Moda: export italiano, sale anche la Russia (+28,2%)
Mosca supera gli Usa, cresce velocemente abbigliamento maschile
(ANSA) - MILANO, 25 FEB - La Russia sorpassa gli Usa nell'export
del 'Made in Italy' e si assicura il quarto posto nel mercato mondiale
dell'abbigliamento.
Secondo dati del Centro Studi Sistema Moda Italia nei
primi dieci mesi del 2007 le esportazioni in Russia sono cresciute del
28,2%, superando il miliardo di euro. Circa 650 milioni sono
ascrivibili
alla donna (vestiario esterno, maglieria e calzetteria), mentre il
vestiario
esterno maschile, che incide per circa il 13%, cresce piu' velocemente
(+46%).
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bisogna vedere quanta di quella roba è stata fatta in cina e
inscatolata e marchiata in Italia.
Se così fosse l'euro forte nn centra un tubo e tanto meno mortadella.
Anzi de fosse davvero Made in Italy al 100% dovrei dire bravi a
quegli imprenditori che hanno esportato malgrado prodi, i suoi
taglieggi e verifiche del cazzo
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"Dark Angel" <dark@angel.it> ha scritto nel messaggio
news:56_2008_192520_GON@127.0.0.1...
bisogna vedere quanta di quella roba è stata fatta in cina e
inscatolata e marchiata in Italia.
Se così fosse l'euro forte nn centra un tubo e tanto meno mortadella.
Anzi de fosse davvero Made in Italy al 100% dovrei dire bravi a
quegli imprenditori che hanno esportato malgrado prodi, i suoi
taglieggi e verifiche del cazzo
balle ! Dark tutta propakanta di regime non sanno più che minchia
inventarsi
"Dark Angel" <dark@angel.it> ha scritto nel messaggio
news:56_2008_192520_GON@127.0.0.1...
> bisogna vedere quanta di quella roba è stata fatta in cina e
> inscatolata e marchiata in Italia.
> Se così fosse l'euro forte nn centra un tubo e tanto meno mortadella.
> Anzi de fosse davvero Made in Italy al 100% dovrei dire bravi a
> quegli imprenditori che hanno esportato malgrado prodi, i suoi
> taglieggi e verifiche del cazzo
Tra i successi del governo Prodi:
Oltre 100 operazioni di acquisizione all'estero per un valore
di 57 miliardi:
mai come nel 2007 le imprese italiane sono state così attive
sui mercati internazionali. Non solo i grandi gruppi pubblici
e privati.....
C'è un Enel che comprando Endesa fa un salto
dimensionale che nessun altro in Europa è riuscito a fare,
c'è un Eni che nei dodici mesi riesce a comprare nuovi asset
più di qualunque dei suoi competitor internazionali, c'è
Mediaset che investe 2,6 miliardi di dollari per comprare Endemol.
Luxottica ne spende 2,1 per la Oakley. Tenaris per un miliardo
e quattro acquista Hydril e Rcs impiega oltre un miliardo per
Recoletos. E ce ne sono altre decine che con investimenti
ciascuno nell'ordine delle centinaia di milioni
di euro hanno fatto fare un salto di livello
all'internazionalizzazione dell'impresa italiana.
Tra i grandi in effetti la parte del leone l'ha fatta
l'industria della quale l'azionista di riferimento è lo Stato.
Per Eni ed Enel così come per Finmeccanica e anche Fincantieri
il 2007 è stato una sorta di anno della
riscossa.
E' come se questa fetta d'industria nazionale a controllo
pubblico si fosse liberata e avesse ritrovato orgoglio.
Il governo azionista ha fatto la sua parte. Il messaggio dato
alle sue partecipate dal ministero dell'Economia è stato che
dopo anni in cui la priorità era tirare fuori tutto il possibile
per rinsanguare le casse dello stato,
ora la priorità è crescere,
perché in un mondo come quello di oggi
neanche l'Eni, con i suoi quasi cento miliardi di capitalizzazione
di Borsa o l'Enel con il suoi oltre 50 possono considerarsi
grandi abbastanza.
Ha fatto la sua parte anche il governo istituzione,
con il presidente del
consiglio e alcuni ministri che si sono spesi molto in giro
per il mondo per appoggiare le strategie delle imprese italiane,
a partecipazione pubblica e non. In realtà hanno semplicemente
fatto quello che da sempre fanno i governi francese, inglese,
tedesco,
e che invece negli anni passati
in
Italia non faceva nessuno.
Nei primi undici mesi dell'anno, secondo le stime di Kpmg
Corporate Finance,
le acquisizioni all'estero di imprese italiane sono
state 108 per un ammontare complessivo di 57 miliardi euro.
