedenza AAA ancora 2 anni fà.

Pechino ha capito ormai, come il resto del pianeta, la truffa in corso
su questi valori
http://www.businessinsider.com/conne...om-talf-2009-4
..

Logicamente, la Cina ha deciso di separarsi al piú presto di questa "
spazzatura " e degli eccedenti delle sue riserve di cambio che
mantiene " intrappolati " i dirigenti cinesi a causa delle decisioni
Americane, senza piú averne un vantaggio per il loro paese come lo
descive Rachel Zembia in un articolo del RGE Monitor
http://www.rgemonitor.com/asia-monit..._resource_buys .

.... I prestiti a tasso preferenziale ai paesi dell' ASEN
http://www.marketwatch.com/news/stor...C824365B3AB%7D

.... Accordo di Swap

.... Autorizzazione a 400 grandi imprese Cinesi a commerciare in Yuan
con i paesi Asiatici
http://www.chinadaily.com.cn/china/2...nt_7669572.htm

.... Prestiti ai paesi Affricani e alla Russia
.... Negozziazione preferenziale a Lungo Termine sul Petrolio con gli
Stati del GolfoPersico
.... Prestiti alle compagnie Petrolifere del Brasile e di Abou Dhabi
... Acquisto di parte di imprese Europee e Giapponesi ( e non
Americane )

L' autore sottolinea che questi accordi implicano una garanzia di
accesso alle risorse per le compagnie Cinesi.

Tutto questo illustra la natura fondamentale dell' operazione;

Al contrario delle apparenze, Pechino tenta, senza dirlo
pubblicamente, di separarsi dei suoi Dollari e dei bons US contro gli
attivi di cui il paese ha bisogno a L/Termine mentre il resto del
mondo accetta ancora dei Dollari US e i Bons hanno ancora un valore
significativo.

Per quanto concerne i Bons del Tesoro US, il totale degli acquisti
Cinesi é calato di 146 miliardi nel primo trimestre del 2009 e
rappresenta solo un aumento di 7.7 miliardi USD
http://www.chinadaily.com.cn/china/2...nt_7668745.htm e si
tratta di Bons a C/T ( 3 mesi ).

Tra la quasi cessazione degli acquisti di Bons US e lo " shopping
mondiale " che ha una evoluzione di circa 50 miliardi USD/ mese
( integrando gli accordi Swap ) tra la fine del 2008 e la fine dell'
estate 2009, la Cina avrà liquidato circa 600 miliardi di Dollari
delle sue riserve in USD. Inoltre avrà rifiutato di acquistare per un
valore compreso tra 500 e 1'000 miliardi di nuove emissioni di Bons US
che l' amministrazione Obama inizia a piazzare sui mercati
internazionali per finanziare il gigantesco déficit pubblico.
Sono i 2 montanti che devono essere addizionati per valutare l'
impatto della Cina sull' " era Dollaro " alla fine dell' estate 2009.
Per la fine dell' anno fiscale Americano; la Cina da sola
rappresenterà un buco che và da 1'100 a 1'600 miliardi di USD nella
necessità di finanziamento degli Stati-Uniti.
Ben Bernanke dovrà moltiplicare i Dollari per tentare ( inutilmente )
di evitare la Bancarotta del paese.

Sapendo che, quando Bernanke annuncia che la FED compera lei stessa
dei Bons US il valore di questi attivi crolla del 10 % in una
giornata, o se preferite 140 milirdi USD persi, contro le altre monete
mondiali, non c' é bisogno di fare un grande sforzo di immaginazione
per pensare che i dirigenti Cinesi considerano come accettabile il
sacrificio di 400 o 500 miliardi USD.

In ogni caso Pechino stimerà di aver spinto al massimo " possibile "
la valorizzazione dei loro attivi in USD. Dopo , meglio essere tra
quelli che " spingeranno " sul pulsante, o che non faranno niente per
" impedirlo ".

" La grande evasione " della Cina dalla " trappola del Dollaro "
spingerà Pechino nella seconda fase, che dipenderà in parte dal
comportamento degli altri attori chiave;

1) ... o verso il riconoscimento dello Yuan come moneta di riserva
mondiale parallelamente all' Euro, allo Yen, al Ruble, al Real
2) ... o verso l' accelerazine nell' introduzione di una nuova moneta
di referenza fondata su un paniere di queste divise.

Il Dollaro sarà allora fuori dalla corsa ed il G20 sarà ridotto ad un
G18 ( senza gli USA e l' Inghilterra ma con il Giappone che in queste
condizioni non potrà piú sottrarsi all' orbita Cinese ) ; altrimenti
ci sarà una dislocazione geopolitica generalizzata, con blocchi
economici fondati su monete specifiche di referenza.

Ciao....... 1lm Luciano


 

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cina, crisi, decide, dollaro
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