LEGA, le vogliamo tagliare queste province-sanguisughe ed inutili??
La LEGA ha toppato alla grande, con scelta di campanile, bloccando di fatto
l' inizio dell' iter per l' abolizione delle province, ha detto NO a questo
sperpero.
Le province servono solo a dare POLTRONE a dei non eletti della politica,
caro BOSSI l' hai fatta fuori e perderai un sacco di voti.....li prendera'
il Cavaliere pero'.
Il "taglio" delle Province era e rimane una promessa elettorale: tutti i
partiti si proclamavano favorevoli all'abolizione delle Province, ma a
distanza di 7 mesi dalle elezioni, in Parlamento ancora non si è visto
nulla.
Nel 2007 le Province in Italia raggiungevano il numero di 107; ben 12 nuove
Province sono state istituite nell'arco di 13 anni tra il 1992 e il 2005. La
creazione delle ultime dodici Province ha interessato solo il 6% dei Comuni
italiani, ma, contemporaneamente, il numero delle Province è aumentato di
quasi il 13%.
Questa tendenza alla frammentazione amministrativa-territoriale non sembra
essersi fermata: al contrario, nelle ultime legislature sono state
presentate varie proposte di legge finalizzate a istituire nuove Province.
La politica ha un costo, che si evidenzia proprio laddove vi sia difficoltà
a vederne i benefici; raramente, però, è stato mostrato il costo politico
delle amministrazioni provinciali.
Si possono definire "costi politici" tutte le spese necessarie a remunerare
l'attività del politico: ai fini della presente analisi sono considerati
"uomini politici provinciali" i Presidenti di Giunta, i Vice Presidenti, gli
Assessori, i Consiglieri e i Presidenti del Consiglio.
Si noti che non vengono considerati gli esborsi per le consulenze, che
potrebbero essere affidate (direttamente o indirettamente) a personaggi
politici risultati non eletti. I puri costi della politica provinciale sono
di circa 115 milioni di euro l'anno; più di 4.200 politici vivono in gran
parte della (e per la) politica: in media ogni Provincia costa al cittadino
1,1 milioni di euro l'anno.
Ogni figura politica ha il suo costo: il range è compreso tra i 62 mila euro
l'anno di un Presidente di Giunta e i 21 mila di un Consigliere provinciale.
In media ogni politico ha un costo di 27,4 mila euro.
Nel biennio 2001/2002 i trasferimenti di risorse finanziarie alle Province
sono incrementati significativamente, ciò è accaduto in corrispondenza dell'
attribuzione alle amministrazioni provinciali di alcune (limitate)
competenze in materia di gestione del mercato del lavoro e delle strade ex
Anas. Complessivamente, nel 2005 le entrate raggiungevano i 16 miliardi di
euro, mentre le uscite si attestavano a 16,5 miliardi di euro.
Le conseguenze nefaste della moltiplicazione delle Province sono
esaurientemente esemplificate dal caso sardo, che, negli ultimi anni, ha
conosciuto un'incredibile proliferazione di tali enti. Nel solo 2005,
infatti, sono state create ben quattro nuove Province (Carbonia Iglesias,
Ogliastra, Medio Campidano e Olbia Tempio).
Analizziamo con più attenzione la nuova Provincia di Carbonia Iglesias: essa
risulta composta da Comuni tutti facenti precedentemente parte della
Provincia di Cagliari. Nel febbraio del 2007 erano presenti 50 impiegati
della Provincia, 8 assessori e ben 24 consiglieri provinciali oltre al
Presidente; erano inoltre presenti 8 impiegati degli organi istituzionali:
ciò significa un incredibile rapporto di 2 politici per ogni 3 impiegati,
poi abbassatosi, nel gennaio 2008, a 1 politico ogni 3 impiegati. Non solo:
al febbraio del 2007 esistevano addirittura assessorati privi di dipendenti.
Questa stravagante sovrabbondanza di politici si ripercuote seriamente sul
bilancio della Provincia di Carbonia Iglesias, che nel 2007 ha registrato
spese per circa 30 milioni di euro.
Ma ecco il dato più interessante e più significativo: siccome la Provincia
di Carbonia Iglesias comprende solo Comuni precedentemente ricompresi nel
territorio della Provincia di Cagliari, saremmo legittimati a immaginare
che, dopo la "separazione" del 2005, le spese della rimpicciolita Provincia
di Cagliari abbiano registrato una flessione, o, quanto meno, una seria
stabilizzazione. Invece, la Provincia di Cagliari presenta un trend
esattamente contrario: poiché nel biennio 2005-2007 le spese sono passate da
133 a 171 milioni di euro.
Moltiplicare le Province, insomma, significa innanzitutto moltiplicare i
costi sulle spalle dei contribuenti, senza alcun beneficio per l'efficienza
dell'amministrazione pubblica.
A fronte di tutto questo denaro sottratto a piene mani dalle tasche dei
contribuenti, infatti, quali sono le competenze delle Province? In parole
povere: nel panorama istituzionale contemporaneo le Province cosa ci stanno
a fare?
Se si ponesse tale domanda al cittadino di media cultura si può facilmente
supporre che non avremmo risposte soddisfacenti o, più semplicemente, non
avremmo risposte. D'altra parte il (buon) senso comune percepisce da tempo l
'inutilità di un ente di cui non si conosce praticamente nulla: si sfida il
lettore, infatti, a ricordare il nome di un assessore qualunque appartenente
alla giunta della Provincia in cui risiede.
Ebbene, dopo l'istituzione delle Regioni, i compiti delle Province sono
stati ricavati attraverso una sapiente opera di "ritaglio" normativo e, di
fatto, permangono in veri e propri "interstizi" spesso ignoti agli stessi
giuristi. In via del tutto generale, si può ricordare che le principali
funzioni attribuite alle province consistono nella gestione di molte strade
locali, nell'amministrazione di parte dell'edilizia scolastica, in alcune
minime attribuzioni in materia di lavoro, nonché nella generica (quanto
fumosa) "promozione del territorio".
