Raccomandazioni I Migliori... ...e I Peggiori
Titolo Data Giudizio Emittente Target
TitoloVariazione
%
%
%
%
%
TitoloVariazione
%
%
%
%
%

Torna indietro   Borsa Italia > Borsa

 
Strumenti discussione Modalità visualizzazione
  #1  
Vecchio 03-07-2008, 23.37.16
C'è un GAP aperto a 0,22!!!!®
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Intel: WiMAX in Italia? Speriamo

Intel: WiMAX in Italia? Speriamo

Le licenze ci sono ma non ancora tutte le frequenze necessarie. Le grandi
telco non ne parlano più ma un motivo c'è. Punto Informatico ne discute con
il responsabile WiMAX di Intel Italia


Roma - Il tempo del WiMAX non è ancora arrivato. Ma basteranno pochi mesi
per vederlo decollare definitivamente nel nostro paese, mentre negli USA
cominciano già a vedersi i primi risultati. Questa la convinzione di Carmine
Stragapede, Telco and Mobility Manager di Intel Italia, che a Punto
Informatico racconta dell'impegno assunto dalla sua azienda nello sviluppo
del concetto di Internet in mobilità.

"C'è un aspetto importante da sottolineare - racconta Stragapede - Pensando
dal punto di vista globale, la rete in movimento è il prossimo passo che
aiuterà a fornire applicazioni e servizi che oggi sono disponibili solo su
una postazione fissa". Ed è proprio un questa ottica, spiega, che "WiMAX ha
un vantaggio competitivo: nasce dalle stesse menti che hanno inventato
Internet, e oggi ha 2 o 3 anni di vantaggio tecnologico su altre soluzioni
di cui ancora non c'è una data di implementazione certa".

Scegliere su quale soluzione tecnologica puntare, precisa Stragapede, è un
compito che spetta agli operatori. Ma "WiMAX e altre tecnologie hanno delle
similitudini: entrambe richiedono un importante aggiornamento della rete. Il
percorso evolutivo da 3G a 4G - spiega - è indipendente dalla scelta che gli
operatori faranno sulla tecnologia per andare a 4G".

Stragapede, curiosamente, non nomina mai la sigla che è il vero e proprio
spauracchio del WiMAX: Long Time Evolution, LTE, quella evoluzione
dell'attuale HSPA che dovrebbe traghettare gli attuali operatori UMTS fino
alla quarta generazione della telefonia mobile. Non ha problemi, comunque,
ad ammettere che "la cultura di certe geografie, come l'Europa, è
3G-oriented", e quindi "parli più volentieri delle cose che hai in casa e
che conosci". Ma, ci tiene a precisare, "nel resto del mondo è diverso".

"Gli operatori infrastrutturali - racconta - stanno lavorando su WiMAX così
come sulle sue alternative: ma dal punto di vista tecnologico, la realtà
oggi è WiMAX". E se "in Europa parlano solo delle alternative" forse è
perché "non si sono posti veramente il problema: quando dovranno valutare
tecnologicamente l'alternativa, torneranno a parlare di WiMAX". Fino ad
oggi, precisa, nessuno ha ancora davvero deliberato reali investimenti:
quando "si dovrà aprire il portafoglio, allora si faranno le vere scelte".
Chi vorrà essere leader 4G, spiega, prenderà senz'altro in considerazione i
vantaggi WiMAX. "Intel - ribadisce - spinge e supporta WiMAX, perché lo
riteniamo prestazionalmente migliore e in grado di garantire all'utente
finale anche vantaggi dal punto di vista economico". L'azienda di Santa
Clara lo fa principalmente, ma non solo, puntando sui dispositivi: "Così
come nel 2003 con WiFi e Centrino, il nostro sforzo si concentra
nell'integrazione di WiMAX all'interno delle nostre tecnologie di
processore" spiega Stragapede, che ribadisce che si comincerà proprio con
l'ormai prossimo Centrino 2 (Montevina).

Ma non di soli laptop si parla: "Si stanno sviluppando oggi due nuove
categorie di prodotto: i cosiddetti netbook avranno una vita propria, e
faranno parte di un portafoglio di dispositivi che il professionista - se
sostenuto adeguatamente dagli operatori - potrà utilizzare per restare
sincronizzato con un desktop e un Mobile Internet Device". Quest'ultimo sarà
un dispositivo che "si adeguerà alla struttura di Internet, un po' come fa
oggi l'iPhone ma anche andando oltre, permettendo di vivere una esperienza
internet come su un computer fisso ma in mobilità".

