TLC: si è entrati in una nuova in cui bisogna scommettere con tutte le forze sulla banda larga e larghissima
Articolo di ALESSANDRO LONGO
Data Articolo: 17/07/2008
Area: Telecomunicazioni - Tecnologia
Una vecchia stagione è finita, si è entrati in una nuova in cui bisogna
scommettere con tutte le forze sulla banda larga e larghissima:
sono le infrastrutture la più grossa carenza del paese. L'ha ribadito con
questi termini Corrado Calabrò, presidente Agcom (Autorità Garante delle
Comunicazioni) nella relazione annuale presentata martedì. E - ha aggiunto -
mentre finora si è occupata di regolare l'esistente ora è chiamata a
incentivare l'arrivo del nuovo. Ma si fa presto a dire nuova rete: come ogni
innovazione tecnologica è qualcosa a cui si arriverà attraverso passaggi di
graduale evoluzione. E bivi.
Cominciamo dai punti fermi: nella relazione si dice «nell'attuale stadio
evolutivo, ai fini del passaggio all'alta e altissima velocità, le altre
tecnologie (mobili e wireless, ndr.) sono integrative e complementari
rispetto alla fibra ottica». La fibra è una colonna del futuro, quindi, e
non era scontato ribadirlo. «Lo conferma l'esperienza europea: le nuove reti
si reggono sulla fibra. Il wireless non può dare banda a sufficienza, tra
l'altro non c'è abbastanza spettro disponibile», dice Stefano Mannoni,
consigliere Agcom. Proprio nei giorni scorsi Bt ha annunciato che investirà
nella fibra su larga scala in Uk. Un altro punto fermo è che «per
l'evoluzione nel medio-lungo periodo le nuove reti devono essere fiber to
the home», dice Alfonso Fuggetta, a.d. del Cefriel Politecnico di
Milano. «Qui Telecom ha cambiato idea - spiega Mannoni -. La precedente
gestione puntava tutto su Vdsl2, più economica; ora Bernabè crede che sia
meglio guardare più in là e fare fiber to the home laddove possibile». BT
pensa però di fare soprattutto fiber to the cabinet e Vdsl, mentre fiber to
the home solo in pochi posti, perché molto costosa. La questione del che
cosa fare dove non
è risolta. C'è poi la scelta tra architettura di fibra passiva e attiva, ma,
dicono sia Fuggetta sia Franco Morganti (Presidente ITMedia Consulting), la
prima scelta sembra ormai scontata ed è la più popolare all'estero. Perché è
la più economica. «Telecom dovrà poi decidere se e dove aumentare la banda
di backhauling (di trasporto) e progettare i vari snodi dell'architettura, a
seconda della distribuzione delle famiglie», dice Fuggetta. «Ma questi
aspetti sono già abbastanza chiari, il problema sarà stabilire il quadro
regolatorio all'interno dei quale fare gli investimenti».
Ed è proprio questo il punto più oscuro, che la relazione Agcom lascia in
sospeso. La chiarezza, solo nei prossimi mesi.
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