Avrà anche le «mani pulite» Rosa Russo Iervolino, pur con mezza Giunta sotto
il tiro della magistratura. Ma di sicuro sono mani piuttosto sbadate.
L'affaire Romeo rischia infatti solo di essere la punta dell'iceberg di un
malgoverno diffuso. Non c'è quasi attività sotto il Vesuvio in cui le
(tante) risorse pubbliche non siano utilizzate con estrema disinvoltura e
con scarsissimi benefici per la collettività.
Le spese record del Comune
Solo il mantenimento della "macchina comunale" grida vendetta. Come una
gigantesca idrovora, e solo per garantire l'auto-sopravvivenza, Napoli
spende senza eguali: il grande carrozzone amministrativo assorbe ogni anno
la bellezza di 450 milioni di euro. Fanno 460 euro per abitante contro i 325
euro di Milano, i 278 di Roma e i 271 della virtuosa Torino. E così la
macchina si mangia il 36% del totale delle spese del Comune. Le altre grandi
città si fermano al 25% con Torino al 21 per cento.
Se sotto il Vesuvio si spendesse per stipendi e altro (tra cui le auto blu)
come a Torino la città campana, come evidenzia uno studio del Politecnico di
Milano per la Fondazione Civicum, disporrebbe ogni anno di 180 milioni di
euro in più. Una cifra che è poco meno la metà del maxi-appalto per le
strade per il quale Alfredo Romeo e 4 assessori sono indagati. E con 180
milioni si raddoppiano le spese, oggi al lumicino, per l'assistenza sociale.
Ma, forse, quel tesoretto ha funzione di welfare locale: paga gli stipendi a
13mila dipendenti pubblici. Come pensare di limitarlo? Fosse tutto qua si
potrebbe anche accettare. E invece no, dato che l'impiego delle risorse
collettive è quanto mai sproporzionato ai risultati. Iervolino dovrebbe
spiegare perché Napoli spende ogni anno per l'ambiente ben 250 milioni di
euro. Milano ne spende 300, ma i mucchi indecorosi di spazzatura per le
strade per mesi e mesi non giustificano neanche per un minuto quelle spese.
Ma non è finita qui. L'Asìa, l'azienda rifiuti, è un colabrodo. Non solo non
faceva il suo lavoro (come ha dimostrato il dramma della monnezza), ma è
costata ai contribuenti 45 milioni di perdite da ripianare nel triennio
2004-2006. Dulcis in fondo, nel 2008 l'Asìa ha ricevuto altri 50 milioni e
dal 1° gennaio avrà un contratto "dorato" con il Comune che spenderà per
l'azienda 170 milioni all'anno per tre anni.
Denaro al vento
Credete che le cose vadano meglio negli altri settori? Niente affatto. I
trasporti sono la terza voce di spesa del Comune. Ebbene chiedete a
qualsiasi napoletano qual è la situazione di bus e tram in città e farà un
sorriso amaro.
Qualche cifra del dissesto. Il Comune compartecipa al 50% nel CTp. Il
consorzio trasporti pubblici ha bruciato in 10 anni 500 milioni di euro,
equivalente all'intero ammontare dei trasferimenti che Napoli incassa dallo
Stato nell'arco di un anno. Più che trasporto pubblico è un clamoroso caso
di fallimento pubblico: non si capisce perché a Napoli il costo per abitante
di un servizio alquanto scadente sia superiore di 3-4 volte rispetto a
Milano o a Torino.
Ma è tutta la gestione delle aziende comunali che fa acqua. In tutte le
grandi città con i dividendi incassati dalle proprie aziende i Comuni
programmano spese e investimenti per la collettività. A Napoli avviene il
contrario: la gestione Iervolino conta perdite. Tra il 2005 e il 2006 sono
ammontate a 97 milioni. Soldi in meno per i servizi. Ma anche quando si
danno i servizi, chissà come mai costano più che altrove. Sintomatico quello
degli asili nido. A Napoli (mistero) un posto all'asilo nido costa 11mila
euro l'anno, il 50% in più di Milano o Torino. Con in più la beffa: a Napoli
solo un terzo degli addetti è un educatore, contro i due terzi delle altre
città.
