Guidare è pericoloso, non c'è dubbio; e ci sono elementi che, pensati per
ridurre la pericolosità, in realtà potrebbero aumentarla. Uno di questi è
riassunto da una teoria, che si deve a Peltzman, secondo la quale il
guidatore attua una "compensazione del rischio" vale a dire che ogni volta
che ci si mette al volante, si fa un bilancio tra le possibilità di un
incidente e i vantaggi di una guida rischiosa: viaggio più rapido, più
divertimento (eccetera). E' evidente, a questo punto, che qualsiasi elemento
che renda mano probabile farsi male, per esempio l'arrivo delle cinture di
sicurezza o dell'air bag, l'avere installato l'ABS o il guidare una specie
di carro armato allontana (a torto o a ragione) la prospettiva di farsi male
e, quindi, si preme sull'acceleratore. La teoria di Peltzman è stata
contestata ma, come si riporta nell'introduzione di uno studio del British
Medical Journal, ci sono elementi a supporto. Per esempio, Oltremanica
l'arrivo
dell'obbligo delle cinture per guidatore e passeggero a fianco ha coinciso
con l'aumento delle morti da traffico tra pedoni, 8% in più, ciclisti, 13%,
e occupanti dei sedili posteriori (senza cinture, evidentemente) tra i quali
la mortalità è salita del 28%.
Basta guardare chi passa...
I ricercatori hanno cercato di capire se l'uso delle SUV, o comunque di
grossi fuoristrada a quattro ruote motrici, ha un effetto analogo. Anche
perché c'è un precedente: nel 1993, il Ministero dei Trasporti britannico
aveva distribuito mezzo milione di opuscoli in cui si sosteneva la maggiore
sicurezza delle vetture grandi rispetto alle piccole, riportando anche dati
statunitensi che mostravano che i guidatori delle Suv, in caso di incidente,
avevano minori probabilità di riportare danni, il che, nel paese che ha dato
i natali alla Mini (quella originale) suona un po' come un tradimento. Lo
studio ha pertanto cercato di stabilire se l'uso di uno di questi veicoli si
associa a comportamenti pericolosi, come non indossare le cinture o parlare
al telefono senza auricolare. Per farlo, sono stati piazzati strategicamente
degli osservatori in tre punti della zona occidentale di Londra con
caratteristiche di viabilità differenti. Inoltre, i rilievi sono stati fatti
sia nella fase di introduzione della legge che proibiva l'uso del telefonino
a mano durante la guida, in base alla quale i tutori dell'ordine si
limitavano a un richiamo, sia nella fase successiva in cui fioccavano le
multe.
Senza cintura si sente meglio?
Che cosa si è visto, dunque? Intanto che un guidatore su sei non usa le
cinture, e uno su 40 telefona tranquillamente. Distinguendo per tipo di
vettura, i guidatori di SUV e simili hanno una frequenza di telefonate fuori
legge quattro volte superiore agli altri, mentre in fatto di cinture
dimenticate, la frequenza è superiore soltanto (si fa per dire) del 26%.
Altro dato generale, chi infrange una delle due leggi più facilmente
infrange anche l'altra, infatti tra coloro che usavano il telefono quelli
senza cinture erano il 22%, mentre tra coloro che non usavano il telefono la
percentuale era pari al 15%. In pratica, anche questo studio confermerebbe
l'ipotesi
di Peltzman: se ci si sente più protetti, si ignorano alcune misure
prudenziali, tanto la peggio ce l'ha il ciclista. Nella stessa occasione, il
BMJ ha pubblicato anche un altro studio, dedicato a un fattore di rischio
per gli incidenti: guidare quando ci si sente insonnoliti. Si tratta di
un'indagine
francese che ha coinvolto poco meno di 13000 persone, tutte dipendenti o ex
dipendenti di un grande ente energetico francese. Si è visto che il rischio
di incidenti gravi aumentava con il numero di episodi in cui la persona
aveva guidato pur capendo di essere sull'orlo del sonno. Chi aveva
dichiarato che negli ultimi 12 mesi lo aveva fatto "poche volte" aveva un
rischio pari al 50% in più, ma per chi diceva di aver guidato malgrado la
sonnolenza almeno una volta al mese, il rischio praticamente triplicava. A
qualcuno potrà sembrare una scoperta dell'acqua calda, ma il dato veramente
importante, non è l'aumento del rischio, scontato, ma il fatto che capire di
non essere sufficientemente svegli non impedisca a molti di continuare a
guidare. Se si ha sonno, ci si ferma, semplicemente.
Maurizio Imperiali
Fonti
Nabi H et al.Awareness of driving while sleepy and road traffic accidents:
prospective study in GAZEL cohort BMJ, doi:10.1136/bmj.38863.638194.AE
Walker L et al. Unsafe driving behaviour and four wheel drive vehicles:
observational study BMJ, doi:10.1136/bmj.38848.627731.2F
Non è una novità, i SUV sono attaccati da molti, sia per la pericolosità,
sia per l'inquinamento che producono e anche per l'arroganza di cui spesso
sono protagonisti, insomma chi guida un bestione è più portato a fregarsene
dei mezzi più piccolini.
Si è sentito dire, neanche tanto sottovoce e da più parti, che tra un
veicolo grosso e uno più piccolo ci rimette sempre il secondo.
Si tratta, con tutta evidenza, di un'affermazione superficiale e senza
riscontro scientifico.
Si è sentito dire, neanche tanto sottovoce e da più parti, che tra un
veicolo grosso e uno più piccolo ci rimette sempre il secondo.
Si tratta, con tutta evidenza, di un'affermazione superficiale e senza
riscontro scientifico.
Anche I RE MAGI sono branditi come arma impropria!
~Robiñ Hood~: Certe volte ci si sente soli. Maledettamente soli.
Come l’altra sera seguendo, da Bruno Vespa, una affollatissima
chiacchierata in difesa del presepe e delle carole natalizie
nelle scuole...