Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
* Jack * ~DueHammer~ <prepara@lacorda.biz> wrote:
> la produzione . Facciamoli chiudere tanto non danno occupazione
.... sciacà ... sono anni che il mio lavoro si basa su questa logica ...
.... purtroppo mi rendo conto che la mia è una battaglia fallimentare ...
(anche se in questi ultmi mesi c'è una nuova consapevolezza che si sta
diffondendo)
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
"Il Russo" <il_russo@VIAQUESTOlibero.it> ha scritto nel messaggio
news:gfe1ue$pmh$1@nnrp-beta.newsland.it...
>* Jack * ~DueHammer~ <prepara@lacorda.biz> wrote:
>> la produzione . Facciamoli chiudere tanto non danno occupazione
> ... sciacà ... sono anni che il mio lavoro si basa su questa logica ...
> ... purtroppo mi rendo conto che la mia è una battaglia fallimentare ...
> (anche se in questi ultmi mesi c'è una nuova consapevolezza che si sta
> diffondendo)
se stiamo zitti non cambierà mai nulla. possiamo schiattarli
basta volerlo.
gli emergenti senza occidente non fanno un cazzo.
i cinesi producono chincaglieria che vendono in occidente
se l'occidente non gliela compra chiudono bottega
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
On Wed, 12 Nov 2008 08:51:26 +0100, "Il Russo"
<il_russo@VIAQUESTOlibero.it> wrote:
>* Jack * ~DueHammer~ <prepara@lacorda.biz> wrote:
>> la produzione . Facciamoli chiudere tanto non danno occupazione
>... sciacà ... sono anni che il mio lavoro si basa su questa logica ...
E mica lo sapevo che eri sindacalista!
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
* Jack * ~DueHammer~ <prepara@lacorda.biz> wrote:
> "Il Russo" <il_russo@VIAQUESTOlibero.it> ha scritto nel messaggio
> news:gfe1ue$pmh$1@nnrp-beta.newsland.it...
>> * Jack * ~DueHammer~ <prepara@lacorda.biz> wrote:
>>> la produzione . Facciamoli chiudere tanto non danno occupazione
>>> ... sciacà ... sono anni che il mio lavoro si basa su questa logica
>> ...
>>> ... purtroppo mi rendo conto che la mia è una battaglia fallimentare
>> ... (anche se in questi ultmi mesi c'è una nuova consapevolezza che
>> si sta diffondendo)
>>> se stiamo zitti non cambierà mai nulla. possiamo schiattarli
> basta volerlo.
.... forse ora i tempi sono maturi per fare presa sulla gente ...
> gli emergenti senza occidente non fanno un cazzo.
> i cinesi producono chincaglieria che vendono in occidente
> se l'occidente non gliela compra chiudono bottega
.... ormai praticamente tutte le imprese producono fuori dall'italia ...
.... quelle che hanno provato a resistere, hanno chiuso o stanno chiudendo
....
Re: Propaganda 1 : non comprate =?UTF-8?B?cGn5?= prodotti di chi delocalizza
* Jack * ~DueHammer~ wrote:
snip
> se stiamo zitti non cambierà mai nulla. possiamo schiattarli
> basta volerlo.
> gli emergenti senza occidente non fanno un cazzo.
> i cinesi producono chincaglieria che vendono in occidente
> se l'occidente non gliela compra chiudono bottega
ma:
- mandano uomini nello spazio con mezzi nazionali (europa no)
- gestiscono sistemi complessi (diga delle tre gole)
- producono brevetti sul multimedia (noi Italiani non piu')
- i pc che hai usato per postare sono cinesi o almeno hanno componenti
cinesi (non europei)
- finanziano i paesi in via di sviluppo ricchi di materie prime (europa no)
- son passati da fame a sottosviluppo o meglio a sviluppo squilibrato in 50
anni (anche noi lo abbiam fatto ma ora pare si voglia tornare indietro)
Quindi sei certo che possiamo smettere di comprare beni essenziali come
memorie, e componenti elettronici in generale senza compromettere settori
essenziali della ns. economia?
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
On Wed, 12 Nov 2008 09:02:06 +0100, "Il Russo"
<il_russo@VIAQUESTOlibero.it> wrote:
>* Jack * ~DueHammer~ <prepara@lacorda.biz> wrote:
>> "Il Russo" <il_russo@VIAQUESTOlibero.it> ha scritto nel messaggio
>> news:gfe1ue$pmh$1@nnrp-beta.newsland.it...
>>> * Jack * ~DueHammer~ <prepara@lacorda.biz> wrote:
>>>> la produzione . Facciamoli chiudere tanto non danno occupazione
>>>>> ... sciacà ... sono anni che il mio lavoro si basa su questa logica
>>> ...
>>>>> ... purtroppo mi rendo conto che la mia è una battaglia fallimentare
>>> ... (anche se in questi ultmi mesi c'è una nuova consapevolezza che
>>> si sta diffondendo)
>>>>>>> se stiamo zitti non cambierà mai nulla. possiamo schiattarli
>> basta volerlo.
>... forse ora i tempi sono maturi per fare presa sulla gente ...
>>> gli emergenti senza occidente non fanno un cazzo.
>>> i cinesi producono chincaglieria che vendono in occidente
>> se l'occidente non gliela compra chiudono bottega
>... ormai praticamente tutte le imprese producono fuori dall'italia ...
>... quelle che hanno provato a resistere, hanno chiuso o stanno chiudendo
>...
Ma siete veramente convinti che la gente gli freghi qualcosa degli
altri?
Gli basta comeprare i loro beneamati oggetti al costo più basso
possibile, poi sai che gliene frega se questo corrisponde a
licenziamenti, lavoro minorile etc etc etc.
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
"Passo di Giada"
> Ma siete veramente convinti che la gente gli freghi qualcosa degli
> altri?
> Gli basta comeprare i loro beneamati oggetti al costo più basso
> possibile, poi sai che gliene frega se questo corrisponde a
> licenziamenti, lavoro minorile etc etc etc.
> :-(
quindi è colpa della gente?
A Ziaaaaaaa
te facevo + sveja
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
Passo di Giada <CIAO_CIAO___passo.di.giada@RRRRRRgmail.com> wrote:
> On Wed, 12 Nov 2008 09:02:06 +0100, "Il Russo"
> <il_russo@VIAQUESTOlibero.it> wrote:
>> * Jack * ~DueHammer~ <prepara@lacorda.biz> wrote:
>>> "Il Russo" <il_russo@VIAQUESTOlibero.it> ha scritto nel messaggio
>>> news:gfe1ue$pmh$1@nnrp-beta.newsland.it...
>>>> * Jack * ~DueHammer~ <prepara@lacorda.biz> wrote:
>>>>> la produzione . Facciamoli chiudere tanto non danno occupazione
>>>>>>> ... sciacà ... sono anni che il mio lavoro si basa su questa logica
>>>> ...
>>>>>>> ... purtroppo mi rendo conto che la mia è una battaglia
>>>> fallimentare ... (anche se in questi ultmi mesi c'è una nuova
>>>> consapevolezza che si sta diffondendo)
>>>>>>>>>>> se stiamo zitti non cambierà mai nulla. possiamo schiattarli
>>> basta volerlo.
>>> ... forse ora i tempi sono maturi per fare presa sulla gente ...
>>>>>> gli emergenti senza occidente non fanno un cazzo.
>>>>> i cinesi producono chincaglieria che vendono in occidente
>>> se l'occidente non gliela compra chiudono bottega
>>> ... ormai praticamente tutte le imprese producono fuori dall'italia
>> ...
>>> ... quelle che hanno provato a resistere, hanno chiuso o stanno
>> chiudendo ...
>>>> Ma siete veramente convinti che la gente gli freghi qualcosa degli
> altri?
.... no ... infatti secondo me sono i distributori che devono farsene carico
....
> Gli basta comeprare i loro beneamati oggetti al costo più basso
> possibile, poi sai che gliene frega se questo corrisponde a
> licenziamenti, lavoro minorile etc etc etc.
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
CatMan® <Tom&jerry@miaooooo.eu> wrote:
> "Passo di Giada"
>> Ma siete veramente convinti che la gente gli freghi qualcosa degli
>> altri?
>> Gli basta comeprare i loro beneamati oggetti al costo più basso
>> possibile, poi sai che gliene frega se questo corrisponde a
>> licenziamenti, lavoro minorile etc etc etc.
>>> :-(
> quindi è colpa della gente?
> A Ziaaaaaaa
> te facevo + sveja
.... 'sta volta devo dare ragione a PdG ...
.... le aziende producono quello che la gente chiede ... la gente chiede
prodotti che costano poco ... le aziende producono oggetti che costano poco
....
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
On Wed, 12 Nov 2008 09:10:56 +0100, "CatMan®" <Tom&jerry@miaooooo.euwrote:
>"Passo di Giada"
>> Ma siete veramente convinti che la gente gli freghi qualcosa degli
>> altri?
>> Gli basta comeprare i loro beneamati oggetti al costo più basso
>> possibile, poi sai che gliene frega se questo corrisponde a
>> licenziamenti, lavoro minorile etc etc etc.
>>> :-(
>quindi è colpa della gente?
>A Ziaaaaaaa
>te facevo + sveja
Ah già voi siete quelli dei complotti.
MA ce vai al mercato? Prova a dire a qualcuno se invece di comprare la
sedia a sdraio a 15 euro fatta in vietnam vole comprà quella fatta
nelle marche, a norma e con lavoratori inr egola, però costa 45 euro.
Poi dimme che te risponne.
La gente è la stessa che riprendeva il mitico Nanni loy in camera
nascosta. LA gente è cattiva e egoista :-)
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
Passo di Giada <CIAO_CIAO___passo.di.giada@RRRRRRgmail.com> wrote:
> On Wed, 12 Nov 2008 09:10:56 +0100, "CatMan®" <Tom&jerry@miaooooo.eu> wrote:
>>> "Passo di Giada"
>>>> Ma siete veramente convinti che la gente gli freghi qualcosa degli
>>> altri?
>>> Gli basta comeprare i loro beneamati oggetti al costo più basso
>>> possibile, poi sai che gliene frega se questo corrisponde a
>>> licenziamenti, lavoro minorile etc etc etc.
>>>>> :-(
>>>> quindi è colpa della gente?
>> A Ziaaaaaaa
>> te facevo + sveja
>> Ah già voi siete quelli dei complotti.
.... gli dai già del voi? ... hihihihihi
> MA ce vai al mercato? Prova a dire a qualcuno se invece di comprare la
> sedia a sdraio a 15 euro fatta in vietnam vole comprà quella fatta
> nelle marche, a norma e con lavoratori inr egola, però costa 45 euro.
> Poi dimme che te risponne.
> La gente è la stessa che riprendeva il mitico Nanni loy in camera
> nascosta. LA gente è cattiva e egoista :-)
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
"Passo di Giada"
> MA ce vai al mercato? Prova a dire a qualcuno se invece di comprare la
> sedia a sdraio a 15 euro fatta in vietnam vole comprà quella fatta
> nelle marche, a norma e con lavoratori inr egola, però costa 45 euro.
