E' lunga ma tutta da leggere per capire il valore di Tremonti.
Naturalmente gentucola come Bigmeme ha il ridicolo ardire di affermare che
Tremonti è una ciofeca qualsiasi.
Eh si.............il mondo è pieno di imbianchini che affermano che il
CARAVAGGIO è un pittore mediocre.
Date retta a me.
Leggete TUTTA l' intervista se volete capire MOLTO della situazione
odierna mondiale e italiana.
kappa
L'intervista al ministro dell'Economia
"E' la fine di un mondo" - Versione integrale
Tremonti dice che c'è più moralità in una Fiat che in un future Goldman
Sachs
Roma. Il Foglio incontra il ministro dell'Economia. Si ragiona di
federalismo fiscale, di crisi internazionale, di mercato e di energia, non
di Alitalia (paragrafo decisamente radiato dalla conversazione al minimo
tentativo giornalistico di introdurre il tema), né di altri dossier
ministeriali. Ma innanzitutto si parla di politica. Giulio Tremonti si siede
e dice: "C'è un vecchio detto: gli uccelli non fanno il nido sugli alberi
senza foglie. L'albero della sinistra ha perso le foglie e per questo ha
perso i voti. La globalizzazione ha aggredito la sinistra come un
defoliante. Una prova empirica? I voti stanno tornando alla sinistra, ai
democratici americani con i messaggi trasmessi da Barack Obama. Messaggi di
critica alla globalizzazione e di protezione delle sue vittime. Quello che
sta riuscendo a Obama non riesce alla sinistra in Europa. Dall'Inghilterra
alla Francia, dalla Germania all'Austria, all'Italia e in prospettiva alla
Spagna. Su tutto questo scacchiere la sinistra è o sta entrando in crisi.
Perché si è idendificata troppo con la globalizzazione. Negli anni Novanta
la vecchia classe dirigente laburista e soprattutto comunista è
sopravvissuta al crollo del vecchio mondo, è riuscita a far dimenticare il
passato soltanto perché ha sostituito le vecchie con una ideologia nuova: il
mercatismo. Il mercatismo è stato usato dalla sinistra come ideologia
sostitutiva, come salvacondotto. Venuta la crisi della globalizzazione la
stessa sinistra non può fare un secondo passaggio, non ha una nuova
ideologia sostitutiva, non riesce a far dimenticare il ruolo che ha avuto in
un passato così prossimo. L'esercizio riesce a Obama, perché è nuovo. Non
riesce alle vecchie classi dirigenti europee che in troppo poco tempo sono
state laburiste, comuniste e globaliste. E' difficile per chi è stato
globalista fino a ieri organizzare l'unico sciopero che il popolo della
sinistra potrebbe capire e fare in massa: lo sciopero contro la
globalizzazione. Certo, la globalizzazione non è stata solo di sinistra, è
stata anche di destra; e tuttavia la 'cifra prevalente' è stata quella di
sinistra. 'Terza via', 'clintonomics', mistica del cittadino-consumatore,
elevazione a supersistema del supermercato Wal-Mart, Seattle vissuto e fatto
in strada non dal lato della sinistra protestante, ma dai piani alti del
grattacielo come sinistra dominante: tutto questo è stato la sinistra nel
decennio fatale, gli anni Novanta, gli anni del disegno ideologico e della
spinta economica verso la globalizzazione, un blocco ideologico ed economico
che è partito da sinistra, ha spinto verso l'Asia. E proprio dall'Asia parte
una controspinta boomerang contro la sinistra stessa. Negli anni Novanta la
sinistra si candida a governare la novità del millennio, la globalizzazione.
Essendo in partenza e in apparenza un fatto economico prova a governarla in
senso manageriale. E' in coerenza con questo che la sinistra ha una
mutazione genetica, dal linguaggio allo stile di vita. Tutto è moderno,
tutto è manageriale. L'obiettivo dei vecchi laburisti era 'support people',
quello dei nuovi postlaburisti 'support business'. Lo spostamento dallo
stato al mercato ha indebolito il people. La crisi economica il business. E'
così che la morsa si è stretta intorno alla sinistra. Che cosa avrebbe
dovuto gestire la sinistra? L'education. In Asia si investiva sulla forza
delle braccia, in occidente si compensava investendo in capitale umano. L'esperimento
non è riuscito particolarmente bene".
"Imprese, inglese, informatica". Il ministro dell'Economia si interrompe,
cita prima Werner Sombart e poi un libro suo (di Tremonti) di quattordici
anni fa, "Il fantasma della povertà", in cui sosteneva la necessità dell'investimento
pubblico nella formazione di capitale umano: "Come la leva militare
obbligatoria - spiega - è servita nel Novecento per trasformare i contadini
prima in fantaccini e poi in operai, così negli anni Novanta del Novecento
per la formazione del capitale umano avrebbe dovuto essere usata la
televisione pubblica. E' in quel libro del 1995 che appare per la prima
volta la formula delle tre 'i': imprese, inglese, informatica. Non è andata
esattamente così". Se lei avesse avuto responsabilità di governo che cosa
avrebbe fatto dieci anni fa? Tremonti risponde: "E' evidente che non è
possibile mettersi di traverso alla storia, ma io credo che i tempi dell'integrazione
globale potessero essere rallentati. Allora l'occidente aveva la forza se
non per dettare l'agenda, almeno per fissarne le scadenze. Il bilancio che
possiamo fare adesso non è positivo come avrebbe dovuto essere. Al principio
l'immagine più diffusa per descrivere gli effetti della globalizzazione era
quella dell'acqua: il livello salirà e solleverà tutte le barche. Oggi non
pare proprio così. In occidente l'acqua sembra scendere, la ricchezza
pompata via dai prezzi del petrolio e dal carovita; in Asia sembra - ma non
è detto - salire. Fino a dieci anni fa circa 700 milioni di occidentali
avevano circa l'80 per cento della ricchezza mondiale, erano un blocco
basato su di un unico codice di dominio. Una lingua, l'inglese; una moneta,
il dollaro; una politica, il G-7. Il resto del mondo aveva rilevanza
marginale. Oggi il 30 per cento della ricchezza è passato di mano: 50 di qua
e 50 di là. L'occidente ha ormai soltanto il 50 per cento della ricchezza
mondiale. L'altro 50 per cento è in mano a due-tre miliardi di persone,
Africa esclusa, segmentate in una dimensione politica fortemente
differenziata: si va dal capitalismo comunista cinese, alla democrazia
castale indiana, alla risorgente politica imperiale (ottocentesca) russa, e
poi un catalogo di figure atipiche: stati feudali, stati canaglia, cartelli,
fondi sovrani. Per contro, l'occidente si è indebolito, non ha più una
moneta, ma due; non ha più un centro forte di decisioni com'era il G-7.
Miopia è non vedere tutto questo. Utopia sarebbe dire che siccome il mondo è
unico e il mercato pure, la soluzione è quella di una moneta unica mondiale,
che sarebbe poi una replica post-moderna del gold standard. Tra miopia e
utopia c'è una via di mezzo. La via che porta a una nuova Bretton Woods, un
grande accordo internazionale sul sistema dei cambi e sulle regole del
mercato globale".
Significa che un paese come l'Italia potrebbe assumere un'iniziativa
politica internazionale per promuovere una sessione di colloqui su un nuovo
ordine legale ed economico internazionale? "Processi di questo tipo hanno
una dimensione complessa, corale, una meccanica politica molto articolata.
