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  #1  
Vecchio 12-12-2008, 11.04.56
Montevergine
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Messaggi: n/a
Predefinito Il Senato Usa boccia il piano auto, Gm e Chrysler a rischio fallimento

Nessun salvataggio per Detroit. I negoziati al Congresso americano per
varare aiuti d'emergenza all'auto sono naufragati tra violente polemiche
sulla richiesta di drastici tagli nei compensi dei lavoratori. Democratici e
repubblicani si sono arresi davanti all'impossibilità di trovare un'intesa
sulle condizioni da imporre per stanziare 14 miliardi di dollari soprattutto
per Gm e Chrysler, che ora potrebbero essere costrette della crisi a entrare
in amminstrazione controllata entro fine anno. Ford ha chiesto linee di
credito per il futuro. Gm ieri notte ha già ingaggiato esperti legali e
finanziari, tra cui Harvey R. Miller di Weil Gotshal & Manges, per preparare
un eventuale ingresso in Chapter 11. Senza accordi, un voto procedurale ha
rapidamente condannato gli aiuti al fallimento al Senato: il piano ha
ottenuto solo 52 voti a favore su cento, contro i 60 indispensabili a
portare la legge in aula e a superare l'ostruzionismo degli oppositori.

La drammatica maratona negoziale si è interrotta dopo che i leader
democratici e sindacali hanno respinto la principale richiesta repubblicana:
che i salari dei dipendenti di Gm, Ford e Chrysler fossero ridotti al
livello di quelli dei concorrenti non sindacalizzati, a cominciare dalle
case giapponesi, gia nel 2009. Detroit oggi ha ancora un costo del lavoro
orario, compresi i benefit, attorno ai 70 dollari contro i neppure 50
dollari dei rivali, anche se esistenti intese sindacali già prevedano la sua
riduzione nei prossimi anni. I democratici hanno accettato la parità
salariale con gli impianti non sindacalizzati ma non prima del 2011. I
repubblicani hanno inoltre insistito per significativi sacrifici da parte
dei creditori dei gruppi: l'obiettivo era una riduzione del debito di due
terzi rispetto agli attuali 60 miliardi entro il 31 marzo.

Non è chiaro se il Congresso proverà nelle prossime ore a resuscitare una
legge sugli aiuti. Ma il leader democratico al Senato Harry Reid,
scoraggiato, ha dichiarato che «è finita». E ha aggiunto di sperare
piuttosto che l'amministrazione Bush si convinca ad attingere per l'auto ai
fondi del già esistente piano del Tesoro da 700 miliardi di dollari
destinati al salvataggio delle banche. La Casa Bianca ha finora escluso una
simile ipotesi. Nella notte si è detta «delusa» del fallimento in Congresso
e ha affermato di voler valutare tutte le sue opzioni. Un'altra strada
caldeggiata da alcuni leader democratici prevede aiuti da parte della
Federal Reserve. I 14 miliardi per Detroit discussi dal Congresso sarebbero
invece arrivati da fondi originalmente dedicati allo sviluppo di vetture
ecologiche.

Ma come si è arrivati a questa clamorosa bocciatura? Democratici,
repubblicani, rappresentanti dell'auto e del sindacato hanno trattato a
porte chiuse fino a tarda sera alla ricerca di un'intesa in extremis che
tenesse in carreggiata il salvataggio dell'auto. Secondo il senatore
repubblicano del Tennesseee Bob Corker ad un accordo finale mancavano
soltanto "tre parole", quelle sul costo del lavoro. E' stato un ostacolo
insormontabile.

Un compromesso tra democratici e Casa Bianca era stato inizialmente siglato
mercoledì: prevedeva gli aiuti in cambio soprattutto della nomina di uno
"zar" dell'auto che avrebbe supervisionato la riorganizzazione delle
aziende.
Strategie di risanamento di lungo termine erano richieste entro fine marzo,
altrimenti lo zar avrebbe avuto il potere di ritirare gli aiuti e imporre
soluzioni. Altri capitoli del compromesso prevedevano la partecipazione
azionaria del governo nella imprese e riduzioni nei compendsi dei top
executive di Detroit. La Camera aveva approvato il progetto nella stessa
serata con 237 voti contro 170. I senatori repubblicani avevano tuttavia fin
da subito attaccato il piano come del tutto inadeguato e non abbastanza
"duro", guidati da Corker, dal leader di minoranza Mitch McConnell e da
Richard Shelby, che nel recente passato si era opposto anche al salvataggio
dell'alta finanza. I repubblicani ribelli avevano accolto con freddezza
anche le pressioni del presidnete uscente George W. Bush: il vicepresidente
Dick Cheney si era incontrato con loro mercoledì accolto da aperto
scetticismo. Altre frenetiche telefonate della Casa Bianca nella giornata di
giovedì non hanno sortito alcun esito.



