Passaparola 22 settembre 2008 (di Marco Travaglio)
Mills giudicato, Berlusconi condannato
Oggi avrei dovuto parlare ancora di Alitalia, ma ne parleremo già
Giovedì ad
Annozero, quando ripartiremo, su RaiDue, e avremo modo di rifletterci.
Oggi
vorrei parlare di una questione che lega Israele all'Italia. Forse
perché ho
sentito dire, in coda a qualche telegiornale, che si è dimesso il Primo
Ministro Olmert, come aveva promesso.
Olmert era sotto indagine per, dicono i giornali, corruzione. In realtà
in
Israele il reato di finanziamento illecito e corruzione è lo stesso
quindi
lui è accusato di avere preso dei soldi senza registrarli nei bilanci
della
sua campagna elettorale.
E' stato accusato dopo essere diventato Premier di Israele in seguito
all'ictus che ha colpito il precedente Premier Ariel Sharon. Non è stato
ancora rinviato a giudizio, cioè non è stato ancora formalmente
incriminato,
è già stato interrogato tre volte e ogni volta si è precipitato dai
magistrati.
Alla fine ha deciso che in quella situazione non poteva più restare
presidente del Consiglio dello Stato di Israele, ha annunciato le sue
dimissione e adesso, puntualmente, le ha date e verrà sostituito dal suo
ministro donna Tzipi Livni.
Perché parlo di Olmert? Perché quest'estate è accaduta una cosa inversa
in
Italia: come al solito, da noi, a situazioni simili conseguono risultati
dissimili, anzi opposti.
Berlusconi, imputato - lui si rinviato a giudizio, già in fase avanzata
nel
dibattimento di primo grado per corruzione giudiziaria di un testimone,
l'inglese David Mills -, indagato per avere comprato o tentato di
comprare
dei senatori del centrosinistra un anno fa.
Imputato con richiesta di rinvio a giudizio per avere comprato i
servigi di
un dirigente della RAI cioè dell'azienda concorrente, che sarebbe anche
pagata da noi, rispetto alla sua a sua volta rinviato a giudizio in un
altro
processo per frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita
- il
processo dei diritti Mediaset, quello in cui gli si contesta di avere
gonfiato a dismisura il prezzo reale di decine e decine di film
comprati in
America, non direttamente dalle sue aziende ma fatte acquistare da
società
occulte del comparto Offshore della Fininvest che se le passavano l'una
con
l'altra e ogni volta che il film passava da una società occulta
all'altra
aumentava il prezzo.
Alla fine questa panna montata del surplus rispetto al prezzo reale
finiva,
secondo l'accusa, nelle tasche del Cavaliere e dei suoi familiari.
Bene, un signore in queste condizioni - due processi in corso al
Tribunale e
due udienze preliminari in corso tra Napoli e Roma per non parlare di
tutto
il pregresso cioè delle sei prescrizioni, delle due assoluzioni in base
alla
depenalizzazione del reato di falso in bilancio fatto da lui... lasciamo
perdere... un signore in quelle condizioni ha deciso anche lui che non
era
opportuno che un Presidente del Consiglio avesse delle indagini e dei
processi in corso.
Solo che invece di andarsene lui, ha cancellato i processi in corso con
il
Lodo Alfano.
In Israele non hanno avuto la stessa idea, ad Olmert non è venuto in
mente
di fare un Lodo Olmert per abolire le indagini a suo carico: ha pensato
bene
che un Premier indagato se ne dovesse andare lui.
E' andato in televisione, ha fatto un discorso, si è rivolto agli
elettori
del suo partito, ha detto: "Io sono innocente, intendo dimostrarlo
davanti
ai giudici, ma voglio dimostrarlo senza lo scudo del mio incarico
pubblico,
perché potrebbe intimidire i giudici".
Anzi ha concluso con queste parole: "Sono orgoglioso di avere guidato un
Paese democratico nel quale la Polizia e la magistratura indagano
liberamente sul capo del governo senza alcun condizionamento."
