La Francia importa piu petrolio di noi. Il mito del nucleare francese è una bufala.
di Cristiana Pulcinelli
L'Italia torna al nucleare?
E'il titolo del libro che Angelo Baracca ha mandato in libreria solo
pochi mesi fa con la casa editrice Jacabook.
Una domanda che oggi ha risposta: si, l'Italia torna al nucleare.
E anche in tempi piuttosto brevi sostiene il governo Berlusconi.
Baracca, che è un fisico e insegna all'università di Firenze, spiega
in modo dettagliato perchè un ritorno al nucleare nel nostro paese
sarebbe inutile o, peggio, dannoso.
E perchè il mito del nucleare francese è una bufala.
Professor Baracca, perchè ritiene l'accordo tra Italia e Francia per
lo meno inutile?
E' una cosa che nessuno dice: con le centrali nucleari si produce
solo energia elettrica.
Ma l'elettricità è solo un quinto dei nostri consumi energetici.
Oltre l'80% dell'energia che consumiamo per i trasporti o per l'agricoltura
non è elettrica. Le centrali nucleari, quindi, non risolverebbero il nostro
problema: continueremo a importare petrolio.
La Francia, che produce il 78% della sua energia elettrica con il nucleare,
importa piu petrolio di noi.
Qualcuno dice che in Italia produciamo poca energia elettrica, è vero?
Non è vero: abbiamo una potenza installata che supera del 30% la
domanda di elettricità .
Solo che il sistema è inefficiente e quindi la nostra elettricità è la
piu cara d'Europa. Ma se anche fosse vero che abbiamo bisogno di altra
energia elettrica, potremmo decidere di fare come la Spagna dove, in un
anno, sono stati creati impianti eolici per 3500 megawatt: come 2 centrali
e mezzo.
La costruzione di questi impianti costa meno e ha coinvolto l'industria
spagnola con ricadute positive sull'economia.
Oppure potremmo fare come le Germania che punta sul solare, pur avendo
meno sole. E' questione di scelte.
Berlusconi prevede che la prima centrale parta nel 2020. E' realistico?
Bisogna considerare una decina d'anni per avere l'opera finita, anche
se c'è chi dice che una centrale si costruisce in 5 anni.
In Europa ci sono due centrali in costruzione come quelle che dovremmo
importare in Italia: una è in Finlandia, lìaltra in Francia.
Quella finlandese è iniziata 3-4 anni fa e ha già accumulato 2 anni
di ritardo e un aumento di costi di 2 miliardi di euro.
Il problema è che una centrale nucleare ha esigenze tecnologiche altissime.
Anche i materiali, come il cemento o l'acciaio, devono essere di qualità superiore.
Le industrie finlandesi non sono in grado di soddisfare questa esigenza.
Pensiamo a cosa potrebbe accadere in Italia dove la Italcementi ha dato
cemento taroccato anche per le grandi opere.
Abbiamo le competenze per gestire questi impianti?
Dopo il referendum sul nucleare dell'87, l'Italia ha smantellato tutto.
All'Enea ci sono una quarantina di dipendenti con le competenze giuste, ma un terzo
sono occupate a smaltire le centrali chiuse e quasi tutti sono prossimi alla pensione.
Il resto è personale a contratto. Possiamo gestire le centrali con i co.co.pro?
Re: La Francia importa piu petrolio di noi. Il mito del nucleare francese è una bufala.
"Anonymous" <cripto@ecn.org> ha scritto nel messaggio
news:20090227163752.E587F1A79DC@isole...
> di Cristiana Pulcinelli
> L'Italia torna al nucleare?
..
> Qualcuno dice che in Italia produciamo poca energia elettrica, è vero?
> Non è vero: abbiamo una potenza installata che supera del 30% la
> domanda di elettricità .
> Solo che il sistema è inefficiente e quindi la nostra elettricità è la
> piu cara d'Europa. Ma se anche fosse vero che abbiamo bisogno di altra
> energia elettrica, potremmo decidere di fare come la Spagna dove, in un
> anno, sono stati creati impianti eolici per 3500 megawatt: come 2 centrali
> e mezzo.
