Tutte le potentissime voci del partito del fare annunciano
il piano casa del premier Silvio Berlusconi e del suo avvocato
di fiducia Niccolò Ghedini.
Si tratta, come dicono quelli che sanno di economia e di finanza,
di una "deregulation", vale a dire di una liberazione
dai lacci e lacciuoli che soffocano la libera iniziativa privata.
Per quel che ne so delle precedenti deregulation all'italiana
esse non hanno vie di ritorno:
se fanno dei guasti sono irreparabili.
Mi provo a ricordarne alcune.
Nei lontani anni Sessanta come cronista feci
un'inchiesta sulle vacanze dei milanesi, andai a vedere cosa facevano
nel golfo del Tigullio e usai un neologismo che ebbe la consacrazione
dei dizionari: "rapallizzazione".
Per dire un'urbanizzazione senza regole e misura, banchi compatti
di case e casoni che dal mare risalivano le valli e coprivano gli
oliveti.
L'inizio della distruzione delle due Ligurie di
Levante e di Ponente lungo le quali oggi si corre su un'autostrada
da cui il mare è invisibile tra cartelloni pubblicitari e antisuono.
Un'altra esperienza di deregulation all'italiana la feci dopo
l'alluvione del Polesine.
Cercai di capire le cause e mi dissero che i corsi d'acqua, anche
i più piccoli, devono avere la loro "fascia di pertinenza" o di
"divagazione", ma che migliaia di sindaci democraticamente eletti, per
guadagnare o conservare i consensi popolari, per non opporsi al
partito del fare, avevano riempito di case e di fattorie le terre
di esondanza fra gli argini e che il guasto era irreparabile
perché nessuno era in grado di assumersi l'onere della
distruzione delle costruzioni abusive.
Poi vennero gli anni del miracolo economico e della
industrializzazione
trionfante e andai a vederne gli effetti a Torino, dove per costruire
fabbriche, magazzini, mercati, strade il terreno tra il Po e la Dora
era stato coperto da uno strato impermeabile di cemento e asfalto,
per cui l'acqua non scendeva nel terreno ma si riversava nei fiumi
e, come nel gioco del domino, per cementificazioni successive
si arrivava fino al mare in una catena inevitabile di sciagure.
Mi sono occupato del popolo del fare e della sua tendenza
ad agire alle spalle della comunità quando il ministro Ruffolo
cercò di dare il via alla bonifica della valle del Lambro
e di altri fiumi e fiumiciattoli dove gli operosi imprenditori
"deregolati" versavano i loro veleni.
Ne ricordo uno ad
Agrate Brianza che diceva di aver inventato il modo per ricavar
benzina dai rifiuti industriali e invitava i giornalisti a visitare
la sua fabbrica piena di alambicchi giganteschi.
Poi si seppe che faceva i soldi liberandosi per conto dei fabbricanti
della zona dei rifiuti versandoli nei canali d'irrigazione
o in una cisterna che perdeva sugli asfalti stradali.
Oggi nel bacino del Lambro l'inquinamento arriva a trentadue
metri di profondità.
Irrecuperabile.
Con l'odierna deregulation, ci informa il governo,
«si semplifica l'attività edilizia con l'abolizione dei permessi
di costruzione sostituiti da un certificato di costruzione firmato
dal progettista, il quale, sotto la sua responsabilità,
deve accertarsi della piena regolarità delle opere». Se
abbiamo capito bene il rigoroso controllo dell'edilizia pubblica
e privata verrebbe affidato proprio a chi è esposto alle tentazioni
del facile guadagno e della corruzione, a chi in ogni occasione
mostra la sua avversione per lo stato di diritto,
per la giustizia eguale per tutti.
A
Berlusconi non si può disconoscere il coraggio dell'impudenza
e il gusto della provocazione.
Se non si possiedono, come si fa decentemente a proporre
un controllo dell'edilizia, cioè di una parte importantissima
dell'economia, a un ceto dirigente che ha praticamente
accettato le mafie come forma di governo?
Come è possibile offrire il controllo della nostra economia, una
sorta di autogoverno, a chi ogni settimana riempie le cronache
criminali e giudiziarie:
giudici che conducono una guerra per bande per assicurarsi il
controllo di un palazzo di giustizia, professori universitari che
violano
le leggi per questioni di potere, operazioni di salute pubblica come
lo
sgombero dell'immondizia nelle grandi città possibili solo con la
complicità della Camorra, ai prezzi che essa richiede.
