La Pa paga in ritardo di 180 giorni
Alessandro Lerbini
Giorgio Santilli
ROMA
Il Governo ha dato i primi segnali di apertura con la Finanziaria, dove è
previsto all'articolo 2 un allentamento dei vincoli del patto di stabilità
per consentire agli enti locali più virtuosi che hanno rispettato le regole
nel triennio 2005-2007 e non hanno sforato nel 2008, di pagare le spese di
investimento effettuate. E intende rafforzare questi segnali con le misure
in preparazione per il decreto legge anticrisi di venerdì prossimo: le Pa
saranno obbligate a mettere nel loro sito indici di tempestività dei
pagamenti, con obiettivi e scarto dalla situazione reale.
Ma alle imprese appaltatrici della pubblica amministrazione che vedono
crescere a dismisura i ritardi nei pagamenti le rassicurazione non bastano.
L'allarme è massimo. E la situazione concreta inquietante. A farne le spese
soprattutto le piccole e medie imprese dei vari settori che lavorano a
contatto con la Pa, dalle forniture di beni ai servizi ai lavori pubblici.
Uno dei settori più esposti è quello dell'edilizia. L'Ance, l'associazione
dei costruttori, stima sulla base di un sondaggio interno che dai 45-60
giorni di ritardo considerati ordinari si viaggi oggi nella gran parte degli
enti locali con ritardi medi di 150-180 giorni (cui vanno aggiunti i
sessanta fisiologici dalla richiesta). Le punte di ritardo arrivano a 18-20
mesi, come succede in Campania, dove i costruttori dell'Acen hanno avviato
una denuncia a Bruxelles per violazione della direttiva Ue 2000/35 che
tutela i diritti a un pagamento rapido per i creditori di transazioni
commerciali. Il fenomeno è più grave nei Comuni del Sud, ma non mancano
situazioni gravi nel Centro-Nord. Lamentele arrivano dagli associati che
lavorano con le Asl dell'Emilia-Romagna, con denuncia di ritardi di 600
giorni del pagamento dei Sal (gli stati di avanzamento lavori che vengono
saldati dalle pubbliche amministrazione all'avanzare del cantiere).
Criticità anche in Sardegna, Puglia e Sicilia, dove il saldo arriva in media
dopo 3-4 mesi dalla scadenza. Nelle regioni del Nord e del Centro i grandi
Comuni sembrano pagare ancora in tempi ragionevoli: non si riscontrano
difficoltà a Milano, Torino, Genova, Padova, Venezia e Bologna. Roma è un
caso a sé: i pagamenti tornano a 90 giorni, come erano all'inizio dell'anno,
ma si sentono ancora gli effetti del lungo blocco estivo dei pagamenti
dovuto all'insediamento di Gianni Alemanno, al commissariamento del bilancio
capitolino gravato dal pesante deficit e risolto almeno per ora con i 500
milioni concessi dal Governo.
La causa dei ritardi è riconducibile proprio al patto di stabilità interno
2008-2010, che ha inasprito il limite all'indebitamento di province e comuni
con popolazione superiore ai 5mila abitanti. Il patto include anche le spese
per investimenti in conto capitale: il risultato è che in varie
amministrazioni, già a partire da agosto o settembre, sono cominciati i
rinvii dei pagamenti con netto anticipo rispetto al passato, quando questo
differimento poteva avvenire solo negli ultimi 30-60 giorni dell'anno a
causa dell'esaurimento delle autorizzazioni di cassa. Un esempio eclatante è
la Provincia di Napoli: ha in cassa 205 milioni ma ne può erogare soltanto
70.
L'Ance prova anche a quantificare con prudenza il ritardo complessivo su
scala nazionale: per il solo terzo quadrimestre dell'anno vengono
considerati ad altissimo rischio pagamenti per circa 900 milioni sui 4.370
milioni di lavori che dovrebbero essere saldati. Se si cumulano i ritardi
già in atto non è difficile arrivare a 1,5 miliardi che si dovrebbero
saldare nel corso del 2008 e saranno rinviati. Una cifra che va rapportata
ai 13 miliardi di lavori annui pagati in condizioni ordinarie dagli enti
locali. E, se non ci saranno subito provvedimenti per allentare i vincoli
del patto di stabilità, la situazione nella fase finale dell'anno
peggiorerà.
Ma spesso gli stop vengono causati da questioni più banali, e a volte
paradossali, come errori amministrativi che magari "aiutano" le
amministrazioni a rallentare le erogazioni di cassa. «Con il patto di
stabilità - dicono all'Ance - molti Comuni sono diventati troppo rigidi e
non pagano. Una volta le imprese, seppur in ritardo, sapevano di poter
contare sui soldi degli enti, ma adesso la situazione è diventata
drammatica. I cantieri rischiano di fermarsi già durante l'inverno con
pesanti effetti sull'occupazione». Positiva la soluzione adottata in
Finanziaria ma servono tempi stretti. «Bene - concludono all'Ance - la
modifica al patto di stabilità interno degli enti locali per gli
investimenti effettuati dagli enti virtuosi prevista nel disegno di legge
finanziaria. Ma questa norma sarà inefficace se non verrà stralciata dalla
finanziaria e trasferita nel decreto legge sulla crisi».
13 miliardi
È la cifra che ogni anno il sistema delle Regioni e degli Enti locali paga
per gli appalti di lavori
20%
È la stima prudenziale della quota di lavori che non saranno pagati nel
secondo semestre del 2008
1,5 miliardi
Sono i pagamenti a rischio: la cifra è poco superiore al 20% dei 7 miliardi
attesi per il 2° semestre 2008
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Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto,
l'ultimo fiume avvelenato,
l'ultimo pesce pescato,
l'ultimo animale libero ucciso...
Vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
(Nativi Cree).
Zopa: ritardo pagamento
Marco Lucchesi: Vorrei sapere se qualcuno nel gruppo ha avuto la stessa mia esperienza con
Zopa, che riassumo brevemente con lo stralcio dell'email inviatami da zopa:
Nickname Richiedente in ritardo: madonna...
Investire
10
15-06-2008 19.46.01
Nei prossimi giorni, altri giorni dopo.......
Giulio Setti: Qualcuno direbbe......Tipo qualche genio della finanza...." Poi dite che non
ve lo avevo detto".
Abbiamo corso troppo amici investi/specula/scommettitori, ora ...........Si
lateralizza a ribasso...
Investire
4
23-04-2008 01.53.08
ritardo finanziamento
Davide: Salve a tutti.
Nel giugno passato ho inoltrato una richiesta di finanziamento aziendale
start up in una filiale della Banca Agricola Mantovana in provincia di
Milano.
Finalmente dopo tanti mesi...