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Vecchio 06-11-2003, 11.40.40
Bart67
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Messaggi: n/a
Predefinito Tg e Gr, la fabbrica delle notizie che non disturba mai il governo

La novità del berlusconismo è il telegiornale di Mimun e il giornale radio
di Socillo. Cancellata la rassegna stampa

di SEBASTIANO MESSINA


ROMA - Cosa sta succedendo alla tv italiana? Ha ragione Francesco Rutelli,
quando accusa il centro-destra di aver "messo sotto controllo politico
l'informazione televisiva" e di star trasformando la democrazia italiana "in
una oligarchia mediatica dominata dal monopolio berlusconiano"? Alla vigilia
della delicatissima battaglia delle europee di primavera - e mentre il
governo spinge verso il voto finale, con tutte le sue forze, la
contestatissima legge Gasparri - la questione dell'equilibrio
dell'informazione torna al centro dello scontro politico. Con una novità non
di poco conto: per la prima volta nella sua storia, il principale
telegiornale italiano - il Tg1 di Clemente Mimun ? è contestato sia dalla
maggioranza che dall'opposizione, bersagliato da attacchi convergenti,
accusato dall'Udc di essere diventato "un monumento al servilismo" e dai Ds
di praticare addirittura "un giornalismo marchettaro".

Mimun ha risposto con querele e richieste di danni. Ma ormai non si tratta
più di casi isolati, di polemiche personali, di episodi sporadici. Più del
fondamentalismo militante del Tg4, del cerchiobottismo apparente del Tg5,
delle romantiche divagazioni del Tg2, del clima da riserva indiana del Tg3 e
della furba latitanza del Tg di Italia Uno, la vera novità dell'anno terzo
del berlusconismo è proprio la normalizzazione del Tg1. Una testata che non
è mai stata antigovernativa, certo, ma che oggi è diventata il luogo dove la
politica viene metodicamente sminuzzata, frullata e bollita per cucinare
ogni giorno un minestrone dolciastro dall'effetto soporifero, un bollettino
perennemente ottimista e fiducioso nelle magnifiche sorti, e progressive,
del governo Berlusconi.

Mettiamo, per esempio, che il governatore della Banca d'Italia accusi il
governo di aver peggiorato i conti pubblici, di aver fatto salire il deficit
statale, di non aver ridotto il debito. Come si fa a ignorare una così
autorevole bacchettata? Nessun problema: basta trovarci il lato positivo. Il
Tg1 di venerdì 31 ottobre presenta la vicenda con un titolo insapore: "A
confronto sull'economia". Poi, nel sommario, il conduttore spiega con voce
profonda: "Fazio: risanamento e riforme perché l'Italia riparta". Tutto qui?
No. Almeno un accenno, ai conti pubblici, bisogna farlo. Così: "Sui conti
pubblici, dice Tremonti, andiamo meglio di Francia e Germania". Del gelo tra
i due, della "fredda stretta di mano" su cui titola il Tg5, non c'è traccia
nel sommario del Tg1.

Insomma, l'allarme di Fazio diventa un incoraggiamento al governo e il
ministro dell'Economia tira già le conclusioni: siamo tra i migliori
d'Europa. Un piccolo capolavoro..
Mettiamo che il centro-sinistra vinca le elezioni in Trentino Alto Adige.
Come si fa a nascondere la notizia? Semplice: la si elimina dai titoli e dal
sommario, riducendola a una notiziola. Mettiamo, infine, che la riforma dei
tribunali minorili venga clamorosamente affondata in Parlamento. Come si fa,
di fronte a una simile sconfitta, ad addolcirne l'impatto? Basta usare le
parole giuste: e così, ieri sera, il Tg1 titolava: "Confronto nella Cdl".
Come se invece di un agguato dei franchi tiratori ci fosse stato un convegno
di accademici.

E' un lavoro di forbici e colla, il cui esempio massimo rimangono l'aggiunta
di un uditorio posticcio al discorso del presidente del Consiglio all'Onu ?
meritoriamente smascherato da "Striscia" - e il taglio al sonoro di
Berlusconi che prometteva all'eurodeputato tedesco Schulz un posto di kapò
in un film sui nazisti. Unico telegiornale europeo ? insieme a quello
svedese, per essere precisi ? a negare ai suoi ascoltatori l'audio di quella
gaffe, il Tg1 ricevette allora gli ironici complimenti del Financial Times:
"Il telegiornale sovietico di Breznev non avrebbe saputo fare di meglio".

Tagliare e cucire, troncare e sopire. Non è solo Berlusconi, l'oggetto delle
premurose attenzioni del Tg1. Quando Bossi straparla, per dire, si dà il
minimo indispensabile, possibilmente la frase meno spinosa, quella più
commestibile. Mercoledì 22 ottobre, il giorno in cui il ministro leghista
definisce il mandato di cattura europeo "criminale", frutto nientemeno che
di una "follia nazista", il Tg1 cancella queste parole dal suo servizio, e
già che c'è anche la durissima risposta del segretario dell'Udc Marco
Follini: "I ragionamenti, se vogliamo generosamente chiamarli così,
dell'onorevole Bossi?". La sera stessa, il partito degli ex dc ? quelli che
un tempo erano gli "editori di riferimento" del Tg1 ? bolla il telegiornale
di Mimun come "un monumento al servilismo".

Ma il vero segno della nuova stagione ? più del brusco ridimensionamento
dello spazio per l'opposizione - è nella mutazione genetica del giornalismo
televisivo. Una volta i telegiornali intervistavano i politici: il
giornalista faceva delle domande, e il ministro (o il segretario di partito)
rispondeva. Oggi l'intervista è scomparsa dal Tg1: è un lusso concesso solo
al direttore. Il contraddittorio è stato abolito. I cronisti sanno che non
devono fare domande a nessuno. "Quando c'è da far parlare un politico, per
esempio Schifani ? racconta un cronista parlamentare - parte una sola
persona: il telecineoperatore, l'uomo della telecamera. A fare la domanda ci
pensa il suo addetto stampa, Edy Benedetti. E noi mandiamo in onda la
risposta del capogruppo al suo portavoce". Ai ministri sta bene così. Non a
tutti, però. L'ultima volta che Gianni Alemanno ha visto arrivare il
telecineoperatore ha chiesto: "E il giornalista, dov'è?". "Ma lei sa già
tutto, mi hanno detto?" ha risposto l'altro, imbarazzatissimo. "No, io non
so niente. E non mi piace farmi le interviste da solo" è sbottato il
ministro.

Sono molti, i giornalisti del Tg1 ai quali non piace questa riedizione
tardiva del collateralismo militante. Ma nulla possono, contro il metodo
blindato del "panino". Cos'è il "panino"? E' il contrario del "bidone", che
era il sistema adottato dai telegiornali dell'Ulivo: ogni giorno un cronista
seguiva il centro-sinistra e un altro si occupava del centro-destra, poi a
fine giornata ciascuno dei due amalgamava le notizie sul suo schieramento
(in un "bidone", come fu subito soprannominato questo contenitore dalla
forma elastica) e il Tg mandava in onda i due servizi affiancati. Con
l'arrivo di Mimun l'era del "bidone" è finita. Il nuovo direttore ha voluto
il "panino", ovvero una specialissima nota politica nella quale il ruolo del
pane e quello del companatico sono assegnati in partenza: la prima fetta di
pane spetta al governo, in mezzo c'è la fettina di mortadella
dell'opposizione (che in genere "protesta", "attacca", "contesta" o si
produce in altre attività negative) e poi arriva, puntualmente, la seconda
fetta di pane, quella della maggioranza. Se manca il governo, poco male:
l'ultima parola deve toccare comunque al centro-destra, anzi a Forza Italia,
ovvero a Schifani o a Bondi.

Certo, i giornalisti non sono obbligati a rispettare questa direttiva.
Possono anche dare l'ultima parola a un esponente dell'opposizione. Però poi
la pagano cara. Il cdr ricorda il caso di Andrea Montanari, che un giorno
doveva montare una risposta del diessino Calvi all'avvocato Taormina. Lui
seguì la logica, invece di accogliere il ripetuto invito a invertire
l'ordine delle dichiarazioni. "Non posso dare prima la risposta e poi la
domanda" spiegò, testardo. Risultato: il servizio venne sfilato
dall'edizione delle 20 e mandato in onda solo a mezzanotte. Quanto a
Montanari, quel servizio se lo ricorderà per un pezzo perché da allora non
gliene hanno più affidato uno, neanche a Pasqua o a Ferragosto.

Il dissenso nella maggioranza è sfumato e addolcito. Le proteste
dell'opposizione sono diventate una sfoglia sottile nel panino quotidiano.
C'era ancora uno spazio incontrollato, nel Tg1. Relegato dopo la mezzanotte,
tra Vespa e Marzullo, ma c'era: la rassegna stampa. Alla fine del
telegiornale, ogni sera un ospite diverso era invitato a commentare i
giornali dell'indomani. Capitava che ai titoli dei quotidiani, qualche volta
severi con Berlusconi, si aggiungesse anche l'opinione dell'ospite,
incidentalmente non filogovernativo. Non poteva durare. All'inizio dell'anno
la rassegna stampa è stata ribattezzata "Non solo Italia", le prime pagine
sono state ridotte a una sola (quella del giornale dell'ospite) e le domande
rigorosamente limitate alle notizie dall'estero. Poi, a settembre, la
rassegna è stata definitivamente abolita. Niente più giornali irriverenti,
niente più ospiti impertinenti.

Per una singolarissima coincidenza, la stessa sorte ? nello stesso momento ?
è toccata alle interviste ai direttori dei giornali che erano diventare un
appuntamento fisso del Gr3 delle 8,45. Ogni mattina, a turno, i giornalisti
che guidano i sette maggiori quotidiani italiani venivano interpellati dal
caporedattore centrale Licia Conte sulle notizie del giorno. Poi, un giorno,
il nuovo direttore del Giornale Radio, Bruno Socillo, convoca la Conte.
"Bisognerebbe allargare la rosa da sette a quattordici direttori", dice. Lei
esegue, però non basta. "Bisognerebbe registrarle prima, queste interviste,
invece di mandarle in diretta". I direttori si rifiutano. "Bisognerebbe
delimitare il tema delle domande e delle risposte" insiste Socillo. Non
funziona: evidentemente si parla ancora troppo di Berlusconi, in quelle
telefonate alla radio. Insomma, da settembre i direttori dei giornali non
vengono più chiamati dal Gr3. La rubrica è "sospesa". Fino a nuovo ordine.

E' in questo campo da gioco desertificato, è con questa informazione
militarizzata, che si combatteranno le prossime sfide tra la Casa delle
Libertà e l'Ulivo. Non si sa come finirà: quello che è certo è che il suo
derby decisivo, Berlusconi lo giocherà in casa.




____________________________________
"Una catastrofe immediata è preferibile alla prolungazione indefinita
del dramma spaventevole". (G. D'Annunzio).