Interi governi regionali in Abruzzo, in Sicilia, in Calabria,
nelle Puglie coinvolti nel malgoverno, uso demenziale del pubblico
denaro per opere faraoniche come il ponte sullo stretto,
o come la dissipazione senza fondo della Salerno-Reggio Calabria,
il continuo rifacimento di opere sbagliate o di materiali scadenti.
Un
esercito di servi che nega il regime mentre lo serve,
e le domande angosciose degli onesti:
che ne sarà dei nostri figli in questo
paese senza decenza e senza pudore?
Il piano casa come una sanatoria di fatto di tutte le violazioni
passate, come premio ai disonesti.
Dicono che gli italiani non abbiano il senso dello
stato. E come potrebbero averlo se questi sono i governi?
____________
"Un esercito di servi che nega il regime mentre lo serve,
e le domande angosciose degli onesti: che ne sarà
dei nostri figli in questo paese
senza decenza e senza pudore?"
Ma no... ti sbaglia i disonesti in Italia??
Non ci sono più sono stati sostituiti dagli "esteti":
"Ho molta fiducia nel senso estetico degli italiani, che non è quello degli
anni 40 e 50, è molto migliorato".
Silvio Berlusconi dixit.
Se lo dice lui che gli italiani hanno senso estetico (solo quando si devono
vestire e arredare la casa).
Se questo piano fosse stato fatto per un qualsiasi popolo europeo avrebbe
ragione.
Ma insomma per gli italiani, la cui unica richezza percepita è in quanto
"roba" hanno: case, terreni, real estate insomma, è
un invito a nozze e allo scatenare i più primordiali istinti di un bisogno
primario come la casa. Vuoi mettersi sentirsi + ricchi del 20% in più???
Poi secondo lui ci dovremmo fidare dei tecnici, i quali + fanno progetti e +
guadagnano??
Ma questo è scemo completamente o solo in parte???
Addio Bel Paese....
"SanSebastiano" <san@sebastiano.it> ha scritto nel messaggio
news:74_2009_16815_GON@151.1.161.71...
> Tutte le potentissime voci del partito del fare annunciano
> il piano casa del premier Silvio Berlusconi e del suo avvocato
> di fiducia Niccolò Ghedini.
> Si tratta, come dicono quelli che sanno di economia e di finanza,
> di una "deregulation", vale a dire di una liberazione
> dai lacci e lacciuoli che soffocano la libera iniziativa privata.
> Per quel che ne so delle precedenti deregulation all'italiana
> esse non hanno vie di ritorno:
> se fanno dei guasti sono irreparabili.
> Mi provo a ricordarne alcune.
> Nei lontani anni Sessanta come cronista feci
> un'inchiesta sulle vacanze dei milanesi, andai a vedere cosa facevano
> nel golfo del Tigullio e usai un neologismo che ebbe la consacrazione
> dei dizionari: "rapallizzazione".
> Per dire un'urbanizzazione senza regole e misura, banchi compatti
> di case e casoni che dal mare risalivano le valli e coprivano gli
> oliveti.
> L'inizio della distruzione delle due Ligurie di
> Levante e di Ponente lungo le quali oggi si corre su un'autostrada
> da cui il mare è invisibile tra cartelloni pubblicitari e antisuono.
> Un'altra esperienza di deregulation all'italiana la feci dopo
> l'alluvione del Polesine.
> Cercai di capire le cause e mi dissero che i corsi d'acqua, anche
> i più piccoli, devono avere la loro "fascia di pertinenza" o di
> "divagazione", ma che migliaia di sindaci democraticamente eletti, per
> guadagnare o conservare i consensi popolari, per non opporsi al
> partito del fare, avevano riempito di case e di fattorie le terre
> di esondanza fra gli argini e che il guasto era irreparabile
> perché nessuno era in grado di assumersi l'onere della
> distruzione delle costruzioni abusive.
> Poi vennero gli anni del miracolo economico e della
> industrializzazione
> trionfante e andai a vederne gli effetti a Torino, dove per costruire
> fabbriche, magazzini, mercati, strade il terreno tra il Po e la Dora
> era stato coperto da uno strato impermeabile di cemento e asfalto,
> per cui l'acqua non scendeva nel terreno ma si riversava nei fiumi
> e, come nel gioco del domino, per cementificazioni successive
> si arrivava fino al mare in una catena inevitabile di sciagure.