Non c'è spazio per iniziative o politiche puramente nazionali. O il processo
è internazionale, o non è. Comunque, due anni fa queste cose non le diceva
nessuno, oggi in giro per il mondo c'è un crescente consenso della comunità
economica e politica su un'iniziativa del tipo nuova Bretton Woods. Forse il
nostro contributo potrebbe essere non solo culturale, con i libri, potremmo
darlo nel 2009 con la presidenza italiana del G-8". Altri leader europei
fanno un'analisi simile alla sua, che parte dalla constatazione del fatto
che l'occidente vede restringere il proprio spazio. Altri come il
cancelliere tedesco, Angela Merkel, o il ministro degli Esteri britannico,
David Miliband, hanno proposto la soluzione di un rafforzamento della
dimensione politica transatlantica. "Queste idee transatlantiche sono
antecedenti alla crisi della globalizzazione che ora porta all'ipotesi di
una nuova Bretton Woods, comunque ne possiamo parlare. Il primo a parlare di
unificazione transatlantica è stato José Maria Aznar: fede occidentale, ma
anche un disegno politico tipicamente spagnolo: l'ispanidad, proiettata fino
all'America latina, come base per lanciare, in una dimensione atlantica, la
Spagna. Anche per questo fece la sua Crimea, cioè l'Iraq. L'idea
transatlantica è anche un'idea tedesca, ma basata soprattutto su di una
logica economica. Alla Germania interessa l'unificazione Europa-America
degli standard doganali, delle norme sul copyright, e delle regole
antitrust. Bretton Woods, invece, è un'altra cosa. Certo in una nuova
Bretton Woods ci deve essere un'Europa più forte, basata sui suoi fattori
identitari, sulle sue radici". Il ministro dell'Economia si interrompe,
prende il testo dell'intervento all'Aspen del primo luglio scorso alla
conferenza sui rapporti transatlantici, e cita Alexis de Tocqueville: "L'America,
figlia dell'Europa, ne rappresenta il destino. Io la penso così", dice.
"L'Europa avrebbe dovuto avere due pilastri". Qual è il suo giudizio sulle
condizioni dell'Europa? Dice: "L'Europa avrebbe dovuto essere basata su due
pilastri. Il trattato di Roma sul mercato unico, una linea politica che si è
chiusa con il passaggio dal mercato unico alla moneta unica (da questo punto
di vista Maastricht è soltanto il completamento di Roma). Nel disegno
originario, il secondo pilastro era il trattato Euratom sull'energia. Il
primo pilastro è stato edificato, il secondo è mancato. La mancanza del
secondo pilastro, Euratom - una politica colbertiana di investimenti
pubblici in un settore che non poteva essere lasciato al mercato - oggi si
fa sempre più grave. Il paradosso è che costruiamo dentro l'Europa il
mercato perfetto dell'energia, mentre fuori c'è il monopolio perfetto, o
duopoli, aziende di stato, cartelli, eccetera. La debolezza istituzionale
dell'Europa è comunque evidente anche in altri settori. Per esempio nella
gestione delle crisi bancarie. Mentre gli americani fanno massicci
interventi di salvataggio pubblico sulle banche, gli europei considerano un
aiuto di stato vietato l'intervento di salvataggio di Northern Rock nel
Regno Unito. Anche se poi il 'mercato perfetto' europeo convive con l'ipocrisia.
La Bce con una mano ha erogato liquidità su vasta scala, con l'altra mano ha
accettato a garanzia collaterale portafogli di crediti di molto incerto
valore. Anche queste sono politiche di salvataggio occulte".
Durante la crisi, Giulio Tremonti ha manifestato spesso scetticismo riguardo
alla capacità del mercato di autoregolarsi. Sostiene che da dieci anni è
sempre la stessa bolla: "E' partita con la new economy, è passata attraverso
la subprime economy e oggi cerca sbocco nelle commodities a partire dal
petrolio". Sul petrolio, anche in presenza di scommesse speculative, i
meccanismi dei prezzi sembrano funzionare. In questi giorni le quotazioni
stanno scendendo. Obietta: "La discesa del prezzo improvvisa come la salita
non esclude ma all'opposto prova la speculazione, che c'è stata e che
comunque c'è ancora. In ogni caso i messaggi politici contro la speculazione
hanno funzionato. Noto che fuori dal petrolio, sulla Borsa americana sono
attualmente vietate le operazioni short, cioè speculative. Che fine ha fatto
il mercato? Le banche sono nazionalizzate, la speculazione è vietata nel
tempio stesso della finanza. Che i santoni del mercato battano un colpo".
Per questo non le piace il Financial Stability Forum? "In un mondo in cui c'è
più instability che stability, vedo funzionare soprattutto i meccanismi di
intervento pubblico, non credo ai topi messi a guardia del formaggio".
"Con il Ventinove le differenze sono due". Chiediamo al ministro dell'Economia
di chiarire un punto nella sua posizione di questo ultimo anno. Sostiene che
la crisi manifestatasi con i subprime sia una degenerazione dell'iperfinanziarizzazione
dei mercati e dall'assenza di adeguati meccanismi di controllo. E questa è
una valutazione che molti governi e molti economisti condividono. Egli però
ha svolto un passaggio ulteriore: e cioè che questa crisi si presentava come
una specie di Ventinove, fu il primo a dirlo in una intervista. Per il
momento, però, a parte la Danimarca (crescita negativa per due trimestri
consecutivi), nessuno dei paesi occidentali è in recessione. Qual è dunque
il vero tasso di pessimismo di Giulio Tremonti in questo momento? "La storia
non si ripete mai per identità perfette. Sta comunque crescendo l'idea che
siamo di fronte alla crisi più grave dal dopoguerra. Con il Ventinove le
differenze sono due: allora c'erano relazioni internazionali, ma non c'era
la globalizzazione; la crisi del Ventinove si amplifica nel panico e gli
strumenti di salvataggio vengono inventati soltanto qualche anno dopo.
Adesso quegli strumenti ci sono e forse per questo non c'è il panico. Ma
sostenere che essendoci gli strumenti per il governo della crisi significa
che non c'è la crisi, è come dire che essendoci il vaccino non c'è il
vaiolo. Il fatto che ci siano gli strumenti per la gestione della crisi, non
ci libera dal dovere fondamentale, culturale, morale e politico di
analizzare le cause delle crisi e le alternative di paradigma e di modello.
Non è la fine del mondo, ma è la fine di un mondo, probabilmente. C'è più
moralità in un prodotto meccanico che in un prodotto finanziario, in un'auto
della Fiat che in un future della Goldman Sachs. E' evidente che tutto
questo mette in crisi modelli culturali, che tra l'altro stende sul lettino
dello psicanalista coorti di economisti. Ma questo è il male minore. Più
seriamente, nel sistema italiano ci sono elementi di forza. Il settore
bancario e quello assicurativo sono forti e non sono stati toccati dalla
crisi internazionale, le imprese industriali, anche se di dimensioni
ridotte, si sono ristrutturate e sono in piena vitalità, le famiglie hanno
una dote di risparmio e sono molto meno indebitate di quelle di altri paesi,
il nostro sistema pensionistico è più affidabile di tanti altri. Questi
elementi positivi costituiscono una buona dote di partenza. Poi credo che se
svolta ci sarà nell'economia mondiale, dipenderà anche dalle elezioni
americane, e dal ciclo che determinerà".
