Sull'anomalia di Berlusconi molto è stato scritto, negarla è difficile. È
anomalo il conflitto d'interessi. È anomalo che un governante controlli
tutte le tv private e, se è al potere, anche le pubbliche. È anomala la
naturalezza con cui, quando è Premier, cura i propri interessi e fabbrica
leggi che gli evitino processi. È anomalo il fatto che continuamente si
indaghi su di lui per corruzione, anche di giudici. Visti da fuori, i
magistrati non sembrano eversori. Tutto questo non sorprende più molto:
l'anomalia
è nota ai più. Molto meno si è scritto invece sull'anomalia
dell'opposizione:
anomalia che crea ripetuto sgomento, in chi ci osserva con quel terzo
occhio. Un'opposizione così impaurita di sé, così ansiosa d'apparire
dialogante e conciliante, si vede di rado nelle democrazie. L'articolo
dell'Economist
del 12 giugno è rivelatore perché del tutto privo dei nostri infingimenti,
come in passato lo è stato su Berlusconi. Questa volta lo sbigottimento si
sposta su Veltroni: anche se il leader dell'opposizione ha scelto uno «stile
Westminster» (governo ombra, fair play formale) «non c'è assolutamente nulla
di britannico» nella sostanza del suo agire. Un'opposizione all'inglese,
scrive l'Economist, non avrebbe esitato a indagare su Schifani - dopo le
rivelazioni di Abbate e Travaglio - scoraggiando la sua nomina a presidente
del Senato. Non avrebbe esitato a denunciare le bugie sulla cordata italiana
pronta a comprare Alitalia in condizioni migliori di Air France. Avrebbe
alzato una barriera contro il reato d'immigrazione clandestina, il divieto
d'intercettazione
per crimini tutt'altro che minori, le leggi che sospendono un enorme numero
di processi (compresi i processi a Berlusconi; il processo per le violenze
contro i manifestanti al vertice G8 del 2001; il processo sulle morti
causate dall'amianto). La militarizzazione delle città crea straordinari
consensi di italiani, infine, senza perciò divenire ordinaria.
Questa fatica-riluttanza a opporsi non solo è poco britannica. È poco
francese, tedesca, americana. Perché nessuno, in questi Paesi, teme di
apparire quel che è: inequivocabilmente oppositore, portato a dire no e a
mostrare sempre quella che potrebbe essere l'alternativa al governo
presente. Non mancano naturalmente le eccezioni: nell'emergenza alcune
scelte sono condivise. Ma sono eccezioni, appunto: i politici sanno che le
emergenze fiaccano la democrazia proprio perché aboliscono il conflitto,
deturpano i modi di dire, demonizzano l'opposizione, parlamentare o
giornalistica. Vogliono presto tornare a dividersi e appena possono lo
fanno.
Così si comportano, senz'alcuna remora, i socialisti francesi, i democratici
Usa, i conservatori inglesi: quando attaccano o contrattaccano, non si
sentono in dovere di spiegare i motivi profondamente torbidi per cui hanno
interrotto il dialogo. Non danno a questo opporsi il nome indecoroso di
antiriformismo o massimalismo. Non sono accusati dalla stampa di «pura
agitazione», di «precipitare nel rivoluzionarismo verbale». Nessuno si
sognerebbe di accusare i democratici Usa di antibushismo, o la sinistra
francese di antisarkosismo. Sono eccettuati i Paesi con larghe intese: in
Germania i socialdemocratici non attaccano la Merkel perché la necessità li
ha spinti nella Grosse Koalition. Nessuno dei due la voleva, ma hanno dovuto
farla e non vedono l'ora di smettere, e riprendere la classica dialettica
fra chi governa assumendosene le responsabilità e chi si oppone preparando
il ricambio. In Italia non c'è Grande Coalizione ma una strana invasiva idea
del decoro impone il linguaggio da Grande Coalizione.