> Poi dimme che te risponne.
da anche quanno ero regazzino su li giocattoli c'era scritto made in hong
Kong....
mo tirate fori il discorso?
ma che ben vengano ste possibilità.....
Per ditruggere la cina je dovemo manna i nostri sindacati
On 12 Nov, 09:12, "Il Russo" <il_ru...@VIAQUESTOlibero.it> wrote:
> Passo di Giada <CIAO_CIAO___passo.di.gi...@RRRRRRgmail.com> wrote:
> > On Wed, 12 Nov 2008 09:02:06 +0100, "Il Russo"
> > <il_ru...@VIAQUESTOlibero.it> wrote:
> >> * Jack * ~DueHammer~ <prep...@lacorda.biz> wrote:
> >>> "Il Russo" <il_ru...@VIAQUESTOlibero.it> ha scritto nel messaggio
> >>>news:gfe1ue$pmh$1@nnrp-beta.newsland.it...
> >>>> * Jack * ~DueHammer~ <prep...@lacorda.biz> wrote:
> >>>>> la produzione . Facciamoli chiudere tanto non danno occupazione
> >>>> ... sciacà ... sono anni che il mio lavoro si basa su questa logica
> >>>> ...
> >>>> ... purtroppo mi rendo conto che la mia è una battaglia
> >>>> fallimentare ... (anche se in questi ultmi mesi c'è una nuova
> >>>> consapevolezza che si sta diffondendo)
> >>> se stiamo zitti non cambierà mai nulla. possiamo schiattarli
> >>> basta volerlo.
> >> ... forse ora i tempi sono maturi per fare presa sulla gente ...
> >>> gli emergenti senza occidente non fanno un cazzo.
> >>> i cinesi producono chincaglieria che vendono in occidente
> >>> se l'occidente non gliela compra chiudono bottega
> >> ... ormai praticamente tutte le imprese producono fuori dall'italia
> >> ...
> >> ... quelle che hanno provato a resistere, hanno chiuso o stanno
> >> chiudendo ...
> > Ma siete veramente convinti che la gente gli freghi qualcosa degli
> > altri?
> ... no ... infatti secondo me sono i distributori che devono farsene carico
> ...
ecco adesso cominciamo a ragionare. Io vedrei con favore delle
"barriere doganali" che limitino la libera circolazione di prodotti
che non rispettino standard di sicurezza, di emissioni ambientali, di
diritti dei lavoratori e così via.
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
"Passo di Giada"
>ecco adesso cominciamo a ragionare. Io vedrei con favore delle
>"barriere doganali" che limitino la libera circolazione di prodotti
>che non rispettino standard di sicurezza, di emissioni ambientali, >di
>diritti dei lavoratori e così via.
si ma anche dentro la zona euro basta magansse pommidori spagnoli e latte
tedesco
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
CatMan® <Tom&jerry@miaooooo.eu> wrote:
> "Passo di Giada"
>> MA ce vai al mercato? Prova a dire a qualcuno se invece di comprare
>> la sedia a sdraio a 15 euro fatta in vietnam vole comprà quella fatta
>> nelle marche, a norma e con lavoratori inr egola, però costa 45 euro.
>> Poi dimme che te risponne.
> da anche quanno ero regazzino su li giocattoli c'era scritto made in
> hong Kong....
> mo tirate fori il discorso?
.... la gente (qualcuno) sta iniziando a capire che l'unico elemento per
scegliere non può essere solamente il prezzo ...
> ma che ben vengano ste possibilità.....
> Per ditruggere la cina je dovemo manna i nostri sindacati
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
Passo di Giada <Passo.di.Giada@gmail.com> wrote:
> On 12 Nov, 09:12, "Il Russo" <il_ru...@VIAQUESTOlibero.it> wrote:
>> Passo di Giada <CIAO_CIAO___passo.di.gi...@RRRRRRgmail.com> wrote:
>>>>>> On Wed, 12 Nov 2008 09:02:06 +0100, "Il Russo"
>>> <il_ru...@VIAQUESTOlibero.it> wrote:
>>>>> * Jack * ~DueHammer~ <prep...@lacorda.biz> wrote:
>>>>> "Il Russo" <il_ru...@VIAQUESTOlibero.it> ha scritto nel messaggio
>>>>> news:gfe1ue$pmh$1@nnrp-beta.newsland.it...
>>>>>> * Jack * ~DueHammer~ <prep...@lacorda.biz> wrote:
>>>>>>> la produzione . Facciamoli chiudere tanto non danno occupazione
>>>>>>> ... sciacà ... sono anni che il mio lavoro si basa su questa
>>>>>> logica ...
>>>>>>> ... purtroppo mi rendo conto che la mia è una battaglia
>>>>>> fallimentare ... (anche se in questi ultmi mesi c'è una nuova
>>>>>> consapevolezza che si sta diffondendo)
>>>>>> se stiamo zitti non cambierà mai nulla. possiamo schiattarli
>>>>> basta volerlo.
>>>>> ... forse ora i tempi sono maturi per fare presa sulla gente ...
>>>>>> gli emergenti senza occidente non fanno un cazzo.
>>>>>> i cinesi producono chincaglieria che vendono in occidente
>>>>> se l'occidente non gliela compra chiudono bottega
>>>>> ... ormai praticamente tutte le imprese producono fuori dall'italia
>>>> ...
>>>>> ... quelle che hanno provato a resistere, hanno chiuso o stanno
>>>> chiudendo ...
>>>> Ma siete veramente convinti che la gente gli freghi qualcosa degli
>>> altri?
>>> ... no ... infatti secondo me sono i distributori che devono farsene
>> carico ...
> ecco adesso cominciamo a ragionare. Io vedrei con favore delle
> "barriere doganali" che limitino la libera circolazione di prodotti
> che non rispettino standard di sicurezza, di emissioni ambientali,
On 12 Nov, 09:21, "CatMan®" <Tom&je...@miaooooo.eu> wrote:
> "Passo di Giada"
> >ecco adesso cominciamo a ragionare. Io vedrei con favore delle
> >"barriere doganali" che limitino la libera circolazione di prodotti
> >che non rispettino standard di sicurezza, di emissioni ambientali, >di
> >diritti dei lavoratori e così via.
> si ma anche dentro la zona euro basta magansse pommidori spagnoli e latte
> tedesco
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
CatMan® <Tom&jerry@miaooooo.eu> wrote:
> "Passo di Giada"
>> ecco adesso cominciamo a ragionare. Io vedrei con favore delle
>> "barriere doganali" che limitino la libera circolazione di prodotti
>> che non rispettino standard di sicurezza, di emissioni ambientali,
>> >di diritti dei lavoratori e così via.
> si ma anche dentro la zona euro basta magansse pommidori spagnoli e
> latte tedesco
.... capisco che non tutti possano mangiare pommidori e latte de casa propria
....
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
"Il Russo" <il_russo@VIAQUESTOlibero.it> ha scritto nel messaggio
news:gfe410$r47$1@nnrp-beta.newsland.it...
> CatMan® <Tom&jerry@miaooooo.eu> wrote:
>> "Passo di Giada"
>>>>> ecco adesso cominciamo a ragionare. Io vedrei con favore delle
>>> "barriere doganali" che limitino la libera circolazione di prodotti
>>> che non rispettino standard di sicurezza, di emissioni ambientali,
>>> >di diritti dei lavoratori e così via.
>>> si ma anche dentro la zona euro basta magansse pommidori spagnoli e
>> latte tedesco
> ... capisco che non tutti possano mangiare pommidori e latte de casa
> propria
> ...
> hihihihihihi
quindi buttamo la robba nostra e magnamose la loro
On 12 nov, 08:54, "* Jack * ~DueHammer~" <prep...@lacorda.biz> wrote:
Buongiorno,
> se stiamo zitti non cambierà mai nulla. possiamo schiattarli
> basta volerlo.
> gli emergenti senza occidente non fanno un cazzo.
> i cinesi producono chincaglieria che vendono in occidente
> se l'occidente non gliela compra chiudono bottega
Quando leggo queste cose só perché l' Italia invece di essere il primo
paese d' Europa ci manca poco per essere l' ultimo.
Lo sai quante società straniere fino ad ora hanno delocalizzato nel
nostro paese creando posti di lavoro perché la nostra mano d' opera
era pagata meno che nei paesi di origini?
Adesso, perché i nostri governi non hanno saputo creare le condizioni
ideali di una sana competizione vorreste boicottare i prodotti delle
società italiano che delocalizzano una parte della loro produzione per
rimanere complessivamente competitivi?
Ma vi siete già resi conto che viviamo in una mondializzazione dell'
economia?
Smettetela di leggere essenzialmente Gala e Epoca sperando che vi
spieghino come funziona l' economia in generale.
La mondializzazione é un bene per tutti, quello che manca sono delle
regole per canalizzare il tutto, ma questo é della responsabilità dei
governi e sopratutto del nostro Primo ministro che invece di sprecare
energie nel cercare di creare uno stato sovversivo farebbe meglio a
preoccuparsi della nostra industria.
In attesa che il governo faccia qualcosa di costruttivo ( al posto di
distruggere il paese come stà facendo adesso ) la competitività delle
imprese deve essere in qualche modo mantenuta e la delocalizzazione di
una parte della produzione é uno dei pochi strumenti che hanno a
disposizione per non chiudere battenti.
Non dovete dimenticare che la maggior parte dei posti di lavoro in
Italia viene dall' esportazione, esattamente come nei paesi emergenti.
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
"C'è un GAP aperto a 0,22!!!!®" <ZiosIgnalll@Zio.itt> ha scritto nel
messaggio news:qpwSk.101861$Ca.21405@twister2.libero.it...
>> la produzione .
> cioè tutti
> ;-)
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
> dove l'hai letto ?
se non sono tutte poco ci manca, conosco di persona decine di ditte, sia del
centro italia che del nord, che anche una parte minima di produzione la
fanno di là...
una volta un funzionario della Merloni di Fabriano (che nelle Marche non è
un'industria ma L' industria) mi disse che tenevano aperti gli stabilimenti
in Italia solo per motivi sociali ed occupazionali, ma quelli erano in
perdita...
se non fossero stati gli stabilimenti in Cina a tenere a galla la
società..... ed adesso a quanto pare non sono bastati nemmeno quelli.... :-(
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
CatMan® <Tom&jerry@miaooooo.eu> wrote:
> "Il Russo"
>> ... la gente (qualcuno) sta iniziando a capire che l'unico elemento
>> per scegliere non può essere solamente il prezzo ...
> ma molti hanno ben capito che il marchio è una gran puttanata e non
> sempre è sinonimo di qualità....
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
"1lm Luciano" <lmerlanti@sunrise.ch> ha scritto nel messaggio
news:00f00207-c83d-414e-bd96-
Lo sai quante società straniere fino ad ora hanno delocalizzato nel
nostro paese creando posti di lavoro perché la nostra mano d' opera
era pagata meno che nei paesi di origini?
---> E tu lo sai che molte di queste (americane) stanno licenziando?
