Nel breve giro di tre giorni, un altro bluff del governo è caduto.
Lufthansa scopre le sue carte
"Noi puntiamo al 49 per cento"
"ALITALIA ci interessa molto. Ma noi puntiamo alla maggioranza...".
Wolfgang Mayrhuber va dritto al cuore del problema, quando spiega a Epifani,
Bonanni e Angeletti i progetti di Lufthansa sulla nostra compagnia di
bandiera.
Alle nove del mattino, davanti a una tazza di caffè sorseggiata nella quiete
di Villa Almone, residenza romana dell'ambasciatore tedesco Michael Steiner,
il chairman del colosso tedesco conferma ai leader di Cgil, Cisl e Uil che,
se il governo italiano fosse disponibile, potrebbe acquisire fin da subito
il controllo di Alitalia. "Ci vuole un accordo in tempi rapidi - spiega il
manager - e Lufthansa è pronta a fare la sua parte".
Non tanto e non solo per bruciare la concorrenza di Air France, quanto
piuttosto perché la mitica "cordata italiana" raggruppata sotto le insegne
di Cai, per quanto corroborata dal sofferto accordo con le rappresentanze
dei lavoratori, non avrebbe la "massa critica", in termini di capacità
finanziaria e di potenzialità operativa, per reggere l'urto della
concorrenza globale.
Dunque, nel breve giro di tre giorni, un altro bluff del governo è
finalmente caduto.
Non era affatto vero che "non esistono manifestazioni di
interesse da parte delle compagnie straniere", come Berlusconi ha ripetuto
per giorni e giorni, costringendo il commissario Fantozzi a ripetere lo
stesso bugiardo refrain.
Con l'unico obiettivo (del tutto strumentale) di
mettere le confederazioni con le spalle al muro, e con l'unica pretesa (del
tutto inattuale) di difendere la linea del Piave dell'"italianità",
inopinatamente e irresponsabilmente fissata dal Cavaliere fin dalla campagna
elettorale della scorsa primavera.
Sono bastate poche ore di colloqui nell'ufficio del sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio (prima con Francesco Mengozzi in rappresentanza dei
francesi, poi con lo stesso Mayrhuber in rappresentanza dei tedeschi) a far
venire in campo le due proposte alternative di Air France e di Lufthansa.
Molto diverse l'una dall'altra, ma entrambe molto concrete.
Negli incontri di Palazzo Chigi e di Villa Almone, i tedeschi hanno
riproposto il loro schema di gioco, che contempla due ipotesi. Da un lato,
una partecipazione con la quale Lufthansa si affianca a Cai: "Ma per noi - è
il senso della posizione tedesca - questa è l'ipotesi meno preferibile".
Dall'altro lato, un ingresso nel capitale della nuova compagnia in posizione
di maggioranza relativa, o comunque con una quota che può arrivare o si può
avvicinare al 49%: "E per noi - è la postilla tedesca - questa è una
soluzione di gran lunga migliore".
Mayrhuber spiega ai sindacati perché questa seconda opzione è più
"funzionale". "È inutile che voi, oggi, stiate a discutere dell'italianità e
della non italianità della vostra compagnia di bandiera. Così come sarebbe
inutile che lo facessimo noi tedeschi in casa nostra, o i francesi in casa
loro. Rischiamo di fare una guerra nel pollaio di casa, mentre qui in Europa
presto arriveranno i grandi vettori dell'Estremo Oriente che ci spazzeranno
via".
Per questo l'unica strategia è quella dell'integrazione. E per i tedeschi la
"polpa" buona di Alitalia è oggi una formidabile occasione di integrazione,
dentro un modello di network aereo multi-hub e multi-brand. "Noi siamo
pronti, il piano industriale è pronto". Epifani, Bonanni e Angeletti (e
insieme a loro anche la leader dell'Ugl Renata Polverini) condividono e
appoggiano la proposta Lufthansa, anche nella sua forma più "radicale", cioè
il pieno controllo di Alitalia.
