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  #1  
Vecchio 07-11-2008, 10.47.07
Anonymous
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Predefinito Se non lo capite, allora andate a fare..

L'immagine peggiore
di CURZIO MALTESE

I bookmakers in questi casi non accettano scommesse. Da mesi, in previsione dell'evento storico
dell'altra notte, si aspettava la prima gaffe di Silvio Berlusconi sul colore della pelle del
nuovo presidente americano. Il Cavaliere non delude mai le peggiori aspettative e la battuta è
arrivata. L'unica sorpresa è la tempistica. Ad appena ventiquattr'ore dall'elezione il premier se
n'è uscito con la storia di Obama "abbronzato". Non è la solita cafonata alla quale ci ha abituato
e ci siamo ormai rassegnati da lustri. È una definizione grondante di razzismo.

Il peggior razzismo, quello semi inconsapevole e quindi assai autoindulgente che dilaga in Italia,
fra la preoccupazione del resto del mondo. Una malattia sociale che un governo responsabile
dovrebbe combattere, invece di sguazzarci con gusto.

Scontata la gaffe, ovvia la reazione. In simili frangenti Berlusconi adotta due reazioni standard.
La prima: non l'ho mai detto. È la più assurda, ma paradossalmente efficace (in Italia). Come fai
a discutere con uno che nega se stesso? La seconda è: l'ho detto ma non avete capito.

Stavolta ha usato questa. "Abbronzato era un complimento, una carineria" ha spiegato ai soliti
cronisti bolscevichi. "E se non lo capite, allora andate a fare...". Sommando così carineria a
carineria.

S'intende che "andare a fare" è detto con affetto. Con eguale affetto i giornalisti potrebbero
ricambiare l'invito, ma probabilmente le giustificazioni valgono solo dall'alto verso il basso.

Non stiamo a farla lunga. Non si tratta solo di vergogna. Chi ne ha ancora la forza? È piuttosto
la disperazione di essere ogni volta precipitati in questo indegno pollaio. Gli elettori americani
in un giorno hanno cambiato la storia del mondo. L'avvento del figlio di un africano alla Casa
Bianca sta spingendo miliardi di persone, pur nel mezzo di una crisi spaventosa, a interrogarsi
sui valori profondi della democrazia, la più straordinaria conquista dell'umanità, in fondo a un
cammino secolare di sangue e intolleranza. E il contributo dell'Italia berlusconiana a questo
grandioso dibattito qual è? Questa miserabile trovata, volgare e razzista, senza neppure il
coraggio dell'assunzione di responsabilità o la dignità di porgere le scuse.

Non bastava la sortita a caldo del ministro Gasparri, il quale, confondendo le proprie ossessioni
di ex fanatico fascista con la competenza internazionale, aveva commentato "sarà contento Bin
Laden". Ci voleva pure lo strazio supplementare della "battuta" di Berlusconi, che ha ormai girato
il mondo, con danno enorme per il Paese. In pochi minuti infatti la rete ha deluso la speranza
residua, che non lo prendessero sul serio, come altre volte. Come siamo abituati a fare qui,
rassegnati a non scandalizzarci per lo scandalo, a non chiamare fascismo il fascismo, razzismo il
razzismo.

C'era stata la rincorsa provinciale ad appropriarsi di Obama. Tutti si proclamano o cercano
l'Obama italiano, a destra e a sinistra. Quando in Italia un Barack Obama non avrebbe neppure il
diritto di voto. I figli d'immigrati, 440 mila fra nati e cresciuti qui, non sono considerati
cittadini italiani, per via del medievale ius sanguinis. Lo ricordiamo nell'ipotesi, piuttosto
remota, in cui fra le centinaia di obamisti dell'ultima ora si trovasse un politico serio. Ecco
l'occasione per proporre finalmente una legge civile in materia d'immigrazione.

A cominciare dal presidente del Consiglio, i cui molti cantori hanno illustrato nei giorni scorsi
alle masse ammirate le straordinarie analogie fra Berlusconi e Obama. Come non scorgere, del
resto, l'assoluta comunanza delle due parabole. Il figlio di un pastore kenyano che arriva alla
Casa Bianca a soli 47 anni e promette di cambiare il mondo. E l'uomo più ricco d'Italia che a 72
anni, con il solo aiuto del novanta per cento dei media da lui controllati, torna a Palazzo Chigi,
dopo aver cambiato i capelli. È naturale che Berlusconi abbia adottato Obama, ripromettendosi di
dargli presto "buoni consigli". Incrociamo le dita perché non avvenga, nell'interesse stesso del
premier. Non si sa come la Casa Bianca potrebbe reagire a una frase del tipo: "Vieni, abbronzato,
che ti spiego come non farsi processare".

