Attenzione a non dire sciocchezze: non è un regime! Così ci ammoniscono in
molti, ovviamente da sinistra e ci costringono a riflettere e a parlar
sommesso per evitare strafalcioni di analisi politica. Intanto, lo smaccato
tentativo di distruzione di ciò che resta della scuola pubblica da parte di
questo non-regime, fa esplodere un grande movimento di protesta. È impetuoso
e partendo da studenti, insegnanti e genitori, ha la potenzialità di
divenire di massa, unitario, trasversale e di unificare altre lotte come
quelle contro la disoccupazione, il carovita, il precariato, il razzismo
verso i migranti, la distruzione dell'ambiente, l'impoverimento crescente di
salariati e pensionati.
È un massacro sociale e, per i vari patti europei di stabilità e di pareggio
di bilancio, da anni non si può trovare mai un centesimo bucato per
fermarlo: nel volgere di un weekend, però, su scala mondiale si sono trovati
migliaia di miliardi da regalare a banche e banchieri in crisi finanziaria e
così tutti si sono resi conto che i re, compreso il nostro, sono nudi. E
allora il capo del nostro non-regime, intuendo la pericolosa espansività
della protesta, che ti fa?: oggi promette di far intervenire la polizia per
sgombrare scuole e atenei ma poi, non c'è dubbio, seguiranno gli sgomberi di
operai che non avranno rispettato le leggi antisciopero che il Sacconi di
turno sta doverosamente preparando.
Non si era mai visto un attacco così pesante ai diritti fondamentali di
libertà di riunione e di manifestazione del proprio pensiero, tutelati dagli
articoli 17 e 21 della Costituzione, che non sono scindibili e che, non a
caso, insieme coesistono nei cortei, negli scioperi, nelle assemblee e nelle
occupazioni. È ora di reagire a questi continui tentativi di annullamento
delle garanzie costituzionali giocati tutti su una pretesa tutela
dell'ordine pubblico.
Certo sono manifestazioni di dissenso ma - a ragion veduta - è proprio di un
regime (o di forme che gli si avvicinano) far passare la protesta come
turbativa dell'ordine pubblico perchè è proprio dalla protesta (forma
democratica di libera espressione del proprio pensiero) che può iniziare lo
sgretolamento di un «ordine» antidemocratico: e, allora, bisogna reprimerlo,
e con la forza.
Non è regime, ma somiglia moltissimo ad una fase intermedia che sta tra il
regime e uno stato di diritto: uno stato di diritto autoritario, nel quale
ci sono le regole ma il potere le può ignorare in nome della ragion di Stato
che, poi, è la tutela degli interessi di chi governa. Le costituzioni
moderne, compresa la nostra, affermano principi e approntano garanzie
generali, da valere per tutti i cittadini, come ben spiega il troppo famoso
articolo 3 della nostra Carta fondamentale che è, appunto, l'antitesi della
ragion di Stato.
Non trastulliamoci troppo con le disquisizioni sul non-regime e cerchiamo di
cogliere tutta la gravità dell'attuale fase politico-istituzionale perché il
dissenso e la protesta sono il sale della democrazia e minacciare di
reprimerli con la forza è un attentato alla Costituzione. Reagiamo
democraticamente e sfidiamo il non-regime ingrossando sempre più la marea
che si riversa nelle occupazioni, nelle assemblee, nei cortei, negli
scioperi.
....STRAQUOTO!!!!
"Anonymous Sender" <anonymous@remailer.metacolo.com> ha scritto nel
messaggio news:F7JIH8BL39746.6566550926@reece.net.au...
> Prove di regime di Giuseppe Di Lello
> Attenzione a non dire sciocchezze: non è un regime! Così ci ammoniscono in
> molti, ovviamente da sinistra e ci costringono a riflettere e a parlar
> sommesso per evitare strafalcioni di analisi politica. Intanto, lo
> smaccato
> tentativo di distruzione di ciò che resta della scuola pubblica da parte
> di
> questo non-regime, fa esplodere un grande movimento di protesta. È
> impetuoso
> e partendo da studenti, insegnanti e genitori, ha la potenzialità di
> divenire di massa, unitario, trasversale e di unificare altre lotte come
> quelle contro la disoccupazione, il carovita, il precariato, il razzismo
> verso i migranti, la distruzione dell'ambiente, l'impoverimento crescente
> di
> salariati e pensionati.
