PRESI UNO per uno i provvedimenti della manovra di Tremonti sono quasi tutti
da approvare anche se alcuni di essi (dirò tra poco quali) suscitano forti
preoccupazioni. Ma la manovra nel suo complesso è inesistente. Mobilita in
tutto e per tutto cinque miliardi di danaro fresco cioè il 30 per cento di
un punto di Pil per quanto riguarda il sostegno della domanda e gli stimoli
alla produzione.
Il piano di investimenti è apparentemente più ambizioso perché ammonta a 16
miliardi, ma non sono risorse fresche. Erano somme già previste e stanziate
su altri capitoli e con altre destinazioni. Il ministro dell'Economia
avrebbe potuto (anzi dovuto) mobilitarle fin dallo scorso giugno, visto che
aveva precocemente intuito che una crisi di enormi proporzioni stava
arrivando. Ha perso cinque mesi preziosi e purtroppo ne dovranno passare a
dir poco altri dodici prima che si aprano i cantieri e sia assunta la mano
d'opera necessaria.
Naturalmente quest'avarizia nella spesa è motivata dalla necessità di stare
nei limiti imposti dalle regole europee. Questo aspetto della questione
merita d'essere approfondito.
Il deficit lasciato dal precedente governo Prodi era al di sotto del 2 per
cento. A metà novembre, cioè prima della manovra approvata venerdì scorso ma
dopo la Finanziaria 2009, il deficit viaggiava attorno al 3 per cento.
Scontava infatti i tre miliardi dovuti all'abolizione dell'Ici, i tre
miliardi derivanti dall'operazione Alitalia, l'aumento del fabbisogno
derivante dai minori incassi tributari.
L'insieme di questi fenomeni hanno peggiorato i nostri conti pubblici per un
punto di Pil e questa è la ragione della politica dei tagli voluta da
Tremonti "per mettere in sicurezza il bilancio" come ha più volte ripetuto.
Se non fosse stata abolita l'Ici (che non ha prodotto nulla di positivo sul
rilancio della domanda), se non fosse stata creata la nuova Alitalia
tricolore e non si fosse abbassata la guardia sull'evasione fiscale, avremmo
avuto oggi un punto di Pil, cioè 15 miliardi, da spendere per rivitalizzare
i consumi e un altro mezzo punto di sforamento consentito da Bruxelles per
chi ha i conti in sicurezza.
In totale 22 miliardi. Vedi caso, è la stessa cifra chiesta da Epifani e
dall'opposizione per determinare la svolta che non c'è stata e non poteva
esservi. Tremonti ha ripetuto più volte che non fa miracoli e l'ha detto
perfino Berlusconi che i miracoli è di solito convinto di poterli fare. Se
il nostro ministro dell'Economia avesse in giugno avuto nei confronti del
"premier" la stessa grinta dei giorni scorsi, se avesse bloccato l'Ici e
l'Alitalia tricolore, se non avesse dato tregua all'evasione fiscale, oggi
avrebbe avuto la possibilità di effettuare una politica keynesiana che
viceversa è stata impossibile nelle condizioni date.
* * *
Ho premesso che i singoli provvedimenti approvati venerdì scorso sono tutti
da approvare. Quasi tutti. Confermo. Ho detto che alcuni sono politicamente
preoccupanti. In particolare è preoccupante l'autorizzazione data alla Cassa
Depositi e Prestiti di utilizzare il risparmio postale per operazioni
bancarie vere e proprie, che rappresenta un'innovazione radicale e non
prevista dallo statuto della Cassa e dalle leggi che ne regolano l'attività.
Il risparmio postale ammonta più o meno a centomila miliardi ed è destinato
ad aumentare in futuro. Il suo impiego è di concedere mutui a basso tasso
d'interesse agli enti locali per il finanziamento di opere pubbliche da essi
deciso. I mutui hanno garanzia pubblica e pertanto il risparmio postale è
pubblicamente garantito.
L'innovazione voluta da Tremonti non è da poco. D'ora in avanti la Cassa
potrà effettuare direttamente e sotto la propria responsabilità
finanziamenti ad infrastrutture "segnalate" da enti locali che non saranno
però loro i debitori. La Cassa aprirà dunque una sua gestione speciale per
un importo per ora limitato a 30 miliardi; le operazioni saranno controllate
dal Tesoro e non passeranno per i canali usuali della pubblica
amministrazione. Si tratterà insomma di finanziamenti bancari e quindi
discrezionali decisi dagli organi dirigenti della Cassa sotto il controllo
del Tesoro.
Tremonti voleva una banca del Sud? Adesso ce l'ha per tutt'Italia ed è una
banca di grandi dimensioni. L'autorizzazione di venerdì scorso prelude alla
riscrittura dello statuto della Cassa e alla "mainmise" sull'intera raccolta
del risparmio postale. Si tratta di un'innovazione in linea coi tempi ma è
preoccupante la potenza e la discrezionalità che viene in tal modo conferita
ad un singolo ministro. Mi sorge il dubbio che vi sia l'ombra
dell'incostituzionalità, in quanto la nuova norma è contenuta in un
decreto-legge che, per quanto riguarda questo specifico provvedimento, non
mi pare abbia le caratteristiche dell'urgenza prevista dalla Costituzione.
* * *
Le cifre della manovra vera e propria sono le seguenti. Bonus per le
famiglie (che sarà versato nel febbraio 2009) 2.400 milioni; aumento della
Cassa integrazione 600 milioni; ancoraggio dei mutui immobiliari al tasso
del 4 per cento per un costo di 600 milioni. Totale 3.600 milioni.
I provvedimenti di stimolo alle imprese e di detassazione ammontano
complessivamente a circa due miliardi, sicché il totale generale della
manovra è, come già si è detto, di cinque miliardi e mezzo.
Bene il bonus alle famiglie, bene il rafforzamento degli ammortizzatori
sociali, bene l'Iva da pagare al momento dell'incasso, bene gli sconti
sull'Ires e sull'Irap, bene il blocco delle tariffe ferroviarie in favore
dei pendolari, bene aver annullato la detassazione degli straordinari (in
tempi di recessione sono ben poche le aziende che ricorrono agli
straordinari che comunque vanno contro la formazione di nuovi posti di
lavoro. Finalmente il ministro dell'Economia l'ha capito).
Non va invece affatto bene non aver detassato i salari e le pensioni.
Tremonti ha sempre parlato della necessità di evitare i benefici a pioggia e
di concentrarli invece su pochissimi obiettivi, soprattutto in un periodo di
scarsità. Invece ha fatto esattamente il contrario ed è per questo che la
sua non è una manovra ma uno stillicidio di interventi disseminati in 36
articoli. Ne bastavano un paio o poco più. Bastava concentrare tutte le
risorse disponibili sulla detassazione dei salari al di sotto d'una soglia
di 30 mila euro di reddito.
Qui si apre un altro tema della massima importanza: i provvedimenti presi
riusciranno a rimettere in moto la domanda? Perché esiste il concreto
rischio che la pioggia dei benefici vada a risparmio e non a consumi.
Se si trattasse di benefici duraturi, strutturali, gli effetti sui consumi
quasi certamente ci sarebbero. Si tratta invece di "una tantum" e quindi gli
effetti desiderati è improbabile che si verifichino. Ma come fare a renderli
duraturi con risorse così limitate?
