Federico Degni Carando® ha scritto:
> ricordate quando non appoggiò Scognamiglio al Senato...
> GRANDE UMBERTONE, tienilo per le palle l'amico di Mangano!
> Sta per nascere un governo che durera' al massimo 18 mesi...
cosi faremo la fine della jugoslavia
la tua SX jugoslavia deficiente .
Federico Degni Carando® ha scritto:
> ricordate quando non appoggiò Scognamiglio al Senato...
> GRANDE UMBERTONE, tienilo per le palle l'amico di Mangano!
> Sta per nascere un governo che durera' al massimo 18 mesi...
Degni , traditore,
vai dove sei stato finora
nella tua amata Croazia
a proposito: fischiavano le bonbe americane nel lontano 97 ? ...ma come
fischiavano ? quanto fischiavano
Federico Degni Carando® ha scritto:
> ricordate quando non appoggiò Scognamiglio al Senato...
> GRANDE UMBERTONE, tienilo per le palle l'amico di Mangano!
> Sta per nascere un governo che durera' al massimo 18 mesi...
e se durasse 10 anni al posto di 5 ?
che cazzo fai ti uccidi ?
"Federico Degni Carando®" <morale@enniocarando.eu> ha scritto nel messaggio
news:67h3j6F2bn4irU1@mid.individual.net...
> ricordate quando non appoggiò Scognamiglio al Senato...
> GRANDE UMBERTONE, tienilo per le palle l'amico di Mangano!
> Sta per nascere un governo che durera' al massimo 18 mesi...
ma no!!!
si è lasciato comprare da sama per 200 milioni di lire, ha "piazzato" figlio
e fratello come consulenti al parlamento europeo, vuoi che non si faccia
compare ancora?
forse fa le bizze perchè non riesce più a chinarsi con facilità per
raccogliere i denari che "il mafioso di arcore" (n.d.r. comizio di bossi)
gli getta alla guisa degli avanzi per il cane.
"Federico Degni Carando®" <morale@enniocarando.eu> ha scritto nel messaggio
news:67h3j6F2bn4irU1@mid.individual.net...
> ricordate quando non appoggiò Scognamiglio al Senato...
> GRANDE UMBERTONE, tienilo per le palle l'amico di Mangano!
> Sta per nascere un governo che durera' al massimo 18 mesi...
cretinaccio:
se tu e le teste di rapa come la tua aveste votato LEGA.. Berlusca ora
sarebbe alle corde.. ma quando mai voi sinistrati capirete qualcosa...
"jee" <siulp@email.it> ha scritto nel messaggio
news:48135c74$0$18156$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
> ma no!!!
> si è lasciato comprare da sama per 200 milioni di lire, ha "piazzato"
> figlio e fratello come consulenti al parlamento europeo, vuoi che non si
> faccia compare ancora?
> forse fa le bizze perchè non riesce più a chinarsi con facilità per
> raccogliere i denari che "il mafioso di arcore" (n.d.r. comizio di bossi)
> gli getta alla guisa degli avanzi per il cane.
tu sei più stupido che bello.
Basta buttarti una merda che tu la mastichi per tre anni.
Fai schifo.
Plonk
--
On Sat, 26 Apr 2008 16:52:17 GMT, "*POMERO*"
<Padania.Libera.da.Prodi@elezioni.subito.it> wrote:
>[...]
>cretinaccio:
>se tu e le teste di rapa come la tua aveste votato LEGA.. Berlusca ora
>sarebbe alle corde.. ma quando mai voi sinistrati capirete qualcosa...
Fammi capire una cosa!
Stai dicendo che la lega aveva l'intenzione di tradire il suo alleato??
... giusto??
Bisogna stare attenti a quello che si dice... perche' puo' capitare di dire la
verita'... SIETE UN POPOLO DI TRADITORI... FALSI... E MENZONIERI!!!
Attaccati alle poltrone come tutti... altro che pragmatismo... essere vicini
al popolo!!!!
Ma andate a lavorare... POLENTONI DI MERDA!!!!!!!!! fuori dal parlamento...
cazzuola in mano,... e sudore sulla fronte, altro che privilegi e menate varie.
On Sat, 26 Apr 2008 19:07:55 +0200, Federico Degni Carando®
<morale@enniocarando.eu> wrote:
>[...]
>> Stai dicendo che la lega aveva l'intenzione di tradire il suo alleato??
>aveva?
Vabbe'... con numeri maggiori avrebbe potuto fare di piu'... insomma!
Sergio Pomante ha scritto:
> On Sat, 26 Apr 2008 16:52:17 GMT, "*POMERO*"
> <Padania.Libera.da.Prodi@elezioni.subito.it> wrote:
>> [...]
>> cretinaccio:
>> se tu e le teste di rapa come la tua aveste votato LEGA.. Berlusca ora
>> sarebbe alle corde.. ma quando mai voi sinistrati capirete qualcosa...
> Fammi capire una cosa!
> Stai dicendo che la lega aveva l'intenzione di tradire il suo alleato??
Federico Degni Carando® wrote:
> ricordate quando non appoggiò Scognamiglio al Senato...
> GRANDE UMBERTONE, tienilo per le palle l'amico di Mangano!
