Non candidiamo i condannati,anzi facciamo un po come cazzo ci pare.
[cit]
Pdl: non candidiamo i condannati. Ma per Berlusconi non vale
Veltroni se l’era augurato. «Anche altri partiti dovrebbero inserire dei
vincoli alle proprie candidature, analoghi a quelli che il Pd si è dato
nel
suo codice etico». La destra l’ha preso in parola. Ovviamente, a modo
suo.
Se il codice etico approvato dal coordinamento nazionale del partito
Democratico prevede che non ci siano «candidati che abbiano avuto
condanne
di primo grado», il Pdl ha deciso invece di escludere dalle liste
chiunque
abbia «procedimenti penali in corso». Ma fanno un’eccezione. Saranno
infatti
«esclusi, naturalmente, quelli che, come sappiamo, hanno un origine di
carattere politico».
Chi valuterà l’esistenza o meno di una «matrice politica» nel
procedimento
penale, non è dato sapere. Fatto sta che la norma suona come l’ennesima
“legge ad personam” sfornata dal centrodestra. Si immagina che si
stabilirà
la chiara matrice politica delle accuse imputate a Silvio Berlusconi o a
Marcello Dell’Utri, giusto per fare un esempio.
Certamente nel “codice etico” abbozzato dal Popolo delle Libertà, non
c’è il
requisito della coerenza. Torna infatti nelle fila del Pdl Domenico
Fisichella che vanta tre legislature nella Cdl ed una sotto le insegne
della
Margherita: Fisichella, tra i fondatori di An, aveva abbandonato il
partito
nel novembre del 2005 in polemica con il federalismo previsto dalla
riforma
costituzionale varata dal centrodestra e poi respinta dal referendum.
Eletto
senatore con la Margherita nell'ultima legislatura, il 24 gennaio 2008,
ha
votato contro la fiducia al governo Prodi, contribuendo a farlo cadere.
Ora
torna all’ovile.
Re: Non candidiamo i condannati,anzi facciamo un po come cazzo cipare.
Anonymous ha scritto:
> [cit]
> Pdl: non candidiamo i condannati. Ma per Berlusconi non vale
> Veltroni se l'era augurato. «Anche altri partiti dovrebbero inserire dei
> vincoli alle proprie candidature, analoghi a quelli che il Pd si è dato
> nel
> suo codice etico». La destra l'ha preso in parola. Ovviamente, a modo
> suo.
> Se il codice etico approvato dal coordinamento nazionale del partito
> Democratico prevede che non ci siano «candidati che abbiano avuto
> condanne
> di primo grado», il Pdl ha deciso invece di escludere dalle liste
> chiunque
> abbia «procedimenti penali in corso».
Ridicolismo allo stato puro. Berlusconi, se volesse davvero il bene del
paese non si candiderebbe, ed insieme a lui la maggior parte del suo
partito di gentaglia con processi in corso o condanne sul groppone. E
invece no. Sono tutti vittime di persecuzioni delle toghe rosse.