Ci sono tre possibili soluzioni a questo problema.
1. Tagliare gli sprechi e devolverli al sostegno duraturo dei salari, cioè
ad una vera e propria redistribuzione del reddito. Ma i tagli sono stati già
effettuati nella Finanziaria e con tutt'altra destinazione.
2. Tassare i redditi miliardari, le innumerevoli rendite esistenti, i
redditi sommersi.
3. Puntare sulla crescita e sulle nuove risorse tributarie che essa
determinerebbe.
Le soluzioni di cui ai numeri 2 e 3 non sono alternative e possono essere
utilmente miscelate. Ma se non s'imbocca questa strada avremo soltanto
provvedimenti "spot" di assistenza sociale e come tali con un pregevole
significato etico, ma nessun effetto di rilancio sulle capacità produttive
del Paese.
Aggiungo che l'insieme delle misure fin qui approvate penalizzano nettamente
i salariati delle regioni settentrionali, nelle quali si concentra la parte
maggiore del lavoro operaio. Si parla tanto di questione settentrionale ma
non sembra che l'opinione nordista, prevalente nella maggioranza di
centrodestra, si sia resa conto di quest'aspetto tutt'altro che marginale
del decreto in questione. I benefici a pioggia sulle famiglie hanno tagliato
fuori il lavoro dipendente che entra nel quadro solo tangenzialmente e
marginalmente.
Per il lavoro autonomo ci sarà la revisione degli studi di settore e la
detassazione avverrà in quel modo. Ma per il lavoro dipendente non è
previsto nulla di specifico. Non si capisce in questo quadro che cosa
abbiano ottenuto la Cisl e la Uil che hanno dato il loro accordo a questa
pseudo-manovra. La detassazione dei miglioramenti salariali di secondo
livello? Ed è per questi spiccioli che hanno rotto l'unità sindacale?
* * *
Ci sarebbero parecchie altre osservazioni da fare sui 36 articoli del
decreto. Faccio solo qualche esempio.
Esiste un fondo soprannominato Scajola, per dire infrastrutture
emergenziali. Esiste un altro fondo soprannominato Sacconi, per dire
provvedimenti aggiuntivi sul lavoro ove si rendessero necessari (e si
renderanno sicuramente necessari) c'era, e sarà in parte riposizionato, un
fondo per le aree sottosviluppate (Fas) di oltre 50 miliardi, dei quali 25
sono stati ricollocati da Tremonti per infrastrutture a tempo futuro.
Quest'abitudine di accumulare denari in fondi provvisori dai quali attingere
a tempo opportuno può essere un accorgimento utile in casi eccezionali ma se
diventa, come sta diventando, un uso corrente la conseguenza sarà quella di
indebolire ancora di più di quanto già non sia il potere di controllo del
Parlamento accrescendo la discrezionalità dell'Esecutivo.
Nessuna notizia sul tema dei "bond" e delle obbligazioni convertibili che le
banche con patrimoni insufficienti dovrebbero emettere e il Tesoro
sottoscrivere. Tutto rinviato. Meglio così, è un segno di solidità del
nostro sistema bancario. Sembra però che Tesoro e banche stiano trattando un
accordo sul credito alle piccole e medie imprese, quello che la
Confindustria chiede con crescente insistenza ma di cui ancora non c'è
preannuncio. Sembra che il governo vorrebbe affidare ai prefetti (!) la
vigilanza sull'esecuzione dell'accordo in questione quando e se si farà. Se
questa fosse la soluzione, avremo una politicizzazione del credito che
neppure il fascismo riuscì ad imporre al sistema bancario. Capisco che siamo
in tempi molto agitati, ma l'eccezionalità non giustifica lo stravolgimento
dei mercati e della Costituzione materiale.
Post scriptum. La ciliegina su questa torta purtroppo assai sottile è
rappresentata dal raddoppio dell'Iva, dal 10 al 20 per cento, sui contratti
di Sky con i propri utenti. Si tratta di milioni di contratti e di un
provvedimento che raschierebbe l'intero margine lordo di quell'impresa che
opera sull'emittenza digitale.
Siamo in pieno conflitto di interessi. Un governo presieduto dal
proprietario di Mediaset emana un decreto che mette fuori mercato un suo
diretto concorrente.
La ministra Carfagna rispondendo in una trasmissione televisiva ad una
domanda sulla proprietà di Mediaset, disse non a caso che "in queste
questioni Berlusconi fa quello che gli pare". Aveva l'aria di approvarlo e
non di biasimarlo ed è evidentemente così: fa quello che gli pare. In questo
caso però la faccia ce la mettono Tremonti e l'intero Consiglio dei
ministri, Carfagna compresa.
La decenza consiglierebbe di ritirarla subito questa sconcezza.
30/11/2008 - 09:30
--
__________________________________
Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto,
l'ultimo fiume avvelenato,
l'ultimo pesce pescato,
l'ultimo animale libero ucciso...
Vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
(Nativi Cree).
L' ho sempre detto che sono dei PERDENTI, uolter in the world we can (anche
in inglese lanciano slogan!!) e' stato il piu' coraggioso ed ha TROMBATO il
MORTADELLA detto la sanguisuga nei circoli AVIS.....Padoa che ti fa
Schioppa' e' considerato il vero dracula moderno, degno del piu' famoso
vampiro della transilvania..... mai come lui affino' l' arte di succhiare
quattrini al popolo povero della sinistra!!! li ha messi a 90 e
loro.....zitti....."tanto se lo fa va bene e' uno dei nostri".....simili
affermazioni si udivano nelle case del popolo.....lo pigliavano e tacevano.
Uolter si e' incacchiato e li ha TROMBATI entrambi!!
Francamente spero il PD si smarchi dai Dipietristi Berluscofobi ed inizi un
vero dialogo con l' altra parte, pero' credo che con questa MASNADA di
sessantottini signori NO non si riesca a fare un piffero.
Spero in una ventata di aria pura e persone nuove, questi sono ormai tutti
sgamati, alcuni lo hanno capito come PARISI
"....Il totale dei 300 giorni di Veltroni porta il segno meno; 100 giorni di
Berlusconi sembrano avere il segno più» ha detto Parisi ....."
Con la crisi attuale il governo fa il possibile, sono contrario solo alla
NON abolizione immediata delle province voluta dalla LEGA.
Per questo non votero' mai BOSSI.
E votero' il Cav. alle prossime!
"con questi dirigenti non vincerete mai ...piu'!"
Nanni Moretti
"C'èra un GAP aperto a 1,1!!!!®" <ZiosIgnalll@Zio.itt> ha scritto nel
messaggio news:BXEYk.113383$Ca.21888@twister2.libero.it...
> Una manovra inesistente da cinque miliardi
> PRESI UNO per uno i provvedimenti della manovra di Tremonti sono quasi
tutti
> da approvare anche se alcuni di essi (dirò tra poco quali) suscitano forti
> preoccupazioni. Ma la manovra nel suo complesso è inesistente. Mobilita in
> tutto e per tutto cinque miliardi di danaro fresco cioè il 30 per cento di
> un punto di Pil per quanto riguarda il sostegno della domanda e gli
stimoli
> alla produzione.