Alt 06-11-2003, 11.40.40
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Vecchio 06-11-2003, 11.52.23
Randall
Guest
 
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Predefinito Re: Tg e Gr, la fabbrica delle notizie che non disturba mai il governo

Interessante, davvero....
Unico neo è che Sebastiano Messina è giornalista di "Repubblica" e quindi
anche lui non è da considerare imparziale... Chiaro che sarebbe troppo bello
che un gionalista fosse capace di dare una notizia per quella che è senza
per forza inquinarla con ciò che è la propria idea (sia di destra che di
sinistra).
Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((

"Bart67" <bart67@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:bod8d2$1cojnk$1@ID-211146.news.uni-berlin.de...
> La novità del berlusconismo è il telegiornale di Mimun e il giornale radio
> di Socillo. Cancellata la rassegna stampa
>
> di SEBASTIANO MESSINA
>
>
> ROMA - Cosa sta succedendo alla tv italiana? Ha ragione Francesco Rutelli,
> quando accusa il centro-destra di aver "messo sotto controllo politico
> l'informazione televisiva" e di star trasformando la democrazia italiana

"in
> una oligarchia mediatica dominata dal monopolio berlusconiano"? Alla

vigilia
> della delicatissima battaglia delle europee di primavera - e mentre il
> governo spinge verso il voto finale, con tutte le sue forze, la
> contestatissima legge Gasparri - la questione dell'equilibrio
> dell'informazione torna al centro dello scontro politico. Con una novità

non
> di poco conto: per la prima volta nella sua storia, il principale
> telegiornale italiano - il Tg1 di Clemente Mimun ? è contestato sia dalla
> maggioranza che dall'opposizione, bersagliato da attacchi convergenti,
> accusato dall'Udc di essere diventato "un monumento al servilismo" e dai

Ds
> di praticare addirittura "un giornalismo marchettaro".
>
> Mimun ha risposto con querele e richieste di danni. Ma ormai non si tratta
> più di casi isolati, di polemiche personali, di episodi sporadici. Più del
> fondamentalismo militante del Tg4, del cerchiobottismo apparente del Tg5,
> delle romantiche divagazioni del Tg2, del clima da riserva indiana del Tg3

e
> della furba latitanza del Tg di Italia Uno, la vera novità dell'anno terzo
> del berlusconismo è proprio la normalizzazione del Tg1. Una testata che

non
> è mai stata antigovernativa, certo, ma che oggi è diventata il luogo dove

la
> politica viene metodicamente sminuzzata, frullata e bollita per cucinare
> ogni giorno un minestrone dolciastro dall'effetto soporifero, un

bollettino
> perennemente ottimista e fiducioso nelle magnifiche sorti, e progressive,
> del governo Berlusconi.
>
> Mettiamo, per esempio, che il governatore della Banca d'Italia accusi il
> governo di aver peggiorato i conti pubblici, di aver fatto salire il

deficit
> statale, di non aver ridotto il debito. Come si fa a ignorare una così
> autorevole bacchettata? Nessun problema: basta trovarci il lato positivo.

Il
> Tg1 di venerdì 31 ottobre presenta la vicenda con un titolo insapore: "A
> confronto sull'economia". Poi, nel sommario, il conduttore spiega con voce
> profonda: "Fazio: risanamento e riforme perché l'Italia riparta". Tutto

qui?
> No. Almeno un accenno, ai conti pubblici, bisogna farlo. Così: "Sui conti
> pubblici, dice Tremonti, andiamo meglio di Francia e Germania". Del gelo

tra
> i due, della "fredda stretta di mano" su cui titola il Tg5, non c'è

traccia
> nel sommario del Tg1.
>
> Insomma, l'allarme di Fazio diventa un incoraggiamento al governo e il
> ministro dell'Economia tira già le conclusioni: siamo tra i migliori
> d'Europa. Un piccolo capolavoro..
> Mettiamo che il centro-sinistra vinca le elezioni in Trentino Alto Adige.
> Come si fa a nascondere la notizia? Semplice: la si elimina dai titoli e

dal
> sommario, riducendola a una notiziola. Mettiamo, infine, che la riforma

dei
> tribunali minorili venga clamorosamente affondata in Parlamento. Come si

fa,
> di fronte a una simile sconfitta, ad addolcirne l'impatto? Basta usare le
> parole giuste: e così, ieri sera, il Tg1 titolava: "Confronto nella Cdl".
> Come se invece di un agguato dei franchi tiratori ci fosse stato un

convegno
> di accademici.
>
> E' un lavoro di forbici e colla, il cui esempio massimo rimangono

l'aggiunta
> di un uditorio posticcio al discorso del presidente del Consiglio all'Onu

?
> meritoriamente smascherato da "Striscia" - e il taglio al sonoro di
> Berlusconi che prometteva all'eurodeputato tedesco Schulz un posto di kapò
> in un film sui nazisti. Unico telegiornale europeo ? insieme a quello
> svedese, per essere precisi ? a negare ai suoi ascoltatori l'audio di

quella
> gaffe, il Tg1 ricevette allora gli ironici complimenti del Financial

Times:
> "Il telegiornale sovietico di Breznev non avrebbe saputo fare di meglio".
>
> Tagliare e cucire, troncare e sopire. Non è solo Berlusconi, l'oggetto

delle
> premurose attenzioni del Tg1. Quando Bossi straparla, per dire, si dà il
> minimo indispensabile, possibilmente la frase meno spinosa, quella più
> commestibile. Mercoledì 22 ottobre, il giorno in cui il ministro leghista
> definisce il mandato di cattura europeo "criminale", frutto nientemeno che
> di una "follia nazista", il Tg1 cancella queste parole dal suo servizio, e
> già che c'è anche la durissima risposta del segretario dell'Udc Marco
> Follini: "I ragionamenti, se vogliamo generosamente chiamarli così,
> dell'onorevole Bossi?". La sera stessa, il partito degli ex dc ? quelli

che
> un tempo erano gli "editori di riferimento" del Tg1 ? bolla il

telegiornale
> di Mimun come "un monumento al servilismo".
>
> Ma il vero segno della nuova stagione ? più del brusco ridimensionamento
> dello spazio per l'opposizione - è nella mutazione genetica del

giornalismo
> televisivo. Una volta i telegiornali intervistavano i politici: il
> giornalista faceva delle domande, e il ministro (o il segretario di

partito)
> rispondeva. Oggi l'intervista è scomparsa dal Tg1: è un lusso concesso

solo
> al direttore. Il contraddittorio è stato abolito. I cronisti sanno che non
> devono fare domande a nessuno. "Quando c'è da far parlare un politico, per
> esempio Schifani ? racconta un cronista parlamentare - parte una sola
> persona: il telecineoperatore, l'uomo della telecamera. A fare la domanda

ci
> pensa il suo addetto stampa, Edy Benedetti. E noi mandiamo in onda la
> risposta del capogruppo al suo portavoce". Ai ministri sta bene così. Non

a
> tutti, però. L'ultima volta che Gianni Alemanno ha visto arrivare il
> telecineoperatore ha chiesto: "E il giornalista, dov'è?". "Ma lei sa già
> tutto, mi hanno detto?" ha risposto l'altro, imbarazzatissimo. "No, io non
> so niente. E non mi piace farmi le interviste da solo" è sbottato il
> ministro.
>
> Sono molti, i giornalisti del Tg1 ai quali non piace questa riedizione
> tardiva del collateralismo militante. Ma nulla possono, contro il metodo
> blindato del "panino". Cos'è il "panino"? E' il contrario del "bidone",

che
> era il sistema adottato dai telegiornali dell'Ulivo: ogni giorno un

cronista
> seguiva il centro-sinistra e un altro si occupava del centro-destra, poi a
> fine giornata ciascuno dei due amalgamava le notizie sul suo schieramento
> (in un "bidone", come fu subito soprannominato questo contenitore dalla
> forma elastica) e il Tg mandava in onda i due servizi affiancati. Con
> l'arrivo di Mimun l'era del "bidone" è finita. Il nuovo direttore ha

voluto
> il "panino", ovvero una specialissima nota politica nella quale il ruolo

del
> pane e quello del companatico sono assegnati in partenza: la prima fetta

di
> pane spetta al governo, in mezzo c'è la fettina di mortadella
> dell'opposizione (che in genere "protesta", "attacca", "contesta" o si
> produce in altre attività negative) e poi arriva, puntualmente, la seconda
> fetta di pane, quella della maggioranza. Se manca il governo, poco male:
> l'ultima parola deve toccare comunque al centro-destra, anzi a Forza

Italia,
> ovvero a Schifani o a Bondi.
>
> Certo, i giornalisti non sono obbligati a rispettare questa direttiva.
> Possono anche dare l'ultima parola a un esponente dell'opposizione. Però

poi
> la pagano cara. Il cdr ricorda il caso di Andrea Montanari, che un giorno
> doveva montare una risposta del diessino Calvi all'avvocato Taormina. Lui
> seguì la logica, invece di accogliere il ripetuto invito a invertire
> l'ordine delle dichiarazioni. "Non posso dare prima la risposta e poi la
> domanda" spiegò, testardo. Risultato: il servizio venne sfilato
> dall'edizione delle 20 e mandato in onda solo a mezzanotte. Quanto a
> Montanari, quel servizio se lo ricorderà per un pezzo perché da allora non
> gliene hanno più affidato uno, neanche a Pasqua o a Ferragosto.
>
> Il dissenso nella maggioranza è sfumato e addolcito. Le proteste
> dell'opposizione sono diventate una sfoglia sottile nel panino quotidiano.
> C'era ancora uno spazio incontrollato, nel Tg1. Relegato dopo la

mezzanotte,
> tra Vespa e Marzullo, ma c'era: la rassegna stampa. Alla fine del
> telegiornale, ogni sera un ospite diverso era invitato a commentare i
> giornali dell'indomani. Capitava che ai titoli dei quotidiani, qualche

volta
> severi con Berlusconi, si aggiungesse anche l'opinione dell'ospite,
> incidentalmente non filogovernativo. Non poteva durare. All'inizio

dell'anno
> la rassegna stampa è stata ribattezzata "Non solo Italia", le prime pagine
> sono state ridotte a una sola (quella del giornale dell'ospite) e le

domande
> rigorosamente limitate alle notizie dall'estero. Poi, a settembre, la
> rassegna è stata definitivamente abolita. Niente più giornali irriverenti,
> niente più ospiti impertinenti.
>
> Per una singolarissima coincidenza, la stessa sorte ? nello stesso momento

?
> è toccata alle interviste ai direttori dei giornali che erano diventare un
> appuntamento fisso del Gr3 delle 8,45. Ogni mattina, a turno, i

giornalisti
> che guidano i sette maggiori quotidiani italiani venivano interpellati dal
> caporedattore centrale Licia Conte sulle notizie del giorno. Poi, un

giorno,
> il nuovo direttore del Giornale Radio, Bruno Socillo, convoca la Conte.
> "Bisognerebbe allargare la rosa da sette a quattordici direttori", dice.