Ora, se nessuno nega che esistano determinate esigenze di area vasta, e che
queste non possano essere svolte esclusivamente dai Comuni, non si vede
alcuna ragione di istituire un ente locale ad hoc proprio per attendere a
tali esigenze.
Al contrario, le funzioni attualmente svolte dalle province potrebbero
essere agevolmente compiute, in buona parte, dalle Regioni e, in altri casi,
dai Comuni con il coordinamento e la supervisione delle Regioni. Più
precisamente, si può immaginare che ogni Regione sviluppi un proprio quadro
giuridico entro il quale i Comuni possano liberamente organizzarsi, anche
tramite accordi di diritto pubblico, per la gestione di servizi e la
soluzione di problemi locali: da un lato, ciò produrrebbe un approccio di
politica pubblica finalmente "elastico", plasmabile in funzione dei bisogni
di ogni singola comunità locale; dall'altro lato, scomparirebbe un'intera
categoria di politici di cui l'Italia farà tranquillamente a meno.
Non solo: l'abolizione dell'ente-Provincia non significherebbe il
licenziamento degli impiegati provinciali, i quali verrebbero proficuamente
ricollocati negli organigrammi regionali e comunali. Ciò permetterebbe, allo
stesso tempo, che le professionalità acquisite in decenni di amministrazione
provinciale non vengano dissipate e che Comuni e Regioni vengano
immediatamente posti nelle condizioni migliori per attendere alle competenze
attualmente svolte dalle Province.
Sembra di sentire l'obiezione a questa idea di riforma: è troppo complessa
perché serve una legge costituzionale. È vero, ma la complessità non è una
buona ragione per impedire una semplificazione istituzionale e un risparmio
strutturale di cui l'Italia ha, ora più che mai, vitale bisogno.
Re: LEGA, le vogliamo tagliare queste province-sanguisughe ed inutili??
Abolire le province.
La somma dei bilanci di tutte le province italiane, nel 2006, ammonta a 115
miliardi di euro ( fonte UPI- Unione Province Italiane).
Un quarto, circa, viene speso in servizi : manutenzione di alcune strade,
delle scuole, ecc.
Il resto, tre quarti, serve per mantenere il loro apparato burocratico.
Significa che, per organizzare tali spese, e per decidere come spendere 30
miliardi, sono necessari quasi 90 miliardi !
Spendi 1 e paghi 4 !!!
Quale economia folle, riesce ad arrivare a tanto ?
Perciò, abolire le province è un obbligo morale.
Ma non si devono creare nuovi carrozzoni, come assemblee di sindaci, o
altro. Bisogna abolirle tout-court, e far passare le loro funzioni ( poche )
ai Comuni e alle Regioni.
Si risparmierebbe così tanto da far sparire il Debito Pubblico, in pochi
anni.
Con i soldi risparmiati, si potrebbe creare lavoro per tutti !
Le province, dovevano scomparire quando sono state create le Regioni :
invece sono ancora lì. A sperperare i soldi pubblici.
Perché non facciamo un Referendum ?
Volete abolire le province ? SI o NO.
"New Age" <marmals@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:49331fa1$0$1085$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> La LEGA ha toppato alla grande, con scelta di campanile, bloccando di
fatto
> l' inizio dell' iter per l' abolizione delle province, ha detto NO a
questo
> sperpero.
> Le province servono solo a dare POLTRONE a dei non eletti della politica,
> caro BOSSI l' hai fatta fuori e perderai un sacco di voti.....li prendera'
> il Cavaliere pero'.
> Il "taglio" delle Province era e rimane una promessa elettorale: tutti i
> partiti si proclamavano favorevoli all'abolizione delle Province, ma a
> distanza di 7 mesi dalle elezioni, in Parlamento ancora non si è visto
> nulla.
> Nel 2007 le Province in Italia raggiungevano il numero di 107; ben 12
nuove
> Province sono state istituite nell'arco di 13 anni tra il 1992 e il 2005.
La
> creazione delle ultime dodici Province ha interessato solo il 6% dei
Comuni
> italiani, ma, contemporaneamente, il numero delle Province è aumentato di
> quasi il 13%.
> Questa tendenza alla frammentazione amministrativa-territoriale non sembra
> essersi fermata: al contrario, nelle ultime legislature sono state
> presentate varie proposte di legge finalizzate a istituire nuove Province.
> La politica ha un costo, che si evidenzia proprio laddove vi sia
difficoltà
> a vederne i benefici; raramente, però, è stato mostrato il costo politico
> delle amministrazioni provinciali.
> Si possono definire "costi politici" tutte le spese necessarie a
remunerare
> l'attività del politico: ai fini della presente analisi sono considerati
> "uomini politici provinciali" i Presidenti di Giunta, i Vice Presidenti,
gli
> Assessori, i Consiglieri e i Presidenti del Consiglio.
> Si noti che non vengono considerati gli esborsi per le consulenze, che
> potrebbero essere affidate (direttamente o indirettamente) a personaggi
> politici risultati non eletti. I puri costi della politica provinciale
sono
> di circa 115 milioni di euro l'anno; più di 4.200 politici vivono in gran
> parte della (e per la) politica: in media ogni Provincia costa al
cittadino
> 1,1 milioni di euro l'anno.
> Ogni figura politica ha il suo costo: il range è compreso tra i 62 mila
euro
> l'anno di un Presidente di Giunta e i 21 mila di un Consigliere
provinciale.
> In media ogni politico ha un costo di 27,4 mila euro.
> Nel biennio 2001/2002 i trasferimenti di risorse finanziarie alle Province
> sono incrementati significativamente, ciò è accaduto in corrispondenza
dell'
> attribuzione alle amministrazioni provinciali di alcune (limitate)
> competenze in materia di gestione del mercato del lavoro e delle strade ex
> Anas. Complessivamente, nel 2005 le entrate raggiungevano i 16 miliardi di
> euro, mentre le uscite si attestavano a 16,5 miliardi di euro.
> Le conseguenze nefaste della moltiplicazione delle Province sono
> esaurientemente esemplificate dal caso sardo, che, negli ultimi anni, ha
> conosciuto un'incredibile proliferazione di tali enti. Nel solo 2005,
> infatti, sono state create ben quattro nuove Province (Carbonia Iglesias,
> Ogliastra, Medio Campidano e Olbia Tempio).
