> GLI stati che hanno riserve enormi a questi prezzi venderanno
forse lo farà anche l'Italia, se ne parlò per la prima volta su alcuni
giornali 2-3 anni fa, poco prima che il penultimo governo Berlusconi
terminasse e iniziasse l'ultimo di Prodi; tra l'altro avevo lertto che la
Banca d'Italia ha riserve aurifere sovradimensionate - per l'Italia -
rispetto a quelle che hanno gli altri paesi occidentali.
Le riserve aurifere, secondo le antiche regole dell'economia, dovevano
coincidere con il valore del circolante, adesso mi pare che sianmo
svincolate, quindi possono essere di più o di meno....
GB, Francia e Germania ne hanno forse di meno, l'Italia di più, ma non
ricordo bene cose c'era scritto in quegli articoli... e poi ammesso che si
mettano a vendere parte delle riserve aurifere, non credo che la cosa la
spappino sulle prime pagine dei giornali, credo che siano operazioni
riservate, anche se serve l'approvazione del Parlamento...
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"Abbi il coraggio di servirti della tua propria ragione" (I. Kant)
> se ne parlò per la prima volta su alcuni giornali 2-3 anni fa, poco prima
> che il penultimo governo Berlusconi terminasse e iniziasse l'ultimo di
> Prodi; tra l'altro avevo lertto che la
trovato: agosto 2007
Si fa ricorso alla riserve aurifere per diminuire il debito
- Approvata oggi in Senato la risoluzione della maggioranza che dà il via
libera all'approvazione del Dpef che fissa i saldi e dà le indicazioni per
la predisposizione della Finanziaria 2008. Tra le direttive una grave
affermazione, che dà disposizione al Governo di ridurre il debito pubblico
attraverso "un utilizzo concordato delle eccedenze delle riserve delle
banche centrali. Si legge infatti testualmente che il documento impegna il
Governo ( Punto 8 lett.B ) " ad effettuare, anche nei rapporti con l'Unione
europea, una ricognizione di tutti gli strumenti utili a determinare una
significativa riduzione del debito pubblico sia con riferimento a forme
concordate di utilizzo delle riserve delle banche centrali, in oro e in
valuta, eccedenti quanto richiesto dal concerto con la BCE per la difesa
dell'euro, anche sulla base delle esperienze di altri paesi, sia con
riferimento alla classificazione delle operazioni patrimoniali e delle
partite finanziarie, nonché ad aprire nuovi spazi per forme più qualificate
di spesa pubblica" .
Una tale decisione è giunta nel relativo silenzio dei media che non hanno
attribuito il giusto peso alla questione, e solo alcuni quotidiani hanno
rilanciato la notizia evidenziando in particolar modo l'implicazione
dell'approvazione della risoluzione. L'evento "cult" era la votazione
segreta per le dimissioni irrevocabili di Previti, che non ha monopolizzato
giornali e media, togliendo all'approvazione del DPEF quell'attenzione che
merita in relazione alle importanti e gravi implicazioni future.
L'approvazione di questo documento apre infatti un iter legislativo che
potrebbe portare alla decisione di vendere le riserve auree della Banca di
Italia, nell'illusione di ripagare così il debito pubblico. In particolare
il Governo dovrà ad analizzare tutti i possibili strumenti a disposizione
per la riduzione del debito pubblico con il pagamento mediante valute e oro
eccedente rispetto a quanto richiesto come riserve obbligatorie presso la
Banca Centrale Europea, per garantire sicurezza e stabilità al sistema
monetario. In realtà tale provvedimento farebbe oscillare di pochi punti
percentuali il rapporto Pil-Debito Pubblico, riuscendo a soddisfare su una
soglia limite i parametri di stabilità imposti da Maastricht, senza
apportare un significativo e percepibile miglioramento all'economia. Con
dati alla mano, a fronte di un debito pubblico pari che oltrepassa la quota
record di 1609,12 miliardi di euro ( come risulta dai dati del mese di
aprile 2007) vi sono riserve pari a 62 miliardi di euro, in un rapporto
massimo - senza dunque considerare esclusivamente le eccedenze - di circa il
3 % : una percentuale critica per il rispetto dei parametri di Maastricht ma
non sufficiente a dare attualmente al sistema economico italiano un sollievo
tale da garantirne poi lo sviluppo. Se la politica economica italiana
continuerà su questo trend, e la politica monetaria dell'Europa spingerà al
rialzo i tassi di interesse, l'Italia potrebbe aumentare il debito pubblico
del 3% nel giro di pochi anni solo a causa del sistema di ricapitalizzazione
degli interessi. Sappiamo bene che in un sistema di usura, che va ad
autogenerare il debito pubblico in funzione dell'emissione di moneta, una
decisione di questo tipo non risolve il problema alla base, ma indebolisce
ancora di più l'economia di un Paese che cerca di emergere.