> Il piano di investimenti è apparentemente più ambizioso perché ammonta a
16
> miliardi, ma non sono risorse fresche. Erano somme già previste e
stanziate
> su altri capitoli e con altre destinazioni. Il ministro dell'Economia
> avrebbe potuto (anzi dovuto) mobilitarle fin dallo scorso giugno, visto
che
> aveva precocemente intuito che una crisi di enormi proporzioni stava
> arrivando. Ha perso cinque mesi preziosi e purtroppo ne dovranno passare a
> dir poco altri dodici prima che si aprano i cantieri e sia assunta la mano
> d'opera necessaria.
> Naturalmente quest'avarizia nella spesa è motivata dalla necessità di
stare
> nei limiti imposti dalle regole europee. Questo aspetto della questione
> merita d'essere approfondito.
> Il deficit lasciato dal precedente governo Prodi era al di sotto del 2 per
> cento. A metà novembre, cioè prima della manovra approvata venerdì scorso
ma
> dopo la Finanziaria 2009, il deficit viaggiava attorno al 3 per cento.
> Scontava infatti i tre miliardi dovuti all'abolizione dell'Ici, i tre
> miliardi derivanti dall'operazione Alitalia, l'aumento del fabbisogno
> derivante dai minori incassi tributari.
> L'insieme di questi fenomeni hanno peggiorato i nostri conti pubblici per
un
> punto di Pil e questa è la ragione della politica dei tagli voluta da
> Tremonti "per mettere in sicurezza il bilancio" come ha più volte
ripetuto.
> Se non fosse stata abolita l'Ici (che non ha prodotto nulla di positivo
sul
> rilancio della domanda), se non fosse stata creata la nuova Alitalia
> tricolore e non si fosse abbassata la guardia sull'evasione fiscale,
avremmo
> avuto oggi un punto di Pil, cioè 15 miliardi, da spendere per
rivitalizzare
> i consumi e un altro mezzo punto di sforamento consentito da Bruxelles per
> chi ha i conti in sicurezza.
> In totale 22 miliardi. Vedi caso, è la stessa cifra chiesta da Epifani e
> dall'opposizione per determinare la svolta che non c'è stata e non poteva
> esservi. Tremonti ha ripetuto più volte che non fa miracoli e l'ha detto
> perfino Berlusconi che i miracoli è di solito convinto di poterli fare. Se
> il nostro ministro dell'Economia avesse in giugno avuto nei confronti del
> "premier" la stessa grinta dei giorni scorsi, se avesse bloccato l'Ici e
> l'Alitalia tricolore, se non avesse dato tregua all'evasione fiscale, oggi
> avrebbe avuto la possibilità di effettuare una politica keynesiana che
> viceversa è stata impossibile nelle condizioni date.
> * * *
> Ho premesso che i singoli provvedimenti approvati venerdì scorso sono
tutti
> da approvare. Quasi tutti. Confermo. Ho detto che alcuni sono
politicamente
> preoccupanti. In particolare è preoccupante l'autorizzazione data alla
Cassa
> Depositi e Prestiti di utilizzare il risparmio postale per operazioni
> bancarie vere e proprie, che rappresenta un'innovazione radicale e non
> prevista dallo statuto della Cassa e dalle leggi che ne regolano
l'attività.
> Il risparmio postale ammonta più o meno a centomila miliardi ed è
destinato
> ad aumentare in futuro. Il suo impiego è di concedere mutui a basso tasso
> d'interesse agli enti locali per il finanziamento di opere pubbliche da
essi
> deciso. I mutui hanno garanzia pubblica e pertanto il risparmio postale è
> pubblicamente garantito.
> L'innovazione voluta da Tremonti non è da poco. D'ora in avanti la Cassa
> potrà effettuare direttamente e sotto la propria responsabilità
> finanziamenti ad infrastrutture "segnalate" da enti locali che non saranno
> però loro i debitori. La Cassa aprirà dunque una sua gestione speciale per
> un importo per ora limitato a 30 miliardi; le operazioni saranno
controllate
> dal Tesoro e non passeranno per i canali usuali della pubblica
> amministrazione. Si tratterà insomma di finanziamenti bancari e quindi
> discrezionali decisi dagli organi dirigenti della Cassa sotto il controllo
> del Tesoro.
> Tremonti voleva una banca del Sud? Adesso ce l'ha per tutt'Italia ed è una
> banca di grandi dimensioni. L'autorizzazione di venerdì scorso prelude
alla
> riscrittura dello statuto della Cassa e alla "mainmise" sull'intera
raccolta
> del risparmio postale. Si tratta di un'innovazione in linea coi tempi ma è
> preoccupante la potenza e la discrezionalità che viene in tal modo
conferita
> ad un singolo ministro. Mi sorge il dubbio che vi sia l'ombra
> dell'incostituzionalità, in quanto la nuova norma è contenuta in un
> decreto-legge che, per quanto riguarda questo specifico provvedimento, non
> mi pare abbia le caratteristiche dell'urgenza prevista dalla Costituzione.
> * * *
> Le cifre della manovra vera e propria sono le seguenti. Bonus per le
> famiglie (che sarà versato nel febbraio 2009) 2.400 milioni; aumento della
> Cassa integrazione 600 milioni; ancoraggio dei mutui immobiliari al tasso
> del 4 per cento per un costo di 600 milioni. Totale 3.600 milioni.
> I provvedimenti di stimolo alle imprese e di detassazione ammontano
> complessivamente a circa due miliardi, sicché il totale generale della
> manovra è, come già si è detto, di cinque miliardi e mezzo.
> Bene il bonus alle famiglie, bene il rafforzamento degli ammortizzatori
> sociali, bene l'Iva da pagare al momento dell'incasso, bene gli sconti
> sull'Ires e sull'Irap, bene il blocco delle tariffe ferroviarie in favore
> dei pendolari, bene aver annullato la detassazione degli straordinari (in
> tempi di recessione sono ben poche le aziende che ricorrono agli
> straordinari che comunque vanno contro la formazione di nuovi posti di
> lavoro. Finalmente il ministro dell'Economia l'ha capito).
> Non va invece affatto bene non aver detassato i salari e le pensioni.
> Tremonti ha sempre parlato della necessità di evitare i benefici a pioggia
e
> di concentrarli invece su pochissimi obiettivi, soprattutto in un periodo
di
> scarsità. Invece ha fatto esattamente il contrario ed è per questo che la
> sua non è una manovra ma uno stillicidio di interventi disseminati in 36
> articoli. Ne bastavano un paio o poco più. Bastava concentrare tutte le
> risorse disponibili sulla detassazione dei salari al di sotto d'una soglia
> di 30 mila euro di reddito.
> Qui si apre un altro tema della massima importanza: i provvedimenti presi
> riusciranno a rimettere in moto la domanda? Perché esiste il concreto
> rischio che la pioggia dei benefici vada a risparmio e non a consumi.
> Se si trattasse di benefici duraturi, strutturali, gli effetti sui consumi
> quasi certamente ci sarebbero. Si tratta invece di "una tantum" e quindi
gli
> effetti desiderati è improbabile che si verifichino. Ma come fare a
renderli
> duraturi con risorse così limitate?
