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  #1  
Vecchio 18-03-2009, 11.06.44
Anonymous
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Predefinito La crisi è piena di buone notizie

Una tra le migliori è la fine dei giornali. Il 30/40% della pubblicità li ha abbandonati da inizio
anno. I lettori sono sempre più rari. I dati ufficiosi stimano tra il 10 e il 20% in meno le copie
vendute nell'ultimo anno per molte testate. Rimane la carità del Governo e molti editori sono con
il cappello in mano nelle sale d'aspetto a Palazzo Chigi. Per vivere grazie alle nostre tasse.
La discesa dei titoli dei gruppi editoriali è da infarto per chi li possiede.

Nei primi due mesi e mezzo del 2009 Rizzoli Corriere della Sera ha perso il 43%, Mondadori il 33%
e il Gruppo L'Espresso il 42%. In soli due mesi e mezzo! Indovinate quanto possono perdere in 12
mesi. Se si confrontano i valori minimi e massimi delle azioni nel 2008/2009 si può arrivare a
prefissi telefonici. Il valore del Gruppo L'Espresso è sceso da 3,026 euro a 0,599, quello di RCS
da 2,980 a 0,499, Mondadori da 5,790 a 2,305.

Entro il 2009 molti giornali ci lasceranno per sempre. Il problema occupazionale esploderà per i
professionisti della balla stampata. Battista, Mauro, Mieli, Giordano, Feltri, Belpietro, Romano,
Scalfari, Merlo, Giannini. Cosa faranno? Che futuro li aspetta? Potrebbero verificare la loro
popolarità con un blog. Tanti accessi, altrettanta pubblicità on line e soldi. Negli Stati Uniti
con 100.000 accessi unici al mese puoi vivere. Rendono fino a 75.000 dollari all'anno. Metti la
tua credibilità e competenza in Rete e chi ti paga, anche se indirettamente, è il lettore.
Scalfari guadagnerebbe 10 dollari al mese e Giordano dovrebbe pagare lui.

I giornalisti attuali diventeranno dei disadattati. Un conto è raccontare balle dietro alla
scrivania di un ufficio, altro è confrontarsi con la Rete. L'editore, l'impresario degli azionisti
alla Tronchetti e alla Geronzi, diventerà una figura romantica. Di un'altra epoca. Negli Stati
Uniti, che precedono spesso l'economia mondiale, la pubblicità sui giornali è in calo dal 2004, è
una curva che precipita verso lo zero assoluto. Le copie in circolazione dei giornali sono
diminuite dal 1990 in modo lineare. Il San Francisco Chronicle -40%, il Los Angeles Times -36.3%,
il Whashington Post -22,3%, il Chicago Tribune -29,3%. il Boston Globe - 37,6%.

Uno degli obiettivi del V2 day era la fine dei finanziamenti ai giornali.Il referendum è stato
respinto da Carnevale, ma finiranno prima i giornali dei finanziamenti. Non è un'eccellente
notizia?

Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Alt 18-03-2009, 11.06.44
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 18-03-2009, 11.24.12
vattelappesca
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Predefinito Re: La crisi è piena di buone notizie

Anonymous ci ha detto :
> [cut]


Quoto ogni singola lettera, ogni parola che queste compongono, ogni
frase che viene creata e il significato di ogni concetto che riporti.


  #3  
Vecchio 18-03-2009, 11.30.22
Marino
Guest
 
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Predefinito Re: La crisi è piena di buone notizie

Anonymous ha scritto:
> Una tra le migliori è la fine dei giornali. Il 30/40% della pubblicità li ha abbandonati da inizio
> anno. I lettori sono sempre più rari. I dati ufficiosi stimano tra il 10 e il 20% in meno le copie
> vendute nell'ultimo anno per molte testate. Rimane la carità del Governo e molti editori sono con
> il cappello in mano nelle sale d'aspetto a Palazzo Chigi. Per vivere grazie alle nostre tasse.
> La discesa dei titoli dei gruppi editoriali è da infarto per chi li possiede.
> Nei primi due mesi e mezzo del 2009 Rizzoli Corriere della Sera ha perso il 43%, Mondadori il 33%
> e il Gruppo L'Espresso il 42%. In soli due mesi e mezzo! Indovinate quanto possono perdere in 12
> mesi. Se si confrontano i valori minimi e massimi delle azioni nel 2008/2009 si può arrivare a
> prefissi telefonici. Il valore del Gruppo L'Espresso è sceso da 3,026 euro a 0,599, quello di RCS
> da 2,980 a 0,499, Mondadori da 5,790 a 2,305.
> Entro il 2009 molti giornali ci lasceranno per sempre. Il problema occupazionale esploderà per i
> professionisti della balla stampata. Battista, Mauro, Mieli, Giordano, Feltri, Belpietro, Romano,
> Scalfari, Merlo, Giannini. Cosa faranno? Che futuro li aspetta? Potrebbero verificare la loro
> popolarità con un blog. Tanti accessi, altrettanta pubblicità on line e soldi. Negli Stati Uniti
> con 100.000 accessi unici al mese puoi vivere. Rendono fino a 75.000 dollari all'anno. Metti la
> tua credibilità e competenza in Rete e chi ti paga, anche se indirettamente, è il lettore.
> Scalfari guadagnerebbe 10 dollari al mese e Giordano dovrebbe pagare lui.
> I giornalisti attuali diventeranno dei disadattati. Un conto è raccontare balle dietro alla
> scrivania di un ufficio, altro è confrontarsi con la Rete. L'editore, l'impresario degli azionisti
> alla Tronchetti e alla Geronzi, diventerà una figura romantica. Di un'altra epoca. Negli Stati
> Uniti, che precedono spesso l'economia mondiale, la pubblicità sui giornali è in calo dal 2004, è
> una curva che precipita verso lo zero assoluto. Le copie in circolazione dei giornali sono
> diminuite dal 1990 in modo lineare. Il San Francisco Chronicle -40%, il Los Angeles Times -36.3%,
> il Whashington Post -22,3%, il Chicago Tribune -29,3%. il Boston Globe - 37,6%.
> Uno degli obiettivi del V2 day era la fine dei finanziamenti ai giornali.Il referendum è stato
> respinto da Carnevale, ma finiranno prima i giornali dei finanziamenti. Non è un'eccellente
> notizia?
> Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Beppe Grillo ha ragione, ma sottovaluta il modello Libero stampare a
spese del contribuente per regalare il giornale in vari luoghi della
città. A rischiare il posto non sono i "papaveri" del giornalimo
italiano ma gli edicolanti !
  #4  
Vecchio 18-03-2009, 11.38.19
Achab
Guest
 