I milioni dallo Stato
Qualche sforzo per limitare questa distribuzione a pioggia di denaro
pubblico è stato fatto. L'ex assessore al bilancio (oggi indagato), Enzo
Cardillo, è riuscito a programmare nel 2008 tagli di spese per 8,7 milioni.
Dato irrisorio, perché il bilancio di milioni ne vale oltre 1.300 milioni.
Ma cosa allora tiene in vita un Comune tanto disastrato? Una sola cosa. I
trasferimenti record dallo Stato: valgono quasi 600 milioni all'anno, quasi
la metà del totale delle entrate e ben sette volte quanto incassa Milano:
quattro volte più di Roma e il doppio di Torino. Se si riportassero quei
contributi a livello delle altre città, il Comune di Napoli sarebbe in
bancarotta da anni. E a Napoli ballano sul Titanic: i residui di crediti e
debiti che si trascinano da anni sono a livello record di 3,2 miliardi. Se
solo qualche debitore smettesse di pagare, il crack avverrebbe. Da domani.
commissariamento necessario...e forca per gli amministratori!!!
"Rox" <c.rossano@tele2.it> ha scritto nel messaggio
news:m415l.134605$Ca.24442@twister2.libero.it...
> Avrà anche le «mani pulite» Rosa Russo Iervolino, pur con mezza Giunta
sotto
> il tiro della magistratura. Ma di sicuro sono mani piuttosto sbadate.
> L'affaire Romeo rischia infatti solo di essere la punta dell'iceberg di un
> malgoverno diffuso. Non c'è quasi attività sotto il Vesuvio in cui le
> (tante) risorse pubbliche non siano utilizzate con estrema disinvoltura e
> con scarsissimi benefici per la collettività.
> Le spese record del Comune
> Solo il mantenimento della "macchina comunale" grida vendetta. Come una
> gigantesca idrovora, e solo per garantire l'auto-sopravvivenza, Napoli
> spende senza eguali: il grande carrozzone amministrativo assorbe ogni anno
> la bellezza di 450 milioni di euro. Fanno 460 euro per abitante contro i
325
> euro di Milano, i 278 di Roma e i 271 della virtuosa Torino. E così la
> macchina si mangia il 36% del totale delle spese del Comune. Le altre
grandi
> città si fermano al 25% con Torino al 21 per cento.
> Se sotto il Vesuvio si spendesse per stipendi e altro (tra cui le auto
blu)
> come a Torino la città campana, come evidenzia uno studio del Politecnico
di
> Milano per la Fondazione Civicum, disporrebbe ogni anno di 180 milioni di
> euro in più. Una cifra che è poco meno la metà del maxi-appalto per le
> strade per il quale Alfredo Romeo e 4 assessori sono indagati. E con 180
> milioni si raddoppiano le spese, oggi al lumicino, per l'assistenza
sociale.
> Ma, forse, quel tesoretto ha funzione di welfare locale: paga gli stipendi
a
> 13mila dipendenti pubblici. Come pensare di limitarlo? Fosse tutto qua si
> potrebbe anche accettare. E invece no, dato che l'impiego delle risorse
> collettive è quanto mai sproporzionato ai risultati. Iervolino dovrebbe
> spiegare perché Napoli spende ogni anno per l'ambiente ben 250 milioni di
> euro. Milano ne spende 300, ma i mucchi indecorosi di spazzatura per le
> strade per mesi e mesi non giustificano neanche per un minuto quelle
spese.
> Ma non è finita qui. L'Asìa, l'azienda rifiuti, è un colabrodo. Non solo
non
> faceva il suo lavoro (come ha dimostrato il dramma della monnezza), ma è
> costata ai contribuenti 45 milioni di perdite da ripianare nel triennio
> 2004-2006. Dulcis in fondo, nel 2008 l'Asìa ha ricevuto altri 50 milioni e
> dal 1° gennaio avrà un contratto "dorato" con il Comune che spenderà per
> l'azienda 170 milioni all'anno per tre anni.
> Denaro al vento
> Credete che le cose vadano meglio negli altri settori? Niente affatto. I
> trasporti sono la terza voce di spesa del Comune. Ebbene chiedete a
> qualsiasi napoletano qual è la situazione di bus e tram in città e farà un
> sorriso amaro.
