E' certamente una ottima, magnifica notizia che da corpo alle supposizioni
di ripresa economica. Oramai sono troppi i dati favorevoli. E' certo che
gli Usa crescono alla grande. Manca ancora un tassello: l'occupazione che
deve crescere in maniera consistente o per lo meno continua.
A questo punto il più è fatto e la borsa potrebbe prendere beneficio.
Ma sull'onda dell'entusiasmo è difficile prevedere come e quando avverrà
la pausa di riflessione.
I dato di oggi se non altro giustifica quello che fino ad ora hanno fatto
i mercati.
Bony
"bony" <bony@bony.it> ha scritto nel messaggio
news:bqkq0p$cc4$1@news.newsland.it...
> E' certamente una ottima, magnifica notizia che da corpo alle supposizioni
> di ripresa economica. Oramai sono troppi i dati favorevoli. E' certo che
> gli Usa crescono alla grande. Manca ancora un tassello: l'occupazione che
> deve crescere in maniera consistente o per lo meno continua.
> A questo punto il più è fatto e la borsa potrebbe prendere beneficio.
> Ma sull'onda dell'entusiasmo è difficile prevedere come e quando avverrà
> la pausa di riflessione.
> I dato di oggi se non altro giustifica quello che fino ad ora hanno fatto
> i mercati.
> Bony
>
> --
>
Loro producono forte
ci impennano L'euro
poi quando abbiamo speso i nostri eurocci da loro
......so azzi.....
Non essere troppo ottimista
pensa alla nostra economia non alla loro
>
> Loro producono forte
> ci impennano L'euro
> poi quando abbiamo speso i nostri eurocci da loro
> ......so azzi.....
>
> Non essere troppo ottimista
> pensa alla nostra economia non alla loro
>
> YEEAAHHH
> Geronimo Scalper
>
>
> Loro producono forte
> ci impennano L'euro
> poi quando abbiamo speso i nostri eurocci da loro
> ......so azzi.....
L'aumento della produttività non è detto che corrisponda ad un aumento di
produzione. L'azienda potrebbe aver ridotto il numero di operai
introducendo processi meccanizzati di produzione. In questo caso la
quantità di prodotto potrebbe anche essere la stessa, ma chiaramente,
siccome le maestranze sono diminuite, aumenta la produttività.
Nel nostro caso, però, di certo è aumentato il PIL e quindi anche il
prodotto perchè il dollaro vale sensibilmente meno.
> Non essere troppo ottimista pensa alla nostra economia non alla loro
Scusa, ma tu ci capisci qualcosa con la nostra economia con Tremonti che
ci rifila flash contraddittori? Io ci ho rinunciato e mi son messo a
rimorchio degli Usa.
Sono americano, sono:-)))
Bony
>
> L'aumento della produttività non è detto che corrisponda ad un
> aumento di produzione. L'azienda potrebbe aver ridotto il numero di
> operai introducendo processi meccanizzati di produzione. In questo
> caso la quantità di prodotto potrebbe anche essere la stessa, ma
> chiaramente, siccome le maestranze sono diminuite, aumenta la
> produttività.
>
Bravo. Risposta esatta.
>
> Nel nostro caso, però, di certo è aumentato il PIL e quindi anche il
> prodotto perchè il dollaro vale sensibilmente meno.
>
Il PIL non si calcola misurando la produzione, ma misurando i consumi.
Il BEA calcola il PIL come la somma delle spese delle famiglie (70% del
PIL), delle imprese, del governo e delle esportazioni nette verso l'estero.
E' evidente che un'incremento della spesa si traduce immediatamente in un
aumento del PIL.
I dollari che stampa la FED sono PIL !!!!
Il deficit federale americano è PIL !!!!
I maggiori debiti delle famiglie e delle imprese americane sono PIL !!!!
E' per quello che secondo me, in questo momento, per guardare come va
l'economia USA è meglio tenere d'occhio il "Current Account Balance"
piuttosto che il PIL.
> Il PIL non si calcola misurando la produzione, ma misurando i consumi.
OK, però il riflesso principe è la produzione e non necessariamente quella
prettamente industriale. La produttività, mi par di capire, abbraccia una
vasta tipologia di attività, ma è chiaro che quella più facile da
comprendere è quella industriale.