Queste parole andrebbero scolpite a caratteri cubitali aurei su Palazzo
Chigi, Palazzo Madama, Montecitorio e anche al Quirinale dove sappiamo
che
il lodo Alfano è stato firmato in fretta e furia dal nostro Capo dello
Stato
che, curiosamente, è anche il garante supremo della Costituzione e che
però,
evidentemente, quel giorno lì era un po' meno garante dell'articolo 3,
visto
che l'articolo 3 stabilisce che tutti i cittadini sono uguali dinanzi
alla
legge senza distinzioni nemmeno di condizioni sociali e personali.
E il Lodo Alfano stabilisce che ci sono quattro persone che proprio per
le
loro condizioni personali e sociali sono invece non più soggetti alla
legge
comune e alla legge penale.
Due situazioni simili, sebbene quella di Olmert fosse per un reato
molto più
lieve, fosse un'inchiesta nata dopo che lui era diventato Presidente del
Consiglio e fosse comunque in un Paese tutt'ora in guerra, che rischia
da un
momento all'altro un attacco dall'Iran o da qualche altro dei numerosi
nemici che ha tutt'intorno ed è impegnato in un processo di pace con i
palestinesi che forse potrebbe anche arrivare ad una buona conclusione.
Avrebbe avuto tutti gli alibi per dire "Io rimango" in attesa di vedere
come
va il processo, invece Olmert se n'è andato e in Italia se n'è andato il
processo.
A questo punto ci hanno detto che Berlusconi è libero da distrazioni,
non ha
più impegni anche se lui non aveva nessun impegno nemmeno prima perché
non
ha mai messo piede in Tribunale in questi due processi. Finalmente
penserà
agli italiani.
Non pare che sia così. Il Lodo separa le sue sorti da quelle dei suoi
coimputati, il processo ai coimputati va avanti, per quanto riguarda lui
viene congelato in attesa che il Tribunale faccia eccezione di
incostituzionalità davanti alla Corte e la Corte risponda se il Lodo è
o non
è costituzionale.
Dovesse non esserlo, come pare non sia, Berlusconi tornerebbe imputato
ma
davanti ad altri giudici rispetto a quelli che lo stanno giudicando
adesso
proprio perché si presume che gli altri, nel frattempo, siano andati
avanti
nel giudicare i coimputati quindi, sia che li abbiano ritenuti
colpevoli sia
innocenti si saranno già pronunciati sui fatti e indirettamente su di
lui,
divenendo così incompatibili a giudicare lui.
Quindi lui i giudici che lo stavano giudicando fino a luglio, quando è
passato il Lodo, non li vedrà più in faccia, ne arriveranno degli
altri. E
allora? Allora dovrebbe stare tranquillo.
Dovrebbe pensare ai problemi del Paese. Quello che ci era stato
raccontato.
In realtà non è così.
Non è così perché, abbiamo letto venti giorni fa, che i suoi avvocati
hanno
reiterato in Cassazione al ricusazione contro la presidente del
Tribunale
che lo sta giudicando nel processo Mills, Nicoletta Gandus. Uno dice,
ma che
gli frega a lui di Nicoletta Gandus se ormai potrà giudicare soltanto
David
Mills, il suo coimputato nel processo Berlusconi-Mills?
Lui non la vedrà più e se mai tornerà imputato in quel processo il
Presidente sarà un altro... e allora perché ricusa un giudice che non
può
più giudicare lui?
Perché si occupa di un processo nel quale lui non c'è più? La risposta è
molto semplice: gli imputati sono due, la corruzione si fa in due, uno
paga
l'altro prende, uno compra e l'altro vende.
Cosa avrebbe venduto Mills a Berlusconi in cambio di 600.000 dollari,
secondo la procura di Milano e secondo il GIP che ha rinviato a giudizio
entrambi? Ha venduto due testimonianze.
