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  #1  
Vecchio 23-10-2008, 00.41.06
C'è un GAP aperto a 0,22!!!!®
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Predefinito Crisi, la soluzione ci sarebbe

Crisi, la soluzione ci sarebbe
Già sperimentata negli anni '30 in Italia e nel secondo dopoguerra in tutto
il mondo. Oggi è possibile fare meglio di allora. Ma la Politica deve fare
un passo in avanti



Di opere da fare ce n'è un'infinità, sia devastanti come le centrali
nucleari (2) ed il ponte sullo stretto di Messina, sia rispettose dell'ambiente
come la generazione distribuita dell'energia elettrica (1), la
valorizzazione delle risorse presenti sul territorio (3), i trasporti
pubblici, la viabilità, la drastica riduzione del fabbisogno energetico dei
fabbricati (4), ecc...

Ce n'è per far lavorare sia le grandi imprese che quelle medie e piccole.
Quel che manca è solo la politica monetaria (5).

La prima domanda da porci è la seguente: è possibile che coloro che hanno
portato la società a questo punto possano guidare la nuova politica?

Personaggi come Paulson, Trichet, Barroso, Almunia, Padoa-Schioppa, Draghi,
ecc., saranno capaci di fare il contrario di ciò che hanno fatto negli
ultimi decenni?

Qualche dubbio appare legittimo.

Si tratta di rispolverare il buon Keynes, magari senza interpretarlo
malignamente col banale deficit spending, alzando drasticamente la base
monetaria ed abbassando nel contempo il moltiplicatore bancario, per
contenere M3 e conseguentemente l'inflazione. In questa maniera ci sarebbe
un certo superamento temporaneo del parametro del 3% deficit/PIL (6), ma si
uscirebbe pressoché istantaneamente dalla recessione che ci attanaglia, a
noi italiani, da parecchi anni.

Gli Stati disporrebbero così di una certa liquidità più che sufficiente per
ravvivare il malato, anche grazie al moltiplicatore keynesiano. Il fenomeno
dello spiazzamento (7) si prenderà in considerazione, assai volentieri,
quando sarà sciolta la prognosi riservata; lo Stato dovrà allora ritirarsi
ritornando alla politica monetaria più confacente ai momenti "normali".


Lino Rossi
linorossi@stilrossi.it








--
__________________________________
Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto,
l'ultimo fiume avvelenato,
l'ultimo pesce pescato,
l'ultimo animale libero ucciso...
Vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
(Nativi Cree).


Alt 23-10-2008, 00.41.06
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 23-10-2008, 00.49.14
Nino
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Messaggi: n/a
Predefinito Re: Crisi, la soluzione ci sarebbe


"C'è un GAP aperto a 0,22!!!!®" <ZiosIgnalll@Zio.itt> ha scritto nel
messaggio news:6_NLk.177194$FR.464476@twister1.libero.it...
> Crisi, la soluzione ci sarebbe
> Già sperimentata negli anni '30 in Italia e nel secondo dopoguerra in
> tutto il mondo. Oggi è possibile fare meglio di allora. Ma la Politica
> deve fare un passo in avanti
> Di opere da fare ce n'è un'infinità, sia devastanti come le centrali
> nucleari (2) ed il ponte sullo stretto di Messina, sia rispettose
> dell'ambiente come la generazione distribuita dell'energia elettrica (1),
> la valorizzazione delle risorse presenti sul territorio (3), i trasporti
> pubblici, la viabilità, la drastica riduzione del fabbisogno energetico
> dei fabbricati (4), ecc...
> Ce n'è per far lavorare sia le grandi imprese che quelle medie e piccole.
> Quel che manca è solo la politica monetaria (5).
> La prima domanda da porci è la seguente: è possibile che coloro che hanno
> portato la società a questo punto possano guidare la nuova politica?
> Personaggi come Paulson, Trichet, Barroso, Almunia, Padoa-Schioppa,
> Draghi, ecc., saranno capaci di fare il contrario di ciò che hanno fatto
> negli ultimi decenni?
> Qualche dubbio appare legittimo.
> Si tratta di rispolverare il buon Keynes, magari senza interpretarlo
> malignamente col banale deficit spending, alzando drasticamente la base
> monetaria ed abbassando nel contempo il moltiplicatore bancario, per
> contenere M3 e conseguentemente l'inflazione. In questa maniera ci sarebbe
> un certo superamento temporaneo del parametro del 3% deficit/PIL (6), ma
> si uscirebbe pressoché istantaneamente dalla recessione che ci attanaglia,
> a noi italiani, da parecchi anni.
> Gli Stati disporrebbero così di una certa liquidità più che sufficiente
> per ravvivare il malato, anche grazie al moltiplicatore keynesiano. Il
> fenomeno dello spiazzamento (7) si prenderà in considerazione, assai
> volentieri, quando sarà sciolta la prognosi riservata; lo Stato dovrà
> allora ritirarsi ritornando alla politica monetaria più confacente ai
> momenti "normali".
> Lino Rossi
> linorossi@stilrossi.it


Più o meno come la penso io; tranne l'ultima frase.
Lo Stato non dovrà ritirarsi, altrimenti ci sarà una ricaduta e il bubbone
riesploderà inevitabilmente.