Ma a questo punto, se ci sarà il via libera all'accordo sindacale con Cai
allargato anche a tutte le sigle autonome dei piloti e del personale di
volo, il problema è solo politico. "Ma il governo di cosa ha paura?", è la
domanda congiunta di Mayrhuber e Steiner. "Io sono chairman di Lufthansa -
spiega il primo ai leader sindacali per smitizzare il mantra
dell'italianità - e non sono nemmeno tedesco, sono austriaco. E tutto
sommato nemmeno Lufthansa è poi così tedesca...". Oltre il 51% del suo
capitale è collocato sul mercato, e i primi due azionisti sono la francese
Axa (col 10,56%) e l'inglese Barclays (con il 5,07%).
Solo il premier può sciogliere il nodo. Ma per farlo deve uscire dalla
logica "resistenziale" alla quale ha costretto tutti, a partire da Colaninno
e dai suoi sedicenti "capitani coraggiosi". L'offerta Lufthansa è
preferibile per ragioni economiche. Intanto parte con il consenso di tutte
le sigle, confederali e autonome. E poi, ruotando su una strategia
industriale "a rete integrata" che non contempla l'individuazione di un
unico hub italiano, incontra il consenso politico della Lega e del Nord, che
non devono subire lo smacco del downgrading di Malpensa.
Ma l'opzione tedesca pone un problema politico: obbliga il Cavaliere a una
marcia indietro di fronte agli elettori (ai quali ha giurato che l'Alitalia
sarebbe rimasta italiana) e di fronte ai soci di Cai (ai quali ha promesso
prebende pubbliche in cambio della fiche privata sulla compagnia di
bandiera).
L'offerta Air France è preferibile per ragioni politiche.
Intanto la Francia è presidente di turno della Ue, e al Cavaliere può
convenire l'idea di fare un favore a Sarkozy.
E poi Jean Cyril Spinetta si accontenta di una quota del 10-15%, e in una
prima fase si acconcia ad affiancare Cai in posizione minoritaria, perché
questo gli consente di blindare comunque Alitalia nel patto Sky Team (la cui
eventuale rescissione costerebbe circa 200 milioni di euro alla nostra
compagnia) per poi fagocitarla con tutta calma nel giro di qualche anno.
Ma l'opzione francese sconta un'incognita economica: quanto può reggere lo
schema "Cai più Air France"? La competizione internazionale nel trasporto
aereo sarà feroce, e richiederà investimenti massicci. I soci Cai,
nonostante la buona volontà dimostrata con l'accettazione del lock up che li
obbliga a non cedere le proprie quote di qui a cinque anni, dovranno
rimettere mano pesantemente al portafoglio, per fare cospicue
ricapitalizzazioni molto prima del 2013. E poiché è chiaro che i vari
Aponte, Fratini e Bellavista non avranno né denaro né voglia, a quel punto
Air France avrà buon gioco a conquistare, senza inutili spargimenti di carta
bollata, la maggioranza.
Alla fine, per l'Italia e per l'Alitalia, l'alternativa è semplice.
Per il governo si tratta di scegliere tra una vendita immediata, o una
svendita differita.
Per il Cavaliere si tratta di scegliere tra un insano, autarchico
provincialismo e un sano, realistico europeismo.
"pirex" <mokena@pakita.sus> ha scritto nel messaggio
news:JKRDk.160379$FR.447173@twister1.libero.it...
> Lufthansa scopre le sue carte
> "Noi puntiamo al 49 per cento"
> "ALITALIA ci interessa molto. Ma noi puntiamo alla maggioranza...".
> Wolfgang Mayrhuber va dritto al cuore del problema, quando spiega a
> Epifani,
> Bonanni e Angeletti i progetti di Lufthansa sulla nostra compagnia di
> bandiera.
> Alle nove del mattino, davanti a una tazza di caffè sorseggiata nella
> quiete
> di Villa Almone, residenza romana dell'ambasciatore tedesco Michael
> Steiner,
> il chairman del colosso tedesco conferma ai leader di Cgil, Cisl e Uil
> che,
> se il governo italiano fosse disponibile, potrebbe acquisire fin da subito
> il controllo di Alitalia. "Ci vuole un accordo in tempi rapidi - spiega il
> manager - e Lufthansa è pronta a fare la sua parte".
> Non tanto e non solo per bruciare la concorrenza di Air France, quanto
> piuttosto perché la mitica "cordata italiana" raggruppata sotto le insegne
> di Cai, per quanto corroborata dal sofferto accordo con le rappresentanze
> dei lavoratori, non avrebbe la "massa critica", in termini di capacità
> finanziaria e di potenzialità operativa, per reggere l'urto della
> concorrenza globale.