In Italia si fatica a dare un nome al governo Berlusconi: un regime
paradossale che promette sicurezza e lede la rule of law. Che fa ardite
leggi finanziarie e sottovaluta la cultura della legalità. Ma ancor più
impervio è dare un nome all'opposizione. Il Pd si oppone ma non vuol essere
antiberlusconiano, si oppone ma non vuol farlo con la determinazione -
peraltro rara - dell'Ulivo. Si oppone nell'impaccio, quasi avesse alle
spalle severissime offensive: contro il conflitto d'interessi, contro le
leggi ad personam. Nulla di questo è stato fatto eppure s'espande la paura
di apparire antiberlusconiani, non nella realtà dei fatti ma
nell'immaginario
della pubblica chiacchiera
un altro che ha perso le elezioni e che non si rassegna ormai siete
monotoni.....
non ti agitare fa caldo!
"poseidone" <poseidone@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:485e7fb5$0$18152$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
> dalla Stampa di oggi
> Barbara Spinelli
> Sull'anomalia di Berlusconi molto è stato scritto, negarla è difficile. È
> anomalo il conflitto d'interessi. È anomalo che un governante controlli
> tutte le tv private e, se è al potere, anche le pubbliche. È anomala la
> naturalezza con cui, quando è Premier, cura i propri interessi e fabbrica
> leggi che gli evitino processi. È anomalo il fatto che continuamente si
> indaghi su di lui per corruzione, anche di giudici. Visti da fuori, i
> magistrati non sembrano eversori. Tutto questo non sorprende più molto:
> l'anomalia
> è nota ai più. Molto meno si è scritto invece sull'anomalia
> dell'opposizione:
> anomalia che crea ripetuto sgomento, in chi ci osserva con quel terzo
> occhio. Un'opposizione così impaurita di sé, così ansiosa d'apparire
> dialogante e conciliante, si vede di rado nelle democrazie. L'articolo
> dell'Economist
> del 12 giugno è rivelatore perché del tutto privo dei nostri infingimenti,
> come in passato lo è stato su Berlusconi. Questa volta lo sbigottimento si
> sposta su Veltroni: anche se il leader dell'opposizione ha scelto uno
«stile
> Westminster» (governo ombra, fair play formale) «non c'è assolutamente
nulla
> di britannico» nella sostanza del suo agire. Un'opposizione all'inglese,
> scrive l'Economist, non avrebbe esitato a indagare su Schifani - dopo le
> rivelazioni di Abbate e Travaglio - scoraggiando la sua nomina a
presidente
> del Senato. Non avrebbe esitato a denunciare le bugie sulla cordata
italiana
> pronta a comprare Alitalia in condizioni migliori di Air France. Avrebbe
> alzato una barriera contro il reato d'immigrazione clandestina, il divieto
> d'intercettazione
> per crimini tutt'altro che minori, le leggi che sospendono un enorme
numero
> di processi (compresi i processi a Berlusconi; il processo per le violenze
> contro i manifestanti al vertice G8 del 2001; il processo sulle morti
> causate dall'amianto). La militarizzazione delle città crea straordinari
> consensi di italiani, infine, senza perciò divenire ordinaria.
> Questa fatica-riluttanza a opporsi non solo è poco britannica. È poco
> francese, tedesca, americana. Perché nessuno, in questi Paesi, teme di
> apparire quel che è: inequivocabilmente oppositore, portato a dire no e a
> mostrare sempre quella che potrebbe essere l'alternativa al governo
> presente. Non mancano naturalmente le eccezioni: nell'emergenza alcune
> scelte sono condivise. Ma sono eccezioni, appunto: i politici sanno che le
> emergenze fiaccano la democrazia proprio perché aboliscono il conflitto,
> deturpano i modi di dire, demonizzano l'opposizione, parlamentare o
> giornalistica. Vogliono presto tornare a dividersi e appena possono lo
> fanno.
> Così si comportano, senz'alcuna remora, i socialisti francesi, i
democratici
> Usa, i conservatori inglesi: quando attaccano o contrattaccano, non si
> sentono in dovere di spiegare i motivi profondamente torbidi per cui hanno
> interrotto il dialogo. Non danno a questo opporsi il nome indecoroso di
> antiriformismo o massimalismo. Non sono accusati dalla stampa di «pura
> agitazione», di «precipitare nel rivoluzionarismo verbale». Nessuno si
> sognerebbe di accusare i democratici Usa di antibushismo, o la sinistra
> francese di antisarkosismo. Sono eccettuati i Paesi con larghe intese: in
> Germania i socialdemocratici non attaccano la Merkel perché la necessità
li
> ha spinti nella Grosse Koalition. Nessuno dei due la voleva, ma hanno
dovuto
> farla e non vedono l'ora di smettere, e riprendere la classica dialettica
> fra chi governa assumendosene le responsabilità e chi si oppone preparando
> il ricambio. In Italia non c'è Grande Coalizione ma una strana invasiva
idea
> del decoro impone il linguaggio da Grande Coalizione.