  #3  
Vecchio 23-10-2008, 09.09.12
Sommo Luminescente
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Crisi, la soluzione ci sarebbe


"C'è un GAP aperto a 0,22!!!!®" <ZiosIgnalll@Zio.itt> ha scritto nel
messaggio news:6_NLk.177194$FR.464476@twister1.libero.it...
> Crisi, la soluzione ci sarebbe
> Già sperimentata negli anni '30 in Italia e nel secondo dopoguerra in
> tutto il mondo. Oggi è possibile fare meglio di allora. Ma la Politica
> deve fare un passo in avanti
> Di opere da fare ce n'è un'infinità, sia devastanti come le centrali
> nucleari (2) ed il ponte sullo stretto di Messina, sia rispettose
> dell'ambiente come la generazione distribuita dell'energia elettrica (1),
> la valorizzazione delle risorse presenti sul territorio (3), i trasporti
> pubblici, la viabilità, la drastica riduzione del fabbisogno energetico
> dei fabbricati (4), ecc...
> Ce n'è per far lavorare sia le grandi imprese che quelle medie e piccole.
> Quel che manca è solo la politica monetaria (5).
> La prima domanda da porci è la seguente: è possibile che coloro che hanno
> portato la società a questo punto possano guidare la nuova politica?
> Personaggi come Paulson, Trichet, Barroso, Almunia, Padoa-Schioppa,
> Draghi, ecc., saranno capaci di fare il contrario di ciò che hanno fatto
> negli ultimi decenni?
> Qualche dubbio appare legittimo.
> Si tratta di rispolverare il buon Keynes, magari senza interpretarlo
> malignamente col banale deficit spending, alzando drasticamente la base
> monetaria ed abbassando nel contempo il moltiplicatore bancario, per
> contenere M3 e conseguentemente l'inflazione. In questa maniera ci sarebbe
> un certo superamento temporaneo del parametro del 3% deficit/PIL (6), ma
> si uscirebbe pressoché istantaneamente dalla recessione che ci attanaglia,
> a noi italiani, da parecchi anni.
> Gli Stati disporrebbero così di una certa liquidità più che sufficiente
> per ravvivare il malato, anche grazie al moltiplicatore keynesiano. Il
> fenomeno dello spiazzamento (7) si prenderà in considerazione, assai
> volentieri, quando sarà sciolta la prognosi riservata; lo Stato dovrà
> allora ritirarsi ritornando alla politica monetaria più confacente ai
> momenti "normali".
>> Il sommo ha scritto


> La teoria keynesiana è sicuramente conosciuta da tutti i maggiori
> economisti pertanto saà già stata presa in considerazione.
>Quello che pero' è importante valutare sono i diversi contesti creatisi.E'
>vero che di opere pubbliche ve ne è un gran bisogno ma è altrettanto vero
>che oggi il debito pubblico degli stati è molto piu' alto che negli anni
>30.
>E altro fattore fondamentale è lo sbilanciamento commerciale contro gli
>stati uniti.Negli anni 30 il new deal avviò il rinascimento economico con
>una forte spesa pubblica ma e' altrettanto vero che gli usa erano il primo
>esportatore al mondo.
>Oggi e' tutto un po + complesso applicare pari pari quella ricetta.



saluti
> --
> __________________________________
> Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto,
> l'ultimo fiume avvelenato,
> l'ultimo pesce pescato,
> l'ultimo animale libero ucciso...
> Vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
> (Nativi Cree).



  #4  
Vecchio 23-10-2008, 11.42.05
Nino
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Crisi, la soluzione ci sarebbe


Completo:

> Più o meno come la penso io; tranne l'ultima frase.
> Lo Stato non dovrà ritirarsi, altrimenti ci sarà una ricaduta e il bubbone
> riesploderà inevitabilmente.


Perchè la banca non deve essere un'impresa a scopo di lucro senza limiti, ma
è opportuno sia una public utility a lucro regolato. Le sue partecipazioni,
anzichè essere gestite fanfaniamente dal ministero dell'Economia, potrebbero
benissimo esserlo da un'entità professionale che accolga e attui le linee
della politica, senza esserne ostaggio.

Scrive giustamente M. Mucchetti:
Nel 1993 l'Italia smantellò l'IRI perchè l'Istituto aveva un debito di 23
mila miliardi di lire a fronte di un capitale ridotto a 1500 miliardi dalle
perdite delle controllate.
In euro 2007, quel debito vale 16,8 miliardi, meno della metà dei titoli
tossici che la Banca d'Italia potrebbe acquistare adesso, frutto avvelenato
della globalizzazione finanziaria. E delle indecenti e immorali stock
options, che sono erogate da comitati ben remunerati dal remunerando, e sono
quindi la forma contemporanea e legale delle vecchie tangenti.


 

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crisi, sarebbe, soluzione
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