> Dunque, nel breve giro di tre giorni, un altro bluff del governo è
> finalmente caduto.
> Non era affatto vero che "non esistono manifestazioni di
> interesse da parte delle compagnie straniere", come Berlusconi ha ripetuto
> per giorni e giorni, costringendo il commissario Fantozzi a ripetere lo
> stesso bugiardo refrain.
> Con l'unico obiettivo (del tutto strumentale) di
> mettere le confederazioni con le spalle al muro, e con l'unica pretesa
> (del
> tutto inattuale) di difendere la linea del Piave dell'"italianità",
> inopinatamente e irresponsabilmente fissata dal Cavaliere fin dalla
> campagna
> elettorale della scorsa primavera.
> Sono bastate poche ore di colloqui nell'ufficio del sottosegretario alla
> Presidenza del Consiglio (prima con Francesco Mengozzi in rappresentanza
> dei
> francesi, poi con lo stesso Mayrhuber in rappresentanza dei tedeschi) a
> far
> venire in campo le due proposte alternative di Air France e di Lufthansa.
> Molto diverse l'una dall'altra, ma entrambe molto concrete.
> Negli incontri di Palazzo Chigi e di Villa Almone, i tedeschi hanno
> riproposto il loro schema di gioco, che contempla due ipotesi. Da un lato,
> una partecipazione con la quale Lufthansa si affianca a Cai: "Ma per noi -
> è
> il senso della posizione tedesca - questa è l'ipotesi meno preferibile".
> Dall'altro lato, un ingresso nel capitale della nuova compagnia in
> posizione
> di maggioranza relativa, o comunque con una quota che può arrivare o si
> può
> avvicinare al 49%: "E per noi - è la postilla tedesca - questa è una
> soluzione di gran lunga migliore".
> Mayrhuber spiega ai sindacati perché questa seconda opzione è più
> "funzionale". "È inutile che voi, oggi, stiate a discutere dell'italianità
> e
> della non italianità della vostra compagnia di bandiera. Così come sarebbe
> inutile che lo facessimo noi tedeschi in casa nostra, o i francesi in casa
> loro. Rischiamo di fare una guerra nel pollaio di casa, mentre qui in
> Europa
> presto arriveranno i grandi vettori dell'Estremo Oriente che ci
> spazzeranno
> via".
> Per questo l'unica strategia è quella dell'integrazione. E per i tedeschi
> la
> "polpa" buona di Alitalia è oggi una formidabile occasione di
> integrazione,
> dentro un modello di network aereo multi-hub e multi-brand. "Noi siamo
> pronti, il piano industriale è pronto". Epifani, Bonanni e Angeletti (e
> insieme a loro anche la leader dell'Ugl Renata Polverini) condividono e
> appoggiano la proposta Lufthansa, anche nella sua forma più "radicale",
> cioè
> il pieno controllo di Alitalia.
> Ma a questo punto, se ci sarà il via libera all'accordo sindacale con Cai
> allargato anche a tutte le sigle autonome dei piloti e del personale di
> volo, il problema è solo politico. "Ma il governo di cosa ha paura?", è la
> domanda congiunta di Mayrhuber e Steiner. "Io sono chairman di Lufthansa -
> spiega il primo ai leader sindacali per smitizzare il mantra
> dell'italianità - e non sono nemmeno tedesco, sono austriaco. E tutto
> sommato nemmeno Lufthansa è poi così tedesca...". Oltre il 51% del suo
> capitale è collocato sul mercato, e i primi due azionisti sono la francese
> Axa (col 10,56%) e l'inglese Barclays (con il 5,07%).
> Solo il premier può sciogliere il nodo. Ma per farlo deve uscire dalla
> logica "resistenziale" alla quale ha costretto tutti, a partire da
> Colaninno
> e dai suoi sedicenti "capitani coraggiosi". L'offerta Lufthansa è
> preferibile per ragioni economiche. Intanto parte con il consenso di tutte
> le sigle, confederali e autonome. E poi, ruotando su una strategia
> industriale "a rete integrata" che non contempla l'individuazione di un
> unico hub italiano, incontra il consenso politico della Lega e del Nord,
> che
> non devono subire lo smacco del downgrading di Malpensa.