In questo paradigma, naturalmente, si inserisce anche Atom: "L'idea è quella
di prendere l'architettura che Intel ha contribuito a realizzare sui desktop
e portarla in movimento: in questa maniera - dice Stragapede - le stesse
applicazioni che uso sul notebook le potrò utilizzare anche sul
telefonino-PDA. Le versioni dei portali che devono essere scritte per i
dispositivi mobili non avranno più senso di esistere".

L'appuntamento per dare un'occhiata a quello che Intel ha in serbo è il
prossimo CES di Las Vegas: in questi mesi, invece, la roadmap si concentrerà
soprattutto sull'uscita dei primi netbook basati su Atom - disponibili in
quantità da settembre - che inizieranno ad integrare, così come i notebook
con Centrino 2, i dispositivi di comunicazione per il WiMAX a 2,5 e in
seguito anche a 3,5 GHz.

Proprio su questa dualità di frequenze si gioca parecchio del futuro del
protocollo 802.16: la penetrazione all'interno delle abitazioni a 3,5 GHz è
insufficiente, e in Italia l'attuale licenza consente soltanto di lavorare
su questa banda. Altrove, racconta Stragapede, come "negli USA, dove stiamo
già parlando di frequenze da 2,5 GHz, gli operatori si stanno muovendo
velocemente: si investe perché è possibile risolvere le problematiche del
wireless broadband, coprire le aree a bassa densità di popolazione, si
riesce ad implementare reti che consentono di fare handover e garantire la
connessione in mobilità".

Ma "lo sviluppo del WiMAX a 2,5 GHz, con l'obiettivo di raggiungere grandi
quantità di utenti entro la fine del 2008, non è cosa limitata agli Stati
Uniti: ci sono altre aree che stanno lavorando in questo senso, come la
Russia e l'Olanda. Ad Amsterdam ad esempio - sottolinea - il WiMAX Forum ha
ratificato il modello di implementazione ideale della roadmap di passaggio
da 3,5 a 2,5 GHz". Lo sviluppo di WiMAX, dunque, secondo Intel procede a due
velocità: laddove le frequenze da 2,5 GHz erano disponibili sono in molti a
scommettere su questa tecnologia, mentre in Italia ci sono alcuni che si
stanno muovendo un po' più lentamente, ma che puntano comunque ad iniziare
la copertura di alcune zone con il segnale a 3,5. "Significa che quando ci
sarà la gara per l'assegnazione delle nuove frequenze, saranno pronti".

Tempo stimato? "Nel giro di un paio d'anni si andrà verso la
standardizzazione a 2,5 GHz". Anche in Italia? "Oggi comincio con il 3,5 per
le zone a bassa densità di popolazione, nelle case ci vado col WiFi. Nel
momento in cui si libera il 2,5, a quel punto l'infrastruttura ce l'ho:
cambio BTS (il sistema di trasmissione, ndr) e porto la copertura a questa
frequenza, in una vera e propria roadmap evolutiva". Intel, da parte sua, ha
pronti dei dispositivi che possono consentire la combinazione di WiMAX e
WiFi, e Stragapede conferma che la sua azienda è in contatto con due dei più
attivi assegnatari di licenza WiMAX: AriaADSL e Linkem.

"Il nostro lavoro come Intel è quello di contribuire a creare un
ecosistema - spiega Stragapede - Mettiamo in campo la nostra capacità di
guidare l'industria verso la creazione di una massa critica: individuiamo
una linea strategica di sviluppo e poi lavoriamo per costruire ed innovare".
Ma "per riuscire - precisa - occorre fare squadra: in Italia ci sono aziende
con le quali abbiamo collaborato per il WiFi: ripetere questa esperienza,
per portare un messaggio coerente sull'abbattimento del digital divide, è
nelle nostre speranze, puntiamo a creare quelle sinergie che consentano di
rendere il WiMAX una realtà".

Sarebbe possibile replicare in Italia il modello USA, che comprende
operatori e fornitori di contenuti? In linea teorica, secondo Stragapede,
assolutamente sì: ma "non ci sono in cantiere operazioni di quella portata
perché le condizioni a contorno non sono ancora presenti: mi auguro che con
il contributo degli organi regolatori e delle realtà che che possono dare
una spinta infrastrutturale concreta, si vengano a creare in tempi brevi.
Nel frattempo - spiega - guardo con invidia alle cose meravigliose fatte in
Olanda e in particolare ad Amsterdam".

