>Veltroni l'ha rilanciato con successo.
negli anni '70 era famoso x i suoi lanci e rilanci di porfido e/o
sanpietrini in occasione dei comizi di Almirante. Dicono che potrebbe
centrarti in pieno la zucca a 30m. con un cubetto.
Dark Angel ha scritto:
>> Veltroni l'ha rilanciato con successo.
>> negli anni '70 era famoso x i suoi lanci e rilanci di porfido e/o
> sanpietrini in occasione dei comizi di Almirante. Dicono che potrebbe
> centrarti in pieno la zucca a 30m. con un cubetto.
Contro un fascista come almirante e' il minimo che si dovrebbe fare.
>Contro un fascista come almirante e' il minimo che si dovrebbe fare.
vedo con piacere che sei una persona democratica e non violenta e
rispetti le idee altrui. Complimenti vivissimi
Dark Angel ha scritto:
>> Contro un fascista come almirante e' il minimo che si dovrebbe fare.
>> vedo con piacere che sei una persona democratica e non violenta e
> rispetti le idee altrui. Complimenti vivissimi
La democrazia negli anni 70 era un'opinione poco in voga. Soprattutto
tra i fascisti.
> tinô ha scritto:
> > fusse ca' fusse chepportasfiga....
> > > mi hanno detto che e' stato direttore dell'unita' e in quel periodo e'
"quasi"
> > fallita)
> Veramente e' dopo che l'unita' e' ha avuto problemi.
> Veltroni l'ha rilanciato con successo.
ehm ehm ehm ehm
dal sito web PMLI ovvero partito marxista leninista
Dalla direzione fallimentare de l'Unità al governo con Prodi
Dopo la nascita nel 1991 di quel mostriciattolo che fu il Partito
democratico della sinistra (PDS), che pose fine al PCI revisionista e ai
suoi 70 anni di inganni a danno del proletariato italiano, Veltroni ne
diventa uno dei massimi dirigenti, e nel 1992 gli viene affidata la
direzione del quotidiano ufficiale della Quercia, l'Unità, carica che
terrà fino al 1996, quando diventerà vice di Prodi e ministro dei Beni
culturali e ambientali con delega per lo Spettacolo e lo Sport nel primo
governo di "centro-sinistra" del liberista privatizzatore democristiano.
Già allora invasato dal culto del potere dei moderni mezzi di
informazione, impersonato dall'astro nascente Berlusconi a cui guarda come
a un modello, Veltroni cercherà di "svecchiare" l'Unità, da organo di
partito che è rimasto anche dopo la liquidazione del PCI e trasformarlo in
un moderno quotidiano "di opinione", anche con operazioni al limite del
temerario e del ridicolo, pescate nel suo del tutto personale mondo di
"valori". Che è quello dei miti del cinema e del calcio, dell'America
"liberal" e del "sogno kennediano", e del partito democratico Usa di cui
si professa già allora un convinto ammiratore, del non credente, quale si
definisce, affascinato però dalle figure "carismatiche" della chiesa e del
pensiero cattolico, come Dossetti, Don Milani, lo stesso anticomunista
Wojtyla, e così via.
È così che nascono certe iniziative editoriali come le collezioni di
figurine dei calciatori, i gadget in edicola col giornale, e perfino la
pubblicazione dei Vangeli da regalare in migliaia di copie ai lettori,
presentati in anteprima in Vaticano ad un soddisfatto e benedicente
Wojtyla, mentre si fa più spazio alla cronaca, allo sport, alla moda e ad
altre frivolezze e la politica è sempre più trattata con un taglio
liberale, liberista e borghese. Risultato: negli anni della sua gestione i
lettori de l'Unità crollano ai minimi storici e il giornale arriva
sull'orlo del fallimento, per poi finire in mano a editori privati e
vivacchiare per anni spartito tra tutte le correnti dei DS.