> Ma l'opzione tedesca pone un problema politico: obbliga il Cavaliere a una
> marcia indietro di fronte agli elettori (ai quali ha giurato che
> l'Alitalia
> sarebbe rimasta italiana) e di fronte ai soci di Cai (ai quali ha promesso
> prebende pubbliche in cambio della fiche privata sulla compagnia di
> bandiera).
> L'offerta Air France è preferibile per ragioni politiche.
> Intanto la Francia è presidente di turno della Ue, e al Cavaliere può
> convenire l'idea di fare un favore a Sarkozy.
> E poi Jean Cyril Spinetta si accontenta di una quota del 10-15%, e in una
> prima fase si acconcia ad affiancare Cai in posizione minoritaria, perché
> questo gli consente di blindare comunque Alitalia nel patto Sky Team (la
> cui
> eventuale rescissione costerebbe circa 200 milioni di euro alla nostra
> compagnia) per poi fagocitarla con tutta calma nel giro di qualche anno.
> Ma l'opzione francese sconta un'incognita economica: quanto può reggere lo
> schema "Cai più Air France"? La competizione internazionale nel trasporto
> aereo sarà feroce, e richiederà investimenti massicci. I soci Cai,
> nonostante la buona volontà dimostrata con l'accettazione del lock up che
> li
> obbliga a non cedere le proprie quote di qui a cinque anni, dovranno
> rimettere mano pesantemente al portafoglio, per fare cospicue
> ricapitalizzazioni molto prima del 2013. E poiché è chiaro che i vari
> Aponte, Fratini e Bellavista non avranno né denaro né voglia, a quel punto
> Air France avrà buon gioco a conquistare, senza inutili spargimenti di
> carta
> bollata, la maggioranza.
> Alla fine, per l'Italia e per l'Alitalia, l'alternativa è semplice.
> Per il governo si tratta di scegliere tra una vendita immediata, o una
> svendita differita.
> Per il Cavaliere si tratta di scegliere tra un insano, autarchico
> provincialismo e un sano, realistico europeismo.
Non agitarti pirex.
Berlusconi ha vinto la battaglia tra lui e il cinematografaro fallito /
comunista Veltroni.
Tutto il resto sono solo balle e bile.
Guarda che la bile colora la pelle di verde e potresti essere scambiato per
un leghista convinto.
Il che non credo che piaccia a un comunistello come te.
kappa
Re: Nel breve giro di tre giorni, un altro bluff del governo è caduto.
"kappa" <k@k.it> ha scritto nel messaggio
news:48dfeba9$0$18155$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
> "pirex" <mokena@pakita.sus> ha scritto nel messaggio
> news:JKRDk.160379$FR.447173@twister1.libero.it...
>> Lufthansa scopre le sue carte
>> "Noi puntiamo al 49 per cento"
>>>> "ALITALIA ci interessa molto. Ma noi puntiamo alla maggioranza...".
>> Wolfgang Mayrhuber va dritto al cuore del problema, quando spiega a
>> Epifani,
>> Bonanni e Angeletti i progetti di Lufthansa sulla nostra compagnia di
>> bandiera.
>> Alle nove del mattino, davanti a una tazza di caffè sorseggiata nella
>> quiete
>> di Villa Almone, residenza romana dell'ambasciatore tedesco Michael
>> Steiner,
>> il chairman del colosso tedesco conferma ai leader di Cgil, Cisl e Uil
>> che,
>> se il governo italiano fosse disponibile, potrebbe acquisire fin da
>> subito
>> il controllo di Alitalia. "Ci vuole un accordo in tempi rapidi - spiega
>> il
>> manager - e Lufthansa è pronta a fare la sua parte".
>>> Non tanto e non solo per bruciare la concorrenza di Air France, quanto
>> piuttosto perché la mitica "cordata italiana" raggruppata sotto le
>> insegne
>> di Cai, per quanto corroborata dal sofferto accordo con le rappresentanze
>> dei lavoratori, non avrebbe la "massa critica", in termini di capacità
>> finanziaria e di potenzialità operativa, per reggere l'urto della
>> concorrenza globale.
>>> Dunque, nel breve giro di tre giorni, un altro bluff del governo è
>> finalmente caduto.
