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  #1  
Vecchio 15-04-2009, 16.51.42
sam
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Predefinito per il terremoto non do neanche un euro

PER IL TERREMOTO NON DO NEANCHE UN EURO!
--------------------------------------------------------------------------------





Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi
raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia
suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza
il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun
numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò
nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle
poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole
bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.



Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori,
alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi
hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no - stop, le scritte
in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che
questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da
italiano, io possa fare.



Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo
stereotipo dell'italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di
cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei
momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio
che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da
pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull'orlo del pozzo di Alfredino, a vedere
come va a finire, stringendoci l'uno con l'altro. Soffriamo (e offriamo) una
compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.



Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi
coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do
una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono
già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione
civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la
Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano
invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l'economia del nostro
Paese.


E nelle mie tasse c'è previsto anche il pagamento di tribunali che
dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero
farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una
classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma
proprio nulla, che non sia passerella.



C'è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare
i posti terremotati. In un viaggio pagato - come tutti gli altri - da noi
contribuenti.

Ma a fare cosa? Ce n'era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di
"new town" e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo:
"new town".

Dove l'ha preso? Dove l'ha letto? Da quanto tempo l'aveva in mente?

Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve
essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come
nasce "new town". E' un brand. Come la gomma del ponte.



Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani,
nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che "in questo
momento serve l'unità di tutta la politica". Evviva. Ma io non sto con voi,
perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle
della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello
che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli
italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono
per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una
giustizia che non c'è.



Io non lo do, l'euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito
lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani
guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per
compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono
eccome quel terremoto. E diedero un po' dei loro risparmi alle popolazioni
terremotate.



Poi ci fu l'Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico
versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti
come è andata. Dopo l'Irpinia ci fu l'Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo
strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.



Ma ora basta.

A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro:
comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole
crollate a L'Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un
funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante
non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.



Ecco, nella nostra città, Marsala, c'è una scuola, la più popolosa,
l'Istituto
Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo
trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio
di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro
d'affitto
fino ad ora, per quella scuola, dove - per dirne una - nella palestra lo
scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo
scirocco! C'è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo
inventare?) il controsoffitto in amianto.



Ecco, in quei milioni di euro c'è, annegato, con gli altri, anche l'euro
della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non
come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.


Stavo per digitarlo, l'sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno
sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul
terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho
capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per
quella bestialità che avevano detto.



Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa
succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi.
E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta
e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l'alibi per non parlare d'altro,
ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella
che sta all'opposizione) perché c'è il terremoto. Come l'11 Settembre, il
terremoto e l'Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.



Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo
volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli
sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei
super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono
le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta
sempre più rabbia.



Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il
mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di
italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa
pianto, quando sento dire "in Giappone non sarebbe successo", come se i
giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know - how del Sol
Levante fosse solo un' esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di
laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all'atto
pratico.



E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel
frastuono della televisione non c'è neanche un poeta grande come Pasolini a
dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno
uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.


Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il
diritto di dire quello che penso.


Come la natura quando muove la terra, d'altronde.




Giacomo Di Girolamo

redattore del Giornale di Sicilia




Alt 15-04-2009, 16.51.42
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 15-04-2009, 17.00.43
Tuttiaromalè
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: per il terremoto non do neanche un euro


"sam" <pos@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:49e5f47d$0$1121$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> PER IL TERREMOTO NON DO NEANCHE UN EURO!


condivido, purtroppo.

--
Tuttiaromalè


  #3  
Vecchio 15-04-2009, 18.23.20
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: per il terremoto non do neanche un euro


"sam" <pos@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:49e5f47d$0$1121$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> PER IL TERREMOTO NON DO NEANCHE UN EURO!
> --------------------------------------------------------------------------------
> cut> Giacomo Di Girolamo
> redattore del Giornale di Sicilia

quoto anche io


  #4  
Vecchio 15-04-2009, 19.32.07
Sandro
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: per il terremoto non do neanche un euro


<neferneferuaton52@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:49e60a09$0$1123$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> "sam" <pos@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:49e5f47d$0$1121$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
>> PER IL TERREMOTO NON DO NEANCHE UN EURO!
>> --------------------------------------------------------------------------------
>> cut>> Giacomo Di Girolamo
>>> redattore del Giornale di Sicilia

>> quoto anche io


.... ed io... anche se alla fine 2 euro li ho sganciati.