> In Italia si fatica a dare un nome al governo Berlusconi: un regime
> paradossale che promette sicurezza e lede la rule of law. Che fa ardite
> leggi finanziarie e sottovaluta la cultura della legalità. Ma ancor più
> impervio è dare un nome all'opposizione. Il Pd si oppone ma non vuol
essere
> antiberlusconiano, si oppone ma non vuol farlo con la determinazione -
> peraltro rara - dell'Ulivo. Si oppone nell'impaccio, quasi avesse alle
> spalle severissime offensive: contro il conflitto d'interessi, contro le
> leggi ad personam. Nulla di questo è stato fatto eppure s'espande la paura
> di apparire antiberlusconiani, non nella realtà dei fatti ma
> nell'immaginario
> della pubblica chiacchiera
"poseidone" <poseidone@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:485e7fb5$0$18152$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
> dalla Stampa di oggi
> Barbara Spinelli
> Sull'anomalia di Berlusconi molto è stato scritto, negarla è difficile. È
> anomalo il conflitto d'interessi. È anomalo che un governante controlli
> tutte le tv private e, se è al potere, anche le pubbliche. È anomala la
> naturalezza con cui, quando è Premier, cura i propri interessi e fabbrica
> leggi che gli evitino processi. È anomalo il fatto che continuamente si
> indaghi su di lui per corruzione, anche di giudici. Visti da fuori, i
> magistrati non sembrano eversori. Tutto questo non sorprende più molto:
> l'anomalia
> è nota ai più. Molto meno si è scritto invece sull'anomalia
> dell'opposizione:
> anomalia che crea ripetuto sgomento, in chi ci osserva con quel terzo
> occhio. Un'opposizione così impaurita di sé, così ansiosa d'apparire
> dialogante e conciliante, si vede di rado nelle democrazie. L'articolo
> dell'Economist
> del 12 giugno è rivelatore perché del tutto privo dei nostri infingimenti,
> come in passato lo è stato su Berlusconi. Questa volta lo sbigottimento si
> sposta su Veltroni: anche se il leader dell'opposizione ha scelto uno
> «stile
> Westminster» (governo ombra, fair play formale) «non c'è assolutamente
> nulla
> di britannico» nella sostanza del suo agire. Un'opposizione all'inglese,
> scrive l'Economist, non avrebbe esitato a indagare su Schifani - dopo le
> rivelazioni di Abbate e Travaglio - scoraggiando la sua nomina a
> presidente
> del Senato. Non avrebbe esitato a denunciare le bugie sulla cordata
> italiana
> pronta a comprare Alitalia in condizioni migliori di Air France. Avrebbe
> alzato una barriera contro il reato d'immigrazione clandestina, il divieto
> d'intercettazione
> per crimini tutt'altro che minori, le leggi che sospendono un enorme
> numero
> di processi (compresi i processi a Berlusconi; il processo per le violenze
> contro i manifestanti al vertice G8 del 2001; il processo sulle morti
> causate dall'amianto). La militarizzazione delle città crea straordinari
> consensi di italiani, infine, senza perciò divenire ordinaria.
> Questa fatica-riluttanza a opporsi non solo è poco britannica. È poco
> francese, tedesca, americana. Perché nessuno, in questi Paesi, teme di
> apparire quel che è: inequivocabilmente oppositore, portato a dire no e a
> mostrare sempre quella che potrebbe essere l'alternativa al governo
> presente. Non mancano naturalmente le eccezioni: nell'emergenza alcune
> scelte sono condivise. Ma sono eccezioni, appunto: i politici sanno che le
> emergenze fiaccano la democrazia proprio perché aboliscono il conflitto,
> deturpano i modi di dire, demonizzano l'opposizione, parlamentare o
> giornalistica. Vogliono presto tornare a dividersi e appena possono lo
> fanno.