>> Non era affatto vero che "non esistono manifestazioni di
>> interesse da parte delle compagnie straniere", come Berlusconi ha
>> ripetuto
>> per giorni e giorni, costringendo il commissario Fantozzi a ripetere lo
>> stesso bugiardo refrain.
>> Con l'unico obiettivo (del tutto strumentale) di
>> mettere le confederazioni con le spalle al muro, e con l'unica pretesa
>> (del
>> tutto inattuale) di difendere la linea del Piave dell'"italianità",
>> inopinatamente e irresponsabilmente fissata dal Cavaliere fin dalla
>> campagna
>> elettorale della scorsa primavera.
>>>> Sono bastate poche ore di colloqui nell'ufficio del sottosegretario alla
>> Presidenza del Consiglio (prima con Francesco Mengozzi in rappresentanza
>> dei
>> francesi, poi con lo stesso Mayrhuber in rappresentanza dei tedeschi) a
>> far
>> venire in campo le due proposte alternative di Air France e di Lufthansa.
>> Molto diverse l'una dall'altra, ma entrambe molto concrete.
>>> Negli incontri di Palazzo Chigi e di Villa Almone, i tedeschi hanno
>> riproposto il loro schema di gioco, che contempla due ipotesi. Da un
>> lato,
>> una partecipazione con la quale Lufthansa si affianca a Cai: "Ma per
>> noi - è
>> il senso della posizione tedesca - questa è l'ipotesi meno preferibile".
>> Dall'altro lato, un ingresso nel capitale della nuova compagnia in
>> posizione
>> di maggioranza relativa, o comunque con una quota che può arrivare o si
>> può
>> avvicinare al 49%: "E per noi - è la postilla tedesca - questa è una
>> soluzione di gran lunga migliore".
>>> Mayrhuber spiega ai sindacati perché questa seconda opzione è più
>> "funzionale". "È inutile che voi, oggi, stiate a discutere
>> dell'italianità e
>> della non italianità della vostra compagnia di bandiera. Così come
>> sarebbe
>> inutile che lo facessimo noi tedeschi in casa nostra, o i francesi in
>> casa
>> loro. Rischiamo di fare una guerra nel pollaio di casa, mentre qui in
>> Europa
>> presto arriveranno i grandi vettori dell'Estremo Oriente che ci
>> spazzeranno
>> via".
>>> Per questo l'unica strategia è quella dell'integrazione. E per i tedeschi
>> la
>> "polpa" buona di Alitalia è oggi una formidabile occasione di
>> integrazione,
>> dentro un modello di network aereo multi-hub e multi-brand. "Noi siamo
>> pronti, il piano industriale è pronto". Epifani, Bonanni e Angeletti (e
>> insieme a loro anche la leader dell'Ugl Renata Polverini) condividono e
>> appoggiano la proposta Lufthansa, anche nella sua forma più "radicale",
>> cioè
>> il pieno controllo di Alitalia.
>>> Ma a questo punto, se ci sarà il via libera all'accordo sindacale con Cai
>> allargato anche a tutte le sigle autonome dei piloti e del personale di
>> volo, il problema è solo politico. "Ma il governo di cosa ha paura?", è
>> la
>> domanda congiunta di Mayrhuber e Steiner. "Io sono chairman di
>> Lufthansa -
>> spiega il primo ai leader sindacali per smitizzare il mantra
>> dell'italianità - e non sono nemmeno tedesco, sono austriaco. E tutto
>> sommato nemmeno Lufthansa è poi così tedesca...". Oltre il 51% del suo
>> capitale è collocato sul mercato, e i primi due azionisti sono la
>> francese
>> Axa (col 10,56%) e l'inglese Barclays (con il 5,07%).
>>> Solo il premier può sciogliere il nodo. Ma per farlo deve uscire dalla
>> logica "resistenziale" alla quale ha costretto tutti, a partire da
>> Colaninno
>> e dai suoi sedicenti "capitani coraggiosi". L'offerta Lufthansa è
>> preferibile per ragioni economiche. Intanto parte con il consenso di
>> tutte
>> le sigle, confederali e autonome. E poi, ruotando su una strategia
>> industriale "a rete integrata" che non contempla l'individuazione di un
>> unico hub italiano, incontra il consenso politico della Lega e del Nord,
>> che
>> non devono subire lo smacco del downgrading di Malpensa.