> Ci sono tre possibili soluzioni a questo problema.
> 1. Tagliare gli sprechi e devolverli al sostegno duraturo dei salari, cioè
> ad una vera e propria redistribuzione del reddito. Ma i tagli sono stati
già
> effettuati nella Finanziaria e con tutt'altra destinazione.
> 2. Tassare i redditi miliardari, le innumerevoli rendite esistenti, i
> redditi sommersi.
> 3. Puntare sulla crescita e sulle nuove risorse tributarie che essa
> determinerebbe.
> Le soluzioni di cui ai numeri 2 e 3 non sono alternative e possono essere
> utilmente miscelate. Ma se non s'imbocca questa strada avremo soltanto
> provvedimenti "spot" di assistenza sociale e come tali con un pregevole
> significato etico, ma nessun effetto di rilancio sulle capacità produttive
> del Paese.
> Aggiungo che l'insieme delle misure fin qui approvate penalizzano
nettamente
> i salariati delle regioni settentrionali, nelle quali si concentra la
parte
> maggiore del lavoro operaio. Si parla tanto di questione settentrionale ma
> non sembra che l'opinione nordista, prevalente nella maggioranza di
> centrodestra, si sia resa conto di quest'aspetto tutt'altro che marginale
> del decreto in questione. I benefici a pioggia sulle famiglie hanno
tagliato
> fuori il lavoro dipendente che entra nel quadro solo tangenzialmente e
> marginalmente.
> Per il lavoro autonomo ci sarà la revisione degli studi di settore e la
> detassazione avverrà in quel modo. Ma per il lavoro dipendente non è
> previsto nulla di specifico. Non si capisce in questo quadro che cosa
> abbiano ottenuto la Cisl e la Uil che hanno dato il loro accordo a questa
> pseudo-manovra. La detassazione dei miglioramenti salariali di secondo
> livello? Ed è per questi spiccioli che hanno rotto l'unità sindacale?
> * * *
> Ci sarebbero parecchie altre osservazioni da fare sui 36 articoli del
> decreto. Faccio solo qualche esempio.
> Esiste un fondo soprannominato Scajola, per dire infrastrutture
> emergenziali. Esiste un altro fondo soprannominato Sacconi, per dire
> provvedimenti aggiuntivi sul lavoro ove si rendessero necessari (e si
> renderanno sicuramente necessari) c'era, e sarà in parte riposizionato, un
> fondo per le aree sottosviluppate (Fas) di oltre 50 miliardi, dei quali 25
> sono stati ricollocati da Tremonti per infrastrutture a tempo futuro.
> Quest'abitudine di accumulare denari in fondi provvisori dai quali
attingere
> a tempo opportuno può essere un accorgimento utile in casi eccezionali ma
se
> diventa, come sta diventando, un uso corrente la conseguenza sarà quella
di
> indebolire ancora di più di quanto già non sia il potere di controllo del
> Parlamento accrescendo la discrezionalità dell'Esecutivo.
> Nessuna notizia sul tema dei "bond" e delle obbligazioni convertibili che
le
> banche con patrimoni insufficienti dovrebbero emettere e il Tesoro
> sottoscrivere. Tutto rinviato. Meglio così, è un segno di solidità del
> nostro sistema bancario. Sembra però che Tesoro e banche stiano trattando
un
> accordo sul credito alle piccole e medie imprese, quello che la
> Confindustria chiede con crescente insistenza ma di cui ancora non c'è
> preannuncio. Sembra che il governo vorrebbe affidare ai prefetti (!) la
> vigilanza sull'esecuzione dell'accordo in questione quando e se si farà.
Se
> questa fosse la soluzione, avremo una politicizzazione del credito che
> neppure il fascismo riuscì ad imporre al sistema bancario. Capisco che
siamo
> in tempi molto agitati, ma l'eccezionalità non giustifica lo
stravolgimento
> dei mercati e della Costituzione materiale.
> Post scriptum. La ciliegina su questa torta purtroppo assai sottile è
> rappresentata dal raddoppio dell'Iva, dal 10 al 20 per cento, sui
contratti
> di Sky con i propri utenti. Si tratta di milioni di contratti e di un
> provvedimento che raschierebbe l'intero margine lordo di quell'impresa che
> opera sull'emittenza digitale.
> Siamo in pieno conflitto di interessi. Un governo presieduto dal
> proprietario di Mediaset emana un decreto che mette fuori mercato un suo
> diretto concorrente.
> La ministra Carfagna rispondendo in una trasmissione televisiva ad una
> domanda sulla proprietà di Mediaset, disse non a caso che "in queste
> questioni Berlusconi fa quello che gli pare". Aveva l'aria di approvarlo e
> non di biasimarlo ed è evidentemente così: fa quello che gli pare. In
questo
> caso però la faccia ce la mettono Tremonti e l'intero Consiglio dei
> ministri, Carfagna compresa.
> La decenza consiglierebbe di ritirarla subito questa sconcezza.
> 30/11/2008 - 09:30
> --
> __________________________________
> Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto,
> l'ultimo fiume avvelenato,
> l'ultimo pesce pescato,
> l'ultimo animale libero ucciso...
> Vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
> (Nativi Cree).
Il Mon, 01 Dec 2008 00:15:05 +0100, New Age ha scritto:
> un piffero. Spero in una ventata di aria pura e persone nuove, questi
> sono ormai tutti sgamati, alcuni lo hanno capito come PARISI "....Il
> totale dei 300 giorni di Veltroni porta il segno meno; 100 giorni di
> Berlusconi sembrano avere il segno più» ha detto Parisi ....." Con la
guarda che abbiamo passato i 200... la vernice si e' scrostata alla prima
pioggia.
> crisi attuale il governo fa il possibile, sono contrario solo alla NON
> abolizione immediata delle province voluta dalla LEGA. Per questo non
> votero' mai BOSSI.
> E votero' il Cav. alle prossime!
fai bene, se ti piace proprio prenderlo nel culo.
> "con questi dirigenti non vincerete mai ...piu'!"
ma sempre le stesse cazzate dici??
Secondo me fai copia e incolla... scusa per una volta pe rtutte riesci a
rispondere in maniera pertinente o devo davvero desumere che ti hanno fatto
il lavaggio del cervello con un cantilena trita e ritratche sianmo dei
perdenti etc. Quella è un'analisi dettagliata, se vuoi fare un favore la tuo
padrone (tu sei lo schiavo non dimenticarlo) cerca di rispondere punto per
punto mostrandoci dove consiste la manovra e quanto son stati capaci si
urinatoi qua.
Altrimenti taci, fai più bella figura!!
"New Age" <marmals@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:49331e1d$0$1080$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> L' ho sempre detto che sono dei PERDENTI, uolter in the world we can
> (anche
> in inglese lanciano slogan!!) e' stato il piu' coraggioso ed ha TROMBATO
> il
> MORTADELLA detto la sanguisuga nei circoli AVIS.....Padoa che ti fa
> Schioppa' e' considerato il vero dracula moderno, degno del piu' famoso
> vampiro della transilvania..... mai come lui affino' l' arte di succhiare
> quattrini al popolo povero della sinistra!!! li ha messi a 90 e
> loro.....zitti....."tanto se lo fa va bene e' uno dei nostri".....simili
> affermazioni si udivano nelle case del popolo.....lo pigliavano e
> tacevano.
