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  #1  
Vecchio 17-03-2008, 02.07.41
Bigmeme
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito politica monetaria e crisi economica

prendendo spunto dalle dichiarazioni di John Thain
numero 1 della merrill lynce, dichiarazioni a mio
avviso molto illuminanti...
come più volte scritto, il problema della crisi attuale
è dovuto in prima istanza ai mutui sub prime, cioè
quelli a più alto rischio.
In questo, il problema principale non è il costo del
denaro ma la mancanza di fiducia nel prestarlo e
posto questo, viste le perdite e relative svalutazione
il razionamento del credito anche ad individui a più
basso rischio: se vi sono dubbi d'insolvenza su d'un
creditore, che questo possa pagarlo più o meno..
fà poca differenza perchè comunque non lo presterò.
Il problema non è il prezzo, ma il razionamento del
credito.
Io fossi il policy maker, la smetterei di abbassare
il costo del denaro, cosa che, a mio avviso nel
medio termine potrebbe essere un problema, e
comincerei a fare il prestatore di ultima istanza
a chi ne ha bisogno, a tassi prestabiliti, cosi come
ha fatto la Bce qualche mese addietro.. anche se
la crisi in europa non è certo come quella negli states.
Continuare ad intervenire sul costo del denaro è
cosa pericolosa, perchè nel rapporto causa effetto,
muovere le leve del costo del denaro ha un effetto
solo conseguenziale alla volontà o meno di prestare
denaro.
Per la questione di mutui in sofferenza, io credo
che la soluzione migliore sia una moratoria sulle
vendite all'asta... se vi è una crisi economica,
anche se i tassi variabili scendono, ha poca importanza
a fronte di utenti che non possono pagare la rata.
Inutile poi è vendergli l'immobile in asta, a fronte
d'un mercato immobiliare in netto calo, alla fine
l'istituo bancario non coprirebbe neppure il capitale.
In questo, sinceramente non capisco affatto la
politica monetaria della Fed, preoccupata più
delle apparenze che dell'essere della crisi.
Molto più accorta i misurata mi sembra la politica
monetaria della Bce.
Tuttavia credo che tale politiche siano anche
influenzate dalla questione della bilancia dei pagamenti,
ed il deficit strutturale di quella statunitense.. che ha
bisogno di capitali in entrata per finanziarie il deficit
delle partite correnti; la mancanza di questi capitali,
e la fuoriuscita dall'aria dollaro, determina un netto
deprezzamento del dollaro, che appunto stiamo
assistendo.
A bocce ferme, con gli aggregati economici che
abbiamo, secondo un mio studio econometrico
abbastanza affidabile, il valore "economicamente
giusto" del dollaro è di 1,85 rispetto all'euro;
ovviamente il dato è ad oggi.. ed in divenire.
Il fatto è che gli states comunque non hanno ancora
vista un deflusso di capitali netti a fronte d'una situazione
economica per certi versi più che negativa; questo ha
permesso al cambio di reggere ancora.. per la fortuna
un pò di tutti.. non credo che a fronte d'un cambio 1,85
contro euro, l'economia europea reggerebbe ancora.
Ma è certo che il cambio è ancora sopravvalutato,
perchè per quanto si possa dire, non esistono e non
sono mai esistiti cambi liberi; i cambi sono sempre stati
alla meglio.. amministrati, ed è un bene che sia cosi.
ciao ciao

bigmeme


Alt 17-03-2008, 02.07.41
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 17-03-2008, 07.43.49
Conte di Montescano
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: politica monetaria e crisi economica