> Qualche cifra del dissesto. Il Comune compartecipa al 50% nel CTp. Il
> consorzio trasporti pubblici ha bruciato in 10 anni 500 milioni di euro,
> equivalente all'intero ammontare dei trasferimenti che Napoli incassa
dallo
> Stato nell'arco di un anno. Più che trasporto pubblico è un clamoroso caso
> di fallimento pubblico: non si capisce perché a Napoli il costo per
abitante
> di un servizio alquanto scadente sia superiore di 3-4 volte rispetto a
> Milano o a Torino.
> Ma è tutta la gestione delle aziende comunali che fa acqua. In tutte le
> grandi città con i dividendi incassati dalle proprie aziende i Comuni
> programmano spese e investimenti per la collettività. A Napoli avviene il
> contrario: la gestione Iervolino conta perdite. Tra il 2005 e il 2006 sono
> ammontate a 97 milioni. Soldi in meno per i servizi. Ma anche quando si
> danno i servizi, chissà come mai costano più che altrove. Sintomatico
quello
> degli asili nido. A Napoli (mistero) un posto all'asilo nido costa 11mila
> euro l'anno, il 50% in più di Milano o Torino. Con in più la beffa: a
Napoli
> solo un terzo degli addetti è un educatore, contro i due terzi delle altre
> città.
> I milioni dallo Stato
> Qualche sforzo per limitare questa distribuzione a pioggia di denaro
> pubblico è stato fatto. L'ex assessore al bilancio (oggi indagato), Enzo
> Cardillo, è riuscito a programmare nel 2008 tagli di spese per 8,7
milioni.
> Dato irrisorio, perché il bilancio di milioni ne vale oltre 1.300 milioni.
> Ma cosa allora tiene in vita un Comune tanto disastrato? Una sola cosa. I
> trasferimenti record dallo Stato: valgono quasi 600 milioni all'anno,
quasi
> la metà del totale delle entrate e ben sette volte quanto incassa Milano:
> quattro volte più di Roma e il doppio di Torino. Se si riportassero quei
> contributi a livello delle altre città, il Comune di Napoli sarebbe in
> bancarotta da anni. E a Napoli ballano sul Titanic: i residui di crediti e
> debiti che si trascinano da anni sono a livello record di 3,2 miliardi. Se
> solo qualche debitore smettesse di pagare, il crack avverrebbe. Da domani.
> RISULTATI 68 VOTI
"New Age" <marmals@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:4954a5ab$0$840$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
> commissariamento necessario...e forca per gli amministratori!!!
<Vedrai che puntualmente finirà come Catania o Roma x la
regione..........pantalone paga alla facciazza di noi torinesi e milanesi
virtuosi
"Rox" <c.rossano@tele2.it> ha scritto nel messaggio
> news:m415l.134605$Ca.24442@twister2.libero.it...
>>
"Rox" <c.rossano@tele2.it> ha scritto nel messaggio
news:m415l.134605$Ca.24442@twister2.libero.it...
> Avrà anche le «mani pulite» Rosa Russo Iervolino, pur con mezza Giunta
> sotto il tiro della magistratura. Ma di sicuro sono mani piuttosto
> sbadate. L'affaire Romeo rischia infatti solo di essere la punta
> dell'iceberg di un malgoverno diffuso. Non c'è quasi attività sotto il
> Vesuvio in cui le (tante) risorse pubbliche non siano utilizzate con
> estrema disinvoltura e con scarsissimi benefici per la collettività.
> Le spese record del Comune
> Solo il mantenimento della "macchina comunale" grida vendetta. Come una
> gigantesca idrovora, e solo per garantire l'auto-sopravvivenza, Napoli
> spende senza eguali: il grande carrozzone amministrativo assorbe ogni anno
> la bellezza di 450 milioni di euro. Fanno 460 euro per abitante contro i
> 325 euro di Milano, i 278 di Roma e i 271 della virtuosa Torino. E così la
> macchina si mangia il 36% del totale delle spese del Comune. Le altre
> grandi città si fermano al 25% con Torino al 21 per cento.
