Danka ha scritto:
> SI LO STANNO CREANDO PER COMPRARE A SCONTO...POVERI ILLUSI......NOI
> NON VENDIAMO!!!
Danka...
Stacca la spina.
Hai bisogno di rilassarti: gnocca e alcool per il week end, assolutamente.
"Danka" <danka.news@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:2008120516114920426@mynewsgate.net...
> SI LO STANNO CREANDO PER COMPRARE A SCONTO...POVERI ILLUSI......NOI
> NON VENDIAMO!!!
CENSIS: PER CRISI META' FAMIGLIE A RISCHIO DEFAULT
ROMA - La crisi finanziaria mette "potenzialmente in pericolo" una famiglia
italiana su due: sono quasi 12 milioni, il 48,8% del totale, le famiglie che
"denunciano un concreto rischio di default". E' quanto emerge dal 42/o
Rapporto Censis sulla situazione sociale del paese, che evidenzia anche come
sette italiani su dieci pensi che "il terremoto nei mercati possa
ripercuotersi direttamente sulla propria vita". A determinare il rischio
concorrono "investimenti in prodotti rischiosi", mutui, credito al consumo e
assenza di risparmio accumulato.
Tra le famiglie "potenzialmente in pericolo, che denunciano un concreto
rischio di default", il Censis indica prima di tutto i 2,8 milioni di
famiglie (pari all'11,8% del totale) che hanno investimenti in prodotti
rischiosi, come azioni o quote di Fondi comuni: di queste, 1,7 milioni
(circa il 7,1% delle famiglie italiane) vi hanno collocato più della metà
dei propri risparmi. Ci sono poi i quasi 2 milioni di famiglie (l'8,2% del
totale) impegnate nel pagamento del mutuo dell'abitazione in cui vivono: di
queste, sono quasi 250 mila (l'1%) quelle che dichiarano di non riuscire a
rispettare le scadenze di pagamento o che hanno avuto molte difficoltà nel
pagare le rate.
Vanno poi aggiunti i 3,1 milioni di famiglie (il 12,8%) che risultano
indebitate per l'acquisto di beni al consumo: di queste, 971 mila (il 4% del
totale) hanno un debito superiore al 30% del reddito annuo famigliare.
Infine 3 milioni e 873 mila famiglie (il 16% del totale) non posseggono un
risparmio accumulato in alcuna forma e "potrebbero trovarsi - afferma il
Censis - nella condizione di non saper fronteggiare eventuali spese
impreviste o forti rincari di beni di primaria necessità".
Il Censis evidenzia anche la preoccupazione delle famiglie di fronte alla
crisi: interpellati ad ottobre 2008, il 71,7% degli italiani pensa che il
terremoto in corso possa avere delle ripercussioni dirette sulla propria
vita, mentre solo il 28,3% dichiara di poterne uscire indenne: "una
sensazione che colpisce trasversalmente" giovani e anziani, uomini e donne,
al nord come al sud, secondo il Censis, "ma che risulta più profondamente
avvertita da quei segmenti già duramente messi alla prova in questi ultimi
anni come le famiglie a basso reddito e con figli" (è preoccupato l'81,3%
delle famiglie con livello economico basso, contro il 66,2% delle famiglie
con livello medio).
PER CRISI E' 'PANICO GENERALIZZATO'
Dopo le paure il panico. E' quello che provano gli italiani con l'arrivo
della crisi finanziaria internazionale. Il timore, generalizzato, e' quello
di perdere il proprio tenore di vita. Questo allarme si affianca alle paure
gia' note: per gli immigrati e i rom, per le rapine, per gli incidenti
stradali causati da droghe e alcol, per il precariato. Insomma, e' stato
''l'anno della paura'', rileva il Censis che oggi ha presentato il Rapporto
2008 sulla situazione sociale del paese, alla sua 42/a edizione. Alla crisi
(paura che e' ''strumentalizzate'' dalla politica e dai media) gli italiani
ci credono e non ci credono; comunque sia, il paese e' stato ''segnato''.
La societa' italiana mostra ancora di non avere una ''consapevolezza
collettiva'' e di possedere una fragilita' sociale (il primato e' per le
emozioni): a conferma del fatto che ''restiamo una societa' 'mucillagine'''.
Comunque si veda la crisi, il Censis pensa che essa abbia il merito di aver
creato un ''salutare allarme collettivo'' dove e' vietato adagiarsi e
rimuovere: si apre un periodo di adattamento, una sfida, che puo' innovare
la societa' italiana: ''l'allarme e la paura non devono incuterci terrore
per l'imponderabile futuro, non basta pero' una reazione puramente
adattativa, dobbiamo fare un passo in piu'''.
La speranza? E' nella ''seconda metamorfosi'', dopo quella degli anni fra il
'45 e il '75, e verso la quale - rileva il Censis - l'Italia ''e' gia'
silenziosamente in marcia''. Si prevede un adattamento innovativo
(exaptation, per usare un termine mutuato dalla biologia), ossia non
automatico, che godra' sia dei vecchi processi sia di nuovi elementi; tra
questi, la presenza degli immigrati, una nuova gestione dei consumi e dei
comportamenti, la crescita di nuove competizioni sul territorio (come le
mega citta').
"Xymôx" <marcosanti@togliQUESTOpeople.it> ha scritto nel messaggio
news:6pt2qmF9o698U1@mid.individual.net...
> anche la storia dei buoi ormai lascia il tempo che trova, chi non è ancora
> uscito non solo non uscirà ma forse comprerà.
> Io almeno faccio così!
> amen
Ma loro ... sapevano anche questo ... dopo lo sgambetto dell' 11 settembre
....
per questo la presente correzione e' piu' profonda della precedente.
comprare e' troppo rischioso ?
Carlo5: Ciao a tutti,
il mio promotore Azimut mi chiama e dice che sarebbe il momento di
approfittare e aumentare la quota azionaria dei miei fondi (di profilo
medio in quanto a rischio), anche WBuffett...
Investire
15
13-10-2008 17.15.07
vedo in arrivo il panico PANICO extralarge
big bony: secondo voi lasciano che tutto vada a puttane?
E' forse la prima volta che ti lasciano credere che la terra ti sta
franando sotto?
Negli Usa c'è una sfracello e la crisi arriverà, ma non...
Borsa
1
06-10-2008 16.00.54
Bisogna comprare
Commodo: Bisogna comprare a piene mani per sostenere l'italianità della nostra Borsa!