> Analizziamo con più attenzione la nuova Provincia di Carbonia Iglesias:
essa
> risulta composta da Comuni tutti facenti precedentemente parte della
> Provincia di Cagliari. Nel febbraio del 2007 erano presenti 50 impiegati
> della Provincia, 8 assessori e ben 24 consiglieri provinciali oltre al
> Presidente; erano inoltre presenti 8 impiegati degli organi istituzionali:
> ciò significa un incredibile rapporto di 2 politici per ogni 3 impiegati,
> poi abbassatosi, nel gennaio 2008, a 1 politico ogni 3 impiegati. Non
solo:
> al febbraio del 2007 esistevano addirittura assessorati privi di
dipendenti.
> Questa stravagante sovrabbondanza di politici si ripercuote seriamente sul
> bilancio della Provincia di Carbonia Iglesias, che nel 2007 ha registrato
> spese per circa 30 milioni di euro.
> Ma ecco il dato più interessante e più significativo: siccome la Provincia
> di Carbonia Iglesias comprende solo Comuni precedentemente ricompresi nel
> territorio della Provincia di Cagliari, saremmo legittimati a immaginare
> che, dopo la "separazione" del 2005, le spese della rimpicciolita
Provincia
> di Cagliari abbiano registrato una flessione, o, quanto meno, una seria
> stabilizzazione. Invece, la Provincia di Cagliari presenta un trend
> esattamente contrario: poiché nel biennio 2005-2007 le spese sono passate
da
> 133 a 171 milioni di euro.
> Moltiplicare le Province, insomma, significa innanzitutto moltiplicare i
> costi sulle spalle dei contribuenti, senza alcun beneficio per
l'efficienza
> dell'amministrazione pubblica.
> A fronte di tutto questo denaro sottratto a piene mani dalle tasche dei
> contribuenti, infatti, quali sono le competenze delle Province? In parole
> povere: nel panorama istituzionale contemporaneo le Province cosa ci
stanno
> a fare?
> Se si ponesse tale domanda al cittadino di media cultura si può facilmente
> supporre che non avremmo risposte soddisfacenti o, più semplicemente, non
> avremmo risposte. D'altra parte il (buon) senso comune percepisce da tempo
l
> 'inutilità di un ente di cui non si conosce praticamente nulla: si sfida
il
> lettore, infatti, a ricordare il nome di un assessore qualunque
appartenente
> alla giunta della Provincia in cui risiede.
> Ebbene, dopo l'istituzione delle Regioni, i compiti delle Province sono
> stati ricavati attraverso una sapiente opera di "ritaglio" normativo e, di
> fatto, permangono in veri e propri "interstizi" spesso ignoti agli stessi
> giuristi. In via del tutto generale, si può ricordare che le principali
> funzioni attribuite alle province consistono nella gestione di molte
strade
> locali, nell'amministrazione di parte dell'edilizia scolastica, in alcune
> minime attribuzioni in materia di lavoro, nonché nella generica (quanto
> fumosa) "promozione del territorio".
> Ora, se nessuno nega che esistano determinate esigenze di area vasta, e
che
> queste non possano essere svolte esclusivamente dai Comuni, non si vede
> alcuna ragione di istituire un ente locale ad hoc proprio per attendere a
> tali esigenze.
> Al contrario, le funzioni attualmente svolte dalle province potrebbero
> essere agevolmente compiute, in buona parte, dalle Regioni e, in altri
casi,
> dai Comuni con il coordinamento e la supervisione delle Regioni. Più
> precisamente, si può immaginare che ogni Regione sviluppi un proprio
quadro
> giuridico entro il quale i Comuni possano liberamente organizzarsi, anche
> tramite accordi di diritto pubblico, per la gestione di servizi e la
> soluzione di problemi locali: da un lato, ciò produrrebbe un approccio di
> politica pubblica finalmente "elastico", plasmabile in funzione dei
bisogni
> di ogni singola comunità locale; dall'altro lato, scomparirebbe un'intera
> categoria di politici di cui l'Italia farà tranquillamente a meno.
> Non solo: l'abolizione dell'ente-Provincia non significherebbe il
> licenziamento degli impiegati provinciali, i quali verrebbero
proficuamente
> ricollocati negli organigrammi regionali e comunali. Ciò permetterebbe,
allo
> stesso tempo, che le professionalità acquisite in decenni di
amministrazione
> provinciale non vengano dissipate e che Comuni e Regioni vengano
> immediatamente posti nelle condizioni migliori per attendere alle
competenze
> attualmente svolte dalle Province.
> Sembra di sentire l'obiezione a questa idea di riforma: è troppo complessa
> perché serve una legge costituzionale. È vero, ma la complessità non è una
> buona ragione per impedire una semplificazione istituzionale e un
risparmio
> strutturale di cui l'Italia ha, ora più che mai, vitale bisogno.
Re: LEGA, le vogliamo tagliare queste province-sanguisughe ed inutili??
> Ebbene, dopo l'istituzione delle Regioni,
ecco, questo è stato l'errore.
Le province esistevano da duemila anni, le regioni sono state una invenzione
a tavolino che doveva essere evitata.
Io elimninerei le regioni, che costano moooooooooolto di più delle
provincie, che sono lontanissime dalle esigenze locali (mentre le province,
proprio perché piccole, sono molto più sensibili alle esigenze, soprattutto
dei piccoli comuni).
pensate in regioni vaste e con grandi città (come la Lombardia, il
Piemonente, l'Emilia-Romagna, la Puglia) cosa significhrebbe l'eliminazione
delle province e la concentrazione di tutta l'amministrazione in una sola
città.
Un consigliere regionale prende circa 10.000 euro al mese, un consigliere
provinciale prende circa quasi uno comunale (attorno ai 500- 1000 euro al
mese...)
La Lombardia (e le regioni analoghe) hanno circa 80 consiglieri regonali
..... vedi te...