Lei
> esegue, però non basta. "Bisognerebbe registrarle prima, queste

interviste,
> invece di mandarle in diretta". I direttori si rifiutano. "Bisognerebbe
> delimitare il tema delle domande e delle risposte" insiste Socillo. Non
> funziona: evidentemente si parla ancora troppo di Berlusconi, in quelle
> telefonate alla radio. Insomma, da settembre i direttori dei giornali non
> vengono più chiamati dal Gr3. La rubrica è "sospesa". Fino a nuovo ordine.
>
> E' in questo campo da gioco desertificato, è con questa informazione
> militarizzata, che si combatteranno le prossime sfide tra la Casa delle
> Libertà e l'Ulivo. Non si sa come finirà: quello che è certo è che il suo
> derby decisivo, Berlusconi lo giocherà in casa.
>
>
>
>
> ____________________________________
> "Una catastrofe immediata è preferibile alla prolungazione indefinita
> del dramma spaventevole". (G. D'Annunzio).
>
>



  #3  
Vecchio 06-11-2003, 11.52.23
Randall
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Predefinito Re: Tg e Gr, la fabbrica delle notizie che non disturba mai il governo

Interessante, davvero....
Unico neo è che Sebastiano Messina è giornalista di "Repubblica" e quindi
anche lui non è da considerare imparziale... Chiaro che sarebbe troppo bello
che un gionalista fosse capace di dare una notizia per quella che è senza
per forza inquinarla con ciò che è la propria idea (sia di destra che di
sinistra).
Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((

"Bart67" <bart67@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:bod8d2$1cojnk$1@ID-211146.news.uni-berlin.de...
> La novità del berlusconismo è il telegiornale di Mimun e il giornale radio
> di Socillo. Cancellata la rassegna stampa
>
> di SEBASTIANO MESSINA
>
>
> ROMA - Cosa sta succedendo alla tv italiana? Ha ragione Francesco Rutelli,
> quando accusa il centro-destra di aver "messo sotto controllo politico
> l'informazione televisiva" e di star trasformando la democrazia italiana

"in
> una oligarchia mediatica dominata dal monopolio berlusconiano"? Alla

vigilia
> della delicatissima battaglia delle europee di primavera - e mentre il
> governo spinge verso il voto finale, con tutte le sue forze, la
> contestatissima legge Gasparri - la questione dell'equilibrio
> dell'informazione torna al centro dello scontro politico. Con una novità

non
> di poco conto: per la prima volta nella sua storia, il principale
> telegiornale italiano - il Tg1 di Clemente Mimun ? è contestato sia dalla
> maggioranza che dall'opposizione, bersagliato da attacchi convergenti,
> accusato dall'Udc di essere diventato "un monumento al servilismo" e dai

Ds
> di praticare addirittura "un giornalismo marchettaro".
>
> Mimun ha risposto con querele e richieste di danni. Ma ormai non si tratta
> più di casi isolati, di polemiche personali, di episodi sporadici. Più del
> fondamentalismo militante del Tg4, del cerchiobottismo apparente del Tg5,
> delle romantiche divagazioni del Tg2, del clima da riserva indiana del Tg3

e
> della furba latitanza del Tg di Italia Uno, la vera novità dell'anno terzo
> del berlusconismo è proprio la normalizzazione del Tg1. Una testata che

non
> è mai stata antigovernativa, certo, ma che oggi è diventata il luogo dove

la
> politica viene metodicamente sminuzzata, frullata e bollita per cucinare
> ogni giorno un minestrone dolciastro dall'effetto soporifero, un

bollettino
> perennemente ottimista e fiducioso nelle magnifiche sorti, e progressive,
> del governo Berlusconi.
>
> Mettiamo, per esempio, che il governatore della Banca d'Italia accusi il
> governo di aver peggiorato i conti pubblici, di aver fatto salire il

deficit
> statale, di non aver ridotto il debito. Come si fa a ignorare una così
> autorevole bacchettata? Nessun problema: basta trovarci il lato positivo.

Il
> Tg1 di venerdì 31 ottobre presenta la vicenda con un titolo insapore: "A
> confronto sull'economia". Poi, nel sommario, il conduttore spiega con voce
> profonda: "Fazio: risanamento e riforme perché l'Italia riparta". Tutto

qui?
> No. Almeno un accenno, ai conti pubblici, bisogna farlo. Così: "Sui conti
> pubblici, dice Tremonti, andiamo meglio di Francia e Germania". Del gelo

tra
> i due, della "fredda stretta di mano" su cui titola il Tg5, non c'è

traccia
> nel sommario del Tg1.
>
> Insomma, l'allarme di Fazio diventa un incoraggiamento al governo e il
> ministro dell'Economia tira già le conclusioni: siamo tra i migliori
> d'Europa. Un piccolo capolavoro..
> Mettiamo che il centro-sinistra vinca le elezioni in Trentino Alto Adige.
> Come si fa a nascondere la notizia? Semplice: la si elimina dai titoli e

dal
> sommario, riducendola a una notiziola. Mettiamo, infine, che la riforma

dei
> tribunali minorili venga clamorosamente affondata in Parlamento. Come si

fa,
> di fronte a una simile sconfitta, ad addolcirne l'impatto? Basta usare le
> parole giuste: e così, ieri sera, il Tg1 titolava: "Confronto nella Cdl".
> Come se invece di un agguato dei franchi tiratori ci fosse stato un

convegno
> di accademici.
>
> E' un lavoro di forbici e colla, il cui esempio massimo rimangono

l'aggiunta
> di un uditorio posticcio al discorso del presidente del Consiglio all'Onu

?
> meritoriamente smascherato da "Striscia" - e il taglio al sonoro di
> Berlusconi che prometteva all'eurodeputato tedesco Schulz un posto di kapò
> in un film sui nazisti. Unico telegiornale europeo ? insieme a quello
> svedese, per essere precisi ? a negare ai suoi ascoltatori l'audio di

quella
> gaffe, il Tg1 ricevette allora gli ironici complimenti del Financial

Times:
> "Il telegiornale sovietico di Breznev non avrebbe saputo fare di meglio".
>
> Tagliare e cucire, troncare e sopire. Non è solo Berlusconi, l'oggetto

delle
> premurose attenzioni del Tg1. Quando Bossi straparla, per dire, si dà il
> minimo indispensabile, possibilmente la frase meno spinosa, quella più
> commestibile. Mercoledì 22 ottobre, il giorno in cui il ministro leghista
> definisce il mandato di cattura europeo "criminale", frutto nientemeno che
> di una "follia nazista", il Tg1 cancella queste parole dal suo servizio, e
> già che c'è anche la durissima risposta del segretario dell'Udc Marco
> Follini: "I ragionamenti, se vogliamo generosamente chiamarli così,
> dell'onorevole Bossi?". La sera stessa, il partito degli ex dc ? quelli

che
> un tempo erano gli "editori di riferimento" del Tg1 ? bolla il

telegiornale
> di Mimun come "un monumento al servilismo".
>
> Ma il vero segno della nuova stagione ? più del brusco ridimensionamento
> dello spazio per l'opposizione - è nella mutazione genetica del

giornalismo
> televisivo. Una volta i telegiornali intervistavano i politici: il
> giornalista faceva delle domande, e il ministro (o il segretario di

partito)
> rispondeva. Oggi l'intervista è scomparsa dal Tg1: è un lusso concesso

solo
> al direttore. Il contraddittorio è stato abolito. I cronisti sanno che non
> devono fare domande a nessuno. "Quando c'è da far parlare un politico, per
> esempio Schifani ? racconta un cronista parlamentare - parte una sola
> persona: il telecineoperatore, l'uomo della telecamera. A fare la domanda

ci
> pensa il suo addetto stampa, Edy Benedetti. E noi mandiamo in onda la
> risposta del capogruppo al suo portavoce". Ai ministri sta bene così. Non

a
> tutti, però. L'ultima volta che Gianni Alemanno ha visto arrivare il
> telecineoperatore ha chiesto: "E il giornalista, dov'è?". "Ma lei sa già
> tutto, mi hanno detto?" ha risposto l'altro, imbarazzatissimo. "No, io non
> so niente. E non mi piace farmi le interviste da solo" è sbottato il
> ministro.
>
> Sono molti, i giornalisti del Tg1 ai quali non piace questa riedizione
> tardiva del collateralismo militante. Ma nulla possono, contro il metodo
> blindato del "panino". Cos'è il "panino"? E' il contrario del "bidone",

che
> era il sistema adottato dai telegiornali dell'Ulivo: ogni giorno un

cronista
> seguiva il centro-sinistra e un altro si occupava del centro-destra, poi a
> fine giornata ciascuno dei due amalgamava le notizie sul suo schieramento
> (in un "bidone", come fu subito soprannominato questo contenitore dalla
> forma elastica) e il Tg mandava in onda i due servizi affiancati. Con
> l'arrivo di Mimun l'era del "bidone" è finita. Il nuovo direttore ha

voluto
> il "panino", ovvero una specialissima nota politica nella quale il ruolo

del
> pane e quello del companatico sono assegnati in partenza: la prima fetta

di
> pane spetta al governo, in mezzo c'è la fettina di mortadella
> dell'opposizione (che in genere "protesta", "attacca", "contesta" o si
> produce in altre attività negative) e poi arriva, puntualmente, la seconda
> fetta di pane, quella della maggioranza. Se manca il governo, poco male:
> l'ultima parola deve toccare comunque al centro-destra, anzi a Forza

Italia,
> ovvero a Schifani o a Bondi.
>
> Certo, i giornalisti non sono obbligati a rispettare questa direttiva.
> Possono anche dare l'ultima parola a un esponente dell'opposizione. Però

poi
> la pagano cara. Il cdr ricorda il caso di Andrea Montanari, che un giorno
> doveva montare una risposta del diessino Calvi all'avvocato Taormina. Lui
> seguì la logica, invece di accogliere il ripetuto invito a invertire
> l'ordine delle dichiarazioni. "Non posso dare prima la risposta e poi la
> domanda" spiegò, testardo. Risultato: il servizio venne sfilato
> dall'edizione delle 20 e mandato in onda solo a mezzanotte. Quanto a
> Montanari, quel servizio se lo ricorderà per un pezzo perché da allora non
> gliene hanno più affidato uno, neanche a Pasqua o a Ferragosto.
>
> Il dissenso nella maggioranza è sfumato e addolcito. Le proteste
> dell'opposizione sono diventate una sfoglia sottile nel panino quotidiano.
> C'era ancora uno spazio incontrollato, nel Tg1. Relegato dopo la

mezzanotte,
> tra Vespa e Marzullo, ma c'era: la rassegna stampa. Alla fine del
> telegiornale, ogni sera un ospite diverso era invitato a commentare i
> giornali dell'indomani. Capitava che ai titoli dei quotidiani, qualche

volta
> severi con Berlusconi, si aggiungesse anche l'opinione dell'ospite,
> incidentalmente non filogovernativo. Non poteva durare. All'inizio

dell'anno
> la rassegna stampa è stata ribattezzata "Non solo Italia", le prime pagine
> sono state ridotte a una sola (quella del giornale dell'ospite) e le

domande
> rigorosamente limitate alle notizie dall'estero. Poi, a settembre, la
> rassegna è stata definitivamente abolita. Niente più giornali irriverenti,
> niente più ospiti impertinenti.
>
> Per una singolarissima coincidenza, la stessa sorte ? nello stesso momento

?
> è toccata alle interviste ai direttori dei giornali che erano diventare un
> appuntamento fisso del Gr3 delle 8,45. Ogni mattina, a turno, i

giornalisti
> che guidano i sette maggiori quotidiani italiani venivano interpellati dal
> caporedattore centrale Licia Conte sulle notizie del giorno. Poi, un

giorno,
> il nuovo direttore del Giornale Radio, Bruno Socillo, convoca la Conte.
> "Bisognerebbe allargare la rosa da sette a quattordici direttori", dice.

