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Vecchio 12-02-2009, 18.03.52
Anonymous
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Predefinito Roberto Saviano

Chiedete scusa a Beppino Englaro
di ROBERTO SAVIANO

DA ITALIANO sento solo la necessità di sperare che il mio paese chieda scusa a Beppino Englaro.
Scusa perché si è dimostrato, agli occhi del mondo, un paese crudele, incapace di capire la
sofferenza di un uomo e di una donna malata. Scusa perché si è messo a urlare, e accusare, facendo
il tifo per una parte e per l'altra, senza che vi fossero parti da difendere.

Qui non si tratta di essere per la vita o per la morte. Non è così. Beppino Englaro non certo
tifava per la morte di Eluana, persino il suo sguardo porta i tratti del dolore di un padre che ha
perso ogni speranza di felicità - e persino di bellezza - attraverso la sofferenza di sua figlia.
Beppino andava e va assolutamente rispettato come uomo e come cittadino anche e soprattutto se non
si condividono le sue idee. Perché si è rivolto alle istituzioni e combattendo all'interno delle
istituzioni e con le istituzioni, ha solo chiesto che la sentenza della Suprema Corte venisse
rispettata.

Senza dubbio chi non condivide la posizione di Beppino (e quella che Eluana innegabilmente aveva
espresso in vita) aveva il diritto e, imposto dalla propria coscienza, il dovere di manifestare la
contrarietà a interrompere un'alimentazione e un'idratazione che per anni sono avvenute attraverso
un sondino. Ma la battaglia doveva essere fatta sulla coscienza e non cercando in ogni modo di
interferire con una decisione sulla quale la magistratura si stava interrogando da tempo.

Beppino ha chiesto alla legge e la legge, dopo anni di appelli e ricorsi, gli ha confermato che
ciò che chiedeva era un suo diritto. È bastato questo per innescare rabbia e odio nei suoi
confronti? Ma la carità cristiana è quella che lo fa chiamare assassino? Dalla storia cristiana ho
imparato ha riconoscere il dolore altrui prima d'ogni cosa. E a capirlo e sentirlo nella propria
carne. E invece qualcuno che nulla sa del dolore per una figlia immobile in un letto, paragona
Beppino al "Conte Ugolino" che per fame divora i propri figli? E osano dire queste porcherie in
nome di un credo religioso. Ma non è così. Io conosco una chiesa che è l'unica a operare nei
territori più difficili, vicina alle situazioni più disperate, unica che dà dignità di vita ai
migranti, a chi è ignorato dalle istituzioni, a chi non riesce a galleggiare in questa crisi.
Unica nel dare cibo e nell'essere presente verso chi da nessuno troverebbe ascolto. I padri
comboniani e la comunità di sant'Egidio, il cardinale Crescenzio Sepe e il cardinale Carlo Maria
Martini, sono ordini, associazioni, personalità cristiane fondamentali per la sopravvivenza della
dignità del nostro Paese.

Conosco questa storia cristiana. Non quella dell'accusa a un padre inerme che dalla sua ha solo
l'arma del diritto. Beppino per rispetto a sua figlia ha diffuso foto di Eluana sorridente e
bellissima, proprio per ricordarla in vita, ma poteva mostrare il viso deformato - smunto? Gonfio?
- le orecchie divenute callose e la bava che cola, un corpo senza espressione e senza capelli. Ma
non voleva vincere con la forza del ricatto dell'immagine, gli bastava la forza di quel diritto
che permette all'essere umano, in quanto tale, di poter decidere del proprio destino. A chi
pretende di crearsi credito con la chiesa ostentando vicinanza a Eluana chiedo, dov'era quando la
chiesa tuonava contro la guerra in Iraq? E dov'è quando la chiesa chiede umanità e rispetto per i
migranti stipati tra Lampedusa e gli abissi del Mediterraneo. Dove, quando la chiesa in certi
territori, unica voce di resistenza, pretende un intervento decisivo per il Sud e contro le mafie.

Sarebbe bello poter chiedere ai cristiani di tutta Italia di non credere a chi soltanto si sente
di speculare su dibattiti dove non si deve dimostrare nulla nei fatti, ma solo parteggiare. Quello
che in questi giorni è mancato, come sempre, è stata la capacità di percepire il dolore. Il dolore
di un padre. Il dolore di una famiglia. Il "dolore" di una donna immobile da anni e in una
condizione irreversibile, che aveva lasciato a suo padre una volontà. E persone che neanche la
conoscevano e che non conoscono Beppino, ora, quella volontà mettono in dubbio. E poco o nullo
rispetto del diritto. Anche quando questo diritto non lo si considera condiviso dalla propria
morale, e proprio perché è un diritto lo si può esercitare o meno. È questa la meraviglia della
democrazia. Capisco la volontà di spingere le persone o di cercare di convincerle a non usufruire
di quel diritto, ma non a negare il diritto stesso. Lo spettacolo che di sé ha dato l'Italia nel
mondo è quello di un paese che ha speculato sull'ennesima vicenda.