Quindi il vero pozzo di s.patrizio degli sprechi sono le regioni...
io quantomeno le accorperei perché esistono regioni troppo piccole per
chiamarsi tali (vedi V.D'Aosta, Liguria,Friuli, Marche e Umbria, Abruzzo,
Molise e Basilicata) che dovrebbero unirsi con quelle vicine, e dare un
reale significato al termine "regione".
Re: LEGA, le vogliamo tagliare queste province-sanguisughe ed inutili??
New Age ha scritto:
> La LEGA ha toppato alla grande, con scelta di campanile, bloccando di fatto
> l' inizio dell' iter per l' abolizione delle province, ha detto NO a questo
> sperpero.
> Le province servono solo a dare POLTRONE a dei non eletti della politica,
> caro BOSSI l' hai fatta fuori e perderai un sacco di voti.....li prendera'
> il Cavaliere pero'.
> Il "taglio" delle Province era e rimane una promessa elettorale: tutti i
> partiti si proclamavano favorevoli all'abolizione delle Province, ma a
> distanza di 7 mesi dalle elezioni, in Parlamento ancora non si è visto
> nulla.
Da leghista purtroppo devo ammettere che hai ragione, questa storia
delle province mi dà parecchio fastidio, visti i tempi credo che sarebbe
una cosa gradita da tutto il popolo italiano il taglio delle province,
ma mi sembra che qui si stà predicando bene e razzolando male.
Comunque diamo tempo, sono passati appena 6 mesi.....
Re: LEGA, le vogliamo tagliare queste province-sanguisughe ed inutili??
Riccio ha scritto:
> Da leghista purtroppo devo ammettere che hai ragione, questa storia
> delle province mi dà parecchio fastidio, visti i tempi credo che sarebbe
> una cosa gradita da tutto il popolo italiano il taglio delle province,
> ma mi sembra che qui si stà predicando bene e razzolando male.
> Comunque diamo tempo, sono passati appena 6 mesi.....
...complimenti per l'obbiettività!...non vorrei girare il coltello
nella piaga ma faccio notare che per altre questioni piu "calde",
hanno risolto in 10 minuti usando stratagemmi definiti poco
costituzionali... direi che la realtà è che non ci sia interesse a
farla...altrimenti sarebbe già stata fatta!
--
Per rispondere TOGLISPAM dall'indirizzo email. Bye Mike
Re: LEGA, le vogliamo tagliare queste province-sanguisughe ed inutili??
Ricordate che le elezioni sono la cartina di tornasole......se la LEGA
continua a toppare in questo modo.....'so ca**i acidi per Bossi
&C.......comunque diamo tempo al tempo......ci sono ancora 4 anni e mezzo!
:-))))
Io sono fiducioso......
"New Age" <marmals@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:49331fa1$0$1085$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> La LEGA ha toppato alla grande, con scelta di campanile, bloccando di
fatto
> l' inizio dell' iter per l' abolizione delle province, ha detto NO a
questo
> sperpero.
> Le province servono solo a dare POLTRONE a dei non eletti della politica,
> caro BOSSI l' hai fatta fuori e perderai un sacco di voti.....li prendera'
> il Cavaliere pero'.
> Il "taglio" delle Province era e rimane una promessa elettorale: tutti i
> partiti si proclamavano favorevoli all'abolizione delle Province, ma a
> distanza di 7 mesi dalle elezioni, in Parlamento ancora non si è visto
> nulla.
> Nel 2007 le Province in Italia raggiungevano il numero di 107; ben 12
nuove
> Province sono state istituite nell'arco di 13 anni tra il 1992 e il 2005.
La
> creazione delle ultime dodici Province ha interessato solo il 6% dei
Comuni
> italiani, ma, contemporaneamente, il numero delle Province è aumentato di
> quasi il 13%.
> Questa tendenza alla frammentazione amministrativa-territoriale non sembra
> essersi fermata: al contrario, nelle ultime legislature sono state
> presentate varie proposte di legge finalizzate a istituire nuove Province.
> La politica ha un costo, che si evidenzia proprio laddove vi sia
difficoltà
> a vederne i benefici; raramente, però, è stato mostrato il costo politico
> delle amministrazioni provinciali.
> Si possono definire "costi politici" tutte le spese necessarie a
remunerare
> l'attività del politico: ai fini della presente analisi sono considerati
> "uomini politici provinciali" i Presidenti di Giunta, i Vice Presidenti,
gli
> Assessori, i Consiglieri e i Presidenti del Consiglio.
> Si noti che non vengono considerati gli esborsi per le consulenze, che
> potrebbero essere affidate (direttamente o indirettamente) a personaggi
> politici risultati non eletti. I puri costi della politica provinciale
sono
> di circa 115 milioni di euro l'anno; più di 4.200 politici vivono in gran
> parte della (e per la) politica: in media ogni Provincia costa al
cittadino
> 1,1 milioni di euro l'anno.
> Ogni figura politica ha il suo costo: il range è compreso tra i 62 mila
euro
> l'anno di un Presidente di Giunta e i 21 mila di un Consigliere
provinciale.
> In media ogni politico ha un costo di 27,4 mila euro.
> Nel biennio 2001/2002 i trasferimenti di risorse finanziarie alle Province
> sono incrementati significativamente, ciò è accaduto in corrispondenza
dell'
> attribuzione alle amministrazioni provinciali di alcune (limitate)
> competenze in materia di gestione del mercato del lavoro e delle strade ex
> Anas. Complessivamente, nel 2005 le entrate raggiungevano i 16 miliardi di
> euro, mentre le uscite si attestavano a 16,5 miliardi di euro.
> Le conseguenze nefaste della moltiplicazione delle Province sono
> esaurientemente esemplificate dal caso sardo, che, negli ultimi anni, ha
> conosciuto un'incredibile proliferazione di tali enti. Nel solo 2005,
> infatti, sono state create ben quattro nuove Province (Carbonia Iglesias,
> Ogliastra, Medio Campidano e Olbia Tempio).