Lei
> esegue, però non basta. "Bisognerebbe registrarle prima, queste

interviste,
> invece di mandarle in diretta". I direttori si rifiutano. "Bisognerebbe
> delimitare il tema delle domande e delle risposte" insiste Socillo. Non
> funziona: evidentemente si parla ancora troppo di Berlusconi, in quelle
> telefonate alla radio. Insomma, da settembre i direttori dei giornali non
> vengono più chiamati dal Gr3. La rubrica è "sospesa". Fino a nuovo ordine.
>
> E' in questo campo da gioco desertificato, è con questa informazione
> militarizzata, che si combatteranno le prossime sfide tra la Casa delle
> Libertà e l'Ulivo. Non si sa come finirà: quello che è certo è che il suo
> derby decisivo, Berlusconi lo giocherà in casa.
>
>
>
>
> ____________________________________
> "Una catastrofe immediata è preferibile alla prolungazione indefinita
> del dramma spaventevole". (G. D'Annunzio).
>
>



  #4  
Vecchio 06-11-2003, 11.52.23
Randall
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Tg e Gr, la fabbrica delle notizie che non disturba mai il governo

Interessante, davvero....
Unico neo è che Sebastiano Messina è giornalista di "Repubblica" e quindi
anche lui non è da considerare imparziale... Chiaro che sarebbe troppo bello
che un gionalista fosse capace di dare una notizia per quella che è senza
per forza inquinarla con ciò che è la propria idea (sia di destra che di
sinistra).
Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((

"Bart67" <bart67@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:bod8d2$1cojnk$1@ID-211146.news.uni-berlin.de...
> La novità del berlusconismo è il telegiornale di Mimun e il giornale radio
> di Socillo. Cancellata la rassegna stampa
>
> di SEBASTIANO MESSINA
>
>
> ROMA - Cosa sta succedendo alla tv italiana? Ha ragione Francesco Rutelli,
> quando accusa il centro-destra di aver "messo sotto controllo politico
> l'informazione televisiva" e di star trasformando la democrazia italiana

"in
> una oligarchia mediatica dominata dal monopolio berlusconiano"? Alla

vigilia
> della delicatissima battaglia delle europee di primavera - e mentre il
> governo spinge verso il voto finale, con tutte le sue forze, la
> contestatissima legge Gasparri - la questione dell'equilibrio
> dell'informazione torna al centro dello scontro politico. Con una novità

non
> di poco conto: per la prima volta nella sua storia, il principale
> telegiornale italiano - il Tg1 di Clemente Mimun ? è contestato sia dalla
> maggioranza che dall'opposizione, bersagliato da attacchi convergenti,
> accusato dall'Udc di essere diventato "un monumento al servilismo" e dai

Ds
> di praticare addirittura "un giornalismo marchettaro".
>
> Mimun ha risposto con querele e richieste di danni. Ma ormai non si tratta
> più di casi isolati, di polemiche personali, di episodi sporadici. Più del
> fondamentalismo militante del Tg4, del cerchiobottismo apparente del Tg5,
> delle romantiche divagazioni del Tg2, del clima da riserva indiana del Tg3

e
> della furba latitanza del Tg di Italia Uno, la vera novità dell'anno terzo
> del berlusconismo è proprio la normalizzazione del Tg1. Una testata che

non
> è mai stata antigovernativa, certo, ma che oggi è diventata il luogo dove

la
> politica viene metodicamente sminuzzata, frullata e bollita per cucinare
> ogni giorno un minestrone dolciastro dall'effetto soporifero, un

bollettino
> perennemente ottimista e fiducioso nelle magnifiche sorti, e progressive,
> del governo Berlusconi.
>
> Mettiamo, per esempio, che il governatore della Banca d'Italia accusi il
> governo di aver peggiorato i conti pubblici, di aver fatto salire il

deficit
> statale, di non aver ridotto il debito. Come si fa a ignorare una così
> autorevole bacchettata? Nessun problema: basta trovarci il lato positivo.

Il
> Tg1 di venerdì 31 ottobre presenta la vicenda con un titolo insapore: "A
> confronto sull'economia". Poi, nel sommario, il conduttore spiega con voce
> profonda: "Fazio: risanamento e riforme perché l'Italia riparta". Tutto

qui?
> No. Almeno un accenno, ai conti pubblici, bisogna farlo. Così: "Sui conti
> pubblici, dice Tremonti, andiamo meglio di Francia e Germania". Del gelo

tra
> i due, della "fredda stretta di mano" su cui titola il Tg5, non c'è

traccia
> nel sommario del Tg1.
>
> Insomma, l'allarme di Fazio diventa un incoraggiamento al governo e il
> ministro dell'Economia tira già le conclusioni: siamo tra i migliori
> d'Europa. Un piccolo capolavoro..
> Mettiamo che il centro-sinistra vinca le elezioni in Trentino Alto Adige.
> Come si fa a nascondere la notizia? Semplice: la si elimina dai titoli e

dal
> sommario, riducendola a una notiziola. Mettiamo, infine, che la riforma

dei
> tribunali minorili venga clamorosamente affondata in Parlamento. Come si

fa,
> di fronte a una simile sconfitta, ad addolcirne l'impatto? Basta usare le
> parole giuste: e così, ieri sera, il Tg1 titolava: "Confronto nella Cdl".
> Come se invece di un agguato dei franchi tiratori ci fosse stato un

convegno
> di accademici.
>
> E' un lavoro di forbici e colla, il cui esempio massimo rimangono

l'aggiunta
> di un uditorio posticcio al discorso del presidente del Consiglio all'Onu

?
> meritoriamente smascherato da "Striscia" - e il taglio al sonoro di
> Berlusconi che prometteva all'eurodeputato tedesco Schulz un posto di kapò
> in un film sui nazisti. Unico telegiornale europeo ? insieme a quello
> svedese, per essere precisi ? a negare ai suoi ascoltatori l'audio di

quella
> gaffe, il Tg1 ricevette allora gli ironici complimenti del Financial

Times:
> "Il telegiornale sovietico di Breznev non avrebbe saputo fare di meglio".
>
> Tagliare e cucire, troncare e sopire. Non è solo Berlusconi, l'oggetto

delle
> premurose attenzioni del Tg1. Quando Bossi straparla, per dire, si dà il
> minimo indispensabile, possibilmente la frase meno spinosa, quella più
> commestibile. Mercoledì 22 ottobre, il giorno in cui il ministro leghista
> definisce il mandato di cattura europeo "criminale", frutto nientemeno che
> di una "follia nazista", il Tg1 cancella queste parole dal suo servizio, e
> già che c'è anche la durissima risposta del segretario dell'Udc Marco
> Follini: "I ragionamenti, se vogliamo generosamente chiamarli così,
> dell'onorevole Bossi?". La sera stessa, il partito degli ex dc ? quelli

che
> un tempo erano gli "editori di riferimento" del Tg1 ? bolla il

telegiornale
> di Mimun come "un monumento al servilismo".
>
> Ma il vero segno della nuova stagione ? più del brusco ridimensionamento
> dello spazio per l'opposizione - è nella mutazione genetica del

giornalismo
> televisivo. Una volta i telegiornali intervistavano i politici: il
> giornalista faceva delle domande, e il ministro (o il segretario di

partito)
> rispondeva. Oggi l'intervista è scomparsa dal Tg1: è un lusso concesso

solo
> al direttore. Il contraddittorio è stato abolito. I cronisti sanno che non
> devono fare domande a nessuno. "Quando c'è da far parlare un politico, per
> esempio Schifani ? racconta un cronista parlamentare - parte una sola
> persona: il telecineoperatore, l'uomo della telecamera. A fare la domanda

ci
> pensa il suo addetto stampa, Edy Benedetti. E noi mandiamo in onda la
> risposta del capogruppo al suo portavoce". Ai ministri sta bene così. Non

a
> tutti, però. L'ultima volta che Gianni Alemanno ha visto arrivare il
> telecineoperatore ha chiesto: "E il giornalista, dov'è?". "Ma lei sa già
> tutto, mi hanno detto?" ha risposto l'altro, imbarazzatissimo. "No, io non
> so niente. E non mi piace farmi le interviste da solo" è sbottato il
> ministro.
>
> Sono molti, i giornalisti del Tg1 ai quali non piace questa riedizione
> tardiva del collateralismo militante. Ma nulla possono, contro il metodo
> blindato del "panino". Cos'è il "panino"? E' il contrario del "bidone",

che
> era il sistema adottato dai telegiornali dell'Ulivo: ogni giorno un

cronista
> seguiva il centro-sinistra e un altro si occupava del centro-destra, poi a
> fine giornata ciascuno dei due amalgamava le notizie sul suo schieramento
> (in un "bidone", come fu subito soprannominato questo contenitore dalla
> forma elastica) e il Tg mandava in onda i due servizi affiancati. Con
> l'arrivo di Mimun l'era del "bidone" è finita. Il nuovo direttore ha

voluto
> il "panino", ovvero una specialissima nota politica nella quale il ruolo

del
> pane e quello del companatico sono assegnati in partenza: la prima fetta

di
> pane spetta al governo, in mezzo c'è la fettina di mortadella
> dell'opposizione (che in genere "protesta", "attacca", "contesta" o si
> produce in altre attività negative) e poi arriva, puntualmente, la seconda
> fetta di pane, quella della maggioranza. Se manca il governo, poco male:
> l'ultima parola deve toccare comunque al centro-destra, anzi a Forza

Italia,
> ovvero a Schifani o a Bondi.
>
> Certo, i giornalisti non sono obbligati a rispettare questa direttiva.
> Possono anche dare l'ultima parola a un esponente dell'opposizione. Però

poi
> la pagano cara. Il cdr ricorda il caso di Andrea Montanari, che un giorno
> doveva montare una risposta del diessino Calvi all'avvocato Taormina. Lui
> seguì la logica, invece di accogliere il ripetuto invito a invertire
> l'ordine delle dichiarazioni. "Non posso dare prima la risposta e poi la
> domanda" spiegò, testardo. Risultato: il servizio venne sfilato
> dall'edizione delle 20 e mandato in onda solo a mezzanotte. Quanto a
> Montanari, quel servizio se lo ricorderà per un pezzo perché da allora non
> gliene hanno più affidato uno, neanche a Pasqua o a Ferragosto.
>
> Il dissenso nella maggioranza è sfumato e addolcito. Le proteste
> dell'opposizione sono diventate una sfoglia sottile nel panino quotidiano.
> C'era ancora uno spazio incontrollato, nel Tg1. Relegato dopo la

mezzanotte,
> tra Vespa e Marzullo, ma c'era: la rassegna stampa. Alla fine del
> telegiornale, ogni sera un ospite diverso era invitato a commentare i
> giornali dell'indomani. Capitava che ai titoli dei quotidiani, qualche

volta
> severi con Berlusconi, si aggiungesse anche l'opinione dell'ospite,
> incidentalmente non filogovernativo. Non poteva durare. All'inizio

dell'anno
> la rassegna stampa è stata ribattezzata "Non solo Italia", le prime pagine
> sono state ridotte a una sola (quella del giornale dell'ospite) e le

domande
> rigorosamente limitate alle notizie dall'estero. Poi, a settembre, la
> rassegna è stata definitivamente abolita. Niente più giornali irriverenti,
> niente più ospiti impertinenti.
>
> Per una singolarissima coincidenza, la stessa sorte ? nello stesso momento

?
> è toccata alle interviste ai direttori dei giornali che erano diventare un
> appuntamento fisso del Gr3 delle 8,45. Ogni mattina, a turno, i

giornalisti
> che guidano i sette maggiori quotidiani italiani venivano interpellati dal
> caporedattore centrale Licia Conte sulle notizie del giorno. Poi, un

giorno,
> il nuovo direttore del Giornale Radio, Bruno Socillo, convoca la Conte.
> "Bisognerebbe allargare la rosa da sette a quattordici direttori", dice.