Senza neppure gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione)
E il futuro sarà peggio: la politica di Obama sarà protezionista.
Adesso, perché i nostri governi non hanno saputo creare le condizioni
ideali di una sana competizione vorreste boicottare i prodotti delle
società italiano che delocalizzano una parte della loro produzione per
rimanere complessivamente competitivi?
---> La delocalizzazione ha distrutto le nostre industrie tradizionali.
Vieni a vedere a Biella o a Gallarate, ove fino a 30 anni fa decine
di migliaia di operai/e erano impiegate nel tessile...
Ma vi siete già resi conto che viviamo in una mondializzazione dell'
economia?
----> Infatti! Questo è proprio uno dei motivi principali e causa di
questa crisi. Che non potrà essere superata senza interventi drastici,
fra cui l'introduzione dei dazi. Perchè non vi può essere sana e libera
concorrenza se le condizioni elementari (di vita, di lavoro, di sicurezza,
potere d'acquisto, ecc.) sono del tutto diverse fra i paesi del mondo.
Smettetela di leggere essenzialmente Gala e Epoca sperando che vi
spieghino come funziona l' economia in generale.
----> Smettila tu di dire fesserie.
L'economia è una cosa seria, e il lavoro vero è ben diverso dalla finanza,
che, secondo quanto dici, ti dà da vivere.
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
Nino <Nino@alice.it> wrote:
> ----> Infatti! Questo è proprio uno dei motivi principali e causa di
> questa crisi. Che non potrà essere superata senza interventi drastici,
> fra cui l'introduzione dei dazi. Perchè non vi può essere sana e
> libera concorrenza se le condizioni elementari (di vita, di lavoro,
> di sicurezza, potere d'acquisto, ecc.) sono del tutto diverse fra i
> paesi del mondo.
.... la globalizzazione è questo: socialismo ... la "mediazione" della
ricchezza, che non vuol dire "tutti più ricchi", ma significa
inevitabilmente "tutti più poveri" ... tranne i "burattinai" ...
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
"Il Russo" <il_russo@VIAQUESTOlibero.it> ha scritto nel messaggio
news:gfe9u4$v24$1@nnrp-beta.newsland.it...
> Nino <Nino@alice.it> wrote:
>> ----> Infatti! Questo è proprio uno dei motivi principali e causa di
>> questa crisi. Che non potrà essere superata senza interventi drastici,
>> fra cui l'introduzione dei dazi. Perchè non vi può essere sana e
>> libera concorrenza se le condizioni elementari (di vita, di lavoro,
>> di sicurezza, potere d'acquisto, ecc.) sono del tutto diverse fra i
>> paesi del mondo.
>> ... la globalizzazione è questo: socialismo ... la "mediazione" della
> ricchezza, che non vuol dire "tutti più ricchi", ma significa
> inevitabilmente "tutti più poveri" ... tranne i "burattinai" ...
Beh... non sono d'accordo... sul tuo concetto di socialismo...
E neppure sono contrario per principio alla globalizzazione: sono
invece contrario agli imbecilli che, per "decreto", pensano di poter
estendere il libero commercio in tutto il mondo, senza rendersi conto
che questo significa solo sfruttamento nei paesi più poveri e arretrati
e depauperizzazione e maggiori sperequazioni sociali nei paesi più
avanzati.
Come quei burocrati convinti che obbligare all'uso di una moneta unica
bastasse a compiere l'unione dei popoli.
> ---> E tu lo sai che molte di queste (americane) stanno licenziando?
> Senza neppure gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione)
> E il futuro sarà peggio: la politica di Obama sarà protezionista.
Certo che lo só, come só che sono una piccola minorità nel tessuto
industriale italiano e che molte altre società straniere ( molto piú
numerose ) continuano a mantenere posti di lavoro.
Per quanto concerne gli ammortizzatori sociali la colpa é
esclusivamente dei governi che non l' hanno imposta a queste società,
la globalizzazione non c'entra niente.
Nella confusione non ti sei nemmeno accorto che mi stai dando ragione
riconoscendo che il protezionismo renderà ancora peggio il futuro.
Che gli americani limiteranno le importazioni é anche logico dal
momento che attualmente importano molto piú di quanto esportano.
Quello che é grave nel tuo ragionamento semplicista é che per l'
italia é esattamente il contrario.
> ---> La delocalizzazione ha distrutto le nostre industrie tradizionali.
> Vieni a vedere a Biella o a Gallarate, ove fino a 30 anni fa decine
> di migliaia di operai/e erano impiegate nel tessile...
Non só se la confusione sia voluta o no ..... ma fai referenza a due
zone industriali riconoscendo che il pieno impiego lo avevano
raggiunto 30 anni fà e da allora vi é stato il declino.
La delocalizzazione é un fenomeno abbastanza recente e quindi non all'
origine delle difficoltà nelle industrie tradizionali a cui ti
riferisci. La distruzione di queste industrie é avvenuta
principalmente per colpa di una mancanza di piani industriali che
prendevano in conto la competittività a venire di altri paesi.
Questo é successo grazie alla stupidità dei governi successivi di
voler sempre svalutare la lira come solo strumento di competitività al
posto ( e molti sprovveduti vorrebbero ancora utilizzare questo
principio ) di obbligare le imprese ad immaginare metodi
concorrenziali di lungo periodo ( la facilità invece del
ragionamento ) e adesso ne paghiamo il prezzo.
> ----> Infatti! Questo è proprio uno dei motivi principali e causa di
> questa crisi. Che non potrà essere superata senza interventi drastici,
> fra cui l'introduzione dei dazi. Perchè non vi può essere sana e libera
> concorrenza se le condizioni elementari (di vita, di lavoro, di sicurezza,
> potere d'acquisto, ecc.) sono del tutto diverse fra i paesi del mondo.
I problemi principali di questa crisi non sono la delocalizzazione, ma
l' assenza di una visione globale dell' economia e delle riforme che
avrebbero dovute essere addottate per porvi rimedio.
Se l' Italia avesse fatto le riforme necessarie per affrontare questa
crisi previsibile come la Germania dieci anni fà, adesso l' impatto
della crisi sarebbe molto minore di quello che stiamo vivendo.
Ti ricordo che anche la Germania ha delocatizzato ma rimane il
campione assoluto in europa nelle esportazioni pur avendo una media
salariale superiore alla nostra, ma gli Italiani come si sà sono gli
specialisti nell' attribuire le responsabiltà agli altri invece di
assumere le proprie responsabilità.
Questo governo é stato eletto principalmente per riformare il
paese.... fino ad ora cosa ha fatto? Possiede la maggioranza assoluta
nelle due istituzioni legislative e ancora niente all' orizzonte...
questo é il male dell' italia, un' assenza di volontà politica nell'
intersse della nazione...........
> ----> Smettila tu di dire fesserie.
> L'economia è una cosa seria, e il lavoro vero è ben diverso dalla finanza,
> che, secondo quanto dici, ti dà da vivere.
Appunto perché é una cosa seria trovo ridicolo da una parte il titolo
del trend e dall' altra quante fesserie vengono scritte in proposito.
La mancanza di conoscenza dei meccanismi elementari economici, conduce
le persone a scrivere certe cose.
Mi ricordo di un' altra discussione che abbiamo avuto nella quale hai
fatto prova di tutto ma non di avere conoscenze sufficenti in
economia...
On 3 oct, 15:38, "Nino" <N...@alice.it> wrote:
Buongiorno,
> Comunque, non hai risposto a:
> "Per questo dico: basta mantenere gli americani!
Non credo che sia necessario precisarlo anche per il piú sprovveduto
é
un' evidenza....
> E' indispensabile procedere alla svalutazione competitiva dell'euro,
> stampando, solo per l'Italia, 200 miliardi di euro in banconote (e alzando
> per contenere l'inflazione la riserva frazionaria delle banche al 5%).
> L'euro, in paesi deboli come l'Italia, ha contribuito a portare miseria
> (con la maggiore iniquità distributiva della ricchezza: nulla si crea, se
> banche, finanza, top manager succhiano miliardi, agli altri resta meno
> da dividersi...).
Qui sono completamente in disaccorso, la svalutazione monetaria non é
una soluzione, é solo una piccola pezza che si utilizza per chiudere
un buco immenso e fare la politica dello struzzo.
Non é assolutamente vero che l' Euro é allorigine dell' impoverimento
di paesi come l' Italia, ma la sua gestione da parte di governi
incompetenti e corrotti. Una cosa per me é certa... la svalutazione
di
una moneta non é mai stata una soluzione per il lungo termine. Non fà
che aggravare una situazione riportando la soluzione alle generazioni
future.
> Tre studiosi parigini, con un credibile modello econometrico, si sono
> chiesti come sarebbe stata Eurolandia senza l'Italia e viceversa.
> I risultati sono stati presentati alla Bocconi e confutano i luoghi
> comuni (senza euro Italia=Argentina).
> E anche: senza l'apporto della pur svalutata lira, l'euro sarebbe stato
> fra il 12% e il 20% più debole sul dollaro.
> E infine: in caso di esclusione dell'Italia dall'euro, e nell'ipotesi di
> politiche macroeconomiche simili a quelle degli anni '90, l'Italia
> avrebbe tassi di interesse solo dello 0,75% più alti di quelli dell'area
> euro. E le differenze in termini di crescita dei prezzi sarebbero
> sorprendentemente piccole, vicino allo zero.
> Ma la competitività delle imprese, e il mercato sia interno che
> delle esportazioni sarebbe infinitamente migliore."
Il problema con questi studi fatti unicamente con lo scopo di
alimentare delle polemiche politiche da parte di incompetenti ( i
politici ) stà appunto nell' ipotesi avanzata che toglie tutta
credibilità...... cioé una politica macro economica simile a quella
degli anni 90...... Ora tutti sono d'accordo che questo presupposto
nella globalizzazione attuale é impossibile.... quindi le conclusioni
perdono tuto il loro valore realistico e mi fà strano che ci siano
ancora persone disposte a crederci.
Negli anni 90 il petrolio era ridicolalmente basso ( eccezione fatta
per la guerra del golfo nel 91 ) e tutte le materie prime a gli
stessi
livelli, mentre la competitività asiatica era inesistente.
Tutti sappiamo che l' italia deve tutto importare per permettere
all'
industria di trasformarle in prodotto finito. Ora ti lascio
immaginare
i livelli dei costi di importazione ( = inflazione imprtata ) il
costo dell' energia essenziale per la trasformazione ( =
inflazione ) e l' incidenza dei costi salariali sul prodotto
finito
= ( inflazione interna ). Non solo l' Italia sarebbe stata in
condizioni simili all' Argentina, ma probabilmente molto peggio.
É come il cane che si morde la coda.......
Non avendo a disposizione tutti i dati non mi avanzo a dare
consigli, .... ma una cosa é chiara, il bene dell' Italia passa
attraverso delle riforme di fondo del sistema economico e non
sperare
in una svalutazione per tornare competitivi per qualche mese per poi
ricominciare da capo in condizioni peggiori.