Che fare? Vergognarsi per loro, ridere, piangere. Fingiamo pure che tutto sia normale. Però quanto
stringe il cuore ascoltare il nobile discorso dello sconfitto McCain: "Il popolo ha scelto. Ho
avuto l'onore di salutare il nuovo presidente degli Stati Uniti. È una giornata storica". Non si
potrebbe avere un giorno un conservatore come questo a capo della destra italiana, anche di
seconda mano?

Alt 07-11-2008, 10.47.07
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 07-11-2008, 10.57.54
tick1
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Predefinito Re: Se non lo capite, allora andate a fare..

Il 07 Nov 2008, 10:47, Anonymous <cripto@ecn.org> ha scritto:
> L'immagine peggiore
> di CURZIO MALTESE


INDOVINA CHI VIENE A CENA ?


titolo di un giornale di sinistra, tutto Ok ?

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
  #3  
Vecchio 07-11-2008, 11.00.02
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Predefinito Re: Se non lo capite, allora andate a fare..

Un altro imbecille!

"Anonymous" <cripto@ecn.org> ha scritto nel messaggio
news:20081107094707.706CA1A7901@isole...
> L'immagine peggiore
> di CURZIO MALTESE
> I bookmakers in questi casi non accettano scommesse. Da mesi, in
> previsione dell'evento storico
> dell'altra notte, si aspettava la prima gaffe di Silvio Berlusconi sul
> colore della pelle del
> nuovo presidente americano. Il Cavaliere non delude mai le peggiori
> aspettative e la battuta è
> arrivata. L'unica sorpresa è la tempistica. Ad appena ventiquattr'ore
> dall'elezione il premier se
> n'è uscito con la storia di Obama "abbronzato". Non è la solita cafonata
> alla quale ci ha abituato
> e ci siamo ormai rassegnati da lustri. È una definizione grondante di
> razzismo.
> Il peggior razzismo, quello semi inconsapevole e quindi assai
> autoindulgente che dilaga in Italia,
> fra la preoccupazione del resto del mondo. Una malattia sociale che un
> governo responsabile
> dovrebbe combattere, invece di sguazzarci con gusto.
> Scontata la gaffe, ovvia la reazione. In simili frangenti Berlusconi
> adotta due reazioni standard.
> La prima: non l'ho mai detto. È la più assurda, ma paradossalmente
> efficace (in Italia). Come fai
> a discutere con uno che nega se stesso? La seconda è: l'ho detto ma non
> avete capito.
> Stavolta ha usato questa. "Abbronzato era un complimento, una carineria"
> ha spiegato ai soliti
> cronisti bolscevichi. "E se non lo capite, allora andate a fare...".
> Sommando così carineria a
> carineria.
> S'intende che "andare a fare" è detto con affetto. Con eguale affetto i
> giornalisti potrebbero
> ricambiare l'invito, ma probabilmente le giustificazioni valgono solo
> dall'alto verso il basso.
> Non stiamo a farla lunga. Non si tratta solo di vergogna. Chi ne ha ancora
> la forza? È piuttosto
> la disperazione di essere ogni volta precipitati in questo indegno
> pollaio. Gli elettori americani
> in un giorno hanno cambiato la storia del mondo. L'avvento del figlio di