> Il BEA calcola il PIL come la somma delle spese delle famiglie (70% del
> PIL), delle imprese, del governo e delle esportazioni nette verso l'estero.
Certo, certo. Ma cosa si acquista? Beni prodotti, compresi i servizi
soggetti anch'essi al calcolo della produttività. Oddio, a volte il mio
sapere affonda in grossi buchi. Tante volte ci si mette pure il mio
claudicante inglese. Nel NG bisogna tagliar corto se vuoi che leggano e
non sempre tengo presente questa necessità:-((.
> E' evidente che un'incremento della spesa si traduce immediatamente in un
> aumento del PIL.
> I dollari che stampa la FED sono PIL !!!!
> Il deficit federale americano è PIL !!!!
> I maggiori debiti delle famiglie e delle imprese americane sono PIL !!!!
Certo, certo, ma tutto a fronte di qualcosa in cambio di soldi.
I debiti sono stati fatti in cambio di merce o servizio.
Non conosco benissimo il meccanismo, ma so che tutti prendono per buono il
dato americano sul pil. Da spiegazioni carpite o lette qua e là mi son
fatto la convinzione che il PIL in fondo in fondo è ciò che si produce in
tutte le sue variegate forme e non per niente è la misura della crescita
del paese. Se poi mi vuoi dire che i soliti americanacci fanno i trucchi,
beh, te lo lascio dire. Però vorrei ricordarti che l'innovazione
tecnologica è venuta quasi tutta da li. Un motivo ci dev'essere.
Dipingerli sempre come cattivoni imperterriti è un po' esagerato.
Mo ci attacchiamo pure al PIL:-)))
Bony
> Non conosco benissimo il meccanismo, ma so che tutti prendono per
> buono il dato americano sul pil.
Lo prendo per buono anche io, non sto dicendo che il dato è taroccato.
> Da spiegazioni carpite o lette qua e
> là mi son fatto la convinzione che il PIL in fondo in fondo è ciò
> che si produce in tutte le sue variegate forme e non per niente è la
> misura della crescita del paese.
In effetti, a prescindere dal modo in cui si calcola, l'idea è quella.
Però devi capire che se il governo stampa dei dollari e li distribuisce alla
gente (semplifico, ma questo è ciò che accade) e questi li spendono per
comprare merci aggiuntive che verranno prodotte da qualche parte, certo che
il PIL salirà (non può non farlo perchè effettivamente è salita la
produzione), ma questo di per sè non rende l'economia più sana, più
sostenibile.
Dà una spinta alla ruota, ma bisogna che a un certo punto la ruota inizi a
girare da sola, senza bisogno di spintarelle, perchè le spintarelle costano.
Tieni presente che il deficit federale (i soldi stampati) nel 2003 sarà
grossomodo di 600 miliardi. 100 miliardi sono quasi l'1% del PIL USA.
Col pil USA che nell'intero 2003 crescerà di un 4% circa si vede che senza i
dollari stampati il PIL sarebbe calato di quasi il 2% (sto ragionando a
spannoni).
Una forte riduzione del deficit delle partite correnti (agli USA ci vorrebbe
un surplus, ma dall'oggi al domani sarebbe pretendere un po' troppo) sarebbe
proprio il segno che la ruota forse in un futuro non troppo lontano potrebbe
anche girare da sola, senza bisogno di costose spintarelle.
> Se poi mi vuoi dire che i soliti
> americanacci fanno i trucchi, beh, te lo lascio dire. Però vorrei
> ricordarti che l'innovazione tecnologica è venuta quasi tutta da li.
> Un motivo ci dev'essere. Dipingerli sempre come cattivoni
> imperterriti è un po' esagerato.
> Mo ci attacchiamo pure al PIL:-)))
> Bony
Ogni tanto il sospetto che i dati (non tanto quelli sul PIL o sulle partite
correnti, quanto i vari sentiment) siano taroccati o poco attendibili viene
anche a me.
Qui però il discorso l'ho fatto prendendo per buoni i dati disponibili.
Se si inizia a pensare che dati macro (o i bilanci) siano taroccati
l'analisi dei fondamentali è solo tempo perso.