Re: Propaganda 1 : non comprate =?ISO-8859-1?Q?pi=F9?=prodotti di chi delocalizza
1lm Luciano <lmerlanti@sunrise.ch> wrote:
> > ---> La delocalizzazione ha distrutto le nostre industrie tradizionali.
> > Vieni a vedere a Biella o a Gallarate, ove fino a 30 anni fa decine
> > di migliaia di operai/e erano impiegate nel tessile...
> Non só se la confusione sia voluta o no ..... ma fai referenza a due
> zone industriali riconoscendo che il pieno impiego lo avevano
> raggiunto 30 anni fà e da allora vi é stato il declino.
Io vivo vicino a Gallarate e mi pare (ma non ho dati statistici, solo
esperienza di vita) che il declino industriale qui sia iniziato negli
anni 90. L'avvio di Malpensa ha minimizzato i danni e dato nuovo slancio
alla zona, almeno per un po'. Gli anni sarebbero quindi 18, non 30 come
dici tu. Poi eh, magari mi sbaglio io.
> La delocalizzazione é un fenomeno abbastanza recente e quindi non all'
> origine delle difficoltà nelle industrie tradizionali a cui ti
> riferisci. La distruzione di queste industrie é avvenuta
> principalmente per colpa di una mancanza di piani industriali che
> prendevano in conto la competittività a venire di altri paesi.
Ti ricordo poi che l'economia italiana si basa sulle imprese
medio-piccole, che fanno fatica ad essere competitive a livello
internazionale. La globalizzazione ne ha fatte chiudere parecchie.
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
"1lm Luciano" <lmerlanti@sunrise.ch> ha scritto nel messaggio
news:d4ef511b-3689-4125-b604-a78c16ec60af@c22g2000prc.googlegroups.com...
On 12 nov, 10:50, "Nino" <N...@alice.it> wrote:
> ---> E tu lo sai che molte di queste (americane) stanno licenziando?
> Senza neppure gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione)
> E il futuro sarà peggio: la politica di Obama sarà protezionista.
Certo che lo só, come só che sono una piccola minorità nel tessuto
industriale italiano e che molte altre società straniere ( molto piú
numerose ) continuano a mantenere posti di lavoro.
-------------------------
---->Questo processo è solo all'inizio. Calando la domanda e i
consumi, inevitabilmente molte imprese chiuderanno o ridurranno
drasticamente le maestranze.
----------------------------
Per quanto concerne gli ammortizzatori sociali la colpa é
esclusivamente dei governi che non l' hanno imposta a queste società,
la globalizzazione non c'entra niente.
------------------------------
-----> La situazione è questa. I disoccupati graveranno su tutta
la comunità nazionale. Mentre i profitti finora conseguiti andranno
probabilmente nei paradisi fiscali.
------------------------------
Nella confusione non ti sei nemmeno accorto che mi stai dando ragione
riconoscendo che il protezionismo renderà ancora peggio il futuro.
------------------------------
----> Non hai capito un tubo. Il protezionismo, secondo me, è l'unica
arma efficace in questa situazione. Insieme ad una diversa politica
monetaria (aumento RO e circolante M0, riduzione M3), tetti alle
retribuzioni, progressività fiscale con detassazione completa fino
ad es. a 20 mila euro, edilizia popolare, banca centrale realmente
pubblica, ecc.)
-----------------------------
Che gli americani limiteranno le importazioni é anche logico dal
momento che attualmente importano molto piú di quanto esportano
Quello che é grave nel tuo ragionamento semplicista é che per l'
italia é esattamente il contrario.
-------------------------
---> Contrario di che?
Ovvio che in Italia dovrà essere incentivato il consumo interno
(anche perchè le esportazioni inevitabilmente caleranno). Ma con
la classe lavoratrice senza soldi nè risparmi (che aveva 30 anni fa),
questo sarà possibile solo stampando moneta e aumentando
i salari netti. Con conseguente ulteriore aumento del debito pubblico.
Comunque, tornando al discorso sulle delocalizzazioni (che in
questa situazione sono il vero cancro da estirpare, solo gli sciocchi
non lo capiscono) sono più i posti di lavoro creati da società estere
in Italia o quelli persi per le delocalizzazioni italiane all'estero?
--------------------------
> ---> La delocalizzazione ha distrutto le nostre industrie tradizionali.
> Vieni a vedere a Biella o a Gallarate, ove fino a 30 anni fa decine
> di migliaia di operai/e erano impiegate nel tessile...
Non só se la confusione sia voluta o no ..... ma fai referenza a due
zone industriali riconoscendo che il pieno impiego lo avevano
raggiunto 30 anni fà e da allora vi é stato il declino.
-------------------------
----> Il declino è stato determinato dal mercato mondiale, per
impossibilità di competitività, visto il divario del costo del lavoro,
molto più basso, ad es., in Romania.
------------------------
> ----> Infatti! Questo è proprio uno dei motivi principali e causa di
> questa crisi. Che non potrà essere superata senza interventi drastici,
> fra cui l'introduzione dei dazi. Perchè non vi può essere sana e libera
> concorrenza se le condizioni elementari (di vita, di lavoro, di sicurezza,
> potere d'acquisto, ecc.) sono del tutto diverse fra i paesi del mondo.
I problemi principali di questa crisi non sono la delocalizzazione, ma
l' assenza di una visione globale dell' economia e delle riforme che
avrebbero dovute essere addottate per porvi rimedio.
Se l' Italia avesse fatto le riforme necessarie per affrontare questa
crisi previsibile come la Germania dieci anni fà, adesso l' impatto
della crisi sarebbe molto minore di quello che stiamo vivendo.
Ti ricordo che anche la Germania ha delocatizzato ma rimane il
campione assoluto in europa nelle esportazioni
---------------
------> Il tessuto industriale tedesco è diverso da quello italiano.
E comunque, a breve, la Germania avrà problemi economici
anche superiori a quelli italiani.
-----------------
> ----> Smettila tu di dire fesserie.
> L'economia è una cosa seria, e il lavoro vero è ben diverso dalla finanza,
> che, secondo quanto dici, ti dà da vivere.
Appunto perché é una cosa seria trovo ridicolo da una parte il titolo
del trend
---> Che non ho fatto io. Anche se sono parzialmente d'accordo.
Ma il problema si risolve solo a livello politico.
Mi ricordo di un' altra discussione che abbiamo avuto nella quale hai
fatto prova di tutto ma non di avere conoscenze sufficenti in
economia...
----------------
----> Fesserie. Non vorrei ricordarti tuoi deliri passati ad es. sul
prezzo di Tenaris. Limitati alla borsa, visto che dici di guadagnarci!
Ma in economia, le tue idee sono poche e confuse. Assolutamente
inutili ed inefficaci ad affrontare e cercare di risolvere la crisi attuale.
Che è stata provocata dal liberismo capitalista in cui sguazzi, dalla
mancanza di regole, dagli squilibri sociali e dalla progressiva
insostenibile
divaricazione dei redditi, dagli indecenti emolumenti dati a manager,
personaggi televisivi, dello spettacolo e dello sport, ecc..
Con questa globalizzazione che sostieni, il destino finale non sarà
un maggior benessere globale, nè il miglioramento delle condizioni
della parte del mondo che sta peggio; ma viceversa peggiorerano al
loro basso livello anche le condizioni di vita dei lavoratori del mondo
occidentale.
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
"cletus" <cletus@springfield.com> ha scritto nel messaggio
news:1iqaq27.wgkgo5c0oa7eN%cletus@springfield.com. ..
> 1lm Luciano <lmerlanti@sunrise.ch> wrote:
>> > ---> La delocalizzazione ha distrutto le nostre industrie tradizionali.
>> > Vieni a vedere a Biella o a Gallarate, ove fino a 30 anni fa decine
>> > di migliaia di operai/e erano impiegate nel tessile...
>>> Non só se la confusione sia voluta o no ..... ma fai referenza a due
>> zone industriali riconoscendo che il pieno impiego lo avevano
>> raggiunto 30 anni fà e da allora vi é stato il declino.
> Io vivo vicino a Gallarate e mi pare (ma non ho dati statistici, solo
> esperienza di vita) che il declino industriale qui sia iniziato negli
> anni 90. L'avvio di Malpensa ha minimizzato i danni e dato nuovo slancio
> alla zona, almeno per un po'. Gli anni sarebbero quindi 18, non 30 come
> dici tu. Poi eh, magari mi sbaglio io.
No, che non ti sbagli.
Lo sappiamo bene (io sono originario di Cardano al Campo, ove ho
ancora parenti e amici)
Il tessile è morto con la concorrenza sleale della Romania.
>> La delocalizzazione é un fenomeno abbastanza recente e quindi non all'
>> origine delle difficoltà nelle industrie tradizionali a cui ti
>> riferisci. La distruzione di queste industrie é avvenuta
>> principalmente per colpa di una mancanza di piani industriali che
>> prendevano in conto la competittività a venire di altri paesi.
> Ti ricordo poi che l'economia italiana si basa sulle imprese
> medio-piccole, che fanno fatica ad essere competitive a livello
> internazionale. La globalizzazione ne ha fatte chiudere parecchie.
Esatto!.
Quello lì parla della Germania, che è tutta un'altra cosa... (che ne
sa uno che vive a Ginevra? Ma le tasse le pagherà in Italia?)
Re: Propaganda 1 : non comprate =?ISO-8859-1?Q?pi=F9?=prodotti di chi delocalizza
Nino <Nino@alice.it> wrote:
> No, che non ti sbagli.
> Lo sappiamo bene (io sono originario di Cardano al Campo, ove ho
> ancora parenti e amici)
Cardano... mio padre aveva una one man firm negli anni novanta a
Cardano. Poi la crescente pressione fiscale, la necessità di reinvestire
grossi capitali per restare competitivo, la contrazione del settore lo
hanno portato (ed ha fatto bene col senno di poi) a decidere di chiudere
bottega e liquidare quei 4 macchinari che aveva prima che diventassero
obsoleti. Lo ricordo come un paese abbastanza attento alle necessità dei
cittadini, almeno negli anni 90.
> ----> Fesserie. Non vorrei ricordarti tuoi deliri passati ad es. sul
> prezzo di Tenaris. Limitati alla borsa, visto che dici di guadagnarci!
> Ma in economia, le tue idee sono poche e confuse. Assolutamente
> inutili ed inefficaci ad affrontare e cercare di risolvere la crisi attuale.
> Che è stata provocata dal liberismo capitalista in cui sguazzi, dalla
> mancanza di regole, dagli squilibri sociali e dalla progressiva
> insostenibile
> divaricazione dei redditi, dagli indecenti emolumenti dati a manager,
> personaggi televisivi, dello spettacolo e dello sport, ecc..
> Con questa globalizzazione che sostieni, il destino finale non sarà
> un maggior benessere globale, nè il miglioramento delle condizioni
> della parte del mondo che sta peggio; ma viceversa peggiorerano al
> loro basso livello anche le condizioni di vita dei lavoratori del mondo
> occidentale.
Prendo l' ultimo paragrafo perché illustra pertinamente il tuo stato
confusionale.