Nel 1994, dopo la sconfitta della "gioiosa macchina da guerra" di Occhetto
nelle elezioni che segnano il trionfo di Berlusconi e del suo primo
governo neofascista, si apre la lotta alla successione del liquidatore del
PCI. Veltroni, sostenuto dalla "base" attraverso una pioggia di fax, è uno
dei due papabili insieme a D'Alema, più gradito all'apparato. Al Consiglio
nazionale del PDS la spunta quest'ultimo, per 249 voti contro 173, e
Veltroni resta a l'Unità. Ma nel 1996, con il ticket con Prodi nelle
politiche vinte dall'Ulivo, ricomincia la scalata di Walter ai piani alti
del potere. Lascia senza rimpianti l'Unità ridotta sul lastrico e si cala
nelle vesti di n. 2 del governo Prodi e ministro dei Beni culturali, Sport
e Spettacolo: un ministero chiave per la sua carriera politica, in quanto
gli permette di coltivare e incrementare al massimo le relazioni e le
amicizie con il mondo del cinema, dello sport, dei media e
dell'intellighenzia, soprattutto romana, che risulteranno preziose per il
successivo balzo in Campidoglio e per la futura incoronazione a leader
indiscusso del PD. Relazioni e amicizie che egli coltiva attivamente e
sapientemente, e non solo nella "sinistra" borghese, ma anche nella
destra; cominciando subito a conquistarne le simpatie inviando, appena
eletto ministro, un telegramma ai familiari del rinnegato Renzo De Felice,
storico revisionista del fascismo e di Mussolini, appena deceduto (a cui
intitolerà poi una strada di Roma, ndr), nel quale telegramma si
rimpiangeva "una figura così in dipendente che ha saputo conquistarsi
prestigio e fama internazionale".
Mussi ha scritto:
> ginopilotino ha scritto:
>> tinô ha scritto:
>>> fusse ca' fusse chepportasfiga....
>>>>> mi hanno detto che e' stato direttore dell'unita' e in quel periodo e'
> "quasi"
>>> fallita)
>> Veramente e' dopo che l'unita' e' ha avuto problemi.
>> Veltroni l'ha rilanciato con successo.
> ehm ehm ehm ehm
> dal sito web PMLI ovvero partito marxista leninista
Eppure a me risulta che invece prima di veltroni le cose stavano messe
molto male e con le sue iniziative tanto criticate da questi qui, i
conti furono messi a posto. Ci resta fino al 96.
Poi quando se ne ando' e il giornale passo' ai privati, nel 99 venne
chiuso perche' non vendeva abbastanza.
"tinô" <leace@email.it> ha scritto nel messaggio
news:48063b18$0$41653$4fafbaef@reader4.news.tin.it ...
> fusse ca' fusse chepportasfiga....
> mi hanno detto che e' stato direttore dell'unita' e in quel periodo e'
> "quasi" fallita)
Dal 1992 al 1996 il giornale passa nelle mani di Walter Veltroni, che
rilancia il quotidiano e ne fa uno strumento sul quale si confronteranno
molti uomini politici di altri partiti e che diventerà il luogo del
dibattito nel centrosinistra. Veltroni offre ai lettori una serie di gadget
a pagamento in allegato al quotidiano che rappresentano una novità nel
panorama dei quotidiani italiani: libri, videocassette di film rari e fuori
catalogo e la ristampa degli album delle figurine Panini dei calciatori.
Nel 1994 nasce l'Unità 2, quotidiano di cultura e spettacoli che raccoglierà
il meglio dei giovani scrittori e degli intellettuali italiani. Al prodotto
lavorano il condirettore Piero Sansonetti insieme con il redattore capo
Pietro Spataro, Alberto Cortese , Roberto Roscani .
Dal 28 gennaio 1995 è il primo giornale ad allegare film in VHS ogni sabato
pressocché ininterrottamente per tre anni. Grazie a queste operazioni
l'Unità risana i suoi debiti.
Dalla direzione fallimentare de l'Unità al governo con Prodi
Dopo la nascita nel 1991 di quel mostriciattolo che fu il Partito
democratico della sinistra (PDS), che pose fine al PCI revisionista e ai
suoi 70 anni di inganni a danno del proletariato italiano, Veltroni ne
diventa uno dei massimi dirigenti, e nel 1992 gli viene affidata la
direzione del quotidiano ufficiale della Quercia, l'Unità, carica che
terrà fino al 1996, quando diventerà vice di Prodi e ministro dei Beni
culturali e ambientali con delega per lo Spettacolo e lo Sport nel primo
governo di "centro-sinistra" del liberista privatizzatore democristiano.