"Bigmeme" <bigmemeNOSPAM@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:47ddc460$0$36452$4fafbaef@reader5.news.tin.it ...
> prendendo spunto dalle dichiarazioni di John Thain
> numero 1 della merrill lynce, dichiarazioni a mio
> avviso molto illuminanti...
> come più volte scritto, il problema della crisi attuale
> è dovuto in prima istanza ai mutui sub prime, cioè
> quelli a più alto rischio.
> In questo, il problema principale non è il costo del
> denaro ma la mancanza di fiducia nel prestarlo e
> posto questo, viste le perdite e relative svalutazione
> il razionamento del credito anche ad individui a più
> basso rischio: se vi sono dubbi d'insolvenza su d'un
> creditore, che questo possa pagarlo più o meno..
> fà poca differenza perchè comunque non lo presterò.
> Il problema non è il prezzo, ma il razionamento del
> credito.
> Io fossi il policy maker, la smetterei di abbassare
> il costo del denaro, cosa che, a mio avviso nel
> medio termine potrebbe essere un problema, e
> comincerei a fare il prestatore di ultima istanza
> a chi ne ha bisogno, a tassi prestabiliti, cosi come
> ha fatto la Bce qualche mese addietro.. anche se
> la crisi in europa non è certo come quella negli states.
> Continuare ad intervenire sul costo del denaro è
> cosa pericolosa, perchè nel rapporto causa effetto,
> muovere le leve del costo del denaro ha un effetto
> solo conseguenziale alla volontà o meno di prestare
> denaro.
> Per la questione di mutui in sofferenza, io credo
> che la soluzione migliore sia una moratoria sulle
> vendite all'asta... se vi è una crisi economica,
> anche se i tassi variabili scendono, ha poca importanza
> a fronte di utenti che non possono pagare la rata.
> Inutile poi è vendergli l'immobile in asta, a fronte
> d'un mercato immobiliare in netto calo, alla fine
> l'istituo bancario non coprirebbe neppure il capitale.
> In questo, sinceramente non capisco affatto la
> politica monetaria della Fed, preoccupata più
> delle apparenze che dell'essere della crisi.
> Molto più accorta i misurata mi sembra la politica
> monetaria della Bce.
> Tuttavia credo che tale politiche siano anche
> influenzate dalla questione della bilancia dei pagamenti,
> ed il deficit strutturale di quella statunitense.. che ha
> bisogno di capitali in entrata per finanziarie il deficit
> delle partite correnti; la mancanza di questi capitali,
> e la fuoriuscita dall'aria dollaro, determina un netto
> deprezzamento del dollaro, che appunto stiamo
> assistendo.
> A bocce ferme, con gli aggregati economici che
> abbiamo, secondo un mio studio econometrico
> abbastanza affidabile, il valore "economicamente
> giusto" del dollaro è di 1,85 rispetto all'euro;
> ovviamente il dato è ad oggi.. ed in divenire.
> Il fatto è che gli states comunque non hanno ancora
> vista un deflusso di capitali netti a fronte d'una situazione
> economica per certi versi più che negativa; questo ha
> permesso al cambio di reggere ancora.. per la fortuna
> un pò di tutti.. non credo che a fronte d'un cambio 1,85
> contro euro, l'economia europea reggerebbe ancora.
> Ma è certo che il cambio è ancora sopravvalutato,
> perchè per quanto si possa dire, non esistono e non
> sono mai esistiti cambi liberi; i cambi sono sempre stati
> alla meglio.. amministrati, ed è un bene che sia cosi.
> ciao ciao
> bigmeme


riflessione notturna che condivido nella impostazione delle cause
del problema U.S. - Sul valore di arrivo del $ a 1.85 dubito che si
vada oltre 1.70, vuoi xche' di fatto i cambi non sono proprio liberi,
vuoi xche' l'innesco di una crisi, a questo punto +probabile in Europa,
produrra' un riassetto naturale del cambio.
Mi piacerebbe sapere come hai determinato l' 1.85, se la cosa si
puo' spiegare in breve e non e' troppo complessa.
At salut. Il Conte.


  #3  
Vecchio 17-03-2008, 13.57.55
Bigmeme
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: politica monetaria e crisi economica


"Conte di Montescano" <Contemonte@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:frl3vh$pi6$1@nnrp-beta.newsland.it...
> riflessione notturna che condivido nella impostazione delle cause
> del problema U.S. - Sul valore di arrivo del $ a 1.85 dubito che si
> vada oltre 1.70, vuoi xche' di fatto i cambi non sono proprio liberi,
> vuoi xche' l'innesco di una crisi, a questo punto +probabile in Europa,
> produrra' un riassetto naturale del cambio.
> Mi piacerebbe sapere come hai determinato l' 1.85, se la cosa si
> puo' spiegare in breve e non e' troppo complessa.
> At salut. Il Conte.


hai nozioni di statistica economica?
o meglio di econometria?

bigmeme


  #4  
Vecchio 17-03-2008, 14.18.11
Conte di Montescano
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: politica monetaria e crisi economica


"Bigmeme" <bigmemeNOSPAM@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:47de6ad5$0$36447$4fafbaef@reader5.news.tin.it ...
> "Conte di Montescano" <Contemonte@alice.it> ha scritto nel messaggio
> news:frl3vh$pi6$1@nnrp-beta.newsland.it...
>> riflessione notturna che condivido nella impostazione delle cause
>> del problema U.S. - Sul valore di arrivo del $ a 1.85 dubito che si
>> vada oltre 1.70, vuoi xche' di fatto i cambi non sono proprio liberi,
>> vuoi xche' l'innesco di una crisi, a questo punto +probabile in Europa,
>> produrra' un riassetto naturale del cambio.
>> Mi piacerebbe sapere come hai determinato l' 1.85, se la cosa si
>> puo' spiegare in breve e non e' troppo complessa.
>> At salut. Il Conte.

> hai nozioni di statistica economica?
> o meglio di econometria?


no, ho una formazione scientifica + formazione economia aziendale.
Se e' complesso non e' il caso di addentrarsi.
Grazie e at salut. Il Conte.
> bigmeme



 

Tags
crisi, economica, monetaria, politica
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