Ma come si concilia il rilancio di un'economia rallentata - sia o non sia
Ventinove - con la ricetta del rigore sui conti pubblici? "La nostra linea
politica si sviluppa su tre direttrici. Non sono tre fasi una dopo l'altra,
ma sono tre direttrici di marcia contemporanea e coerente, stabilizzazione
dei conti pubblici, piattaforma di sviluppo, riforma dello stato e
federalismo. Se guardi un pezzo e non l'insieme, non capisci la nostra linea
politica. Uno può dire che è giusta o sbagliata, ma non si può staccare un
pezzo dal resto. Primo punto, consolidamento e stabilizzazione triennale del
bilancio pubblico. La Finanziaria è stata anticipata a prima dell'estate e
proiettata su tre anni, modello europeo. L'abbiamo fatto per queste ragioni.
C'era l'impegno preso in Europa dalla Repubblica italiana (Berlino 2007), l'impegno
al pareggio di bilancio nel 2011. Poi è venuta la crisi finanziaria, e
rigorizzare i nostri conti pubblici non è soltanto un impegno con l'Europa,
ma ora anche un modo per gestire la crisi e per evitarne effetti collaterali
negativi. In un contesto di crisi, evitare politiche deficiste - e all'opposto
consolidare i conti pubblici - vuol dire mettere in sicurezza un bene
pubblico fondamentale che può venire buono come ultima necessaria istanza:
consolidare con il bilancio pubblico la forza di governo del Governo. I
numeri del Dpef si sviluppano in automatico nella proiezione europea del
pareggio di bilancio. Dalla ferrea meccanica di quei numeri che sono l'impegno
europeo non si esce violando l'impegno, per esempio facendo politiche
deficiste, politiche illusorie che per venire incontro alla sofferenza che
si manifesta in fase di crisi, non alleviano ma accrescono quella
sofferenza. La via d'uscita alla ferrea logica di quei numeri (che per
raggiungere il pareggio di bilancio a realtà data impone rigore sulla spesa
pubblica ed esclude deficit spending o riduzioni fiscali fatte in deficit) è
soltanto il cambiamento della realtà italiana. Bisogna rilanciare la
produzione industriale, e riformare la struttura dello stato. Non è all'interno
dello schema dato di economia e di finanza pubblica, ma solo riformandoli
che si può davvero estrarre un solido e non effimero dividendo fiscale.
"Federalismo fiscale con Pd ed enti locali". Qual è la parte che spetta al
governo? "Nell'Europa contemporanea i governi non fanno l'economia, l'economia
la fa l'economia, i governi hanno il potere-dovere di fare la piattaforma
istituzionale su cui si lancia la produzione industriale. Con la coppia
disegno-decreto di giugno, ora in approvazione, l'Italia fa per la prima
volta la sua agenda di Lisbona, un forte blocco di provvedimenti:
concentrazione dei fondi europei, avvio del programma nucleare, piano case
con l'uso razionale della Cassa Depositi e Prestiti, liberalizzazione dei
servizi pubblici locali, riforma del processo civile, riduzione della
burocrazia, università che possono diventare fondazioni. Non abbiamo cifrato
ex ante il maggior prodotto interno lordo, effetto possibile di questi
provvedimenti, ma quando le condizioni di congiuntura internazionale
diverranno meno avverse - e prima o poi questo sarà - ci sarà spazio per un
primo dividendo fiscale".
C'è una terza direttrice nel quadro descritto dal ministro dell'Economia, la
riforma costituzionale dello stato e il federalismo fiscale. A che punto
stanno le cose? Spiega: "La riforma dello stato è una riforma costituzionale
sintetizzata nella bozza Violante ed è ora in fase di approvazione
bipartigiana. In parallelo c'è il federalismo fiscale. Sul federalismo
fiscale abbiamo già alcuni elementi certi: la scelta di farlo in Parlamento
alla Camera dei deputati; di farlo insieme, maggioranza e opposizione; di
farlo insieme, stato regioni e comuni. Sappiamo inoltre che è fondamentale
acquisire prima una base statistica di dati condivisi, senza i quali non si
possono fare scelte politiche razionali. Da settembre a dicembre, cioè a
soli sei mesi dall'avvio della legislatura, consideriamo ragionevole l'ipotesi
di fare approvare una legge che contenga i principi generali della delega
sul federalismo fiscale; poi in progressione sperimentale e graduale
seguiranno i decreti applicativi".
"kappa" <k@k.it> ha scritto nel messaggio
news:488d9894$0$18155$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
> E' lunga ma tutta da leggere per capire il valore di Tremonti.
> Naturalmente gentucola come Bigmeme ha il ridicolo ardire di affermare
> che Tremonti è una ciofeca qualsiasi.
> Eh si.............il mondo è pieno di imbianchini che affermano che il
> CARAVAGGIO è un pittore mediocre.
> Date retta a me.
"magomerlino" <okispamthassos@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:CNgjk.34860$Ca.16008@twister2.libero.it...
> "kappa" <k@k.it> ha scritto nel messaggio
> news:488d9894$0$18155$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
>> E' lunga ma tutta da leggere per capire il valore di Tremonti.
>> Naturalmente gentucola come Bigmeme ha il ridicolo ardire di affermare
>> che Tremonti è una ciofeca qualsiasi.
>> Eh si.............il mondo è pieno di imbianchini che affermano che il
>> CARAVAGGIO è un pittore mediocre.
>> Date retta a me.
> era un gay da sadomaso
kappa ha scritto:
> "magomerlino" <okispamthassos@iol.it> ha scritto nel messaggio
> news:CNgjk.34860$Ca.16008@twister2.libero.it...
>>> "kappa" <k@k.it> ha scritto nel messaggio
>> news:488d9894$0$18155$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
>>> E' lunga ma tutta da leggere per capire il valore di Tremonti.
>>> Naturalmente gentucola come Bigmeme ha il ridicolo ardire di
>>> affermare che Tremonti è una ciofeca qualsiasi.
>>> Eh si.............il mondo è pieno di imbianchini che affermano che
>>> il CARAVAGGIO è un pittore mediocre.
>>> Date retta a me.
>>>> era un gay da sadomaso
> Anche Leonardo da Vinci era un gay.
magomerlino ha scritto:
> "kappa" <k@k.it> ha scritto nel messaggio
> news:488d9894$0$18155$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
>> E' lunga ma tutta da leggere per capire il valore di Tremonti.
>> Naturalmente gentucola come Bigmeme ha il ridicolo ardire di affermare
>> che Tremonti è una ciofeca qualsiasi.
>> Eh si.............il mondo è pieno di imbianchini che affermano che il
>> CARAVAGGIO è un pittore mediocre.
>> Date retta a me.
Kappa devo preparare il pesto, quindi non ho tempo per rispondere, mi
riserverò di farlo dopo.
Condivisibile il tremonti pensiero per certi versi, anche se non dice nulla
di nuovo, pe ril resto ha sempre l'handicap di berlusconi.
E' un pensiero utopico e che puzza di autarchia e ritorno al piccolo mndo
antico, che non è possibile.
Se lui pensa al bilancio berlusconi pensa ai cazzi suoi.
E' l'uomo giusto nel governo sbagliato.
"ginopilotino" <gino@pilotino.invalid> ha scritto nel messaggio
news:488d9ad3$0$1092$4fafbaef@reader1.news.tin.it. ..
> kappa ha scritto:
>>>> "magomerlino" <okispamthassos@iol.it> ha scritto nel messaggio
>> news:CNgjk.34860$Ca.16008@twister2.libero.it...
>>>>> "kappa" <k@k.it> ha scritto nel messaggio
>>> news:488d9894$0$18155$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
>>>> E' lunga ma tutta da leggere per capire il valore di Tremonti.