> Mi sono occupato del popolo del fare e della sua tendenza
> ad agire alle spalle della comunità quando il ministro Ruffolo
> cercò di dare il via alla bonifica della valle del Lambro
> e di altri fiumi e fiumiciattoli dove gli operosi imprenditori
> "deregolati" versavano i loro veleni.
> Ne ricordo uno ad
> Agrate Brianza che diceva di aver inventato il modo per ricavar
> benzina dai rifiuti industriali e invitava i giornalisti a visitare
> la sua fabbrica piena di alambicchi giganteschi.
> Poi si seppe che faceva i soldi liberandosi per conto dei fabbricanti
> della zona dei rifiuti versandoli nei canali d'irrigazione
> o in una cisterna che perdeva sugli asfalti stradali.
> Oggi nel bacino del Lambro l'inquinamento arriva a trentadue
> metri di profondità.
> Irrecuperabile.
> Con l'odierna deregulation, ci informa il governo,
> «si semplifica l'attività edilizia con l'abolizione dei permessi
> di costruzione sostituiti da un certificato di costruzione firmato
> dal progettista, il quale, sotto la sua responsabilità,
> deve accertarsi della piena regolarità delle opere». Se
> abbiamo capito bene il rigoroso controllo dell'edilizia pubblica
> e privata verrebbe affidato proprio a chi è esposto alle tentazioni
> del facile guadagno e della corruzione, a chi in ogni occasione
> mostra la sua avversione per lo stato di diritto,
> per la giustizia eguale per tutti.
> A
> Berlusconi non si può disconoscere il coraggio dell'impudenza
> e il gusto della provocazione.
> Se non si possiedono, come si fa decentemente a proporre
> un controllo dell'edilizia, cioè di una parte importantissima
> dell'economia, a un ceto dirigente che ha praticamente
> accettato le mafie come forma di governo?
> Come è possibile offrire il controllo della nostra economia, una
> sorta di autogoverno, a chi ogni settimana riempie le cronache
> criminali e giudiziarie:
> giudici che conducono una guerra per bande per assicurarsi il
> controllo di un palazzo di giustizia, professori universitari che
> violano
> le leggi per questioni di potere, operazioni di salute pubblica come
> lo
> sgombero dell'immondizia nelle grandi città possibili solo con la
> complicità della Camorra, ai prezzi che essa richiede.
> Interi governi regionali in Abruzzo, in Sicilia, in Calabria,
> nelle Puglie coinvolti nel malgoverno, uso demenziale del pubblico
> denaro per opere faraoniche come il ponte sullo stretto,
> o come la dissipazione senza fondo della Salerno-Reggio Calabria,
> il continuo rifacimento di opere sbagliate o di materiali scadenti.
> Un
> esercito di servi che nega il regime mentre lo serve,
> e le domande angosciose degli onesti:
> che ne sarà dei nostri figli in questo
> paese senza decenza e senza pudore?
> Il piano casa come una sanatoria di fatto di tutte le violazioni
> passate, come premio ai disonesti.
> Dicono che gli italiani non abbiano il senso dello
> stato. E come potrebbero averlo se questi sono i governi?
> ____________
> "Un esercito di servi che nega il regime mentre lo serve,
> e le domande angosciose degli onesti: che ne sarà
> dei nostri figli in questo paese
> senza decenza e senza pudore?"
> -----------------------------------
> Inviato tramite il servizio gratuito http://www.tubemessage.com
"Ulysses" <ulysses@noptovider.it> ha scritto nel messaggio
news:49bd2e44$0$1114$4fafbaef@reader3.news.tin.it. ..
> Ma no... ti sbaglia i disonesti in Italia??
> Non ci sono più sono stati sostituiti dagli "esteti":
> "Ho molta fiducia nel senso estetico degli italiani, che non è quello
> degli anni 40 e 50, è molto migliorato".
> Silvio Berlusconi dixit.
infatti il finto vulcano nella sua reggia in sardegna è un fulgido esempio
di senso estetico...di merda!