>>> Ma l'opzione tedesca pone un problema politico: obbliga il Cavaliere a
>> una
>> marcia indietro di fronte agli elettori (ai quali ha giurato che
>> l'Alitalia
>> sarebbe rimasta italiana) e di fronte ai soci di Cai (ai quali ha
>> promesso
>> prebende pubbliche in cambio della fiche privata sulla compagnia di
>> bandiera).
>>> L'offerta Air France è preferibile per ragioni politiche.
>> Intanto la Francia è presidente di turno della Ue, e al Cavaliere può
>> convenire l'idea di fare un favore a Sarkozy.
>> E poi Jean Cyril Spinetta si accontenta di una quota del 10-15%, e in una
>> prima fase si acconcia ad affiancare Cai in posizione minoritaria, perché
>> questo gli consente di blindare comunque Alitalia nel patto Sky Team (la
>> cui
>> eventuale rescissione costerebbe circa 200 milioni di euro alla nostra
>> compagnia) per poi fagocitarla con tutta calma nel giro di qualche anno.
>>> Ma l'opzione francese sconta un'incognita economica: quanto può reggere
>> lo
>> schema "Cai più Air France"? La competizione internazionale nel trasporto
>> aereo sarà feroce, e richiederà investimenti massicci. I soci Cai,
>> nonostante la buona volontà dimostrata con l'accettazione del lock up che
>> li
>> obbliga a non cedere le proprie quote di qui a cinque anni, dovranno
>> rimettere mano pesantemente al portafoglio, per fare cospicue
>> ricapitalizzazioni molto prima del 2013. E poiché è chiaro che i vari
>> Aponte, Fratini e Bellavista non avranno né denaro né voglia, a quel
>> punto
>> Air France avrà buon gioco a conquistare, senza inutili spargimenti di
>> carta
>> bollata, la maggioranza.
>>> Alla fine, per l'Italia e per l'Alitalia, l'alternativa è semplice.
>> Per il governo si tratta di scegliere tra una vendita immediata, o una
>> svendita differita.
>> Per il Cavaliere si tratta di scegliere tra un insano, autarchico
>> provincialismo e un sano, realistico europeismo.
> Non agitarti pirex.
> Berlusconi ha vinto la battaglia tra lui e il cinematografaro fallito /
> comunista Veltroni.
> Tutto il resto sono solo balle e bile.
> Guarda che la bile colora la pelle di verde e potresti essere scambiato
> per un leghista convinto.
> Il che non credo che piaccia a un comunistello come te.
> kappa
>>
La tua demenza ti impedisce ogni valutazione.
In quanto alla bile puoi stare tranquillo, non sarà un rimbambito come gelo
balzerotto a farmi perdere il sonno.
Lufthansa, preferita dalla Lega Nord, da buona parte dei politici del Nord e
della Pdl perché ha sempre detto che il mercato che vuole sviluppare è
quello intorno a Malpensa, aspira però ad avere oltre il 40% della società.
E questa è una quota che le assegnerebbe chiaramente uno schiacciante ruolo
guida, fin dal primo momento.
E' ciò che non vuole il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.....
(Da Il Sole 24 ore)
"pirex" <mokena@pakita.sus> ha scritto nel messaggio
news:bnSDk.160433$FR.447204@twister1.libero.it...
> "kappa" <k@k.it> ha scritto nel messaggio
> news:48dfeba9$0$18155$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
>>>> "pirex" <mokena@pakita.sus> ha scritto nel messaggio
>> news:JKRDk.160379$FR.447173@twister1.libero.it...
>>> Lufthansa scopre le sue carte
>>> "Noi puntiamo al 49 per cento"
>>>>>>> "ALITALIA ci interessa molto. Ma noi puntiamo alla maggioranza...".
>>> Wolfgang Mayrhuber va dritto al cuore del problema, quando spiega a
>>> Epifani,
>>> Bonanni e Angeletti i progetti di Lufthansa sulla nostra compagnia di
>>> bandiera.
>>> Alle nove del mattino, davanti a una tazza di caffè sorseggiata nella
>>> quiete
>>> di Villa Almone, residenza romana dell'ambasciatore tedesco Michael
>>> Steiner,
>>> il chairman del colosso tedesco conferma ai leader di Cgil, Cisl e Uil
>>> che,
>>> se il governo italiano fosse disponibile, potrebbe acquisire fin da
>>> subito
>>> il controllo di Alitalia. "Ci vuole un accordo in tempi rapidi - spiega
>>> il
>>> manager - e Lufthansa è pronta a fare la sua parte".