> Uolter si e' incacchiato e li ha TROMBATI entrambi!!
> Francamente spero il PD si smarchi dai Dipietristi Berluscofobi ed inizi
> un
> vero dialogo con l' altra parte, pero' credo che con questa MASNADA di
> sessantottini signori NO non si riesca a fare un piffero.
> Spero in una ventata di aria pura e persone nuove, questi sono ormai tutti
> sgamati, alcuni lo hanno capito come PARISI
> "....Il totale dei 300 giorni di Veltroni porta il segno meno; 100 giorni
> di
> Berlusconi sembrano avere il segno più» ha detto Parisi ....."
> Con la crisi attuale il governo fa il possibile, sono contrario solo alla
> NON abolizione immediata delle province voluta dalla LEGA.
> Per questo non votero' mai BOSSI.
> E votero' il Cav. alle prossime!
> "con questi dirigenti non vincerete mai ...piu'!"
> Nanni Moretti
> "C'èra un GAP aperto a 1,1!!!!®" <ZiosIgnalll@Zio.itt> ha scritto nel
> messaggio news:BXEYk.113383$Ca.21888@twister2.libero.it...
>> Una manovra inesistente da cinque miliardi
>>> PRESI UNO per uno i provvedimenti della manovra di Tremonti sono quasi
> tutti
>> da approvare anche se alcuni di essi (dirò tra poco quali) suscitano
>> forti
>> preoccupazioni. Ma la manovra nel suo complesso è inesistente. Mobilita
>> in
>> tutto e per tutto cinque miliardi di danaro fresco cioè il 30 per cento
>> di
>> un punto di Pil per quanto riguarda il sostegno della domanda e gli
> stimoli
>> alla produzione.
>>> Il piano di investimenti è apparentemente più ambizioso perché ammonta a
> 16
>> miliardi, ma non sono risorse fresche. Erano somme già previste e
> stanziate
>> su altri capitoli e con altre destinazioni. Il ministro dell'Economia
>> avrebbe potuto (anzi dovuto) mobilitarle fin dallo scorso giugno, visto
> che
>> aveva precocemente intuito che una crisi di enormi proporzioni stava
>> arrivando. Ha perso cinque mesi preziosi e purtroppo ne dovranno passare
>> a
>> dir poco altri dodici prima che si aprano i cantieri e sia assunta la
>> mano
>> d'opera necessaria.
>>> Naturalmente quest'avarizia nella spesa è motivata dalla necessità di
> stare
>> nei limiti imposti dalle regole europee. Questo aspetto della questione
>> merita d'essere approfondito.
>> Il deficit lasciato dal precedente governo Prodi era al di sotto del 2
>> per
>> cento. A metà novembre, cioè prima della manovra approvata venerdì scorso
> ma
>> dopo la Finanziaria 2009, il deficit viaggiava attorno al 3 per cento.
>> Scontava infatti i tre miliardi dovuti all'abolizione dell'Ici, i tre
>> miliardi derivanti dall'operazione Alitalia, l'aumento del fabbisogno
>> derivante dai minori incassi tributari.
>>> L'insieme di questi fenomeni hanno peggiorato i nostri conti pubblici per
> un
>> punto di Pil e questa è la ragione della politica dei tagli voluta da
>> Tremonti "per mettere in sicurezza il bilancio" come ha più volte
> ripetuto.
>> Se non fosse stata abolita l'Ici (che non ha prodotto nulla di positivo
> sul
>> rilancio della domanda), se non fosse stata creata la nuova Alitalia
>> tricolore e non si fosse abbassata la guardia sull'evasione fiscale,
> avremmo
>> avuto oggi un punto di Pil, cioè 15 miliardi, da spendere per
> rivitalizzare
>> i consumi e un altro mezzo punto di sforamento consentito da Bruxelles
>> per
>> chi ha i conti in sicurezza.
>>> In totale 22 miliardi. Vedi caso, è la stessa cifra chiesta da Epifani e
>> dall'opposizione per determinare la svolta che non c'è stata e non poteva
>> esservi. Tremonti ha ripetuto più volte che non fa miracoli e l'ha detto
>> perfino Berlusconi che i miracoli è di solito convinto di poterli fare.
>> Se
>> il nostro ministro dell'Economia avesse in giugno avuto nei confronti del
>> "premier" la stessa grinta dei giorni scorsi, se avesse bloccato l'Ici e
>> l'Alitalia tricolore, se non avesse dato tregua all'evasione fiscale,
>> oggi
>> avrebbe avuto la possibilità di effettuare una politica keynesiana che
>> viceversa è stata impossibile nelle condizioni date.
>>> * * *
>>> Ho premesso che i singoli provvedimenti approvati venerdì scorso sono
> tutti
>> da approvare. Quasi tutti. Confermo. Ho detto che alcuni sono
> politicamente
>> preoccupanti. In particolare è preoccupante l'autorizzazione data alla
> Cassa
>> Depositi e Prestiti di utilizzare il risparmio postale per operazioni
>> bancarie vere e proprie, che rappresenta un'innovazione radicale e non
>> prevista dallo statuto della Cassa e dalle leggi che ne regolano
> l'attività.
>>> Il risparmio postale ammonta più o meno a centomila miliardi ed è
> destinato
>> ad aumentare in futuro. Il suo impiego è di concedere mutui a basso tasso
>> d'interesse agli enti locali per il finanziamento di opere pubbliche da
> essi
>> deciso. I mutui hanno garanzia pubblica e pertanto il risparmio postale è
>> pubblicamente garantito.
>>> L'innovazione voluta da Tremonti non è da poco. D'ora in avanti la Cassa
>> potrà effettuare direttamente e sotto la propria responsabilità
>> finanziamenti ad infrastrutture "segnalate" da enti locali che non
>> saranno
>> però loro i debitori. La Cassa aprirà dunque una sua gestione speciale
>> per
>> un importo per ora limitato a 30 miliardi; le operazioni saranno
> controllate
>> dal Tesoro e non passeranno per i canali usuali della pubblica
>> amministrazione. Si tratterà insomma di finanziamenti bancari e quindi
>> discrezionali decisi dagli organi dirigenti della Cassa sotto il
>> controllo
>> del Tesoro.
>>> Tremonti voleva una banca del Sud? Adesso ce l'ha per tutt'Italia ed è
>> una
>> banca di grandi dimensioni. L'autorizzazione di venerdì scorso prelude
> alla
>> riscrittura dello statuto della Cassa e alla "mainmise" sull'intera
> raccolta
>> del risparmio postale. Si tratta di un'innovazione in linea coi tempi ma
>> è
>> preoccupante la potenza e la discrezionalità che viene in tal modo
> conferita
>> ad un singolo ministro. Mi sorge il dubbio che vi sia l'ombra
>> dell'incostituzionalità, in quanto la nuova norma è contenuta in un
>> decreto-legge che, per quanto riguarda questo specifico provvedimento,
>> non
>> mi pare abbia le caratteristiche dell'urgenza prevista dalla
>> Costituzione.