Lei
> esegue, però non basta. "Bisognerebbe registrarle prima, queste

interviste,
> invece di mandarle in diretta". I direttori si rifiutano. "Bisognerebbe
> delimitare il tema delle domande e delle risposte" insiste Socillo. Non
> funziona: evidentemente si parla ancora troppo di Berlusconi, in quelle
> telefonate alla radio. Insomma, da settembre i direttori dei giornali non
> vengono più chiamati dal Gr3. La rubrica è "sospesa". Fino a nuovo ordine.
>
> E' in questo campo da gioco desertificato, è con questa informazione
> militarizzata, che si combatteranno le prossime sfide tra la Casa delle
> Libertà e l'Ulivo. Non si sa come finirà: quello che è certo è che il suo
> derby decisivo, Berlusconi lo giocherà in casa.
>
>
>
>
> ____________________________________
> "Una catastrofe immediata è preferibile alla prolungazione indefinita
> del dramma spaventevole". (G. D'Annunzio).
>
>



  #5  
Vecchio 06-11-2003, 11.52.23
Randall
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Messaggi: n/a
Predefinito Re: Tg e Gr, la fabbrica delle notizie che non disturba mai il governo

Interessante, davvero....
Unico neo è che Sebastiano Messina è giornalista di "Repubblica" e quindi
anche lui non è da considerare imparziale... Chiaro che sarebbe troppo bello
che un gionalista fosse capace di dare una notizia per quella che è senza
per forza inquinarla con ciò che è la propria idea (sia di destra che di
sinistra).
Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((

"Bart67" <bart67@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:bod8d2$1cojnk$1@ID-211146.news.uni-berlin.de...
> La novità del berlusconismo è il telegiornale di Mimun e il giornale radio
> di Socillo. Cancellata la rassegna stampa
>
> di SEBASTIANO MESSINA
>
>
> ROMA - Cosa sta succedendo alla tv italiana? Ha ragione Francesco Rutelli,
> quando accusa il centro-destra di aver "messo sotto controllo politico
> l'informazione televisiva" e di star trasformando la democrazia italiana

"in
> una oligarchia mediatica dominata dal monopolio berlusconiano"? Alla

vigilia
> della delicatissima battaglia delle europee di primavera - e mentre il
> governo spinge verso il voto finale, con tutte le sue forze, la
> contestatissima legge Gasparri - la questione dell'equilibrio
> dell'informazione torna al centro dello scontro politico. Con una novità

non
> di poco conto: per la prima volta nella sua storia, il principale
> telegiornale italiano - il Tg1 di Clemente Mimun ? è contestato sia dalla
> maggioranza che dall'opposizione, bersagliato da attacchi convergenti,
> accusato dall'Udc di essere diventato "un monumento al servilismo" e dai

Ds
> di praticare addirittura "un giornalismo marchettaro".
>
> Mimun ha risposto con querele e richieste di danni. Ma ormai non si tratta
> più di casi isolati, di polemiche personali, di episodi sporadici. Più del
> fondamentalismo militante del Tg4, del cerchiobottismo apparente del Tg5,
> delle romantiche divagazioni del Tg2, del clima da riserva indiana del Tg3

e
> della furba latitanza del Tg di Italia Uno, la vera novità dell'anno terzo
> del berlusconismo è proprio la normalizzazione del Tg1. Una testata che

non
> è mai stata antigovernativa, certo, ma che oggi è diventata il luogo dove

la
> politica viene metodicamente sminuzzata, frullata e bollita per cucinare
> ogni giorno un minestrone dolciastro dall'effetto soporifero, un

bollettino
> perennemente ottimista e fiducioso nelle magnifiche sorti, e progressive,
> del governo Berlusconi.
>
> Mettiamo, per esempio, che il governatore della Banca d'Italia accusi il
> governo di aver peggiorato i conti pubblici, di aver fatto salire il

deficit
> statale, di non aver ridotto il debito. Come si fa a ignorare una così
> autorevole bacchettata? Nessun problema: basta trovarci il lato positivo.

Il
> Tg1 di venerdì 31 ottobre presenta la vicenda con un titolo insapore: "A
> confronto sull'economia". Poi, nel sommario, il conduttore spiega con voce
> profonda: "Fazio: risanamento e riforme perché l'Italia riparta". Tutto

qui?
> No. Almeno un accenno, ai conti pubblici, bisogna farlo. Così: "Sui conti
> pubblici, dice Tremonti, andiamo meglio di Francia e Germania". Del gelo

tra
> i due, della "fredda stretta di mano" su cui titola il Tg5, non c'è

traccia
> nel sommario del Tg1.
>
> Insomma, l'allarme di Fazio diventa un incoraggiamento al governo e il
> ministro dell'Economia tira già le conclusioni: siamo tra i migliori
> d'Europa. Un piccolo capolavoro..
> Mettiamo che il centro-sinistra vinca le elezioni in Trentino Alto Adige.
> Come si fa a nascondere la notizia? Semplice: la si elimina dai titoli e

dal
> sommario, riducendola a una notiziola. Mettiamo, infine, che la riforma

dei
> tribunali minorili venga clamorosamente affondata in Parlamento. Come si

fa,
> di fronte a una simile sconfitta, ad addolcirne l'impatto? Basta usare le
> parole giuste: e così, ieri sera, il Tg1 titolava: "Confronto nella Cdl".
> Come se invece di un agguato dei franchi tiratori ci fosse stato un

convegno
> di accademici.
>
> E' un lavoro di forbici e colla, il cui esempio massimo rimangono

l'aggiunta
> di un uditorio posticcio al discorso del presidente del Consiglio all'Onu

?
> meritoriamente smascherato da "Striscia" - e il taglio al sonoro di
> Berlusconi che prometteva all'eurodeputato tedesco Schulz un posto di kapò
> in un film sui nazisti. Unico telegiornale europeo ? insieme a quello
> svedese, per essere precisi ? a negare ai suoi ascoltatori l'audio di

quella
> gaffe, il Tg1 ricevette allora gli ironici complimenti del Financial

Times:
> "Il telegiornale sovietico di Breznev non avrebbe saputo fare di meglio".
>
> Tagliare e cucire, troncare e sopire. Non è solo Berlusconi, l'oggetto

delle
> premurose attenzioni del Tg1. Quando Bossi straparla, per dire, si dà il
> minimo indispensabile, possibilmente la frase meno spinosa, quella più
> commestibile. Mercoledì 22 ottobre, il giorno in cui il ministro leghista
> definisce il mandato di cattura europeo "criminale", frutto nientemeno che
> di una "follia nazista", il Tg1 cancella queste parole dal suo servizio, e
> già che c'è anche la durissima risposta del segretario dell'Udc Marco
> Follini: "I ragionamenti, se vogliamo generosamente chiamarli così,
> dell'onorevole Bossi?". La sera stessa, il partito degli ex dc ? quelli

che
> un tempo erano gli "editori di riferimento" del Tg1 ? bolla il

telegiornale
> di Mimun come "un monumento al servilismo".
>
> Ma il vero segno della nuova stagione ? più del brusco ridimensionamento
> dello spazio per l'opposizione - è nella mutazione genetica del

giornalismo
> televisivo. Una volta i telegiornali intervistavano i politici: il
> giornalista faceva delle domande, e il ministro (o il segretario di

partito)
> rispondeva. Oggi l'intervista è scomparsa dal Tg1: è un lusso concesso

solo
> al direttore. Il contraddittorio è stato abolito. I cronisti sanno che non
> devono fare domande a nessuno. "Quando c'è da far parlare un politico, per
> esempio Schifani ? racconta un cronista parlamentare - parte una sola
> persona: il telecineoperatore, l'uomo della telecamera. A fare la domanda

ci
> pensa il suo addetto stampa, Edy Benedetti. E noi mandiamo in onda la
> risposta del capogruppo al suo portavoce". Ai ministri sta bene così. Non

a
> tutti, però. L'ultima volta che Gianni Alemanno ha visto arrivare il
> telecineoperatore ha chiesto: "E il giornalista, dov'è?". "Ma lei sa già
> tutto, mi hanno detto?" ha risposto l'altro, imbarazzatissimo. "No, io non
> so niente. E non mi piace farmi le interviste da solo" è sbottato il
> ministro.
>
> Sono molti, i giornalisti del Tg1 ai quali non piace questa riedizione
> tardiva del collateralismo militante. Ma nulla possono, contro il metodo
> blindato del "panino". Cos'è il "panino"? E' il contrario del "bidone",

che
> era il sistema adottato dai telegiornali dell'Ulivo: ogni giorno un

cronista
> seguiva il centro-sinistra e un altro si occupava del centro-destra, poi a
> fine giornata ciascuno dei due amalgamava le notizie sul suo schieramento
> (in un "bidone", come fu subito soprannominato questo contenitore dalla
> forma elastica) e il Tg mandava in onda i due servizi affiancati. Con
> l'arrivo di Mimun l'era del "bidone" è finita. Il nuovo direttore ha

voluto
> il "panino", ovvero una specialissima nota politica nella quale il ruolo

del
> pane e quello del companatico sono assegnati in partenza: la prima fetta

di
> pane spetta al governo, in mezzo c'è la fettina di mortadella
> dell'opposizione (che in genere "protesta", "attacca", "contesta" o si
> produce in altre attività negative) e poi arriva, puntualmente, la seconda
> fetta di pane, quella della maggioranza. Se manca il governo, poco male:
> l'ultima parola deve toccare comunque al centro-destra, anzi a Forza

Italia,
> ovvero a Schifani o a Bondi.
>
> Certo, i giornalisti non sono obbligati a rispettare questa direttiva.
> Possono anche dare l'ultima parola a un esponente dell'opposizione. Però

poi
> la pagano cara. Il cdr ricorda il caso di Andrea Montanari, che un giorno
> doveva montare una risposta del diessino Calvi all'avvocato Taormina. Lui
> seguì la logica, invece di accogliere il ripetuto invito a invertire
> l'ordine delle dichiarazioni. "Non posso dare prima la risposta e poi la
> domanda" spiegò, testardo. Risultato: il servizio venne sfilato
> dall'edizione delle 20 e mandato in onda solo a mezzanotte. Quanto a
> Montanari, quel servizio se lo ricorderà per un pezzo perché da allora non
> gliene hanno più affidato uno, neanche a Pasqua o a Ferragosto.
>
> Il dissenso nella maggioranza è sfumato e addolcito. Le proteste
> dell'opposizione sono diventate una sfoglia sottile nel panino quotidiano.
> C'era ancora uno spazio incontrollato, nel Tg1. Relegato dopo la

mezzanotte,
> tra Vespa e Marzullo, ma c'era: la rassegna stampa. Alla fine del
> telegiornale, ogni sera un ospite diverso era invitato a commentare i
> giornali dell'indomani. Capitava che ai titoli dei quotidiani, qualche

volta
> severi con Berlusconi, si aggiungesse anche l'opinione dell'ospite,
> incidentalmente non filogovernativo. Non poteva durare. All'inizio

dell'anno
> la rassegna stampa è stata ribattezzata "Non solo Italia", le prime pagine
> sono state ridotte a una sola (quella del giornale dell'ospite) e le

domande
> rigorosamente limitate alle notizie dall'estero. Poi, a settembre, la
> rassegna è stata definitivamente abolita. Niente più giornali irriverenti,
> niente più ospiti impertinenti.
>
> Per una singolarissima coincidenza, la stessa sorte ? nello stesso momento

?
> è toccata alle interviste ai direttori dei giornali che erano diventare un
> appuntamento fisso del Gr3 delle 8,45. Ogni mattina, a turno, i

giornalisti
> che guidano i sette maggiori quotidiani italiani venivano interpellati dal
> caporedattore centrale Licia Conte sulle notizie del giorno. Poi, un

giorno,
> il nuovo direttore del Giornale Radio, Bruno Socillo, convoca la Conte.
> "Bisognerebbe allargare la rosa da sette a quattordici direttori", dice.