> un africano alla Casa
> Bianca sta spingendo miliardi di persone, pur nel mezzo di una crisi
> spaventosa, a interrogarsi
> sui valori profondi della democrazia, la più straordinaria conquista
> dell'umanità, in fondo a un
> cammino secolare di sangue e intolleranza. E il contributo dell'Italia
> berlusconiana a questo
> grandioso dibattito qual è? Questa miserabile trovata, volgare e razzista,
> senza neppure il
> coraggio dell'assunzione di responsabilità o la dignità di porgere le
> scuse.
> Non bastava la sortita a caldo del ministro Gasparri, il quale,
> confondendo le proprie ossessioni
> di ex fanatico fascista con la competenza internazionale, aveva commentato
> "sarà contento Bin
> Laden". Ci voleva pure lo strazio supplementare della "battuta" di
> Berlusconi, che ha ormai girato
> il mondo, con danno enorme per il Paese. In pochi minuti infatti la rete
> ha deluso la speranza
> residua, che non lo prendessero sul serio, come altre volte. Come siamo
> abituati a fare qui,
> rassegnati a non scandalizzarci per lo scandalo, a non chiamare fascismo
> il fascismo, razzismo il
> razzismo.
> C'era stata la rincorsa provinciale ad appropriarsi di Obama. Tutti si
> proclamano o cercano
> l'Obama italiano, a destra e a sinistra. Quando in Italia un Barack Obama
> non avrebbe neppure il
> diritto di voto. I figli d'immigrati, 440 mila fra nati e cresciuti qui,
> non sono considerati
> cittadini italiani, per via del medievale ius sanguinis. Lo ricordiamo
> nell'ipotesi, piuttosto
> remota, in cui fra le centinaia di obamisti dell'ultima ora si trovasse un
> politico serio. Ecco
> l'occasione per proporre finalmente una legge civile in materia
> d'immigrazione.
> A cominciare dal presidente del Consiglio, i cui molti cantori hanno
> illustrato nei giorni scorsi
> alle masse ammirate le straordinarie analogie fra Berlusconi e Obama. Come
> non scorgere, del
> resto, l'assoluta comunanza delle due parabole. Il figlio di un pastore
> kenyano che arriva alla
> Casa Bianca a soli 47 anni e promette di cambiare il mondo. E l'uomo più
> ricco d'Italia che a 72
> anni, con il solo aiuto del novanta per cento dei media da lui
> controllati, torna a Palazzo Chigi,
> dopo aver cambiato i capelli. È naturale che Berlusconi abbia adottato
> Obama, ripromettendosi di
> dargli presto "buoni consigli". Incrociamo le dita perché non avvenga,
> nell'interesse stesso del
> premier. Non si sa come la Casa Bianca potrebbe reagire a una frase del
> tipo: "Vieni, abbronzato,
> che ti spiego come non farsi processare".
> Che fare? Vergognarsi per loro, ridere, piangere. Fingiamo pure che tutto
> sia normale. Però quanto
> stringe il cuore ascoltare il nobile discorso dello sconfitto McCain: "Il
> popolo ha scelto. Ho
> avuto l'onore di salutare il nuovo presidente degli Stati Uniti. È una
> giornata storica". Non si
> potrebbe avere un giorno un conservatore come questo a capo della destra
> italiana, anche di
> seconda mano?