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Predefinito Re: La crisi è piena di buone notizie


"Anonymous" <cripto@ecn.org> ha scritto nel messaggio
news:20090318100644.E518B1A7AB2@riot.ecn.org...

> Entro il 2009 molti giornali ci lasceranno per sempre. Il problema
> occupazionale esploderà per i
> professionisti della balla stampata. Battista, Mauro, Mieli, Giordano,
> Feltri, Belpietro, Romano,
> Scalfari, Merlo, Giannini. Cosa faranno? Che futuro li aspetta?


posso sempre fare marchette: l'esperienza teorica l'hannogai sviluppata


  #5  
Vecchio 18-03-2009, 12.35.55
Nino
Guest
 
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Predefinito Re: La crisi è piena di buone notizie


"Anonymous" <cripto@ecn.org> ha scritto nel messaggio
news:20090318100644.E518B1A7AB2@riot.ecn.org...
> Una tra le migliori è la fine dei giornali. Il 30/40% della pubblicità li
> ha abbandonati da inizio
> anno. I lettori sono sempre più rari. I dati ufficiosi stimano tra il 10 e
> il 20% in meno le copie
> vendute nell'ultimo anno per molte testate. Rimane la carità del Governo e
> molti editori sono con
> il cappello in mano nelle sale d'aspetto a Palazzo Chigi. Per vivere
> grazie alle nostre tasse.
> La discesa dei titoli dei gruppi editoriali è da infarto per chi li
> possiede.


D'accordo sulla pubblicità.
Nessuno dovrebbe contare su questi introiti per sopravvivere, come invece
fanno
alcune società anche in Internet.

Però, un conto è saper scrivere (e cose sensate) e un altro scrivere qui,
sui blog e
sulla Rete, ove si trovano anche scemenze inenarrabili.


  #6  
Vecchio 18-03-2009, 12.49.15
arles
Guest
 
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Predefinito Re: La crisi è piena di buone notizie

Achab ha usato la sua tastiera per scrivere :
> "Anonymous" <cripto@ecn.org> ha scritto nel messaggio
> news:20090318100644.E518B1A7AB2@riot.ecn.org...
>> Entro il 2009 molti giornali ci lasceranno per sempre. Il problema
>> occupazionale esploderà per i
>> professionisti della balla stampata. Battista, Mauro, Mieli, Giordano,
>> Feltri, Belpietro, Romano,
>> Scalfari, Merlo, Giannini. Cosa faranno? Che futuro li aspetta?

> posso sempre fare marchette: l'esperienza teorica l'hannogai sviluppata


ma sono analisi insufficenti..L'editoria regge su altri prodotti, il
quotidiano è solo un accessorio ormai. Settimanali e mensili propongono
in continuazione nuove testate...al mercato tradizionale si aggiungono
nuovi settori. Sta cambiando un po tutto...chi fa condizionamenti
d'opinione non son piu i quotidiani, questo è certo...Usare i quotiiani
per analizzare il fenomeno è un calcolo stupendo e serve solo per
portare a casa contributi statali e agevolazioni...e far fuori i
piccoli editori di nicchia...


  #7  
Vecchio 18-03-2009, 14.15.17
l'orsoYoghi
Guest
 
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Predefinito Re: La crisi è piena di buone notizie


"Nino" ha scritto

> Però, un conto è saper scrivere (e cose sensate) e un altro scrivere qui,
> sui blog e
> sulla Rete, ove si trovano anche scemenze inenarrabili.


confrontado in termini di quantità e qualità beh la televisone italiana sta
certamente peggio in quanto a scemenze (ad essere buoni)


  #8  
Vecchio 18-03-2009, 14.50.29
Trilussa
Guest
 
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Predefinito Re: La crisi è piena di buone notizie

Nino ha scritto:

> Però, un conto è saper scrivere (e cose sensate) e un altro scrivere qui,
> sui blog e
> sulla Rete, ove si trovano anche scemenze inenarrabili.



Senza un avversario la virtù marcisce. ( Seneca )

Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare
dei dubbi, non già di raccogliere certezze. (Bobbio)

La prima... senza trucco e senza "spocchia"!

--
L'appartenenza al Ng non è utile all'ottenimento del permesso di soggiorno.
Salus infirmorum ora pro nobis
Refugium peccatorum ora pro nobis.


questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it


  #9  
Vecchio 18-03-2009, 18.53.06
Euclide
Guest
 
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Predefinito Re: La crisi è piena di buone notizie

Anonymous wrote:

> con 100.000 accessi unici al mese puoi vivere. Rendono fino a 75.000 dollari all'anno. Metti la


100.000/30=3333,333 chi è che paga 3500 accessi unichi al giorno??
Sarei interessato a predere i 75mila. :\

 

Tags
buone, crisi, notizie, piena
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