Trarre previsioni attendibili da dati oggettivi e quantificabili e non da
valutazioni soggettive e generiche, è sempre stato il sogno di ogni
investitore
Partendo da questo presupposto cosa meglio di un grafico poteva risultare
idoneo per una analisi di questo tipo? E' questa la base su cui poggia
l'analisi grafica.
Ha qualche controindicazione? Sì: non funziona!
Premesso che in ambito scientifico non devono essere i detrattori a
dimostrare l'inconsistenza della teoria proposta ma i fautori a provarne la
validità, andiamo ad analizzare i motivi dell'inadeguatezza di questa
metodologia.
Come tutte le teorie anche l'analisi tecnica necessita di presupposti
condivisi, leggi dalle quali partire per poter poi dimostrare quanto si
asserisce. Nella fattispecie sono due:
1.. il mercato sconta tutto. In altre parole il prezzo di un titolo
comprende, oltre al proprio valore economico, anche tutta una serie di altre
componenti (psicologiche, sociali, ambientali...) che possono influenzarlo;
2.. la storia si ripete. Vale a dire gli investitori tenderanno a
comportarsi in maniera analoga di fronte a situazioni simili.
Ora il problema non è verificare la veridicità o meno di questi due "dogmi",
quanto rilevare che su questi due assunti non si può fondare un modello di
previsione a breve termine.
Infatti, riferendoci al primo punto, la differenza tra il prezzo di una
azione ed il suo valore "fondamentale", che potremmo definire il valore
"speculativo" del titolo, è un dato di basilare importanza per l'investitore
e mi pare semplicistico l'approccio tecnico che ritiene del tutto
irrilevante questo tipo di informazione.
Per quanto riguarda il secondo punto, basta far notare che le condizioni
mutano in continuazione.
Salutare analoghe due situazioni solo perché graficamente simili può farci
incorrere in errori anche grossolani.
Partendo quindi da presupposti non fondati, gli analisti tecnici hanno fatto
scaturire una serie di indicatori che, per i motivi sopra esposti, non sono
sostenuti dalla logica. Tra questi, quelli che hanno ottenuto la maggior
notorietà, sono i " supporti" e le " resistenze".
Sgombro il campo da qualsiasi dubbio. Ritengo i supporti e le resistenze una
colossale sciocchezza.
Se due analisti tecnici di fronte allo stesso grafico calcolano ed ottengono
valori di supporto e resistenza differenti, la conclusione alla quale si
deve arrivare non è che ne esistono diversi, bensì che i supporti e le
resistenze non esistono. Sono dei miraggi, ovvero delle cose che alcuni
credono di vedere..., delle illusioni. Proprio come miraggi, man mano che ci
avviciniamo, si spostano, si offuscano, si dissolvono. Andare "a caccia" di
supporti e resistenze non è quindi un lavoro impossibile, è semplicemente
inutile.
A questo punto già mi sembra di udire l'obiezione che spesso mi sono sentito
rivolgere: ma se l'analisi tecnica non è supportata dalla logica e da solide
basi, come mai ha ottenuto un simile successo al punto da essere insegnata
anche in ambito universitario?
Rispondo con Einstein: "Conosco solo due cose infinite, l'Universo e la
stupidità del genere umano, e della prima non ne sono ancora certo".
Ho bollato come "sciocchezze" i supporti e le resistenze, così come definiti
dall'analisi tecnica. Ma non pensiate che io consideri degli
"sciocchi"coloro che impiegano questi indicatori
Considerato che al momento non esiste alcuna procedura "tecnica" di
previsione dei corsi borsistici, preferire una di queste metodologie
d'investimento ad un'altra rientra nel campo delle scelte individuali.
Ne consegue che una persona, intimamente convinta dell'efficacia del metodo,
bene fa ad impiegarlo se questo poi gli è d'aiuto nel prendere delle
decisioni di acquisto/vendita in maniera meno emotiva (tecnica appunto!).
Sull'esistenza o meno dei supporti e delle resistenze occorre in ogni caso
fare chiarezza.
L'analisi grafica di un titolo in un arco di tempo definito, un anno ad
esempio, evidenzierà un punto di massimo, magari raggiunto o avvicinato più
volte, ed un punto di minimo, anch'esso raggiunto o avvicinato più volte.