Lei
> esegue, però non basta. "Bisognerebbe registrarle prima, queste

interviste,
> invece di mandarle in diretta". I direttori si rifiutano. "Bisognerebbe
> delimitare il tema delle domande e delle risposte" insiste Socillo. Non
> funziona: evidentemente si parla ancora troppo di Berlusconi, in quelle
> telefonate alla radio. Insomma, da settembre i direttori dei giornali non
> vengono più chiamati dal Gr3. La rubrica è "sospesa". Fino a nuovo ordine.
>
> E' in questo campo da gioco desertificato, è con questa informazione
> militarizzata, che si combatteranno le prossime sfide tra la Casa delle
> Libertà e l'Ulivo. Non si sa come finirà: quello che è certo è che il suo
> derby decisivo, Berlusconi lo giocherà in casa.
>
>
>
>
> ____________________________________
> "Una catastrofe immediata è preferibile alla prolungazione indefinita
> del dramma spaventevole". (G. D'Annunzio).
>
>



  #6  
Vecchio 06-11-2003, 11.52.23
Randall
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Predefinito Re: Tg e Gr, la fabbrica delle notizie che non disturba mai il governo

Interessante, davvero....
Unico neo è che Sebastiano Messina è giornalista di "Repubblica" e quindi
anche lui non è da considerare imparziale... Chiaro che sarebbe troppo bello
che un gionalista fosse capace di dare una notizia per quella che è senza
per forza inquinarla con ciò che è la propria idea (sia di destra che di
sinistra).
Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((

"Bart67" <bart67@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:bod8d2$1cojnk$1@ID-211146.news.uni-berlin.de...
> La novità del berlusconismo è il telegiornale di Mimun e il giornale radio
> di Socillo. Cancellata la rassegna stampa
>
> di SEBASTIANO MESSINA
>
>
> ROMA - Cosa sta succedendo alla tv italiana? Ha ragione Francesco Rutelli,
> quando accusa il centro-destra di aver "messo sotto controllo politico
> l'informazione televisiva" e di star trasformando la democrazia italiana

"in
> una oligarchia mediatica dominata dal monopolio berlusconiano"? Alla

vigilia
> della delicatissima battaglia delle europee di primavera - e mentre il
> governo spinge verso il voto finale, con tutte le sue forze, la
> contestatissima legge Gasparri - la questione dell'equilibrio
> dell'informazione torna al centro dello scontro politico. Con una novità

non
> di poco conto: per la prima volta nella sua storia, il principale
> telegiornale italiano - il Tg1 di Clemente Mimun ? è contestato sia dalla
> maggioranza che dall'opposizione, bersagliato da attacchi convergenti,
> accusato dall'Udc di essere diventato "un monumento al servilismo" e dai

Ds
> di praticare addirittura "un giornalismo marchettaro".
>
> Mimun ha risposto con querele e richieste di danni. Ma ormai non si tratta
> più di casi isolati, di polemiche personali, di episodi sporadici. Più del
> fondamentalismo militante del Tg4, del cerchiobottismo apparente del Tg5,
> delle romantiche divagazioni del Tg2, del clima da riserva indiana del Tg3

e
> della furba latitanza del Tg di Italia Uno, la vera novità dell'anno terzo
> del berlusconismo è proprio la normalizzazione del Tg1. Una testata che

non
> è mai stata antigovernativa, certo, ma che oggi è diventata il luogo dove

la
> politica viene metodicamente sminuzzata, frullata e bollita per cucinare
> ogni giorno un minestrone dolciastro dall'effetto soporifero, un

bollettino
> perennemente ottimista e fiducioso nelle magnifiche sorti, e progressive,
> del governo Berlusconi.
>
> Mettiamo, per esempio, che il governatore della Banca d'Italia accusi il
> governo di aver peggiorato i conti pubblici, di aver fatto salire il

deficit
> statale, di non aver ridotto il debito. Come si fa a ignorare una così
> autorevole bacchettata? Nessun problema: basta trovarci il lato positivo.

Il
> Tg1 di venerdì 31 ottobre presenta la vicenda con un titolo insapore: "A
> confronto sull'economia". Poi, nel sommario, il conduttore spiega con voce
> profonda: "Fazio: risanamento e riforme perché l'Italia riparta". Tutto

qui?
> No. Almeno un accenno, ai conti pubblici, bisogna farlo. Così: "Sui conti
> pubblici, dice Tremonti, andiamo meglio di Francia e Germania". Del gelo

tra
> i due, della "fredda stretta di mano" su cui titola il Tg5, non c'è

traccia
> nel sommario del Tg1.
>
> Insomma, l'allarme di Fazio diventa un incoraggiamento al governo e il
> ministro dell'Economia tira già le conclusioni: siamo tra i migliori
> d'Europa. Un piccolo capolavoro..
> Mettiamo che il centro-sinistra vinca le elezioni in Trentino Alto Adige.
> Come si fa a nascondere la notizia? Semplice: la si elimina dai titoli e

dal
> sommario, riducendola a una notiziola. Mettiamo, infine, che la riforma

dei
> tribunali minorili venga clamorosamente affondata in Parlamento. Come si

fa,
> di fronte a una simile sconfitta, ad addolcirne l'impatto? Basta usare le
> parole giuste: e così, ieri sera, il Tg1 titolava: "Confronto nella Cdl".
> Come se invece di un agguato dei franchi tiratori ci fosse stato un

convegno
> di accademici.
>
> E' un lavoro di forbici e colla, il cui esempio massimo rimangono

l'aggiunta
> di un uditorio posticcio al discorso del presidente del Consiglio all'Onu

?
> meritoriamente smascherato da "Striscia" - e il taglio al sonoro di
> Berlusconi che prometteva all'eurodeputato tedesco Schulz un posto di kapò
> in un film sui nazisti. Unico telegiornale europeo ? insieme a quello
> svedese, per essere precisi ? a negare ai suoi ascoltatori l'audio di

quella
> gaffe, il Tg1 ricevette allora gli ironici complimenti del Financial

Times:
> "Il telegiornale sovietico di Breznev non avrebbe saputo fare di meglio".
>
> Tagliare e cucire, troncare e sopire. Non è solo Berlusconi, l'oggetto

delle
> premurose attenzioni del Tg1. Quando Bossi straparla, per dire, si dà il
> minimo indispensabile, possibilmente la frase meno spinosa, quella più
> commestibile. Mercoledì 22 ottobre, il giorno in cui il ministro leghista
> definisce il mandato di cattura europeo "criminale", frutto nientemeno che
> di una "follia nazista", il Tg1 cancella queste parole dal suo servizio, e
> già che c'è anche la durissima risposta del segretario dell'Udc Marco
> Follini: "I ragionamenti, se vogliamo generosamente chiamarli così,
> dell'onorevole Bossi?". La sera stessa, il partito degli ex dc ? quelli

che
> un tempo erano gli "editori di riferimento" del Tg1 ? bolla il

telegiornale
> di Mimun come "un monumento al servilismo".
>
> Ma il vero segno della nuova stagione ? più del brusco ridimensionamento
> dello spazio per l'opposizione - è nella mutazione genetica del

giornalismo
> televisivo. Una volta i telegiornali intervistavano i politici: il
> giornalista faceva delle domande, e il ministro (o il segretario di

partito)
> rispondeva. Oggi l'intervista è scomparsa dal Tg1: è un lusso concesso

solo
> al direttore. Il contraddittorio è stato abolito. I cronisti sanno che non
> devono fare domande a nessuno. "Quando c'è da far parlare un politico, per
> esempio Schifani ? racconta un cronista parlamentare - parte una sola
> persona: il telecineoperatore, l'uomo della telecamera. A fare la domanda

ci
> pensa il suo addetto stampa, Edy Benedetti. E noi mandiamo in onda la
> risposta del capogruppo al suo portavoce". Ai ministri sta bene così. Non

a
> tutti, però. L'ultima volta che Gianni Alemanno ha visto arrivare il
> telecineoperatore ha chiesto: "E il giornalista, dov'è?". "Ma lei sa già
> tutto, mi hanno detto?" ha risposto l'altro, imbarazzatissimo. "No, io non
> so niente. E non mi piace farmi le interviste da solo" è sbottato il
> ministro.
>
> Sono molti, i giornalisti del Tg1 ai quali non piace questa riedizione
> tardiva del collateralismo militante. Ma nulla possono, contro il metodo
> blindato del "panino". Cos'è il "panino"? E' il contrario del "bidone",

che
> era il sistema adottato dai telegiornali dell'Ulivo: ogni giorno un

cronista
> seguiva il centro-sinistra e un altro si occupava del centro-destra, poi a
> fine giornata ciascuno dei due amalgamava le notizie sul suo schieramento
> (in un "bidone", come fu subito soprannominato questo contenitore dalla
> forma elastica) e il Tg mandava in onda i due servizi affiancati. Con
> l'arrivo di Mimun l'era del "bidone" è finita. Il nuovo direttore ha

voluto
> il "panino", ovvero una specialissima nota politica nella quale il ruolo

del
> pane e quello del companatico sono assegnati in partenza: la prima fetta

di
> pane spetta al governo, in mezzo c'è la fettina di mortadella
> dell'opposizione (che in genere "protesta", "attacca", "contesta" o si
> produce in altre attività negative) e poi arriva, puntualmente, la seconda
> fetta di pane, quella della maggioranza. Se manca il governo, poco male:
> l'ultima parola deve toccare comunque al centro-destra, anzi a Forza

Italia,
> ovvero a Schifani o a Bondi.
>
> Certo, i giornalisti non sono obbligati a rispettare questa direttiva.
> Possono anche dare l'ultima parola a un esponente dell'opposizione. Però

poi
> la pagano cara. Il cdr ricorda il caso di Andrea Montanari, che un giorno
> doveva montare una risposta del diessino Calvi all'avvocato Taormina. Lui
> seguì la logica, invece di accogliere il ripetuto invito a invertire
> l'ordine delle dichiarazioni. "Non posso dare prima la risposta e poi la
> domanda" spiegò, testardo. Risultato: il servizio venne sfilato
> dall'edizione delle 20 e mandato in onda solo a mezzanotte. Quanto a
> Montanari, quel servizio se lo ricorderà per un pezzo perché da allora non
> gliene hanno più affidato uno, neanche a Pasqua o a Ferragosto.
>
> Il dissenso nella maggioranza è sfumato e addolcito. Le proteste
> dell'opposizione sono diventate una sfoglia sottile nel panino quotidiano.
> C'era ancora uno spazio incontrollato, nel Tg1. Relegato dopo la

mezzanotte,
> tra Vespa e Marzullo, ma c'era: la rassegna stampa. Alla fine del
> telegiornale, ogni sera un ospite diverso era invitato a commentare i
> giornali dell'indomani. Capitava che ai titoli dei quotidiani, qualche

volta
> severi con Berlusconi, si aggiungesse anche l'opinione dell'ospite,
> incidentalmente non filogovernativo. Non poteva durare. All'inizio

dell'anno
> la rassegna stampa è stata ribattezzata "Non solo Italia", le prime pagine
> sono state ridotte a una sola (quella del giornale dell'ospite) e le

domande
> rigorosamente limitate alle notizie dall'estero. Poi, a settembre, la
> rassegna è stata definitivamente abolita. Niente più giornali irriverenti,
> niente più ospiti impertinenti.
>
> Per una singolarissima coincidenza, la stessa sorte ? nello stesso momento

?
> è toccata alle interviste ai direttori dei giornali che erano diventare un
> appuntamento fisso del Gr3 delle 8,45. Ogni mattina, a turno, i

giornalisti
> che guidano i sette maggiori quotidiani italiani venivano interpellati dal
> caporedattore centrale Licia Conte sulle notizie del giorno. Poi, un

giorno,
> il nuovo direttore del Giornale Radio, Bruno Socillo, convoca la Conte.
> "Bisognerebbe allargare la rosa da sette a quattordici direttori", dice.

