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Vecchio 06-11-2008, 23.17.19
C'è un GAP aperto a 0,22!!!!®
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Predefinito Dopo la crisi delle banche, chi sarà il prossimo? forse le assicurazioni?

Dopo la crisi delle banche, chi sarà il prossimo?
Una trappola globale. Una trappola che non risponde più alle logiche delle
crisi tradizionali. Chi sarà il prossimo? Dopo le banche, forse le
assicurazioni?


Countrywide, Lehman Brothers, ING, Royal Bank of Scotland, AIG, Freddie Mac,
Fannie Mae, Hypo Real Estate Bank, Depfa Bank, e la lista potrebbe
continuare.

Ora iniziamo con qualche domandina.

Prima domanda, semplice semplice: cosa hanno in comune tutte queste
altolocate società? Semplice: sono fallite! Legalmente o solo
operativamente (ossia, tecnicamente fallite, ma salvate da interventi
governativi).

Seconda domanda ancora semplice: qual è la società tra quelle elencate che
si distingue dalla altre? Semplice: AIG è l'unica società assicuratrice!

Terza domanda, più difficile: ma come diavolo può fallire una compagnia
assicurativa, per di più della 'stazza' di AIG? Chi ha letto i miei
precedenti articoli, in particolare "Scenari Complessi: dai Credit Default
Swaps (CDS) alla Deflazione morbida" (1), conosce già la risposta.

Per gli altri, una quarta domanda difficilissima: come hanno fatto le
Generali a diventare - dati del 31 ottobre 2008 - la prima compagnia
assicurativa per capitalizzazione dell'EurAsia, e una delle prime a livello
mondiale? Una compagnia il cui titolo ha perso il 39% del suo valore da
inizio anno? Il cui vero merito sta tutto, quindi, nel demerito dei suoi
concorrenti i cui titoli hanno perso da inizio anno il 64% (Allianz), il 52%
(Axa) , il 97,6% (AIG), il 72,4% (Aegon), il 95,2%, (Fortis), il 74,7%
(ING), il 37,9% (Zurich), e via cantando? Come è possibile tutto ciò?

La risposta arriva sempre dai precedenti miei articoli, partendo dalla
'trappola immobiliare' scattata nel 2001 per arrivare ai Credit Default Swap
(CDS): una trappola "globale al quadrato", ossia globale sia per estensione
geografica, sia per ceti sociali coinvolti (trattandosi di immobili, ossia
case, capannoni, fabbricati, ville, ecc..). Una 'trappola' che non risponde
più alle logiche delle tradizionali crisi "DOC" (a denominazione d'origine
controllata.), dalla bolla dei bulbi di tulipano olandesi del XVII secolo
fino alle più recenti crisi russa, argentina, delle tigri asiatiche, ecc.

Una "crisi al quadrato" che prende il nome più consono di Apocalissi - ossia
disvelamento di un nuovo equilibrio economico-finanziario-sociale (forse il
"Novus Ordo Seclorum" (2) profetizzato sul retro del One Dollar americano?).

Insomma: la risposta alla terza e quarta domanda è che tutti, persino le
inattaccabili e solidissime compagnie assicurative, sono cadute nella
trappola della complessità!

Una complessità del sistema finanziario, e non solo, che ha raggiunti
livelli tali da portarla tecnicamente sull'Orlo del Caos, in un regime
quindi imprevedibile e soprattutto ingovernabile.

Una complessità che le scarse conoscenze scientifiche delle classi politiche
dirigenti stanno incrementando con:


1.. l'iniezione di 'dopanti' liquidità, che incrementano le 'dinamiche'
del sistema;
2.. irrigidimenti del sistema stesso (per esempio, con la proibizione
delle vendite short, 'allo scoperto');
3.. comunicazioni paradossali ("tutto sotto controllo, nessun pericolo", e
poi la Germania da sola stanzia 500 miliardi di Euro per i possibili
salvataggi di banche e altro. sic!), e infine;
4.. la sottovalutazione del fenomeno dei CDS (65 trillion$ emessi, ossia
65 milioni di milioni di $!).
Sono soprattutto questi ultimi strumenti assicurativi contro le possibili
insolvenze dei Corporate Bonds ad aver prima strangolato il colosso AIG, e a
preoccupare ora le altre compagnie assicurative mondiali, che 'somatizzano'
tale malessere nelle basse quotazioni dei loro titoli azionari.