>>>> Naturalmente gentucola come Bigmeme ha il ridicolo ardire di affermare
>>>> che Tremonti è una ciofeca qualsiasi.
>>>> Eh si.............il mondo è pieno di imbianchini che affermano che
>>>> il CARAVAGGIO è un pittore mediocre.
>>>> Date retta a me.
>>>>>>> era un gay da sadomaso
>>> Anche Leonardo da Vinci era un gay.
> Anche luxuria.
Mi pare che luxuria fosse un trans, ma forse mi sbaglio.
Comunque di gay ce n' è dappertutto.
kappa
> Ciao ... Dino
"Ulysses" <ulysses@noptovider.it> ha scritto nel messaggio
news:488d9e95$0$18154$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
> Kappa devo preparare il pesto, quindi non ho tempo per rispondere, mi
> riserverò di farlo dopo.
> Condivisibile il tremonti pensiero per certi versi, anche se non dice
> nulla di nuovo, pe ril resto ha sempre l'handicap di berlusconi.
> E' un pensiero utopico e che puzza di autarchia e ritorno al piccolo mndo
> antico, che non è possibile.
> Se lui pensa al bilancio berlusconi pensa ai cazzi suoi.
> E' l'uomo giusto nel governo sbagliato.
E tu pensi che se Tremonti fosse in un governo di SINISTRA riuscirebbe a
varare il Federalismo Fiscale ?
Vedi Ulisse perchè a volte non ti rispondo nemmeno ?
Perchè dici certe cazzate che SI COMMENTANO DA SOLE.
Tu pensi davvero che se il romano di Roma Ladrona VELTRONI avesse nella
sua compagine governativa Tremonti lo aiuterebbe a realizzare il
Federalismo Fiscale ?
Dai Ulysses.............vai a fare il pesto che è meglio..........lascia
stare il buonsenso e la politica.
E' roba troppo seria per uno come te.
kappa
E chi ha detto che debba essere in un governo di sinistra....
Io ho detto che sta nel governo sbagliato, o meglio con un capo del governo
sbagliato, che è il Berlusconi.
Guarda che se in Italia avremm un vero governo di destra vera - destra
liberista vera - sarebbe una salvezza per questa nazione.
ma invece abbiamo un fantoccio, uno pseudoliberista che non a caso è un
imprenditore in un settore iperprotetto come quello televisivo.
Quanto a Tremonti, di cui apprezzo se non altro il coraggio di "inventare"
qualcosa e una voglia di fare, è un bravo fiscalista.
Che adesso vuol fare l'economista.
ritornando alla sua intervista, sembra quasi che la globalizzazione
l'abbiano volute le sinistre. Io mi son letto Globalizzazione di George
Soros e non dà certo la colpa alle sinistre, ma quanto ad una conseguenza
irreversibile del capitalismo che cerca le migliori allocazioni del
cvapitale e dove ha tassi di crescita maggiore.
Ti consiglio di leggere qualcosa di Soros, che seppur è un personaggio
criticabile è uno che se ha fatto soldi con il sistema si permette di
criticarlo e con tesi di partyenza molto interessanti: pensiero popperiano,
concetto della società aperta., e teoria della riflessività dei mercati che
è bene capirla anche anche pe ril piccolo investitore.
Il pensiero Tremontiano è pieno di utopie, fa economista che suggerisce
ricette impossibili piuttosto che fare il ministro delle finanze.
Il suo pensiero puzza di autarchia, protezionismo - basta leggere fra le
righe - e dice che la globalizzazione è il male assoluto che va combattuto
con un ritorno a Bretton Woods che per carità va anche bene, però non sò se
gli Usa - che campano di dollari - il Giappone, o la China o anche l'Unione
Europea stessa vogliano un unica moneta mondiale. Sicuramente è un processo
che accadrà ma lentamente, e adesso i tempi non sono maturi assolutamente.
Altre tematiche dell'intervista è ilparallelismo con il 29: chi in questo
newsgruop sta in Borsa dal 2000 sà che il 29 è già successo: basta prendere
un grafico azionaria dal 2000 ad oggi per capirlo. Oggi siamo nel post 29, e
la realtà va ointerpretata considerando questo presupposto. Altriemtni si fa
un errore madronale.
La bolla fu la new economy, non i derivati sul credito o i mutui sub-prime.
Anzi i primi da alcuni anni a sta parte son quelli che dovevano far
scoppiare tutto il sistema, quanto invece è stato un eccesso di generosità
nel concedere alcuni prestiti: un problema di natura bancaria insomma.
Quanto al sistema industraile italiano non i sembra che sia proprio bene.
C'è vitalità ma lòa strada è lunga: le nostre imprese sono piccole, e per
competere ci vogliono imprese grandi. Perchè non vara una politica di
riduzione fiscale per agevolare fusioni e acquisitizoni di microimrpese?
Perchè non dice al sistema bancario o finanziate investimenti produttivi o
vi aumento le tasse?
Ricevo ogni tanto un email di un sito che ha un database di istituzioni di
private equity, venture capitalist e banche di tutto il mondo interessata a
progetti di investiento: il numero delle imprese italiane si conta su
qualche mano. .
Quanto al federalismo ben venga, in fondo vivo in una nazione la puglia che
ha molte ricchezze naturali: bellezza dei territori, molto sole e vento e
terreni utili per le biomasse e coltivazioni energetiche, un'economia che si
sta svegliando. Ma il federalismo della lega non è una visione politica
politica della realtà, ma è solo un gretto modo per avere più soldi.
Non è per principio che volete il federalismo ma solo per opportunismo.
ma non penso che sarà la soluizione ai mali dell'Italia così come pensi tu o
Tremonti.
Il pesto mi è riuscito bene!
"kappa" <k@k.it> ha scritto nel messaggio
news:488da186$0$18151$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
> "Ulysses" <ulysses@noptovider.it> ha scritto nel messaggio
> news:488d9e95$0$18154$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
>> Kappa devo preparare il pesto, quindi non ho tempo per rispondere, mi
>> riserverò di farlo dopo.
>> Condivisibile il tremonti pensiero per certi versi, anche se non dice
>> nulla di nuovo, pe ril resto ha sempre l'handicap di berlusconi.
>> E' un pensiero utopico e che puzza di autarchia e ritorno al piccolo mndo
>> antico, che non è possibile.
>> Se lui pensa al bilancio berlusconi pensa ai cazzi suoi.
>> E' l'uomo giusto nel governo sbagliato.
> E tu pensi che se Tremonti fosse in un governo di SINISTRA riuscirebbe a
> varare il Federalismo Fiscale ?
> Vedi Ulisse perchè a volte non ti rispondo nemmeno ?
> Perchè dici certe cazzate che SI COMMENTANO DA SOLE.
> Tu pensi davvero che se il romano di Roma Ladrona VELTRONI avesse nella
> sua compagine governativa Tremonti lo aiuterebbe a realizzare il
> Federalismo Fiscale ?
> Dai Ulysses.............vai a fare il pesto che è meglio..........lascia
> stare il buonsenso e la politica.
> E' roba troppo seria per uno come te.
> kappa
"kappa" <k@k.it> ha scritto nel messaggio
news:488d9894$0$18155$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
> E' lunga ma tutta da leggere per capire il valore di Tremonti.
> Naturalmente gentucola come Bigmeme ha il ridicolo ardire di affermare
> che Tremonti è una ciofeca qualsiasi.