Chiamato nel '97-'98 dal Tribunale di Milano a testimoniare nei processi
sulla Fininvest, tangenti alla guardia di finanza, fondi neri All
Iberian,
Mills, che era il consulente estero del gruppo, quello che ha creato le
società offshore, sarebbe andato lì e avrebbe detto un quarto, un
quinto, un
decimo, un centesimo di quello che sapeva.
Chi lo dice, le "toghe rosse"? No, lo dice Mills in una lettera che ha
scritto nel 2004 al suo commercialista inglese, Bob Drennan. Gli ha
detto:
"Il modo in cui avevo reso la mia testimonianza - non ho mentito ma ho
superato curve pericolose - tenne Mr. B. fuori dai guai nei quali
l'avrei
gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo".
Ha giurato di dire "tutta la verità, nient'altro che la verità, lo
giuro",
dopodiché ha detto pochissimo perché se avesse detto tutto, scrive lui
al
suo commercialista, l'avrebbe cacciato in un mare di guai.
"Alla fine del 1999 mi fu detto - cioè l'anno dopo le testimonianze
reticenti o false - che avrei ricevuto dei soldi a titolo di prestito a
lungo termine - che lui peraltro non ha mai restituito - o di regalo,
600.000 dollari".
Perché lo scrive al suo commercialista? Perché lui quei soldi non li
poteva
giustificare. Mr. B. gli fa avere tramite un manager, Bernasconi, che
oggi è
morto, 600.000 dollari in Svizzera, di nascosto, in nero, extrabilancio,
fuori busta. Lui come fa a dichiararli al fisco? Dovrebbe dire perché
li ha
avuti, dovrebbe dire "Sono un testimone comprato".
Questa è il corrispettivo della mia testimonianza reticente. Dovrebbe
confessare dei reati.
Quindi cosa fa? Non li dichiara al fisco e li dichiara al suo
commercialista
perché teme che nelle indagini sui diritti Mediaset quando gli vanno a
perquisire l'ufficio i magistrati scoprano tracce di questi fondi neri.
Il bello è quello che succede dopo: capita, a volte, che un evasore
fiscale
confessi di aver evaso il fisco al suo commercialista. In Italia il
commercialista gli spiega come fare a nascondere il tutto, in
Inghilterra il
commercialista denuncia il cliente David Mills al fisco e le carte
arrivano
alla procura di Milano.
Tipico anche in Italia, immaginate un commercialista che denuncia il suo
cliente! Immediatamente perderebbe tutta la clientela.
Invece il commercialista Bob Drennan viene sentito dalla procura di
Milano e
dice "certo, ci parve tutto molto strano! A che titolo Mills riceveva
soldi
da Berlusconi? Era per caso il suo figlio adottivo?". E aggiunge ancora
Drennan: "In quella dichiarazione c'era un collegamento sufficiente che
mi
indusse a credere che io avessi il dovere di riportare la questione a
Clyde
Merclue, funzionario del Serious Frode Office, cioè l'ufficio antifrode
fiscale di Sua Maestà britannica, per lasciargli decidere se il
collegamento
tra il denaro e quelle testimonianze reticenti esistesse".
Anche Becker, socio di studio di Drennan, conferma: "Lessi la lettera di
Mills, Drennan mi chiese quale fosse la mia reazione e io gliela dissi.
Concludemmo che non c'era altra scelta che riportarne integralmente i
contenuti all'antifrode".
Così nasce il processo Mills, e perché Berlusconi è così preoccupato
anche
se nel processo non c'è più? Perché c'è rimasto Mills.
Quello che nell'ipotesi d'accusa ha preso i soldi da lui. Cosa possono
fare
i giudici con una prova del genere? Carta canta, c'è la prova scritta
ufficiale, sequestrata dai magistrati di Milano con la firma di David
Mills
al suo commercialista.
E poi, c'è il verbale in cui Mills, chiamato dalla procura di Milano
quando
gli mettono sotto il naso la lettera, cade dalle nuvole perché mai più
avrebbe pensato che quella sua lettera sarebbe finita nelle mani dei
magistrati di Milano ed è costretto a confessare "Si quella lettera l'ho
scritta io".