Possiamo pure definire tali valori come "resistenze" e "supporti", non
dobbiamo però dimenticare di aver eseguito una analisi a posteriori.
Gli stessi indicatori nulla ci dicono in sede di analisi a priori, in quanto
non possono essere impiegati per un' analisi "previsionale". E questo non mi
pare cosa da poco.
A questo punto quindi... che c'è di male? Vale a dire... una volta
dimostrato che l'analisi tecnica non funziona, vi sono altre
controindicazioni? Purtroppo sì!
Il rischio insito nell'analisi tecnica, paradossalmente ma non troppo,
cresce con l'aumento della sua diffusione. Ricorriamo ad un esempio.
Supponiamo che un sedicente analista (meglio se statunitense) pubblichi un
libro nel quale sia teorizzata una sua innovativa tecnica di investimento:
l'Analisi Alfabetica.
Questa consiste nell'acquistare il primo giorno del mese i titoli che
iniziano con la lettera A, il secondo con la lettera B e così via fino alla
Z. Certo è un metodo bizzarro e privo di qualsiasi logica. Supponiamo in
ogni caso che, per quelle strane combinazioni della vita, ci sia un numero
sempre crescente di persone che lo utilizzi.
Ciò comporterà che i titoli i cui nomi iniziano con le prime lettere
dell'alfabeto tenderanno a crescere nei primi giorni del mese e quelli con
lettere finali negli ultimi, avvalorando in questo modo questa astrusa
teoria.
Supponiamo ora che io sia Morgan Stanley, Schroeder, JPMorgan o....insomma
avete capito, uno di quegli organismi che manovrano miliardi di dollari.
Siamo all'incirca a metà mese, e mi trovo in corpo una gran quantità di
Alitalia di cui voglio assolutamente liberarmi. Che fare?
E' chiaro... attenderò una quindicina di giorni, l'inizio del nuovo mese. In
quella data infatti un bel numero di sprovveduti, seguendo le indicazioni
fornite dal metodo, acquisterà queste azioni solo perché iniziano con la
lettera A.
E' chiaro ora il rischio dell'analisi tecnica e il paradosso che ne
consegue?
Nata con lo scopo di prevedere cosa farà il mercato (ossia coloro che non la
utilizzano), rischia di essere preda del mercato che conosce in anticipo
come si muoveranno gli analisti tecnici.
_________________________________
Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto,
l'ultimo fiume avvelenato,
l'ultimo pesce pescato,
l'ultimo animale libero ucciso...
Vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
(Nativi Cree).
Re: L'ANALISI TECNICA NON FUNZIONA. SUPPORTI E RESISTENZE SONO SOLO SCIOCCHEZZE
C'è un GAP aperto a 0,22!!!!® <Ziosegnalll@Zio.itt> wrote:
> Nata con lo scopo di prevedere cosa farà il mercato (ossia coloro che
> non la utilizzano), rischia di essere preda del mercato che conosce
> in anticipo come si muoveranno gli analisti tecnici.
.... già già ...
.... peccato che l'analisi grafica che si legge sui libri, un trader di
professione non la usa più nel modo indicato nei libri ...
Re: L'ANALISI TECNICA NON FUNZIONA. SUPPORTI E RESISTENZE SONO SOLO SCIOCCHEZZE
"Il Russo" <il_russo@VIAQUESTOlibero.it> ha scritto nel messaggio
news:g6555p$jrm$1@nnrp-beta.newsland.it...
> C'è un GAP aperto a 0,22!!!!® <Ziosegnalll@Zio.itt> wrote:
>> Nata con lo scopo di prevedere cosa farà il mercato (ossia coloro che
>> non la utilizzano), rischia di essere preda del mercato che conosce
>> in anticipo come si muoveranno gli analisti tecnici.
>> ... già già ...
> ... peccato che l'analisi grafica che si legge sui libri, un trader di
> professione non la usa più nel modo indicato nei libri ...
> ... la "usa" ...
> hihihihihihihi
cosi uno a caso.....
Con soli 100 Euro puoi acquistare ora l'elenco dei quattordici libri che
condizioneranno per sempre il tuo successo nella vita e sui mercati
finanziari!
Avrai in omaggio "I 27 comandamenti per investire con successo"
Vincere è possibile ma solo se si conosce profondamente se stessi. Il tuo
successo parte da qui.