> Analizziamo con più attenzione la nuova Provincia di Carbonia Iglesias:
essa
> risulta composta da Comuni tutti facenti precedentemente parte della
> Provincia di Cagliari. Nel febbraio del 2007 erano presenti 50 impiegati
> della Provincia, 8 assessori e ben 24 consiglieri provinciali oltre al
> Presidente; erano inoltre presenti 8 impiegati degli organi istituzionali:
> ciò significa un incredibile rapporto di 2 politici per ogni 3 impiegati,
> poi abbassatosi, nel gennaio 2008, a 1 politico ogni 3 impiegati. Non
solo:
> al febbraio del 2007 esistevano addirittura assessorati privi di
dipendenti.
> Questa stravagante sovrabbondanza di politici si ripercuote seriamente sul
> bilancio della Provincia di Carbonia Iglesias, che nel 2007 ha registrato
> spese per circa 30 milioni di euro.
> Ma ecco il dato più interessante e più significativo: siccome la Provincia
> di Carbonia Iglesias comprende solo Comuni precedentemente ricompresi nel
> territorio della Provincia di Cagliari, saremmo legittimati a immaginare
> che, dopo la "separazione" del 2005, le spese della rimpicciolita
Provincia
> di Cagliari abbiano registrato una flessione, o, quanto meno, una seria
> stabilizzazione. Invece, la Provincia di Cagliari presenta un trend
> esattamente contrario: poiché nel biennio 2005-2007 le spese sono passate
da
> 133 a 171 milioni di euro.
> Moltiplicare le Province, insomma, significa innanzitutto moltiplicare i
> costi sulle spalle dei contribuenti, senza alcun beneficio per
l'efficienza
> dell'amministrazione pubblica.
> A fronte di tutto questo denaro sottratto a piene mani dalle tasche dei
> contribuenti, infatti, quali sono le competenze delle Province? In parole
> povere: nel panorama istituzionale contemporaneo le Province cosa ci
stanno
> a fare?
> Se si ponesse tale domanda al cittadino di media cultura si può facilmente
> supporre che non avremmo risposte soddisfacenti o, più semplicemente, non
> avremmo risposte. D'altra parte il (buon) senso comune percepisce da tempo
l
> 'inutilità di un ente di cui non si conosce praticamente nulla: si sfida
il
> lettore, infatti, a ricordare il nome di un assessore qualunque
appartenente
> alla giunta della Provincia in cui risiede.
> Ebbene, dopo l'istituzione delle Regioni, i compiti delle Province sono
> stati ricavati attraverso una sapiente opera di "ritaglio" normativo e, di
> fatto, permangono in veri e propri "interstizi" spesso ignoti agli stessi
> giuristi. In via del tutto generale, si può ricordare che le principali
> funzioni attribuite alle province consistono nella gestione di molte
strade
> locali, nell'amministrazione di parte dell'edilizia scolastica, in alcune
> minime attribuzioni in materia di lavoro, nonché nella generica (quanto
> fumosa) "promozione del territorio".
> Ora, se nessuno nega che esistano determinate esigenze di area vasta, e
che
> queste non possano essere svolte esclusivamente dai Comuni, non si vede
> alcuna ragione di istituire un ente locale ad hoc proprio per attendere a
> tali esigenze.
> Al contrario, le funzioni attualmente svolte dalle province potrebbero
> essere agevolmente compiute, in buona parte, dalle Regioni e, in altri
casi,
> dai Comuni con il coordinamento e la supervisione delle Regioni. Più
> precisamente, si può immaginare che ogni Regione sviluppi un proprio
quadro
> giuridico entro il quale i Comuni possano liberamente organizzarsi, anche
> tramite accordi di diritto pubblico, per la gestione di servizi e la
> soluzione di problemi locali: da un lato, ciò produrrebbe un approccio di
> politica pubblica finalmente "elastico", plasmabile in funzione dei
bisogni
> di ogni singola comunità locale; dall'altro lato, scomparirebbe un'intera
> categoria di politici di cui l'Italia farà tranquillamente a meno.
> Non solo: l'abolizione dell'ente-Provincia non significherebbe il
> licenziamento degli impiegati provinciali, i quali verrebbero
proficuamente
> ricollocati negli organigrammi regionali e comunali. Ciò permetterebbe,
allo
> stesso tempo, che le professionalità acquisite in decenni di
amministrazione
> provinciale non vengano dissipate e che Comuni e Regioni vengano
> immediatamente posti nelle condizioni migliori per attendere alle
competenze
> attualmente svolte dalle Province.
> Sembra di sentire l'obiezione a questa idea di riforma: è troppo complessa
> perché serve una legge costituzionale. È vero, ma la complessità non è una
> buona ragione per impedire una semplificazione istituzionale e un
risparmio
> strutturale di cui l'Italia ha, ora più che mai, vitale bisogno.
Re: LEGA, le vogliamo tagliare queste province-sanguisughe ed inutili??ma questi cambiano idea ogni giorno??
Il 01 Dic 2008, 09:31, "New Age" <marmals@tin.it> ha scritto:
> Ricordate che le elezioni sono la cartina di tornasole......se la LEGA
> continua a toppare in questo modo.....'so ca**i acidi per Bossi
> &C.......comunque diamo tempo al tempo......ci sono ancora 4 anni e mezzo!
> :-))))
> Io sono fiducioso......
> "New Age" <marmals@tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:49331fa1$0$1085$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> > La LEGA ha toppato alla grande, con scelta di campanile, bloccando di
> fatto
> > l' inizio dell' iter per l' abolizione delle province, ha detto NO a
> questo
> > sperpero.
> > Le province servono solo a dare POLTRONE a dei non eletti della
politica,
> > caro BOSSI l' hai fatta fuori e perderai un sacco di voti.....li
prendera'
> > il Cavaliere pero'.
> > Il "taglio" delle Province era e rimane una promessa elettorale: tutti i
> > partiti si proclamavano favorevoli all'abolizione delle Province, ma a
> > distanza di 7 mesi dalle elezioni, in Parlamento ancora non si è visto
> > nulla.
> > > > Nel 2007 le Province in Italia raggiungevano il numero di 107; ben 12
> nuove
> > Province sono state istituite nell'arco di 13 anni tra il 1992 e il
2005.
> La
> > creazione delle ultime dodici Province ha interessato solo il 6% dei
> Comuni
> > italiani, ma, contemporaneamente, il numero delle Province è aumentato
di
> > quasi il 13%.