Cosa pretendi da una caccola? :-D
> Eh si.............il mondo è pieno di imbianchini che affermano che il
> CARAVAGGIO è un pittore mediocre.
Il preventivo che mi aveva fatto un imbianchino mi pareva francamente
eccessivo.
-E' troppo caro- gli dissi - mi costi più di Guttuso...
-Non conosco questo mio collega Guttuso- rispose. -Però se ti fa il
lavoro a meno è senz'altro perchè si limita a metterti una mano sola...
> Date retta a me.
> Leggete TUTTA l' intervista se volete capire MOLTO della situazione
> odierna mondiale e italiana.
> kappa
> L'intervista al ministro dell'Economia
> "E' la fine di un mondo" - Versione integrale
> Tremonti dice che c'è più moralità in una Fiat che in un future Goldman
> Sachs
Tremonti è competente, intelligente e perspicace.
Un po' di perplessità io l'avrei però nella fiducia che dà ad Obama.
Ma forse sono io ad essere sempre prevenuto con gli americani...
"Ulysses" <ulysses@noptovider.it> ha scritto nel messaggio
news:488dc0a2$0$41659$4fafbaef@reader4.news.tin.it ...
> E chi ha detto che debba essere in un governo di sinistra....
> Io ho detto che sta nel governo sbagliato, o meglio con un capo del
> governo
> sbagliato, che è il Berlusconi.
Guarda che i casi sono due : o sta con Berlusconi o sta con Veltroni.
Non ci si scappa.
Il resto sono fantasie inconsistenti.........e a me piace la concretezza.
> Guarda che se in Italia avremm un vero governo di destra vera - destra
> liberista vera - sarebbe una salvezza per questa nazione.
Opinioni.............opinioni come mille altre possibili.
Io guardo alla REALTA' PRESENTE.
> ma invece abbiamo un fantoccio, uno pseudoliberista che non a caso è un
> imprenditore in un settore iperprotetto come quello televisivo.
Nel settore che tu definisci iperprotetto , il grande (si fa per dire)
Agnelli, ha clamorosamente FALLITO, tant' è vero che ha venduto al Berlusca
la sua TV che subito ha fatto rifiorire.
Poi, già che ci siamo, protetta è la RAI che fa pagare il canone, mentre il
Berlusca mi fa vedere il grande Valentino GRATIS.
> Quanto a Tremonti, di cui apprezzo se non altro il coraggio di "inventare"
> qualcosa e una voglia di fare, è un bravo fiscalista.
Ma cosa ne sai tu per dire se è bravo qui piuttosto che là.
> Che adesso vuol fare l'economista.
Tu ci metteresti Pecoraro Scanio vero ?
> ritornando alla sua intervista, sembra quasi che la globalizzazione
> l'abbiano volute le sinistre. Io mi son letto Globalizzazione di George
> Soros e non dà certo la colpa alle sinistre, ma quanto ad una conseguenza
> irreversibile del capitalismo che cerca le migliori allocazioni del
> cvapitale e dove ha tassi di crescita maggiore.
> Ti consiglio di leggere qualcosa di Soros, che seppur è un personaggio
> criticabile è uno che se ha fatto soldi con il sistema si permette di
> criticarlo e con tesi di partyenza molto interessanti: pensiero
> popperiano,
> concetto della società aperta., e teoria della riflessività dei mercati
> che
> è bene capirla anche anche pe ril piccolo investitore.
Questa roba l' hai copiata e riportata pari pari.
> Il pensiero Tremontiano è pieno di utopie, fa economista che suggerisce
> ricette impossibili piuttosto che fare il ministro delle finanze.
Aria fritta ..............cerca di parlare in CONCRETO.
> Il suo pensiero puzza di autarchia, protezionismo
Secondo te combattere le merci cinesi prodotte in DUMPING SOCIALE e
DUMPING DA INQUINAMENTO bisogna farle entrare in Italia liberamente o
bisogna mettere delle barriere PEREQUATIVE ?
Proprio un' ora e mezza fa, il TG1 ha detto che malgrado la circolazione a
targhe alterne a Pechino e la fermata di decine e decine di industrie molto
inquinanti, oggi c'è un' aria IRRESPIRABILE.
Le autorità cinesi sono MOLTO preoccupate e hanno dichiarato che, se sarà
necessario, verranno fermate TUTTE (han detto TUTTE), le fabbriche.
Riesci a capire adesso quanto la Cina risparmia sui costi di produzione
SULLA PELLE del popolo cinese ?
A questo punto la tua enorme CAZZATA sul protezionismo di Tremonti mi ha
talmente fatto capire di che preparazione sei fatto che MI RIFIUTO di
andare avanti a discutere.
Tu Ulysses parla di pesto.
E siccome sono sicuro, conoscendoti, che lo farai male , almeno danneggi
solo il tuo palato.
FINE.
kappa
PS
Vatti a studiare il concetto di DUMPING prima di dire che Tremonti è un
protezionista.
Anzi, non studiare niente..............tanto non capiresti un fico secco.
- basta leggere fra le
> righe - e dice che la globalizzazione è il male assoluto che va combattuto
> con un ritorno a Bretton Woods che per carità va anche bene, però non sò
> se
> gli Usa - che campano di dollari - il Giappone, o la China o anche
> l'Unione
> Europea stessa vogliano un unica moneta mondiale. Sicuramente è un
> processo
> che accadrà ma lentamente, e adesso i tempi non sono maturi assolutamente.
> Altre tematiche dell'intervista è ilparallelismo con il 29: chi in questo
> newsgruop sta in Borsa dal 2000 sà che il 29 è già successo: basta
> prendere
> un grafico azionaria dal 2000 ad oggi per capirlo. Oggi siamo nel post 29,
> e
> la realtà va ointerpretata considerando questo presupposto. Altriemtni si
> fa
> un errore madronale.
> La bolla fu la new economy, non i derivati sul credito o i mutui
> sub-prime.
> Anzi i primi da alcuni anni a sta parte son quelli che dovevano far
> scoppiare tutto il sistema, quanto invece è stato un eccesso di generosità
> nel concedere alcuni prestiti: un problema di natura bancaria insomma.
> Quanto al sistema industraile italiano non i sembra che sia proprio bene.
> C'è vitalità ma lòa strada è lunga: le nostre imprese sono piccole, e per
> competere ci vogliono imprese grandi. Perchè non vara una politica di
> riduzione fiscale per agevolare fusioni e acquisitizoni di microimrpese?
> Perchè non dice al sistema bancario o finanziate investimenti produttivi o
> vi aumento le tasse?
> Ricevo ogni tanto un email di un sito che ha un database di istituzioni di
> private equity, venture capitalist e banche di tutto il mondo interessata
> a
> progetti di investiento: il numero delle imprese italiane si conta su
> qualche mano. .
> Quanto al federalismo ben venga, in fondo vivo in una nazione la puglia
> che
> ha molte ricchezze naturali: bellezza dei territori, molto sole e vento e
> terreni utili per le biomasse e coltivazioni energetiche, un'economia che
> si
> sta svegliando. Ma il federalismo della lega non è una visione politica
> politica della realtà, ma è solo un gretto modo per avere più soldi.
> Non è per principio che volete il federalismo ma solo per opportunismo.
> ma non penso che sarà la soluizione ai mali dell'Italia così come pensi tu
> o
> Tremonti.
> Il pesto mi è riuscito bene!
> "kappa" <k@k.it> ha scritto nel messaggio
> news:488da186$0$18151$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
>>>> "Ulysses" <ulysses@noptovider.it> ha scritto nel messaggio
>> news:488d9e95$0$18154$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
>>> Kappa devo preparare il pesto, quindi non ho tempo per rispondere, mi
>>> riserverò di farlo dopo.