> Se sotto il Vesuvio si spendesse per stipendi e altro (tra cui le auto
> blu) come a Torino la città campana, come evidenzia uno studio del
> Politecnico di Milano per la Fondazione Civicum, disporrebbe ogni anno di
> 180 milioni di euro in più. Una cifra che è poco meno la metà del
> maxi-appalto per le strade per il quale Alfredo Romeo e 4 assessori sono
> indagati. E con 180 milioni si raddoppiano le spese, oggi al lumicino, per
> l'assistenza sociale.
> Ma, forse, quel tesoretto ha funzione di welfare locale: paga gli stipendi
> a 13mila dipendenti pubblici. Come pensare di limitarlo? Fosse tutto qua
> si potrebbe anche accettare. E invece no, dato che l'impiego delle risorse
> collettive è quanto mai sproporzionato ai risultati. Iervolino dovrebbe
> spiegare perché Napoli spende ogni anno per l'ambiente ben 250 milioni di
> euro. Milano ne spende 300, ma i mucchi indecorosi di spazzatura per le
> strade per mesi e mesi non giustificano neanche per un minuto quelle
> spese. Ma non è finita qui. L'Asìa, l'azienda rifiuti, è un colabrodo. Non
> solo non faceva il suo lavoro (come ha dimostrato il dramma della
> monnezza), ma è costata ai contribuenti 45 milioni di perdite da ripianare
> nel triennio 2004-2006. Dulcis in fondo, nel 2008 l'Asìa ha ricevuto altri
> 50 milioni e dal 1° gennaio avrà un contratto "dorato" con il Comune che
> spenderà per l'azienda 170 milioni all'anno per tre anni.
> Denaro al vento
> Credete che le cose vadano meglio negli altri settori? Niente affatto. I
> trasporti sono la terza voce di spesa del Comune. Ebbene chiedete a
> qualsiasi napoletano qual è la situazione di bus e tram in città e farà un
> sorriso amaro.
> Qualche cifra del dissesto. Il Comune compartecipa al 50% nel CTp. Il
> consorzio trasporti pubblici ha bruciato in 10 anni 500 milioni di euro,
> equivalente all'intero ammontare dei trasferimenti che Napoli incassa
> dallo Stato nell'arco di un anno. Più che trasporto pubblico è un
> clamoroso caso di fallimento pubblico: non si capisce perché a Napoli il
> costo per abitante di un servizio alquanto scadente sia superiore di 3-4
> volte rispetto a Milano o a Torino.
> Ma è tutta la gestione delle aziende comunali che fa acqua. In tutte le
> grandi città con i dividendi incassati dalle proprie aziende i Comuni
> programmano spese e investimenti per la collettività. A Napoli avviene il
> contrario: la gestione Iervolino conta perdite. Tra il 2005 e il 2006 sono
> ammontate a 97 milioni. Soldi in meno per i servizi. Ma anche quando si
> danno i servizi, chissà come mai costano più che altrove. Sintomatico
> quello degli asili nido. A Napoli (mistero) un posto all'asilo nido costa
> 11mila euro l'anno, il 50% in più di Milano o Torino. Con in più la beffa:
> a Napoli solo un terzo degli addetti è un educatore, contro i due terzi
> delle altre città.
> I milioni dallo Stato
> Qualche sforzo per limitare questa distribuzione a pioggia di denaro
> pubblico è stato fatto. L'ex assessore al bilancio (oggi indagato), Enzo
> Cardillo, è riuscito a programmare nel 2008 tagli di spese per 8,7
> milioni. Dato irrisorio, perché il bilancio di milioni ne vale oltre 1.300
> milioni. Ma cosa allora tiene in vita un Comune tanto disastrato? Una sola
> cosa. I trasferimenti record dallo Stato: valgono quasi 600 milioni
> all'anno, quasi la metà del totale delle entrate e ben sette volte quanto
> incassa Milano: quattro volte più di Roma e il doppio di Torino. Se si
> riportassero quei contributi a livello delle altre città, il Comune di
> Napoli sarebbe in bancarotta da anni. E a Napoli ballano sul Titanic: i
> residui di crediti e debiti che si trascinano da anni sono a livello
> record di 3,2 miliardi. Se solo qualche debitore smettesse di pagare, il
> crack avverrebbe. Da domani.
