GNUTTI, L'UOMO CHE GUIDÒ LA SCALATA TELECOM, È VICINO AL FALLIMENTO
CHICCO BOLLITO - GNUTTI, L'UOMO CHE GUIDÒ LA SCALATA TELECOM, È VICINO AL
FALLIMENTO: VERDETTO ATTESO IL 23 LUGLIO - CON LUI, RISCHIANO LE BANCHE CHE
LO HANNO FINANZIATO (MONTEPASCHI IN PRIMIS).
Vittorio Malagutti per "L'espresso"Sarà il tribunale di Brescia a decidere
se il finanziere Emilio 'Chicco' Gnutti uscirà di scena da fallito. Saranno
i giudici a valutare se Fingruppo, la holding dell'ex condottiero della
razza padana, merita davvero di chiudere i battenti travolta dalle perdite,
così come hanno chiesto, con un provvedimento severo e abbastanza raro, i pm
Silvia Bonardi e Antonio Chiappani. Alcuni mesi fa i due magistrati hanno
aperto un'indagine sui conti di Hopa, la cassaforte storica di Gnutti e dei
suoi alleati, bresciani e non.
Si ipotizza il falso in bilancio. Ed è proprio seguendo il filo di questa
indagine che i pubblici ministeri, sulla scorta di una consulenza tecnica,
hanno deciso di chiedere l'insolvenza di Fingruppo, che di Hopa è il
maggiore azionista con una quota del 35,3 per cento. Il verdetto è atteso
per il 23 di luglio. Ormai, però, il bresciano venuto dal nulla, il
giocatore d'azzardo con ambizioni da imprenditore, è finito fuori dal giro
che conta.
Bersagliato da condanne penali, multe e umilianti patteggiamenti, Gnutti
dovrà d'ora in poi accontentarsi di rincorrere affari marginali, magari
mettendo a frutto qualche amicizia dei bei tempi andati. Insomma, una
sentenza in più o una in meno, poco importa per il finanziere che scalò la
Telecom. Anche se, in teoria, il fallimento dichiarato d'ufficio per la sua
Fingruppo potrebbe portarsi dietro lo sgradevole ulteriore contrattempo di
un'indagine per bancarotta.
Il rischio di gran lunga più grave, un macigno che vale centinaia di milioni
di euro, adesso resta pericolosamente sospeso sulla testa dei banchieri, i
capi degli istituti che hanno generosamente finanziato la rapidissima ascesa
del finanziere di Brescia. Primo tra tutti il Monte dei Paschi di Siena e
poi il veronese Banco Popolare, che si è preso in carico attivi e passivi
della Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani. La trama, una sorta di horror
della finanza, è piuttosto semplice. A marzo Hopa si è vista sfilare la sua
partecipazione del 3,7 per cento in Telecom, messa all'asta dalla Royal Bank
of Scotland a cui l'aveva data in pegno.
Una volta svanito il suo asset di gran lunga più importante, il bilancio di
Hopa, già in forte perdita, si è definitivamente sgonfiato. I cavalieri
bianchi, prima la finanziaria veneta Palladio e poi la Sopaf di Giorgio
Magnoni, si sono tirati indietro. Risultato: il cerino acceso è rimasto alle
banche e a Fingruppo, cioè la cerchia degli amici storici di Gnutti,
famiglie di Brescia e dintorni come Lonati, Bertoli, Bossini, Marinelli e
molti altri ancora. Solo che Fingruppo si reggeva su Hopa. Crollata
quest'ultima, la prima si è trovata con le spalle al muro. Il che, tradotto
in cifre, significa 453 milioni di perdite a fine 2007 (più altri 45 milioni
nei primi quattro mesi del 2008), circa 410 milioni di debiti (291 con le
banche) e all'attivo titoli e partecipazioni per poco meno di 300 milioni.
Con numeri come questi le speranze di ripartire sono ridotte al lumicino. A
meno che qualcuno dei soci non decida di mettere mano al portafoglio per una
sostanziosa iniezione di capitali freschi. Niente da fare: nessuno ha
risposto all'appello. Neppure Gnutti. Il capolinea era dietro l'angolo. Ad
aprile l'assemblea degli azionisti ha deciso di mettere in liquidazione
Fingruppo.
Era una mossa disperata nel tentativo di pilotare un accordo con i creditori
bancari sotto forma di concordato. Non per niente nella relazione degli
amministratori alla situazione patrimoniale di Fingruppo al 30 aprile scorso
si legge che "la maggior parte dell'indebitamento è a breve e la società in
caso di una richiesta di rientro non sarebbe in grado di farvi fronte".
Quindi solo l'intesa con le banche poteva evitare l'affondamento. Solo che
adesso l'intervento a gamba tesa della procura rischia di mandare all'aria
tutti i piani.
Non è detto che a fine luglio il tribunale accolga la richiesta dei pm. Ma
se alla fine venisse davvero scongiurato il fallimento, anche la soluzione
meno cruenta, cioè la liquidazione, resta tutta in salita. Per molti
creditori, in primis le banche, i conti proprio non tornano. Negli anni
scorsi questi finanziatori hanno ricevuto pacchetti di titoli a garanzia dei
prestiti elargiti a Fingruppo. Di recente, però, la crisi generalizzata dei
listini ha mandato a picco il valore di quei pegni. Come dire, la coperta è
sempre più corta. Le perdite di Gnutti e soci rischiano di ricadere anche
sui suoi (un tempo) volonterosi compagni di strada.
Qualche numero per dare un'idea della situazione. Il debito con le banche a
fine aprile ammontava a circa 290 milioni. A quell'epoca però il valore
delle garanzie offerte da Fingruppo era già sceso fino a quota 126 milioni.