>>> Condivisibile il tremonti pensiero per certi versi, anche se non dice
>>> nulla di nuovo, pe ril resto ha sempre l'handicap di berlusconi.
>>> E' un pensiero utopico e che puzza di autarchia e ritorno al piccolo
>>> mndo
>>> antico, che non è possibile.
>>> Se lui pensa al bilancio berlusconi pensa ai cazzi suoi.
>>> E' l'uomo giusto nel governo sbagliato.
>>> E tu pensi che se Tremonti fosse in un governo di SINISTRA riuscirebbe
>> a
>> varare il Federalismo Fiscale ?
>> Vedi Ulisse perchè a volte non ti rispondo nemmeno ?
>> Perchè dici certe cazzate che SI COMMENTANO DA SOLE.
>> Tu pensi davvero che se il romano di Roma Ladrona VELTRONI avesse nella
>> sua compagine governativa Tremonti lo aiuterebbe a realizzare il
>> Federalismo Fiscale ?
>> Dai Ulysses.............vai a fare il pesto che è meglio..........lascia
>> stare il buonsenso e la politica.
>> E' roba troppo seria per uno come te.
>> kappa
>>>>
"Nino" <Nino@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:488dc56b$0$18154$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
> "kappa" <k@k.it> ha scritto nel messaggio
> news:488d9894$0$18155$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
>> E' lunga ma tutta da leggere per capire il valore di Tremonti.
>> Naturalmente gentucola come Bigmeme ha il ridicolo ardire di affermare
>> che Tremonti è una ciofeca qualsiasi.
> Cosa pretendi da una caccola? :-D
>> Eh si.............il mondo è pieno di imbianchini che affermano che il
>> CARAVAGGIO è un pittore mediocre.
> Il preventivo che mi aveva fatto un imbianchino mi pareva francamente
> eccessivo.
> -E' troppo caro- gli dissi - mi costi più di Guttuso...
> -Non conosco questo mio collega Guttuso- rispose. -Però se ti fa il
> lavoro a meno è senz'altro perchè si limita a metterti una mano sola...
>> Date retta a me.
>> Leggete TUTTA l' intervista se volete capire MOLTO della situazione
>> odierna mondiale e italiana.
>> kappa
>>>> L'intervista al ministro dell'Economia
>> "E' la fine di un mondo" - Versione integrale
>> Tremonti dice che c'è più moralità in una Fiat che in un future Goldman
>> Sachs
> Tremonti è competente, intelligente e perspicace.
> Un po' di perplessità io l'avrei però nella fiducia che dà ad Obama.
> Ma forse sono io ad essere sempre prevenuto con gli americani...
Ciao Nino.
Ben arrivato.
Divertito ?
Bene.
Adesso sotto coi pomodori.
kappa
Guarda kappa che a) non ho copiato un cazzo di quello che ho riporto in quel
paragrafo. Ho solo perso tempo a legger ei suoi libri e mi è rimasto
qualcosa.
Non copiavo manco a scuola e sono molto creativo e inventivo, e pertanto
odio chi copia.
Finanche il pesto l'ho rivisato introducendoci la menta fresca.
Sò cosa è il DUMPING e capisco Tremonti quanto dice, senza però fare
pressioni su questo punto, che il problema non è tanto avere dei cambi fissi
ma regole certe e valide per tutti i paesi: rispetto della proprietà
intellettuale, condizioni di lavoro eque e stipendi non da fame e condizioni
di lavoro non da schiavismo, senza parlare dle rispetto delle norme
antiinquinamento.
I cinesi tra qualche anno pagheranno con la loro pelle il loro sviluppo
incontrollato : inevitabile èperchè il capitalismo è selvaggio in fondo
almeno così come è - con malattie, e disastri ambientali. Io se fossi un
atleta non ci andrei alle olimpiadi con stadi dove lo smog annebvbia la
vista da uno spalto ad un altro.
Faccio footing e prendo dei sentieri di campagna poco trafficati proprio per
non respisare a pieni polmoni smog dei gas di scarico. fabbriche qui non ci
sono.
Ma il dumping si combatte solo con tariffe doganali alte, ma qui l'Europa è
stata molto debole in virtù dell'ideologimsmo del liberismo: solo che noi ci
facciamo ste pippe mentali mentre ai cinesi non frega un cazzo. All'Europa è
convenuto la Cina perchè ha tenuto "bassa" - si fa per dire - l'inflazione
grazie alle merci a basso costo cinesi e sopratutto è un mercato primario.
Una politica troppo ptrotezionistica si rivolterebbe contro.
E' il paradosso della globalizzazione purtroppo.
Quindi è tremonti che racconta favole senz afare i conti con la realtà.
Dei cinesi che si ammazzano fra di loro di lavoro me non me ne frega un
cazzo, l'importante che rispettino la proprietà intellettuale e che riducano
l'inquinamento.
Del resto anche qua in Italia per tutto il 1900 c'è stato Dumping sociale:
lavoratori mal pgati - che solo con le battaglie sindacali (allora avevano
un senso i sindacati) si è arrivatio a condizioni di lavoro e salariali
eque. Quanto all'inquinamento non eravamo da meno ai cinesi, anche se il
loro inquinamento è quantitativamente maggiore in virtù dei numeri in ballo
1,5 milairid di persone contro 60 milioni di noi. In più iperconcentrazione
metropolitane mentre da noi vi erano poche aree metropoilitane. Ma non ti
dimenticare che napoli è stata avvelenata con i veleni del Nord e non ti
dimenticare di Seveso ma nemmeno dell'inquinamento che nel secolo scorso era
poco sentito. Sono cresciuto negli anni 80 con il terrore dell'inquinamento
industraile: all'epoca si parlava di piogge acide, buco dell'ozono, e
inquinamento dei fiumi e mari, mentre oggi grazie alla tecnologie e alle
norme più severe tali problemi sono stati ridimensionati. Oggi il nostro
nemico è il diossido di carbonio. La crescita di una nazione passa
inevitabilmente da dumping sociale e dumping ambientale altrimenti sarebbe
impossibile per un economia emergere o meglio difficile: l'India per esempio
anzichè giocare la carta dello sviluppo con produzioni industraili low-cost
punta su software e servizi che in sostanza inquinano di meno e vi è meno
sfruttamento del lavoro.
Il pesto mi è venuto bene e me lo richiedono anche i miei amici.
Se mi dai l'indirizzo te ne mando un barattolo via corriere con il ghiaccio
secco.
Spese di trasporto e imballo (il ghiaccio secco costa) a tue spese.
Il pesto te lo regalo volentieri.
"kappa" <k@k.it> ha scritto nel messaggio
news:488dc902$0$18151$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
> "Ulysses" <ulysses@noptovider.it> ha scritto nel messaggio
> news:488dc0a2$0$41659$4fafbaef@reader4.news.tin.it ...
>> E chi ha detto che debba essere in un governo di sinistra....
>> Io ho detto che sta nel governo sbagliato, o meglio con un capo del
>> governo
>> sbagliato, che è il Berlusconi.
> Guarda che i casi sono due : o sta con Berlusconi o sta con Veltroni.
> Non ci si scappa.
> Il resto sono fantasie inconsistenti.........e a me piace la concretezza.
>> Guarda che se in Italia avremm un vero governo di destra vera - destra
>> liberista vera - sarebbe una salvezza per questa nazione.