>>> * * *
>>> Le cifre della manovra vera e propria sono le seguenti. Bonus per le
>> famiglie (che sarà versato nel febbraio 2009) 2.400 milioni; aumento
>> della
>> Cassa integrazione 600 milioni; ancoraggio dei mutui immobiliari al tasso
>> del 4 per cento per un costo di 600 milioni. Totale 3.600 milioni.
>>> I provvedimenti di stimolo alle imprese e di detassazione ammontano
>> complessivamente a circa due miliardi, sicché il totale generale della
>> manovra è, come già si è detto, di cinque miliardi e mezzo.
>> Bene il bonus alle famiglie, bene il rafforzamento degli ammortizzatori
>> sociali, bene l'Iva da pagare al momento dell'incasso, bene gli sconti
>> sull'Ires e sull'Irap, bene il blocco delle tariffe ferroviarie in favore
>> dei pendolari, bene aver annullato la detassazione degli straordinari (in
>> tempi di recessione sono ben poche le aziende che ricorrono agli
>> straordinari che comunque vanno contro la formazione di nuovi posti di
>> lavoro. Finalmente il ministro dell'Economia l'ha capito).
>>> Non va invece affatto bene non aver detassato i salari e le pensioni.
>> Tremonti ha sempre parlato della necessità di evitare i benefici a
>> pioggia
> e
>> di concentrarli invece su pochissimi obiettivi, soprattutto in un periodo
> di
>> scarsità. Invece ha fatto esattamente il contrario ed è per questo che la
>> sua non è una manovra ma uno stillicidio di interventi disseminati in 36
>> articoli. Ne bastavano un paio o poco più. Bastava concentrare tutte le
>> risorse disponibili sulla detassazione dei salari al di sotto d'una
>> soglia
>> di 30 mila euro di reddito.
>>> Qui si apre un altro tema della massima importanza: i provvedimenti presi
>> riusciranno a rimettere in moto la domanda? Perché esiste il concreto
>> rischio che la pioggia dei benefici vada a risparmio e non a consumi.
>> Se si trattasse di benefici duraturi, strutturali, gli effetti sui
>> consumi
>> quasi certamente ci sarebbero. Si tratta invece di "una tantum" e quindi
> gli
>> effetti desiderati è improbabile che si verifichino. Ma come fare a
> renderli
>> duraturi con risorse così limitate?
>>> Ci sono tre possibili soluzioni a questo problema.
>> 1. Tagliare gli sprechi e devolverli al sostegno duraturo dei salari,
>> cioè
>> ad una vera e propria redistribuzione del reddito. Ma i tagli sono stati
> già
>> effettuati nella Finanziaria e con tutt'altra destinazione.
>> 2. Tassare i redditi miliardari, le innumerevoli rendite esistenti, i
>> redditi sommersi.
>> 3. Puntare sulla crescita e sulle nuove risorse tributarie che essa
>> determinerebbe.
>>> Le soluzioni di cui ai numeri 2 e 3 non sono alternative e possono essere
>> utilmente miscelate. Ma se non s'imbocca questa strada avremo soltanto
>> provvedimenti "spot" di assistenza sociale e come tali con un pregevole
>> significato etico, ma nessun effetto di rilancio sulle capacità
>> produttive
>> del Paese.
>>> Aggiungo che l'insieme delle misure fin qui approvate penalizzano
> nettamente
>> i salariati delle regioni settentrionali, nelle quali si concentra la
> parte
>> maggiore del lavoro operaio. Si parla tanto di questione settentrionale
>> ma
>> non sembra che l'opinione nordista, prevalente nella maggioranza di
>> centrodestra, si sia resa conto di quest'aspetto tutt'altro che marginale
>> del decreto in questione. I benefici a pioggia sulle famiglie hanno
> tagliato
>> fuori il lavoro dipendente che entra nel quadro solo tangenzialmente e
>> marginalmente.
>>> Per il lavoro autonomo ci sarà la revisione degli studi di settore e la
>> detassazione avverrà in quel modo. Ma per il lavoro dipendente non è
>> previsto nulla di specifico. Non si capisce in questo quadro che cosa
>> abbiano ottenuto la Cisl e la Uil che hanno dato il loro accordo a questa
>> pseudo-manovra. La detassazione dei miglioramenti salariali di secondo
>> livello? Ed è per questi spiccioli che hanno rotto l'unità sindacale?
>>> * * *
>>> Ci sarebbero parecchie altre osservazioni da fare sui 36 articoli del
>> decreto. Faccio solo qualche esempio.
>> Esiste un fondo soprannominato Scajola, per dire infrastrutture
>> emergenziali. Esiste un altro fondo soprannominato Sacconi, per dire
>> provvedimenti aggiuntivi sul lavoro ove si rendessero necessari (e si
>> renderanno sicuramente necessari) c'era, e sarà in parte riposizionato,
>> un
>> fondo per le aree sottosviluppate (Fas) di oltre 50 miliardi, dei quali
>> 25
>> sono stati ricollocati da Tremonti per infrastrutture a tempo futuro.
>>> Quest'abitudine di accumulare denari in fondi provvisori dai quali
> attingere
>> a tempo opportuno può essere un accorgimento utile in casi eccezionali ma
> se
>> diventa, come sta diventando, un uso corrente la conseguenza sarà quella
> di
>> indebolire ancora di più di quanto già non sia il potere di controllo del
>> Parlamento accrescendo la discrezionalità dell'Esecutivo.
>>> Nessuna notizia sul tema dei "bond" e delle obbligazioni convertibili che
> le
>> banche con patrimoni insufficienti dovrebbero emettere e il Tesoro
>> sottoscrivere. Tutto rinviato. Meglio così, è un segno di solidità del
>> nostro sistema bancario. Sembra però che Tesoro e banche stiano trattando
> un
>> accordo sul credito alle piccole e medie imprese, quello che la
>> Confindustria chiede con crescente insistenza ma di cui ancora non c'è
>> preannuncio. Sembra che il governo vorrebbe affidare ai prefetti (!) la
>> vigilanza sull'esecuzione dell'accordo in questione quando e se si farà.
> Se
>> questa fosse la soluzione, avremo una politicizzazione del credito che
>> neppure il fascismo riuscì ad imporre al sistema bancario. Capisco che
> siamo
>> in tempi molto agitati, ma l'eccezionalità non giustifica lo
> stravolgimento
>> dei mercati e della Costituzione materiale.
>>> Post scriptum. La ciliegina su questa torta purtroppo assai sottile è
>> rappresentata dal raddoppio dell'Iva, dal 10 al 20 per cento, sui
> contratti
>> di Sky con i propri utenti. Si tratta di milioni di contratti e di un
>> provvedimento che raschierebbe l'intero margine lordo di quell'impresa
>> che
>> opera sull'emittenza digitale.
>> Siamo in pieno conflitto di interessi. Un governo presieduto dal
>> proprietario di Mediaset emana un decreto che mette fuori mercato un suo
>> diretto concorrente.
>>> La ministra Carfagna rispondendo in una trasmissione televisiva ad una
>> domanda sulla proprietà di Mediaset, disse non a caso che "in queste
>> questioni Berlusconi fa quello che gli pare". Aveva l'aria di approvarlo
>> e
>> non di biasimarlo ed è evidentemente così: fa quello che gli pare. In
> questo
>> caso però la faccia ce la mettono Tremonti e l'intero Consiglio dei
>> ministri, Carfagna compresa.