Avremmo tuttavia ceduto ai Banchieri una ricchezza soprattutto simbolica che
funge oggi da semplice contropartita negli interscambi commerciali - sono
comunque ricchezze accumulate dalla comunità in quanto derivano dai surplus
nelle partite correnti, cioè risparmio della nazione - avendo perso quel
valore come pilastro all'interno del sistema monetario. Si tratta pur sempre
dell'oro italiano, ereditato dalla nostra storia, e per tale motivo potrebbe
spiegare molto sull'evoluzione del sistema economico-monetario dello Stato
italiano. È ovvio che, in virtù del suo valore intrinseco, i Banchieri
vogliono appropriarsene per terminare definitivamente il saccheggio del
popolo italiano. Infatti, tale decisione, potrebbe rientrare perfettamente
nei piani dei Banchieri, azionisti di Bankitalia Spa, di mettere le mani
definitivamente su quel patrimonio dello Stato che viene ancora difeso con
molte difficoltà.
Sono osservazioni che più volte sono emerse in sede di discussione sulla
vendita o meno dell'oro italiano, lo stesso Fazio si trovò dinanzi a questa
scelta, poco tempo prima di essere deposto dalla posizione di potere che
ricopriva. Tuttavia, nessuno ha accolto questa posizione, e persino le
Associazioni di consumatori, come Adusbef, hanno sostenuto, se non
addirittura proposto, la vendita dell'oro italiano per ripagare il debito
pubblico. Testuali parole di Elio Lannutti: "Il debito pubblico italiano,
uno dei più elevati del mondo e il più alto d'Europa, è pari a 24 mila euro
a cittadino (neonati compresi). Potrebbe essere ridotto se il Governatore di
Bankitalia, approfittando del rialzo dell'oro, vendesse le riserve auree
come fanno la maggior parte delle banche centrali europee [...] Le riserve
auree italiane, pari a 79 milioni di once, dalle quali si potrebbero
ricavare agli attuali prezzi di mercato ben 26 miliardi di euro, equivalenti
al 30% di tutte le privatizzazioni fatte, non sono della Banca d'Italia, ma
dei cittadini, che le hanno risparmiate consumando meno di quanto sia stato
prodotto". Queste dichiarazioni, da parte di un'Associazione di consumatori,
che crede di essere un organismo rappresentativo del popolo sovrano, sono
pericolose, costituiscono un vero attentato alla Costituzione, considerando
che questi personaggi firmano patti e accordi con le Banche in nome degli
utenti e dei cittadini italiani.
La tentazione di mettere le mani su ciò che era rimasto della ricchezza
italiana è stata troppo forte per una classe politica fallita, che sta
portando lo Stato italiano verso il più grande rischio di fallimento degli
ultimi 30 anni. E' evidente che l'Italia sembra non avere più altre
alternative, e che i Pirati hanno ormai depredato tutto ciò che vi era,
persino le ultime lenticchie del popolo. Uno scenario vicino al "Crack
Argentina" oggi non è poi così lontano .
Il 22 Feb 2009, 15:19, "LoZioBartSignal®èTornato!" <ZioSignal@tornato.it> ha
scritto:
> > se ne parlò per la prima volta su alcuni giornali 2-3 anni fa, poco
prima
> > che il penultimo governo Berlusconi terminasse e iniziasse l'ultimo di
> > Prodi; tra l'altro avevo lertto che la
> trovato: agosto 2007
> Si fa ricorso alla riserve aurifere per diminuire il debito
> - > monetario. In realtà tale provvedimento farebbe oscillare di pochi
punti
> > La tentazione di mettere le mani su ciò che era rimasto della ricchezza
> italiana è stata troppo forte per una classe politica fallita, che sta
> portando lo Stato italiano verso il più grande rischio di fallimento degli
> ultimi 30 anni. E' evidente che l'Italia sembra non avere più altre
> alternative, e che i Pirati hanno ormai depredato tutto ciò che vi era,
> persino le ultime lenticchie del popolo. Uno scenario vicino al "Crack
> Argentina" oggi non è poi così lontano .
bravissimo
io cmq ho la news fresca da ieri sera
i miei amici maghi mi riferiscono che l'oro scendera' da domani in poi
Il 22 Feb 2009, 15:50, "LoZioBartSignal®èTornato!" <ZioSignal@tornato.it> ha
scritto:
> > bravissimo
> > > io cmq ho la news fresca da ieri sera
> > i miei amici maghi mi riferiscono che l'oro scendera' da domani in poi
> cioè da domani cominciano a venderlo??
> puoi postare la news (come ho fatto io) ??
> thanks
dei mie guru maghi???
e' un sito a pagamento che parla di oro E DEI
sono geloso ho postato solo la parte piu' importante
e' bolla ??
Peppuzzo: gli argini sembrano rompersi...
entro????
Borsa
9
03-10-2005 15.21.14
Bolla OR NOT bolla !
PAULETTO: A giudizio di alcuni commentatori di Blomberg e di CFN-CLASS non si tratta
di bolla......... il pensiero del Pauletto e' questo:
S&P FUT (FIB30) e' giunto a 32.000 recuperando il 37,5 dallo scoppio...