Il grado di utilizzazione a potenza massima per le centrali nucleari è
vicino al 100% ad ogni ciclo di combustibile (ogni 18 mesi circa c'è
una fermata programmata di un paio di mesi per il refueling e durante
l'esercizio ci sono solo sporadiche e brevi riduzioni di potenza).
Infatti, più che la potenza installata ha significato l'energia prodotta,
che ad es. per l'eolico è molto inferiore rispetto al nucleare e ai
combustibili fossili (se non erro, solo il 20% circa).
Re: La Francia importa piu petrolio di noi. Il mito del nucleare francese è una bufala.
"Anonymous" <cripto@ecn.org> ha scritto nel messaggio
news:20090227163752.E587F1A79DC@isole...
> Baracca, che è un fisico e insegna all'università di Firenze,
non e' solo un fisico: http://www.consiglio.regione.toscana...la/baracca.asp
Alle elezioni regionali del 12 - 13 maggio 1985 è eletto nella
circoscrizione di Firenze con 1.016 preferenze per il partito Democrazia
Proletaria. Svolge l'incarico di consigliere segretario dell'Ufficio di
presidenza del Consiglio regionale. E' rieletto consigliere regionale alle
consultazioni del 6 - 7 maggio 1990 nella circoscrizione di Firenze con
1.484 preferenze.nella lista dei Verdi. E' riconfermato segretario dell'Ufficio
di presidenza del Consiglio, incarico che mantiene fino al 4 febbraio 1992.
Membro successivamente delle commissioni Territorio e ambiente e per la
Riforma dello statuto, si dimette da consigliere l'8 marzo 1994 per l'impossibilità
di conciliare incarico istituzionale e docenza universitaria: gli subentra
Tommaso Franci.
Ha aderito al gruppo dei Verdi.
Re: La Francia importa piu petrolio di noi. Il mito del nucleare francese h una bufala.
Nicola Bortolotti wrote:
> "Anonymous" <cripto@ecn.org> ha scritto nel messaggio
> news:20090227163752.E587F1A79DC@isole...
> > Baracca, che h un fisico e insegna all'universit` di Firenze,
> non e' solo un fisico:
> http://www.consiglio.regione.toscana...o-elettorale/n
> avicella/baracca.asp Alle elezioni regionali del 12 - 13 maggio 1985
> h eletto nella circoscrizione di Firenze con 1.016 preferenze per il
> partito Democrazia Proletaria. Svolge l'incarico di consigliere
> segretario dell'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale. E'
> rieletto consigliere regionale alle consultazioni del 6 - 7 maggio
> 1990 nella circoscrizione di Firenze con 1.484 preferenze.nella lista
> dei Verdi. E' riconfermato segretario dell'Ufficio di presidenza del
> Consiglio, incarico che mantiene fino al 4 febbraio 1992. Membro
> successivamente delle commissioni Territorio e ambiente e per la
> Riforma dello statuto, si dimette da consigliere l'8 marzo 1994 per
> l'impossibilit` di conciliare incarico istituzionale e docenza
> universitaria: gli subentra Tommaso Franci. Ha aderito al gruppo dei
> Verdi.
Gia nel 1990 in un casa in costruzione a 80Km da Parigi il
riscaldamento era fatto con termisifoni elettrici + 1 Camino a Legna
(usato di rado)
alla mia domanda di quanto costasse la corrente ..risposero piu
conveniente di petrolio e gas ...quando i russi e gli algerini/libici
chiuderanno i rubinetti del gas o lo faranno pagare il doppio ....
...io sono poco favorevole al nucleare ...meglio investire nel solare
...ogni casa potrebbe arrivare ad essere autosufficnete per 60/80%
pero avere centrali in Svizzera Francia Slovenia in caso di incidenti
ci siamo in pieno anche noi ...almeno facciamole in Albania ...