Erano stati 15 miliardi di euro nel 2006, 29 nel 2005
(grazie all'effetto UnicreditoHvb), solo 4 nel 2004.
«La cosa importante dice Max Fiani di Kpmg Corporate Finance
è da una parte che si tratta di una tendenza che già si è avviata
nel 2006 e si è consolidata nel 2007 e, dall'altra, che è un
fenomeno ad ampio raggio, che riguarda imprese di settori
diversi e di dimensioni diverse».
E' il risveglio, dopo anni di lavoro interno e silenzioso,
di un pezzo di paese che forse da solo non basta a trainarci
tutti e 56 milioni quanti siamo fuori dal guado, ma che sta
facendo in pieno la sua parte.
Adesso sarà interessante vedere come questi gruppi riusciranno
a cavarsela nel 2008, che si annuncia come un anno assai meno
brillante dal punto di vista della congiuntura.
Però è possibile che alcuni di loro riescano (ancora una volta)
a fare molti soldi, visto che molti comprano materie prime
in dollari
[ e vendono i prodotti finiti in euro............]
....................
Grandi aziende a parte, importantissimo è quello che sta
avvenendo nei gruppi di dimensioni più piccole.
La Rottapharm di Milano, per esempio, ha comprato per 610 milioni
di euro la tedesca Madaus, ed è la più grande operazione mai fatta
da un'azienda farmaceutica italiana in Europa,
mentre Recordati ha comprato la francese Orphan Europe.
Sorgenia, del gruppo Cir ha acquistato in Francia l'80 per cento
della Société Francaise d'Eoliennes,
Buongiorno ha comprato l'inglese iTouch.
Italcementi ha fatto acquisti in Cina,
Value Partners in Inghilterra,
Eurotech in Giappone.
Cerutti ha acquistato la tedesca Koenig&Bawer diventando
leader mondiale nelle rotative per rotocalco.
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"* Jack * ~DueHammer~" <alavuràà@cialtrùùn.comha scritto nel messaggio
news:47c314e4$0$17951$4fafbaef@reader1.news.tin.it ...
> "Dark Angel" <dark@angel.it> ha scritto nel messaggio
> news:56_2008_192520_GON@127.0.0.1...
> bisogna vedere quanta di quella roba è stata fatta in cina e
> inscatolata e marchiata in Italia.
> Se così fosse l'euro forte nn centra un tubo e tanto
> meno mortadella.
> Anzi de fosse davvero Made in Italy al 100% dovrei dire bravi a
> quegli imprenditori che hanno esportato malgrado prodi, i suoi
> taglieggi e verifiche del cazzo
> balle ! Dark tutta propakanta di regime non sanno più
> che minchia inventarsi
Secondo i dati dell'"International Financial Statistics"
del Fondo monetario
la nostra quota di mercato mondiale segna un forte recupero
dal 3,4 al 3,8%.
I dati pubblicati nel primo numero del 2008 delle "International
Financial Statistics" del Fondo monetario internazionale permettono
di aggiornare ai primi nove mesi del 2007 le tendenze del mercato
mondiale delle esportazioni.
La Germania si conferma in testa alla classifica dei maggiori
esportatori mondiali, con una quota di mercato che raggiunge
il 10,1%. La Cina supera gli Stati Uniti.
L'Italia segna un consistente recupero,
con una quota di mercato che risale al 3,8%
rispetto al 3,4% registrato nei primi nove mesi del 2007.
Rispetto ai principali competitor,
il peso sul mondo dell'export italiano riduce
la distanza dalla quota in capo alla Francia (4,1%)
mentre doppia
l'incidenza a livello mondiale delle esportazioni
della Spagna (1,9%).
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Forte delle mie conoscenze, Prodi......
bony: Prodi, dicevo, ha delle probabilità di farcela,
ma ci sarebbe un patto segreto.
Dopo la fiducia con uno due voti di scarto,
Prodi da Napolitano e si dimette.
Napolitano lo reincarica e si fa un...
[OT]Il governo Prodi....
antipollo: Il governo Prodi, forse uno dei governi più vicino alle strategie
politico-economiche anglo-statunitensi, ha dato inizio ufficialmente alla
campagna delle grandi liberalizzazioni, delle grandi...
PRODI: FARO' UN GOVERNO FORTE.
Woodstock®: PRODI: FARO' UN GOVERNO FORTE. NESSUNA PRESIDENZA ALLA CDL
Roma, 11 apr. (Apcom) - "Non abbiamo nessuna idea di presentare una
maggioranza diversa da quella dell'Unione". Con queste parole...