Una stupidità é quando dici che ho parlato di Tenaris. Puoi sempre
postare quello che ho scritto in proposito per verificare se
volutamente mi attribuisci cose scritte da altri.
Precisato questo, il resto si apparenta di piú ad una elucubrazione di
stampo sindacale piuttosto che di conoscenza economica.
Per uno che non sa fare la differenza tra l' impoverimento dell'
italia a causa di una pessima gestione dell' Euro con il semplice
impoverimento dovuto esclusivamente dall' introduzione della moneta
unica non mi aspetto niente di intelligente.
Non é un caso se hai scancellato il nostro precedente scambio perché
indica precisaente i limiti dei tuoi ragionamenti.
Te lo riposto, semplicemente perché tu possa riflettere...
On 3 oct, 15:38, "Nino" <N...@alice.it> wrote:
Buongiorno,
> Comunque, non hai risposto a:
> "Per questo dico: basta mantenere gli americani!
Non credo che sia necessario precisarlo anche per il piú sprovveduto
é un' evidenza....
> E' indispensabile procedere alla svalutazione competitiva dell'euro,
> stampando, solo per l'Italia, 200 miliardi di euro in banconote (e alzando
> per contenere l'inflazione la riserva frazionaria delle banche al 5%).
> L'euro, in paesi deboli come l'Italia, ha contribuito a portare miseria
> (con la maggiore iniquità distributiva della ricchezza: nulla si crea, se
> banche, finanza, top manager succhiano miliardi, agli altri resta meno
> da dividersi...).
Qui sono completamente in disaccorso, la svalutazione monetaria non é
una soluzione, é solo una piccola pezza che si utilizza per chiudere
un buco immenso e fare la politica dello struzzo.
Non é assolutamente vero che l' Euro é all' origine dell'
impoverimento
di paesi come l' Italia, ma la sua gestione da parte di governi
incompetenti e corrotti. Una cosa per me é certa... la svalutazione
di una moneta non é mai stata una soluzione per il lungo termine. Non
fà
che aggravare una situazione riportando la soluzione alle generazioni
future.
> Tre studiosi parigini, con un credibile modello econometrico, si sono
> chiesti come sarebbe stata Eurolandia senza l'Italia e viceversa.
> I risultati sono stati presentati alla Bocconi e confutano i luoghi
> comuni (senza euro Italia=Argentina).
> E anche: senza l'apporto della pur svalutata lira, l'euro sarebbe stato
> fra il 12% e il 20% più debole sul dollaro.
> E infine: in caso di esclusione dell'Italia dall'euro, e nell'ipotesi di
> politiche macroeconomiche simili a quelle degli anni '90, l'Italia
> avrebbe tassi di interesse solo dello 0,75% più alti di quelli dell'area
> euro. E le differenze in termini di crescita dei prezzi sarebbero
> sorprendentemente piccole, vicino allo zero.
> Ma la competitività delle imprese, e il mercato sia interno che
> delle esportazioni sarebbe infinitamente migliore."
Il problema con questi studi fatti unicamente con lo scopo di
alimentare delle polemiche politiche da parte di incompetenti ( i
politici ) stà appunto nell' ipotesi avanzata che toglie tutta
credibilità...... cioé una politica macro economica simile a quella
degli anni 90...... Ora tutti sono d'accordo che questo presupposto
nella globalizzazione attuale é impossibile.... quindi le conclusioni
perdono tutto il loro valore realistico e mi fà strano che ci siano
ancora persone come te disposte a crederci.
Negli anni 90 il petrolio era ridicolalmente basso ( eccezione fatta
per la guerra del golfo nel 91 ) e tutte le materie prime a gli
stessi
livelli, mentre la competitività asiatica era inesistente.
Tutti sappiamo che l' italia deve tutto importare per permettere
all'
industria di trasformarle in prodotto finito. Ora ti lascio
immaginare
i livelli dei costi di importazione ( = inflazione imprtata ) il
costo dell' energia essenziale per la trasformazione ( =
inflazione ) e l' incidenza dei costi salariali sul prodotto
finito
= ( inflazione interna ). Non solo l' Italia sarebbe stata in
condizioni simili all' Argentina, ma probabilmente molto peggio.
É come il cane che si morde la coda.......
Non avendo a disposizione tutti i dati non mi avanzo a dare
consigli, .... ma una cosa é chiara, il bene dell' Italia passa
attraverso delle riforme di fondo del sistema economico e non
sperare
in una svalutazione per tornare competitivi per qualche mese per poi
ricominciare da capo in condizioni peggiori.
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
"1lm Luciano" <lmerlanti@sunrise.ch> ha scritto nel messaggio
news:a49a679a-9069-4274-b4f2-40a14218f41e@e1g2000pra.googlegroups.com...
On 12 nov, 14:22, "Nino" <N...@alice.it> wrote:
> ----> Fesserie. Non vorrei ricordarti tuoi deliri passati ad es. sul
> prezzo di Tenaris. Limitati alla borsa, visto che dici di guadagnarci!
> Ma in economia, le tue idee sono poche e confuse. Assolutamente
> inutili ed inefficaci ad affrontare e cercare di risolvere la crisi
> attuale.
> Che è stata provocata dal liberismo capitalista in cui sguazzi, dalla
> mancanza di regole, dagli squilibri sociali e dalla progressiva
> insostenibile
> divaricazione dei redditi, dagli indecenti emolumenti dati a manager,
> personaggi televisivi, dello spettacolo e dello sport, ecc..
> Con questa globalizzazione che sostieni, il destino finale non sarà
> un maggior benessere globale, nè il miglioramento delle condizioni
> della parte del mondo che sta peggio; ma viceversa peggiorerano al
> loro basso livello anche le condizioni di vita dei lavoratori del mondo
> occidentale.
Una stupidità é quando dici che ho parlato di Tenaris. Puoi sempre
postare quello che ho scritto in proposito per verificare se
volutamente mi attribuisci cose scritte da altri.
-----> Purtroppo non conservo quello che scrivo (nè tanto meno le
sciocchezze scritte dagli altri )
E non ho tempo, nè voglia di cercare; potrebbe anche essere che in
questo caso mi confonda con qualcun altro, e allora mi scuso.
Precisato questo, il resto si apparenta di piú ad una elucubrazione di
stampo sindacale piuttosto che di conoscenza economica.
---> Il resto (che hai tagliato) sono idee, ragionamenti e proposte.
Che ovviamente potrebbero anche non essere condivise.
Per uno che non sa fare la differenza tra l' impoverimento dell'
italia a causa di una pessima gestione dell' Euro con il semplice
impoverimento dovuto esclusivamente dall' introduzione della moneta
unica non mi aspetto niente di intelligente.
---> Questa è semplicemente l'interpretazione di uno che non
capisce il significato di quello che ho scritto.
Al massimo, avrò detto che l'euro è stato introdotto in un momento
inopportuno, che l'unione dell'Europa non si realizza semplicemente
con l'introduzione della moneta unica, che bisogna procedere con
prudenza ed attenzione a considerare aperte entità e popoli
profondamente diversi, che in Italia ha fatto arricchire pochi e
impoverito per la maggiore inflazione (in parte non controllata,
in parte voluta, e in parte causata dall'adeguamento ai più alti
prezzi di altre parti dell'Europa) la classe media, ecc..
Non é un caso se hai scancellato il nostro precedente scambio perché
indica precisaente i limiti dei tuoi ragionamenti.
----> Io non ho "scancellato" :-( nulla...
Non saprei neppure come fare.
Come si può ben vedere: http://www.nntp.it/economia-borsa/14...lioniti-4.html
c'è ancora tutto.
E riconfermo, parola per parola, quello che avevo scritto.
Te lo riposto, semplicemente perché tu possa riflettere...
On 3 oct, 15:38, "Nino" <N...@alice.it> wrote:
Buongiorno,
> Comunque, non hai risposto a:
> "Per questo dico: basta mantenere gli americani!
Non credo che sia necessario precisarlo anche per il piú sprovveduto
é un' evidenza....
> E' indispensabile procedere alla svalutazione competitiva dell'euro,
> stampando, solo per l'Italia, 200 miliardi di euro in banconote (e alzando
> per contenere l'inflazione la riserva frazionaria delle banche al 5%).
> L'euro, in paesi deboli come l'Italia, ha contribuito a portare miseria
> (con la maggiore iniquità distributiva della ricchezza: nulla si crea, se
> banche, finanza, top manager succhiano miliardi, agli altri resta meno
> da dividersi...).
> -----> Purtroppo non conservo quello che scrivo (nè tanto meno le
> sciocchezze scritte dagli altri )
> E non ho tempo, nè voglia di cercare; potrebbe anche essere che in
> questo caso mi confonda con qualcun altro, e allora mi scuso.
Le scuse sono il minimo che potevi fare dal momento che non mi
interesso e non mi sono mai interessato al mercato Italiano e questo
l' ho detto moltissime volte.
Accetto questa versione dei fatti anche se rimango dubitativo sulla
tua vera motivazione nello scrivere cose di cui non potevi provare
niente e formulare accusazioni gratuite come questa...........> ----Fesserie. Non vorrei ricordarti tuoi deliri passati ad es. sul
> prezzo di Tenaris. Limitati alla borsa, visto che dici di guadagnarci!
> ---> Il resto (che hai tagliato) sono idee, ragionamenti e proposte.
> Che ovviamente potrebbero anche non essere condivise.
Per te probabilmente ma il resto non ha ne capo ne coda serve solo ad
utilizzare la tastiera senza sapere cosa si stà facendo per questo l'
ho tagliato.
> ---> Questa è semplicemente l'interpretazione di uno che non
> capisce il significato di quello che ho scritto.
> Al massimo, avrò detto che l'euro è stato introdotto in un momento
> inopportuno, che l'unione dell'Europa non si realizza semplicemente
> con l'introduzione della moneta unica, che bisogna procedere con
> prudenza ed attenzione a considerare aperte entità e popoli
> profondamente diversi, che in Italia ha fatto arricchire pochi e
> impoverito per la maggiore inflazione (in parte non controllata,
> in parte voluta, e in parte causata dall'adeguamento ai più alti
> prezzi di altre parti dell'Europa) la classe media, ecc..
Tutto questo é blablablabla
Non ci devono essere interpretazioni, tu hai scritto ti cito; .....
L'euro, in paesi deboli come l'Italia, ha contribuito a portare
miseria .... che tra l' altro lo ritrovi anche piú in basso. Il resto
lo aggiungi adesso perché fà comodo, ma nello scambio a cui faccio
riferimento questo non c' era.
> ----> Io non ho "scancellato" :-( *nulla...
> Non saprei neppure come fare.
> Come si può ben vedere:http://www.nntp.it/economia-borsa/14...lioniti-4.html
> c'è ancora tutto.
> E riconfermo, parola per parola, quello che avevo scritto.
Ci mancherebbe altro.... Adesso fai anche il bambino. Nessuno puó
cancellare niente su Google una volta inviato.
Sai benissimo che mi riferivo al vecchio scambio che hai tagliato
nella tua risposta.... perché una parte la riproponi qui sotto
parzialmente...