> > > > > Questa tendenza alla frammentazione amministrativa-territoriale non
sembra
> > essersi fermata: al contrario, nelle ultime legislature sono state
> > presentate varie proposte di legge finalizzate a istituire nuove
Province.
> > > > > La politica ha un costo, che si evidenzia proprio laddove vi sia
> difficoltà
> > a vederne i benefici; raramente, però, è stato mostrato il costo
politico
> > delle amministrazioni provinciali.
> > > Si possono definire "costi politici" tutte le spese necessarie a
> remunerare
> > l'attività del politico: ai fini della presente analisi sono considerati
> > "uomini politici provinciali" i Presidenti di Giunta, i Vice Presidenti,
> gli
> > Assessori, i Consiglieri e i Presidenti del Consiglio.
> > > > > Si noti che non vengono considerati gli esborsi per le consulenze, che
> > potrebbero essere affidate (direttamente o indirettamente) a personaggi
> > politici risultati non eletti. I puri costi della politica provinciale
> sono
> > di circa 115 milioni di euro l'anno; più di 4.200 politici vivono in
gran
> > parte della (e per la) politica: in media ogni Provincia costa al
> cittadino
> > 1,1 milioni di euro l'anno.
> > > > > Ogni figura politica ha il suo costo: il range è compreso tra i 62 mila
> euro
> > l'anno di un Presidente di Giunta e i 21 mila di un Consigliere
> provinciale.
> > In media ogni politico ha un costo di 27,4 mila euro.
> > > > > Nel biennio 2001/2002 i trasferimenti di risorse finanziarie alle
Province
> > sono incrementati significativamente, ciò è accaduto in corrispondenza
> dell'
> > attribuzione alle amministrazioni provinciali di alcune (limitate)
> > competenze in materia di gestione del mercato del lavoro e delle strade
ex
> > Anas. Complessivamente, nel 2005 le entrate raggiungevano i 16 miliardi
di
> > euro, mentre le uscite si attestavano a 16,5 miliardi di euro.
> > > > > Le conseguenze nefaste della moltiplicazione delle Province sono
> > esaurientemente esemplificate dal caso sardo, che, negli ultimi anni, ha
> > conosciuto un'incredibile proliferazione di tali enti. Nel solo 2005,
> > infatti, sono state create ben quattro nuove Province (Carbonia
Iglesias,
> > Ogliastra, Medio Campidano e Olbia Tempio).
> > > > > Analizziamo con più attenzione la nuova Provincia di Carbonia Iglesias:
> essa
> > risulta composta da Comuni tutti facenti precedentemente parte della
> > Provincia di Cagliari. Nel febbraio del 2007 erano presenti 50 impiegati
> > della Provincia, 8 assessori e ben 24 consiglieri provinciali oltre al
> > Presidente; erano inoltre presenti 8 impiegati degli organi
istituzionali:
> > ciò significa un incredibile rapporto di 2 politici per ogni 3
impiegati,
> > poi abbassatosi, nel gennaio 2008, a 1 politico ogni 3 impiegati. Non
> solo:
> > al febbraio del 2007 esistevano addirittura assessorati privi di
> dipendenti.
> > Questa stravagante sovrabbondanza di politici si ripercuote seriamente
sul
> > bilancio della Provincia di Carbonia Iglesias, che nel 2007 ha
registrato
> > spese per circa 30 milioni di euro.
> > > Ma ecco il dato più interessante e più significativo: siccome la
Provincia
> > di Carbonia Iglesias comprende solo Comuni precedentemente ricompresi
nel
> > territorio della Provincia di Cagliari, saremmo legittimati a immaginare
> > che, dopo la "separazione" del 2005, le spese della rimpicciolita
> Provincia
> > di Cagliari abbiano registrato una flessione, o, quanto meno, una seria
> > stabilizzazione. Invece, la Provincia di Cagliari presenta un trend
> > esattamente contrario: poiché nel biennio 2005-2007 le spese sono
passate
> da
> > 133 a 171 milioni di euro.
> > > > > Moltiplicare le Province, insomma, significa innanzitutto moltiplicare i
> > costi sulle spalle dei contribuenti, senza alcun beneficio per
> l'efficienza
> > dell'amministrazione pubblica.
> > > > > A fronte di tutto questo denaro sottratto a piene mani dalle tasche dei
> > contribuenti, infatti, quali sono le competenze delle Province? In
parole
> > povere: nel panorama istituzionale contemporaneo le Province cosa ci
> stanno
> > a fare?
> > > > > Se si ponesse tale domanda al cittadino di media cultura si può
facilmente
> > supporre che non avremmo risposte soddisfacenti o, più semplicemente,
non
> > avremmo risposte. D'altra parte il (buon) senso comune percepisce da
tempo
> l
> > 'inutilità di un ente di cui non si conosce praticamente nulla: si sfida
> il
> > lettore, infatti, a ricordare il nome di un assessore qualunque
> appartenente
> > alla giunta della Provincia in cui risiede.
> > > > > Ebbene, dopo l'istituzione delle Regioni, i compiti delle Province sono
> > stati ricavati attraverso una sapiente opera di "ritaglio" normativo e,
di
> > fatto, permangono in veri e propri "interstizi" spesso ignoti agli
stessi
> > giuristi. In via del tutto generale, si può ricordare che le principali
> > funzioni attribuite alle province consistono nella gestione di molte
> strade
> > locali, nell'amministrazione di parte dell'edilizia scolastica, in
alcune
> > minime attribuzioni in materia di lavoro, nonché nella generica (quanto
> > fumosa) "promozione del territorio".
> > > > > Ora, se nessuno nega che esistano determinate esigenze di area vasta, e
> che
> > queste non possano essere svolte esclusivamente dai Comuni, non si vede
> > alcuna ragione di istituire un ente locale ad hoc proprio per attendere
a
> > tali esigenze.