> Così si comportano, senz'alcuna remora, i socialisti francesi, i
> democratici
> Usa, i conservatori inglesi: quando attaccano o contrattaccano, non si
> sentono in dovere di spiegare i motivi profondamente torbidi per cui hanno
> interrotto il dialogo. Non danno a questo opporsi il nome indecoroso di
> antiriformismo o massimalismo. Non sono accusati dalla stampa di «pura
> agitazione», di «precipitare nel rivoluzionarismo verbale». Nessuno si
> sognerebbe di accusare i democratici Usa di antibushismo, o la sinistra
> francese di antisarkosismo. Sono eccettuati i Paesi con larghe intese: in
> Germania i socialdemocratici non attaccano la Merkel perché la necessità
> li
> ha spinti nella Grosse Koalition. Nessuno dei due la voleva, ma hanno
> dovuto
> farla e non vedono l'ora di smettere, e riprendere la classica dialettica
> fra chi governa assumendosene le responsabilità e chi si oppone preparando
> il ricambio. In Italia non c'è Grande Coalizione ma una strana invasiva
> idea
> del decoro impone il linguaggio da Grande Coalizione.
> In Italia si fatica a dare un nome al governo Berlusconi: un regime
> paradossale che promette sicurezza e lede la rule of law. Che fa ardite
> leggi finanziarie e sottovaluta la cultura della legalità. Ma ancor più
> impervio è dare un nome all'opposizione. Il Pd si oppone ma non vuol
> essere
> antiberlusconiano, si oppone ma non vuol farlo con la determinazione -
> peraltro rara - dell'Ulivo. Si oppone nell'impaccio, quasi avesse alle
> spalle severissime offensive: contro il conflitto d'interessi, contro le
> leggi ad personam. Nulla di questo è stato fatto eppure s'espande la paura
> di apparire antiberlusconiani, non nella realtà dei fatti ma
> nell'immaginario
> della pubblica chiacchiera
--------------------------------
[O.T.]
..
..... vorrei , se me lo permette, aggiungere a quanto molto elegantemente e
sgacemente scritto da Barbara Spinelli che nessuno spiega che le ultime
elezioni sono state precedute dalle primarie che hanno visto vincente
Veltroni...ma dopo una indagine personale ho scoperto che molta gente non ha
votato arcobaleno o altri partiti della sinsta radicale perche' ha ritenuto
(cattiva comunicazione ed informazione) che a rappresentare la nuova
sinistra fosse il PD....Cio' ha determinato il "vizio" del sorprendente
risultato...e la polverizzazione dell'elettorato di sinistra....se ne sranno
accorti della confusione scatenata....?
Stevez
"stevez" <xstelvio.zoffoliy@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:485ee297$0$40308$4fafbaef@reader5.news.tin.it ...
> "poseidone" <poseidone@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:485e7fb5$0$18152$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
> .
> .... vorrei , se me lo permette, aggiungere a quanto molto elegantemente e
> sgacemente scritto da Barbara Spinelli che nessuno spiega che le ultime
> elezioni sono state precedute dalle primarie che hanno visto vincente
> Veltroni...ma dopo una indagine personale ho scoperto che molta gente non
> ha votato arcobaleno o altri partiti della sinsta radicale perche' ha
> ritenuto (cattiva comunicazione ed informazione) che a rappresentare la
> nuova sinistra fosse il PD....Cio' ha determinato il "vizio" del
> sorprendente risultato...e la polverizzazione dell'elettorato di
> sinistra....se ne sranno accorti della confusione scatenata....?
> Stevez
non credo, visto come si stanno conportando.....se trovo veltroni per strada
giuro che lo sprango!!!!!!!
Anche lui è solo un coprisedia come tutti: cavallo che perde lo si macella
di solito, lui invece rimane saldo in sella con quel suo fare da oratorio
che tira solo sberle!
Sia con rutelli che con questo altro quaqquaraquà ho sempre sostenuto che la
sinistra avrebbe perso le elezioni e così è stato ma sono ancora tutti e due
lì a pontificare
Fuori dai coglioni se vogliamo fare un'opposizione dura a questo governo
fascista e ignorante e far capire a quelli che hanno votatao il ladro solo
perchè gli ha fatto risparmiare qualche decina di euro di ici che cazzata
hanno fatto e non si accorgono quanto gli ruba anche ora solo ad es.
lasciando i petrolieri ai loro sporchi affari senza proferir parola se non
quella della demagogia; nessuno si è accorto che le compagnie petrolifere da
quando si parla di tassa sui petrolieri hanno aumentato i carburanti senza
motivo tutti i giorni???!!! la robin tax ce l'hanno già ridistribuita a noi
ancor prima di pagarla (se mai la pagheranno)
"asferico" <skin@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:g3njaa$607$1@tdi.cu.mi.it...