Molti politici hanno, ancora una volta, usato il caso Englaro per cercare di aggregare consenso e
distrarre l'opinione pubblica, in un paese che è messo in ginocchio dalla crisi, e dove la crisi
sta permettendo ai capitali criminali di divorare le banche, dove gli stipendi sono bloccati e non
sembra esserci soluzione. Ma questa è un'altra storia. E proprio in un momento di crisi, di frasi
scontate, di poco rispetto, Beppino Englaro ha dato forza e senso alle istituzioni italiane e alla
possibilità che un cittadino del nostro Paese, nonostante tutto, possa ancora sperare nelle leggi
e nella giustizia. Sarebbe bello se l'epilogo di questa storia dolorosa potesse essere che in
Italia, domani, grazie alla battaglia pacifica di Beppino Englaro, ciascuno potesse decidere se,
in caso di stato neurovegetativo, farsi tenere in vita per decenni dalle macchine o scegliere la
propria fine senza emigrare. È questa l'Italia del diritto e dell'empatia - di cui si è già
parlato - che permette di rispettare e comprendere anche scelte diverse dalle proprie, un'Italia
in cui sarebbe bellissimo riconoscersi.

© 2009 by Roberto Saviano
Published by arrangement with Roberto Santachiara Literary Agency

(12 febbraio 2009)

Alt 12-02-2009, 18.03.52
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  #2  
Vecchio 12-02-2009, 23.00.40
New Age
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Messaggi: n/a
Predefinito Re: Roberto Saviano

lasciate in pace quella famiglia!

"Anonymous" <cripto@ecn.org> ha scritto nel messaggio
news:20090212170352.2DB0E1A7912@isole...
> Chiedete scusa a Beppino Englaro
> di ROBERTO SAVIANO
> DA ITALIANO sento solo la necessità di sperare che il mio paese chieda

scusa a Beppino Englaro.
> Scusa perché si è dimostrato, agli occhi del mondo, un paese crudele,

incapace di capire la
> sofferenza di un uomo e di una donna malata. Scusa perché si è messo a

urlare, e accusare, facendo
> il tifo per una parte e per l'altra, senza che vi fossero parti da

difendere.
> Qui non si tratta di essere per la vita o per la morte. Non è così.

Beppino Englaro non certo
> tifava per la morte di Eluana, persino il suo sguardo porta i tratti del

dolore di un padre che ha
> perso ogni speranza di felicità - e persino di bellezza - attraverso la

sofferenza di sua figlia.
> Beppino andava e va assolutamente rispettato come uomo e come cittadino

anche e soprattutto se non
> si condividono le sue idee. Perché si è rivolto alle istituzioni e

combattendo all'interno delle
> istituzioni e con le istituzioni, ha solo chiesto che la sentenza della

Suprema Corte venisse
> rispettata.
> Senza dubbio chi non condivide la posizione di Beppino (e quella che

Eluana innegabilmente aveva
> espresso in vita) aveva il diritto e, imposto dalla propria coscienza, il

dovere di manifestare la
> contrarietà a interrompere un'alimentazione e un'idratazione che per anni

sono avvenute attraverso
> un sondino. Ma la battaglia doveva essere fatta sulla coscienza e non

cercando in ogni modo di
> interferire con una decisione sulla quale la magistratura si stava

interrogando da tempo.
> Beppino ha chiesto alla legge e la legge, dopo anni di appelli e ricorsi,

gli ha confermato che
> ciò che chiedeva era un suo diritto. È bastato questo per innescare rabbia

e odio nei suoi
> confronti? Ma la carità cristiana è quella che lo fa chiamare assassino?