> RISULTATI 68 VOTI
L' ho sempre detto io che Napoli è una città bella, operosa, onesta, dove
tutti amano tutti e soprattutto è una città SENTIMENTALE
.............ricordo le struggenti canzoni di Merola le cui parole sgorgavano
dal CUORE...............ahhhhhh l' amore civico che sgorga dalla
gente...........dai muri...........dal Vesuvio...........
Sono cattivi quelli che dicono che Napoli è un groviglio di cobra (
incrociati con le anguille ) nati e cresciuti in una fogna.
kappa
"New Age" <marmals@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:4954a5ab$0$840$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
> commissariamento necessario...e forca per gli amministratori!!!
Non basterebbe ancora ma sarebbe solo una premessa indispensabile ma non
assolutamente sufficiente.
Bisognerebbe :
1° Abolire a tempo indeterminato la Costituzione e dichiarare lo stato di
EMERGENZA.
2° istituire un comitato di salute pubblica costituito da membri
provenienti dalla CIA, dai servizi segreti Russi e dai servizi segreti
Cinesi.
3° Pagare profumatamente i componenti della giunta comunale Napoletana
provenienti TUTTI dagli enti polizieschi sopra menzionati.
4° Dotare la Regione Campania di confini DOGANALI e istituire il VISTO
d' entrata per tutti quelli che vogliono entrare dentro il confine doganale
Campano.
5° Tutti i residenti e i domiciliati almeno per tre anni non possono
lasciare la Regione e dopo i tre anni solo muniti di visto regionale.
O questo o non cambierà assolutamente NULLA !!!...............e con quanto
ho auspicato ci vorrebbero non meno di cinquant' anni che è il tempo minimo
necessario per sradicare quella cultura nefasta.
kappa
> "Rox" <c.rossano@tele2.it> ha scritto nel messaggio
> news:m415l.134605$Ca.24442@twister2.libero.it...
>> Avrà anche le «mani pulite» Rosa Russo Iervolino, pur con mezza Giunta
> sotto
>> il tiro della magistratura. Ma di sicuro sono mani piuttosto sbadate.
>> L'affaire Romeo rischia infatti solo di essere la punta dell'iceberg di
>> un
>> malgoverno diffuso. Non c'è quasi attività sotto il Vesuvio in cui le
>> (tante) risorse pubbliche non siano utilizzate con estrema disinvoltura e
>> con scarsissimi benefici per la collettività.
>>> Le spese record del Comune
>> Solo il mantenimento della "macchina comunale" grida vendetta. Come una
>> gigantesca idrovora, e solo per garantire l'auto-sopravvivenza, Napoli
>> spende senza eguali: il grande carrozzone amministrativo assorbe ogni
>> anno
>> la bellezza di 450 milioni di euro. Fanno 460 euro per abitante contro i
> 325
>> euro di Milano, i 278 di Roma e i 271 della virtuosa Torino. E così la
>> macchina si mangia il 36% del totale delle spese del Comune. Le altre
> grandi
>> città si fermano al 25% con Torino al 21 per cento.
>> Se sotto il Vesuvio si spendesse per stipendi e altro (tra cui le auto
> blu)
>> come a Torino la città campana, come evidenzia uno studio del Politecnico
> di
>> Milano per la Fondazione Civicum, disporrebbe ogni anno di 180 milioni di
>> euro in più. Una cifra che è poco meno la metà del maxi-appalto per le
>> strade per il quale Alfredo Romeo e 4 assessori sono indagati. E con 180
>> milioni si raddoppiano le spese, oggi al lumicino, per l'assistenza
> sociale.
>> Ma, forse, quel tesoretto ha funzione di welfare locale: paga gli
>> stipendi
> a
>> 13mila dipendenti pubblici. Come pensare di limitarlo? Fosse tutto qua si
>> potrebbe anche accettare. E invece no, dato che l'impiego delle risorse
>> collettive è quanto mai sproporzionato ai risultati. Iervolino dovrebbe
>> spiegare perché Napoli spende ogni anno per l'ambiente ben 250 milioni di
>> euro. Milano ne spende 300, ma i mucchi indecorosi di spazzatura per le
>> strade per mesi e mesi non giustificano neanche per un minuto quelle
> spese.