Dall'affanno delle banche che, come Unicredit, da almeno due anni dismettono
'a stralcio' blocchi di immobili mal digeriti dai pignoramenti per mutui non
pagati, passiamo ora all'affanno molto più grave delle assicurazioni che
hanno accettato di coprire anche i bond emessi proprio dalle banche più in
affanno, e quindi alla ricerca disperata di danaro facile con i loro
'sicurissimi' corporate bonds dagli elevati rendimenti (possibile che la
gente si dimentichi sempre che un alto rendimento corrisponde a un maggior
rischio? Mah!)

So, what's next? Sempre col nostro approccio degli "Scenari Complessi
Creativi", nell'ambito della Finanza Scientifica, è possibile immaginare
alcuni eventi-trigger e conseguenti scenari possibili, seppur imprevedibili.

Tra gli eventi-trigger immaginabili con un grado sufficiente di
plausibilità, elenco: default di un paio di corporate bond prestigiosi
(bancari e/o assicurativi), moti sociali in qualche grossa metropoli, crollo
dei prezzi di immobili di pregio, ulteriore, ed eccessivo, abbassamento dei
tassi di sconto che sarebbe il segnale ufficiale di stagnazione o, peggio,
deflazione, un 'incidente' ad Obama.

Gli scenari, intesi come nuovi equilibri transitori, potrebbero di
conseguenza essere: "deflazione morbida" (ossia un "effetto Argentina
pilotato"), carenze reddituali e pensionistiche, abbassamento del tenore di
vita, ritorno all'economia reale e produttiva, fine della "bolla Euro" con i
prezzi deflazionati che tornano ad essere corrispondenti a quelli pre-Euro
(e ciò varrà per le pizze, per le auto, per le case).

Forse, proprio in vista di tali scenari, tanta finanza islamica s'è già
mossa per accaparrare quelle fette di economia reale che sarà utilizzata per
soddisfare i mercati medio-orientali.

Forse, una 'lezione' ci arriva proprio dalla finanza islamica ,con il loro
concetto centrale di rischio trasparente, noto e condiviso, tra
imprenditori, investitori e banche: nessuno può guadagnare solo dagli
interessi, senza condividere il rischio d'impresa!

Morale: il livello di complessità rende il sistema economico-finanziario
ingovernabile, trasformandolo in un moderno Leviatano (3) che si
autoorganizzerà in base alle leggi fisiche dei sistemi complessi.

A ciascuno di noi decidere se optare per una 'strategia sub-ottimale', ossia
rinunciare a guadagnare con gli investimenti finanziari per evitare rischi
di perdita, oppure per una 'strategia ottimale', ossia 'cavalcare' - e mai
prevedere! - i fenomeni complessi finanziari con una metodologia scientifica
coerente con i sistemi complessi (vedi "Consulenza Finanziaria Scientifica:
come sopravvivere e guadagnare oltre l'orlo del caos" (4)).

Poiché ogni Caos porta nuovi equilibri e, quindi, tante opportunità
(imprenditoriali, immobiliari, esistenziali), soprattutto per le Piccole
Medie Imprese (PMI) alle prese con la "Gestione delle Crisi d'Impresa" (5).

Il CAOS favorisce le menti preparate!





--
__________________________________
Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto,
l'ultimo fiume avvelenato,
l'ultimo pesce pescato,
l'ultimo animale libero ucciso...
Vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
(Nativi Cree).


Alt 06-11-2008, 23.17.19
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 06-11-2008, 23.48.39
Nino
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Dopo la crisi delle banche, chi sarà il prossimo? forse le assicurazioni?


"C'è un GAP aperto a 0,22!!!!®" <ZiosIgnalll@Zio.itt> ha scritto nel
messaggio news:P1KQk.98115$Ca.21131@twister2.libero.it...
> Dopo la crisi delle banche, chi sarà il prossimo?
> Una trappola globale. Una trappola che non risponde più alle logiche delle
> crisi tradizionali. Chi sarà il prossimo? Dopo le banche, forse le
> assicurazioni?

[cut]
> Il CAOS favorisce le menti preparate!

Soldionline Finanza Scientifica
Nicola Antonucci
nicola.antonucci@libero.it

L'autore ha scritto altri articoli simili.
Da parte mia non del tutto condivisibili; ad alcuni ho anche
risposto con commenti (pseudonimo JoJo), ad es. a
La deflazione morbida, ossia lo schianto pilotato
Crisi immobiliare: le opportunità dei Brick Shares

Dice cose anche interessanti, ma secondo me è un po' montato.



 

Tags
assicurazioni, banche, crisi, delle, dopo, forse, prossimo, sarà
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