> Sta per nascere un governo che durera' al massimo 18 mesi...
Spallata, spallata.
Brogli, brogli.
;-)
a segni opposti si sarebbero già alzate le urla... però noi abbiamo
pazienza. Testa d'asfalto è con una gamba già nella fossa!
"Sergio Pomante" <pmne06k1@nettuno.it> ha scritto nel messaggio
news9o614ld8jdlism41ql1n0or01vt8a9mli@4ax.com...
> On Sat, 26 Apr 2008 19:07:55 +0200, Federico Degni Carando®
> <morale@enniocarando.eu> wrote:
>>[...]
>>> Stai dicendo che la lega aveva l'intenzione di tradire il suo
>>> alleato??
>>>aveva?
> Vabbe'... con numeri maggiori avrebbe potuto fare di piu'... insomma!
allora, con l'ultimo tram della notte.. vedo che arrivi anche tu..
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
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condito con una buona dose di individualismo.
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famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
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e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
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oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
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di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
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Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
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essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
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a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
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comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
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condito con una buona dose di individualismo.
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abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
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essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
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a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
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comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
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per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
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oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
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Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
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a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
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degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
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Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
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L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
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Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
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Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
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esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
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L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
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a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
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divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
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Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
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la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
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di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
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civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
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degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
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a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
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Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
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comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
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Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
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L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
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Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
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famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
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per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
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oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
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abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
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essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
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niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
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L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
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Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
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Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
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Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
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L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
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vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
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a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
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esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
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comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
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in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
Ciao, io sono Alessandro Saitta di 38 anni a Follonica(GR) in via
Cassarello 131. (puoi vedere la mia video presentazione a: http://vids.myspace.com/index.cfm?fu...deoID=31291375
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.
Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.
Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.
A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.
Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.
Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.
L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita.
On Sat, 26 Apr 2008 17:38:35 GMT, "*POMERO*"
<Padania.Libera.da.Prodi@elezioni.subito.it> wrote:
>[...]
>>> Vabbe'... con numeri maggiori avrebbe potuto fare di piu'... insomma!
>allora, con l'ultimo tram della notte.. vedo che arrivi anche tu..
Vedo con piacere che hai letto tutto quello che ho scritto... capendolo,
persino!
COGLIONE di un leghista (mi sono ripetuto, pardon) rileggi bene quello che ho
scritto e vergognati!!!
Siete la feccia della feccia... vi alleato con un mafioso per avere il potere
e farvi i VOSTRI PORCI COMODI... truffando e tradendo la buona fede di chi vi ha
eletto... ma certo, tu non sei stato eletto... ma sei comunque dalla parte di
chi ti sta fregando!!!
Siete un "fenomeno sociale" di indubbio interesse!
"*POMERO*" <Padania.Libera.da.Prodi@elezioni.subito.it> ha scritto nel
messaggio news:55JQj.65745$FR.276985@twister1.libero.it...
> "Federico Degni Carando®" <morale@enniocarando.eu> ha scritto nel
> messaggio news:67h3j6F2bn4irU1@mid.individual.net...
>> ricordate quando non appoggiò Scognamiglio al Senato...
>> GRANDE UMBERTONE, tienilo per le palle l'amico di Mangano!
>> Sta per nascere un governo che durera' al massimo 18 mesi...
> cretinaccio:
> se tu e le teste di rapa come la tua aveste votato LEGA.. Berlusca ora
> sarebbe alle corde.. ma quando mai voi sinistrati capirete qualcosa...
....tu sei uno che offende , allora ti faccio una domanda : ma se e quando
sara' fatto il federalismo, quindi quasi tutti i denari della padania
resteranno nella regione, dove portera' bossi le immondizie.?
Mi risulta che fino ad oggi la "regione" le ha consegnate alla mafia che le
ha sotterrate nella campania e limitrofe....dimmi per favore... mi
interessa. Ti suggerisco anche come sana lettura "Gomorra" di Roberto
Saviano c'e' veramente da imparare..sull'argomento.
Se resteranno qui i soldi resteranno qui anche le immondizie (non che queste
debbano per forza ammorbare il bellissimo sud) e le porteranno in una
discarica davanti a casa tua o c'e' gia' il piano B che tranquillizza
tutti...?...
mah.....
On 26 Apr, 18:32, Federico Degni Carando® <mor...@enniocarando.euwrote:
> ricordate quando non appoggiò Scognamiglio al Senato...
> GRANDE UMBERTONE, tienilo per le palle l'amico di Mangano!
> Sta per nascere un governo che durera' al massimo 18 mesi...
18 mesi?
L'unica capacità che hanno sviluppato i deStronzi nel corso del tempo
è quella a tenere le chiappe strette per evitare la diarrea
elettorale. Quindi i 5 anni del governo Berlusconi ce li beccheremo
tutti quanti.
Inoltre gli italiani hanno evidenziato appieno nel tempo la loro
voglia di autolesionismo e la loro capacità di rassegnazione a
qualsiasi tipo di malvagità nell'ottica del miglior spirito cattolico-
romano.
Definirei questa strana congiuntura socio-politica con le storiche
frasi: "se tutto va bene, siamo rovinati" e "non ci resta che
piangere".