> > E' indispensabile procedere alla svalutazione competitiva dell'euro,
> > stampando, solo per l'Italia, 200 miliardi di euro in banconote (e alzando
> > per contenere l'inflazione la riserva frazionaria delle banche al 5%).
> > L'euro, in paesi deboli come l'Italia, ha contribuito a portare miseria
> > (con la maggiore iniquità distributiva della ricchezza: nulla si crea, se
> > banche, finanza, top manager succhiano miliardi, agli altri resta meno
> > da dividersi...).
> [cut]
Perché tagliare la mia risposta ......
Qui sono completamente in disaccorso, la svalutazione monetaria non é
una soluzione, é solo una piccola pezza che si utilizza per chiudere
un buco immenso e fare la politica dello struzzo.
Non é assolutamente vero che l' Euro é all' origine dell'
impoverimento di paesi come l' Italia, ma la sua gestione da parte di
governi
incompetenti e corrotti. Una cosa per me é certa... la svalutazione
di una moneta non é mai stata una soluzione per il lungo termine. Non
fà che aggravare una situazione riportando la soluzione alle
generazioni
future.
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
"1lm Luciano" <lmerlanti@sunrise.ch> ha scritto nel messaggio
news:f0025c6f-2c83-472f-bb09-3cc22aedc8ec@p35g2000prm.googlegroups.com...
On 12 nov, 16:24, "Nino" <N...@alice.it> wrote:
> -----> Purtroppo non conservo quello che scrivo (nè tanto meno le
> sciocchezze scritte dagli altri )
> E non ho tempo, nè voglia di cercare; potrebbe anche essere che in
> questo caso mi confonda con qualcun altro, e allora mi scuso.
Le scuse sono il minimo che potevi fare dal momento che non mi
interesso e non mi sono mai interessato al mercato Italiano e questo
l' ho detto moltissime volte.
Accetto questa versione dei fatti anche se rimango dubitativo sulla
tua vera motivazione nello scrivere cose di cui non potevi provare
niente e formulare accusazioni gratuite come questa...........> ----Fesserie. Non vorrei ricordarti tuoi deliri passati ad es. sul
> prezzo di Tenaris. Limitati alla borsa, visto che dici di guadagnarci!
-----> Faccio appello ai partecipanti di questo NG.
C'è stato uno che l'anno scorso aveva pronosticato Tenaris a
60 euro (o giù di lì); mi sembrava di ricordare che aveva detto di
abitare in Francia o Svizzera.
Si era vantato anche quando ultimanente era salita, superando i 22 euro.
Risiedendo tu a Ginevra, (ho una certa età, i nomi li dimenticavo
anche 30 anni fa!) avevo pensato che fossi tu.
Ti sembra che abbia potuto fare di proposito un'affermazione
così facilmente contestabile, visto che non sei stato tu?
> ---> Il resto (che hai tagliato) sono idee, ragionamenti e proposte.
> Che ovviamente potrebbero anche non essere condivise.
Per te probabilmente ma il resto non ha ne capo ne coda serve solo ad
utilizzare la tastiera senza sapere cosa si stà facendo per questo l'
ho tagliato.
--->Ho il vanto in passato di aver contribuito a far emergere idee e
proposte che hanno avuto attuazione (es. aumenti salariali in cifra
fissa, abolizione contingenza, ecc.) e sono risultate utilissime.
Mi piacerebbe sapere quali sono stati i tuoi contributi alla società.
Ritengo che in un futuro prossimo verrà riconosciuta l'utilità anche di
parte di quello che stoltamente liquidi "senza capo, nè coda" .
> ---> Questa è semplicemente l'interpretazione di uno che non
> capisce il significato di quello che ho scritto.
> Al massimo, avrò detto che l'euro è stato introdotto in un momento
> inopportuno, che l'unione dell'Europa non si realizza semplicemente
> con l'introduzione della moneta unica, che bisogna procedere con
> prudenza ed attenzione a considerare aperte entità e popoli
> profondamente diversi, che in Italia ha fatto arricchire pochi e
> impoverito per la maggiore inflazione (in parte non controllata,
> in parte voluta, e in parte causata dall'adeguamento ai più alti
> prezzi di altre parti dell'Europa) la classe media, ecc..
Tutto questo é blablablabla
---> Questo è semplicemente quello che ho sostenuto in tante
discussioni sul NG, cui non mi pare tu abbia partecipato.
Non ci devono essere interpretazioni, tu hai scritto ti cito; .....
L'euro, in paesi deboli come l'Italia, ha contribuito a portare
miseria .... che tra l' altro lo ritrovi anche piú in basso. Il resto
lo aggiungi adesso perché fà comodo, ma nello scambio a cui faccio
riferimento questo non c' era.
> > E' indispensabile procedere alla svalutazione competitiva dell'euro,
> > stampando, solo per l'Italia, 200 miliardi di euro in banconote (e
> > alzando
> > per contenere l'inflazione la riserva frazionaria delle banche al 5%).
> > L'euro, in paesi deboli come l'Italia, ha contribuito a portare miseria
> > (con la maggiore iniquità distributiva della ricchezza: nulla si crea,
> > se
> > banche, finanza, top manager succhiano miliardi, agli altri resta meno
> > da dividersi...).
> [cut]
Perché tagliare la mia risposta ......
---> Te la lascio volentieri.
L'avevo tolta, perchè è solo qualunquismo e chiacchiere da comari
da cortile.
Io ho fatto proposte shock: mettere in circolazione 200 miliardi e
alzare la RO (oltre a tante altre, presenti in altri commenti).
Tu dici solo che la svalutazione non serve (senza neppure capire
che "sul breve", quando non ci sono altre alternative efficaci, è
invece fondamentale.
Resta pure nel tuo brodo.
Addio
Nino
----------------------
Qui sono completamente in disaccorso, la svalutazione monetaria non é
una soluzione, é solo una piccola pezza che si utilizza per chiudere
un buco immenso e fare la politica dello struzzo.
Non é assolutamente vero che l' Euro é all' origine dell'
impoverimento di paesi come l' Italia, ma la sua gestione da parte di
governi
incompetenti e corrotti. Una cosa per me é certa... la svalutazione
di una moneta non é mai stata una soluzione per il lungo termine. Non
fà che aggravare una situazione riportando la soluzione alle
generazioni
future.
> -----> Faccio appello ai partecipanti di questo NG.
> C'è stato uno che l'anno scorso aveva pronosticato Tenaris a
> 60 euro (o giù di lì); mi sembrava di ricordare che aveva detto di
> abitare in Francia o Svizzera.
> Si era vantato anche quando ultimanente era salita, superando i 22 euro.
> Risiedendo tu a Ginevra, (ho una certa età, i nomi li dimenticavo
> anche 30 anni fa!) avevo pensato che fossi tu.
> Ti sembra che abbia potuto fare di proposito un'affermazione
> così facilmente contestabile, visto che non sei stato tu?
Questo mi sembra una arrampicata sulli specchi e i dubbi che tu abbia
fatto apposta mi rimangono anche perché se come dici non hai la
memoria dei nomi é una ragione supplementare per raddoppiare di
prudenza prima di sparare queste cazzate. Quanto alla persona legata
alle previsioni su Tenaris non sono certo io.
> --->Ho il vanto in passato di aver contribuito a far emergere idee e
> proposte che hanno avuto attuazione (es. aumenti salariali in cifra
> fissa, abolizione contingenza, ecc.) e sono risultate utilissime.
> Mi piacerebbe sapere quali sono stati i tuoi contributi alla società.
> Ritengo che in un futuro prossimo verrà riconosciuta l'utilità anche di
> parte di quello che stoltamente liquidi *"senza capo, nè coda" .
Francamente il blablablabla non mi interessa
> > ---> Questa è semplicemente l'interpretazione di uno che non
> > capisce il significato di quello che ho scritto.
> > Al massimo, avrò detto che l'euro è stato introdotto in un momento
> > inopportuno, che l'unione dell'Europa non si realizza semplicemente
> > con l'introduzione della moneta unica, che bisogna procedere con
> > prudenza ed attenzione a considerare aperte entità e popoli
> > profondamente diversi, che in Italia ha fatto arricchire pochi e
> > impoverito per la maggiore inflazione (in parte non controllata,
> > in parte voluta, e in parte causata dall'adeguamento ai più alti
> > prezzi di altre parti dell'Europa) la classe media, ecc..
> Tutto questo é blablablabla
> ---> Questo è semplicemente quello che ho sostenuto in tante
> discussioni sul NG, cui non mi pare tu abbia partecipato.
Appunto, quindi quello che ho scritto era giusto. Siccome con me ti
sei limitato a scrivere che .....L'euro, in paesi deboli come
l'Italia, ha contribuito a portare miseria .... ho replicato in modo
appropiato rettificando quello che era non solo una controverità, ma
una cazzata perché l' Euro é stata una benedizione per l' Italia.
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
"1lm Luciano" <lmerlanti@sunrise.ch> ha scritto nel messaggio
news:0b887d51-3c7d-4ba7-846e-
Sopravviveró
Ciao....... 1lm Luciano
-----------------------
---Solo per acclarare la miopia della tua visione politico-economica:
tua affermazione di ieri:
"Se l' Italia avesse fatto le riforme necessarie per affrontare questa
crisi previsibile come la Germania dieci anni fà, adesso l' impatto
della crisi sarebbe molto minore di quello che stiamo vivendo.
Ti ricordo che anche la Germania ha delocatizzato ma rimane il
campione assoluto in europa nelle esportazioni"
mia risposta:
"Il tessuto industriale tedesco è diverso da quello italiano.
E comunque, a breve, la Germania avrà problemi economici
anche superiori a quelli italiani."
Websim - 13/11/2008 10:02:36
Il Pil della Germania del terzo trimestre è sceso dello 0,5%: questo dato,
diffuso stamattina, sancisce ufficialmente che la principale economia
dell'Europa è in recessione. La contrazione, infatti, viene dopo un calo
dello 0,4% del Pil del secondo trimestre.
Chiudo la (penosa) discussione riportando il mio post del 21/10,
che faceva riferimento ad autorevoli dichiarazioni di Samuelson:
(pensi che non c'entri con l'argomento del thread? vabbeh, hai ragione..
----------
I sistemi di mercato privi di regole sono prima o poi destinati a implodere.
Chi è stato a innescare, a partire dal 2007, il tracollo del capitalismo di
Wall Street? All'origine troviamo il capitalismo libertario e all'insegna
del laissez-faire di Milton Friedman e Friedrich Hayek, cui è stata permessa
una crescita selvaggia e senza il rispetto di alcuna regola. E' questa la
causa principale delle tribolazioni odierne. Questi signori sono morti
entrambi, ma il loro lascito avvelenato sopravvive ancora oggi.
Non sono io a sostenere queste cose (certo, le condivido al 10%...): ma è il
premio Nobel Paul Samuelson.
Che continua:
Come fecero il presidente Roosevelt e Adolf Hitler a riportare i rispettivi
paesi alla soglia della piena occupazione nei sei anni dopo i fatti del '33?