>> Ma non è finita qui. L'Asìa, l'azienda rifiuti, è un colabrodo. Non solo
> non
>> faceva il suo lavoro (come ha dimostrato il dramma della monnezza), ma è
>> costata ai contribuenti 45 milioni di perdite da ripianare nel triennio
>> 2004-2006. Dulcis in fondo, nel 2008 l'Asìa ha ricevuto altri 50 milioni
>> e
>> dal 1° gennaio avrà un contratto "dorato" con il Comune che spenderà per
>> l'azienda 170 milioni all'anno per tre anni.
>>> Denaro al vento
>> Credete che le cose vadano meglio negli altri settori? Niente affatto. I
>> trasporti sono la terza voce di spesa del Comune. Ebbene chiedete a
>> qualsiasi napoletano qual è la situazione di bus e tram in città e farà
>> un
>> sorriso amaro.
>> Qualche cifra del dissesto. Il Comune compartecipa al 50% nel CTp. Il
>> consorzio trasporti pubblici ha bruciato in 10 anni 500 milioni di euro,
>> equivalente all'intero ammontare dei trasferimenti che Napoli incassa
> dallo
>> Stato nell'arco di un anno. Più che trasporto pubblico è un clamoroso
>> caso
>> di fallimento pubblico: non si capisce perché a Napoli il costo per
> abitante
>> di un servizio alquanto scadente sia superiore di 3-4 volte rispetto a
>> Milano o a Torino.
>> Ma è tutta la gestione delle aziende comunali che fa acqua. In tutte le
>> grandi città con i dividendi incassati dalle proprie aziende i Comuni
>> programmano spese e investimenti per la collettività. A Napoli avviene il
>> contrario: la gestione Iervolino conta perdite. Tra il 2005 e il 2006
>> sono
>> ammontate a 97 milioni. Soldi in meno per i servizi. Ma anche quando si
>> danno i servizi, chissà come mai costano più che altrove. Sintomatico
> quello
>> degli asili nido. A Napoli (mistero) un posto all'asilo nido costa 11mila
>> euro l'anno, il 50% in più di Milano o Torino. Con in più la beffa: a
> Napoli
>> solo un terzo degli addetti è un educatore, contro i due terzi delle
>> altre
>> città.
>>> I milioni dallo Stato
>> Qualche sforzo per limitare questa distribuzione a pioggia di denaro
>> pubblico è stato fatto. L'ex assessore al bilancio (oggi indagato), Enzo
>> Cardillo, è riuscito a programmare nel 2008 tagli di spese per 8,7
> milioni.
>> Dato irrisorio, perché il bilancio di milioni ne vale oltre 1.300
>> milioni.
>> Ma cosa allora tiene in vita un Comune tanto disastrato? Una sola cosa. I
>> trasferimenti record dallo Stato: valgono quasi 600 milioni all'anno,
> quasi
>> la metà del totale delle entrate e ben sette volte quanto incassa Milano:
>> quattro volte più di Roma e il doppio di Torino. Se si riportassero quei
>> contributi a livello delle altre città, il Comune di Napoli sarebbe in
>> bancarotta da anni. E a Napoli ballano sul Titanic: i residui di crediti
>> e
>> debiti che si trascinano da anni sono a livello record di 3,2 miliardi.
>> Se
>> solo qualche debitore smettesse di pagare, il crack avverrebbe. Da
>> domani.
>>> RISULTATI 68 VOTI
>>
> 4° Dotare la Regione Campania di confini DOGANALI e istituire il VISTO
> d' entrata per tutti quelli che vogliono entrare dentro il confine doganale
> Campano.
> 5° Tutti i residenti e i domiciliati almeno per tre anni non possono
> lasciare la Regione e dopo i tre anni solo muniti di visto regionale.
> O questo o non cambierà assolutamente NULLA
Kappa , me la spieghi questa uscita,
l italia e` unita dal 1861 , ti risulta questo vero?
come pensi di giustificarla giuridicamente?
Oggi esiste addirittura la liberta di movimento nell
Unione Europea , e io ne sono un esempio concreto.