Quello è un esempio di quanto abbia pessimo gusto e di quanto stia esaurito
il nano.
E gli italiani stanno più fuori di lui a votarlo...
Oggi a domenica in... alla domanda se Berlusconi riuscirà a tirare fuori
dalla crisi l'Italia
hanno risposto il 56%: SIIIII
capisci come stiamo inguaiati??
"." <sorci@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:gpjk3q$uvl$1@tdi.cu.mi.it...
> "Ulysses" <ulysses@noptovider.it> ha scritto nel messaggio
> news:49bd2e44$0$1114$4fafbaef@reader3.news.tin.it. ..
>> Ma no... ti sbaglia i disonesti in Italia??
>> Non ci sono più sono stati sostituiti dagli "esteti":
>>> "Ho molta fiducia nel senso estetico degli italiani, che non è quello
>> degli anni 40 e 50, è molto migliorato".
>> Silvio Berlusconi dixit.
> infatti il finto vulcano nella sua reggia in sardegna è un fulgido esempio
> di senso estetico...di merda!
> Ma no... ti sbaglia i disonesti in Italia??
> Non ci sono più sono stati sostituiti dagli "esteti":
> "Ho molta fiducia nel senso estetico degli italiani, che non è quello degli
> anni 40 e 50, è molto migliorato".
> Silvio Berlusconi dixit.
> Se lo dice lui che gli italiani hanno senso estetico (solo quando si devono
> vestire e arredare la casa).
l idea che si debba far sottostare il cittadino a
vessazioi perche e^ un imbroglione per definizione
non mi appartiene . Il tuo ideale e´ Visco
con continue vessazioni e si vede.
I permessi per costruire esistono anchein america.. asino!!
Cmq con i leccaculi berlusconiani non ci parlo.
"Boston TeaParty" <kleistp@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:gpjmni$ftc$1@news.newsland.it...
> Ulysses ha scritto:
>> Ma no... ti sbaglia i disonesti in Italia??
>> Non ci sono più sono stati sostituiti dagli "esteti":
>> "Ho molta fiducia nel senso estetico degli italiani, che non è quello
>> degli
>> anni 40 e 50, è molto migliorato".
>> Silvio Berlusconi dixit.
>> Se lo dice lui che gli italiani hanno senso estetico (solo quando si
>> devono
>> vestire e arredare la casa).
> l idea che si debba far sottostare il cittadino a
> vessazioi perche e^ un imbroglione per definizione
> non mi appartiene . Il tuo ideale e´ Visco
> con continue vessazioni e si vede.
> --
> questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
> http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
Il 15 Mar 2009, 20:57, kleistp@libero.it (Boston TeaParty) ha scritto:
>SanSebastiano ha scritto:
>Bocca ha scritto l articolo , non tu.
>Se vuoi dire qualcosa sforzati di pensarlo tu , ALMENO !
"Un esercito di servi che nega il regime mentre lo serve,
e le domande angosciose degli onesti: che ne sarà
dei nostri figli in questo paese
senza decenza e senza pudore?"
Piano di risparmio a premio costante
Barabba: Salve a tutti,
espongo i miei dubbi, visto che non me ne intendo molto, riguardo a un piano
di risparmio
a premio costante ricorrente e a capitale rivalutabile che mi e' stato
proposto.
L'...
Investire
2
15-03-2006 00.11.46
INCAPACI O DISONESTI ????
-MANDRAKE--: Il vertice della Quercia è in piena conversione di rotta:dal «Io e Fassino
colpevoli di nulla» (un grintosissimo Massimo D'Alema al forum de l'Unità
domenica) al «Mi sono sbagliato, sono stato solo...
Borsa
12
11-01-2006 17.59.51
commercianti onesti e disonesti
Duca Lamberti: sentita ieri sera a misteri italiani, rai tre, puntata dedicata alla
ndrangheta:
un magistrato dda ha detto che mentre il commerciante onesto tende a fare
del nero, il commerciante della...
Fisco e Tasse
4
26-10-2004 15.15.57
Il paese della cuccagna... per i ladri, i mafiosi e i disonesti.
Will Dephoe: ROMA - Chi ha fatto il furbo nel 2002 stia tranquillo. Anche il 2002
conquista il condono. Il governo ha consegnato in Commissione bilancio
l'emendamento alla Finanziaria che estende al 2002 il...