> Opinioni.............opinioni come mille altre possibili.
> Io guardo alla REALTA' PRESENTE.
>> ma invece abbiamo un fantoccio, uno pseudoliberista che non a caso è un
>> imprenditore in un settore iperprotetto come quello televisivo.
> Nel settore che tu definisci iperprotetto , il grande (si fa per dire)
> Agnelli, ha clamorosamente FALLITO, tant' è vero che ha venduto al
> Berlusca la sua TV che subito ha fatto rifiorire.
> Poi, già che ci siamo, protetta è la RAI che fa pagare il canone, mentre
> il Berlusca mi fa vedere il grande Valentino GRATIS.
>> Quanto a Tremonti, di cui apprezzo se non altro il coraggio di
>> "inventare"
>> qualcosa e una voglia di fare, è un bravo fiscalista.
> Ma cosa ne sai tu per dire se è bravo qui piuttosto che là.
>> Che adesso vuol fare l'economista.
> Tu ci metteresti Pecoraro Scanio vero ?
>> ritornando alla sua intervista, sembra quasi che la globalizzazione
>> l'abbiano volute le sinistre. Io mi son letto Globalizzazione di George
>> Soros e non dà certo la colpa alle sinistre, ma quanto ad una conseguenza
>> irreversibile del capitalismo che cerca le migliori allocazioni del
>> cvapitale e dove ha tassi di crescita maggiore.
>> Ti consiglio di leggere qualcosa di Soros, che seppur è un personaggio
>> criticabile è uno che se ha fatto soldi con il sistema si permette di
>> criticarlo e con tesi di partyenza molto interessanti: pensiero
>> popperiano,
>> concetto della società aperta., e teoria della riflessività dei mercati
>> che
>> è bene capirla anche anche pe ril piccolo investitore.
> Questa roba l' hai copiata e riportata pari pari.
>> Il pensiero Tremontiano è pieno di utopie, fa economista che suggerisce
>> ricette impossibili piuttosto che fare il ministro delle finanze.
> Aria fritta ..............cerca di parlare in CONCRETO.
>> Il suo pensiero puzza di autarchia, protezionismo
> Secondo te combattere le merci cinesi prodotte in DUMPING SOCIALE e
> DUMPING DA INQUINAMENTO bisogna farle entrare in Italia liberamente o
> bisogna mettere delle barriere PEREQUATIVE ?
> Proprio un' ora e mezza fa, il TG1 ha detto che malgrado la circolazione
> a targhe alterne a Pechino e la fermata di decine e decine di industrie
> molto inquinanti, oggi c'è un' aria IRRESPIRABILE.
> Le autorità cinesi sono MOLTO preoccupate e hanno dichiarato che, se
> sarà necessario, verranno fermate TUTTE (han detto TUTTE), le
> fabbriche.
> Riesci a capire adesso quanto la Cina risparmia sui costi di produzione
> SULLA PELLE del popolo cinese ?
> A questo punto la tua enorme CAZZATA sul protezionismo di Tremonti mi
> ha talmente fatto capire di che preparazione sei fatto che MI RIFIUTO
> di andare avanti a discutere.
> Tu Ulysses parla di pesto.
> E siccome sono sicuro, conoscendoti, che lo farai male , almeno danneggi
> solo il tuo palato.
> FINE.
> kappa
> PS
> Vatti a studiare il concetto di DUMPING prima di dire che Tremonti è un
> protezionista.
> Anzi, non studiare niente..............tanto non capiresti un fico secco.
> - basta leggere fra le
>> righe - e dice che la globalizzazione è il male assoluto che va
>> combattuto
>> con un ritorno a Bretton Woods che per carità va anche bene, però non sò
>> se
>> gli Usa - che campano di dollari - il Giappone, o la China o anche
>> l'Unione
>> Europea stessa vogliano un unica moneta mondiale. Sicuramente è un
>> processo
>> che accadrà ma lentamente, e adesso i tempi non sono maturi
>> assolutamente.
>> Altre tematiche dell'intervista è ilparallelismo con il 29: chi in questo
>> newsgruop sta in Borsa dal 2000 sà che il 29 è già successo: basta
>> prendere
>> un grafico azionaria dal 2000 ad oggi per capirlo. Oggi siamo nel post
>> 29, e
>> la realtà va ointerpretata considerando questo presupposto. Altriemtni si
>> fa
>> un errore madronale.
>> La bolla fu la new economy, non i derivati sul credito o i mutui
>> sub-prime.
>> Anzi i primi da alcuni anni a sta parte son quelli che dovevano far
>> scoppiare tutto il sistema, quanto invece è stato un eccesso di
>> generosità
>> nel concedere alcuni prestiti: un problema di natura bancaria insomma.
>> Quanto al sistema industraile italiano non i sembra che sia proprio bene.
>> C'è vitalità ma lòa strada è lunga: le nostre imprese sono piccole, e per
>> competere ci vogliono imprese grandi. Perchè non vara una politica di
>> riduzione fiscale per agevolare fusioni e acquisitizoni di microimrpese?
>> Perchè non dice al sistema bancario o finanziate investimenti produttivi
>> o
>> vi aumento le tasse?
>> Ricevo ogni tanto un email di un sito che ha un database di istituzioni
>> di
>> private equity, venture capitalist e banche di tutto il mondo interessata
>> a
>> progetti di investiento: il numero delle imprese italiane si conta su
>> qualche mano. .
>> Quanto al federalismo ben venga, in fondo vivo in una nazione la puglia
>> che
>> ha molte ricchezze naturali: bellezza dei territori, molto sole e vento e
>> terreni utili per le biomasse e coltivazioni energetiche, un'economia che
>> si
>> sta svegliando. Ma il federalismo della lega non è una visione politica
>> politica della realtà, ma è solo un gretto modo per avere più soldi.
>> Non è per principio che volete il federalismo ma solo per opportunismo.
>> ma non penso che sarà la soluizione ai mali dell'Italia così come pensi
>> tu o
>> Tremonti.
>>>> Il pesto mi è riuscito bene!
>>> "kappa" <k@k.it> ha scritto nel messaggio
>> news:488da186$0$18151$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
>>>>>>> "Ulysses" <ulysses@noptovider.it> ha scritto nel messaggio
>>> news:488d9e95$0$18154$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
>>>> Kappa devo preparare il pesto, quindi non ho tempo per rispondere, mi
>>>> riserverò di farlo dopo.
>>>> Condivisibile il tremonti pensiero per certi versi, anche se non dice
>>>> nulla di nuovo, pe ril resto ha sempre l'handicap di berlusconi.
>>>> E' un pensiero utopico e che puzza di autarchia e ritorno al piccolo
>>>> mndo
>>>> antico, che non è possibile.
>>>> Se lui pensa al bilancio berlusconi pensa ai cazzi suoi.
>>>> E' l'uomo giusto nel governo sbagliato.
>>>>> E tu pensi che se Tremonti fosse in un governo di SINISTRA riuscirebbe
>>> a
>>> varare il Federalismo Fiscale ?
>>> Vedi Ulisse perchè a volte non ti rispondo nemmeno ?
>>> Perchè dici certe cazzate che SI COMMENTANO DA SOLE.
>>> Tu pensi davvero che se il romano di Roma Ladrona VELTRONI avesse
>>> nella
>>> sua compagine governativa Tremonti lo aiuterebbe a realizzare il
>>> Federalismo Fiscale ?
>>> Dai Ulysses.............vai a fare il pesto che è meglio..........lascia
>>> stare il buonsenso e la politica.