Il grande trucco stava in una colossale spesa in deficit, che fece lievitare
il debito pubblico!
Chi sono i responsabili della deriva che, dal trend di stabilità e crescita
di metà anni '90, ci ha fatto scivolare nel caos odierno, destinato a
protrarsi ancora per chissà quanto?
1) George Bush, con le sue scelleratezze in ambito geopolitico.
2) Ronald Reagan: dopo la sua elezione nel 1980 l'America è diventata sempre
più una nazione di sperperatori di denaro a livello familiare, a livello di
corporation e a livello pubblico.
3) I piani di sgravi fiscali diretti esclusivamente a gente ricca, che
dall'America hanno contagiato anche l'Europa.
4) La scandalosa impennata delle remunerazioni dei top manager, che ha
compromesso la funzionalità dell'intero sistema di governance aziendale.
Gente per lo più incapace, che dopo aver affondato imprese e banche, se ne
sono andati per la loro strada, brindando alla manna di denaro intascata.
5) I nuovi mostri diabolici alla Frankestein dell'"ingegneria finanziaria".
Swap e derivati, nati per ridimensionare il rischio totale, cancellano
inevitabilmente qualsiasi principio di trasparenza. L'ingegneria finanziaria
consente di passare da un'esposizione pari a zero a un leverage 50 a 1. E
quando il rischio strutturale che ne risulta esplode, i Ceo e i direttori
finanziari dell'istituto di turno si fregano le mani e intascano montagne di
denaro. (Sottratto alla collettività, che quindi si impoverisce).
Il meltdown globale di questi giorni dovrebbe recare in bella vista le
parole MADE IN AMERICA. Le generazioni future impareranno a rabbrividire al
nome di Bush, Greenspan, ma anche dei banchieri (Pauson, segretario di stato
USA e Chief Executive Officier di Golman Sachs e, nel loro piccolo, Ciampi,
Prodi, Draghi....)
L'articolo cita Unicredit: sono convinto che le fusioni per dare dimensione
internazionale alle banche siano un male. Piccolo, o medio e locale è molto
meglio. Comunque, il governo non solo dovrebbe entrare con capitale statale
per garantire i depositi dei piccoli risparmiatori; ma dovrebbe anche
cacciare il management e nazionalizzare (non è una parolaccia!).
Ponendo tetti alle retribuzioni dei manager e abolendo bonus e stock option.
> --->Solo per acclarare la miopia della tua visione politico-economica:
> tua *affermazione di ieri:
> "Se l' Italia avesse fatto le riforme necessarie per affrontare questa
> crisi previsibile *come la Germania dieci anni fà, adesso l' impatto
> della crisi sarebbe molto minore di quello che stiamo vivendo.
> Ti *ricordo che anche la Germania ha delocatizzato ma rimane il
> campione assoluto in europa nelle esportazioni"
> mia risposta:
> "Il tessuto industriale tedesco è diverso da quello italiano.
> E comunque, a breve, la Germania avrà problemi economici
> anche superiori a quelli italiani."
Ora, se vuoi disutere mi stà bene, ma smettila di giocare a chi ce l'
ha piú lungo.....
Se quanto ho scritto sopra non arrivi a capirlo subito, ti consiglio
di rileggerlo prima di pronunciarti sulla mia eventuale miopia....
Mi vuoi dire dove ho scritto ..." che la Germania non avrebbe subito
le consequenze della crisi? " ... Certo che si, ma, a differenza
dell' Italia e grazie alle riforme, ne subirà molto meno gli
inconvenienti e continuerà ad esportare sempre di piú che l' Italia ,
contrariamente a quello che scrivi solo per scrivere il contrario.
L' industria tedesca é sempre stata piú performante di quella Italiana
e lo sarà ancora di piú in periodo di crisi.
Per quanto concerne il tessuto industriale nei due paesi, quello é
simile.
Le piccole e medie imprese in Germania come in Italia rappresentano
la maggior parte dei posti di lavoro ( il tempo dei grandi gruppi
industriali che impiegavano centinaia di migliaia di dipendenti é
terminato fine anni 80 in tutti i paesi industrializzati )
La differenza é, da una parte la reputazione tedesca di serità, dall'
altra la qualità in generale superiore alla nostra a cui dobbiamo
aggiungere, che loro possono esportare piú facilmente anche grazie
alle riforme intraprese dopo il crollo del muro di Berlino e
nonostante un Euro forte.
Le riforme hanno permesso, contrariamente all' italia, di
delocalizzare non solo i grandi gruppi industriali, ma anche una parte
delle piccolo imprese permettendo loro di sopravvivere compensando in
parte la competitività dei paesi asiatici.
In Italia per le piccole e medie imprese ( eccezion fatta per alcune )
non esiste niente che li possa aiutare. Succede che sotto la
pressione dei prodotti importati a basso costo molte di queste piccole
e medie industrie devono chiudere.
Nella globalizzazione non ci sono altre alternative e la domanda in
questo caso é: ... é preferibile chiudere e mettere in disoccupazione
migliaia di operai .....o reinvestire e delocalizzare una parte della
produzione in paesi a basso costo di mano d' opera ma mantenere
operativa una industria riducendo il numero dei dipendenti?
Quello che manca all' Italia sono alcuni visionari. Ma la stupidità
della gente, che ha una visione economica che non và piú lontana
della punta del naso, la vediamo adesso mentre tutti si fanno una
virtu nello spiegare quello che dovevamo fare dieci anni fà per
evitare questo disastro, ma che non hanno fatto niente per prevenire.
Non ho certo aspettato che qualche sapientone, adesso mi venga a
spigare quello che é successo o cosa si doveva fare .... quello tutti
ce l' hanno davanti agli occhi.....
Per chi segue quello che ogni tanto scrivo nel NG sa che per me la
crisi era inevitabile da inizio 2006 dove parlavo già della crisi
immobiliare a venire e dei subprime.
Certo, ho la possibilità di consultare alcuni rapporti confidenziali,
e spendo alcune centinaia di Euro al mese per accedere a diversi siti
dove ricavo informazioni estremamente interessanti e mi posso vantare
di avere tra le mie conoscenze persone bene introdotte nel sistema
finanziario svizzero.
Questo mi ha permesso di sviluppare una capacità di sintesi di cui
sono molto fiero perché mi permette di vivere in un certo benessere.
Tutte le citazioni che hai postato sono una dimostrazione che tutti
sono bravi a spiegare quello che é successo, ma quanti hanno avuto il
coraggio di insistere ed andare contro il sistema denunciando in
anticipo con veemenza e perseveranza questo disastro? Nessun, sia
perché era politicamente scorretto, o se avesse insistiro troppo lo
avrebbero catalogato di comunista rvoluzionario anti liberale......
Vedi... l' Italiano é cosi fatto, se Luciano o chiunque altro dice una
verità non é credibile, ma se un eminete personalità dice una
cazzata, questa sarà propagata come una verità... Per l' italiano
medio, e non solo, quello che é importante é " la persona che dice
qualcosa " non la " cosa che é detta ". Per me é esattamente il
contrario. Ho sempre imparato molto da persone di cui non avevo alcuna
simpatia e non ho mai messo una barriera in funzione di questo
criterio.
Re: Propaganda 1 : non comprate più prodotti di chi delocalizza
"1lm Luciano" <lmerlanti@sunrise.ch> ha scritto nel messaggio
news:0747a0ce-72dd-4f05-ada7-
Mi vuoi dire dove ho scritto ..." che la Germania non avrebbe subito
le consequenze della crisi? " ... Certo che si, ma, a differenza
dell' Italia e grazie alle riforme, ne subirà molto meno gli
inconvenienti e continuerà ad esportare sempre di piú che l' Italia ,
contrariamente a quello che scrivi solo per scrivere il contrario.
L' industria tedesca é sempre stata piú performante di quella Italiana
e lo sarà ancora di piú in periodo di crisi.
Per quanto concerne il tessuto industriale nei due paesi, quello é
simile.
Le piccole e medie imprese in Germania come in Italia rappresentano
la maggior parte dei posti di lavoro ( il tempo dei grandi gruppi
industriali che impiegavano centinaia di migliaia di dipendenti é
terminato fine anni 80 in tutti i paesi industrializzati )
La differenza é, da una parte la reputazione tedesca di serità, dall'
altra la qualità in generale superiore alla nostra a cui dobbiamo
aggiungere, che loro possono esportare piú facilmente anche grazie
alle riforme intraprese dopo il crollo del muro di Berlino e
nonostante un Euro forte.
Le riforme hanno permesso, contrariamente all' italia, di
delocalizzare non solo i grandi gruppi industriali, ma anche una parte
delle piccolo imprese permettendo loro di sopravvivere compensando in
parte la competitività dei paesi asiatici.
Nella globalizzazione non ci sono altre alternative e la domanda in
questo caso é: ... é preferibile chiudere e mettere in disoccupazione
migliaia di operai .....o reinvestire e delocalizzare una parte della
produzione in paesi a basso costo di mano d' opera ma mantenere
operativa una industria riducendo il numero dei dipendenti?
-----Quello che hai scritto è la fotografia (quindi condivisibile) della
situazione attuale; ma, per essere utile, all'analisi devono seguire le
proposte.
La globalizzazione va, in questo momento, ostacolata.
Non capisci che la tua affermazione:
"é preferibile chiudere e mettere in disoccupazione
migliaia di operai .....o reinvestire e delocalizzare una parte della
produzione in paesi a basso costo di mano d' opera ma mantenere
operativa una industria riducendo il numero dei dipendenti?"
è contradditoria, in quanto, se riduci il numero dei dipendenti nel proprio
paese, automaticamente aumenterà la disoccupazione? Oltre ad essere di
fronte ad una concorrenza sleale nei confronti delle aziende che operano sul
territorio nazionale?
Guarda fra il programma di Obama per far ripartire l'economia:
a.. Imporre una tassa sugli extraprofitti delle società petrolifere per
dare rimborsi fiscali di 1000 dollari a famiglia;
b.. Stanziare 50 miliardi di dollari per fare ripartire l'economia, dei
quali 25 miliardi per evitare i tagli nella salute, scuola, case e
riscaldamento, o evitare tasse locali; altri 25 per salvare 1 milione di
posti di lavoro nelle infrastrutture, strade ponti scuole;
c.. Eliminare le tasse per i pensionati con meno di 50.000 dollari;
d.. Semplificare la dichiarazione dei redditi; questo farà risparmiare 200
milioni di ore passate a fare dichiarazioni, e compensi ai commercialisti
per 2 miliardi di dollari.
e.. Negare le agevolazioni fiscali alle società che delocalizzano
all'estero; nei contratti con il settore pubblico favorire le società che
usano lavoro americano;
f.. Premiare le società che creano lavoro in America, con crediti fiscali
per chi aumenta gli addetti in America rispetto all'estero, chi tiene la
sede in America, chi paga buoni salari, prepara I lavoratori per la
pensione, fornisce assicurazioni sanitarie e sostieni gli addetti che fanno
il servizio militare
g.. Dare impulso al settore delle energie rinnovabilie si creeranno nuovi
posti di lavoro. Entro il 2025 il 25% dell'energia consumata dagli americani
dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili, il che creerà centinaia di
migliaia di posti di lavoro. Saranno esteri i crediti di imposta per
aumentare la produzione di energia rinnovabile;
h.. È importante ricostruire la rete di trasporti nazionale, autostrade
ponti aria porti treni, per aumentare la sicurezza la competitività e la
crescita di lungo periodo; " Creare la National Infrastructure Reinvestment
Bank: per sviluppare gli investimenti federali nei trasporti, con 60
miliardi di dollari in 10 anni. Questo porterà 2 milioni di nuovi posti di
lavoro e stimolerà fino a 35 miliardi di dollari all'ano di nuove attività
economiche;
i.. Proteggere i padroni di casa contro le frodi legate ai mutui;
j.. dare un credito del 10% sui mutui che darà un beneficio di 500 dollari
a 10 milioni di proprietary, la maggior parte dei quail ha un reddito
inferiore ai 50000 dollari;
k.. regolamentare il settore delle carte di credito per evitare che I
consumatori siano oggetto di pratiche eccessivamente onerose;
l.. modificare la legge sui fallimenti in modo da proteggere I lavoratori,
eliminare I bonus per I manager che hanno fatto fallire e richiedere
disclosure sui fondi pensione;
m.. ecc....