Vivo all estero grazie alla Costituzione Europea
quella che permette , mi dispiace per te ,
anche a rumeni e bulgari di risiedere in italia
( ma io che ho letto la circolare UE trovo lecito
porre un minimo di reddito come quel comune
amministrato da un leghista in Veneto : e` nel testo
della circolare e non e` razzismo ).
"Boston TeaParty" <kleistp@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:gj3c3o$ucl$1@news.newsland.it...
> kappa ha scritto:
>> 4° Dotare la Regione Campania di confini DOGANALI e istituire il
>> VISTO
>> d' entrata per tutti quelli che vogliono entrare dentro il confine
>> doganale
>> Campano.
>> 5° Tutti i residenti e i domiciliati almeno per tre anni non possono
>> lasciare la Regione e dopo i tre anni solo muniti di visto regionale.
>> O questo o non cambierà assolutamente NULLA
> Kappa , me la spieghi questa uscita,
> l italia e` unita dal 1861 , ti risulta questo vero?
Dipende cosa intendi per " ITALIA UNITA "............è unita dal punto di
vista meramente fisico o dal punto di vista culturale ?
E guarda che io ritengo una ricchezza le differenze culturali ma non la
CONCORRENZA CULTURALE, intendendosi per tale "tu sgobbi e io ti sfrutto".
> come pensi di giustificarla giuridicamente?
Dichiarando uno stato di EMERGENZA atto a combattere forze eversive
(camorra), malversazione generalizzata (corruzione a tutti i livelli
sociali).
> Oggi esiste addirittura la liberta di movimento nell
> Unione Europea , e io ne sono un esempio concreto.
Ma tu credi di darmi una stucchevole lezioncina di democrazia e libertà ?
Guarda che io auspico lo stato di emergenza PROPRIO per conseguire nella
Campania democrazia e libertà, i dui pilastri della nostra COSTITUZIONE
assolutamente mancanti in quella famigerata regione.
> Vivo all estero grazie alla Costituzione Europea
> quella che permette , mi dispiace per te ,
> anche a rumeni e bulgari di risiedere in italia
Ti dispiace per me ? ...........ma cosa cazzo stai dicendo ?
Pensa tu che io sono talmente una persona civile che apprezza di più la
propensione al rispetto delle regole da parte degli immigrati di colore
che da parte della media dei campani.
Ho detto da parte dei negri e non, per esempio, da parte degli arabi.
Io constato e poi mi convinco senza il benchè minimo pregiudizio.
Insomma sono assolutamento convinto che una pelle nera in quanto contiene un
elevato tasso di melanina non costituisce una differenza sociale, anzi,
semmai, dal punto di vista estetico, a parità di lineamenti e di linea del
corpo, esteticamente preferisco la pelle nera a quella bianca.
Tanto perchè tu sappia con chi hai a che fare.
> ( ma io che ho letto la circolare UE trovo lecito
> porre un minimo di reddito come quel comune
> amministrato da un leghista in Veneto : e` nel testo
> della circolare e non e` razzismo ).
Su questo sono d' accordo al 100 % per evitare che gli immigrati siano
costretti DALL ' INDIGENZA a delinquere cosa devastante non solo per noi
indigeni ma anche per loro immigrati.
kappa
> --
> questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
> http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
> "Boston TeaParty" <kleistp@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:gj3c3o$ucl$1@news.newsland.it...
> > kappa ha scritto:
> > > >> 4° Dotare la Regione Campania di confini DOGANALI e istituire il
> >> VISTO
> >> d' entrata per tutti quelli che vogliono entrare dentro il confine
> >> doganale
> >> Campano.
> > >> 5° Tutti i residenti e i domiciliati almeno per tre anni non possono
> >> lasciare la Regione e dopo i tre anni solo muniti di visto regionale.
> > >> O questo o non cambierà assolutamente NULLA
> > > Kappa , me la spieghi questa uscita,
> > l italia e` unita dal 1861 , ti risulta questo vero?
> Dipende cosa intendi per " ITALIA UNITA "............è unita dal punto di
> vista meramente fisico o dal punto di vista culturale ?
