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  #1  
Vecchio 18-11-2003, 11.44.16
Stardust®
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Predefinito Il dolore e la riflessione di Emergency

Militari italiani uccisi in Iraq

Il dolore e la riflessione di Emergency

In Iraq sono stati assassinati militari italiani.
Per la condivisa appartenenza a uno stesso paese, il fatto ci colpisce molto
più da vicino di altri fatti identici. Ma ogni volta che un essere umano
muore per volontà, per decisione e ad opera di un altro essere umano ci
assale lo sgomento che si prova di fronte all'assurdo.
«La guerra è questo», si dirà. Ed è vero.
Ma questa constatazione non può essere un motivo di rassegnazione.
«La guerra è questo» significa che quando si decide di fare una guerra o
parteciparvi si preparano il crimine e la morte. Non una morte inevitabile,
che è offesa e sfida per ogni essere umano, ma una morte che per alcuni ha
il sapore di un successo, di un obiettivo perseguito e raggiunto.

Non ci sarebbe rispetto né umanità nel ridurre l'esistenza stroncata di
persone, il dolore dei loro congiunti, il dolore di tutti, ad argomento di
una parte in una contrapposizione.
Lo stretto contatto con il limite estremo che la morte, la sofferenza e la
disperazione costituiscono può e deve provocare la riflessione di tutti, non
la polemica di alcuni.

Nessuno può ridurre questo avvenimento a dimostrazione di una tesi.
Sarebbe insensato sentirlo come la prova di avere o avere avuto ragione.
Dobbiamo tutti prendere atto che si è al di fuori della ragione, quando i
rapporti tra esseri umani si esercitano con la forza, con le armi, con
l'uccisione.
La guerra è questo: è morte e dolore evitabili e voluti, un'assurda
disumanità non commisurabile con nessuna difficoltà, con nessun problema.

http://www.emergency.it



Alt 18-11-2003, 11.44.16
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 18-11-2003, 11.58.50
Massimo Zappulla
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il dolore e la riflessione di Emergency

Sono daccordo. Ma questa riflessione potrebbe valere
anche rispetto l'attentato portato in Turchia ?
Ricordo che la Turchia ha chiuso il proprio spazio aereo
agli aerei nato, ha vietato il transito di materiali bellici ed
ha impedito il sostegno logistico delle truppe impegnate
nel nord Iraq.
Mi chiedo chi è la persona fisica o giuridica o lo Stato
che, per piacere suo, vuol la guerra ?

"Stardust®" <nospamtnks@mit.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4Kmub.127707$e6.4597572@twister2.libero.it...
> Militari italiani uccisi in Iraq
>
> Il dolore e la riflessione di Emergency
>
> In Iraq sono stati assassinati militari italiani.
> Per la condivisa appartenenza a uno stesso paese, il fatto ci colpisce

molto
> più da vicino di altri fatti identici. Ma ogni volta che un essere umano
> muore per volontà, per decisione e ad opera di un altro essere umano ci
> assale lo sgomento che si prova di fronte all'assurdo.
> «La guerra è questo», si dirà. Ed è vero.
> Ma questa constatazione non può essere un motivo di rassegnazione.
> «La guerra è questo» significa che quando si decide di fare una guerra o
> parteciparvi si preparano il crimine e la morte. Non una morte

inevitabile,
> che è offesa e sfida per ogni essere umano, ma una morte che per alcuni ha
> il sapore di un successo, di un obiettivo perseguito e raggiunto.
>
> Non ci sarebbe rispetto né umanità nel ridurre l'esistenza stroncata di
> persone, il dolore dei loro congiunti, il dolore di tutti, ad argomento di
> una parte in una contrapposizione.
> Lo stretto contatto con il limite estremo che la morte, la sofferenza e la
> disperazione costituiscono può e deve provocare la riflessione di tutti,

non
> la polemica di alcuni.
>
> Nessuno può ridurre questo avvenimento a dimostrazione di una tesi.
> Sarebbe insensato sentirlo come la prova di avere o avere avuto ragione.
> Dobbiamo tutti prendere atto che si è al di fuori della ragione, quando i
> rapporti tra esseri umani si esercitano con la forza, con le armi, con
> l'uccisione.
> La guerra è questo: è morte e dolore evitabili e voluti, un'assurda
> disumanità non commisurabile con nessuna difficoltà, con nessun problema.
>
> http://www.emergency.it
>
>
>



  #3  
Vecchio 18-11-2003, 12.07.25
podenzana
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il dolore e la riflessione di Emergency

Vorrei fare una considerazione senza polemiche.... io trovo sicuramente
giusto che vengano onorati quei ragazzi morti... mi dispiace solo che mi
sembra molto "pompato" l'evento: onoriamoli, i minuti di silenzio, etc. poi
passano sotto silenzio per esempio quei ragazzi morti in Kosovo o che si
sono ammalati e stanno patendo per colpa dell'uranio impoverito, solo perchè
vittime di una minore "visibilità" della loro guerra e di come possano
essere morti.