------------------------------
Quello che manca all' Italia sono alcuni visionari. Ma la stupidità
della gente, che ha una visione economica che non và piú lontana
della punta del naso, la vediamo adesso mentre tutti si fanno una
virtu nello spiegare quello che dovevamo fare dieci anni fà per
evitare questo disastro, ma che non hanno fatto niente per prevenire.
Non ho certo aspettato che qualche sapientone, adesso mi venga a
spigare quello che é successo o cosa si doveva fare .... quello tutti
ce l' hanno davanti agli occhi.....
Per chi segue quello che ogni tanto scrivo nel NG sa che per me la
crisi era inevitabile da inizio 2006 dove parlavo già della crisi
immobiliare a venire e dei subprime.
Tutte le citazioni che hai postato sono una dimostrazione che tutti
sono bravi a spiegare quello che é successo, ma quanti hanno avuto il
coraggio di insistere ed andare contro il sistema denunciando in
anticipo con veemenza e perseveranza questo disastro? Nessun, sia
perché era politicamente scorretto, o se avesse insistiro troppo lo
avrebbero catalogato di comunista rvoluzionario anti liberale......
------Quello che dico adesso (minore liberismo, superiorità del lavoro sul
capitale, regole alla finanza e maggior intervento dello Stato, anche
nazionalizzazione dei settori sensibili, come energia, telecomunicazione e
banche), non pretendo sia condiviso da tutti, ma lo ripeto, anche sul NG,
fin dalla precedente bolla del 2000.
Per finire, sono perfettamente d'accordo sulla tua ultima frase:
"l' Italiano é cosi fatto, se Luciano o chiunque altro dice una
verità non é credibile, ma se un eminete personalità dice una
cazzata, questa sarà propagata come una verità... Per l' italiano
medio, e non solo, quello che é importante é " la persona che dice
qualcosa " non la " cosa che é detta ". Per me é esattamente il
contrario. Ho sempre imparato molto da persone di cui non avevo alcuna
simpatia e non ho mai messo una barriera in funzione di questo
criterio."
> Quello che hai scritto è la fotografia (quindi condivisibile) della
> situazione attuale; ma, per essere utile, all'analisi devono seguire le
> proposte.
Almeno su questo siamo d' accordo.
> La globalizzazione va, in questo momento, ostacolata.
> Non capisci che la tua affermazione:
> "é preferibile chiudere e mettere in disoccupazione
> migliaia di operai .....o reinvestire e *delocalizzare una parte della
> produzione in paesi a basso costo di mano d' opera ma *mantenere
> operativa una industria riducendo il numero dei dipendenti?"
> è contradditoria, in quanto, se riduci il numero dei dipendenti nel proprio
> paese, automaticamente aumenterà la disoccupazione? Oltre ad essere di
> fronte ad una concorrenza sleale nei confronti delle aziende che operano sul
> territorio nazionale?
Non credo che sia contraddittoria, almeno fino ad ora...Perché é
preferibile diminuire il personale che chiudere una impresa. Nel primo
caso solo una parte finirà in disoccupazione mentre nella seconda é la
totalità dei dipendenti a pagarne le spese.
Francamente tra le due soluzioni io non esiterei un solo istante
scegliendo la prima.
> Guarda fra il programma di Obama per far ripartire l'economia:
> * a.. Imporre una tassa sugli extraprofitti delle società petrolifereper
> dare rimborsi fiscali di 1000 dollari a famiglia;
> * b.. Stanziare 50 miliardi di dollari per fare ripartire l'economia, dei
> quali 25 miliardi per evitare i tagli nella salute, scuola, case e
> riscaldamento, o evitare tasse locali; altri 25 per salvare 1 milione di
> posti di lavoro nelle infrastrutture, strade ponti scuole;
> * c.. Eliminare le tasse per i pensionati con meno di 50.000 dollari;
> * d.. Semplificare la dichiarazione dei redditi; questo farà risparmiare 200
> milioni di ore passate a fare dichiarazioni, e compensi ai commercialisti
> per 2 miliardi di dollari.
> * e.. Negare le agevolazioni fiscali alle società che delocalizzano
> all'estero; nei contratti con il settore pubblico favorire le società che
> usano lavoro americano;
> * f.. Premiare le società che creano lavoro in America, con crediti fiscali
> per chi aumenta gli addetti in America rispetto all'estero, chi tiene la
> sede in America, chi paga buoni salari, prepara I lavoratori per la
> pensione, fornisce assicurazioni sanitarie e sostieni gli addetti che fanno
> il servizio militare
> * g.. Dare impulso al settore delle energie rinnovabilie si creeranno nuovi
> posti di lavoro. Entro il 2025 il 25% dell'energia consumata dagli americani
> dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili, il che creerà centinaia di
> migliaia di posti di lavoro. Saranno esteri i crediti di imposta per
> aumentare la produzione di energia rinnovabile;
> * h.. È importante ricostruire la rete di trasporti nazionale, autostrade
> ponti aria porti treni, per aumentare la sicurezza la competitività e la
> crescita di lungo periodo; " Creare la National Infrastructure Reinvestment
> Bank: per sviluppare gli investimenti federali nei trasporti, con 60
> miliardi di dollari in 10 anni. Questo porterà 2 milioni di nuovi postidi
> lavoro e stimolerà fino a 35 miliardi di dollari all'ano di nuove attività
> economiche;
> * i.. Proteggere i padroni di casa contro le frodi legate ai mutui;
> * j.. dare un credito del 10% sui mutui che darà un beneficio di 500 dollari
> a 10 milioni di proprietary, la maggior parte dei quail ha un reddito
> inferiore ai 50000 dollari;
> * k.. regolamentare il settore delle carte di credito per evitare che I
> consumatori siano oggetto di pratiche eccessivamente onerose;
> * l.. modificare la legge sui fallimenti in modo da proteggere I lavoratori,
> eliminare I bonus per I manager che hanno fatto fallire e richiedere
> disclosure sui fondi pensione;
> * m.. ecc....
> ------------------------------
Al momento non possiedo che alcune informazioni sulla situazione e le
sue reali icidenze sull' economia globale, quindi sono il primo a non
essere abilitato a emettere suggestioni nel dettaglio.... Dico solo
che come dieci anni fà, solo delle riforme in profondità ( ma quelle
giuste ) permetteranno di rimettere in piedi l' economia. L' Italia
ha bisogno di riforme strutturali importanti e certamente impopolari
che incideranno ancora di piú nel livello di vita degli italiani nel
loro iinsieme.
Ma questo non é solo indispensabile... é urgente.
Francamente non só se le riforme previste negli USA dai Democratici
siano auspicabili in Europa o in Italia nella loro totalità o dovranno
essere adattatate alle nostre econommie.
Gli USA hanno un grosso problema dovuto alle dichiarazioni di
Greenspan nel 2003, se non mi sbaglio, di cui sono stato il solo a
parlarne nel NG e nessuno vi ha prestato il minimo interesse, quando
disse che gli USA non avevano piú bisogno di un settore
manufatturiero. Questa dichiarazione ha accelerato il processo di
delocalizzazione ad oltranza, cosa che é avvenuta solo parzialmente in
Europa.
Sotto questo punto di vista, le modifiche strutturali in america
dovranno essere molto piú profonde e penose dell' Euroland.
Una parte di queste soluzioni riguarda in effetti una compensazione
per le società che non delocalizzano e quindi penalizzate nella
concorrenza globale. Potrebbe anche essere una via da esplorare ma
quali saranno le consequenze nelle scietà che sono sopravvissute
grazie alla delocalizzazione e che adesso verranno penalizzate? Si
sposta solo il problema da una parte all' altra del settore economico
senza una vera strategia globale. Questo si chiama precipitazione....
Con la diminuzione del potere di acquisto generalizzato in tutto il
mondo, penalizzare delle società che producono a basso costo non credo
sia una cosa intelligente perché penalizzerà ancora di piú le classi
piú deboli.
> Quello che dico adesso (minore liberismo, superiorità del lavoro sul
> capitale, regole alla finanza e maggior intervento dello Stato, anche
> nazionalizzazione dei settori sensibili, come energia, telecomunicazione e
> banche), non pretendo sia condiviso da tutti, ma lo ripeto, anche sul NG,
> fin dalla precedente bolla del 2000.
Minor liberismo e regole alla finanza, posso anche essere d'
accordo....superiorità de lavoro sul capitale non lo condivido perché
é il capitale che genera lavoro.
Lo Stato non si deve sostituire al libero mercato in quanto é provato
che é meno efficace.. ma imporre direttive di controllo molto severe
per impedire quanto é arrivato si, é non solo condivisibile ma anche
necessario.
Vedrai che l' essenza di queste peoposizioni le ritroveremo nella
riforma strutturale di tutto il sistema finanziario ed economico.. é
solo del buon senso....Non credo che io e te abbiamo scoperto l' acqua
calda :-)
Tv e propaganda
Clas: In onda ora su RAI 3u programma di propaganda politica condotto dalla
compagna Annunziata.
Sugli altri canali film, telefilm e varietà.
Ecco l'uso politico della tv, in cui la sinistra è...
Borsa
7
15-01-2006 17.45.36
OT-Ed ecco un esempio di propaganda .....
'Jackal: pro rapinatori a passeggio !!
Il sovraffollamento è oltre ogni limite di guardia. Al 30 aprile 2000, i
detenuti presenti erano 53.343 (il picco più alto dal 1946 ad oggi),
accatastati in...
SCIOPER & PROPAGANDA
R¸Ø¸ß¸ ϸѸ H¸Ø¸Ø¸D¸¹: Rilevo solo che nelle aziende ci sia troppa propaganda sindacale, anche su
questo sciopero generale.
E' giusto fomentare deliberatamente il malcontento dei lavoratori in sedi di
aziende statali e...