Naturalmente, quando si viene a sapere che ha parlato ed è stata
trovata la
lettera, ritorna alla chetichella alla procura di Milano e tenta
penosamente
di ritrattare dicendo "no, ma quelli non erano soldi di Berlusconi".
Addirittura si inventano che ha tirato in ballo Berlusconi per coprire
delle
operazioni poco chiare di un altro suo cliente, un certo Attanasio di
Napoli
che era stato addirittura già in galera.
Figuratevi se l'avvocato Mills, marito di un ministro di Tony Blair, per
coprire un certo Attanasio fa il nome del capo del governo italiano! Se
mai
dovrebbe essere il contrario, che uno per coprire il presidente del
Consiglio italiano fa il nome di un certo Attanasio, ma è totalmente
irragionevole il contrario!
Quindi pensate come hanno impapocchiato la linea difensiva nel
tentativo di
salvarsi. Perché? Perché sono terrorizzati, poiché la prova non è
frutto di
un teorema o di una elucubrazione delle "toghe rosse", ma ci sono i
documenti, le confessioni.
L'imputato Mills ha confessato davanti ai pubblici ministeri di Milano.
Poi
naturalmente se non confessa anche in aula, in base alla nostra legge
demenziale, quello che ha detto ai PM non vale, ma vale quello che ha
scritto al suo commercialista.
Voglio dire: c'è la sua firma con scritto "Ho ricevuto 600.000 dollari
in
cambio delle mie testimonianze nelle quali superavo tornanti pericolosi
per
salvare Mr. B.".
Cosa teme, dunque, Berlusconi? Anche se giudicano solo Mills, e metti
condannano Mills, per esempio, cosa abbastanza probabile con questo
materiale probatorio nelle mani dei giudici... non è che scrivono che
Mills
ha preso 600.000 dollari ma non scrivono chi glieli ha dati.
Nella sentenza ci sarà scritto, se fosse di condanna, "Mills ha preso
600.000 dollari in nero da Silvio Berlusconi che non possiamo più
processare
per il Lodo Alfano". Almeno finché non riusciremo a farlo dichiarare
incostituzionale.
Quindi, per uno che se la tira sempre da innocente, vittima di
persecuzione,
e in più adesso ha pure il trip di diventare presidente della
Repubblica...
fa la differenza nella quale ci sia scritto che se quello i soldi li ha
presi glieli ha dati lui e che quindi è colpevole anche lui.
Questo è quello che temono, per cui non vogliono che si arrivi a
sentenza,
non vogliono che la sentenza la scriva la Gandus. Vorrebbero ricusarla
affinché il processo riparta da capo e arrivi alla prescrizione in modo
da
poter poi raccontare agli italiani che erano tutti innocenti, mentre in
realtà la prescrizione significa che sei colpevole ma l'hai fatta
franca per
ragioni di tempo.
Allora continua, Berlusconi, a ricusare la giudice Gandus anche se lei
non
c'entra più con lui e non giudicherà mai più lui. Lo fa per Mills, cioè
per
se stesso.
Ma non solo: l'altro giorno dopo la pausa estiva si è ripreso il
processo
Mills, era fissato da luglio l'appuntamento. Ma all'improvviso gli
avvocati
di Berlusconi che sono tutti parlamentari, Ghedini, Longo e Pecorella
che
viene tenuto in stand by perché lo devono mandare a fare il giudice
costituzionale, sono impegnati.
Al posto di Vaccarella dovrebbe arrivare Pecorella, così il presepe è
completo.
Mandano avanti gli altri due a fare il lavoro sporco, Ghedini e Longo,
ed
entrambi sono in Parlamento, uno alla Camera e l'altro al Senato.
Il venerdì, perché l'udienza era fissata per venerdì scorso, di solito
il
Parlamento non lavora e non vota, soprattutto, quindi non c'è
l'impedimento
parlamentare degli avvocati.