  #4  
Vecchio 07-11-2008, 12.20.42
New Age
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Predefinito Re: Se non lo capite, allora andate a fare..

Fai bene ad essere anonimo,
simili porcate ...


Cicchitto: ''Sinistra tetra, da Silvio solo una battuta di spirito''
Berlusconi: ''Obama? Giovane, bello e abbronzato''

Roma. Barack Obama è "giovane, bello e abbronzato". Silvio Berlusconi a
Mosca parla così del neoeletto presidente degli Stati Uniti e scoppia la
polemica.Il leader del Pd Walter Veltroni

punta il dito su "espressioni" che "colpiscono gravemente l'immagine e la
dignità del nostro Paese sulla scena internazionale e rischiano di
provocare, dopo quelle usate ieri dal capogruppo della Pdl al Senato, una
incrinatura nei rapporti di amicizia con quel Paese e quel popolo che ha
dato al mondo un grande segnale di speranza e cambiamento"."Un uomo di
Stato - incalza Veltroni - non può consentirsi, con battute da cabaret,
questa mancanza di rispetto che caratterizza spesso i comportamenti pubblici
del presidente del Consiglio"."Auspichiamo che al nuovo presidente americano
Barack Obama vengano al più presto rivolte scuse ufficiali", conclude
Veltroni. "La migliore delle ipotesi - insorge il numero due del Pd Dario
Franceschini - è che Berlusconi non riesca più a controllarsi. Dimentica che
le sue parole coinvolgono l'immagine del nostro Paese nel mondo. Dire che il
presidente degli Stati Uniti è giovane, bello e anche abbronzato suonerà
alle orecchie di tutto il mondo come una offesa carica di pericolose
ambiguità".Stesso giudizio arriva dal capogruppo alla Camera dell'Idv,
Massimo Donadi secondo il quale Berlusconi "con le sue battute infelici e
grevi scredita l'Italia sullo scenario internazionale. Mai un presidente del
Consiglio era caduto così in basso, lasciandosi andare a battute
d'avanspettacolo che tradiscono un razzismo strisciante"."Forte
indignazione" per le parole pronunciate dal presidente del Consiglio è stata
espressa nell'Aula della Camera anche da Pierluigi Castagnetti, presidente
della Giunta per le Autorizzazioni. "Il presidente del Consiglio quando va
all'estero ed esprime apprezzamenti di questa natura - ha sottolineato
Castegnetti - coinvolge l'immagine di tutto il Paese, anche noi ci sentiamo
offesi e non ci sentiamo rappresentati nella maniera più assoluta".In difesa
del premier si schiera invece il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio
Cicchitto: "Il presidente Berlusconi ha fatto chiaramente una battuta di
spirito rivolta sia a Medvedev che a Obama. Alcuni esponenti della sinistra,
che hanno una visione tetra della vita, stanno scatenando una tempesta in un
bicchier d'acqua". Anche per il segretario della Dca-Pdl, Gianfranco Rotondi
"la sinistra sbaglia ad attaccare Silvio sull'abbronzatura di Obama: c'è una
teoria psicologica per cui fondamento del razzismo e' l'invidia dei bianchi
per un colore più gradevole".Ironizza sulle parole del premier il portavoce
di 'Articolo 21' e deputato Idv Giuseppe Giulietti: "Il povero Gasparri è
stato giustamente 'crocifisso' per la sue battute su Obama ma Berlusconi non
ha voluto perdere l'occasione per riprendersi il primato".Sulla vincenda
interviene poi lo stesso Gasparri che chiarisce: "E' noto a tutti che
Berlusconi ama molto le battute. L'ho sentito nei mesi passati parlare molto
bene di Obama e le sue battute vanno prese sotto il profilo di una
'offensiva' della simpatia e non come una volontà di insultare che non gli
appartiene".

Vi riporto le impressioni dei cervelloni sinistrorsi che abbiamo, in quattro
non arrivano alla zucca di un bimbo, ma.....

l' immondizia a Napoli e' stata una bella immagine per il paese?

cosa hanno fatto in due anni per il paese? solo guardare.

Lavorare stanca.


"Anonymous" <cripto@ecn.org> ha scritto nel messaggio
news:20081107094707.706CA1A7901@isole...
> L'immagine peggiore
> di CURZIO MALTESE
> I bookmakers in questi casi non accettano scommesse. Da mesi, in

previsione dell'evento storico
> dell'altra notte, si aspettava la prima gaffe di Silvio Berlusconi sul

colore della pelle del
> nuovo presidente americano. Il Cavaliere non delude mai le peggiori

aspettative e la battuta è
> arrivata. L'unica sorpresa è la tempistica. Ad appena ventiquattr'ore

dall'elezione il premier se
> n'è uscito con la storia di Obama "abbronzato". Non è la solita cafonata

alla quale ci ha abituato
> e ci siamo ormai rassegnati da lustri. È una definizione grondante di

razzismo.
> Il peggior razzismo, quello semi inconsapevole e quindi assai

autoindulgente che dilaga in Italia,
> fra la preoccupazione del resto del mondo. Una malattia sociale che un

governo responsabile
> dovrebbe combattere, invece di sguazzarci con gusto.
> Scontata la gaffe, ovvia la reazione. In simili frangenti Berlusconi

adotta due reazioni standard.
> La prima: non l'ho mai detto. È la più assurda, ma paradossalmente

efficace (in Italia). Come fai
> a discutere con uno che nega se stesso? La seconda è: l'ho detto ma non

avete capito.
> Stavolta ha usato questa. "Abbronzato era un complimento, una carineria"

ha spiegato ai soliti
> cronisti bolscevichi. "E se non lo capite, allora andate a fare...".