> È un massacro sociale e, per i vari patti europei di stabilità e di
> pareggio
> di bilancio, da anni non si può trovare mai un centesimo bucato per
> fermarlo: nel volgere di un weekend, però, su scala mondiale si sono
> trovati
> migliaia di miliardi da regalare a banche e banchieri in crisi finanziaria
> e
> così tutti si sono resi conto che i re, compreso il nostro, sono nudi. E
> allora il capo del nostro non-regime, intuendo la pericolosa espansività
> della protesta, che ti fa?: oggi promette di far intervenire la polizia
> per
> sgombrare scuole e atenei ma poi, non c'è dubbio, seguiranno gli sgomberi
> di
> operai che non avranno rispettato le leggi antisciopero che il Sacconi di
> turno sta doverosamente preparando.
> Non si era mai visto un attacco così pesante ai diritti fondamentali di
> libertà di riunione e di manifestazione del proprio pensiero, tutelati
> dagli
> articoli 17 e 21 della Costituzione, che non sono scindibili e che, non a
> caso, insieme coesistono nei cortei, negli scioperi, nelle assemblee e
> nelle
> occupazioni. È ora di reagire a questi continui tentativi di annullamento
> delle garanzie costituzionali giocati tutti su una pretesa tutela
> dell'ordine pubblico.
> Certo sono manifestazioni di dissenso ma - a ragion veduta - è proprio di
> un
> regime (o di forme che gli si avvicinano) far passare la protesta come
> turbativa dell'ordine pubblico perchè è proprio dalla protesta (forma
> democratica di libera espressione del proprio pensiero) che può iniziare
> lo
> sgretolamento di un «ordine» antidemocratico: e, allora, bisogna
> reprimerlo,
> e con la forza.
> Non è regime, ma somiglia moltissimo ad una fase intermedia che sta tra il
> regime e uno stato di diritto: uno stato di diritto autoritario, nel quale
> ci sono le regole ma il potere le può ignorare in nome della ragion di
> Stato
> che, poi, è la tutela degli interessi di chi governa. Le costituzioni
> moderne, compresa la nostra, affermano principi e approntano garanzie
> generali, da valere per tutti i cittadini, come ben spiega il troppo
> famoso
> articolo 3 della nostra Carta fondamentale che è, appunto, l'antitesi
> della
> ragion di Stato.
> Non trastulliamoci troppo con le disquisizioni sul non-regime e cerchiamo
> di
> cogliere tutta la gravità dell'attuale fase politico-istituzionale perché
> il
> dissenso e la protesta sono il sale della democrazia e minacciare di
> reprimerli con la forza è un attentato alla Costituzione. Reagiamo
> democraticamente e sfidiamo il non-regime ingrossando sempre più la marea
> che si riversa nelle occupazioni, nelle assemblee, nei cortei, negli
> scioperi.
> Prove di regime di Giuseppe Di Lello
In parte quoto, ma di fondo c'è chi in queste cose ne trae un grande
vantaggio: chi? Proprio quelli che s'intenderebbe combattere.
E' ciò che vogliono e la risultante di tutto sta proprio accadendo
sotto i nostri occhi.
La sx e la dx non hanno MAI lavorato al fine di sistemare qualsivoglia
problema, MAI! ne ora ne prima nel passato e tutti, chi più e chi meno,
hanno sempre sostenuto il malato (noi) a suon di flebo di promesse, di
piccole regalie e di tanta retorica. Nessuno ha mai lavorato per quello
che, come adesso si va blaterando, la scuola tutta e non solo quella
primaria, dovrebbe essere riformata completamente.
La scusa della scuola, la scusa dei miliardi tagliati sono la miccia
per animare queste tensioni che a loro volta sono supportate da altre
dovute al lavoro che manca, dalle famiglie strozzate dai debiti, da
politiche sulla casa inesistenti, dalle politiche sociali iniquie e
dalle politche economiche sempre a favore di certi personaggi dell'alta
finanza.