Alt 12-12-2008, 11.04.56
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 12-12-2008, 11.08.55
Montevergine
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Predefinito Re: Il Senato Usa boccia il piano auto, Gm e Chrysler a rischio fallimento

La Casa Bianca "valutera' le opzioni"

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Washington, 12 dic - Immediata
la reazione della Casa Bianca. Il portavoce, Tony Fratto, ha
dichiarato che e' "spiacevole che il Congresso non sia
riuscito a procedere. Valuteremo le nostre opzioni alla luce
del fallimento al Congresso". Fratto ha sottolineato che le
misure sottoposte al voto erano "il migliore modo per
evitare una bancarotta disordinata del settore auto e per
assicurare nel contempo ai contribuenti che i fondi
sarebbero stati destinati solo ai gruppi i cui 'stakeholder'
fossero disposti a prendere difficili decisioni per
sopravvivere".
"Sara' un Natale molto molto brutto per un sacco di
gente, alla luce di quanto successo", ha commentato il capo
della maggioranza al Senato, Herry Reid, uno dei democratici
che avevano spinto il piano di salvataggio". "Non oso
pensare a come reagira' Wall Street. Non sara' un bel
vedere", ha aggiunto.


  #3  
Vecchio 12-12-2008, 11.16.21
* Jack * ~14-7-1789~
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il Senato Usa boccia il piano auto, Gm e Chrysler a rischio fallimento


"Montevergine" <Montevergine@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:HSp0l.122168$Ca.22819@twister2.libero.it...
> La Casa Bianca "valutera' le opzioni"
> (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Washington, 12 dic - Immediata
> la reazione della Casa Bianca. Il portavoce, Tony Fratto, ha
> dichiarato che e' "spiacevole che il Congresso non sia
> riuscito a procedere. Valuteremo le nostre opzioni alla luce
> del fallimento al Congresso". Fratto ha sottolineato che le
> misure sottoposte al voto erano "il migliore modo per
> evitare una bancarotta disordinata del settore auto e per
> assicurare nel contempo ai contribuenti che i fondi
> sarebbero stati destinati solo ai gruppi i cui 'stakeholder'
> fossero disposti a prendere difficili decisioni per
> sopravvivere".
> "Sara' un Natale molto molto brutto per un sacco di
> gente, alla luce di quanto successo", ha commentato il capo
> della maggioranza al Senato, Herry Reid, uno dei democratici
> che avevano spinto il piano di salvataggio". "Non oso
> pensare a come reagira' Wall Street. Non sara' un bel
> vedere", ha aggiunto.


sarà un bel comprare magari da parte degli aggiotatori globalizzati
noti criminali finanziari per i quali i plotoni di esecuzione dovrebbero
fermarsi solo per far raffeddare le canne.


  #4  
Vecchio 12-12-2008, 13.43.14
MaraMao
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Predefinito Re: Il Senato Usa boccia il piano auto, Gm e Chrysler a rischio fallimento


"* Jack * ~14-7-1789~" <dura@minga.biz> ha scritto nel messaggio
news:49422bdf$0$1083$4fafbaef@reader1.news.tin.it. ..

> sarà un bel comprare magari da parte degli aggiotatori globalizzati
> noti criminali finanziari ....


i nomi, voglio, I NOMI !!!


  #5  
Vecchio 12-12-2008, 13.51.07
-'-.-'-®\La Bassona\®-'-.-'-
Guest
 
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Predefinito Re: Il Senato Usa boccia il piano auto, Gm e Chrysler a rischio fallimento


"MaraMao" <mara@m.eu> ha scritto nel messaggio
news:m7s0l.216498$FR.504672@twister1.libero.it...
> "* Jack * ~14-7-1789~" <dura@minga.biz> ha scritto nel messaggio
> news:49422bdf$0$1083$4fafbaef@reader1.news.tin.it. ..
> > > > sarà un bel comprare magari da parte degli aggiotatori globalizzati

> > noti criminali finanziari ....

> i nomi, voglio, I NOMI !!!

te ne do 2...
murdoch
buffett


  #6  
Vecchio 12-12-2008, 15.57.39
-'-.-'-®\La Bassona\®-'-.-'-
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il Senato Usa boccia il piano auto, Gm e Chrysler a rischio fallimento

se cambiano idea a mercato aperto segano una marea di shortisti


 

Tags
auto, boccia, chrysler, fallimento, piano, rischio, senato
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