  #4  
Vecchio 18-11-2003, 12.14.34
Ivan Denissovic
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il dolore e la riflessione di Emergency

Massimo Zappulla, il 18 nov 2003, ha scritto in it.economia.borsa:

> Mi chiedo chi è la persona fisica o giuridica o lo Stato
> che, per piacere suo, vuol la guerra ?
>


Scusa, ma evidentemente tu hai l'animo candido... praticamente tutte
le guerre sono sempre state combattute per impporre la supremazia di
uno stato su un altro e alla resa dei conti, supremazia di uno stato
sugli altri, si traduce con maggiore benessere dei cittadini di
quello stato e quindi maggior piacere materiale.

I tedeschi, finchè Hitler vinceva in tutta Europa lo appoggiavano in
stragrande maggioranza, perchè il loro tenore di vita era aumentato
del 1000% rispetto agli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale e
mentre in Europa si faceva la fame, in Germania nel 1940-41 non
mancava niente. Ovviamente, il benessere dei tedeschi era pagato con
le sofferenze e il sangue del resto del mondo, ma i tedeschi non si
facevano troppi problemi in proposito. Quando invece Hitler ha
cominciato a perdere e la Germania a fare la fame, è crollato anche
il consenso verso il nazionalsocialismo.

E si... le guerre si combattono proprio per quello e gli americani
oggi le combattono perchè non hanno nessuna intenzione di rinunciare
ai piaceri garantiti dall'essere il popolo che in assoluto consuma
più risorse energetiche nel mondo, petrolio per primo.

--
Ivan Denissovic
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  #5  
Vecchio 18-11-2003, 12.36.55
Massimo Zappulla
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il dolore e la riflessione di Emergency


> E si... le guerre si combattono proprio per quello e gli americani
> oggi le combattono perchè non hanno nessuna intenzione di rinunciare
> ai piaceri garantiti dall'essere il popolo che in assoluto consuma
> più risorse energetiche nel mondo, petrolio per primo.
>


mai pensato il contrario. Cisarà pure, però, un modo migliore
per arrivare ad una più equa suddivisione dei beni, o no ? Che ne
dici, ci voglione le stragi degli innocenti per arrivare ad avere di
più ? Quante altre twin towers dobbiamo buttare giù con i loro
occupanti ?

Ma ancora e se fosse che Saddam, invece, retribuiva le famiglie
dei kamikaze palestinesi ?




  #6  
Vecchio 18-11-2003, 13.38.07
Ivan Denissovic
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il dolore e la riflessione di Emergency

Massimo Zappulla, il 18 nov 2003, ha scritto in it.economia.borsa:

> mai pensato il contrario. Cisarà pure, però, un modo migliore
> per arrivare ad una più equa suddivisione dei beni, o no ? Che
> ne dici, ci voglione le stragi degli innocenti per arrivare ad
> avere di più ? Quante altre twin towers dobbiamo buttare giù con
> i loro occupanti ?


Certo. Il fatto è, che l'Iraq non ha niente a che vedere con la
strage delle twin towers. Piuttosto, molti di quei terroristi erano
sauditi, ma l'Arabia Saudita era uno dei maggiori alleati degli
americani in Medio Oriente e quindi Bush, a fare una guerra
all'Arabia Saudita non ci ha mai pensato...

> Ma ancora e se fosse che Saddam, invece, retribuiva le
> famiglie
> dei kamikaze palestinesi ?


Questo è dimostrato.
Inoltre Saddam è stato un dittatore assassino (messo al potere e
sostenuto anche e specialmente dagli americani finchè ha fatto una
politica che faceva comodo agli USA). Ti sembra un buon motivo per
fare una guerra all'Iraq e agli iracheni?

--
Ivan Denissovic
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Tags
dolore, emergency, riflessione
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