>>>>> Non tanto e non solo per bruciare la concorrenza di Air France, quanto
>>> piuttosto perché la mitica "cordata italiana" raggruppata sotto le
>>> insegne
>>> di Cai, per quanto corroborata dal sofferto accordo con le
>>> rappresentanze
>>> dei lavoratori, non avrebbe la "massa critica", in termini di capacità
>>> finanziaria e di potenzialità operativa, per reggere l'urto della
>>> concorrenza globale.
>>>>> Dunque, nel breve giro di tre giorni, un altro bluff del governo è
>>> finalmente caduto.
>>> Non era affatto vero che "non esistono manifestazioni di
>>> interesse da parte delle compagnie straniere", come Berlusconi ha
>>> ripetuto
>>> per giorni e giorni, costringendo il commissario Fantozzi a ripetere lo
>>> stesso bugiardo refrain.
>>> Con l'unico obiettivo (del tutto strumentale) di
>>> mettere le confederazioni con le spalle al muro, e con l'unica pretesa
>>> (del
>>> tutto inattuale) di difendere la linea del Piave dell'"italianità",
>>> inopinatamente e irresponsabilmente fissata dal Cavaliere fin dalla
>>> campagna
>>> elettorale della scorsa primavera.
>>>>>>> Sono bastate poche ore di colloqui nell'ufficio del sottosegretario alla
>>> Presidenza del Consiglio (prima con Francesco Mengozzi in rappresentanza
>>> dei
>>> francesi, poi con lo stesso Mayrhuber in rappresentanza dei tedeschi) a
>>> far
>>> venire in campo le due proposte alternative di Air France e di
>>> Lufthansa.
>>> Molto diverse l'una dall'altra, ma entrambe molto concrete.
>>>>> Negli incontri di Palazzo Chigi e di Villa Almone, i tedeschi hanno
>>> riproposto il loro schema di gioco, che contempla due ipotesi. Da un
>>> lato,
>>> una partecipazione con la quale Lufthansa si affianca a Cai: "Ma per
>>> noi - è
>>> il senso della posizione tedesca - questa è l'ipotesi meno preferibile".
>>> Dall'altro lato, un ingresso nel capitale della nuova compagnia in
>>> posizione
>>> di maggioranza relativa, o comunque con una quota che può arrivare o si
>>> può
>>> avvicinare al 49%: "E per noi - è la postilla tedesca - questa è una
>>> soluzione di gran lunga migliore".
>>>>> Mayrhuber spiega ai sindacati perché questa seconda opzione è più
>>> "funzionale". "È inutile che voi, oggi, stiate a discutere
>>> dell'italianità e
>>> della non italianità della vostra compagnia di bandiera. Così come
>>> sarebbe
>>> inutile che lo facessimo noi tedeschi in casa nostra, o i francesi in
>>> casa
>>> loro. Rischiamo di fare una guerra nel pollaio di casa, mentre qui in
>>> Europa
>>> presto arriveranno i grandi vettori dell'Estremo Oriente che ci
>>> spazzeranno
>>> via".
>>>>> Per questo l'unica strategia è quella dell'integrazione. E per i
>>> tedeschi la
>>> "polpa" buona di Alitalia è oggi una formidabile occasione di
>>> integrazione,
>>> dentro un modello di network aereo multi-hub e multi-brand. "Noi siamo
>>> pronti, il piano industriale è pronto". Epifani, Bonanni e Angeletti (e
>>> insieme a loro anche la leader dell'Ugl Renata Polverini) condividono e
>>> appoggiano la proposta Lufthansa, anche nella sua forma più "radicale",
>>> cioè
>>> il pieno controllo di Alitalia.
