Truffa dei derivati, coinvolti anche due dirigenti dell'era Albertini
L'INCHIESTA
Truffa dei derivati, coinvolti
anche due dirigenti dell'era Albertini
Milano, indagati l'ex direttore generale e un dirigente della giunta
Albertini
MILANO - Alla «vittima» Comune di Milano, e quindi ai suoi cittadini, il
massiccio ricorso ai prodotti finanziari "derivati" da parte di Palazzo
Marino è costato, stando ai calcoli della Procura della Repubblica, un danno
di circa 80/90 milioni di euro, specularmente andati a profitto di quattro
banche estere indagate insieme alle persone fisiche di sette loro alti
dirigenti.
Ma, secondo le indagini della Procura, non è da sole che le banche hanno
costruito queste operazioni, negoziate dal Comune con le banche nel 2005 per
«ristrutturare» i debiti, e qualificate ora dai pm come «truffa aggravata»:
a questa truffa - secondo quanto emerge dagli inviti a comparire notificati
ieri dalla Guardia di Finanza agli staff legali della svizzera Ubs, delle
tedesche Deutsche e Depfa Bank, e dell' americana JP Morgan - avrebbe
concorso il Comune stesso. O, più precisamente, una parte del Comune nell'era
del sindaco Gabriele Albertini: quella incarnata, secondo gli inquirenti,
dall'allora direttore generale Giorgio Porta, e dal componente del comitato
tecnico Mario Mauri. Entrambi- è appunto la prima novità che spunta dalla
trentina di pagine degli inviti a comparire ai banchieri-sono ora indagati
per concorso nella contestata truffa, nell'ipotesi che agli altri organi
decisionali del Comune essi abbiano rappresentato in maniera falsata o
incompleta i termini reali delle operazioni contabili, le mannaie (sotto
forma di rischi per l'amministrazione pubblica e di ricche commissioni
invece per le banche) sottese ai complicatissimi contratti nella loro
proiezione pluriennale. L'allora city-manager Porta, ex dirigente
Montedison, assessore al Bilancio nella prima giunta Albertini, diventò poi
appunto direttore generale di Palazzo Marino: è considerato fra i padri dell'operazione-derivati,
che Albertini strenuamente difese anche quando nel 2007 il consigliere del
Pd Davide Corritore sollevò il caso fino a presentare con il centrosinistra
l'anno successivo due esposti in Procura; mentre Mauri, compagno di liceo di
Albertini, dall'ex sindaco era stato fortemente voluto prima nel cda dell'Aem
e poi come suo consulente economico più ascoltato.
Negli staff legali delle banche che da ieri sera stanno studiando le trenta
pagine degli inviti a comparire, a colpire non è tanto la lista dei nomi dei
loro funzionari indagati, quanto lo schema dell'imputazione. I nomi, tutti
peraltro suscettibili di essere scagionati una volta messe a fuoco le loro
specifiche competenze nelle varie fasi delle sei operazioni contestate (due
delle quali trascinatesi nell'era Moratti), sono infatti gli stessi già
emersi a luglio: in Ubs Matteo Stassano e Gaetano Bassolino (manager della
banca a Londra e figlio del presidente della Regione Campania); in Deutsche
Bank Carlo Arosio e Tommaso Zibordi; Fulvio Molvetti e Antonio Creanza in Jp
Morgan; e Marco Santarcangelo in Depfa Bank.
Piuttosto, nell'iper- tecnico contenuto degli inviti a comparire, le banche
(non solo quelle qui coinvolte) colgono un allarme rosso: qualora infatti
attecchissero le radici giuridiche esplorate da questo fascicolo-battistrada
milanese, l'impostazione che traspare dall'indagine del pm Alfredo Robledo
potrebbe replicarsi in serie e trovare applicazione in tutti i numerosissimi
Comuni d'Italia che pure nel recente passato hanno fatto uso poco ponderato
dei prodotti "derivati".
La grande truffa dell'inflazione e tassi d'interesse
alfa: Negli anni 70-80 l'inflazione reale era tra il 10 e 20%; in banca su un
semplice conto corrente si spuntava un 6-7% netto mentre i bot spuntavano
tra il 15 e 20% d'interesse, spesso anche più...
Borsa
8
26-02-2008 21.15.59
I pm di Milano perseguitano Albertini
Trilussa: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=133861&PRINT=S
n. 301 del 2006-12-21 pagina 9
La Ue: «»
di Giannino della Frattina
Giannino della Frattina
da Milano