Lei
> esegue, però non basta. "Bisognerebbe registrarle prima, queste

interviste,
> invece di mandarle in diretta". I direttori si rifiutano. "Bisognerebbe
> delimitare il tema delle domande e delle risposte" insiste Socillo. Non
> funziona: evidentemente si parla ancora troppo di Berlusconi, in quelle
> telefonate alla radio. Insomma, da settembre i direttori dei giornali non
> vengono più chiamati dal Gr3. La rubrica è "sospesa". Fino a nuovo ordine.
>
> E' in questo campo da gioco desertificato, è con questa informazione
> militarizzata, che si combatteranno le prossime sfide tra la Casa delle
> Libertà e l'Ulivo. Non si sa come finirà: quello che è certo è che il suo
> derby decisivo, Berlusconi lo giocherà in casa.
>
>
>
>
> ____________________________________
> "Una catastrofe immediata è preferibile alla prolungazione indefinita
> del dramma spaventevole". (G. D'Annunzio).
>
>



  #7  
Vecchio 06-11-2003, 11.57.44
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"Randall" <NOSPAM@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:HJpqb.100875$e5.3685206@news1.tin.it...
> Interessante, davvero....
> Unico neo è che Sebastiano Messina è giornalista di "Repubblica" e quindi
> anche lui non è da considerare imparziale... Chiaro che sarebbe troppo

bello
> che un gionalista fosse capace di dare una notizia per quella che è senza
> per forza inquinarla con ciò che è la propria idea



forse l'articolo di cui sopra non si e' spiegato bene.
non si tratta di inquinare o meno le notizie ma di pubblicare domande e
risposte, opinioni e commenti.


  #8  
Vecchio 06-11-2003, 11.57.44
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"Randall" <NOSPAM@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:HJpqb.100875$e5.3685206@news1.tin.it...
> Interessante, davvero....
> Unico neo è che Sebastiano Messina è giornalista di "Repubblica" e quindi
> anche lui non è da considerare imparziale... Chiaro che sarebbe troppo

bello
> che un gionalista fosse capace di dare una notizia per quella che è senza
> per forza inquinarla con ciò che è la propria idea



forse l'articolo di cui sopra non si e' spiegato bene.
non si tratta di inquinare o meno le notizie ma di pubblicare domande e
risposte, opinioni e commenti.


  #9  
Vecchio 06-11-2003, 11.57.44
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"Randall" <NOSPAM@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:HJpqb.100875$e5.3685206@news1.tin.it...
> Interessante, davvero....
> Unico neo è che Sebastiano Messina è giornalista di "Repubblica" e quindi
> anche lui non è da considerare imparziale... Chiaro che sarebbe troppo

bello
> che un gionalista fosse capace di dare una notizia per quella che è senza
> per forza inquinarla con ciò che è la propria idea



forse l'articolo di cui sopra non si e' spiegato bene.
non si tratta di inquinare o meno le notizie ma di pubblicare domande e
risposte, opinioni e commenti.


  #10  
Vecchio 06-11-2003, 11.57.44
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"Randall" <NOSPAM@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:HJpqb.100875$e5.3685206@news1.tin.it...
> Interessante, davvero....
> Unico neo è che Sebastiano Messina è giornalista di "Repubblica" e quindi
> anche lui non è da considerare imparziale... Chiaro che sarebbe troppo

bello
> che un gionalista fosse capace di dare una notizia per quella che è senza
> per forza inquinarla con ciò che è la propria idea



forse l'articolo di cui sopra non si e' spiegato bene.
non si tratta di inquinare o meno le notizie ma di pubblicare domande e
risposte, opinioni e commenti.


  #11  
Vecchio 06-11-2003, 11.57.44
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"Randall" <NOSPAM@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:HJpqb.100875$e5.3685206@news1.tin.it...
> Interessante, davvero....
> Unico neo è che Sebastiano Messina è giornalista di "Repubblica" e quindi
> anche lui non è da considerare imparziale... Chiaro che sarebbe troppo

bello
> che un gionalista fosse capace di dare una notizia per quella che è senza
> per forza inquinarla con ciò che è la propria idea



forse l'articolo di cui sopra non si e' spiegato bene.
non si tratta di inquinare o meno le notizie ma di pubblicare domande e
risposte, opinioni e commenti.


  #12  
Vecchio 06-11-2003, 12.02.26
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"Randall" <NOSPAM@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:HJpqb.100875$e5.3685206@news1.tin.it...
> Interessante, davvero....


CUT

> Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((


la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.



  #13  
Vecchio 06-11-2003, 12.02.26
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"Randall" <NOSPAM@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:HJpqb.100875$e5.3685206@news1.tin.it...
> Interessante, davvero....


CUT

> Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((


la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.



  #14  
Vecchio 06-11-2003, 12.02.26
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"Randall" <NOSPAM@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:HJpqb.100875$e5.3685206@news1.tin.it...
> Interessante, davvero....


CUT

> Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((


la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.



  #15  
Vecchio 06-11-2003, 12.02.26
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"Randall" <NOSPAM@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:HJpqb.100875$e5.3685206@news1.tin.it...
> Interessante, davvero....


CUT

> Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((


la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.



  #16  
Vecchio 06-11-2003, 12.02.26
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"Randall" <NOSPAM@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:HJpqb.100875$e5.3685206@news1.tin.it...
> Interessante, davvero....


CUT

> Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((


la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.



  #17  
Vecchio 06-11-2003, 12.42.14
Wess
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"massym01" <massym01@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:6Tpqb.100935$e5.3686189@news1.tin.it...

| > Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((
|
| la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
|


Certe volte chiedendo informazioni su una via mi indicano con la mano
destra: vada a sinistra, al semaforo a destra.

Forse tu non hai chiaro quale mano è la destra e quella SX ....sbaglio ?


Ciao ...ciao

  #18  
Vecchio 06-11-2003, 12.42.14
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"massym01" <massym01@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:6Tpqb.100935$e5.3686189@news1.tin.it...

| > Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((
|
| la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
|


Certe volte chiedendo informazioni su una via mi indicano con la mano
destra: vada a sinistra, al semaforo a destra.

Forse tu non hai chiaro quale mano è la destra e quella SX ....sbaglio ?


Ciao ...ciao

  #19  
Vecchio 06-11-2003, 12.42.14
Wess
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"massym01" <massym01@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:6Tpqb.100935$e5.3686189@news1.tin.it...

| > Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((
|
| la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
|


Certe volte chiedendo informazioni su una via mi indicano con la mano
destra: vada a sinistra, al semaforo a destra.

Forse tu non hai chiaro quale mano è la destra e quella SX ....sbaglio ?


Ciao ...ciao

  #20  
Vecchio 06-11-2003, 12.42.14
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"massym01" <massym01@tin.it> ha scritto nel messaggio
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| > Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((
|
| la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
|


Certe volte chiedendo informazioni su una via mi indicano con la mano
destra: vada a sinistra, al semaforo a destra.

Forse tu non hai chiaro quale mano è la destra e quella SX ....sbaglio ?


Ciao ...ciao

  #21  
Vecchio 06-11-2003, 12.42.14
Wess
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"massym01" <massym01@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:6Tpqb.100935$e5.3686189@news1.tin.it...

| > Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((
|
| la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
|


Certe volte chiedendo informazioni su una via mi indicano con la mano
destra: vada a sinistra, al semaforo a destra.

Forse tu non hai chiaro quale mano è la destra e quella SX ....sbaglio ?


Ciao ...ciao

  #22  
Vecchio 06-11-2003, 12.44.23
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"Wess" <Wess@paula.it> ha scritto nel messaggio
news:bodc2n$1dg4ba$1@ID-161283.news.uni-berlin.de...
>
> "massym01" <massym01@tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:6Tpqb.100935$e5.3686189@news1.tin.it...
>
> | > Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((
> |
> | la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
> |
>
>
> Certe volte chiedendo informazioni su una via mi indicano con la mano
> destra: vada a sinistra, al semaforo a destra.
>
> Forse tu non hai chiaro quale mano è la destra e quella SX ....sbaglio ?
>



sei un po' ignorante in materia
meglio che non intervenivi.

grazie puoi andare


  #23  
Vecchio 06-11-2003, 12.44.23
massym01
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"Wess" <Wess@paula.it> ha scritto nel messaggio
news:bodc2n$1dg4ba$1@ID-161283.news.uni-berlin.de...
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> "massym01" <massym01@tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:6Tpqb.100935$e5.3686189@news1.tin.it...
>
> | > Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((
> |
> | la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
> |
>
>
> Certe volte chiedendo informazioni su una via mi indicano con la mano
> destra: vada a sinistra, al semaforo a destra.
>
> Forse tu non hai chiaro quale mano è la destra e quella SX ....sbaglio ?
>



sei un po' ignorante in materia
meglio che non intervenivi.

grazie puoi andare


  #24  
Vecchio 06-11-2003, 12.44.23
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"Wess" <Wess@paula.it> ha scritto nel messaggio
news:bodc2n$1dg4ba$1@ID-161283.news.uni-berlin.de...
>
> "massym01" <massym01@tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:6Tpqb.100935$e5.3686189@news1.tin.it...
>
> | > Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((
> |
> | la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
> |
>
>
> Certe volte chiedendo informazioni su una via mi indicano con la mano
> destra: vada a sinistra, al semaforo a destra.
>
> Forse tu non hai chiaro quale mano è la destra e quella SX ....sbaglio ?
>



sei un po' ignorante in materia
meglio che non intervenivi.

grazie puoi andare


  #25  
Vecchio 06-11-2003, 12.44.23
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"Wess" <Wess@paula.it> ha scritto nel messaggio
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>
> "massym01" <massym01@tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:6Tpqb.100935$e5.3686189@news1.tin.it...
>
> | > Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((
> |
> | la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
> |
>
>
> Certe volte chiedendo informazioni su una via mi indicano con la mano
> destra: vada a sinistra, al semaforo a destra.
>
> Forse tu non hai chiaro quale mano è la destra e quella SX ....sbaglio ?
>



sei un po' ignorante in materia
meglio che non intervenivi.

grazie puoi andare


  #26  
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"Wess" <Wess@paula.it> ha scritto nel messaggio
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> "massym01" <massym01@tin.it> ha scritto nel messaggio
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>
> | > Ma, a proposito, esistono ancora una destra e una sinistra?? :-(((
> |
> | la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
> |
>
>
> Certe volte chiedendo informazioni su una via mi indicano con la mano
> destra: vada a sinistra, al semaforo a destra.
>
> Forse tu non hai chiaro quale mano è la destra e quella SX ....sbaglio ?
>



sei un po' ignorante in materia
meglio che non intervenivi.

grazie puoi andare


  #27  
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"massym01" <massym01@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:6Tpqb.100935$e5.3686189@news1.tin.it...
>
> la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
>


Credo che non sia proprio vero.... Secondo me i due schieramenti sono in
pratica la stessa cosa: agevolazioni per loro e noi a sbranarci per assurde
discussioni da bar per difendere o attaccare questo o quello, senza aver
ancora capito che chiunque governi non ha a cuore nientaltro se non i propri
interessi.....
Ognuno poi ha e proprie ideologie ma nessun politico credo sia diverso dagli
altri, una volta che arrivano là, il loro unico interesse è matenere la
poltrona!!!