> "stevez" <xstelvio.zoffoliy@tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:485ee297$0$40308$4fafbaef@reader5.news.tin.it ...
>>> "poseidone" <poseidone@libero.it> ha scritto nel messaggio
>> news:485e7fb5$0$18152$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
>> .
>> .... vorrei , se me lo permette, aggiungere a quanto molto elegantemente
>> e sgacemente scritto da Barbara Spinelli che nessuno spiega che le ultime
>> elezioni sono state precedute dalle primarie che hanno visto vincente
>> Veltroni...ma dopo una indagine personale ho scoperto che molta gente non
>> ha votato arcobaleno o altri partiti della sinsta radicale perche' ha
>> ritenuto (cattiva comunicazione ed informazione) che a rappresentare la
>> nuova sinistra fosse il PD....Cio' ha determinato il "vizio" del
>> sorprendente risultato...e la polverizzazione dell'elettorato di
>> sinistra....se ne sranno accorti della confusione scatenata....?
>> Stevez
>> non credo, visto come si stanno conportando.....se trovo veltroni per
> strada giuro che lo sprango!!!!!!!
> Anche lui è solo un coprisedia come tutti: cavallo che perde lo si
> macella di solito, lui invece rimane saldo in sella con quel suo fare da
> oratorio che tira solo sberle!
> Sia con rutelli che con questo altro quaqquaraquà ho sempre sostenuto che
> la sinistra avrebbe perso le elezioni e così è stato ma sono ancora tutti
> e due lì a pontificare
> Fuori dai coglioni se vogliamo fare un'opposizione dura a questo governo
> fascista e ignorante e far capire a quelli che hanno votatao il ladro solo
> perchè gli ha fatto risparmiare qualche decina di euro di ici che cazzata
> hanno fatto e non si accorgono quanto gli ruba anche ora solo ad es.
> lasciando i petrolieri ai loro sporchi affari senza proferir parola se non
> quella della demagogia; nessuno si è accorto che le compagnie petrolifere
> da quando si parla di tassa sui petrolieri hanno aumentato i carburanti
> senza motivo tutti i giorni???!!! la robin tax ce l'hanno già
> ridistribuita a noi ancor prima di pagarla (se mai la pagheranno)
----------------------------------
[O.T. prosegue]
....forse non mi sono spiegato bene,
non condivido l'attuale atteggiamento della opposizione salvo l'IDV che
pero' e' "separato in casa" , ho solo dato un mio parere verificato sul
campo di come potrebbero essere andate le cose, una sorta di malinteso
perche' non e' vero che in Italia non ci sia piu' la sinistra.
Devo dire che per cambiare occorre fare qualcosa e, benche' fossi
sospettoso, non ero contro un possibile dialogo Berlusconi-Veltroni.
Ora pero' il vaso ha tracimato....vedi tu come...
Per le tassazioni e le loro redistribuzioni mascherate qui dovremmo essere
quasi tutti maestri...con la borsa, aumenti di capitale, rumors. opa ecc.
Nessuno ci regala nulla e neppure Tremonti sapra' farlo in modo credibile...
E' tutta una classe politica che dovremmo sgominare...pensa solo al blocco
dei processi....o al modo in cui si sono svolti gli esami di maturita'...ma
ti sembra una cosa da paese civile...? e invece per gli italiani pecoroni va
"tutto bene" cosi'...mah...
BOLLA IMMOBILIARE anomala???
sensitivo CRACKKKK: Altro segnale di conferma
sto seguendo un'operazione immobiliare da vicino
poveri artigiani costretti ad acquistare appartamenti a 250 mila euro
70 metri per poter vendere il loro prodotto,
...
Borsa
6
30-03-2005 14.58.51
giornata anomala
fib.is.my.life: per fortuna piena di * su e giu* che mi hanno fatto fare begli affari col
fib...
Pero' strano il dax a -0,34% , mib a -1% e fib a +0,4%......