>>> E' roba troppo seria per uno come te.
>>> kappa
>>>>>>>>>>>
<k@k.it> ha scritto nel messaggio
news:488d9894$0$18155$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
> E' lunga ma tutta da leggere per capire il valore di Tremonti.
Scusatemi se torno su Tremonti ma il personaggio merita
attenzione.
Di Giulio Tremonti, tanto per cominciare, voglio ricordare
tre recentissimi passaggi.
Il primo riguarda i condoni da lui effettuati durante la
legislatura 2001-2006.
Qualche giorno fa la Corte di Giustizia dell'Unione
europea ha condannato l'Italia per il condono sull'Iva
del 2002 e per il condono "tombale" del 2004.
La motivazione è durissima: "Richiedendo il pagamento di
un'imposta assai modesto rispetto a quello effettivamente
dovuto, la misura in questione ha consentito ai soggetti
interessati di sottrarsi agli obblighi ad essi incombenti.
Ciò rimette in discussone la responsabilità che grava su
ogni Stato membro di garantire l'esatta riscossione dell'imposta.
Per questa ragione la Corte dichiara che la Repubblica italiana
è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti ai sensi degli
articoli..." eccetera eccetera. Stupefacente il commento di
Tremonti con una nota ufficiale del suo ministero: "Messaggio
ricevuto. Per il futuro c'è un esplicito impegno del governo
ad evitare nuovi condoni".
Bene. I lettori ricorderanno che in tutto quel quinquennio
la politica
economica di Tremonti fece dei condoni lo strumento principale
insieme ad altri trucchi della cosiddetta finanza creativa.
La ragione di questa bizzarra e bislacca strategia fu quella
di invogliare i contribuenti disonesti a patteggiare su una base
minimale che procurasse tuttavia entrate capaci di far cassa
fino al mutamento congiunturale che Tremonti dava per
imminente.
Ma poiché quel mutamento tardava, l'evasione aumentava
e il debito pubblico anche, il risultato fu che nel 2006 Tremonti
consegnò a Padoa-Schioppa un'economia a crescita zero, un deficit
del 4,6 del Pil, l'Italia sotto inchiesta europea per infrazione
degli accordi di stabilità e l'avanzo primario tra spese e entrate
annullato. Spettò a Padoa-Schioppa e a Visco di raddrizzare
quella catastrofe, cosa che riuscirono a fare in meno di un
biennio senza imporre alcuna nuova tassa né aumentare alcuna
aliquota ed anzi abbassando di 5 punti le imposte sulle imprese
e sul lavoro. Messaggio ricevuto, dice oggi Tremonti. Il quale
ovviamente sapeva di violare con i suoi condoni le regole
della Comunità europea e di fare contemporaneamente
un enorme favore agli evasori.
Secondo passaggio. Tremonti ha presentato lo sgravio
dell'Ici indicando una copertura di 2.600 miliardi. Successive
analisi della Commissione bilancio e del servizio studi del Senato
hanno accertato che il costo di quella misura era di un miliardo
e mezzo in più. Un ministro-statista del calibro di Tremonti non
dovrebbe presentare provvedimenti scoperti per oltre un terzo.
Adesso comunque la copertura è saltata fuori.
Da dove non è chiaro. Perciò domando: da dove?
Mi si dice: nelle pieghe del bilancio c'è sempre qualche
riserva. Qualche tesoretto? O che cosa?
Terzo passaggio. Polizia e Carabinieri stanno facendo il diavolo
a quattro per i tagli al ministero dell'Interno e della Difesa.
Hanno ragione. Anche Berlusconi, anche Maroni, anche La Russa
stanno strepitando. Ed ecco la brillante idea: ci sono caserme
e immobili del demanio da vendere.
Vendiamole e col ricavato diamo un po' di soldi alla Polizia
e ai Carabinieri. In realtà quando si vende un bene del demanio,
cioè del patrimonio dello Stato, il ricavato dovrebbe andare
a diminuzione del debito pubblico.
Non è così, onorevole ministro? Non a spese correnti, tanto
più che i ricavi di una vendita sono "una tantum" e allora?
Tre passaggi, tre fotogrammi, un personaggio.
Un po' bugiardino. Con poca coerenza e molta "volagerie"
negli atti e nelle opinioni.
A lui sono affidati i nostri destini economici, mi viene la pelle
d'oca al solo pensiero.
.................................................. ..............
Scusatemi se torno su Tremonti ma il personaggio merita attenzione.
Dice che quella che stiamo attraversando è la crisi internazionale
più grave dal 1929 e forse peggio di allora. Dice che fu il solo
ad averlo capito fin dal giugno 2007. Veramente in quegli stessi
giorni lo scrisse anche Stiglitz, premio Nobel per l'economia,
lo scrisse anche Nouriel Roubini, docente alla New York University
e, assai più modestamente, anche il sottoscritto.
Comunque Tremonti capì e me ne rallegrai a suo tempo con lui.
Ma visto che aveva capito, sapeva fin da allora che soldi da buttar
via non ci sarebbero stati. Perciò avrebbe dovuto fermare la mano
di Berlusconi quando promise in campagna elettorale l'abolizione
dell'Ici e l'effettuò nel suo primo Consiglio dei ministri.
Avrebbe risparmiato 4 miliardi di euro, un vero tesoretto da
destinare alla detassazione dei salari. Invece non l'ha fatto.
Quattro miliardi buttati al vento.
Non va bene, onorevole Tremonti. So che lei ha in mente
di utilizzare la Cassa depositi e prestiti, il risparmio postale
e le Fondazioni bancarie per finanziare le infrastrutture. E' un
progetto ardito, soprattutto ardito usare il risparmio postale.
Comunque, di quali infrastrutture si parla? Quelle disegnate
col gesso da Berlusconi nel 2001 sulla lavagna di Vespa
e rimaste al palo? Vorremmo un elenco, le priorità,
il rendimento e l'ammontare delle risorse. Si tratta
comunque di progetti ad almeno tre anni.
Nel frattempo dovranno intervenire le banche.
Sempre le banche. Per Alitalia, per le infrastrutture,
per gli "swap", per i mutui immobiliari.
Intanto i tassi salgono, gli oneri per il Tesoro aumentano,
la pressione fiscale non diminuirà. La sua Finanziaria è piena di
buchi e dove non ci sono buchi ci sono errori di strategia.
Lei ha gratificato D'Alema con l'appellativo di statista.
D'Alema se lo merita immagino l'avrà ringraziata.
Ma non s'illuda con questo di averne fatto un suo "supporter".
D'Alema è amabile ma molto mobile, cambia spesso scenario.
E poi, se lei ha
bisogno dell'opposizione per discutere di federalismo fiscale,
non le basterà D'Alema.
Ci vorrà tutto il Partito democratico, ci vorranno le
Regioni e Comuni, ci vorranno le parti sociali. Non credo
che il vostro
federalismo diventerà legge in nove minuti e mezzo.
Intervista a Tom DeMark del 23/1/07
PAULETTO: Per il celebre analista (ma lui preferisce definirsi market timer) il
ribasso dei listini azionari è prossimo. di Massimiliano Malandra -
27-01-2007
PAROLA AL GURU/2 «Non sono certo ottimista...
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.® \( ~Kan~ \): Nelle prime ore di stamattina ci siamo recati presso la postazione del
celebre Er Sòla
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31-01-2006 10.41.58
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stratega sensitivo: copi/incollo
Tremonti: "Carovita colpa dell'euro
Ormai è difficile sopravvivere
--------------------------------
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