Non è colpa di berluscaz e nemmeno di altri, la colpa è complessiva
distribuita o se volete un termine schifoso, spalmata sull'intera
popolazione. Tutti hanno coperto, taciuto e acconsentito che accadesse
quanto adesso sempre ineluttabile.
La famiglia che cerca di sopravvivere e cerca il "potentino" locale per
fare assumere il figlio; la famiglia che ha un problema sanitario e
cerca, nel corollario delle sue conoscenze, di interpellare il piccolo
impiegato pubblico per un favore; la famiglia che deve finire di pagare
il mutuo e corre da uno sportello all'altro finche riconosce nel misero
impiegato bancario un'amico che gli sposta la rata del mutuo...
Tanti piccoli favori e tante piccole strategie per sopravvivere, ma
anche per non cambiare mai. E questo non da adesso ma da decenni!
Ma perchè dovrebbe cambiare il piccolo "paolino paperino", lui che con
la sua misera paga non sa nemmeno cambiare la propria vita? Perchè non
cambiano le persone che "contano", quelli "importanti", quelle che
hanno i mezzi per farlo?
Perchè non cambieranno mai, mica sono stupidi e la struttura che è
stato loro costruita attorno è fatta proprio per evitare che non
vengano mai distrutti i loro interessi e tutti noi collaboriamo a
mantenere questa struttura integra e sana. Non ci credete? Andate in
banca e chiedete che vi portino il tasso d'interesse al 4,3% del vostro
conto corrente...vedrete che risposta riceverete!
Andate in ospedale e pretendete che vi vengano fatti gli esami che
servono nel tempo corretto e non fra 6/12/24 mesi...vedrete che
risponderanno! Andate in tribunale e cercate di risolvere la vostra
questione giudiziaria per un torto subito e chiedete che la giustizia
sia applicata e in tempi certi e rapidi, vedrete cosa vi risponderanno.
Andate in aula e pretendete che i ragazzi stiano al loro posto e che
studino senza interuzzioni di sorta, vedrete che bella querela che
prenderete.
E da qualsiasi parte andiate avrete sempre le porte chiuse se non
addirittura sarete presi per dei terroristi.
Che fare quindi??? Nulla, o qualcosa che sia degno di un cambiamento?
Ma c'è qualcuno disposto a rinunciare, a soffrire o anche a sacrificare
la propria immagine sulla barricata di un cambiamento? Non credo che
nessuno dei nostri stupidi, indifferenti e flaccidi politici sarebbe in
grado di fare alcunché. La popolazione è grigia e incapace e mai nella
storia ha sortito alcun effetto nei cambiamenti nazionali: panem et
circenses sono solo queste le cose che chiede, diceva qualcuno e da
allora ad oggi mai nulla è cambiato.
Prove di regime 2
Anonymous: Prove di regime
Maria Novella Oppo
Antonio Di Pietro, quando parla di cose inerenti il suo ex mestiere di
magistrato, azzecca anche i congiuntivi. E ha fatto un figurone (di fronte
a un...
Borsa
22
07-07-2007 22.58.43
prove di regime
pip: Aggredita e insultata lungo i binari della stazione Ostiense a Roma. Il suo
unico torto? Quello di sfogliare il Giornale all'indomani della striminzita
vittoria elettorale dell'Unione che,...
Borsa
2
17-04-2006 14.51.35
Prove di regime
Maxg*: Ecco l'intelligenza di un rappresentante di lista dell'Ulivo.....
14:08 Berlusconi, incidente al seggio
Berlusconi ha provocato un piccolo incidente nel suo seggio: ha indicato
alla mamma su...
Borsa
2
09-04-2006 20.16.32
"Prove di regime"
Ero Clas: Confalonieri: "Prove di regime"
Presidente Mediaset sul caso "Matrix"
"La parola regime non mi piace, ma queste sembrano prove generali,
perché se si decide un embargo contro un organo di...