>> La decenza consiglierebbe di ritirarla subito questa sconcezza.
>>>>> 30/11/2008 - 09:30
>>>>> --
>> __________________________________
>> Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto,
>> l'ultimo fiume avvelenato,
>> l'ultimo pesce pescato,
>> l'ultimo animale libero ucciso...
>> Vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
>> (Nativi Cree).
>>
Ottimo articolo, fa un quadro della situaizoen chiaro e elogia anche gli
aspetti positivi delal manovra ch eperò annegano nel resto che è appunto
"gattopardesca"!!
Senza contare manovra Sky e la questione della Cassa depositi e prestiti e
il controllo del credito che appunto è fascista e poco liberista.
"C'èra un GAP aperto a 1,1!!!!®" <ZiosIgnalll@Zio.itt> ha scritto nel
messaggio news:BXEYk.113383$Ca.21888@twister2.libero.it...
> Una manovra inesistente da cinque miliardi
> PRESI UNO per uno i provvedimenti della manovra di Tremonti sono quasi
> tutti da approvare anche se alcuni di essi (dirò tra poco quali) suscitano
> forti preoccupazioni. Ma la manovra nel suo complesso è inesistente.
> Mobilita in tutto e per tutto cinque miliardi di danaro fresco cioè il 30
> per cento di un punto di Pil per quanto riguarda il sostegno della domanda
> e gli stimoli alla produzione.
> Il piano di investimenti è apparentemente più ambizioso perché ammonta a
> 16 miliardi, ma non sono risorse fresche. Erano somme già previste e
> stanziate su altri capitoli e con altre destinazioni. Il ministro
> dell'Economia avrebbe potuto (anzi dovuto) mobilitarle fin dallo scorso
> giugno, visto che aveva precocemente intuito che una crisi di enormi
> proporzioni stava arrivando. Ha perso cinque mesi preziosi e purtroppo ne
> dovranno passare a dir poco altri dodici prima che si aprano i cantieri e
> sia assunta la mano d'opera necessaria.
> Naturalmente quest'avarizia nella spesa è motivata dalla necessità di
> stare nei limiti imposti dalle regole europee. Questo aspetto della
> questione merita d'essere approfondito.
> Il deficit lasciato dal precedente governo Prodi era al di sotto del 2 per
> cento. A metà novembre, cioè prima della manovra approvata venerdì scorso
> ma dopo la Finanziaria 2009, il deficit viaggiava attorno al 3 per cento.
> Scontava infatti i tre miliardi dovuti all'abolizione dell'Ici, i tre
> miliardi derivanti dall'operazione Alitalia, l'aumento del fabbisogno
> derivante dai minori incassi tributari.
> L'insieme di questi fenomeni hanno peggiorato i nostri conti pubblici per
> un punto di Pil e questa è la ragione della politica dei tagli voluta da
> Tremonti "per mettere in sicurezza il bilancio" come ha più volte
> ripetuto.
> Se non fosse stata abolita l'Ici (che non ha prodotto nulla di positivo
> sul rilancio della domanda), se non fosse stata creata la nuova Alitalia
> tricolore e non si fosse abbassata la guardia sull'evasione fiscale,
> avremmo avuto oggi un punto di Pil, cioè 15 miliardi, da spendere per
> rivitalizzare i consumi e un altro mezzo punto di sforamento consentito da
> Bruxelles per chi ha i conti in sicurezza.
> In totale 22 miliardi. Vedi caso, è la stessa cifra chiesta da Epifani e
> dall'opposizione per determinare la svolta che non c'è stata e non poteva
> esservi. Tremonti ha ripetuto più volte che non fa miracoli e l'ha detto
> perfino Berlusconi che i miracoli è di solito convinto di poterli fare. Se
> il nostro ministro dell'Economia avesse in giugno avuto nei confronti del
> "premier" la stessa grinta dei giorni scorsi, se avesse bloccato l'Ici e
> l'Alitalia tricolore, se non avesse dato tregua all'evasione fiscale, oggi
> avrebbe avuto la possibilità di effettuare una politica keynesiana che
> viceversa è stata impossibile nelle condizioni date.
> * * *
> Ho premesso che i singoli provvedimenti approvati venerdì scorso sono
> tutti da approvare. Quasi tutti. Confermo. Ho detto che alcuni sono
> politicamente preoccupanti. In particolare è preoccupante l'autorizzazione
> data alla Cassa Depositi e Prestiti di utilizzare il risparmio postale per
> operazioni bancarie vere e proprie, che rappresenta un'innovazione
> radicale e non prevista dallo statuto della Cassa e dalle leggi che ne
> regolano l'attività.
> Il risparmio postale ammonta più o meno a centomila miliardi ed è
> destinato ad aumentare in futuro. Il suo impiego è di concedere mutui a
> basso tasso d'interesse agli enti locali per il finanziamento di opere
> pubbliche da essi deciso. I mutui hanno garanzia pubblica e pertanto il
> risparmio postale è pubblicamente garantito.
> L'innovazione voluta da Tremonti non è da poco. D'ora in avanti la Cassa
> potrà effettuare direttamente e sotto la propria responsabilità
> finanziamenti ad infrastrutture "segnalate" da enti locali che non saranno
> però loro i debitori. La Cassa aprirà dunque una sua gestione speciale per
> un importo per ora limitato a 30 miliardi; le operazioni saranno
> controllate dal Tesoro e non passeranno per i canali usuali della pubblica
> amministrazione. Si tratterà insomma di finanziamenti bancari e quindi
> discrezionali decisi dagli organi dirigenti della Cassa sotto il controllo
> del Tesoro.
> Tremonti voleva una banca del Sud? Adesso ce l'ha per tutt'Italia ed è una
> banca di grandi dimensioni. L'autorizzazione di venerdì scorso prelude
> alla riscrittura dello statuto della Cassa e alla "mainmise" sull'intera
> raccolta del risparmio postale. Si tratta di un'innovazione in linea coi
> tempi ma è preoccupante la potenza e la discrezionalità che viene in tal
> modo conferita ad un singolo ministro. Mi sorge il dubbio che vi sia
> l'ombra dell'incostituzionalità, in quanto la nuova norma è contenuta in
> un decreto-legge che, per quanto riguarda questo specifico provvedimento,
> non mi pare abbia le caratteristiche dell'urgenza prevista dalla
> Costituzione.
> * * *
> Le cifre della manovra vera e propria sono le seguenti. Bonus per le
> famiglie (che sarà versato nel febbraio 2009) 2.400 milioni; aumento della
> Cassa integrazione 600 milioni; ancoraggio dei mutui immobiliari al tasso
> del 4 per cento per un costo di 600 milioni. Totale 3.600 milioni.
> I provvedimenti di stimolo alle imprese e di detassazione ammontano
> complessivamente a circa due miliardi, sicché il totale generale della
> manovra è, come già si è detto, di cinque miliardi e mezzo.