  #28  
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> la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
>


Credo che non sia proprio vero.... Secondo me i due schieramenti sono in
pratica la stessa cosa: agevolazioni per loro e noi a sbranarci per assurde
discussioni da bar per difendere o attaccare questo o quello, senza aver
ancora capito che chiunque governi non ha a cuore nientaltro se non i propri
interessi.....
Ognuno poi ha e proprie ideologie ma nessun politico credo sia diverso dagli
altri, una volta che arrivano là, il loro unico interesse è matenere la
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  #29  
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> la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
>


Credo che non sia proprio vero.... Secondo me i due schieramenti sono in
pratica la stessa cosa: agevolazioni per loro e noi a sbranarci per assurde
discussioni da bar per difendere o attaccare questo o quello, senza aver
ancora capito che chiunque governi non ha a cuore nientaltro se non i propri
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  #30  
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>
> la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
>


Credo che non sia proprio vero.... Secondo me i due schieramenti sono in
pratica la stessa cosa: agevolazioni per loro e noi a sbranarci per assurde
discussioni da bar per difendere o attaccare questo o quello, senza aver
ancora capito che chiunque governi non ha a cuore nientaltro se non i propri
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  #31  
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> la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
>


Credo che non sia proprio vero.... Secondo me i due schieramenti sono in
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  #32  
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> news:6Tpqb.100935$e5.3686189@news1.tin.it...
> >
> > la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
> >

>
> Credo che non sia proprio vero.... Secondo me i due schieramenti sono in
> pratica la stessa cosa: agevolazioni per loro e noi a sbranarci per

assurde
> discussioni da bar per difendere o attaccare questo o quello, senza aver
> ancora capito che chiunque governi non ha a cuore nientaltro se non i

propri
> interessi.....
> Ognuno poi ha e proprie ideologie ma nessun politico credo sia diverso

dagli
> altri, una volta che arrivano là, il loro unico interesse è matenere la
> poltrona!!!



assolutamente NO
questo e' quello che pensi tu e la maggior parte di quelli che hanno votato
per l'attuale maggioranza.
chi investe cariche cosi' importanti per la collettivita' non ha mai (fino
ad oggi) avuto a cuore esclusivamente i propri interessi.
questo e' il primo governo che fa solo ed esclusivamente i propri interessi
e, addirittura, usa ogni mezzo per nascondere le proprie incompetenze.
un leader dell'attuale maggioranza (con mio grande stupore) si e' accorto,
finalmente, che non e' piu' il caso di mandare avanti questa commedia. Spero
che si muova alla svelta per far si che si cambino le carte in tavola prima
che la situazione diventi irreparabile.


  #33  
Vecchio 06-11-2003, 13.07.29
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> > la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
> >

>
> Credo che non sia proprio vero.... Secondo me i due schieramenti sono in
> pratica la stessa cosa: agevolazioni per loro e noi a sbranarci per

assurde
> discussioni da bar per difendere o attaccare questo o quello, senza aver
> ancora capito che chiunque governi non ha a cuore nientaltro se non i

propri
> interessi.....
> Ognuno poi ha e proprie ideologie ma nessun politico credo sia diverso

dagli
> altri, una volta che arrivano là, il loro unico interesse è matenere la
> poltrona!!!



assolutamente NO
questo e' quello che pensi tu e la maggior parte di quelli che hanno votato
per l'attuale maggioranza.
chi investe cariche cosi' importanti per la collettivita' non ha mai (fino
ad oggi) avuto a cuore esclusivamente i propri interessi.
questo e' il primo governo che fa solo ed esclusivamente i propri interessi
e, addirittura, usa ogni mezzo per nascondere le proprie incompetenze.
un leader dell'attuale maggioranza (con mio grande stupore) si e' accorto,
finalmente, che non e' piu' il caso di mandare avanti questa commedia. Spero
che si muova alla svelta per far si che si cambino le carte in tavola prima
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> > la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
> >

>
> Credo che non sia proprio vero.... Secondo me i due schieramenti sono in
> pratica la stessa cosa: agevolazioni per loro e noi a sbranarci per

assurde
> discussioni da bar per difendere o attaccare questo o quello, senza aver
> ancora capito che chiunque governi non ha a cuore nientaltro se non i

propri
> interessi.....
> Ognuno poi ha e proprie ideologie ma nessun politico credo sia diverso

dagli
> altri, una volta che arrivano là, il loro unico interesse è matenere la
> poltrona!!!



assolutamente NO
questo e' quello che pensi tu e la maggior parte di quelli che hanno votato
per l'attuale maggioranza.
chi investe cariche cosi' importanti per la collettivita' non ha mai (fino
ad oggi) avuto a cuore esclusivamente i propri interessi.
questo e' il primo governo che fa solo ed esclusivamente i propri interessi
e, addirittura, usa ogni mezzo per nascondere le proprie incompetenze.
un leader dell'attuale maggioranza (con mio grande stupore) si e' accorto,
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  #35  
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> > la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
> >

>
> Credo che non sia proprio vero.... Secondo me i due schieramenti sono in
> pratica la stessa cosa: agevolazioni per loro e noi a sbranarci per

assurde
> discussioni da bar per difendere o attaccare questo o quello, senza aver
> ancora capito che chiunque governi non ha a cuore nientaltro se non i

propri
> interessi.....
> Ognuno poi ha e proprie ideologie ma nessun politico credo sia diverso

dagli
> altri, una volta che arrivano là, il loro unico interesse è matenere la
> poltrona!!!



assolutamente NO
questo e' quello che pensi tu e la maggior parte di quelli che hanno votato
per l'attuale maggioranza.
chi investe cariche cosi' importanti per la collettivita' non ha mai (fino
ad oggi) avuto a cuore esclusivamente i propri interessi.
questo e' il primo governo che fa solo ed esclusivamente i propri interessi
e, addirittura, usa ogni mezzo per nascondere le proprie incompetenze.
un leader dell'attuale maggioranza (con mio grande stupore) si e' accorto,
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  #36  
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> >

>
> Credo che non sia proprio vero.... Secondo me i due schieramenti sono in
> pratica la stessa cosa: agevolazioni per loro e noi a sbranarci per

assurde
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> interessi.....
> Ognuno poi ha e proprie ideologie ma nessun politico credo sia diverso

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> altri, una volta che arrivano là, il loro unico interesse è matenere la
> poltrona!!!



assolutamente NO
questo e' quello che pensi tu e la maggior parte di quelli che hanno votato
per l'attuale maggioranza.
chi investe cariche cosi' importanti per la collettivita' non ha mai (fino
ad oggi) avuto a cuore esclusivamente i propri interessi.
questo e' il primo governo che fa solo ed esclusivamente i propri interessi
e, addirittura, usa ogni mezzo per nascondere le proprie incompetenze.
un leader dell'attuale maggioranza (con mio grande stupore) si e' accorto,
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  #37  
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| "Wess" <Wess@paula.it> ha scritto nel messaggio
| news:bodc2n$1dg4ba$1@ID-161283.news.uni-berlin.de...

| > Forse tu non hai chiaro quale mano è la destra e quella SX ....sbaglio
?
| >
|
|
| sei un po' ignorante in materia
| meglio che non intervenivi.
|
| grazie puoi andare
|

Certo, certo ....che sigarette fumi ?

Ciao ciao

  #38  
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> >
> > Credo che non sia proprio vero.... Secondo me i due schieramenti sono in
> > pratica la stessa cosa: agevolazioni per loro e noi a sbranarci per

> assurde
> > discussioni da bar per difendere o attaccare questo o quello, senza aver
> > ancora capito che chiunque governi non ha a cuore nientaltro se non i

> propri
> > interessi.....
> > Ognuno poi ha e proprie ideologie ma nessun politico credo sia diverso

> dagli
> > altri, una volta che arrivano là, il loro unico interesse è matenere la
> > poltrona!!!

>
>
> assolutamente NO
> questo e' quello che pensi tu e la maggior parte di quelli che hanno

votato
> per l'attuale maggioranza.
> chi investe cariche cosi' importanti per la collettivita' non ha mai (fino
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> questo e' il primo governo che fa solo ed esclusivamente i propri

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> > > la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
> > >

> >
> > Credo che non sia proprio vero.... Secondo me i due schieramenti sono in
> > pratica la stessa cosa: agevolazioni per loro e noi a sbranarci per

> assurde
> > discussioni da bar per difendere o attaccare questo o quello, senza aver
> > ancora capito che chiunque governi non ha a cuore nientaltro se non i

> propri
> > interessi.....
> > Ognuno poi ha e proprie ideologie ma nessun politico credo sia diverso

> dagli
> > altri, una volta che arrivano là, il loro unico interesse è matenere la
> > poltrona!!!

>
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> assolutamente NO
> questo e' quello che pensi tu e la maggior parte di quelli che hanno

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> per l'attuale maggioranza.
> chi investe cariche cosi' importanti per la collettivita' non ha mai (fino
> ad oggi) avuto a cuore esclusivamente i propri interessi.
> questo e' il primo governo che fa solo ed esclusivamente i propri

interessi
> e, addirittura, usa ogni mezzo per nascondere le proprie incompetenze.
> un leader dell'attuale maggioranza (con mio grande stupore) si e' accorto,
> finalmente, che non e' piu' il caso di mandare avanti questa commedia.

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> > > la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
> > >

> >
> > Credo che non sia proprio vero.... Secondo me i due schieramenti sono in
> > pratica la stessa cosa: agevolazioni per loro e noi a sbranarci per

> assurde
> > discussioni da bar per difendere o attaccare questo o quello, senza aver
> > ancora capito che chiunque governi non ha a cuore nientaltro se non i

> propri
> > interessi.....
> > Ognuno poi ha e proprie ideologie ma nessun politico credo sia diverso

> dagli
> > altri, una volta che arrivano là, il loro unico interesse è matenere la
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>
> assolutamente NO
> questo e' quello che pensi tu e la maggior parte di quelli che hanno

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> chi investe cariche cosi' importanti per la collettivita' non ha mai (fino
> ad oggi) avuto a cuore esclusivamente i propri interessi.
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> finalmente, che non e' piu' il caso di mandare avanti questa commedia.

Spero
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> > Credo che non sia proprio vero.... Secondo me i due schieramenti sono in
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> > "massym01" <massym01@tin.it> ha scritto nel messaggio
> > news:6Tpqb.100935$e5.3686189@news1.tin.it...
> > >
> > > la sinistra si di sicuro ed e' composta da soggetti competenti.
> > >

> >
> > Credo che non sia proprio vero.... Secondo me i due schieramenti sono in
> > pratica la stessa cosa: agevolazioni per loro e noi a sbranarci per

> assurde
> > discussioni da bar per difendere o attaccare questo o quello, senza aver
> > ancora capito che chiunque governi non ha a cuore nientaltro se non i

> propri
> > interessi.....
> > Ognuno poi ha e proprie ideologie ma nessun politico credo sia diverso

> dagli
> > altri, una volta che arrivano là, il loro unico interesse è matenere la
> > poltrona!!!

>
>
> assolutamente NO
> questo e' quello che pensi tu e la maggior parte di quelli che hanno

votato
> per l'attuale maggioranza.
> chi investe cariche cosi' importanti per la collettivita' non ha mai (fino
> ad oggi) avuto a cuore esclusivamente i propri interessi.
> questo e' il primo governo che fa solo ed esclusivamente i propri

interessi
> e, addirittura, usa ogni mezzo per nascondere le proprie incompetenze.
> un leader dell'attuale maggioranza (con mio grande stupore) si e' accorto,
> finalmente, che non e' piu' il caso di mandare avanti questa commedia.

Spero
> che si muova alla svelta per far si che si cambino le carte in tavola

prima
> che la situazione diventi irreparabile.
>
>



  #47  
Vecchio 06-11-2003, 15.02.23
Julius
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Predefinito Re: Tg e Gr, la fabbrica delle notizie che non disturba mai il governo


"Randall" <NOSPAM@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:nbrqb.101324$e5.3695516@news1.tin.it...

> Va bene, hai ragione....



viva il popolo degli scettici


  #48  
Vecchio 06-11-2003, 15.02.23
Julius
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"Randall" <NOSPAM@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:nbrqb.101324$e5.3695516@news1.tin.it...

> Va bene, hai ragione....



viva il popolo degli scettici


  #49  
Vecchio 06-11-2003, 15.02.23
Julius
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"Randall" <NOSPAM@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:nbrqb.101324$e5.3695516@news1.tin.it...

> Va bene, hai ragione....



viva il popolo degli scettici


  #50  
Vecchio 06-11-2003, 15.02.23
Julius
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"Randall" <NOSPAM@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:nbrqb.101324$e5.3695516@news1.tin.it...

> Va bene, hai ragione....



viva il popolo degli scettici


 

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