  #5  
Vecchio 16-04-2009, 02.04.26
Gufo Rosso
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Messaggi: n/a
Predefinito Re: per il terremoto non do neanche un euro

sam ha scritto:
> PER IL TERREMOTO NON DO NEANCHE UN EURO!
> --------------------------------------------------------------------------------
> Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi
> raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia
> suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza
> il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun
> numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò
> nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle
> poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole
> bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.
> Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori,
> alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi
> hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no - stop, le scritte
> in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che
> questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da
> italiano, io possa fare.
> Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo
> stereotipo dell'italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di
> cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei
> momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio
> che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da
> pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull'orlo del pozzo di Alfredino, a vedere
> come va a finire, stringendoci l'uno con l'altro. Soffriamo (e offriamo) una
> compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
> Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi
> coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do
> una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono
> già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione
> civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la
> Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano
> invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l'economia del nostro
> Paese.


fano bene ad evadere !!! (ustica, cermis, ecc.... schie chimiche...)
i soldi finiscono anche li quindi meno ne hanno piu e' la nostra salute

> E nelle mie tasse c'è previsto anche il pagamento di tribunali che
> dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero
> farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una
> classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma
> proprio nulla, che non sia passerella.


pensi che usaranno L'esperienza per far i controlli ??
hai pagato anche i controllori corrotti e i corroti dei controllori
(corte dei conti)

> C'è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare
> i posti terremotati. In un viaggio pagato - come tutti gli altri - da noi
> contribuenti.
> Ma a fare cosa? Ce n'era proprio bisogno?
> Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di
> "new town" e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo:
> "new town".
> Dove l'ha preso? Dove l'ha letto? Da quanto tempo l'aveva in mente?
> Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve
> essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come
> nasce "new town". E' un brand. Come la gomma del ponte.
> Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani,
> nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che "in questo
> momento serve l'unità di tutta la politica". Evviva. Ma io non sto con voi,
> perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle
> della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello
> che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli
> italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono
> per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una
> giustizia che non c'è.
> Io non lo do, l'euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito
> lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani
> guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per
> compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono
> eccome quel terremoto. E diedero un po' dei loro risparmi alle popolazioni
> terremotate.
> Poi ci fu l'Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico
> versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti
> come è andata. Dopo l'Irpinia ci fu l'Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo
> strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.


paga la benzina e ricordati dove finiscono i soldi
scusa ma la guerra in eritrea e' finita ?


> Ma ora basta.
> A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
> Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro:
> comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole
> crollate a L'Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un
> funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante
> non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.


perche e' la prima scuola che casca durante un terremoto ? 27 morti
e nessun colpevole

> Ecco, nella nostra città, Marsala, c'è una scuola, la più popolosa,
> l'Istituto
> Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo
> trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio
> di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro
> d'affitto
> fino ad ora, per quella scuola, dove - per dirne una - nella palestra lo
> scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo
> scirocco! C'è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo
> inventare?) il controsoffitto in amianto.


ecco paga: vai a scuola e crepa di tumore perche c'e' l'amianto
ma i VVFF dove sono i nas ? a controllare il baretto
a si ma a visionare gli edifici c'e' il rischio di crepare


> Ecco, in quei milioni di euro c'è, annegato, con gli altri, anche l'euro
> della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non
> come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.


FMI ecc...

> Stavo per digitarlo, l'sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno
> sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul
> terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho
> capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per
> quella bestialità che avevano detto.


business is business, dici che gli appaltili assegnano ai soliti NOTI ?

> Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa
> succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi.
> E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta
> e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l'alibi per non parlare d'altro,
> ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella
> che sta all'opposizione) perché c'è il terremoto. Come l'11 Settembre, il
> terremoto e l'Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.


11 settembre bella fregatura, voglio vedere i resti dell'aereo al
pentagono.... e la termite al wtc a cosa serviva ?

> Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo
> volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli
> sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei


non serve solo quello bata considerare che gli 8100 comuni d'italia
hanno ognuno un servizio di gestione differente fatto da ditte diffrenti
con sprechi non indifferenti

tutti i comuni hanno un catasto, delle code allo sportello da gestire,
tanti pc con windows installato, con office e tante belle licente
server.......... tutti programmi a pagamento (quanti milioni di euro?)


> super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono
> le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta
> sempre più rabbia.


a cison di valmarino domenica si riuniscono quelli del g8 per
L'agricoltura: come farci mangiare gli ogm !!!

> Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il
> mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di
> italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa
> pianto, quando sento dire "in Giappone non sarebbe successo", come se i
> giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know - how del Sol
> Levante fosse solo un' esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di
> laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all'atto
> pratico.


no non sono capaci perche quelli capaci del cnr brevettano e gli altri
paesi comprano. i brevetti del cnr li pagano gli italiani
e non ne possono godere comw le vari ricerche fatte con telethon .....

> E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel
> frastuono della televisione non c'è neanche un poeta grande come Pasolini a
> dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno
> uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.


arrangiarsi non e' a norma non andarci ad abitare non mettersi a 90 gradi


> Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il
> diritto di dire quello che penso.
> Come la natura quando muove la terra, d'altronde.
> Giacomo Di Girolamo
> redattore del Giornale di Sicilia


senti da dove scrive, dove la terra sta sempre ferma
e i soliti si ingrassano




 

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