LA crisi dei mercati
Piano Draghi, i dubbi di Tremonti
Il ministro dell'Economia in pectore contro la ricetta del governatore: «È
aspirina per malattia grave»
ROMA - Giulio Tremonti, futuro ministro dell'Economia del governo Berlusconi
giudica insufficiente il piano proposto dal governatore di Bankitalia, Mario
Draghi al G7 sulla crisi dei mercati finanziari. Un piano che ha raccolto il
consenso internazionale. «A occhio - ha detto Tremonti a Parigi in qualità
di presidente dell'Aspen Institute Italia - è un po' come un'aspirina data
per una malattia più grave». Per Tremonti quella di Draghi è una proposta
«non sufficiente» con «strumenti vecchi e fumosi», e «reticente», omettendo
di «parlare di nazionalizzazioni e di aiuti di Stato».
DUBBI - «Verso un nuovo mondo - ha spiegato - non si può andare con idee e
strumenti vecchi». «C'è la consapevolezza di una crisi generale molto
profonda e che non è finita - ha aggiunto - una crisi non solo economica, ma
anche sociale, con l'impoverimento del ceto medio, e fatta di tensioni
geopolitiche». Per questo secondo Tremonti le ricette contenute nel rapporto
del Financial Stability Forum, sono un po' come «chiudere la porta dopo che
sono scappati i buoi». «Non è un testo - ha aggiunto - che uno poi si va a
rileggere. Nelle sue conclusioni non c'e' mai la parola nazionalizzazione.
Si omette così il passaggio più significativo. Dove si fa l'elenco degli
strumenti da utilizzare si parla di iniezione di liquidità e di altre cose
fumose. Ma il rapporto è reticente sulla parola chiave 'aiuti di Stato'. Non
si parla di 'salvataggi'. E se un rapporto del genere non parla di cose
reali, come le nazionalizzazioni che sono state fatte e si faranno ancora,
siamo di fronte a quel tipo di cultura, di tecnica, che non basta piu' per
gestire cose che sono cambiate. Verso un nuovo mondo non si puo' andare con
idee e strumenti vecchi».
"Bigmeme" <bigmemeNOSPAM@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:480afd4b$0$41651$4fafbaef@reader4.news.tin.it ...
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> Piano Draghi, i dubbi di Tremonti
> Il ministro dell'Economia in pectore contro la ricetta del governatore: «È
> aspirina per malattia grave»
come temevo, neppure ha giurato per il mandato di ministro
dell'economia, e giulio tremonti è già tornato alla carica.
Non ho letto tutto il documento di conclusione di Tremonti
ma l'approccio non è molto diverso da quello degli ultimi 5
anni.
Il problema è semplicissimo: Giulio Tremonti non è un
economista, ed è mal sopportato dalla comunita economica
e finanziaria (quella seria) internazionale, per le sue gravi
lacune ed incapacità; lui è ben consapevole di questo e cosi
non perde occasione per farsi notare, ed opporsi al normale
esplicarsi delle ragioni economiche mondiali, con ricette tutte
proprie. Giulio Tremonti soffre di mania di inferiorità, ed è
questo che ha minato tutta la sua esperienza ministeriale degli
ultimi 5 anni, passati sempre a dimostrare che lui tremonti
valesse qualcosa contro l'opinione degli economisti.
Al Fmi, tremonti è visto come un omino simpatico e poco più
e sono certo che lui stesso sente tutto questo.
Oggi se ne esce con una tesi tutta sua, richiamando la
nazionalizzazione e via su questa strada.
Conosco Mario Draghi, ho letto moltissimo i suoi scritti e
sono assolutamente certo della bontà delle sue opinioni che
per altro condivido assolutamente.
La nazionalizzazione non è una questione della politica monetaria
ne forze di quella finanziaria; nazionalizzare è ad appannaggio della
politica in senso stretto, è una precisa volontà politica.
In questo giulio tremonti mostra tutta il suo essere socialista, nel
controllare e pianificare una crisi.
Io credo che nazionalizzare non sia una buona soluzione alla crisi
là dove comunque vi sia un tessuto finanziario/bancario importante,
non occorre nazionalizzare, ma si devono dare strumenti perchè il
sistema assorba gli urti d'una crisi che comunque man mano si và
spegnendo.
Ma, a prescindere dalla questione nello specifico, i miei timori (che
mi portarono a votare per Padoa Schioppa nel 2006) sono per
un ministro dell'economia senza carattere, incapace, non preparato,
che rifiuta le basi fondamentali dell'economia, semplicemente a
prescindere, senza confronto.. riproponendo un approccio pasticciato
e confuso in puro stile socialista di controllo soft dell'economia.
Questa è la mia paura per questi 5 anni, e non tanto per
berlusconi che "spara" alla gironalista, perchè tanto il fatto che
berlusconi sia un pagliaccio che dona il culo ai potenti di turno
questo ormai è conoscenza comune del mondo intero.
Certo, difficile convivere con un economista come Mario Draghi,
figlio d'uno dei più grandi economisti della storia dell'umanità.
Sono curioso di leggere le impressioni di Mario Draghi dopo le
prime finanziarie (creative) di giulio tremonti.. ci sarà da ridere
o da piangere, fate voi.
ciao ciao
Il 20 Apr 2008, 10:38, "Bigmeme" <bigmemeNOSPAM@gmail.com> ha scritto:
> "Bigmeme" <bigmemeNOSPAM@gmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:480afd4b$0$41651$4fafbaef@reader4.news.tin.it ...
> > LA crisi dei mercati
> > Piano Draghi, i dubbi di Tremonti
> > Il ministro dell'Economia in pectore contro la ricetta del governatore:
«È
> > aspirina per malattia grave»
> come temevo, neppure ha giurato per il mandato di ministro
> d giulio tremonti è già tornato alla carica.
Da uno che affermò di conoscere e stimare Padoa Schioppa è quanto dire...
Sia ben chiaro:
se ora vuoi riprendere quel tuo piagnisteo ipocrita che ti sei portato
avanti per cinque anni fino al 2006, facendo credere di essere esperto di
economia (ROTFL) e soprattutto obiettivo (AHAHAHAHAHAHH) e invece desideroso
solo di sparlare di un governo che non apprezzavi per partito preso,
allora,
TE LO PUOI ANCHE PRENDERE NEL CULO E ROSICARE.
Draghi in rotta di collisione con Tremonti
bony: La Banca d'Italia nuova veste dà pane al pane e vino al vino.
Altro che 36 riforme mirabolanti del Cavaliere!
Crescita zero nel 2003, poco e niente nel 2004 e crescita zero nel 2005.
Solo chi vuol...
[OT] Piano piano forse ci stanno arrivando anche loro.
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