Le discese di queste settimane non dureranno. Qualcuno vede il barile a 200
dollari.
Chi sta aspettando nuove discese delle commodity per riempire il
portafoglio, farebbe bene a muoversi. Secondo gli esperti, infatti, la
relativa debolezza dimostrata nelle ultime settimane dalle materie prime non
è destinata a durare. Il primo asset a ripartire, trascinandosi dietro gli
altri potrebbe essere il petrolio (il barile viene considerato un benchmark
attendibile anche per gli altri prodotti).
L'indice Msci del settore nell'ultimo mese (fino al 21 gennaio e calcolato
in euro) ha perso lo 0,41% che si va ad aggiungere al -35% circa segnato lo
scorso anno. "L'oro nero, rispetto ai massimi del luglio 2008, ha perso
circa il 75%", spiega una nota di Morningstar. "In questa situazione è
facile pensare che, con una recessione globale in atto e con la frenata
delle economie emergenti, il barile resterà a buon mercato. Ma potrebbe non
essere così".
Anche se il petrolio continua a testare nuovi minimi, infatti, secondo gli
esperti del settore la discesa potrebbe essere una questione di breve
periodo. Secondo l'International Energy Association (IEA) nel medio e lungo
termine i prezzi delle fonti energetiche riprenderanno a correre e il barile
arriverà alle stelle. In base alle previsioni, dell'IEA il consumo di
petrolio passerà dagli 85 milioni di barili al giorno del 2007 a 106 milioni
di barili nel 2030. Il risultato sarà un prezzo di poco superiore ai 100
dollari entro il 2015 ma che toccherà i 120 dollari nei 15 anni seguenti.
Alcuni analisti sono intanto tornati a parlare di soglie vicine ai 200
dollari. A spingere in alto le quotazioni sarà la domanda degli investitori
in future che non aspetteranno ancora molto per approfittare delle
valutazioni di queste settimane e gonfiare i portafogli
"Nel frattempo il basso valore dell'oro nero sta risolvendo il problema dell'eccesso
di produzione", continua la nota di Morningstar. "Con la discesa dei prezzi,
infatti, non vengono effettuate nuove esplorazioni, perché ritenute poco
convenienti. Se si dovesse continuare con questi valori, nel 2009 potrebbe
esserci un taglio alla produzione del 7%".
--
Disclaimer: Chi scrive declina ogni responsabilità su eventuali inesattezze
dei dati riportati e chiunque investa i propri risparmi prendendo spunto
dagli scritti riportati lo fa a proprio rischio.
[collateral yet incompatible]
se il mercato dell' auto rimane cosi com'e' e' una previsione da ciechi....
la ripresa dell' auto sara' favorita da motori a energie alternative o
metano, il petrolio fra qualche lustro varra' carta straccia, oggi tutti i
grandi costruttori si stanno muovendo per sviluppare auto a fonti di energia
rinnovabili, e la politica di obama e' incentrata su questo business
altamente tecnologico non per limitare l' inquinamento ma per vendere ad
altri il caro prezzo dell' alta tecnologia.
Non dimentichiamo che i piu' grossi leader produttori di processori sono gli
usa.
"l'orsotoro®" <lami@com.it> ha scritto nel messaggio
news:497972b7$0$1116$4fafbaef@reader3.news.tin.it. ..
> Le discese di queste settimane non dureranno. Qualcuno vede il barile a
200
> dollari.
> Chi sta aspettando nuove discese delle commodity per riempire il
> portafoglio, farebbe bene a muoversi. Secondo gli esperti, infatti, la
> relativa debolezza dimostrata nelle ultime settimane dalle materie prime
non
> è destinata a durare. Il primo asset a ripartire, trascinandosi dietro gli
> altri potrebbe essere il petrolio (il barile viene considerato un
benchmark
> attendibile anche per gli altri prodotti).
> L'indice Msci del settore nell'ultimo mese (fino al 21 gennaio e calcolato
> in euro) ha perso lo 0,41% che si va ad aggiungere al -35% circa segnato
lo
> scorso anno. "L'oro nero, rispetto ai massimi del luglio 2008, ha perso
> circa il 75%", spiega una nota di Morningstar. "In questa situazione è
> facile pensare che, con una recessione globale in atto e con la frenata
> delle economie emergenti, il barile resterà a buon mercato. Ma potrebbe
non
> essere così".
> Anche se il petrolio continua a testare nuovi minimi, infatti, secondo gli
> esperti del settore la discesa potrebbe essere una questione di breve
> periodo. Secondo l'International Energy Association (IEA) nel medio e
lungo
> termine i prezzi delle fonti energetiche riprenderanno a correre e il
barile
> arriverà alle stelle. In base alle previsioni, dell'IEA il consumo di
> petrolio passerà dagli 85 milioni di barili al giorno del 2007 a 106
milioni
> di barili nel 2030. Il risultato sarà un prezzo di poco superiore ai 100
> dollari entro il 2015 ma che toccherà i 120 dollari nei 15 anni seguenti.
> Alcuni analisti sono intanto tornati a parlare di soglie vicine ai 200
> dollari. A spingere in alto le quotazioni sarà la domanda degli
investitori
> in future che non aspetteranno ancora molto per approfittare delle
> valutazioni di queste settimane e gonfiare i portafogli
> "Nel frattempo il basso valore dell'oro nero sta risolvendo il problema
dell'eccesso
> di produzione", continua la nota di Morningstar. "Con la discesa dei
prezzi,
> infatti, non vengono effettuate nuove esplorazioni, perché ritenute poco
> convenienti. Se si dovesse continuare con questi valori, nel 2009 potrebbe
> esserci un taglio alla produzione del 7%".
> --
> Disclaimer: Chi scrive declina ogni responsabilità su eventuali
inesattezze
> dei dati riportati e chiunque investa i propri risparmi prendendo spunto
> dagli scritti riportati lo fa a proprio rischio.
> [collateral yet incompatible]
> IMPERATIVO STRATEGICO: CAVALCARE IL MUTAMENTO IN ATTO
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> ......[Demostene 350 A.C.]
"New Age" <marmals@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:49797e01$0$1119$4fafbaef@reader4.news.tin.it. ..
> se il mercato dell' auto rimane cosi com'e' e' una previsione da
> ciechi....
> la ripresa dell' auto sara' favorita da motori a energie alternative o
> metano, il petrolio fra qualche lustro varra' carta straccia, oggi tutti i
> grandi costruttori si stanno muovendo per sviluppare auto a fonti di
> energia
> rinnovabili, e la politica di obama e' incentrata su questo business
> altamente tecnologico non per limitare l' inquinamento ma per vendere ad
> altri il caro prezzo dell' alta tecnologia.
> Non dimentichiamo che i piu' grossi leader produttori di processori sono
> gli
> usa.
Condivido pienamente.....tuttavia la riconversione delle aziende industriali
tradizionali e delle compagnie produttrici di energia...che bruciano la
maggiore quantità di petrolio.....non sarà un passaggio rapido.
Nel frattempo il crudo "potrebbe" tornare a livelli elevati. Anche per
permettere la riconversione che altrimenti non sarà accettata. Perchè se
oggi spendessi 100 per energia annui.....e la riconversione mi costasse
10.000 di investimento (che verrà sicuramente inquadrato come investimento)
e 200 di combustibile annuo non avrei vantaggi a riconvertirmi.