>>>>> Ma a questo punto, se ci sarà il via libera all'accordo sindacale con
>>> Cai
>>> allargato anche a tutte le sigle autonome dei piloti e del personale di
>>> volo, il problema è solo politico. "Ma il governo di cosa ha paura?", è
>>> la
>>> domanda congiunta di Mayrhuber e Steiner. "Io sono chairman di
>>> Lufthansa -
>>> spiega il primo ai leader sindacali per smitizzare il mantra
>>> dell'italianità - e non sono nemmeno tedesco, sono austriaco. E tutto
>>> sommato nemmeno Lufthansa è poi così tedesca...". Oltre il 51% del suo
>>> capitale è collocato sul mercato, e i primi due azionisti sono la
>>> francese
>>> Axa (col 10,56%) e l'inglese Barclays (con il 5,07%).
>>>>> Solo il premier può sciogliere il nodo. Ma per farlo deve uscire dalla
>>> logica "resistenziale" alla quale ha costretto tutti, a partire da
>>> Colaninno
>>> e dai suoi sedicenti "capitani coraggiosi". L'offerta Lufthansa è
>>> preferibile per ragioni economiche. Intanto parte con il consenso di
>>> tutte
>>> le sigle, confederali e autonome. E poi, ruotando su una strategia
>>> industriale "a rete integrata" che non contempla l'individuazione di un
>>> unico hub italiano, incontra il consenso politico della Lega e del Nord,
>>> che
>>> non devono subire lo smacco del downgrading di Malpensa.
>>>>> Ma l'opzione tedesca pone un problema politico: obbliga il Cavaliere a
>>> una
>>> marcia indietro di fronte agli elettori (ai quali ha giurato che
>>> l'Alitalia
>>> sarebbe rimasta italiana) e di fronte ai soci di Cai (ai quali ha
>>> promesso
>>> prebende pubbliche in cambio della fiche privata sulla compagnia di
>>> bandiera).
>>>>> L'offerta Air France è preferibile per ragioni politiche.
>>> Intanto la Francia è presidente di turno della Ue, e al Cavaliere può
>>> convenire l'idea di fare un favore a Sarkozy.
>>> E poi Jean Cyril Spinetta si accontenta di una quota del 10-15%, e in
>>> una
>>> prima fase si acconcia ad affiancare Cai in posizione minoritaria,
>>> perché
>>> questo gli consente di blindare comunque Alitalia nel patto Sky Team (la
>>> cui
>>> eventuale rescissione costerebbe circa 200 milioni di euro alla nostra
>>> compagnia) per poi fagocitarla con tutta calma nel giro di qualche anno.
>>>>> Ma l'opzione francese sconta un'incognita economica: quanto può reggere
>>> lo
>>> schema "Cai più Air France"? La competizione internazionale nel
>>> trasporto
>>> aereo sarà feroce, e richiederà investimenti massicci. I soci Cai,
>>> nonostante la buona volontà dimostrata con l'accettazione del lock up
>>> che li
>>> obbliga a non cedere le proprie quote di qui a cinque anni, dovranno
>>> rimettere mano pesantemente al portafoglio, per fare cospicue
>>> ricapitalizzazioni molto prima del 2013. E poiché è chiaro che i vari
>>> Aponte, Fratini e Bellavista non avranno né denaro né voglia, a quel
>>> punto
>>> Air France avrà buon gioco a conquistare, senza inutili spargimenti di
>>> carta
>>> bollata, la maggioranza.
>>>>> Alla fine, per l'Italia e per l'Alitalia, l'alternativa è semplice.
>>> Per il governo si tratta di scegliere tra una vendita immediata, o una
>>> svendita differita.
>>> Per il Cavaliere si tratta di scegliere tra un insano, autarchico
>>> provincialismo e un sano, realistico europeismo.
>>> Non agitarti pirex.
>> Berlusconi ha vinto la battaglia tra lui e il cinematografaro fallito /
>> comunista Veltroni.
>> Tutto il resto sono solo balle e bile.
>> Guarda che la bile colora la pelle di verde e potresti essere scambiato
>> per un leghista convinto.
>> Il che non credo che piaccia a un comunistello come te.
>> kappa
>>>>> La tua demenza ti impedisce ogni valutazione.
> In quanto alla bile puoi stare tranquillo, non sarà un rimbambito come
> gelo balzerotto a farmi perdere il sonno.
Hai perso il tuo falso aplomb ?
Vedo che ti è rimasto solo l' insulto.
kappa
PS
Vado ad archiviare il tuo post e lo aggiungo agli altri, scritti con gli
altri tuoi nick.
Capito l' antifona WOODSTOCK ?