> > > > > Al contrario, le funzioni attualmente svolte dalle province potrebbero
> > essere agevolmente compiute, in buona parte, dalle Regioni e, in altri
> casi,
> > dai Comuni con il coordinamento e la supervisione delle Regioni. Più
> > precisamente, si può immaginare che ogni Regione sviluppi un proprio
> quadro
> > giuridico entro il quale i Comuni possano liberamente organizzarsi,
anche
> > tramite accordi di diritto pubblico, per la gestione di servizi e la
> > soluzione di problemi locali: da un lato, ciò produrrebbe un approccio
di
> > politica pubblica finalmente "elastico", plasmabile in funzione dei
> bisogni
> > di ogni singola comunità locale; dall'altro lato, scomparirebbe
un'intera
> > categoria di politici di cui l'Italia farà tranquillamente a meno.
> > > > > Non solo: l'abolizione dell'ente-Provincia non significherebbe il
> > licenziamento degli impiegati provinciali, i quali verrebbero
> proficuamente
> > ricollocati negli organigrammi regionali e comunali. Ciò permetterebbe,
> allo
> > stesso tempo, che le professionalità acquisite in decenni di
> amministrazione
> > provinciale non vengano dissipate e che Comuni e Regioni vengano
> > immediatamente posti nelle condizioni migliori per attendere alle
> competenze
> > attualmente svolte dalle Province.
> > > > > Sembra di sentire l'obiezione a questa idea di riforma: è troppo
complessa
> > perché serve una legge costituzionale. È vero, ma la complessità non è
una
> > buona ragione per impedire una semplificazione istituzionale e un
> risparmio
> > strutturale di cui l'Italia ha, ora più che mai, vitale bisogno.
> >La lega 2 mesi fa nel prospetto sul federalisso fatto dal MORTO BOSSI
,aveva detto che le provincie sareberro rimaste.MA BOSSI dopo che gli
bocciano sempre il figlio è + rincoglionito sempre di +
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Re: LEGA, le vogliamo tagliare queste province-sanguisughe ed inutili??ma questi cambiano idea ogni giorno??
Il 01 Dic 2008, 09:31, "New Age" <marmals@tin.it> ha scritto:
> Ricordate che le elezioni sono la cartina di tornasole......se la LEGA
> continua a toppare in questo modo.....'so ca**i acidi per Bossi
> &C.......comunque diamo tempo al tempo......ci sono ancora 4 anni e mezzo!
> :-))))
> Io sono fiducioso......
> "New Age" <marmals@tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:49331fa1$0$1085$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> > La LEGA ha toppato alla grande, con scelta di campanile, bloccando di
> fatto
> > l' inizio dell' iter per l' abolizione delle province, ha detto NO a
> questo
> > sperpero.
> > Le province servono solo a dare POLTRONE a dei non eletti della
politica,
> > caro BOSSI l' hai fatta fuori e perderai un sacco di voti.....li
prendera'
> > il Cavaliere pero'.
> > Il "taglio" delle Province era e rimane una promessa elettorale: tutti i
> > partiti si proclamavano favorevoli all'abolizione delle Province, ma a
> > distanza di 7 mesi dalle elezioni, in Parlamento ancora non si è visto
> > nulla.
> > > > Nel 2007 le Province in Italia raggiungevano il numero di 107; ben 12
> nuove
> > Province sono state istituite nell'arco di 13 anni tra il 1992 e il
2005.
> La
> > creazione delle ultime dodici Province ha interessato solo il 6% dei
> Comuni
> > italiani, ma, contemporaneamente, il numero delle Province è aumentato
di
> > quasi il 13%.
> > > > > Questa tendenza alla frammentazione amministrativa-territoriale non
sembra
> > essersi fermata: al contrario, nelle ultime legislature sono state
> > presentate varie proposte di legge finalizzate a istituire nuove
Province.
> > > > > La politica ha un costo, che si evidenzia proprio laddove vi sia
> difficoltà
> > a vederne i benefici; raramente, però, è stato mostrato il costo
politico
> > delle amministrazioni provinciali.
> > > Si possono definire "costi politici" tutte le spese necessarie a
> remunerare
> > l'attività del politico: ai fini della presente analisi sono considerati
> > "uomini politici provinciali" i Presidenti di Giunta, i Vice Presidenti,
> gli
> > Assessori, i Consiglieri e i Presidenti del Consiglio.
> > > > > Si noti che non vengono considerati gli esborsi per le consulenze, che
> > potrebbero essere affidate (direttamente o indirettamente) a personaggi
> > politici risultati non eletti. I puri costi della politica provinciale
> sono
> > di circa 115 milioni di euro l'anno; più di 4.200 politici vivono in
gran
> > parte della (e per la) politica: in media ogni Provincia costa al
> cittadino
> > 1,1 milioni di euro l'anno.
> > > > > Ogni figura politica ha il suo costo: il range è compreso tra i 62 mila
> euro
> > l'anno di un Presidente di Giunta e i 21 mila di un Consigliere
> provinciale.
> > In media ogni politico ha un costo di 27,4 mila euro.
> > > > > Nel biennio 2001/2002 i trasferimenti di risorse finanziarie alle
Province
> > sono incrementati significativamente, ciò è accaduto in corrispondenza
> dell'
> > attribuzione alle amministrazioni provinciali di alcune (limitate)
> > competenze in materia di gestione del mercato del lavoro e delle strade
ex
> > Anas. Complessivamente, nel 2005 le entrate raggiungevano i 16 miliardi
di
> > euro, mentre le uscite si attestavano a 16,5 miliardi di euro.
> > > > > Le conseguenze nefaste della moltiplicazione delle Province sono
> > esaurientemente esemplificate dal caso sardo, che, negli ultimi anni, ha
> > conosciuto un'incredibile proliferazione di tali enti. Nel solo 2005,
> > infatti, sono state create ben quattro nuove Province (Carbonia
Iglesias,
> > Ogliastra, Medio Campidano e Olbia Tempio).