D'altra parte, ribadisce, "vorrei trovare altrove nel mondo dove c'è un
investimento come quello fatto negli USA: 3,2 miliardi di dollari. Dov'è che
oggi si sta sviluppando un'alternativa al WiMAX? Se non ci sono fondi di
questa portata, non c'è alternativa". Intel, da parte sua, va avanti dritta
per la sua strada: "Il nostro ruolo è guidare questa innovazione: se avremo
ragione, verremo premiati".

Eppure, ultima provocazione, in Italia la parola WiMAX è sparita dal
vocabolario delle grandi telco e di parecchi addetti ai lavori: "Si è vero -
ammette - c'è stato un gran chiacchiericcio durante la gara che si è spento:
ora chi ha vinto l'assegnazione sta lavorando per implementare servizi
concreti e, quando tra pochi mesi avremo le prime zone coperte, ci sarà un
rifiorire di informazioni al riguardo". Non è che le licenze forse sono
costate troppo in Italia? "In assoluto penso di no - conclude Stragapede -
Forse proprio perché sono costate troppo quelle del 2000 (le licenze UMTS,
ndr) la gente preferisce continuare a parlare di quelle".

a cura di Luca Annunziata





--
__________________________________
Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto,
l'ultimo fiume avvelenato,
l'ultimo pesce pescato,
l'ultimo animale libero ucciso...
Vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
(Nativi Cree).


Alt 03-07-2008, 23.37.16
borsa-italia.net
ads
 
Standard Sponsored links

  #2  
Vecchio 03-07-2008, 23.51.03
begano
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Intel: WiMAX in Italia? Speriamo

ciao,

ma dopo anni spesi a perorare la causa di retelit (persa ovviamente), e del
WI-MAX,

una domanda:

ma alla figa ci pensi mai?


  #3  
Vecchio 03-07-2008, 23.59.08
C'è un GAP aperto a 0,22!!!!®
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Intel: WiMAX in Italia? Speriamo


> la causa di retelit (persa ovviamente)


perché da domani non quota più in borsa??


> ma alla figa ci pensi mai?


non ho bisogno di limitarmi a pensarci (vediamo quanto impieghi per
capirla..)


saluti ermeneutici (o ermetici?)


yeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeaaaaaaaaaaaaaaaahh hhhhhhhhhhhhhhhh


  #4  
Vecchio 04-07-2008, 00.05.00
begano
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Intel: WiMAX in Italia? Speriamo

> non ho bisogno di limitarmi a pensarci (vediamo quanto impieghi per
> capirla..)

sono mica Kappa, io


  #5  
Vecchio 04-07-2008, 00.46.00
Yester
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Intel: WiMAX in Italia? Speriamo


"C'è un GAP aperto a 0,22!!!!®"

sto famoso gap è stato ormai ampiamente colmato...

MA CAMBIALO STO NICK CHE PORTA
SOLO SFIGAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!


  #6  
Vecchio 04-07-2008, 00.47.55
begano
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Intel: WiMAX in Italia? Speriamo


"Yester" <bio@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:486d56ae$0$35961$4fafbaef@reader2.news.tin.it ...
> "C'è un GAP aperto a 0,22!!!!®"
> sto famoso gap è stato ormai ampiamente colmato...
> MA CAMBIALO STO NICK CHE PORTA
> SOLO SFIGAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!

più che altro, che cambi titolo ...
ormai tutti i post sono uguali e non aggiungono nulla


  #7  
Vecchio 04-07-2008, 06.16.09
apuo
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Intel: WiMAX in Italia? Speriamo

C'è un GAP aperto a 0,22!!!!® ha scritto:

> yeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeaaaaaaaaaaaaaaaahh hhhhhhhhhhhhhhhh




Il Potente Sciamano dice:
"inutile gridare da indiano con Cell e Retelit in mano!"

Saluti augh!
apuo

 

Tags
intel, italia, speriamo, wimax


Strumenti discussione
Modalità visualizzazione

Regole di scrittura
Non puoi postare nuovi argomenti
Non puoi postare repliche
Non puoi postare allegati
Non puoi editare i tuoi post

BB code è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato
Trackbacks are Disattivato
Pingbacks are Disattivato
Refbacks are Disattivato


Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 16.45.35.
Copyright 2005 - 2010 © Borsa-Italia.net