> E guarda che io ritengo una ricchezza le differenze culturali ma non la
> CONCORRENZA CULTURALE, intendendosi per tale "tu sgobbi e io ti sfrutto".
> > > come pensi di giustificarla giuridicamente?
> Dichiarando uno stato di EMERGENZA atto a combattere forze eversive
> (camorra), malversazione generalizzata (corruzione a tutti i livelli
> sociali).
> > > Oggi esiste addirittura la liberta di movimento nell
> > Unione Europea , e io ne sono un esempio concreto.
> Ma tu credi di darmi una stucchevole lezioncina di democrazia e libertà ?
> Guarda che io auspico lo stato di emergenza PROPRIO per conseguire nella
> Campania democrazia e libertà, i dui pilastri della nostra COSTITUZIONE
> assolutamente mancanti in quella famigerata regione.
> > > Vivo all estero grazie alla Costituzione Europea
> > quella che permette , mi dispiace per te ,
> > anche a rumeni e bulgari di risiedere in italia
> Ti dispiace per me ? ...........ma cosa cazzo stai dicendo ?
> Pensa tu che io sono talmente una persona civile che apprezza di più la
> propensione al rispetto delle regole da parte degli immigrati di colore
> che da parte della media dei campani.
> Ho detto da parte dei negri e non, per esempio, da parte degli arabi.
> Io constato e poi mi convinco senza il benchè minimo pregiudizio.
> Insomma sono assolutamento convinto che una pelle nera in quanto contiene un
> elevato tasso di melanina non costituisce una differenza sociale, anzi,
> semmai, dal punto di vista estetico, a parità di lineamenti e di linea del
> corpo, esteticamente preferisco la pelle nera a quella bianca.
> Tanto perchè tu sappia con chi hai a che fare.
> > ( ma io che ho letto la circolare UE trovo lecito
> > porre un minimo di reddito come quel comune
> > amministrato da un leghista in Veneto : e` nel testo
> > della circolare e non e` razzismo ).
> Su questo sono d' accordo al 100 % per evitare che gli immigrati siano
> costretti DALL ' INDIGENZA a delinquere cosa devastante non solo per noi
> indigeni ma anche per loro immigrati.
> kappa
>
Kappa , ripartiamo da queto punto .
Parlare di quell ordinanza del livello di reddito
ha anche l effetto di far capire che non faccio
discorsi di propaganda .
Sbaglieresti a confondermi con quei tipi la` che infestano
tutti i NG .
Ora :
come pensi di giustificarla giuridicamente?
> Dichiarando uno stato di EMERGENZA atto a combattere forze eversive
> (camorra), malversazione generalizzata (corruzione a tutti i livelli
> sociali).
c e` pero la difficolta` di impedire a un napoletano
di trasferirsi al Nord , e un suo pieno diritto
che gli spetta dall unita di Italia : anno 1861.
Non parlare arrabbiandoti di lezioncina , io parlo solo
di realta` , che io vivo all estero ( non sono
vaghi e retorici appelli alla Ginopolitino , ma realta`)
e leggi , cosi` come e` una legge quella
della circoalre UE sul reddito minimo sarebbe una legge
quella che permette a un meridionale di trasferirsi a
Bergamo o a Bolzano , se provi a limitare quel diritto
un giudice annullera IMMEDIATAMENTE la cosa , questo perche`
dal 1861 ribadisco , l italia e` una nazione .
ti invito a considerare che e` in corso la tendenza
ad allargare i confini e permettere alle perdone europee
di trasferirsi in altre nazioni UE .
Nelle nazioni serie i controlli si fanno , se non DIMOSTRI
il reddito minimo NON hai la residenza e sia
socialdemocratici tedeschi che democristiani sono d accordo
con la legge , nessuno si sogna di gridare alla discriminazione .
Attenersi alle leggi , non solo quando fa comodo.
UN NAPOLETANO A...........
kappa: ...............PORTA A PORTA ha dichiarato che due o tre navi da crociera
al giorno attraccano nel porto di Napoli.
E aggiunge : " Napoli è talmente bella che non c' è SPAZZATURA che...
Borsa
2
03-06-2008 00.03.40
KISS E' NAPOLETANo??
gianlu: IL GRANDE SCALPER
DI DOV'E'??
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/