> Bene il bonus alle famiglie, bene il rafforzamento degli ammortizzatori
> sociali, bene l'Iva da pagare al momento dell'incasso, bene gli sconti
> sull'Ires e sull'Irap, bene il blocco delle tariffe ferroviarie in favore
> dei pendolari, bene aver annullato la detassazione degli straordinari (in
> tempi di recessione sono ben poche le aziende che ricorrono agli
> straordinari che comunque vanno contro la formazione di nuovi posti di
> lavoro. Finalmente il ministro dell'Economia l'ha capito).
> Non va invece affatto bene non aver detassato i salari e le pensioni.
> Tremonti ha sempre parlato della necessità di evitare i benefici a pioggia
> e di concentrarli invece su pochissimi obiettivi, soprattutto in un
> periodo di scarsità. Invece ha fatto esattamente il contrario ed è per
> questo che la sua non è una manovra ma uno stillicidio di interventi
> disseminati in 36 articoli. Ne bastavano un paio o poco più. Bastava
> concentrare tutte le risorse disponibili sulla detassazione dei salari al
> di sotto d'una soglia di 30 mila euro di reddito.
> Qui si apre un altro tema della massima importanza: i provvedimenti presi
> riusciranno a rimettere in moto la domanda? Perché esiste il concreto
> rischio che la pioggia dei benefici vada a risparmio e non a consumi.
> Se si trattasse di benefici duraturi, strutturali, gli effetti sui consumi
> quasi certamente ci sarebbero. Si tratta invece di "una tantum" e quindi
> gli effetti desiderati è improbabile che si verifichino. Ma come fare a
> renderli duraturi con risorse così limitate?
> Ci sono tre possibili soluzioni a questo problema.
> 1. Tagliare gli sprechi e devolverli al sostegno duraturo dei salari, cioè
> ad una vera e propria redistribuzione del reddito. Ma i tagli sono stati
> già effettuati nella Finanziaria e con tutt'altra destinazione.
> 2. Tassare i redditi miliardari, le innumerevoli rendite esistenti, i
> redditi sommersi.
> 3. Puntare sulla crescita e sulle nuove risorse tributarie che essa
> determinerebbe.
> Le soluzioni di cui ai numeri 2 e 3 non sono alternative e possono essere
> utilmente miscelate. Ma se non s'imbocca questa strada avremo soltanto
> provvedimenti "spot" di assistenza sociale e come tali con un pregevole
> significato etico, ma nessun effetto di rilancio sulle capacità produttive
> del Paese.
> Aggiungo che l'insieme delle misure fin qui approvate penalizzano
> nettamente i salariati delle regioni settentrionali, nelle quali si
> concentra la parte maggiore del lavoro operaio. Si parla tanto di
> questione settentrionale ma non sembra che l'opinione nordista, prevalente
> nella maggioranza di centrodestra, si sia resa conto di quest'aspetto
> tutt'altro che marginale del decreto in questione. I benefici a pioggia
> sulle famiglie hanno tagliato fuori il lavoro dipendente che entra nel
> quadro solo tangenzialmente e marginalmente.
> Per il lavoro autonomo ci sarà la revisione degli studi di settore e la
> detassazione avverrà in quel modo. Ma per il lavoro dipendente non è
> previsto nulla di specifico. Non si capisce in questo quadro che cosa
> abbiano ottenuto la Cisl e la Uil che hanno dato il loro accordo a questa
> pseudo-manovra. La detassazione dei miglioramenti salariali di secondo
> livello? Ed è per questi spiccioli che hanno rotto l'unità sindacale?
> * * *
> Ci sarebbero parecchie altre osservazioni da fare sui 36 articoli del
> decreto. Faccio solo qualche esempio.
> Esiste un fondo soprannominato Scajola, per dire infrastrutture
> emergenziali. Esiste un altro fondo soprannominato Sacconi, per dire
> provvedimenti aggiuntivi sul lavoro ove si rendessero necessari (e si
> renderanno sicuramente necessari) c'era, e sarà in parte riposizionato, un
> fondo per le aree sottosviluppate (Fas) di oltre 50 miliardi, dei quali 25
> sono stati ricollocati da Tremonti per infrastrutture a tempo futuro.
> Quest'abitudine di accumulare denari in fondi provvisori dai quali
> attingere a tempo opportuno può essere un accorgimento utile in casi
> eccezionali ma se diventa, come sta diventando, un uso corrente la
> conseguenza sarà quella di indebolire ancora di più di quanto già non sia
> il potere di controllo del Parlamento accrescendo la discrezionalità
> dell'Esecutivo.
> Nessuna notizia sul tema dei "bond" e delle obbligazioni convertibili che
> le banche con patrimoni insufficienti dovrebbero emettere e il Tesoro
> sottoscrivere. Tutto rinviato. Meglio così, è un segno di solidità del
> nostro sistema bancario. Sembra però che Tesoro e banche stiano trattando
> un accordo sul credito alle piccole e medie imprese, quello che la
> Confindustria chiede con crescente insistenza ma di cui ancora non c'è
> preannuncio. Sembra che il governo vorrebbe affidare ai prefetti (!) la
> vigilanza sull'esecuzione dell'accordo in questione quando e se si farà.
> Se questa fosse la soluzione, avremo una politicizzazione del credito che
> neppure il fascismo riuscì ad imporre al sistema bancario. Capisco che
> siamo in tempi molto agitati, ma l'eccezionalità non giustifica lo
> stravolgimento dei mercati e della Costituzione materiale.
> Post scriptum. La ciliegina su questa torta purtroppo assai sottile è
> rappresentata dal raddoppio dell'Iva, dal 10 al 20 per cento, sui
> contratti di Sky con i propri utenti. Si tratta di milioni di contratti e
> di un provvedimento che raschierebbe l'intero margine lordo di
> quell'impresa che opera sull'emittenza digitale.
> Siamo in pieno conflitto di interessi. Un governo presieduto dal
> proprietario di Mediaset emana un decreto che mette fuori mercato un suo
> diretto concorrente.
> La ministra Carfagna rispondendo in una trasmissione televisiva ad una
> domanda sulla proprietà di Mediaset, disse non a caso che "in queste
> questioni Berlusconi fa quello che gli pare". Aveva l'aria di approvarlo e
> non di biasimarlo ed è evidentemente così: fa quello che gli pare. In
> questo caso però la faccia ce la mettono Tremonti e l'intero Consiglio dei
> ministri, Carfagna compresa.
> La decenza consiglierebbe di ritirarla subito questa sconcezza.
> 30/11/2008 - 09:30
> --
> __________________________________
> Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto,
> l'ultimo fiume avvelenato,
> l'ultimo pesce pescato,
> l'ultimo animale libero ucciso...
> Vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
> (Nativi Cree).
cinque miliardi tolti ai lavoratori senza dirci niente
*Jackal* ~MalteseFalcon~: http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_1813340.html?ref=hpsbdx
ahhahahahahahahah
ma come non eravate la triplice ?? adessso che siete la duplice o siamo
già al...
Borsa
9
15-10-2006 20.06.05
Tutto pronto per manovra-bis da 10 miliardi
: Settimana decisiva per il primo intervento del governo Prodi
per rilanciare l'economia e per correggere i conti pubblici.
L'obiettivo rimane quello di varare nei primi giorni di
luglio la...