Già allora invasato dal culto del potere dei moderni mezzi di
informazione, impersonato dall'astro nascente Berlusconi a cui guarda come
a un modello, Veltroni cercherà di "svecchiare" l'Unità, da organo di
partito che è rimasto anche dopo la liquidazione del PCI e trasformarlo in
un moderno quotidiano "di opinione", anche con operazioni al limite del
temerario e del ridicolo, pescate nel suo del tutto personale mondo di
"valori". Che è quello dei miti del cinema e del calcio, dell'America
"liberal" e del "sogno kennediano", e del partito democratico Usa di cui
si professa già allora un convinto ammiratore, del non credente, quale si
definisce, affascinato però dalle figure "carismatiche" della chiesa e del
pensiero cattolico, come Dossetti, Don Milani, lo stesso anticomunista
Wojtyla, e così via.
È così che nascono certe iniziative editoriali come le collezioni di
figurine dei calciatori, i gadget in edicola col giornale, e perfino la
pubblicazione dei Vangeli da regalare in migliaia di copie ai lettori,
presentati in anteprima in Vaticano ad un soddisfatto e benedicente
Wojtyla, mentre si fa più spazio alla cronaca, allo sport, alla moda e ad
altre frivolezze e la politica è sempre più trattata con un taglio
liberale, liberista e borghese. Risultato: negli anni della sua gestione i
lettori de l'Unità crollano ai minimi storici e il giornale arriva
sull'orlo del fallimento, per poi finire in mano a editori privati e
vivacchiare per anni spartito tra tutte le correnti dei DS.
Nel 1994, dopo la sconfitta della "gioiosa macchina da guerra" di Occhetto
nelle elezioni che segnano il trionfo di Berlusconi e del suo primo
governo neofascista, si apre la lotta alla successione del liquidatore del
PCI. Veltroni, sostenuto dalla "base" attraverso una pioggia di fax, è uno
dei due papabili insieme a D'Alema, più gradito all'apparato. Al Consiglio
nazionale del PDS la spunta quest'ultimo, per 249 voti contro 173, e
Veltroni resta a l'Unità. Ma nel 1996, con il ticket con Prodi nelle
politiche vinte dall'Ulivo, ricomincia la scalata di Walter ai piani alti
del potere. Lascia senza rimpianti l'Unità ridotta sul lastrico e si cala
nelle vesti di n. 2 del governo Prodi e ministro dei Beni culturali, Sport
e Spettacolo: un ministero chiave per la sua carriera politica, in quanto
gli permette di coltivare e incrementare al massimo le relazioni e le
amicizie con il mondo del cinema, dello sport, dei media e
dell'intellighenzia, soprattutto romana, che risulteranno preziose per il
successivo balzo in Campidoglio e per la futura incoronazione a leader
indiscusso del PD. Relazioni e amicizie che egli coltiva attivamente e
sapientemente, e non solo nella "sinistra" borghese, ma anche nella
destra; cominciando subito a conquistarne le simpatie inviando, appena
eletto ministro, un telegramma ai familiari del rinnegato Renzo De Felice,
storico revisionista del fascismo e di Mussolini, appena deceduto (a cui
intitolerà poi una strada di Roma, ndr), nel quale telegramma si
rimpiangeva "una figura così in dipendente che ha saputo conquistarsi
prestigio e fama internazionale".
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"Ogni uomo nasce gemello, colui che è, e colui che crede di essere".
manager di telecom
poseidone: questi sono i manager di telecom.....pagati 800.000 euro l'anno...sentite
che boiateeeeeee...napoleone lo sanno anche i cani perse a
waterlooooooooooooo
...
Investire
2
05-04-2008 10.12.10
grande veltroni a roma (romeno zingaro)
manu: CHE PERMETTE A ROMENI ZINGARI
DI violentare e uccidere la moglie di un militare
RAZZA DI C@@@@@@@
ALTRO CHE CINEMA
nella baracca col rumeno ti mando
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Borsa
15
31-10-2007 19.58.46
Compensi dei manager
l'allegro chirurgo: Questi quelli mondiali...
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