> > > > > Analizziamo con più attenzione la nuova Provincia di Carbonia Iglesias:
> essa
> > risulta composta da Comuni tutti facenti precedentemente parte della
> > Provincia di Cagliari. Nel febbraio del 2007 erano presenti 50 impiegati
> > della Provincia, 8 assessori e ben 24 consiglieri provinciali oltre al
> > Presidente; erano inoltre presenti 8 impiegati degli organi
istituzionali:
> > ciò significa un incredibile rapporto di 2 politici per ogni 3
impiegati,
> > poi abbassatosi, nel gennaio 2008, a 1 politico ogni 3 impiegati. Non
> solo:
> > al febbraio del 2007 esistevano addirittura assessorati privi di
> dipendenti.
> > Questa stravagante sovrabbondanza di politici si ripercuote seriamente
sul
> > bilancio della Provincia di Carbonia Iglesias, che nel 2007 ha
registrato
> > spese per circa 30 milioni di euro.
> > > Ma ecco il dato più interessante e più significativo: siccome la
Provincia
> > di Carbonia Iglesias comprende solo Comuni precedentemente ricompresi
nel
> > territorio della Provincia di Cagliari, saremmo legittimati a immaginare
> > che, dopo la "separazione" del 2005, le spese della rimpicciolita
> Provincia
> > di Cagliari abbiano registrato una flessione, o, quanto meno, una seria
> > stabilizzazione. Invece, la Provincia di Cagliari presenta un trend
> > esattamente contrario: poiché nel biennio 2005-2007 le spese sono
passate
> da
> > 133 a 171 milioni di euro.
> > > > > Moltiplicare le Province, insomma, significa innanzitutto moltiplicare i
> > costi sulle spalle dei contribuenti, senza alcun beneficio per
> l'efficienza
> > dell'amministrazione pubblica.
> > > > > A fronte di tutto questo denaro sottratto a piene mani dalle tasche dei
> > contribuenti, infatti, quali sono le competenze delle Province? In
parole
> > povere: nel panorama istituzionale contemporaneo le Province cosa ci
> stanno
> > a fare?
> > > > > Se si ponesse tale domanda al cittadino di media cultura si può
facilmente
> > supporre che non avremmo risposte soddisfacenti o, più semplicemente,
non
> > avremmo risposte. D'altra parte il (buon) senso comune percepisce da
tempo
> l
> > 'inutilità di un ente di cui non si conosce praticamente nulla: si sfida
> il
> > lettore, infatti, a ricordare il nome di un assessore qualunque
> appartenente
> > alla giunta della Provincia in cui risiede.
> > > > > Ebbene, dopo l'istituzione delle Regioni, i compiti delle Province sono
> > stati ricavati attraverso una sapiente opera di "ritaglio" normativo e,
di
> > fatto, permangono in veri e propri "interstizi" spesso ignoti agli
stessi
> > giuristi. In via del tutto generale, si può ricordare che le principali
> > funzioni attribuite alle province consistono nella gestione di molte
> strade
> > locali, nell'amministrazione di parte dell'edilizia scolastica, in
alcune
> > minime attribuzioni in materia di lavoro, nonché nella generica (quanto
> > fumosa) "promozione del territorio".
> > > > > Ora, se nessuno nega che esistano determinate esigenze di area vasta, e
> che
> > queste non possano essere svolte esclusivamente dai Comuni, non si vede
> > alcuna ragione di istituire un ente locale ad hoc proprio per attendere
a
> > tali esigenze.
> > > > > Al contrario, le funzioni attualmente svolte dalle province potrebbero
> > essere agevolmente compiute, in buona parte, dalle Regioni e, in altri
> casi,
> > dai Comuni con il coordinamento e la supervisione delle Regioni. Più
> > precisamente, si può immaginare che ogni Regione sviluppi un proprio
> quadro
> > giuridico entro il quale i Comuni possano liberamente organizzarsi,
anche
> > tramite accordi di diritto pubblico, per la gestione di servizi e la
> > soluzione di problemi locali: da un lato, ciò produrrebbe un approccio
di
> > politica pubblica finalmente "elastico", plasmabile in funzione dei
> bisogni
> > di ogni singola comunità locale; dall'altro lato, scomparirebbe
un'intera
> > categoria di politici di cui l'Italia farà tranquillamente a meno.
> > > > > Non solo: l'abolizione dell'ente-Provincia non significherebbe il
> > licenziamento degli impiegati provinciali, i quali verrebbero
> proficuamente
> > ricollocati negli organigrammi regionali e comunali. Ciò permetterebbe,
> allo
> > stesso tempo, che le professionalità acquisite in decenni di
> amministrazione
> > provinciale non vengano dissipate e che Comuni e Regioni vengano
> > immediatamente posti nelle condizioni migliori per attendere alle
> competenze
> > attualmente svolte dalle Province.
> > > > > Sembra di sentire l'obiezione a questa idea di riforma: è troppo
complessa
> > perché serve una legge costituzionale. È vero, ma la complessità non è
una
> > buona ragione per impedire una semplificazione istituzionale e un
> risparmio
> > strutturale di cui l'Italia ha, ora più che mai, vitale bisogno.
> >La lega 2 mesi fa nel prospetto sul federalisso fatto dal MORTO BOSSI
,aveva detto che le provincie sareberro rimaste.MA BOSSI dopo che gli
bocciano sempre il figlio è + rincoglionito sempre di +
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Re: LEGA, le vogliamo tagliare queste province-sanguisughe ed inutili??
New Age ha scritto:
> Ricordate che le elezioni sono la cartina di tornasole......se la LEGA
> continua a toppare in questo modo.....'so ca**i acidi per Bossi
> &C.......comunque diamo tempo al tempo......ci sono ancora 4 anni e mezzo!
> :-))))
> Io sono fiducioso......
Via le province! Bravi!
Passo di Giada: http://www.adnkronos.com/IGN/Economia/?id=1.0.2265001086
così a Roma la sinistra che aveva preso solo la provincia mo che fa?
:-D
Borsa
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18-06-2008 16.17.03
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NEWS: Se nelle città italiane in generale l'afflusso è inferiore di un 3,5 % 4 %
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20
03-11-2003 12.38.06
ciao a tutti, le province di wally non vanno....
ioalfa: ..............noi provinciali anche dopo una chiusura discreta di ieri, una
buona di ieri l'altro, noi cosa facciamo ?
ieri -0.3
oggi +0,08 ad adesso
mentre dax addiritura performaces da...