Sommando così carineria a
> carineria.
> S'intende che "andare a fare" è detto con affetto. Con eguale affetto i

giornalisti potrebbero
> ricambiare l'invito, ma probabilmente le giustificazioni valgono solo

dall'alto verso il basso.
> Non stiamo a farla lunga. Non si tratta solo di vergogna. Chi ne ha ancora

la forza? È piuttosto
> la disperazione di essere ogni volta precipitati in questo indegno

pollaio. Gli elettori americani
> in un giorno hanno cambiato la storia del mondo. L'avvento del figlio di

un africano alla Casa
> Bianca sta spingendo miliardi di persone, pur nel mezzo di una crisi

spaventosa, a interrogarsi
> sui valori profondi della democrazia, la più straordinaria conquista

dell'umanità, in fondo a un
> cammino secolare di sangue e intolleranza. E il contributo dell'Italia

berlusconiana a questo
> grandioso dibattito qual è? Questa miserabile trovata, volgare e razzista,

senza neppure il
> coraggio dell'assunzione di responsabilità o la dignità di porgere le

scuse.
> Non bastava la sortita a caldo del ministro Gasparri, il quale,

confondendo le proprie ossessioni
> di ex fanatico fascista con la competenza internazionale, aveva commentato

"sarà contento Bin
> Laden". Ci voleva pure lo strazio supplementare della "battuta" di

Berlusconi, che ha ormai girato
> il mondo, con danno enorme per il Paese. In pochi minuti infatti la rete

ha deluso la speranza
> residua, che non lo prendessero sul serio, come altre volte. Come siamo

abituati a fare qui,
> rassegnati a non scandalizzarci per lo scandalo, a non chiamare fascismo

il fascismo, razzismo il
> razzismo.
> C'era stata la rincorsa provinciale ad appropriarsi di Obama. Tutti si

proclamano o cercano
> l'Obama italiano, a destra e a sinistra. Quando in Italia un Barack Obama

non avrebbe neppure il
> diritto di voto. I figli d'immigrati, 440 mila fra nati e cresciuti qui,

non sono considerati
> cittadini italiani, per via del medievale ius sanguinis. Lo ricordiamo

nell'ipotesi, piuttosto
> remota, in cui fra le centinaia di obamisti dell'ultima ora si trovasse un

politico serio. Ecco
> l'occasione per proporre finalmente una legge civile in materia

d'immigrazione.
> A cominciare dal presidente del Consiglio, i cui molti cantori hanno

illustrato nei giorni scorsi
> alle masse ammirate le straordinarie analogie fra Berlusconi e Obama. Come

non scorgere, del
> resto, l'assoluta comunanza delle due parabole. Il figlio di un pastore

kenyano che arriva alla
> Casa Bianca a soli 47 anni e promette di cambiare il mondo. E l'uomo più

ricco d'Italia che a 72
> anni, con il solo aiuto del novanta per cento dei media da lui

controllati, torna a Palazzo Chigi,
> dopo aver cambiato i capelli. È naturale che Berlusconi abbia adottato

Obama, ripromettendosi di
> dargli presto "buoni consigli". Incrociamo le dita perché non avvenga,

nell'interesse stesso del
> premier. Non si sa come la Casa Bianca potrebbe reagire a una frase del

tipo: "Vieni, abbronzato,
> che ti spiego come non farsi processare".
> Che fare? Vergognarsi per loro, ridere, piangere. Fingiamo pure che tutto

sia normale. Però quanto
> stringe il cuore ascoltare il nobile discorso dello sconfitto McCain: "Il

popolo ha scelto. Ho
> avuto l'onore di salutare il nuovo presidente degli Stati Uniti. È una

giornata storica". Non si
> potrebbe avere un giorno un conservatore come questo a capo della destra

italiana, anche di
> seconda mano?



  #5  
Vecchio 07-11-2008, 15.40.16
Rosella
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Predefinito Re: Se non lo capite, allora andate a fare..

New Age wrote:
[cut]
> Vi riporto le impressioni dei cervelloni sinistrorsi che abbiamo, in
> quattro non arrivano alla zucca di un bimbo, ma.....
> l' immondizia a Napoli e' stata una bella immagine per il paese?
> cosa hanno fatto in due anni per il paese? solo guardare.
> Lavorare stanca.


Visto che hanno lavorato così tanto per l'immondizia a Napoli mi useresti la
cortesia di dirmi dove l'hanno messa quella montagna di rifiuti?
L'ho già chiesto ad altri ma nessuno mi ha saputo rispondere.

Poi aggiungo questo link che ho appena letto

http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/...&type=STANDARD

Rosella

 

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