Dalla storia cristiana ho
> imparato ha riconoscere il dolore altrui prima d'ogni cosa. E a capirlo e

sentirlo nella propria
> carne. E invece qualcuno che nulla sa del dolore per una figlia immobile

in un letto, paragona
> Beppino al "Conte Ugolino" che per fame divora i propri figli? E osano

dire queste porcherie in
> nome di un credo religioso. Ma non è così. Io conosco una chiesa che è

l'unica a operare nei
> territori più difficili, vicina alle situazioni più disperate, unica che

dà dignità di vita ai
> migranti, a chi è ignorato dalle istituzioni, a chi non riesce a

galleggiare in questa crisi.
> Unica nel dare cibo e nell'essere presente verso chi da nessuno troverebbe

ascolto. I padri
> comboniani e la comunità di sant'Egidio, il cardinale Crescenzio Sepe e il

cardinale Carlo Maria
> Martini, sono ordini, associazioni, personalità cristiane fondamentali per

la sopravvivenza della
> dignità del nostro Paese.
> Conosco questa storia cristiana. Non quella dell'accusa a un padre inerme

che dalla sua ha solo
> l'arma del diritto. Beppino per rispetto a sua figlia ha diffuso foto di

Eluana sorridente e
> bellissima, proprio per ricordarla in vita, ma poteva mostrare il viso

deformato - smunto? Gonfio?
> - le orecchie divenute callose e la bava che cola, un corpo senza

espressione e senza capelli. Ma
> non voleva vincere con la forza del ricatto dell'immagine, gli bastava la

forza di quel diritto
> che permette all'essere umano, in quanto tale, di poter decidere del

proprio destino. A chi
> pretende di crearsi credito con la chiesa ostentando vicinanza a Eluana

chiedo, dov'era quando la
> chiesa tuonava contro la guerra in Iraq? E dov'è quando la chiesa chiede

umanità e rispetto per i
> migranti stipati tra Lampedusa e gli abissi del Mediterraneo. Dove, quando

la chiesa in certi
> territori, unica voce di resistenza, pretende un intervento decisivo per

il Sud e contro le mafie.
> Sarebbe bello poter chiedere ai cristiani di tutta Italia di non credere a

chi soltanto si sente
> di speculare su dibattiti dove non si deve dimostrare nulla nei fatti, ma

solo parteggiare. Quello
> che in questi giorni è mancato, come sempre, è stata la capacità di

percepire il dolore. Il dolore
> di un padre. Il dolore di una famiglia. Il "dolore" di una donna immobile

da anni e in una
> condizione irreversibile, che aveva lasciato a suo padre una volontà. E

persone che neanche la
> conoscevano e che non conoscono Beppino, ora, quella volontà mettono in

dubbio. E poco o nullo
> rispetto del diritto. Anche quando questo diritto non lo si considera

condiviso dalla propria
> morale, e proprio perché è un diritto lo si può esercitare o meno. È

questa la meraviglia della
> democrazia. Capisco la volontà di spingere le persone o di cercare di

convincerle a non usufruire
> di quel diritto, ma non a negare il diritto stesso. Lo spettacolo che di

sé ha dato l'Italia nel
> mondo è quello di un paese che ha speculato sull'ennesima vicenda.
> Molti politici hanno, ancora una volta, usato il caso Englaro per cercare

di aggregare consenso e
> distrarre l'opinione pubblica, in un paese che è messo in ginocchio dalla

crisi, e dove la crisi
> sta permettendo ai capitali criminali di divorare le banche, dove gli

stipendi sono bloccati e non
> sembra esserci soluzione. Ma questa è un'altra storia. E proprio in un

momento di crisi, di frasi
> scontate, di poco rispetto, Beppino Englaro ha dato forza e senso alle

istituzioni italiane e alla
> possibilità che un cittadino del nostro Paese, nonostante tutto, possa

ancora sperare nelle leggi
> e nella giustizia. Sarebbe bello se l'epilogo di questa storia dolorosa

potesse essere che in
> Italia, domani, grazie alla battaglia pacifica di Beppino Englaro,

ciascuno potesse decidere se,
> in caso di stato neurovegetativo, farsi tenere in vita per decenni dalle

macchine o scegliere la
> propria fine senza emigrare. È questa l'Italia del diritto e

dell'empatia - di cui si è già
> parlato - che permette di rispettare e comprendere anche scelte diverse

dalle proprie, un'Italia
> in cui sarebbe bellissimo riconoscersi.
> © 2009 by Roberto Saviano
> Published by arrangement with Roberto Santachiara Literary Agency
> (12 febbraio 2009)



  #3  
Vecchio 12-02-2009, 23.10.40
doppio.massimo
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Messaggi: n/a
Predefinito Re: Roberto Saviano

Il Thu, 12 Feb 2009 23:00:40 +0100, New Age ha scritto:

> lasciate in pace quella famiglia!


sono d'accordo con te. E anche Roberto Saviano lo e', se leggi l'articolo
te ne rendi conto
 

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roberto, saviano
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