Per quello era stata fissata di venerdì, perché il venerdì gli avvocati
in
parlamento sono liberi. Invece vengono convocate le commissioni
giustizia di
Camera e Senato proprio quel venerdì lì.
Uno dice: ci sarà un'emergenza. Assolutamente no. Chi deve parlare?
L'avvocato Ghedini! Ha chiesto di parlare su una legge fatta da lui, dal
ministro Alfano che com'è noto è un suo prestanome.
E infatti c'è una deputata del PD, Paola Concia, la quale dice: "La
seduta è
iniziata alle 11.05 ed è finita alle 11.45". Hanno lavorato quaranta
minuti
di niente.
La presidente, Giulia Bongiorno, non c'era perché impegnata in un
processo e
c'è andata, segno evidente che se manca la presidente può mancare anche
un
membro normale come Ghedini che tra l'altro pare che non vada quasi
mai, in
commissione.
Quel giorno, invece, c'è andato e ha chiesto la parola per poter
dimostrare,
ovviamente, che era impegnato in Parlamento. Se non avesse parlato non
gli
avrebbero fatto buono l'impedimento parlamentare.
Cos'ha fatto? Si è messo a parlare degli emendamenti che lui stesso
aveva
presentato a una legge fatta dal suo stesso governo e probabilmente
ispirata
da lui: quella sulle intercettazioni.
Cioè, per fare degli emendamenti a una legge ad personam per Berlusconi
riescono a bloccare il processo dove Berlusconi non c'è più perché loro
hanno fatto un'altra legge ad personam, il lodo Alfano, ma continuano a
bloccarlo come se Berlusconi ci fosse!
Praticamente, per Ghedini e Longo, il Lodo Alfano non vale, vale solo
per i
giudici! I giudici non possono giudicare Berlusconi, ma Ghedini e Longo
possono continuare a mettergli i bastoni fra le ruote anche se il loro
cliente non c'è più!
E' un Lodo che si allarga e si restringe. Si inventano appuntamenti
parlamentari per far saltare un processo che non li riguarda più.
E il bello qual è? Che i giornali, invece di sottolineare lo scandalo,
la
vergogna - tenete presente che un comportamento del genere in
Inghilterra o
negli Stati Uniti porterebbe all'immediato arresto degli avvocati per
ostruzione alla giustizia e oltraggio alla Corte - si sono concentrati
sul
gossip.
Perché al posto degli avvocati che non c'erano, dato che l'udienza si è
tenuta lo stesso almeno per rinviarla hanno dovuto tenerla... qual è il
gossip? "Chiara: io per un giorno avvocato di Berlusconi". Abbiamo
finalmente una bella ragazza da buttare sui giornali in modo da parlare
di
lei per non parlare del perché questa ragazza di ventotto anni fa
l'avvocato
di Berlusconi con tutti gli avvocati che ha e con quello che li paga.
Questa ragazza fa l'avvocato di Berlusconi perché gli avvocati di
Berlusconi
sono in Parlamento a far finta di avere degli impegni decisivi mentre
ci ha
detto l'onorevole Concia che non si è fatto niente, che non si è fatto
per
lo stesso Ghedini, sennò nessuno avrebbe convocato quella commissione.
Andiamo sul gossip. "Chiara, due ore da avvocato di Berlusconi", "Chiara
emozionata", Chiara che fa le dichiarazioni, Chiara che viene
fotografata.
Il giorno dopo Berlusconi, beffa delle beffe ci prende proprio per il
culo:
"Caso Mills, il premier attacca: assurdo essere trattato così". "Ci sono
giudici che fanno lotta politica, mi hanno addirittura nominato un
avvocato
d'ufficio come se non avessi gli avvocati miei".
Ma gli avvocati tuoi abbiamo visto che cosa fanno.
Gli avvocati Ghedini e Longo hanno già annunciato che anche nella
prossima
convocazione, che sarà addirittura di sabato proprio per essere certi
che il
Parlamento è chiuso a doppia mandata, non ci saranno lo stesso.