Una cifra che negli ultimi due mesi è diminuita ancora per effetto dei nuovi
ribassi di Borsa. Prendiamo il gruppo Monte dei Paschi, esposto per
complessivi 101milioni.
Una fetta di questo credito, circa 47 milioni, è garantita da un pacchetto
di titoli, in gran parte A2A e Ubi, che in base alle quotazioni borsistiche
di queste giorni vale poco più di 31 milioni. Il resto dei prestiti, cioè 54
milioni, fa capo alla Banca agricola mantovana (Bam) controllata
dall'istituto senese presieduto da Giuseppe Mussari. E qui il buco
potenziale appare ancora più ampio, perché l'unica garanzia è costituita da
un pacchetto di azioni Hopa (non quotata in Borsa) valutato poco più di 18
milioni di euro.
Se la passa ancora peggio il Banco Popolare che, a fronte di un
finanziamento di 154 milioni (eredità della Popolare di Lodi), possiede in
pegno titoli Hopa per un valore di circa 30 milioni, a cui si aggiungono
obbligazioni per 25 milioni. Quindi per la banca guidata da Fabio Innocenzi
le perdite presunte si aggirerebbero intorno ai 100 milioni di euro. Va
detto però che nel bilancio 2007 l'istituto veneto ha già svalutato per 44
milioni i propri crediti nei confronti della galassia Gnutti.
Così, se adesso Fingruppo chiude i battenti e la stessa Hopa va in
liquidazione, sarà difficile per le banche evitare nuove pesanti perdite.
Che andranno ad aggiungersi a quelle cospicue del recente passato. Tra il
2006 e il 2007 il Monte dei Paschi ha già svalutato di 138 milioni la
propria partecipazione del 9,6 per cento nel capitale Hopa. Non finisce qui,
perché pochi mesi fa l'istituto senese ha comprato la Banca Antonveneta con
il suo 5 per cento di Hopa. Altre perdite in vista, quindi, per il Monte dei
Paschi, che di fatto è diventato il socio forte della holding più importante
dei bresciani.
Con l'aria che tira si capisce che le banche avrebbero tutto l'interesse a
trovare in gran fretta una via d'uscita. Magari con un concordato che
trasformasse i loro crediti in capitale. A quel punto potrebbero gestire la
liquidazione di quel che resta dell'impero dei bresciani. Ma neppure i
banchieri sono fin qui stati capaci di trovare un'intesa tra loro. Il
negoziato continua. Ma adesso dietro l'angolo c'è la procura, pronta a
fischiare la fine della partita.
Re: GNUTTI, L'UOMO CHE GUIDÒ LA SCALATA TELECOM, È VICINO AL FALLIMENTO
"g.dileva" <g.dileva@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:g4lt4q$n25$1@nnrp.ngi.it...
> CHICCO BOLLITO - GNUTTI, L'UOMO CHE GUIDÒ LA SCALATA TELECOM, È VICINO AL
> FALLIMENTO: VERDETTO ATTESO IL 23 LUGLIO - CON LUI, RISCHIANO LE BANCHE
> CHE
> LO HANNO FINANZIATO (MONTEPASCHI IN PRIMIS).
> Ma adesso dietro l'angolo c'è la procura, pronta a
> fischiare la fine della partita.
Ma come mi dispiace.... :-D
(anche se sono certo non finiranno a chiedere l'elemosina, purtroppo...)
Re: GNUTTI, L'UOMO CHE GUIDÒ LA SCALATA TELECOM, È VICINO AL FALLIMENTO
"g.dileva" <g.dileva@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:g4lt4q$n25$1@nnrp.ngi.it...
> CHICCO BOLLITO - GNUTTI, L'UOMO CHE GUIDÒ LA SCALATA TELECOM, È VICINO AL
> FALLIMENTO: VERDETTO ATTESO IL 23 LUGLIO - CON LUI, RISCHIANO LE BANCHE
> CHE
> LO HANNO FINANZIATO (MONTEPASCHI IN PRIMIS).
> Vittorio Malagutti per "L'espresso"Sarà il tribunale di Brescia a decidere
> se il finanziere Emilio 'Chicco' Gnutti uscirà di scena da fallito.
> Saranno
> i giudici a valutare se Fingruppo, la holding dell'ex condottiero della
> razza padana, merita davvero di chiudere i battenti travolta dalle
> perdite,
> così come hanno chiesto, con un provvedimento severo e abbastanza raro, i
> pm
> Silvia Bonardi e Antonio Chiappani. Alcuni mesi fa i due magistrati hanno
> aperto un'indagine sui conti di Hopa, la cassaforte storica di Gnutti e
> dei
> suoi alleati, bresciani e non.
> Si ipotizza il falso in bilancio. Ed è proprio seguendo il filo di questa
> indagine che i pubblici ministeri, sulla scorta di una consulenza tecnica,
> hanno deciso di chiedere l'insolvenza di Fingruppo, che di Hopa è il
> maggiore azionista con una quota del 35,3 per cento. Il verdetto è atteso
> per il 23 di luglio. Ormai, però, il bresciano venuto dal nulla, il
> giocatore d'azzardo con ambizioni da imprenditore, è finito fuori dal giro
> che conta.
con un bel falso in bilancio ci sarà qualche capitale sparso in giro,di
solito cadono in piedi; in questo bel paese do sole-chitarra e mandolino
solo i bar vengono chiusi per mancata emissione di scontrino fiscale.
Domanda: telecom e Guido Rossi storia infinita????
ettore muti: Storia della Telecom dal 97.Privatizzata ,2000 OPA dei Bresciani , 2001 Mega
pacco di TRONKETTA agli AMERICANI della Cisco ,ditta da 200m di eu ,venduta
a 2md di...