Non ci saranno lo stesso perché Ghedini deve fare un altro processo da
un'altra parte, guarda caso quel sabato mattina lì. E l'avvocato Longo,
potrebbe sostituirlo. No, ha un convegno.
Addirittura il convegno dovrebbe venire prima dell'obbligo di andare a
rispondere alle convocazioni dei giudici.
Naturalmente, non è che Ghedini e Longo sono soli al mondo nei loro
studi,
hanno dei collaboratori, altri avvocati che lavorano per loro.
Potrebbero
mandarci loro anche perché per Berlusconi non c'è più niente da fare in
quel
processo, solo da prendere atto che lui non c'è più e presentare la
questione di costituzionalità, ma quella la fanno i giudici.
E loro non possono più intervenire perché Berlusconi non è più imputato
in
quel processo. Quindi semplicemente mandare uno per fare atto di
presenza.
Bene, nell'ultima udienza hanno mandato uno che non era abilitato
perché non
era ancora avvocato per poter difendere un imputato, quindi sono stati
sostituiti dall'avvocato d'ufficio. E chi le racconta queste schifezze?
Chi
racconta questo scandalo infinito di un processo che non può andare
avanti
nemmeno per Mills perché Berlusconi ha paura che condannino almeno
Mills?
Chi lo racconta dello scandalo di una legge fatta apposta per
Berlusconi per
bloccare un processo che lui continua a bloccare anche una volta che n'è
uscito?
Chi lo racconta lo scandalo di un Parlamento che viene convocato e
sconvocato a seconda delle udienze e dei processi a Mills e non più a
Berlusconi?
Chi lo racconta lo scandalo di un Premier che mente spudoratamente
davanti
alla giustizia e davanti al popolo italiano?
Avete trovato traccia, a parte il gossip della giovane e carina
avvocatessa,
in questi giorni in televisione?
Mi pare che non abbiamo saputo niente, come non abbiamo saputo niente
dell'Alitalia, anzi il TG1 continua a leccare i piedi, per non dire
altro,
alla cordata governativa, addirittura convocando le comandanti crumire
per
parlare contro i loro stessi sindacati e a favore del governo.
E' un'informazione di regime a 360° e naturalmente l'antidoto è lo
stesso:
passare parola!
"Nomen Nescio" <nobody@dizum.com> ha scritto nel messaggio
news:30bc6b529a61211c112d36b9aee2ee2c@dizum.com...
> Passaparola 22 settembre 2008 (di Marco Travaglio)
> Mills giudicato, Berlusconi condannato
Mi sto contorcendo per le budella che si rivoltano.
Sinistra imbecille.
Destra delinquente.
L'ultima è che Berlusconi è entrato di forza in Mediobanca.
Il che vuol dire Corriere della Sera.
L'Espresso Repubblica zittito con la legge sull'editoria che ha regalato
soldi ai capitani d'industria proprietari di tutti i giornali.
Berlusconi che fa il bello coi soldi degli altri:
editori, tiè
Libia, tiè
Alitalia: debito a noi, aerei per quattro soldi agli amichetti
Monnezza: via con migliaia di camion della camorra all'estero, in alta
italia, in bassa italia e non da oggi
anche nel quinquennio si è ricorso alla Germania per smaltire.
Gratifiche a tutti gli amichetti.
Passare a btp
GiorgioB: Fino ad oggi ho solo cct che con i vari aumenti dei tassi sono stati
di sicuro buona cosa.
Mi domandavo se non fosse ORA il momento di vendere i cct per
comperare btp.
I titoli che ho sono in...
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22-01-2008 16.29.19
Passare a fineco
G.Rocco: Ho internet banking con sanpaolo, vorrei passare a fineco, perchè mi
CIUCCIANO attualmente 7 EURI ad operazione.... Dire che si tratta di un
FURTO, mi pare poco...
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G.Rocco: Ho internet banking con sanpaolo, vorrei passare a fineco, perchè mi
CIUCCIANO attualmente 7 EURI ad operazione.... Dire che si tratta di un
FURTO, mi pare poco...
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